Nicola Zingaretti

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Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti Quirinale 2019.jpg
Nicola Zingaretti al Palazzo del Quirinale nel 2019.

Presidente della Regione Lazio
In carica
Inizio mandato 12 marzo 2013
Predecessore Renata Polverini

Segretario del Partito Democratico
In carica
Inizio mandato 17 marzo 2019
Presidente Paolo Gentiloni
Valentina Cuppi
Predecessore Maurizio Martina

Presidente della Provincia di Roma
Durata mandato 5 maggio 2008 –
29 dicembre 2012
Predecessore Enrico Gasbarra
Successore Umberto Postiglione
(commissario prefettizio)

Presidente dell'Unione Internazionale della Gioventù Socialista
Durata mandato 15 marzo 1995 –
6 aprile 1997
Predecessore Roger Hällhag
Successore Umberto Gentiloni

Segretario della Sinistra Giovanile
Durata mandato 12 febbraio 1992 –
14 marzo 1995
Predecessore Gianni Cuperlo
Successore Giulio Calvisi

Eurodeputato
Durata mandato 20 luglio 2004 –
16 giugno 2008
Legislature VI
Gruppo
parlamentare
Partito del Socialismo Europeo
Incarichi parlamentari
Membro
  • Commissione giuridica dal 21 luglio 2004 al 14 gennaio 2007
  • Delegazione per le relazioni con la Penisola coreana dal 15 settembre 2004 al 13 marzo 2007
  • Delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO dal 15 settembre 2004 all'11 marzo 2007
  • Commissione giuridica dal 15 gennaio 2007 al 30 gennaio 2007
  • Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori dal 31 gennaio 2007 al 16 giugno 2008
  • Delegazione per le relazioni con la Penisola coreana dal 14 marzo 2007 al 16 giugno 2008

Membro sostituto

  • Commissione per il commercio internazionale dal 21 luglio 2004 al 13 luglio 2005
  • Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia dal 15 settembre 2004 al 5 dicembre 2005
  • Delegazione per le relazioni con Israele dal 15 settembre 2004 al 13 marzo 2007
  • Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni dall'8 ottobre 2004 al 19 dicembre 2004
  • Commissione per lo sviluppo dal 20 dicembre 2004 al 14 gennaio 2007
  • Commissione per lo sviluppo 15 gennaio 2007 al 30 gennaio 2007
  • Commissione per lo sviluppo regionale dal 31 gennaio 2007 al 16 giugno 2008
  • Commissione giuridica dal 31 gennaio 2007 al 16 giugno 2008
  • Delegazione per le relazioni con Israele dal 14 marzo 2007 al 16 giugno 2008
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
PCI (fino al 1991)[1]
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Diploma di odontotecnico
Professione Politico

Nicola Zingaretti (Roma, 11 ottobre 1965) è un politico italiano, dal 12 marzo 2013 è presidente della regione Lazio e dal 17 marzo 2019 segretario del Partito Democratico. È stato segretario nazionale della Sinistra giovanile, presidente dell'Unione Internazionale della Gioventù Socialista ed eurodeputato al Parlamento europeo[2]. Dal 28 aprile 2008 al 29 dicembre 2012 è stato presidente della provincia di Roma[3]. Zingaretti è considerato un socialdemocratico e uno dei membri più in vista della sinistra del partito[4]. Inoltre, è il presidente della Regione Lazio più longevo nonché il primo a essere rieletto dopo il primo mandato[5].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È il fratello minore dell'attore Luca Zingaretti. Sposato con Cristina Berliri, ha due figlie: Flavia e Agnese.[6] La sua bisnonna materna Ester della Torre fu deportata nel campo di concentramento ad Auschwitz, dove morì dopo pochi giorni.[7][8]

Si diploma nel 1984 in odontotecnica presso l'Istituto Professionale Edmondo De Amicis di Roma. Successivamente si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", abbandonandola dopo 3 esami.[9]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Esordi e prime esperienze politiche[modifica | modifica wikitesto]

Mentre frequentava la scuola professionale, inizia il suo impegno nell'associazionismo prendendo parte al movimento per la pace nel 1982. A diciassette anni è tra i fondatori di un'associazione di volontariato antirazzista denominata "Nero e non solo"[10], impegnata nelle politiche dell'immigrazione e per una società multietnica e multiculturale.

