Elezioni regionali nel Lazio del 2018

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Elezioni regionali nel Lazio del 2018
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Data 4 marzo 2018
Affluenza 66,46 % (Red Arrow Down.svg 5,50 %)
Nicola Zingaretti - Festa Unità Roma 2012.JPG Stefano Parisi crop.jpg Roberta Lombardi daticamera.jpg
Candidati Nicola Zingaretti Stefano Parisi Roberta Lombardi
Partito Partito Democratico Energie per l'Italia Movimento 5 Stelle
Coalizione Centro-sinistra Centro-destra nessuna
Voti 1 018 736
32,92 %
964 418
31,17 %
834 995
26,98 %
Seggi
25 / 50
15 / 50
10 / 50
Differenza % Red Arrow Down.svg 7,73 Green Arrow Up.svg 1,85 Green Arrow Up.svg 6,76
Differenza seggi Red Arrow Down.svg 3 Green Arrow Up.svg 1 Green Arrow Up.svg 3
Lazio 2018 Candidati.svg
Lazio 2018 Partiti.svg
Presidente uscente
Nicola Zingaretti (PD)
Left arrow.svg 2013

Le elezioni regionali laziali del 2018 si sono tenute il 4 marzo 2018[1], a conclusione della consiliatura quinquennale, in concomitanza con le elezioni politiche e con la tornata regionale della Lombardia.

Il presidente uscente Nicola Zingaretti, esponente del Partito Democratico appoggiato da una coalizione di Centro-sinistra, è stato riconfermato alla guida della regione con il 32,92% dei consensi[2]. Lo sfidante di Centro-destra, il leader di Energie per l'Italia Stefano Parisi, è stato sconfitto, raccogliendo il 31,17%[2]dei consensi, seguito dalla deputata uscente del Movimento Cinque Stelle Roberta Lombardi, terza col 26,98%[2].

Al quarto posto, con il 4,89%[2], si è classificato Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, candidato con due liste civiche sostenute, tra gli altri, dal Movimento Nazionale per la Sovranità, il Partito Liberale Italiano ed il Partito Repubblicano Italiano, seguito da Mauro Antonini di CasaPound Italia (1,94%)[2] e da Elisabetta Canitano di Potere al Popolo (1,41%)[2].

Sotto l'1% dei consensi, infine, si sono attestati l'ex consigliere regionale e parlamentare Jean-Léonard Touadi (0,25%)[2], sostenuto da Civica Popolare, Giovanni Paolo Azzaro della Democrazia Cristiana (0,24%)[2] e Stefano Rosati, candidato del movimento Riconquistare l'Italia, che ha raccolto lo 0,16%[2] dei suffragi.

La lista del Movimento 5 Stelle è stata la più votata in tutta la regione con il 22,06% dei consensi[2], seguito dal Partito Democratico, che si è fermata al 21,24%[2], e da Forza Italia, che ha raggiunto il 14,62%[2]. Le altre liste ammesse al Consiglio Regionale del Lazio, che hanno ottenuto meno del 10% dei consensi, sono state la Lega (9,96%)[2], Fratelli d'Italia (8,68%)[2], la Lista Zingaretti Presidente (4,33%)[2], la civica Sergio Pirozzi Presidente (3,70%)[2], Liberi e Uguali (3,48%)[2], Più Europa (2,06%)[2], la civica Centro solidale per Zingaretti (1,92%)[2] e Noi con l'Italia (1,62%)[2].

Sono stati chiamati alle urne 4 786 096 elettori, divisi in 5 285 sezioni. Hanno votato 3 181 235 aventi diritto, ossia il 66,36% del corpo elettorale regionale[2].

Per la prima volta dall'introduzione dell'elezione diretta del Presidente della Regione, il governatore uscente è stato riconfermato alla guida dell'ente[3][4]. Per effetto della nuova legge elettorale regionale, tuttavia, il Centro-sinistra non può contare della maggioranza assoluta dei seggi, sbloccando 24 scranni (più uno riservato al candidato eletto) su 49[5].

Legge elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Come nelle altre Regioni a statuto ordinario, anche le elezioni regionali del Lazio sono disciplinate da una normativa nazionale (Legge Tatarella), che è stata modificata dalla legge regionale 2/2005. Quest'ultima legge è stata sostituita dal Consiglio regionale del Lazio con l'approvazione della legge regionale 10/2017.

Sistema elettorale[modifica | modifica wikitesto]

La lista dei candidati alla presidenza della Regione e al Consiglio regionale del Lazio in una sezione elettorale di Civitavecchia

Sia il Presidente della Regione sia i membri del Consiglio regionale del Lazio sono eletti a suffragio universale, con voto libero e segreto.

