Monica Cirinnà

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Monica Cirinnà
Ritratto Monica Cirinnà.jpg

Senatrice della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune (XVII)
Centro-sinistra (XVIII)
Circoscrizione Lazio
Collegio 3 (Frosinone-Latina-Fiumicino)
Incarichi parlamentari
XVII legislatura:
  • Membro della II Commissione permanente (Giustizia): dal 7 maggio 2013 al 22 marzo 2018
  • Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali: dal 20 marzo 2014 al 25 marzo 2014
  • Segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali: dal 26 marzo 2014 al 26 marzo 2015

XVIII legislatura:

  • Membro della II Commissione permanente (Giustizia): dal 21 giugno 2018
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico FdV (1993-2008)
PD (dal 2008)
Tendenza politica Ambientalismo
Attivismo
Socialdemocrazia
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Professione Imprenditrice agricola
Avvocatessa non più iscritta all'Albo
Firma Firma di Monica Cirinnà

Monica Cirinnà (Roma, 15 febbraio 1963) è una politica italiana, senatrice per il Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia cattolica, compie i suoi primi studi presso una scuola privata di suore. Nonostante le iniziali opposizioni della madre, frequenta poi il Liceo Classico Statale "Tacito" di Roma, dove aderisce al movimento studentesco. Si laurea in legge alla Sapienza Università di Roma con una tesi in procedura penale: resta per altri dieci anni nell'ambiente universitario ricoprendo il ruolo di assistente, e lo abbandona in seguito per seguire la politica.[1]

È sposata con Esterino Montino, senatore dal 2001 al 2008 e attuale sindaco di Fiumicino per il Partito Democratico, con il quale condivide «la passione per la natura e gli animali, i viaggi e la buona tavola».[1][2] Insieme a lui possiede un'azienda agricola biologica a Capalbio.[3]

Grazie al suo impegno per i diritti civili, la sua figura ha acquistato visibilità all'interno della comunità LGBT tanto da essere dichiarata "personaggio gay" del 2016 da Gay.it[4] e da avere ricevuto nel 2018, in occasione del Lovers Film Festival, il Premio Milk.[5]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 1993 viene eletta in consiglio comunale a Roma per la Federazione dei Verdi a sostegno di Francesco Rutelli. Viene poi rieletta altre tre volte con i Verdi (1997, 2001, 2006) e infine nel 2008 per il Partito Democratico.[1]

Nel dicembre 2012 si è candidata alle primarie per la scelta dei candidati parlamentari del PD in vista delle elezioni del 2013, risultando l'ottava classificata a Roma città,[6] e venendo, nel febbraio 2013, quindi eletta al Senato della Repubblica per la XVII legislatura.

Nel marzo 2018 risulta nuovamente eletta al Senato per la XVIII legislatura, sempre all'interno del gruppo parlamentare del PD[7], e dal 2 maggio 2018 ricopre il ruolo di segretario d'Aula nell'ufficio di Presidenza del Gruppo.[8]

Alle primarie del PD del 2017 sostiene la candidatura a Segretario di Andrea Orlando affermando in un'intervista che «Renzi è stato un bravo Presidente del Consiglio ma un pessimo Segretario del PD».[9] Sostiene una possibile candidatura di Maurizio Martina alle future primarie, affermando di mettere "per il momento" da parte l'ipotesi di candidarsi personalmente.[10]

Diritti civili[modifica | modifica wikitesto]

Diritti LGBT[modifica | modifica wikitesto]

« Queste persone per troppo tempo assenti e taciute, noi oggi le rendiamo finalmente presenti al resto della comunità politica, riconosciamo la loro esperienza di vita familiare come una realtà meritevole di tutela, perché attinente alla loro dignità personale. »

(2 febbraio 2016, intervento a sostegno del ddl sulle unioni civili durante la discussione al Senato della Repubblica)
Monica Cirinnà e Gabriele Piazzoni (segretario nazionale di Arcigay, alla sua sinistra), il 6 agosto 2016, durante un dibattito al Revolution Camp a Massa

Il suo nome è legato alla cosiddetta "legge Cirinnà" di cui risulta prima firmataria, ovvero la legge 76/2016 sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze, presentata nell'ottobre 2015 e approvata nel maggio 2016 con l'appoggio di tutto il gruppo parlamentare del Partito Democratico.[11][12][13][14] La definisce tuttavia «rispetto al resto d'Europa già una sintesi moderata», scelta «per rispondere a criteri di prudenza, nella convinzione che alla piena eguaglianza si possa arrivare passo dopo passo».[15]

