Surrogazione di maternità

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La surrogazione di maternità o gestazione per altri o gestazione d'appoggio, talvolta denominata "utero in affitto", è il ruolo che nella fecondazione assistita è proprio della donna (madre portante) che assuma l'obbligo di provvedere alla gestazione e al parto per conto di una persona o una coppia sterile, alla quale si impegna a consegnare il nascituro. La fecondazione può essere effettuata con seme e ovuli sia della coppia sterile sia di donatori e donatrici attraverso concepimento in vitro.

La surrogazione in pratica si ha quando una donna si presta a portare a termine un'intera gravidanza, fino al parto, su commissione di single o coppie incapaci di generare o concepire un bambino[1].

Status giuridico della surrogazione di maternità nel mondo:

__ Legale sia la forma lucrativa sia quella altruistica

__ Nessuna regolamentazione giuridica

__ Legale solo la forma altruistica

__ Permessa tra parenti fino al secondo grado di consanguineità

__ Proibita

__ Situazione non regolamentata/incerta

Aspetti legali[modifica | modifica wikitesto]

Esiste, in molti paesi, il concetto legale per cui la donna che partorisce un bambino ne è considerata la madre a tutti gli effetti, e gli accordi prenatali sulla futura nascita sono considerati nulli (come, ad esempio, in Italia[2]). Alcuni paesi (come ad esempio il Canada) ne proibiscono solo la forma commerciale, ammettendone quella "altruista", gestita da agenzie specializzate che prevedono un "rimborso spese" per le donatrici oltre a tutti gli oneri dovuti alla pratica [3][4] Altri ancora, invece, permettono entrambe le forme (Belgio, Georgia, Ucraina).

Grecia Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 è stata introdotta in Grecia la legge 3089/2002 riguardante la riproduzione assistita, che incorporava regole specifiche per permettere la surrogata, dando a questa pratica una legittimazione legale.[5]

Le leggi greche, comunque, permettono questa tecnica solamente nel caso in cui non ci sia alcun tipo di vincolo genetico tra la gestante e gli embrioni, e ne garantiscono l'accesso solo a donne impossibilitate a una gestazione autonoma, con prove mediche che lo confermino. È infine richiesto che entrambe le donne implicate nel processo siano residenti in Grecia.

India India[modifica | modifica wikitesto]

In India il processo di gestazione surrogata è legale, e ha un costo che oscilla tra i 20.000 e i 40.000 dollari. La legislazione di questo paese è molto flessibile dal 2002, ed è nel 2008 che, con il caso Manji, la Corte Suprema indiana ha ufficializzato la legalità della maternità commerciale. Tuttavia, dal luglio 2013 è proibito nel paese ricorrere alla maternità surrogata per coppie omosessuali, single stranieri e coppie provenienti da paesi in cui questa pratica non è permessa.[6]

Italia Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la surrogazione di maternità costituisce una pratica medica vietata.

Qualora si optasse di usufruire di questa pratica in paesi esteri che lo permettono, si pongono alcuni problemi. Le norme italiane consentono il riconoscimento automatico dei genitori biologici e ammettono quindi la trascrizione dell'atto di nascita del neonato. Non sussistendo nell'ordinamento una norma che permetta il riconoscimento automatico del rapporto di genitorialità, si pone il problema del riconoscimento del legame familiare tra il figlio e il genitore non biologico (o genitore sociale); situazione che si verifica allorché l'ovulo o lo spermatozoo siano donati da un soggetto terzo. L'ipotesi è tipica delle coppie eterosessuali, quando la madre non è in grado di fornire l'ovulo alla donna portatrice[7], e delle coppie omosessuali.[8]

In assenza di una disciplina che permetta l'instaurarsi del legame parentale tra il neonato e il genitore sociale, alcune famiglie si sono rivolte alla magistratura evidenziando come il quadro normativo precluda il diritto del minore a vedere riconosciuto il suo rapporto con il genitore sociale.[9]

Regno Unito Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno Unito la surrogazione di maternità non è legale. Il quadro giuridico che si era iniziato nel 1985 è poi andato raffinandosi in diverse modificazioni regolando soltanto il trasferimento di paternità in un tempo successivo alla nascita. Praticamente, è solo dopo la nascita del bambino che i coniugi che vogliono diventare genitori possono far richiesta di adozione. I requisiti previsti sono i seguenti:

  • I richiedenti devono essere sposati, in un'unione civile o conviventi (incluse coppie dello stesso sesso). I single non possono farne richiesta.
  • La gravidanza non può essere dovuta a un rapporto sessuale.
  • Il bambino deve vivere con i genitori che ne fanno richiesta fin dalla sua nascita.
  • Nel momento in cui viene avanzata la richiesta di trasferimento, almeno uno dei due genitori deve avere il domicilio nel Regno Unito.
  • I richiedenti devono avere almeno una connessione genetica parziale con il bambino.
  • La richiesta deve essere realizzata entro i 6 mesi che seguono la nascita del bambino.
  • La gestante non può dare il suo consenso al trasferimento fino ad almeno 6 settimane dopo la nascita.
  • Si deve dimostrare che non c'è stato nessun interscambio di denaro al di fuori delle ragionevoli spese del processo.[5]

Russia Russia[modifica | modifica wikitesto]

La maternità surrogata, incluso quella commerciale, è legale in Russia[10], e accessibile praticamente a tutti i maggiorenni che desiderano diventare genitori.[11]

In Russia il primo programma di surrogazione di maternità è stato condotto nel 1995 presso il Centro per la fecondazione in vitro, insieme con l'Istituto di Ostetricia e Ginecologia di San Pietroburgo.[12]

Le trascrizioni nei registri dei bambini nati attraverso la surrogazione di maternità sono regolamentate dal Codice della Famiglia (articoli 51 e 52) e dalla Legge degli Atti dello Stato Civile (articolo 16). La madre surrogata deve dare il suo consenso affinché il nascituro venga registrato. Per questo processo non è necessaria né una risoluzione giuridica, né un processo di adozione. Il nome della madre surrogata, comunque, non compare nel certificato di nascita. Non è obbligatorio che il bambino abbia un vincolo genetico con almeno uno dei genitori richiedenti. I bambini nati dalla surrogazione di maternità per richiesta di persone single o coppie di fatto eterosessuali vengono iscritti per analogia della legge (articolo 5 del Codice della Famiglia), anche se potrebbe essere necessaria una risoluzione giuridica.

La legislazione in vigore ha reso la Russia una destinazione attraente per i "turisti riproduttivi", che viaggiano all'estero alla ricerca di tecniche non disponibili nei propri paesi d'origine. In Russia, gli stranieri godono degli stessi diritti sulla riproduzione assistita dei russi. Entro i tre giorni successivi al parto, la coppia committente riceve il certificato di nascita russo, nel quale i due risultano come padre e madre.[13]

Spagna Spagna[modifica | modifica wikitesto]

In Spagna i contratti prenatali sulla gestazione e la prole sono considerati nulli, per cui i nascituri sono legalmente figli dei genitori biologici, secondo l'articolo 10 della legge 14/2006, del 26 maggio, sulle tecniche di riproduzione assistita.[14] Tuttavia, in Spagna, l'affidamento di un bambino nato mediante surrogazione di maternità a favore dei genitori che ne hanno fatto richiesta è possibile, se si possiede una serie di requisiti (stabiliti dai provvedimenti della Direzione Generale dei Registri e del Notariato del 5 ottobre 2010 sul regime di registrazione della filiazione dei nascituri tramite sostituzione gestazionale).[15]

Ucraina Ucraina[modifica | modifica wikitesto]

La maternità surrogata, inclusa quella commerciale, è legale in Ucraina. Il nuovo codice della Famiglia (art. 123, punto 2) dispone che, nei casi in cui l'embrione generato da due coniugi viene trasferito a un'altra donna, sono comunque i due coniugi i genitori riconosciuti del bambino. Il punto 3 dell'articolo permette inoltre ai coniugi di ricorrere alla fecondazione in vitro con ovociti donati. In qualunque caso, avendo dato il loro consenso all'applicazione delle tecniche di riproduzione assistita, è riconosciuta ai coniugi la piena potestà genitoriale sui bambini nati da queste tecniche. L'aspetto medico di questa questione, invece, viene regolato dall'Ordine del Ministero della Salute ucraino nº 771, del 23/12/2008.