Il candidato presidente che ottiene la maggioranza dei voti a livello regionale viene eletto governatore. Al primo dei candidati non eletti è riservato, comunque, un seggio come consigliere regionale. Qualora la lista o la coalizione del candidato eletto non ecceda il 60% dei seggi, le viene attribuito un premio di maggioranza di 10 seggi, assegnati tra i candidati consigliere non eletti col proporzionale secondo il metodo del quoziente e dei più alti resti[6]. Questo sistema sostituisce i listini bloccati, collegati a ciascun candidato presidente, in vigore sino alle precedenti elezioni[6].

I restanti 40 consiglieri regionali sono, invece, eletti sulla base di una competizione tra liste all'interno delle cinque circoscrizioni elettorali, coincidenti con le quattro province laziali e la Città metropolitana di Roma Capitale[6]. Il sistema elettorale è un proporzionale secondo il quoziente di Hagenbach-Bishoff[6].

La nuova legge elettorale, inoltre, introduce la preferenza di genere, ovvero un limite di rappresentanza fissato al 50% di candidati dello stesso sesso all'interno delle liste provinciali[6], il divieto di terzo mandato consecutivo per il presidente[6] e l'obbligo per il Consiglio regionale di indire entro tre mesi una nuova tornata elettorale in caso di scioglimento anticipato[6].

Modalità di voto[modifica | modifica wikitesto]

Gli elettori hanno votato le due cariche su un'unica scheda, di colore verde. Sono previste tre modalità di voto:

  • Voto alla sola lista circoscrizionale, che si considera esteso anche al candidato presidente. Inoltre, è possibile esprimere fino a due preferenze per un candidato consigliere regionale, indicandone il nome e il cognome. In ottemperanza alla norma sulla preferenza di genere, in caso di due scelte, una deve essere indirizzata a un candidato di sesso maschile e l'altra a un candidato di sesso femminile[7].
  • Voto al candidato presidente e ad una lista circoscrizionale. Viene considerato valido il voto disgiunto, ossia la scelta di un lista circoscrizionale e di un candidato governatore non collegato ad essa. Anche in questo caso si possono scegliere fino a due candidati consiglieri, purché di sesso differente[7].
  • Voto al solo candidato presidente, che non si considera esteso alla lista o alla coalizione in suo sostegno[7].

Seggi per circoscrizione[modifica | modifica wikitesto]

Come previsto dalla legge regionale 10/2017, è compito del Presidente della Regione fissare il numero di seggi per circoscrizione elettorale sulla base della popolazione in esse residenti sulla base dei dati dell'ultimo Censimento generale[6].

Per le elezioni regionali del 2018, il governatore Nicola Zingaretti ha emanato un apposito decreto del 5 gennaio 2018, che definisce la seguente divisione dei seggi:

Distribuzione dei seggi per Circoscrizione provinciale. Fonte: Regione Lazio
Provincia
Città metropolitana
Popolazione Seggi
Frosinone Frosinone 492 661 4
Latina Latina 544 732 4
Rieti Rieti 155 164 1
Roma Roma 3 997 465 29
Viterbo Viterbo 312 864 2
Lazio Lazio 5 502 886 40

Candidature[modifica | modifica wikitesto]

La presentazione dei candidati e delle liste è stata fissata per venerdì 2 e sabato 3 febbraio 2018. Al termine dell'esame della documentazione, la Corte d'Appello di Roma ha ammesso alla competizione 9 candidati presidente e 18 liste.

Area Centro-sinistra[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza uscente di Centro-sinistra si è presentata alla tornata, riproponendo l'assetto di cinque anni prima pur con qualche variazione.

Nel complesso, la coalizione è stata imperniata sul Partito Democratico e altre cinque liste. Tre di queste, erano connesse a partiti politici, due, invece, erano compagini civiche. Candidato presidente, per la seconda volta, fu Nicola Zingaretti, che sciolse ufficialmente la riserva il 13 ottobre 2017[8]. Il primo partito a confermare l'appoggio al presidente uscente fu Liberi e Uguali, il 14 gennaio 2018. L'ufficializzazione venne data dal leader Pietro Grasso, in deroga alla decisione di non chiudere accordi elettorali col Centro-sinistra per le elezioni politiche e le regionali in Lombardia[9].

Nicola Zingaretti, candidato presidente del Centro-sinistra e Jean-Léonard Touadi, aspirante presidente per Civica Popolare

Quindi, il 23 gennaio, fu la volta di Centro solidale per Zingaretti, promossa dall'assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini e dal responsabile della Comunità di Sant'Egidio di Roma, Paolo Ciani[10].

Il 24 gennaio, invece, in una conferenza stampa congiunta con Zingaretti, Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi ufficializzarono l'entrata in coalizione di Più Europa, formata da Centro Democratico e Radicali Italiani. Questi ultimi, nel 2013, corsero in solitaria candidando Giuseppe Rossodivita, in polemica con la scelta di Zingaretti di non voler ricandidare alcun consigliere regionale uscente nella sua coalizione di allora[11].

