Principio di bigenitorialità

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Il principio di bigenitorialità è il principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione, ovvero un legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati, ogni qual volta non esistano impedimenti che giustifichino l'allontanamento di un genitore dal proprio figlio.[1] Tale diritto si basa, in questa impostazione, sul fatto che essere genitori è un impegno che si prende nei confronti dei figli e non dell'altro genitore, per cui esso non può e non deve essere influenzato da un'eventuale separazione. Né su di lui si può far ricadere la responsabilità di scelte separative dei genitori.

Il concetto di bigenitorialità o di genitorialità condivisa esiste da tempo in diverse discipline, ma per molto tempo veniva usato prevalentemente in riferimento alle famiglie unite. Dopo la Convenzione sui Diritti del Bambino di New York, 20 novembre 1989, si è diffuso sempre di più il concetto che un bambino ha diritto ad avere un rapporto continuativo con entrambi i genitori, anche se i genitori si separano. Così, man mano che questo principio prendeva piede, il concetto di bigenitorialità è stato esteso anche alla famiglia separata.

Il principio della bigenitorialità è stato introdotto nell'ordinamento italiano con la Legge nr. 54 del 2006 e riguarda le situazioni di coppie con minori nati dalla relazione che si separano (siano esse sposate piuttosto che conviventi more uxorio).[2] Come dimostrano le ripetute condanne della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo (2010, 2013, 2016 e 2018[3]) l'Italia non ha poi predisposto un sistema giuridico (e amministrativo) adeguato per garantire tale principio.[4] Il principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, con ordinanza del 16 dicembre 2020 n. 28723.[5]

Un concetto analogo esiste anche in Biologia e Genetica, ma fa riferimento all'eredità genetica di un essere vivente da entrambi i suoi genitori (dall'inglese biparentality).[6]

Cogenitorialità[modifica | modifica wikitesto]

Il mero accesso ad entrambe le figure parentali non è sufficiente per una crescita dei figli adeguata necessitando questi che i loro genitori possano educarli assieme attraverso forme di collaborazione genitoriale, cogenitorialità o coparenting in inglese o coparentalité in francese, ovvero in un triangolo relazionale genitori-figlio a cui viene riconosciuto un ruolo fondamentale per favorire un armonioso e sano sviluppo dei minori all'interno di una famiglia, anche se separata.[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.altalex.com
  2. ^ Bigenitorialità: cos'è e come si tutela. • Studio Legale Mazzurana, su Studio Legale Mazzurana, 24 febbraio 2020. URL consultato il 13 luglio 2021.
  3. ^ LA CORTE EUROPEA CONTRO L'ITALIA A SOSTEGNO DELLA BIGENITORIALITÀ, su Studio Legale Cecatiello, Separazione, Divorzio, Minori, Patrimonio, 29 aprile 2019. URL consultato il 13 luglio 2021.
  4. ^ Blog | Diritto alla bigenitorialità, la Corte Europea condanna l'Italia, su Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2013. URL consultato il 13 luglio 2021.
  5. ^ Il diritto della bigenitorialità secondo le pronunce della Cedu., su ogismcv.it. URL consultato il 13 luglio 2021.
  6. ^ www.psychomedia.it
  7. ^ Caruso I., Mantegna M.C., "Aiutare le famiglie durante la separazione. Dalle linee guida alla definizione dell'intervento per gestire il diritto di visita: Dalle linee guida alla definizione dell'intervento per gestire il diritto di visita", FrancoAngeli, 2012, ISBN 9788820412036

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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