Procreazione assistita

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Illustrazione di una ICSI, una procedura di procreazione assistita

Con le espressioni procreazione assistita, procreazione artificiale, procreazione medicalmente assistita (PMA) o assistenza medica alla procreazione (AMP) ci si riferisce a tutte le metodiche che permettono di aiutare gli individui a procreare, siano esse chirurgiche, ormonali, farmacologiche o di altro tipo.

Termine spesso confuso con questi è fecondazione artificiale, che invece riguarda solo la fecondazione dell'ovulo da parte dello spermatozoo.[1]

I risultati della FIVET o ICSI[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione e Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo.

Sulla base delle ricerche e degli studi effettuati, statisticamente solo un embrione su tre può raggiungere la data del parto, e per tal motivo si possono impiantare più embrioni in utero al fine di aumentare le possibilità di ottenere almeno una gravidanza. La capacità ricettiva dell'utero umano però è limitata a un solo individuo, e quindi una gravidanza gemellare o multigemellare rappresenta sempre una situazione rischiosa. Gli embrioni sovrannumerari quindi potrebbero esser criopreservati per ulteriori e successive gravidanze.

La crioconservazione è però consentita per temporanea e documentata causa di forza maggiore, non prevedibile al momento della fecondazione.

Per quanto riguarda i due o tre embrioni impiantati in utero, è comunque possibile, e sempre più riproducibile, il loro co-attecchimento. In tali casi sarebbe possibile effettuare aborti a scopo preventivo, per ridurre la gravidanza multigemellare a gravidanza semplice (riduzione degli embrioni), ma anche questo è vietato dalla legge, se non in casi di pericolo per la donna.

La procreazione assistita nei vari ordinamenti[modifica | modifica wikitesto]

Non tutti i singoli ordinamenti giuridici nazionali hanno disciplinato in via legislativa le modalità di esercizio della procreazione assistita. Le nazioni che hanno legiferato hanno compiuto scelte disomogenee creando differenti quadri normativi, per un approfondimento specifico si vedano le voci di seguito riportate.

Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Numero di cicli di procreazione medicalmente assistita tra il 1997 e il 2014.[2][3]

Nel 2015 in Europa, secondo i dati della Società europea di riproduzione umana e di embriologia (ESHRE), 157.500 bambini sono nati da una procreazione medicalmente assistita (PMA). Ma in questo campo le legislazioni nazionali nel vecchio continente sono molto diverse. Infatti, anche se la direttiva dell'Unione europea 2004/23/CE stabilisce le norme riguardanti le condizioni di utilizzo dei tessuti e delle cellule umane[4], l'insieme delle questioni etiche e legali sulla procreazione medicalmente assistita continuano a dipendere dagli Stati.

Per chi è possibile la Pma?[modifica | modifica wikitesto]

Condizioni della tecnologia riproduttiva assistita nei diversi stati membri dell'Unione europea.[2][5]

     PMA consentita alle coppie lesbiche

     PMA consentita alle single

     PMA consentita a single e coppie lesbiche

     PMA vietata a single e coppie lesbiche

Nel continente i criteri legali sono piuttosto eterogenei[6]: 10 paesi hanno esteso questo diritto a tutte le donne, altri 10 solo alle coppie eterosessuali, 7 lo hanno riservato alle donne sole e uno (l'Austria) alle coppie femminili omosessuali. Storicamente è stata la Spagna il primo paese europeo a permettere di accedere all'assistenza medica alla procreazione a tutte le donne, e questo fin dal 1977, anno di apertura della prima banca del seme nel paese. In Francia questo diritto è per ora concesso solo alle coppie eterosessuali in grado di dimostrare un'infertilità medica o una malattia grave. Da una quindicina di anni le legislazioni evolvono abbastanza rapidamente e il Portogallo, ad esempio, ha concesso il diritto all'AMP nel 2006 con disposizioni molto simili a quelle della Francia, e poi nel 2016 ha modificato la legge per concederlo anche alle coppie lesbiche o alle donne sole. Nel 2004 l'Italia è uscita da una situazione di vuoto giuridico adottando la legislazione più restrittiva d'Europa: la PMA è possibile solo per le coppie di sesso diverso, sposate o meno, e la donazione di gameti è vietata.

La Pma è rimborsata?[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente 21 paesi rimborsano parzialmente i trattamenti per la PMA. Gli altri 7 sono Irlanda, Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo, Malta e Romania. Questi rimborsi sono però sottoposti ad alcune condizioni. In Belgio un forfait di 1.073 euro è concesso per ogni ciclo completo nel quadro di una fecondazione in vitro (FIV). La donna deve avere meno di 43 anni e può compiere un massimo di 6 cicli di PMA. Inoltre è stabilito un numero massimo di embrioni trasferibili, che cambia a seconda dell'età e del numero di cicli effettuati. In Francia l'AMP è rimborsata integralmente dal sistema sanitario nazionale fino ai 43 anni della donna sulla base di quattro tentativi di fecondazione in vitro e di un massimo di sei tentativi di inseminazione artificiale. La Germania ha reso più rigide le sue condizioni di rimborso nel 2004, cosa che ha provocato una netta riduzione del numero di AMP praticate, passate da 102mila cicli nel 2003 a meno di 57mila nell'anno successivo. Un numero che da allora si è stabilizzato.