In seguito all'approvazione della stessa legge definisce «appena cominciata» la "stagione dei diritti", essendoci «molto ancora da fare»[16]: si dichiara infatti favorevole al matrimonio egualitario e alle adozioni per le coppie dello stesso sesso e i single.[15][17] Tuttavia nell'aprile 2017 in un'intervista esprime la propria delusione affermando di non essere stata ascoltata dall'allora segretario del PD Matteo Renzi: «Dopo l’ottenimento del primo parziale risultato sui diritti civili, personalmente non sono stata più ascoltata né coinvolta in nulla. Tutto ciò che ho chiesto di poter fare non è stato fatto».[9]

Nel 2016 si iscrive all'associazione Arcigay e nel 2017 al Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.[18][19] Viene nominata "madrina" del Gay Pride di Siracusa nel 2016[20] e del PRIDECS di Cosenza nel 2017[21], oltre a partecipare annualmente alle parate da privata cittadina.[22][23] Sostiene inoltre la candidatura di Roma al World Pride del 2025.[24]

Dal 4 gennaio 2018 aderisce alla costituzione del Comitato tematico DEMS Arcobaleno nell'impegno per i diritti civili, insieme ad altri esponenti del Partito Democratico come Sergio Lo Giudice e Daniele Viotti.[25] In vista delle elezioni politiche italiane del 2018 insiste perché il PD proponga nel suo programma elettorale il matrimonio egualitario e le adozioni gay[17][26][27][28][29] (punti che tuttavia mancheranno nel programma ufficiale poi presentato dal PD[30]) e sottoscrive con DEMS Arcobaleno un documento con le proposte sui diritti delle persone LGBT.[28][31]

Sulla gestazione per altri afferma: «Un "no" netto allo sfruttamento delle donne, ma "sì" a un’attenzione per quelle realtà dove la maternità surrogata è regolamentata in modo limpido e tutelato».[17]

È nell'attuale legislatura (XVIII) la prima firmataria dei disegni di legge S. 59 "Disposizioni in materia di contrasto alle discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere" e S. 60 "Disposizioni in materia di contrasto alla discriminazione matrimoniale", non ancora discussi in Aula.[32]

Diritti delle donne[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997, al suo secondo mandato da consigliera comunale, viene nominata Presidente della Commissione delle Elette e riesce ad ottenere la fondazione della Casa Internazionale delle Donne a Roma. Ricopre la stessa carica durante la giunta di Gianni Alemanno (2008-2013) in quanto unica donna eletta nel Partito Democratico a Roma; proprio in seguito alla composizione della suddetta giunta presenta al Tar due ricorsi, ottenendo il riconoscimento della rappresentanza delle donne nella Giunta Comunale.[1]

Nel novembre 2017, quando la Casa Internazionale delle Donne viene minacciata di sfratto, si schiera in difesa di essa promettendo «resistenza passiva» e accusando la sindaca Virginia Raggi di non conoscere la storia del centro: «La storia della Casa delle donne è una storia di libertà, cultura, esperienza. [...] Cosa può saperne Virginia Raggi di questo? C’è un problema di ignoranza politica, di mancanza di conoscenza del movimento femminista. Una sindaca donna non si comporta così, se ha un minimo di infarinatura su questi argomenti».[33]

In seguito alla composizione del nuovo Parlamento per la XVIII legislatura si dice soddisfatta della maggiore presenza femminile, chiarendo tuttavia che «le pluricandidature non hanno permesso una maggiore e ulteriore presenza di parlamentari donne» ed esprimendo la convinzione che «la buona politica ha bisogno per rinnovarsi della visione e del contributo dei milioni di donne di questo Paese».[34]

Nella XVII legislatura sostiene il disegno di legge a favore degli orfani per crimini domestici,[35] mentre nella XVIII legislatura risulta cofirmataria del disegno di legge S. 174 sulla prevenzione e il contrasto dei matrimoni forzati.[32]

Si astiene durante la direzione del PD sul voto per l'approvazione delle liste elettorali in vista delle elezioni del 2018 accusando il gruppo dirigente del partito di aver violato i princìpi della parità di genere, e sottoscrive un appello che ne denuncia la situazione.[10]

Ambientalismo e animalismo[modifica | modifica wikitesto]