Alla fine degli anni '80 diventa segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana romana[11]. Nel 1992 viene eletto Segretario Nazionale della Sinistra Giovanile e l'anno successivo, nel 1993, Consigliere Comunale di Roma: sono anni di impegno per lo sviluppo sostenibile e in difesa dell'ambiente, della legalità e contro la mafia, durante i quali organizza il primo Campeggio Giovanile Antimafia di San Vito Lo Capo e numerose iniziative in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Dal 1995 al 1997 è presidente dell'Unione Internazionale della Gioventù Socialista e vicepresidente dell'Internazionale Socialista. In questi anni si impegna per ricostruire la rete con i partiti e le organizzazioni giovanili democratiche e progressiste in Bosnia ed Erzegovina. All'indomani della firma degli accordi di Dayton del dicembre 1995, interviene all'Assemblea Generale dell'ONU per l'Anno mondiale della Gioventù[12] come Rappresentante nel Comitato delle Nazioni Unite.

Nel 1998, a 33 anni, entra a far parte della Commissione che elabora la piattaforma politica dei socialisti per il nuovo secolo “Progresso Globale”, presieduta da Felipe Gonzales e composta, tra gli altri, da Martine Aubry, Shimon Peres e Ricardo Lagos. Si impegna, inoltre, per il processo di pace tra Israele e Palestina, organizzando numerose iniziative per favorire il dialogo tra i giovani laburisti israeliani e la gioventù di “Al Fatah”.

Dal 1998 al 2000 è responsabile delle Relazioni Internazionali presso la Direzione Nazionale dei Democratici di Sinistra e nel 1998 organizza, a Milano, il Congresso dei Socialisti Europei. Con una delegazione DS composta anche da Walter Veltroni, nel 1999 si reca in Birmania a sostegno del “Movimento per la democrazia” e incontra il Premio Nobel per la Pace 1991 Aung San Suu Kyi. Lo stesso anno organizza il viaggio del Dalai Lama a Roma.

Nel 2000 è eletto segretario dei Democratici di Sinistra romani. L'anno successivo è uno dei promotori della candidatura di Walter Veltroni a Sindaco di Roma e contribuisce alla vittoria dell'Ulivo romano. È fra i protagonisti di una stagione di risultati importanti per il centrosinistra e per i DS romani che nel 2003, dopo otto anni, tornano a essere il primo partito della Capitale, sconfiggendo la destra in tutta la provincia.

Elezioni europee del 2004[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2004 è candidato al Parlamento europeo nella lista Uniti nell'Ulivo per la Circoscrizione Italia Centrale. La campagna elettorale si conclude con una vittoria: con 213 000 preferenze viene eletto eurodeputato e, nel corso della prima riunione di delegazione, viene nominato Presidente. È stato membro delle commissioni “Mercato Interno e Protezione dei Consumatori” e “Affari Legali”. Fa anche parte delle delegazioni interparlamentari per i rapporti con Israele e la penisola coreana, degli intergruppi parlamentari “Volontariato”, “Disabilità”, “Diritti delle persone omosessuali” e “Tibet”.

Nel 2005 è relatore del rapporto d'opinione “Sul futuro del tessile e dell'abbigliamento dopo il 2005”, nel quale invita la Commissione a verificare il rispetto, da parte dei suoi partner commerciali, degli impegni sottoscritti nell'ambito dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. Sono molte le iniziative e le interrogazioni in difesa dell'industria tessile europea e per il “made in”, in cui affronta i rapporti con i mercati cinesi, la tutela dei consumatori e in particolare del made in Italy.

Dal dicembre 2006 all'ottobre 2007 lavora per la formazione degli amministratori locali, consiglieri e assessori delle giunte comunali, provinciali e regionali di Lazio, Umbria, Toscana e Marche, per far conoscere tutte le opportunità offerte dall'Unione europea e sfruttarle al meglio a vantaggio del territorio. In particolare, nel 2006 pubblicò la guida “Fondi strutturali e programmi comunitari” sulla nuova programmazione finanziaria dell'Unione europea per il periodo 2007-2013.

