Cambiamenti territoriali della Polonia dopo la seconda guerra mondiale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nuovi e vecchi confini della Polonia, 1945
Cartina amministrativa della Polonia dal 1930

Con i cambiamenti territoriali della Polonia dopo la seconda guerra mondiale del 1945, avvenuti a seguito delle decisioni prese dagli Alleati durante le conferenze di Jalta e di Potsdam, il confine orientale della Polonia fu spostato verso ovest, anche a causa dell'insistenza dell'Unione Sovietica in tal senso.
I territori orientali, acquisiti dalla Polonia dopo la guerra sovietico-polacca e che l'Unione Sovietica (eccetto la regione di Bialystok) aveva rioccupato nel 1939, furono annessi dalla stessa URSS che ne espulse e la maggior parte della popolazione polacca.
Oggi questi territori fanno parte di Bielorussia, Ucraina e Lituania.

In compenso di questo, alla Polonia fu assegnato il territorio della la parte meridionale della Prussia orientale, e quelli della Pomerania, Posnania e Slesia, fino ai fiumi Oder e Neisse stabilendo sui loro corsi il confine tra la Germania e la Polonia e luoghi da dove la popolazione tedesca fu a sua volta espulsa.
In queste regioni fu permesso l'insediarsi delle popolazioni polacche in precedenza espulse dall'URSS o provenienti dalla Polonia centrale.
L'area di Zaolzie, annessa dalla Polonia dopo l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia nel 1938, fu invece restituita a quest'ultima per volere di Stalin.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Polonia Portale Polonia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Polonia