Monica Cirinnà dopo un dibattito al Revolution Camp a Massa nel 2016

Nel 1991 fonda a Roma l'organizzazione non profit ARCA (Associazione Romana Cura Animali), con l'obiettivo di prendersi cura dei gatti e delle colonie feline.[1]

Nel 1993, eletta in consiglio comunale a Roma, le viene affidata la delega ai diritti degli animali, ufficio che ricopre anche durante il secondo mandato della giunta Rutelli (1997-2001) e sotto Walter Veltroni sindaco (2001-2008). Nel suo primo mandato da consigliera comunale istituisce inoltre l'ufficio comunale per i diritti degli animali (il primo in Italia) e ricopre l'incarico di Vice Presidente della Commissione Ambiente, mentre sotto Veltroni sindaco fa approvare il Regolamento capitolino per la tutela degli animali, tuttora vigente.[1][36]

Nell'aprile 1998 contribuisce a realizzare la società Bioparco S.p.A., trasformando così il vecchio Zoo di Villa Borghese nell'attuale Bioparco.[1][36]

Nel luglio 2012, in quanto responsabile delle politiche animali del PD Lazio, partecipa alla liberazione dall'azienda Green Hill (Montichiari) di sei cani beagle, dei quali una cucciola viene da lei adottata.[37][38]

È vegetariana[3] e nella XVIII legislatura risulta prima firmataria dei disegni di legge S. 357 "Disposizioni in materia di tutela della scelta alimentare vegana" e S. 360 "Disposizioni in materia di reati contro gli animali".[39] Iniziative analoghe erano state avanzate durante la XVII legislatura.[40]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2016 - Personaggio gay dell'anno
  • 2018 - Premio Milk per personalità attive nella difesa dei diritti LGBTQI