Dal 2005 al 2007 è relatore per il Parlamento europeo della direttiva Ipred2 sulle Sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale e riesce a far approvare un progetto legislativo che per la prima volta introduce sanzioni penali uniformi in tutti gli Stati membri dell'Unione europea. La direttiva attribuisce sanzioni penali per i contraffattori che importano merci illegali e pericolose dai paesi extra-Ue. L'approvazione della direttiva gli vale il riconoscimento dell'International Herald Tribune e la candidatura al MEP Awards, il prestigioso riconoscimento che viene attribuito ogni anno ai deputati europei più meritevoli.

Il 18 novembre 2006 è eletto al primo turno Segretario dell'Unione regionale del Lazio dei Democratici di Sinistra, mentre il 14 ottobre 2007, alle elezioni primarie viene eletto con 282.000 voti (85,31%) Segretario regionale nel Lazio.

Presidente della provincia di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 aprile 2008 viene eletto Presidente della Provincia di Roma. Vince il ballottaggio sul candidato del centrodestra con più di un milione di voti (1 001 490), pari al 51,48% dei consensi[13].

Nel 2010 è protagonista di uno scontro tutto interno al PD con Matteo Renzi che gli rimprovera scarso coraggio per non essersi voluto impegnare nella candidatura alle regionali 2010. La replica di Zingaretti è di non voler ridurre la politica a carrierismo.[14]

Il 25 aprile, in occasione della celebrazione del 65º anniversario della Liberazione, Zingaretti viene contestato per aver partecipato insieme alla neo-presidente del Lazio Renata Polverini alla manifestazione organizzata a Roma presso Porta San Paolo. Verso il palco vengono lanciati oggetti, slogan, insulti, e Zingaretti viene colpito al volto da un limone.[15] Dopo pochi minuti Zingaretti e la Polverini sono costretti ad abbandonare la manifestazione.[16][17]

La sua amministrazione realizza il progetto ProvinciaWiFi, che consiste nell'installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati WiFi per l'accesso gratuito ad Internet.[18]

Nel 2011 inaugura Porta Futuro[19], un centro per l'orientamento, la formazione e il lavoro. Nato sulla scia di Porta 22 di Barcellona, la nuova struttura, che si trova nel quartiere di Testaccio a Roma, gestisce l'empowerment dei cittadini e delle imprese della provincia capitolina.

La sua giunta provinciale ha suscitato diverse critiche presso ambienti cattolici impegnandosi a installare distributori di profilattici nelle scuole di Roma e provincia,[20] critiche di cui Zingaretti si è detto «choccato».[21]

Il 7 dicembre 2012 si dimette da Presidente della Provincia di Roma, ponendo fine alla sua amministrazione con 5 mesi d'anticipo rispetto alla scadenza naturale, per candidarsi alla Presidenza della Regione Lazio alle imminenti elezioni regionali; al suo posto in provincia subentra il commissario prefettizio Umberto Postiglione[22].

Da candidato sindaco a presidente della regione Lazio[modifica | modifica wikitesto]

La corsa al Campidoglio[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 giugno 2012 presso Casina Valadier annunciò di volersi candidare alle primarie[23] in vista delle prossime elezioni comunali di Roma per sfidare il sindaco uscente Gianni Alemanno, sebbene questa sua mossa abbia inizialmente trovato la contrarietà di una parte del suo stesso partito.[24] La candidatura ufficiale avvenne il 16 luglio durante una manifestazione in piazza San Cosimato a Trastevere nel corso della quale annunciò la sua candidatura a sindaco di Roma[25].

