Elezioni regionali nel Lazio del 2018

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Elezioni regionali nel Lazio del 2018
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Data 4 marzo 2018
Affluenza 66,46 % (Red Arrow Down.svg 5,50 %)
Nicola Zingaretti - Festa Unità Roma 2012.JPG Stefano Parisi crop.jpg Roberta Lombardi daticamera.jpg
Candidati Nicola Zingaretti Stefano Parisi Roberta Lombardi
Partito Partito Democratico Energie per l'Italia Movimento 5 Stelle
Coalizione Centro-sinistra Centro-destra nessuna
Voti 1 018 736
32,92 %
964 418
31,17 %
834 995
26,98 %
Seggi
25 / 50
15 / 50
10 / 50
Differenza % Red Arrow Down.svg 7,73 Green Arrow Up.svg 1,85 Green Arrow Up.svg 6,76
Differenza seggi Red Arrow Down.svg 3 Green Arrow Up.svg 1 Green Arrow Up.svg 3
Lazio 2018 Candidati.svg
Lazio 2018 Partiti.svg
Presidente uscente
Nicola Zingaretti (Partito Democratico)
Left arrow.svg 2013

Le elezioni regionali laziali del 2018 si sono tenute il 4 marzo 2018[1], a conclusione della consiliatura quinquiennale, in concomitanza con le elezioni politiche e con la tornata regionale della Lombardia.

Il presidente uscente Nicola Zingaretti, esponente del Partito Democratico appoggiato da una coalizione di Centro-sinistra, è stato riconfermato alla guida della regione con il 32,92% dei consensi[2]. Lo sfidante di Centro-destra, il leader di Energie per l'Italia Stefano Parisi, è stato sconfitto, raccogliendo il 31,17%[2]dei consensi, seguito dalla deputata uscente del Movimento Cinque Stelle Roberta Lombardi, terza col 26,98%[2].

Al quarto posto, con il 4,89%[2], si è classificato Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, candidato con due liste civiche sostenute, tra gli altri, dal Movimento Nazionale per la Sovranità, il Partito Liberale Italiano ed il Partito Repubblicano Italiano, seguito da Mauro Antonini di CasaPound Italia (1,94%)[2] e da Elisabetta Canitano di Potere al Popolo (1,41%)[2].

Sotto l'1% dei consensi, infine, si sono attestati l'ex consigliere regionale e parlamentare Jean-Leonard Touadi (0,25%)[2], sostenuto da Civica Popolare, Giovanni Paolo Azzaro della Democrazia Cristiana (0,24%)[2] e Stefano Rosati, candidato del movimento Riconquistare l'Italia, che ha raccolto lo 0,16%[2] dei suffragi.

La lista del Movimento Cinque Stelle è stata la più votata in tutta la regione con il 22,06% dei consensi[2], seguito dal Partito Democratico, che si è fermata al 21,24%[2], e da Forza Italia, che ha raggiunto il 14,62%[2]. Le altre liste ammesse al Consiglio Regionale del Lazio, che hanno ottenuto meno del 10% dei consensi, sono state la Lega (9,96%)[2], Fratelli d'Italia (8,68%)[2], la Lista Zingaretti Presidente (4,33%)[2], la civica Sergio Pirozzi Presidente (3,70%)[2], Liberi e Uguali (3,48%)[2], Più Europa (2,06%)[2], la civica Centro solidale per Zingaretti (1,92%)[2] e Noi con l'Italia (1,62%)[2].

Sono stati chiamati alle urne 4 786 096 elettori, divisi in 5 285 sezioni. Hanno votato 3 181 235 aventi diritto, ossia il 66,36% del corpo elettorale regionale[2].

Per la prima volta dall'introduzione dell'elezione diretta del Presidente della Regione, il governatore uscente è stato riconfermato alla guida dell'ente[3][4]. Per effetto della nuova legge elettorale regionale, tuttavia, il Centro-sinistra non può contare della maggioranza assoluta dei seggi, sbloccando 24 scranni (più uno riservato al candidato eletto) su 49[5].

Legge elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Come nelle altre Regioni a statuto ordinario, anche le elezioni regionali del Lazio sono disciplinate da una normativa nazionale (Legge Tatarella), che è stata modificata dalla legge regionale 2/2005. Quest'ultima legge è stata sostituita dal Consiglio regionale del Lazio con l'approvazione della legge regionale 10/2017.

Sistema elettorale[modifica | modifica wikitesto]

La lista dei candidati alla presidenza della Regione e al Consiglio regionale del Lazio in una sezione elettorale di Roma

Sia il Presidente della Regione sia i membri del Consiglio regionale del Lazio sono eletti a suffragio universale, con voto libero e segreto.