In seguito alla nascita del bambino, la coppia ottiene il certificato ucraino di nascita, nel quale i due risultano il padre e la madre. Nei casi in cui si è fatto ricorso a una donazione, non assume alcuna importanza la relazione genetica "incompleta" con il nascituro. Il paese, inoltre, è una delle mete più gettonate per le coppie italiane che decidono di ricorrere alla surrogazione di maternità, dati i suoi costi piuttosto accessibili, rispetto a quelli americani.[16]

Stati Uniti Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti sono otto gli stati in cui è legale ricorrere alla surrogazione di maternità. Lo Stato americano che ha regolamentato per primo questo processo è quello della California.

Richiesta dell'abolizione universale della surrogazione di maternità[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 2016 si è tenuto a Parigi un convegno per l'abolizione universale della surrogazione di maternità, organizzato dalle associazioni femministe francesi e patrocinato dal parlamento transalpino, al quale hanno aderito ricercatrici, giuriste, medici, attiviste e attivisti per i diritti umani di tutto il mondo.[17] A conclusione dei lavori dell'assemblea, è stata formulata la richiesta formale perché la pratica della maternità surrogata venga proibita e resa illegale in tutto il mondo[18] in quanto ritenuta "disumanizzante" e contraria alla dignità e ai diritti delle donne e dei neonati.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corti, p. 1.
  2. ^ Maternità surrogata, un sogno “all inclusive” da 30 mila euro
  3. ^ Paesi in cui la maternità assistita è permessa [1]
  4. ^ Surrogacy in Canada online[ http://www.surrogacy.ca/services/the-cost-of-surrogacy.html]
  5. ^ a b (EN) Studio comparativo degli accordi di maternità surrogata nei paesi membri dell'Unione europea PDF, 2013.
  6. ^ (ES) Articolo del giornale spagnolo "El Mundo" sulla surrogazione di maternità in India
  7. ^ http://www.articolo29.it/2014/surrogazione-di-maternita-unimportante-sentenza-del-tribunale-di-milano/
  8. ^ http://www.biodiritto.org/index.php/item/593-corte-d%E2%80%99appello-di-torino-%E2%80%93-ordine-di-trascrivere-il-certificato-di-nascita-di-un-minore-nato-da-due-donne-all%E2%80%99estero
  9. ^ http://www.biodiritto.org/index.php/item/download/521_986cc33bda7a3d31545f85e8f4883b00
  10. ^ (EN) Svitnev K. Regolazione legale della riproduzione assistita in Russia.
  11. ^ Svitnev K. Surrogacy e la sua regolazione legale in Russia
  12. ^ (ES) [2]
  13. ^ PostersEthics and Law
  14. ^ BOE.es - Documento BOE-A-2006-9292
  15. ^ (ES) provvedimenti della Direzione Generale dei Registri e del Notariato del 5 ottobre 2010 sul regime di registrazione della filiazione dei nascituri tramite sostituzione gestazionale.
  16. ^ Maternità in affitto, il grande business. Ma in Italia si rischia il carcere
  17. ^ Huffington Post "A Parigi convegno mondiale contro la maternità surrogata, con l'appoggio del parlamento e delle femministe"[3]
  18. ^ http://www.avvenire.it/Vita/Pagine/parigi-firmata-mozione-divieto-utero-in-affitto.aspx
  19. ^ http://abolition-gpa.org/charte/italiano/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesca Maria Zanasi, Maternità surrogata, in Persona e Danno, Key editori, Milano, 2014.
  • Giuseppe Cassano, Le nuove frontiere del diritto di famiglia. Il diritto a nascere sani, la maternità surrogata, la fecondazione artificiale eterologa, Milano, Giuffré, 2000.
  • Ines Corti, La maternità per sostituzione, Milano, Giuffré, 2000.
  • Carla Faralli e Cecilia Cortesi, Nuove maternità. Riflessioni bioetiche al femminile, Diabasis, 2005.
  • Alicia B. Faraoni, La maternità surrogata. La natura del fenomeno, gli aspetti giuridici, le prospettive di disciplina, Milano, Giuffré, 2002.
  • Chiara Lalli, Buoni genitori. Storie di mamme e di papà gay, Il Saggiatore, 2009.
  • Claudio Rossi Marcelli, Hello daddy!, Milano, Mondadori, 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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