La corsa al Palazzo della Regione[modifica | modifica wikitesto]

Destinato apparentemente a candidarsi alle elezioni amministrative del 2013 in primavera per il comune di Roma sino a pochi giorni prima, il 4 ottobre 2012, fa dietrofront ed annuncia invece in una conferenza stampa di volersi candidare ufficialmente alle imminenti elezioni regionali del Lazio dopo le dimissioni anticipate della giunta guidata sino allo scorso 27 settembre da Renata Polverini e, a seguito dello scandalo che ha portato alla luce un sistema di fondi pubblici elargiti ai membri del Consiglio regionale del Lazio di cui aveva usufruito irregolarmente il membro del PdL (poi auto-sospeso) Franco Fiorito. "C'è un'emergenza democratica che sarebbe un crimine sottovalutare e questa è una priorità assoluta" ha affermato Zingaretti, nella prima dichiarazione rilasciata dopo l'annuncio della sua candidatura[26].

Zingaretti verrà appoggiato dalla coalizione di centro-sinistra composta da: Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Partito Socialista Italiano, dalla lista civica "Nicola Zingaretti Presidente" e Centro Democratico.

Il 26 febbraio 2013 dopo le elezioni regionali del 24 e 25 febbraio, Zingaretti viene eletto Presidente della Regione Lazio con 1 329 643 voti, il 40,65% dei voti, battendo il candidato di centro-destra Francesco Storace, Segretario de La Destra sostenuto da Silvio Berlusconi (29,32%), Davide Barillari del Movimento 5 Stelle (20,2%) e l'avvocatessa Giulia Bongiorno con la lista civica "Bongiorno Presidente", appoggiata da Scelta Civica, Unione di Centro e Futuro e Libertà.[27]

Il 12 marzo la Corte d'appello di Roma lo proclama ufficialmente Presidente della regione Lazio.

Il 4 marzo 2018, in concomitanza con le elezioni politiche, sostenuto da una larga coalizione di centro-sinistra (PD, "Lista Civica Zingaretti", LeU, +Europa, Insieme e Centro Solidale), viene rieletto per il secondo mandato con il 32,92% rispetto al 31,17% dello sfidante del centro-destra Stefano Parisi;[28] diventa così il primo presidente della Regione Lazio rieletto.[29]

Iniziative[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la guida della Giunta Zingaretti viene: approvata una nuova normativa in ambito di spettacolo dal vivo e di promozione culturale[30], istituito il Registro Tumori della Regione Lazio[31][32], istituito il fondo regionale in favore dei soggetti interessati dal sovra-indebitamento o dall'usura[33][34], approvata la prima legge sulla geotermia[35], approvata la nuova normativa sulle dimore storiche e sui parchi regionali[36], istituito il nuovo sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione[37], approvata la legge regionale riguardo alla coltivazione della Cannabis per scopi produttivi, alimentari ed ambientali[38][39], approvata la nuova normativa sugli ecomusei[40][41], varata la legge per l'istituzione del servizio civile regionale[42][43] e approvata la nuova legge per la rigenerazione urbana ed il recupero edilizio[44][45].

Il Lazio è anche la prima regione a introdurre l'obbligo per i medici, ancorché obbiettori di coscienza, operanti nei Consultori pubblici di certificare la richiesta di aborto delle donne.[46]

Istituzione dell'Agenzia Protezione Civile[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la guida della giunta regionale Zingaretti viene inoltre istituita l'Agenzia regionale di Protezione Civile, con l'intento di snellire e raccordare il lavoro di vigili, polizia e delle associazioni di volontariato. Il nuovo organismo si avvale solo di personale interno alla Regione, evitando il ricorso a personale esterno, compresi gli incarichi dirigenziali che potranno essere assegnati ad amministratori già in corpo all'ente. Gli impegni di spesa, esclusi i capitoli di bilancio destinati ad hoc che non potranno superare i 200 000 euro all'anno, saranno controllati da una commissione apposita. In tutto questo la Regione farà da regia e punto di raccordo con la centrale operativa, programmando, coordinando i vari enti locali e i volontari. Altre novità sono l'istituzione del Centro funzionale multi-rischio, della Sala operativa unificata permanente e del Comitato regionale di protezione civile. La legge per l'istituzione dell'Agenzia stabilisce inoltre l'eliminazione del bollo auto per i mezzi di protezione civile e garantisce la gratuità della consulta dei volontari.[47][48]

Segretario del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Logo della campagna elettorale di Zingaretti per le primarie del 2019