Il candidato presidente che ottiene la maggioranza dei voti a livello regionale viene eletto governatore. Al primo dei candidati non eletti è riservato, comunque, un seggio come consigliere regionale. Qualora la lista o la coalizione del candidato eletto non ecceda il 60% dei seggi, le viene attribuito un premio di maggioranza di 10 seggi, assegnati tra i candidati consigliere non eletti col proporzionale secondo il metodo del quoziente e dei più alti resti[6]. Questo sistema sostituisce i listini bloccati, collegati a ciascun candidato presidente, in vigore sino alle precedenti elezioni[6].

I restanti 40 consiglieri regionali sono, invece, eletti sulla base di una competizione tra liste all'interno delle cinque circoscrizioni elettorali, coincidenti con le quattro province laziali e la Città metropolitana di Roma Capitale[6]. Il sistema elettorale è un proporzionale secondo il quoziente di Hagenbach-Bishoff[6].

La nuova legge elettorale, inoltre, introduce la preferenza di genere, ovvero un limite di rappresentanza fissato al 50% di candidati dello stesso sesso all'interno delle liste provinciali[6], il divieto di terzo mandato consecutivo per il presidente[6] e l'obbligo per il Consiglio regionale di indire entro tre mesi una nuova tornata elettorale in caso di scioglimento anticipato[6].

Modalità di voto[modifica | modifica wikitesto]

Gli elettori hanno votato le due cariche su un'unica scheda, di colore verde. Sono previste tre modalità di voto:

  • Voto alla sola lista circoscrizionale, che si considera esteso anche al candidato presidente. Inoltre, è possibile esprimere fino a due preferenze per un candidato consigliere regionale, indicandone il nome e il cognome. In ottemperanza alla norma sulla preferenza di genere, in caso di due scelte, una deve essere indirizzata a un candidato di sesso maschile e l'altra a un candidato di sesso femminile[7].
  • Voto al candidato presidente e ad una lista circoscrizionale. Viene considerato valido il voto disgiunto, ossia la scelta di un lista circoscrizionale e di un candidato governatore non collegato ad essa. Anche in questo caso si possono scegliere fino a due candidati consiglieri, purché di sesso differente[7].
  • Voto al solo candidato presidente, che non si considera esteso alla lista o alla coalizione in suo sostegno[7].

Seggi per circoscrizione[modifica | modifica wikitesto]

Come previsto dalla legge regionale 10/2017, è compito del Presidente della Regione fissare il numero di seggi per circoscrizione elettorale sulla base della popolazione in esse residenti sulla base dei dati dell'ultimo Censimento generale[6].

Per le elezioni regionali del 2018, il governatore Nicola Zingaretti ha emanato un apposito decreto del 5 gennaio 2018, che definisce la seguente divisione dei seggi:

Distribuzione dei seggi per Circoscrizione provinciale. Fonte: Regione Lazio
Provincia
Città metropolitana
Popolazione Seggi
Frosinone Frosinone 492 661 4
Latina Latina 544 732 4
Rieti Rieti 155 164 1
Roma Roma 3 997 465 29
Viterbo Viterbo 312 864 2
Lazio Lazio 5 502 886 40

Candidature[modifica | modifica wikitesto]

La presentazione dei candidati e delle liste è stata fissata per venerdì 2 e sabato 3 febbraio 2018. Al termine dell'esame della documentazione, la Corte d'Appello di Roma ha ammesso alla competizione 9 candidati presidente e 18 liste.

Area Centro-sinistra[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza uscente di Centro-sinistra si è presentata alla tornata, riproponendo l'assetto di cinque anni prima pur con qualche variazione.

Nel complesso, la coalizione è stata imperniata sul Partito Democratico e altre cinque liste. Tre di queste, erano connesse a partiti politici, due, invece, erano compagini civiche. Candidato presidente, per la seconda volta, fu Nicola Zingaretti, che sciolse ufficialmente la riserva il 13 ottobre 2017[8]. Il primo partito a confermare l'appoggio al presidente uscente fu Liberi e Uguali, il 14 gennaio 2018. L'ufficializzazione venne data dal leader Pietro Grasso, in deroga alla decisione di non chiudere accordi elettorali col Centro-sinistra per le elezioni politiche e le regionali in Lombardia[9].

Nicola Zingaretti, candidato presidente del Centro-sinistra e Jean-Léonard Touadi, aspirante presidente per Civica Popolare

Quindi, il 23 gennaio, fu la volta di Centro solidale per Zingaretti, promossa dall'assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini e dal responsabile della Comunità di Sant'Egidio di Roma, Paolo Ciani[10].