Il 26 gennaio 2018, invece, venne lanciata dal vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, la lista civica Zingaretti presidente, nella quale erano confluiti i consiglieri regionali dell'omonima lista già presente in Consiglio regionale ed esponenti della società civile[12]. Infine, il 2 febbraio 2018, venne presentata la lista Insieme, formata da Area Civica, Partito Socialista Italiano e Federazione dei Verdi. Questi ultimi, ritornavano nella coalizione di Centro-sinistra, dopo aver appoggiato, nel 2013, il giornalista Sandro Ruotolo, proposto da Rivoluzione Civile[13].

Ad inizio gennaio, aveva annunciato l'appoggio a Nicola Zingaretti anche Civica Popolare, formata da Alternativa Popolare, Centristi per l'Europa e Italia dei Valori[14]. A seguito della conclusione dell'accordo tra il Partito Democratico e Liberi e Uguali - che avevano posto il veto sulla partecipazione nella coalizione della formazione centrista - la lista optò per una corsa in solitaria[15]. Il 29 gennaio, la leader Beatrice Lorenzin annunciò durante la trasmissione Carta Bianca la candidatura a presidente di Jean-Léonard Touadi, già parlamentare del Partito Democratico con un passato da consigliere regionale ed assessore della giunta Veltroni[16].

Area Centro-destra[modifica | modifica wikitesto]

La coalizione di Centro-destra si presentava con cinque liste, riproponendo in gran parte l'alleanza delle elezioni politiche: Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Noi con l'Italia-UDC ed Energie per l'Italia.

Stefano Parisi, candidato del Centro-destra e Sergio Pirozzi, che ha corso con due liste civiche di Destra.

Come candidato presidente venne scelto il manager Stefano Parisi, leader del movimento Energie per l'Italia e capo dell'opposizione nel consiglio comunale di Milano. La candidatura venne ufficializzata il 25 gennaio 2018[17].

In precedenza erano stati messi sul tavolo altri cinque nomi: i giornalisti Gennaro Sangiuliano[18] e Nicola Porro[18][19], il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli[18], l'ex ministro e senatore uscente Maurizio Gasparri (avanzato da Forza Italia)[20], e il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Fabio Rampelli (proposto proprio dal partito guidato da Giorgia Meloni)[21].

Era considerato un potenziale candidato della coalizione di Centro-destra anche Sergio Pirozzi. Il sindaco di Amatrice, comune devastato dal Sisma del 24 agosto 2016, annunciò la sua candidatura il 15 novembre 2017, alla testa di una lista civica e con il sostegno del Movimento Nazionale per la Sovranità[22]. In un primo momento, anche la Lega appoggiò Pirozzi[22], per poi scegliere Stefano Parisi. L'annuncio congiunto con Gianni Alemanno (da cui l'altro leader del Movimento Nazionale per la Sovranità, Francesco Storace, si dissociò) venne dato il 5 febbraio 2018[23]. Storace, quindi, contribuì alla formazione di una seconda lista a favore del sindaco di Amatrice, la Lista Nathan (in onore del sindaco repubblicano di Roma Ernesto Nathan) nella quale confluirono anche il Partito Liberale Italiano ed il Partito Repubblicano Italiano[24].

Movimento Cinque Stelle[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento Cinque Stelle si presentava per la seconda volta alle elezioni regionali del Lazio, dopo aver esteso per tutto il quinquennio un radicamento territoriale a Roma e nei principali centri della sua Città metropolitana[25][26]. Nella tornata di esordio, l'aspirante governatore Davide Barillari ottenne il 20,22% dei voti validi e la lista riuscì a sbloccare 7 seggi.

Per scegliere il candidato alla presidenza e al Consiglio regionale, la formazione pentastellata indisse le elezioni regionarie, a cui poterono partecipare gli iscritti alla piattaforma online Rousseau residenti nel Lazio. Le votazioni per i candidati consiglieri si tennero il 10 ottobre 2017[27],. Il 12 ottobre 2017, invece, si tenne la scelta del candidato governatore, a cui poterono partecipare dieci esponenti del movimento, che avevano ricoperto almeno un mandato elettivo[28].

La consultazione venne vinta dalla deputata uscente Roberta Lombardi, che ottenne 2 952 voti contro i 2 605 di Davide Barillari (già candidato presidente nel 2013) e i 954 della consigliera uscente Valentina Corrado. Hanno votato 6 511 iscritti alla piattaforma Rousseau[29].

Altri candidati[modifica | modifica wikitesto]

Al di fuori dei principali schieramenti nazionale, si presentarono altri quattro candidati alla presidenza, accompagnate da altrettante liste.