Primarie[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 e 14 ottobre 2018 con la sua manifestazione Piazza Grande all'ex Dogana di San Lorenzo a Roma lancia ufficialmente la sua candidatura a segretario del PD in vista delle elezioni primarie dell'anno seguente.[49][50] Ottiene, fra gli altri, l'appoggio di Dario Franceschini, Gianni Cuperlo, Andrea Orlando, Paolo Gentiloni e più tardi quello del suo ex ministro dell'interno Marco Minniti.[51][52] Nel voto fra gli iscritti di gennaio ottiene 88 918 voti, pari al 47,38%, primo fra i candidati, e si qualifica per le primarie aperte del 3 marzo successivo.[53]

Alle elezioni primarie del partito svoltesi il 3 marzo riceve 1 035 955 preferenze, pari al 66%, risultando primo dei candidati, battendo gli sfidanti Maurizio Martina e Roberto Giachetti.

Zingaretti assieme ai capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio, Paolo Gentiloni e Paola De Micheli durante le consultazioni del 2019

Il 17 marzo 2019 viene ufficialmente proclamato segretario del PD dall'Assemblea Nazionale del partito[54], dove Zingaretti può contare su 653 delegati sui 1 000 componenti totali.

Elezioni europee del 2019[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni del Parlamento europeo, Zingaretti presenta il simbolo elettorale con un ampio riferimento a "Siamo Europei", manifesto politico promosso dall'ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, e il simbolo del Partito Socialista Europeo[55]. Inoltre, stringe un'alleanza con Articolo Uno, partito fondato nel 2017 da Bersani, D'Alema e Speranza che sono fuoriusciti dal PD[56], e personaggi indipendenti di sinistra come l'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il suo vicepresidente della regione Lazio Massimiliano Smeriglio. Alle elezioni europee del 2019 guida il PD al 22,7%, che si piazza così ad essere il secondo partito d'Italia dopo la Lega di Matteo Salvini.

Alleanza col Movimento 5 Stelle[modifica | modifica wikitesto]

L'estate successiva, a causa della mozione di sfiducia di Matteo Salvini e della Lega al governo Conte I, formerà il governo Conte II con il Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, che si insedia il 5 settembre.

Il 18 settembre Renzi, che era stato uno dei primi sostenitori del patto di governo PD-M5S[57], lascia il PD assieme a 24 deputati e 13 senatori (compreso Renzi) per costituire un nuovo partito centrista: Italia Viva[58]. Tuttavia, non tutti i sostenitori di Renzi lo hanno seguito nella scissione: mentre alcuni come Ettore Rosato, Roberto Giachetti e Maria Elena Boschi lo hanno seguito per lo più, la maggior parte degli altri come Simona Bonafè, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, Anna Ascani, Lorenzo Guerini e Luca Lotti sono rimasti nel PD[59]. Altri parlamentari transfughi di Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali si uniranno a Italia Viva in seguito.

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Zingaretti è ampiamente considerato un politico socialdemocratico e progressista[60]. È un forte sostenitore del federalismo europeo, ma ha spesso criticato le misure di austerità adottate dai leader europei durante la Grande Recessione[61][62]. Zingaretti è favorevole al riconoscimento dei matrimoni di coppie dello stesso sesso e delle adozioni di figliastri, situazione che si verifica quando almeno un genitore ha figli, da una precedente relazione, non geneticamente legati all'altro genitore[63]. Inoltre sostiene il testamento biologico e la legalizzazione della cannabis.[64][65]

Durante la sua carriera, Zingaretti è stato un forte sostenitore della lotta alla disuguaglianza economica[66][67]. Per le sue idee di sinistra, alcuni giornalisti e analisti politici lo hanno paragonato a Jeremy Corbyn nel Regno Unito e Bernie Sanders negli Stati Uniti d'America[68][69]. Inoltre, è un sostenitore dello sviluppo sostenibile e delle politiche ambientali, nonché di una lotta più efficace contro il riscaldamento globale.[70]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Accusa di corruzione e proscioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dell'inchiesta "Mondo di mezzo" sulla cosiddetta Mafia Capitale Zingaretti viene indagato dalla procura di Roma per corruzione e turbata libertà degli incanti. L'indagine ha inizio in seguito alle dichiarazioni di Salvatore Buzzi, che afferma di aver pagato delle tangenti a Zingaretti in cambio di appalti pubblici.