Il 24 gennaio, invece, in una conferenza stampa congiunta con Zingaretti, Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi ufficializzarono l'entrata in coalizione di Più Europa, formata da Centro Democratico e Radicali Italiani. Questi ultimi, nel 2013, corsero in solitaria candidando Giuseppe Rossodivita, in polemica con la scelta di Zingaretti di non voler ricandidare alcun consigliere regionale uscente nella sua coalizione di allora[11].

Il 26 gennaio 2018, invece, venne lanciata dal vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, la lista civica Zingaretti presidente, nella quale erano confluiti i consiglieri regionali dell'omonima lista già presente in Consiglio regionale ed esponenti della società civile[12]. Infine, il 2 febbraio 2018, venne presentata la lista Insieme, formata da Area Civica, Partito Socialista Italiano e Federazione dei Verdi. Questi ultimi, ritornavano nella coalizione di Centro-sinistra, dopo aver appoggiato, nel 2013, il giornalista Sandro Ruotolo, proposto da Rivoluzione Civile[13].

Ad inizio gennaio, aveva annunciato l'appoggio a Nicola Zingaretti anche Civica Popolare, formata da Alternativa Popolare, Centristi per l'Europa e Italia dei Valori[14]. A seguito della conclusione dell'accordo tra il Partito Democratico e Liberi e Uguali - che avevano posto il veto sulla partecipazione nella coalizione della formazione centrista - la lista optò per una corsa in solitaria[15]. Il 29 gennaio, la leader Beatrice Lorenzin annunciò durante la trasmissione Carta Bianca la candidatura a presidente di Jean-Léonard Touadi, già parlamentare del Partito Democratico con un passato da consigliere regionale ed assessore della giunta Veltroni[16].

Area Centro-destra[modifica | modifica wikitesto]

La coalizione di Centro-destra si presentava con cinque liste, riproponendo in gran parte l'alleanza delle elezioni politiche: Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Noi con l'Italia-UDC ed Energie per l'Italia.

Stefano Parisi, candidato del Centro-destra e Sergio Pirozzi, che ha corso con due liste civiche di Destra.

Come candidato presidente venne scelto il manager Stefano Parisi, leader del movimento Energie per l'Italia e capo dell'opposizione nel consiglio comunale di Milano. La candidatura venne ufficializzata il 25 gennaio 2018[17].

In precedenza erano stati messi sul tavolo altri cinque nomi: i giornalisti Gennaro Sangiuliano[18] e Nicola Porro[18][19], il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli[18], l'ex ministro e senatore uscente Maurizio Gasparri (avanzato da Forza Italia)[20], e il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, Fabio Rampelli (proposto proprio dal partito guidato da Giorgia Meloni)[21].

Era considerato un potenziale candidato della coalizione di Centro-destra anche Sergio Pirozzi. Il sindaco di Amatrice, comune devastato dal Sisma del 24 agosto 2016, annunciò la sua candidatura il 15 novembre 2017, alla testa di una lista civica e con il sostegno del Movimento Nazionale per la Sovranità[22]. In un primo momento, anche la Lega appoggiò Pirozzi[22], per poi scegliere Stefano Parisi. L'annuncio congiunto con Gianni Alemanno (da cui l'altro leader del Movimento Nazionale per la Sovranità, Francesco Storace, si dissociò) venne dato il 5 febbraio 2018[23]. Storace, quindi, contribuì alla formazione di una seconda lista a favore del sindaco di Amatrice, la Lista Nathan (in onore del sindaco repubblicano di Roma Ernesto Nathan) nella quale confluirono anche il Partito Liberale Italiano ed il Partito Repubblicano Italiano[24].

Movimento Cinque Stelle[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento Cinque Stelle si presentava per la seconda volta alle elezioni regionali del Lazio, dopo aver esteso per tutto il quinquennio un radicamento territoriale a Roma e nei principali centri della sua Città metropolitana[25][26]. Nella tornata di esordio, l'aspirante governatore Davide Barillari ottenne il 20,22% dei voti validi e la lista riuscì a sbloccare 7 seggi.

Per scegliere il candidato alla presidenza e al Consiglio regionale, la formazione pentastellata indisse le elezioni regionarie, a cui poterono partecipare gli iscritti alla piattaforma online Rousseau residenti nel Lazio. Le votazioni per i candidati consiglieri si tennero il 10 ottobre 2017[27],. Il 12 ottobre 2017, invece, si tenne la scelta del candidato governatore, a cui poterono partecipare dieci esponenti del movimento, che avevano ricoperto almeno un mandato elettivo[28].

