Fuori!

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Fuori! (o F.U.O.R.I., acronimo di Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) è stata un'associazione, inizialmente di stampo marxista,[1] attiva negli anni settanta e dedita alla lotta per i diritti degli omosessuali. È stata una delle più antiche associazioni del movimento di liberazione omosessuale italiano fondata dal libraio Angelo Pezzana insieme ad altri attivisti a Torino nel 1971 e attiva fino al 1982.[2][3] L'associazione pubblicò anche una rivista omonima. L'acronimo era un chiaro riferimento al FHAR francese (Front homosexuel d'action révolutionnaire) e all'espressione inglese come out (uscire fuori).[1]

L'associazione[modifica | modifica wikitesto]

Nata dal lavoro di gruppi di omosessuali di Milano, Padova, Roma e Torino che dall'autunno 1970 si incontrarono per ragionare insieme dei problemi che affliggevano gli omosessuali italiani: il gruppo aveva assunto il nome di ASPS, "Associazione di Studi PsicoSociali", ancora nascosta come identità gay, quindi. Fuori! nacque intorno alla primavera 1971 e fu la prima grande associazione gay italiana. Sua sede principale fu Torino. All'inizio la lotta dell'associazione per i diritti degli omosessuali era di ispirazione marxista e poneva la questione omosessuale nel contesto del conflitto classista tra borghesi e proletari.[1]

La rottura con tutto quel che c'era stato fino a quel momento era netta e totale. Angelo Pezzana enunciava in un editoriale sul primo numero del Fuori! le rivendicazioni dell'associazione: "Noi oggi rifiutiamo quelli che parlano per noi. (...) Per la prima volta degli omosessuali parlano ad altri omosessuali. Apertamente, con orgoglio, si dichiarano tali. Per la prima volta l'omosessuale entra sulla scena da protagonista, gestisce in prima persona la sua storia (...). Il grande risveglio degli omosessuali è cominciato. È toccato a tanti altri prima di noi, Ebrei, Neri (ricordate?), ora tocca a noi. Ed il risveglio sarà immediato, contagioso, bellissimo."

La prima uscita pubblica di un certo rilievo avvenne il 5 aprile 1972, con la contestazione del I Congresso Italiano di Sessuologia a Sanremo.[4]

Successivamente emersero le difficoltà finanziarie del gruppo: nell'estate del 1973 nel decimo numero della rivista prodotta dal Fuori! si annunciava la riduzione del numero di copie, il passaggio a trimestrale e si rinunciava alla distribuzione nelle edicole per passare solo attraverso librerie selezionate; successivamente le uscite diventarono sempre più irregolari.[1] In questa situazione di difficoltà Pezzana decise di imprimere un nuovo corso al gruppo passando a una stretta collaborazione politica e organizzativa con il Partito Radicale.[1] Già dal 1972[5] a Torino egli e altri militanti si erano iscritti al partito e ne avevano rifondato la sezione locale;[1] Pezzana inoltre era membro della direzione nazionale radicale.[5]

Al XIV congresso (straordinario) del Partito Radicale del novembre 1974 a Milano il Fuori si federò con i radicali sposando quindi una linea riformistica di collaborazione con la classe borghese e non più rivoluzionaria.[5][6] Mario Mieli in polemica con questa scelta abbandona il gruppo. Lo stesso fanno i membri del Fuori di Milano costituitisi in Fuori-autonomo che ribadiranno la linea rivoluzionaria e di interlocuzione privilegiata on i gruppi extraparlamentari di sinistra.[1]

Nel 1976, con il V congresso, il Fuori! decide la presentazione di propri candidati nelle liste del Partito Radicale, di cui condivide il programma.[6] Per la prima volta in Italia, cittadini dichiaratamente omosessuali saranno candidati alle elezioni.[7] Alla fine il Partito Radicale riuscì a eleggere quattro deputati, Angelo Pezzana risultò il primo dei non eletti e nella logica radicale della rotazione dei posti sarebbe dovuto subentrare come parlamentare a metà legislatura, entrò quindi come osservatore nel gruppo parlamentare,[1] diventò parlamentare per soli otto giorni e 192 ore dal 6 febbraio 1979 al 14 febbraio dello stesso anno quando si dimise.[8]

Negli anni seguenti il Fuori! svolge le funzioni di gruppo di pressione verso le istituzioni, i mass media e le amministrazioni locali. Nel 1979 militanti del Fuori! riescono ad incontrare ufficialmente i sindaci di Torino Diego Novelli e di Roma Giulio Carlo Argan, come pure la direzione nazionale della RAI.