Il 6 ottobre 2016 la Procura chiede l'archiviazione delle accuse contro Zingaretti.[71]

La Procura aveva in precedenza deciso di mantenere il massimo riserbo sull'inchiesta, che viene rivelata agli organi di stampa (e a Zingaretti stesso) solo dopo la richiesta di archiviazione.

Il 7 febbraio 2017 il GIP di Roma dispone l'archiviazione delle accuse contro Zingaretti.[72]

Accusa di falsa testimonianza[modifica | modifica wikitesto]

Sempre nell'ambito dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", nel novembre 2017 Zingaretti è indagato dalla procura di Roma per falsa testimonianza, per alcune dichiarazioni pronunciate dallo stesso in Aula.[73]

Il 20 aprile 2018 la Procura chiede l'archiviazione dell'accusa.[74]

Accusa di finanziamento illecito[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 marzo 2019 il settimanale L'Espresso rivela che Zingaretti è indagato dalle procure di Roma e Messina con l'accusa di finanziamento illecito per presunte elargizioni effettuate dagli avvocati Pietro Amara e Giuseppe Calafiore. Le accuse non hanno tuttora trovato riscontri probatori e sono state negate da Zingaretti.[75]

Abuso d’ufficio, falsità commessa da pubblico ufficiale e rifiuto d’atti d’ufficio[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 gennaio 2021 Nicola Zingaretti è indagato, assieme al suo assessore alla Sanità Alessio D’Amato, per abuso d’ufficio, falsità commessa da pubblico ufficiale e rifiuto d’atti d’ufficio. Con loro sono indagate con le stesse accuse altre sette persone, tra cui Andrea Tardiola e Renato Botti[76][77][78].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Damilano, Questo Pd è da cambiare, su L'Espresso, 4 febbraio 2010. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato il 4 agosto 2019).
  2. ^ Nicola Zingaretti, European Parliament. URL consultato il 1º febbraio 2019 (archiviato il 1º febbraio 2019).
  3. ^ Il Presidente | Provincia di Roma Archiviato il 9 aprile 2012 in Internet Archive.
  4. ^ Pd, Zingaretti pronto a correre per la segreteria. Orlando sta con lui. Calenda: "Fronte Repubblicano oltre attuali partiti", su Il Fatto Quotidiano, 27 giugno 2018. URL consultato il 4 novembre 2020.
  5. ^ Regione Lazio - Presidente e Consiglio Regionale, su Tuttitalia.it. URL consultato il 4 novembre 2020.
  6. ^ Silvia Nucini, Nicola Zingaretti: il segreto del mio successo, su vanityfair.it, 14 aprile 2018 (archiviato l'8 luglio 2019).
  7. ^ Virginia Di Marco, Shoah: Luca e Nicola Zingaretti ricordano bisnonna deportata - Cronaca - ANSAMed.it, su ansamed.info. URL consultato il 16 giugno 2019 (archiviato il 4 agosto 2019).
  8. ^ Angela Zingaretti, Luca Zingaretti e Nicola Zingaretti, Memoria, il segreto dei fratelli Zingaretti "Così nostra madre sfuggì ad Auschwitz", su roma.repubblica.it, 27 febbraio 2017. URL consultato il 3 agosto 2020/.
  9. ^ Cristina La Bella, Nicola Zingaretti: titolo di studio, carriera, quanto guadagna, vita privata del segretario del Pd, su urbanpost.it, 10 marzo 2019.
  10. ^ Giorgio Dell'Arti, Biografia di Nicola Zingaretti, Cinquantamila.it, 10 ottobre 2018. URL consultato il 24 ottobre 2018 (archiviato il 24 ottobre 2018).
  11. ^ Marco Damilano, E il Pd si gioca Zingaretti, L'Espresso, 17 gennaio 2011. URL consultato il 24 ottobre 2018 (archiviato l'11 ottobre 2018).
  12. ^ Zingaretti Nicola, Meeting Rimini, 24 agosto 2011. URL consultato il 24 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2018).
  13. ^ Anna Maria Liguori, Zingaretti presidente "Ha vinto la mia squadra", in La Repubblica, 29 aprile 2008. URL consultato l'8 aprile 2010 (archiviato il 4 agosto 2019).