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Programmi TV[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Mi presento..., Monica Cirinnà. URL consultato il 1º aprile 2013.
  2. ^ Monica Cirinnà | Senatori PD, in Senatori PD. URL consultato il 2 maggio 2018.
  3. ^ a b Monica Cirinnà, la vegetariana e «gattara» entrata nella storia - VanityFair.it, in VanityFair.it, 1462986000. URL consultato il 28 marzo 2018.
  4. ^ Personaggio Gay dell'Anno: stravince Monica Cirinnà! | Gay.it, su gay.it, 26 luglio 2016. URL consultato il 3 agosto 2016.
  5. ^ Quotidiano Piemontese, Il Lovers Film Festival premia Monica Cirinnà per il suo impegno nella lotta per i diritti - Quotidiano Piemontese, in Quotidiano Piemontese, 23 aprile 2018. URL consultato il 23 aprile 2018.
  6. ^ Alessandro Capponi, Primarie del Pd, exploit delle donne. Sorpresa Madia: «Dicevano che ero da listino», Corriere della Sera, 31 dicembre 2012. URL consultato il 1º aprile 2013.
  7. ^ Adesione al gruppo PD XVIIILegislatura | Monica Cirinnà, su www.monicacirinna.it. URL consultato il 23 marzo 2018.
  8. ^ Eletto per acclamazione ufficio di Presidenza Gruppo Senato | Senatori PD, in Senatori PD, 2 maggio 2018. URL consultato il 2 maggio 2018.
  9. ^ a b Monica Cirinnà: Matteo Renzi? È stato un pessimo segretario, da lasciare alle spalle, in l'Espresso, 3 aprile 2017. URL consultato il 28 marzo 2018.
  10. ^ a b Monica Cirinnà: «Dirigenti del Pd, adesso dovete ascoltarci» - VanityFair.it, in VanityFair.it, 1523526220. URL consultato il 13 aprile 2018.
  11. ^ Unioni civili: via libera del Consiglio di Stato al decreto, su repubblica.it, 21 luglio 2016. URL consultato il 3 agosto 2016.
  12. ^ Unioni Civili, Cirinnà: 'A Ferragosto confetti arcobaleno per tutti', su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 21 luglio 2016. URL consultato il 3 agosto 2016.
  13. ^ La Cirinnà e Renzi fremono per celebrare le prime unioni gay, su secoloditalia.it. URL consultato il 3 agosto 2016.
  14. ^ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  15. ^ a b Dichiarazione al Senato – Unioni Civili | Monica Cirinnà, su www.monicacirinna.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  16. ^ Monica Cirinnà on Twitter, in Twitter. URL consultato il 28 marzo 2018.
  17. ^ a b c Monica Cirinnà: "Ora lottate con me per adozioni e matrimonio egualitario" - Gay.it, in Gay.it, 23 ottobre 2017. URL consultato il 28 marzo 2018.
  18. ^ Ho preso la tessera del Mario Mieli: avanti insieme per le battaglie sui diritti | Monica Cirinnà, su www.monicacirinna.it. URL consultato il 29 marzo 2018.
  19. ^ Francesco Lepore, Cirinnà si tessera al Mieli: «Fiera d'essere socia di un'associazione che non ha paura di affrontare temi come la gpa», su gaynews.it. URL consultato il 29 marzo 2018.
  20. ^ Siracusa. La senatrice Monica Cirinnà madrina dell’Onda Pride: “Un onore”, in Siracusa Oggi. URL consultato il 23 aprile 2018.
  21. ^ Gay Pride 2017, per Cosenza è la prima volta: la madrina sarà Monica Cirinnà - Gay.it, in Gay.it, 8 maggio 2017. URL consultato il 23 aprile 2018.
  22. ^ Roma Pride 2016: c'era anche la sen. Cirinnà (F). URL consultato il 23 aprile 2018.
  23. ^ Roma Pride, sfila per la città il corteo arcobaleno: “Corpi senza confini”, in Roma Fanpage. URL consultato il 23 aprile 2018.
  24. ^ Roma candidata per World Pride del 2025 | Monica Cirinnà, su www.monicacirinna.it. URL consultato il 23 aprile 2018.
  25. ^ Francesco Lepore, Nasce Dems Arcobaleno con Cirinnà, Lo Giudice e Viotti. Schillaci: «Avanti con le battaglie per i diritti Lgbti e non solo», su www.gaynews.it. URL consultato il 23 marzo 2018.
  26. ^ Cirinnà: "La mia legge va superata: ora i matrimoni gay" | Senatori PD, in Senatori PD, 18 ottobre 2017. URL consultato il 28 marzo 2018.
  27. ^ Gay, la sfida di Cirinnà: "E adesso diciamo sì a nozze e adozioni", in Repubblica.it, 19 giugno 2017. URL consultato il 28 marzo 2018.
  28. ^ a b Francesco Lepore, Monica Cirinnà: «Il voto alle destre e a M5S può realmente mettere a rischio il mondo dei diritti che abbiamo costruito», su gaynews.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  29. ^ Monica Cirinnà: "Prossime battaglie? Adozioni e matrimoni gay" - Gay.it, in Gay.it, 19 ottobre 2017. URL consultato il 28 marzo 2018.
  30. ^ Elezioni 2018, appena pubblicato il programma del Pd: sui diritti civili molto poco, in Gaypost.it, 2 febbraio 2018. URL consultato il 28 marzo 2018.
  31. ^ La proposta politica di DEMS Arcobaleno, verso le elezioni del 4 marzo (PDF), su gaypost.it.
  32. ^ a b senato.it - Scheda di attività di Monica CIRINNA' - XVIII Legislatura, su www.senato.it. URL consultato il 23 aprile 2018.
  33. ^ "Virginia Raggi non conosce la Casa Internazionale delle donne, ma vuole sfrattarla". Intervista a Monica Cirinnà – TPI, in TPI, 9 novembre 2017. URL consultato il 28 marzo 2018.
  34. ^ Sale la presenza femminile in parlamento | Monica Cirinnà, su www.monicacirinna.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  35. ^ Orfani femminicidio – Cirinnà: Legge fondamentale, altro passo per diritti umani e civili | Monica Cirinnà, su www.monicacirinna.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  36. ^ a b Animali, vegani, Lgbt: le battaglie di Monica Cirinnà , la senatrice PD che ci vuole portare ai matrimoni gay - Il timone, in Il timone. URL consultato il 28 marzo 2018.
  37. ^ I beagle di Green Hill in viaggio affidati a sei famiglie romane - Roma - Repubblica.it, in Roma - La Repubblica. URL consultato il 28 marzo 2018.
  38. ^ Io sono Libera | Monica Cirinnà, su www.monicacirinna.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  39. ^ senato.it - Scheda di attività di Monica CIRINNA' - XVIII Legislatura, su www.senato.it. URL consultato il 23 maggio 2018.
  40. ^ senato.it - Scheda di attività di Monica CIRINNA' - XVII Legislatura, su www.senato.it. URL consultato il 23 maggio 2018.
  41. ^ SkyUno, Pride, anche in streaming | Cielo TV, su www.cielotv.it. URL consultato l'11 luglio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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