Il 7 novembre 2017, CasaPound Italia ufficializzò la candidatura a presidente di Mauro Antonini, dirigente del movimento di via Napoleone III, già candidato alla presidenza del Municipio Roma IV nella tornata municipale del 2016.[30][31]

Il movimento della sinistra radicale Potere al Popolo, invece, schierò la ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'Associazione Vitadonna.it. La candidatura venne ufficializzata il 25 gennaio 2018.[32]

Per il movimento sovranista Riconquistare l'Italia si candidò Stefano Rosati[33], mentre la Democrazia Cristiana appoggiò Giovanni Paolo Azzaro[33].

Sondaggi elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Questa sezione riporta in ordine cronologico i dati dei sondaggi elettorali relativi a questa consultazione. Le percentuali dei candidati sono relative alla parte del campione che esprime un'intenzione di voto, mentre i dati su indecisi e astenuti si riferiscono al totale degli intervistati; i dati sono tratti dal sito ufficiale dei sondaggi politici ed elettorali, curato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.[34]

Data Istituto Zingaretti Gasparri Lombardi Pirozzi Altri Indecisi Astensione
29-31 dicembre 2017 Winpoll 37,6 21,5 29,3 11,7 non indicato
8-10 gennaio 2018 IndexResearch 36,0 22,0 29,0 10,0 3,00 non indicato
15 gennaio 2018 Euromedia Research 44,0 26,0 19,4 8,00 2,6 35,2
25 gennaio 2018 Il centro-destra candida Stefano Parisi
Data Istituto Zingaretti Parisi Lombardi Pirozzi Altri Indecisi Astensione

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio regionale del Lazio - XI legislatura.svg
Candidati e Liste Voti % Seggi
Nicola Zingaretti 1 018 736 32,92
Partito Democratico 539 131 21,24 19[35]
Lista Civica Zingaretti 110 080 4,33 3
Liberi e Uguali 88 416 3,48 1
+Europa 52 451 2,06 1
Centro Solidale 48 872 1,92 1
Insieme 28 443 1,12 0
Stefano Parisi 964 418 31,17
Forza Italia 371 155 14,62 6
Lega 252 772 9,96 4
Fratelli d'Italia 220 460 8,68 3
Noi con l'Italia - UDC 41 234 1,62 1
Energie per l'Italia 37 043 1,46 -
Roberta Lombardi 834 995 26,98
Movimento 5 Stelle 559 752 22,06 10
Sergio Pirozzi 151 476 4,89
Lista Pirozzi Presidente 93 942 3,70 1
Lista Nathan (PLI) 3 443 0,13 -
Mauro Antonini 60 131 1,94
CasaPound 42 609 1,67 -
Elisabetta Canitano 43 895 1,41
Potere al Popolo! 33 372 1,31 -
Jean Leonard Touadi 7 819 0,25
Civica Popolare 6 073 0,23 -
Giovanni Paolo Azzaro 7 614 0,24
Democrazia Cristiana 5 325 0,20 -
Stefano Rosati 4 952 0,16
Riconquistare l'Italia 2 565 0,10 -
Totale voti liste 2 537 138 99,89 50
TOTALE 3 094 036 99,96

Consiglieri eletti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i 48 consiglieri eletti divisi per lista e circoscrizione. A questi si aggiunge Stefano Parisi che, in quanto primo dei candidati presidente non eletti, ottiene un seggio da consigliere[36].

Lista Circoscrizioni
Frosinone Latina Rieti Roma Viterbo
Partito Democratico (18) Mauro Buschini Salvatore La Penna Fabio Refrigeri Daniele Leodori Enrico Panunzi
Sara Battisti Enrico Maria Forte Michela Di Biase
Massimiliano Valeriani
Michela Califano
Marietta Tidei
Marco Vincenzi
Marta Leonori
Rodolfo Lena
Eleonora Mattia
Eugenio Patanè
Emiliano Minnucci
Valentina Grippo
Zingaretti Presidente (3) Marta Bonafoni
Gino De Paolis
Gianluca Quadrana
Liberi e Uguali (1) Daniele Ognibene
Più Europa (1) Alessandro Capriccioli
Cento Solidale (1) Paolo Ciani
Forza Italia (6) Pasquale Ciaccarelli Giuseppe Simeoni Adriano Palozzi
Antonello Aurigemma
Laura Cartaginese
Giuseppe Cangemi
Fratelli d'Italia (3) Fabrizio Ghera
Giancarlo Righini
Chiara Colosimo
Lega (4) Orlando Tripodi Daniele Giannini
Laura Corrotti
Enrico Cavallari
Noi con l'Italia-UDC (1) Pietro Sbardella
Movimento Cinque Stelle (10) Loreto Marcelli Gaia Pernarella Roberta Lombardi Silvia Blasi
Valentina Corrado
Davide Barillari
Marco Cacciatore
Francesca De Vito
Valerio Novelli
Devid Porrello
Pirozzi Presidente (1) Sergio Pirozzi

Il 4 aprile 2018 si è svolta la prima seduta per l'XI legislatura del Consiglio Regionale del Lazio. Il presidente del Consiglio regionale uscente, Daniele Leodori (Partito Democratico) è stato riconfermato nella carica al terzo scrutinio con 29 voti a favore, 20 schede bianche e una nulla[37].