La consultazione venne vinta dalla deputata uscente Roberta Lombardi, che ottenne 2 952 voti contro i 2 605 di Davide Barillari (già candidato presidente nel 2013) e i 954 della consigliera uscente Valentina Corrado. Hanno votato 6 511 iscritti alla piattaforma Rousseau[29].

Altri candidati[modifica | modifica wikitesto]

Al di fuori dei principali schieramenti nazionale, si presentarono altri quattro candidati alla presidenza, accompagnate da altrettante liste.

Il 7 novembre 2017, CasaPound Italia ufficializzò la candidatura a presidente di Mauro Antonini, dirigente del movimento di via Napoleone III, già candidato alla presidenza del Municipio Roma IV nella tornata municipale del 2016.[30][31]

Il movimento della sinistra radicale Potere al Popolo, invece, schierò la ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'Associazione Vitadonna.it. La candidatura venne ufficializzata il 25 gennaio 2018.[32]

Per il movimento sovranista Riconquistare l'Italia si candidò Stefano Rosati[33], mentre la Democrazia Cristiana appoggiò Giovanni Paolo Azzaro[33].

Sondaggi elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Questa sezione riporta in ordine cronologico i dati dei sondaggi elettorali relativi a questa consultazione. Le percentuali dei candidati sono relative alla parte del campione che esprime un'intenzione di voto, mentre i dati su indecisi e astenuti si riferiscono al totale degli intervistati; i dati sono tratti dal sito ufficiale dei sondaggi politici ed elettorali, curato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.[34]

Data Istituto Zingaretti Gasparri Lombardi Pirozzi Altri Indecisi Astensione
29-31 dicembre 2017 Winpoll 37,6 21,5 29,3 11,7 non indicato
8-10 gennaio 2018 IndexResearch 36,0 22,0 29,0 10,0 3,00 non indicato
15 gennaio 2018 Euromedia Research 44,0 26,0 19,4 8,00 2,6 35,2
25 gennaio 2018 Il centro-destra candida Stefano Parisi
Data Istituto Zingaretti Parisi Lombardi Pirozzi Altri Indecisi Astensione

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio regionale del Lazio - XI legislatura.svg
Candidati e Liste Voti % Seggi
Nicola Zingaretti 1 018 736 32,92
Partito Democratico 539 131 21,24 19[35]
Lista Civica Zingaretti 110 080 4,33 3
Liberi e Uguali 88 416 3,48 1
+Europa 52 451 2,06 1
Centro Solidale 48 872 1,92 1
Insieme 28 443 1,12 0
Stefano Parisi 964 418 31,17
Forza Italia 371 155 14,62 6
Lega 252 772 9,96 4
Fratelli d'Italia 220 460 8,68 3
Noi con l'Italia - UDC 41 234 1,62 1
Energie per l'Italia 37 043 1,46 -
Roberta Lombardi 834 995 26,98
Movimento 5 Stelle 559 752 22,06 10
Sergio Pirozzi 151 476 4,89
Lista Pirozzi Presidente 93 942 3,70 1
Lista Nathan (PLI) 3 443 0,13 -
Mauro Antonini 60 131 1,94
CasaPound 42 609 1,67 -
Elisabetta Canitano 43 895 1,41
Potere al Popolo! 33 372 1,31 -
Jean Leonard Touadi 7 819 0,25
Civica Popolare 6 073 0,23 -
Giovanni Paolo Azzaro 7 614 0,24
Democrazia Cristiana 5 325 0,20 -
Stefano Rosati 4 952 0,16
Riconquistare l'Italia 2 565 0,10 -
Totale voti liste 2 537 138 99,89 50
TOTALE 3 094 036 99,96

