Via dei Fori Imperiali

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Via dei Fori Imperiali
Via dei Fori Imperiali din Roma.jpg
Via dei Fori Imperiali con vista del Vittoriano
Nomi precedenti Via dell'Impero
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Roma
Circoscrizione Municipio Roma I
Quartiere Campitelli, Monti, Trevi
Caratteristiche
Tipo zona a traffico limitato
Lunghezza 850 m
Pavimentazione Sanpietrino
Intitolazione Fori Imperiali
Progettista Barnaba Gozzi
Costruzione 1924-1932
Collegamenti
Inizio Piazza Venezia
Fine Piazza del Colosseo
Luoghi d'interesse Colosseo
Fori Imperiali
Vittoriano
Trasporti Colosseo
Mappa

Coordinate: 41°53′31.45″N 12°29′21.34″E / 41.89207°N 12.48926°E41.89207; 12.48926

Parata su via dei Fori Imperiali (allora "via dell'Impero") poco dopo la sua realizzazione
Via dei Fori Imperiali oggi

La via dei Fori Imperiali, già via dell'Impero, è una strada moderna di Roma, che riprende l'attuale nome dai resti degli antichi Fori imperiali, e collega il Colosseo a Piazza Venezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area occupata dai resti degli antichi edifici fu interessata nel Medioevo dal sorgere di abitazioni, chiese e monasteri, nonché da spazi verdi adibiti a pascolo (sotto il nome di "Campo Vaccino"), fino alla radicale trasformazione voluta, alla fine del XVI secolo, dal cardinale Michele Bonelli, nativo di Alessandria, che vi realizzò il quartiere denominato "Alessandrino".

Una massiccia opera di demolizione dell'intero quartiere venne effettuata, per decisione dello stesso Benito Mussolini, tra il 1924 e il 1932 per l'apertura di una grande strada che doveva collegare simbolicamente il Colosseo a Piazza Venezia. L'arteria fu progettata dall'ingegnere Barnaba Gozzi e prese il nome di "via dell'Impero", per ricordare l'Impero Romano, al quale il Fascismo si ispirava nella simbologia e al quale faceva sempre riferimento nelle varie occasioni della vita pubblica. Tra le opere demolite, vi fu anche la Meta Sudans, rovina di una fontana di età flavia posta fino a quel momento davanti al Colosseo.

La via venne inaugurata il 28 ottobre del 1932, quando Mussolini, a cavallo, tagliò il nastro inaugurale. Il nome di "via dell'Impero" fu attribuito anche ai tratti di strada oltre la piazza del Colosseo, divenuta raggiungibile con l'eliminazione dell'antica collina della Velia, con le attuali vie "di San Gregorio" (tra l'Arco di Costantino e il Circo Massimo) e "delle Terme di Caracalla".

Dopo il 1945 il primo tratto di via dell'Impero fu rinominato "via dei Fori Imperiali". Il 2 giugno vi si svolge la parata militare per la festa della Repubblica Italiana.

Pur essendo nota dalle fonti storiche l'estensione e la rilevanza delle rovine sottostanti le demolizioni fasciste, i terreni su cui sorgeva il quartiere Alessandrino furono all'epoca semplicemente spianati, reinterrando percorsi stradali, fondazioni rinascimentali e murature romane sottostanti.

Cronaca[modifica | modifica wikitesto]

Una vasta campagna di scavi sistematici su tutti e quattro i Fori fu poi avviata nel 1998[1], nel quadro dell'ipotesi, discussa a partire dalla metà degli anni settanta, di eliminare la via per ragioni archeologiche, in quanto essa copre i resti dei Fori imperiali, tagliando semplicemente al centro l'area archeologica. La strada ha continuato comunque a essere aperta al transito per diversi anni, salvo essere chiusa al traffico veicolare trasformandola in zona pedonale la domenica e tutti gli altri giorni festivi su iniziativa voluta dal sindaco di sinistra Luigi Petroselli e dell'architetto Antonio Cederna. Nel frattempo, l'identificazione dei vari Fori (difficilmente distinguibili l'uno dall'altro, agli occhi del turista generico), è assicurata da statue degli imperatori eponimi - copie moderne di originali classici - lungo il percorso, in corrispondenza dei diversi Fori. Si comincia (venendo da piazza Venezia), con Traiano sulla sinistra (Foro di Traiano) e Giulio Cesare sulla destra (Foro di Cesare); seguono, sulla sinistra, Augusto (Foro di Augusto) e Nerva (Foro di Nerva).

Il 3 agosto 2013, alle ore 05:30, è scattato il divieto di transito ai mezzi privati di Via dei Fori Imperiali, nel tratto compreso tra Largo Corrado Ricci ed il Colosseo. L'area è al centro di un grande progetto di valorizzazione, che proseguirà con la realizzazione, entro il mese di dicembre, della pista ciclabile. Il tram 8, già collegato a Piazza Venezia, dovrebbe essere in futuro l'unico mezzo di trasporto che, prolungando la linea fino a via Labicana, può percorrere l'area dei Fori, intersecando il collegamento con la Metro B. La pedonalizzazione dei Fori sarà il primo passo verso la riunificazione del "più grande parco archeologico del mondo", che avrà come suo cuore pulsante i Fori Imperiali pedonalizzati[2].

Il 10 marzo 2016, è stato pubblicato un bando di concorso di idee sul tema della riqualificazione e risignificazione dell'asse urbano, e della comprensione e fruibilità del patrimonio archeologico, architettonico e urbanistico in generale, connesso al tracciato monumentale che collega Piazza Venezia (Auditorium di Adriano) con il Colosseo e il Ludus Magnus. La consultazione, promossa dall'Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia di Roma, costituisce il primo concorso bandito sull'Area Archeologica Centrale dopo quello del Palazzo del Littorio nel 1934, in cui confluì l'intera cultura architettonica italiana del tempo.

Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalla stazione Colosseo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per un'idea d'insieme del progetto di Recupero Fori imperiali si veda la Scheda sintetica di Capitolium.org
  2. ^ Pedonalizzazione via dei Fori Imperiali: al via il 3 agosto con una notte di festa Comune Roma Capitale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sovraintendenza Comunale ai Musei Gallerie Monumenti e Scavi, Gli anni del Governatorato (1926-1944), Collana Quaderni dei monumenti, Roma, Edizioni Kappa, 1995. ISBN 88-7890-181-4:
  • Silvana Rizzo Medugno, Archeologia e arredo urbano in via dei Fori Imperiali tra il 1870 e il 1945, pp. 47-52.
  • Valter Vannelli, Le case dei Mercati Traianei tra la piazza del Foro, via Alessandrina e via di Campo Carleo: premesse su via dei Fori Imperiali, pp. 25-38.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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