Composizione del Consiglio regionale[modifica | modifica wikitesto]

Liste
Gruppi consiliari Seggi Diff.
Potere al Popolo
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Civica Popolare
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Liberi e Uguali
1 / 49
Straight Line Steady.svg[seggi 1]
Partito Democratico
18 / 49
Red Arrow Down.svg 1
Zingaretti presidente
3 / 49
Green Arrow Up.svg1
Centro Solidale
1 / 49
Green Arrow Up.svg 1
Più Europa
1 / 49
Straight Line Steady.svg[seggi 2]
Insieme
0 / 49
Red Arrow Down.svg1[seggi 3]
Forza Italia
4 / 49
Red Arrow Down.svg3[seggi 4]
Fratelli d'Italia
3 / 49
Green Arrow Up.svg1[seggi 5]
Noi con l'Italia - UDC
1 / 49
Red Arrow Down.svg1[seggi 6]
Lega Nord
3 / 49
Green Arrow Up.svg3
Energie per l'Italia
1 / 49
Green Arrow Up.svg1
Movimento Cinque Stelle
10 / 49
Green Arrow Up.svg3
Pirozzi Presidente
1 / 49
Green Arrow Up.svg1
Lista Nathan
0 / 49
Straight Line Steady.svg
CasaPound Italia
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Democrazia Cristiana
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Riconquistare l'Italia
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Coalizioni
Coalizione di Centro-sinistra
24 / 49
Red Arrow Down.svg 5
Coalizione di Centro-destra
15 / 49
Green Arrow Up.svg 3
Movimento Cinque Stelle
10 / 49
Green Arrow Up.svg 3
Sergio Pirozzi Presidente
1 / 49
Green Arrow Up.svg 1
Potere al Popolo
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Civica Popolare
0 / 49
Straight Line Steady.svg
CasaPound Italia
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Democrazia Cristiana
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Riconquistare l'Italia
0 / 49
Straight Line Steady.svg
Totale
30 / 30
Composizione del Consiglio regionale del Lazio dopo le elezioni regionali del 4 marzo. Legenda:
Maggioranza:      Centro-sinistra
Opposizione:      M5S -      Centro-destra -      Sergio Pirozzi presidente
  1. ^ Differenza calcolata aggregando i seggi di Sinistra Ecologia Libertà.
  2. ^ Differenza calcolata aggregando i seggi del Centro Democratico
  3. ^ Differenza calcolata aggregando i seggi del Partito Socialista Italiano.
  4. ^ Differenza calcolata sulla base dei seggi di Forza Italia a fine legislatura: 7 seggi.
  5. ^ Differenza calcolata sulla base dei seggi di Fratelli d'Italia a fine legislatura: 2 seggi.
  6. ^ Differenza calcolata sulla base dei seggi di Bongiorno Presidente.

Analisi del voto[modifica | modifica wikitesto]

Rapporto di voti tra lista e presidente[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Zingaretti è stato il candidato presidente più votato, superando Stefano Parisi per 54 318, ovvero per 1,75 punti percentuali. In termini di coalizione, al contrario, è il Centro-destra a superare il Centro-sinistra: il distacco è di 55 271, ossia 2,18 punti percentuali.

Tabella riepilogativa rapporto voti di lista-presidente
Candidato Voti al candidato Voti alle liste Differenza
Nicola Zingaretti (Centro-sinistra) 1 018 736 867 393 Red Arrow Down.svg 151 343
Stefano Parisi (Centro-destra) 964 418 922 664 Red Arrow Down.svg 41 754
Roberta Lombardi (M5S) 834 995 559 752 Red Arrow Down.svg 275 243
Sergio Pirozzi (Lista Pirozzi) 151 476 97 385 Red Arrow Down.svg 54 091
Mauro Antonini (CasaPound Italia) 60 131 42 609 Red Arrow Down.svg 17 522
Elisabetta Canitano (Potere al Popolo) 43 895 33 372 Red Arrow Down.svg 10 523
Jean-Léonard Touadi (Civica Popolare) 7 819 6 073 Red Arrow Down.svg 1 746
Giovanni Paolo Azzaro (DC) 7 614 5 325 Red Arrow Down.svg 2 289
Stefano Rosati (Riconquistare l'Italia) 4 952 2 565 Red Arrow Down.svg 2 387

Come mostra la tabella riepilogativa, la differenza è più lieve tra i candidati presidente con Nicola Zingaretti che ha ottenuto molti più voti delle sue liste rispetto a Stefano Parisi. Il governatore uscente totalizza 151 343 preferenze in più rispetto ai partiti che lo appoggiano contro i 41 754 totalizzati dal candidato Parisi sul Centro-destra . Il leader di Energie per l'Italia, inoltre, ha un effetto traino inferiore anche a Sergio Pirozzi: il sindaco di Amatrice, infatti, ottiene 54 091 voti in più della sua coalizione. Roberta Lombardi, comunque, ha fatto registrare la differenza maggiore: alla candidata sono andate 275 243 preferenze in più rispetto alla lista del Movimento Cinque Stelle. Mauro Antonini ha totalizzato 17 522 preferenze in più rispetto a CasaPound Italia, mentre Elisabetta Canitano raccoglie 10 523 voti in più di Potere al Popolo.