Con il convegno "La Politica del Fuori! negli anni 80" e poi con il VII congresso del 1980 l'idea base è la creazione di Comunità di lesbiche ed omosessuali in tutte le città, con fini politici, culturali, ricreativi e di autodifesa.

Tuttavia con il cosiddetto riflusso di inizio anni ottanta, anche la militanza politica gay è in forte calo, i gruppi nelle varie città sono costituiti ormai dal due-tre persone, richiedendo un ripensamento delle modalità associative.

Il Fuori! "si è ufficialmente sciolto nel 1982", al congresso di Vico Equense, su proposta di Angelo Pezzana, con l'obiettivo di trasformarsi in un gruppo di pressione, una "lobby gay".

La rivista Fuori![modifica | modifica wikitesto]

La rivista viene pubblicata dal 1972 fino al 1982, con periodicità varia; inizialmente è pubblicato come mensile di liberazione sessuale, e venduto nelle librerie e anche nelle edicole (7000 o 8000 copie); dal 1973 diventa per ragioni finanziarie un quadrimestrale venduto nelle sole librerie. In dieci anni i numeri sono stati trentadue.[9]

Membri del comitato di redazione della rivista erano tra gli altri Angelo Pezzana, Mario Mieli e Alfredo Cohen.

La collezione completa della rivista è depositata presso l'Archivio di Stato centrale a Roma nel deposito effettuato nel 2001 da Massimo Consoli, oltre che presso la fondazione Sandro Penna.[10]

Opere sul Fuori![modifica | modifica wikitesto]

AA.VV. (a cura di Angelo Pezzana), La politica del corpo, Savelli, 1976.

Myriam Cristallo, Uscir Fuori. Dieci anni di lotte omosessuali in Italia: 1971-1981, Teti Editore, 1999 / 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Gianni Rossi Barilli, Il movimento gay in Italia, Feltrinelli Editore, 1° gennaio 1999, ISBN 9788807815591. URL consultato il 14 aprile 2017.
  2. ^ Piergiorgio Paterlini, Ragazzi che amano ragazzi, Feltrinelli Editore, 1° gennaio 1992, ISBN 9788807812118. URL consultato il 15 aprile 2017.
  3. ^ Salvatore Merra, Al di là della colpa, Sovera Edizioni, 1° gennaio 2001, ISBN 9788881242368. URL consultato il 14 aprile 2017.
  4. ^ La Stampa, 6 aprile 1971 pag. 10
  5. ^ a b c (6) Il Partito Radicale nella politica italiana: 1962-1989 | RadioRadicale.it, su www.radioradicale.it. URL consultato il 14 aprile 2017.
  6. ^ a b Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, Feltrinelli Editore, 1° gennaio 2002, ISBN 9788807103391. URL consultato il 14 aprile 2017.
  7. ^ L'Unità, 27 aprile 1976, pag. 2
  8. ^ Mario Giordano, Vampiri, Mondadori, ISBN 9788852079047. URL consultato il 15 aprile 2017.
  9. ^ omofonie.it Biblioteca/Fuori! Mensile di liberazione sessuale Archiviato il 10 maggio 2009 in Internet Archive.
  10. ^ Fondazione Sandro Penna - Biblioteca

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Rossi Barilli, Il movimento gay in Italia, Feltrinelli Editore, 1999, ISBN 9788807815591
  • AA. VV., Fuori! numero 32 - 1982

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i numeri della rivista Fuori!

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