Eletti[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni regionali 2018: quando si vota, dove si vota, quali sono i candidati, in Today. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Risultato delle elezioni regionali del Lazio del 4 marzo 2018, su Ministero dell'Interno.
  3. ^ Regionali Lazio, vince Zingaretti, Parisi secondo. Il governatore: "Rigenerare il centrosinistra", in la Repubblica (Roma), 5 marzo 2018.
  4. ^ Zingaretti (ri)conquista il Lazio: “Nel centrosinistra è tempo di rigenerazione”, in La Stampa (Roma), 5 marzo 2018.
  5. ^ Luca Liverani, Lazio. Strada in salita per Zingaretti senza maggioranza in Regione, in Avvenire, 7 marzo 2018.
  6. ^ a b c d e f g h Lazio al voto il 4 marzo con la nuova legge elettorale, su Consiglio regionale del Lazio, 31 gennaio 2018.
  7. ^ a b c Manifesto su come si vota (PDF), su Regione Lazio.
  8. ^ Regionali Lazio: Zingaretti si ricandida, alleanza sarà larga, su Askanews, 13 ottobre 2017.
  9. ^ Regionali: "Liberi e uguali sosterrà Zingaretti". E Smeriglio lancia la 'civica', su RomaToday.it, 14 gennaio 2018. URL consultato il 19 gennaio 2018.
  10. ^ Lazio, Zingaretti presenta la sua lista “Centro Solidale”, in Askanews, 23 gennaio 2018.
  11. ^ Regionali 2018, Radicali in appoggio a Zingaretti: "Fermiamo le forze nazionaliste", su RomaToday.it, 24 gennaio 2018.
  12. ^ Regionali: giornalisti, professori, medici ed ex consiglieri. Ecco i nomi della Civica di Zingaretti, su RomaToday.it, 26 gennaio 2018.
  13. ^ Elezioni Lazio: presentata la lista Insieme con Zingaretti, su Agenzia Giornalistica Il Velino, 2 febbraio 2018.
  14. ^ Ecco 'Civica Popolare' della Lorenzin: “Sosteniamo Zingaretti”, su Il Mamilio, 9 gennaio 2018.
  15. ^ Lazio, Lorenzin: senza soluzione andremo da soli, su Askanews, 23 gennaio 2018.
  16. ^ Jean Leonard Touadi candidato presidente nel Lazio per Civica popolare, su Huffington Post, 29 gennaio 2018.
  17. ^ Elezioni regionali Lazio, centrodestra ha il candidato: è Stefano Parisi «Accetto la candidatura», su roma.corriere.it, 25 gennaio 2018. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  18. ^ a b c Regionali Lazio 2018: il giornalista Sangiuliano unisce Fdi e Forza Italia, su Roma Today, 3 gennaio 2018.
  19. ^ Regionali, nel centrodestra Forza Italia fa la voce grossa: Berlusconi vuole Porro per la presidenza, su Roma Today, 8 novembre 2017.
  20. ^ Gasparri in pole per la Regione Lazio, su Adnkronos, 8 novembre 2017.
  21. ^ Lazio,Meloni: Rampelli credo sia scelta definitiva centrodestra, su Askanews, 20 gennaio 2018.
  22. ^ a b Regione Lazio, Sergio Pirozzi sfida il centrodestra e si candida ufficialmente: “Le primarie? Potevano farle prima”, in Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2017.
  23. ^ Strappo Alemanno, appoggio Parisi e Lega, su Ansa, 5 febbraio 2018.
  24. ^ La sorpresa Nathan, «aiutata» da Storace, sostiene Pirozzi presidente, su Corriere della Sera, 3 febbraio 2018.
  25. ^ Oltre a Roma, vennero eletti primi cittadini del Movimento Cinque Stelle in 8 dei comuni più popolosi della Città metropolitana di Roma Capitale: Guidonia Montecelio (Michel Barbet), Pomezia (Fabio Fucci), Civitavecchia (Antonio Cozzolino), Ardea (Mario Savarese), Nettuno (Angelo Casto), Marino (Carlo Colizza), Genzano di Roma (Daniele Lorenzon) e Anguillara Sabazia (Sabrina Anselmo).
  26. ^ Nel Lazio la sfida regionale più incerta del 2018, su AGI.it, 31 dicembre 2017.
  27. ^ Vota per scegliere i candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali del Lazio, su Il Blog delle Stelle, 10 ottobre 2017.
  28. ^ M5S, voto finale per le Regionarie del Lazio: in lizza Lombardi, Barillari e Corrado, su Il Messaggero, 12 ottobre 2017.
  29. ^ M5S, Roberta Lombardi candidata alla Regione Lazio, su Il Messaggero, 14 ottobre 2017.
  30. ^ Elezioni Lazio: CasaPound punta alla Presidenza di Regione con Mauro Antonini, su Affari Italiani, 9 gennaio 2018. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  31. ^ Mauro Antonini, candidato presidente alla Regione Lazio di CasaPound, su Roma Today, 7 novembre 2017.
  32. ^ Regionali, in corsa anche Potere al Popolo: Elisabetta Canitano candidata presidente, su Roma Today, 25 gennaio 2018.
  33. ^ a b Elezioni regionali Lazio 2018, ecco i candidati alla presidenza, su RomaToday, 3 febbraio 2018.
  34. ^ Sondaggi Politico Elettorali, Presidenza del Consiglio dei ministri. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  35. ^ Incluso il candidato presidente eletto

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]