  14. ^ Antonio Calitri, Renzi schiera gli angeli del bello contro i promoter di Zingaretti, su ItaliaOggi, 8 giugno 2010. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato il 5 novembre 2014).
  15. ^ Polverini contestata a Porta San Paolo. Zingaretti colpito in faccia da un limone, su Il Messaggero.it, 30 novembre 2010. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2015).
  16. ^ Simona De Santis, In piazza per il 25 Aprile Polverini contestata, colpito Zingaretti, su Corriere della Sera.it - Roma, 26 aprile 2010. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato il 4 agosto 2019).
  17. ^ Celebrato il 25 aprile, Berlusconi sceglie la tv "Scriviamo assieme una nuova pagina di storia", su la Repubblica.it, 25 aprile 2010. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato il 4 marzo 2016).
  18. ^ Alessandro Capponi, Wifi, Roma sempre in rete ad alta velocità, su CORRIERE DELLA SERA.it, 9 novembre 2010. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato l'8 marzo 2020).
  19. ^ Zingaretti inaugura Porta Futuro, un centro per la ricerca di lavoro, in La Repubblica, 05 luglio 2011 (archiviato l'11 agosto 2011).
  20. ^ Preservativi a scuola, la Chiesa dice no, su CORRIERE DELLA SERA.it - Roma, 25 giugno 2009. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2013).
  21. ^ Preservativi nelle scuole A settembre parte la campagna, su la Repubblica Roma.it, 19 giugno 2009. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato il 4 agosto 2019).
  22. ^ Provincia di Roma, Umberto Postiglione commissario prefettizio, su Lungotevere.net, 29 dicembre 2012. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2013).
  23. ^ Paolo Boccacci, Zingaretti, ora comincia la corsa verso le primarie come sindaco, su la Repubblica.it Roma, 29 giugno 2012. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato il 4 agosto 2019).
  24. ^ COMUNALI 2013, IL PD SPACCATO. ZINGARETTI COSTRETTO A CANDIDATURA CON LISTA CIVICA Archiviato il 20 febbraio 2015 in Internet Archive..
  25. ^ Carlotta De Leo, Zingaretti si candida a sindaco di Roma: «Una grande alleanza civica per governare», su Corriere della Sera, 17 luglio 2012. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2012).
  26. ^ Lazio, Zingaretti si candida per la Regione "Emergenza democratica da non sottovalutare", su tgcom24.mediaset.it. URL consultato l'8 marzo 2020 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  27. ^ [Scrutini] Regione: LAZIO - Regionali - Elezioni politiche e regionali del 24 e 25 febbraio 2013, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 febbraio 2013 (archiviato il 26 febbraio 2013).
  28. ^ Lazio Risultati Regionali 2018, Corriere della Sera. URL consultato il 16 dicembre 2019 (archiviato il 31 agosto 2018).
  29. ^ Elezioni Lazio 2018, Zingaretti vince «Per la prima volta in questa Regione un presidente riconfermato», su roma.corriere.it, Corriere della Sera, 5 marzo 2018. URL consultato il 16 dicembre 2019 (archiviato il 10 aprile 2018).
  30. ^ Regione Lazio - Consiglio Regionale del Lazio - leggi regionali (testo coordinato), su www.consiglio.regione.lazio.it. URL consultato il 26 luglio 2017 (archiviato il 16 agosto 2018).
  31. ^ Salute, nasce il Registro dei Tumori nel Lazio: l'ok della Regione, in LatinaToday, 20 maggio 2015. URL consultato il 26 luglio 2017 (archiviato il 4 agosto 2019).
  32. ^ Regione Lazio - Consiglio Regionale del Lazio - Istituzione del registro tumori di popolazione della Regione Lazio, su www.consiglio.regione.lazio.it. URL consultato il 26 luglio 2017 (archiviato il 18 novembre 2018).
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