Tra i candidati che hanno raccolto meno dell'1%, Stefano Rosati si dimostra il più attrattivo: ha raccolto 2 387 consensi in più della lista Riconquistare l'Italia. Segue Giovanni Paolo Azzaro (con 2 285 voti in più della Democrazia Cristiana) e Jean-Léonard Touadi, che raccoglie 1 746 preferenze in più di Civica Popolare.

Trend di voto alle liste[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto alle precedenti elezioni, la coalizione di Centro-sinistra ha perso 312 523 voti e 7,85 punti[38]. Benché in crescita a livello percentuale (+2,96%), anche la coalizione di Centro-destra[39] ha fatto registrare una lieve perdita: 25 056 voti in meno.

Tabella riepilogativa trend di voto alle liste
Parito Diff. voti 2013 Diff. % 2013
Partito Democratico Red Arrow Down.svg 295 155 Red Arrow Down.svg 8,48
Zingaretti Presidente Red Arrow Down.svg 16 566 Red Arrow Down.svg 0,18
Più Europa[voti liste 1] Red Arrow Down.svg 10 956 Red Arrow Down.svg 0,07
Insieme[voti liste 2] Red Arrow Down.svg 27 145 Red Arrow Down.svg 0,86
Ex Il Popolo della Libertà[voti liste 3] Red Arrow Down.svg 145 788 Red Arrow Down.svg 3,50
Fratelli d'Italia Green Arrow Up.svg 112 729 Green Arrow Up.svg 4,84
Movimento Cinque Stelle Green Arrow Up.svg 92 503 Green Arrow Up.svg 5,42
CasaPound Italia Green Arrow Up.svg 24 208 Green Arrow Up.svg 1,01
  1. ^ Differenza calcolata aggregando i voti di Centro Democratico e Amnistia Giustizia Libertà
  2. ^ Differenza calcolata aggregando i voti del Partito Socialista Italiano
  3. ^ Differenza calcolata aggregando i voti di Forza Italia e Noi con l'Italia e Energie per l'Italia

Come mostra la tabella riepilogativa, la lista del Partito Democratico è quella che ha perso più consenso: 295 155 voti in meno (-8,48%). Calano anche le altre liste di Centro-sinistra, ma in maniera più contenuta. Insieme prende 27 145 consensi in meno, perdendo lo 0,86%, la Zingaretti Presidenteottiene 16 566 preferenze in meno, lasciano sul terreno lo 0,18%, infine Più Europa perde 10 956 voti in meno (cioè lo 0,07%).

Anche i tre partiti che si presentarono sotto le insegne del Popolo della Libertà cinque anni fa - Forza Italia, Noi con l'Italia ed Energie per l'Italia - peggiorano i loro risultati: complessivamente la somma dei voti ottenuta da queste tre formazioni è inferiore di 145 788 preferenze, pari a 3,50 punti percentuali.

Crescono, invece, il Movimento Cinque Stelle (che ottiene 92 503 voti in più, aumentando del 5,42%), Fratelli d'Italia (che raccoglie 112 729 preferenze in più e 4,84 punti) e CasaPound, che sale dell'1,01% con 24 208 consensi in più.

Analisi territoriale del voto[modifica | modifica wikitesto]

Voti ai Candidati presidente nelle circoscrizioni[2]
Circoscrizione Affluenza Candidati Presidente
Zingaretti Lombardi Parisi Pirozzi Altri
Frosinone 66,56 31,77 26,32 35,73 2,98 3,20
Latina 68,73 23,46 27,43 40,44 5,16 3,51
Rieti 71,16 31,73 22,23 25,85 15,25 4,94
Roma 65,46 34,61 27,27 29,25 4,75 4,12
Viterbo 73,55 30,78 26,06 34,18 4,08 4,90
Voti alle liste nelle circoscrizioni[2]
Circoscrizione Affluenza Coalizioni
Centro
sinistra
M5S Centro
destra
Liste
Pirozzi
Altri
Frosinone 66,56 33,97 20,90 39,69 2,52 2,92
Latina 68,73 24,85 21,16 46,88 4,49 2,62
Rieti 71,16 35,09 18,49 30,95 10,42 5,05
Roma 65,46 35,58 22,63 34,33 3,77 3,69
Viterbo 73,55 33,70 20,38 39,17 2,68 4,07

Il governatore uscente Nicola Zingaretti ha prevalso nelle circoscrizioni di Rieti e Roma, giungendo in seconda posizione a Frosinone e Viterbo e arrivando terzo a Latina. Al contrario, Stefano Parisi risulta essere il più votato a Frosinone, Latina e Viterbo, giungendo secondo alle spalle di Zingaretti a Rieti e Roma.