Qual è l'età limite per beneficiarne?[modifica | modifica wikitesto]

Un cartello a sostegno del diritto alla PMA a un pride a Rennes, in Francia

17 paesi limitano l'accesso alle tecniche di PMA, imponendo dei criteri relativi all'età delle donne. Dieci paesi hanno fissato un'età massima, che va da 40 (Finlandia, Paesi Bassi) a 50 anni (Spagna, Grecia o Estonia). Dal 1994 la Francia fa parte dei paesi (come la Germania, il Regno Unito, ecc.) che fanno appello alla nozione un po' vaga di "età naturale di procreazione". Nel 2017 in Francia il Consiglio di orientamento dell'Agenzia di biomedicina si è pronunciato per un limite di età di 43 anni per le donne nelle varie situazioni di AMP. Infine dieci paesi non hanno fissato un limite di età su queste tecniche mediche, fra cui l'Austria, l'Ungheria, l'Italia o la Polonia.

La donazione di gameti è anonima?[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei paesi europei ammette il ricorso ai gameti di un donatore. Tuttavia i paesi hanno posizioni diverse quando si parla di ovociti o di spermatozoi. La donazione di spermatozoi è infatti autorizzata da 20 Stati membri dell'Unione europea, fra cui 11 in condizioni di anonimato; mentre quella di ovociti è possibile in 17 Stati (fra cui otto in condizioni di anonimato). Il 12 aprile 2019 l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha adottato una raccomandazione, incoraggiando la fine dell'anonimato.[7] Nel Regno Unito l'anonimato del dono di sperma è stato abolito nel 2005 e i figli possono accedere all'identità del donatore una volta raggiunta la maggiore età. Il principio dell'anonimato della donazione di gameti o di embrioni è stato mantenuto in Francia nella legge bioetica del 2011, ma il nuovo progetto di legge bioetica del 2019 potrebbe cambiare la situazione.[8]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Procreazione medicalmente assistita (ordinamento italiano).

La procreazione assistita in Italia è disciplinata dalla legge 40/2004. Nel 2005 quattro quesiti referendari hanno tentato di modificarla senza però raggiungere il quorum.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jacques Testart La procréation médicalisée: un exposé pour comprendre, un essai pour réfléchir. Flammarion, 1993 ISBN 2-08-035189-3, pag
  2. ^ a b Orlane Jézéquélou, Procreazione medicalmente assistita: il punto sulla Pma in Europa, Alternatives Economiques/EDJNet, 19 ottobre 2019. URL consultato il 12 novembre 2019.
  3. ^ (EN) Ch. De Geyter, C. Calhaz-Jorge, M.S. Kupka, C. Wyns, E. Mocanu, T. Motrenko, G. Scaravelli, J. Smeenk, S. Vidakovic e V. Goossens, ART in Europe, 2014: results generated from European registries by ESHRE, vol. 33, nº 9, Settembre 2018, pp. 15861601, DOI:10.1093/humrep/dey242.
  4. ^ Direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, sulla definizione di norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani, su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 4 novembre 2019.
  5. ^ (EN) Rainbow Map, ILGA-Europe. URL consultato il 12 novembre 2019.
  6. ^ (FR) Encadrement juridique international dans les différents domaines de la bioéthique (PDF), Agence de la biomédecine. URL consultato il 4 novembre 2019.
  7. ^ (EN) Recommendation 2156 (2019) - Anonymous donation of sperm and oocytes: balancing the rights of parents, donors and children, su assembly.coe.int. URL consultato il 12 novembre 2019.
  8. ^ (FR) Céline Mouzon, PMA: panique dans la filiation, su alternatives-economiques.fr, 23 settembre 2019. URL consultato il 12 novembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Maria Rossi, Salute delle donne e procreazione medicalmente assistita (abstract), in Storia delle donne, vol. 2005, nº 1, Firenze, Firenze University Press, pp. 39-59. URL consultato il 21 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione mondiale della sanità[modifica | modifica wikitesto]

Le norme italiane[modifica | modifica wikitesto]

Le posizioni bioetiche delle diverse religioni a confronto[modifica | modifica wikitesto]

La Corte europea dei diritti umani[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni italiane di infertilità e procreazione assistita[modifica | modifica wikitesto]

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