Roberta Lombardi è terza ovunque, eccetto che a Latina (dove raggiunge la seconda piazza, superando Nicola Zingaretti), mentre Sergio Pirozzi giunge quarto in tutte le circoscrizioni della Regione. Seguono Mauro Antonini di CasaPound Italia ed Elisabetta Canitano (Potere al Popolo), rispettivamente quinto e sesta dappertutto.

Per le ultime tre posizioni, infine, vi è stata una contesa tra Jean-Léonard Touadi (che arriva settimo a Frosinone, penultimo a Latina, Rieti e Roma e ultimo a Viterbo), Giovanni Paolo Azzaro (settimo a Latina e Roma, penultimo a Frosinone e Viterbo e ultimo a Rieti) e Stefano Rosati (settimo a Rieti e ultimo nelle restanti circoscrizioni).

A livello comunale, Nicola Zingaretti risulta essere il più votato in 188 dei 375 comuni della Regione. La gran parte di questi si trova nella Città metropolitana di Roma Capitale: il presidente uscente prevale, infatti, nella Valle dell'Aniene, ai Castelli Romani, sui Monti Prenestini, sul versante romano dei Monti Lepini, nella zona circostante il Lago di Bracciano e i Monti della Tolfa. A cui si aggiungono i paesi della Sabina, in provincia di Rieti, alcuni centri dei Monti Ausoni, nel frusinate e i due comuni dell'Arcipelago Pontino per la provincia di Latina. Inoltre, Zingaretti è il più votato in due dei cinque comuni capoluogo: Roma e Rieti.

Stefano Parisi è, invece, il candidato più votato in 158 dei 375 comuni. Per la maggior parte si tratta dei paesi che costituiscono la provincia di Latina, a cui si aggiungono quattro centri del litorale romano (Anzio, Cerveteri, Ladispoli e Nettuno), la Sabina romana, gran parte dei paesi della Ciociaria (in provincia di Frosinone) e della Tuscia, in provincia di Viterbo. Parisi, inoltre, prevale anche in tre dei cinque comuni capoluogo: Frosinone, Latina e Viterbo.

Roberta Lombardi conquista, invece, la maggioranza in 25 dei 375 comuni. Si tratta essenzialmente di comuni popolosi del litorale romano come Fiumicino, Pomezia ed Ardea, le cittadine di Aprilia nell'Agro Pontino e di Tarquinia, nella Maremma laziale e i paesi alle pendici dei Monti Cimini, tra cui anche Civita Castellana.

Otto comuni scelgono un altro candidato presidente: in sei di questi - Amatrice, Casaprota, Cittareale, Gavignano, Posta e Sgurgola - vince Sergio Pirozzi. Il paesino di Jenne, nella Valle dell'Aniene, vota a maggioranza Jean-Leonard Touadi di Civica Popolare, mentre a Micigliano, in provincia di Rieti, la sfida tra Nicola Zingaretti e Stefano Parisi finisce in parità.

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni regionali 2018: quando si vota, dove si vota, quali sono i candidati, in Today. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Risultato delle elezioni regionali del Lazio del 4 marzo 2018, su Ministero dell'Interno.
  3. ^ Regionali Lazio, vince Zingaretti, Parisi secondo. Il governatore: "Rigenerare il centrosinistra", in la Repubblica (Roma), 5 marzo 2018.
  4. ^ Zingaretti (ri)conquista il Lazio: “Nel centrosinistra è tempo di rigenerazione”, in La Stampa (Roma), 5 marzo 2018.
  5. ^ Luca Liverani, Lazio. Strada in salita per Zingaretti senza maggioranza in Regione, in Avvenire, 7 marzo 2018.
  6. ^ a b c d e f g h Lazio al voto il 4 marzo con la nuova legge elettorale, su Consiglio regionale del Lazio, 31 gennaio 2018.
  7. ^ a b c Manifesto su come si vota (PDF), su Regione Lazio.
  8. ^ Regionali Lazio: Zingaretti si ricandida, alleanza sarà larga, su Askanews, 13 ottobre 2017.
  9. ^ Regionali: "Liberi e uguali sosterrà Zingaretti". E Smeriglio lancia la 'civica', su RomaToday.it, 14 gennaio 2018. URL consultato il 19 gennaio 2018.
  10. ^ Lazio, Zingaretti presenta la sua lista “Centro Solidale”, in Askanews, 23 gennaio 2018.
  11. ^ Regionali 2018, Radicali in appoggio a Zingaretti: "Fermiamo le forze nazionaliste", su RomaToday.it, 24 gennaio 2018.
  12. ^ Regionali: giornalisti, professori, medici ed ex consiglieri. Ecco i nomi della Civica di Zingaretti, su RomaToday.it, 26 gennaio 2018.
  13. ^ Elezioni Lazio: presentata la lista Insieme con Zingaretti, su Agenzia Giornalistica Il Velino, 2 febbraio 2018.
  14. ^ Ecco 'Civica Popolare' della Lorenzin: “Sosteniamo Zingaretti”, su Il Mamilio, 9 gennaio 2018.
  15. ^ Lazio, Lorenzin: senza soluzione andremo da soli, su Askanews, 23 gennaio 2018.
  16. ^ Jean Leonard Touadi candidato presidente nel Lazio per Civica popolare, su Huffington Post, 29 gennaio 2018.
  17. ^ Elezioni regionali Lazio, centrodestra ha il candidato: è Stefano Parisi «Accetto la candidatura», su roma.corriere.it, 25 gennaio 2018. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  18. ^ a b c Regionali Lazio 2018: il giornalista Sangiuliano unisce Fdi e Forza Italia, su Roma Today, 3 gennaio 2018.
  19. ^ Regionali, nel centrodestra Forza Italia fa la voce grossa: Berlusconi vuole Porro per la presidenza, su Roma Today, 8 novembre 2017.
  20. ^ Gasparri in pole per la Regione Lazio, su Adnkronos, 8 novembre 2017.
  21. ^ Lazio,Meloni: Rampelli credo sia scelta definitiva centrodestra, su Askanews, 20 gennaio 2018.
  22. ^ a b Regione Lazio, Sergio Pirozzi sfida il centrodestra e si candida ufficialmente: “Le primarie? Potevano farle prima”, in Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2017.
  23. ^ Strappo Alemanno, appoggio Parisi e Lega, su Ansa, 5 febbraio 2018.
  24. ^ La sorpresa Nathan, «aiutata» da Storace, sostiene Pirozzi presidente, su Corriere della Sera, 3 febbraio 2018.
  25. ^ Oltre a Roma, vennero eletti primi cittadini del Movimento Cinque Stelle in 8 dei comuni più popolosi della Città metropolitana di Roma Capitale: Guidonia Montecelio (Michel Barbet), Pomezia (Fabio Fucci), Civitavecchia (Antonio Cozzolino), Ardea (Mario Savarese), Nettuno (Angelo Casto), Marino (Carlo Colizza), Genzano di Roma (Daniele Lorenzon) e Anguillara Sabazia (Sabrina Anselmo).
  26. ^ Nel Lazio la sfida regionale più incerta del 2018, su AGI.it, 31 dicembre 2017.
  27. ^ Vota per scegliere i candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali del Lazio, su Il Blog delle Stelle, 10 ottobre 2017.
  28. ^ M5S, voto finale per le Regionarie del Lazio: in lizza Lombardi, Barillari e Corrado, su Il Messaggero, 12 ottobre 2017.
  29. ^ M5S, Roberta Lombardi candidata alla Regione Lazio, su Il Messaggero, 14 ottobre 2017.
  30. ^ Elezioni Lazio: CasaPound punta alla Presidenza di Regione con Mauro Antonini, su Affari Italiani, 9 gennaio 2018. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  31. ^ Mauro Antonini, candidato presidente alla Regione Lazio di CasaPound, su Roma Today, 7 novembre 2017.
  32. ^ Regionali, in corsa anche Potere al Popolo: Elisabetta Canitano candidata presidente, su Roma Today, 25 gennaio 2018.
  33. ^ a b Elezioni regionali Lazio 2018, ecco i candidati alla presidenza, su RomaToday, 3 febbraio 2018.
  34. ^ Sondaggi Politico Elettorali, Presidenza del Consiglio dei ministri. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  35. ^ Incluso il candidato presidente eletto
  36. ^ Ecco la composizione del nuovo Consiglio regionale, su Consiglio regionale del Lazio.
  37. ^ Leodori rieletto presidente del Consiglio regionale, su Consiglio regionale del Lazio, 4 aprile 2018.
  38. ^ Il numero di voti in questione fa riferimento alla somma della coalizione di Centro-sinistra del 2013 e la lista Amnistia Giustizia Libertà , che candidò Giuseppe Rossodivita.
  39. ^ La coalizione di Centro-destra in Italia del 2013 è la somma dei voti ottenuti da Francesco Storace (PDL, La Destra, Fratelli d'Italia e liste civiche) e Giulia Bongiorno (Unione di Centro e Futuro e Libertà per l'Italia). Quella del 2018 considera la somma dei voti di Stefano Parisi e Sergio Pirozzi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]