Jeremy Corbyn

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Jeremy Corbyn
Official portrait of Jeremy Corbyn crop 2.jpg

Leader dell'opposizione
In carica
Inizio mandato 12 settembre 2015
Monarca Elisabetta II
Capo del governo David Cameron
Theresa May
Predecessore Harriet Harman

Leader del Partito Laburista
In carica
Inizio mandato 12 settembre 2015
Predecessore Ed Miliband

Parlamentare del Regno Unito
In carica
Inizio mandato 9 giugno 1983
Collegio Islington North

Dati generali
Partito politico Laburista
Tendenza politica Socialismo democratico
Repubblicanesimo

Jeremy Bernard Corbyn (IPA: [ˈkɔːrbɪn]) (Chippenham, 26 maggio 1949[1]) è un politico britannico, leader del Partito Laburista dal 2015 e, a seguito delle elezioni generali britanniche del 2017, dell'opposizione di governo.

Storico esponente della cosidetta hard left del Partito Laburista, Corbyn si identifica ideologicamente come un socialista democratico.[2] Sostiene la possibilità d'interrompere la corrente politica di austerity, caratterizzata da tagli programmatici ai servizi pubblici ed al welfare da almeno il 2010, proponendo un piano di totale rinazionalizzazione delle infrastrutture ad uso pubblico, come ad esempio le ferrovie ed il sistema sanitario, e delle attività strategiche allo sviluppo socio-economico britannico, oltre ad un particolare programma di investimento economico popolare, soprannominato dai commentatori Corbynomics. Fortemente impegnato nei movimenti contro la guerra ed il nucleare sin dalla sua giovinezza, ha ampiamente sostenuto in politica estera un'approccio di strenuo non-interventismo militare e di disarmo nucleare unilaterale.

Corbyn ha iniziato la sua carriera come rappresentante per vari sindacati. La sua carriera politica iniziò quando fu eletto nel Consiglio di Haringey nel 1974; in seguito divenne segretario del Partito Laburista della circoscrizione di Hornsey e continuò in entrambi i ruoli fino all'elezione come deputato per il collegio di Islington North. Come deputato backbencher (cioè estraneo ai vertici del partito) era noto per il suo forte attivismo movimentista, legato ideologicamente alla sinistra radicale, e per la sua propensione alla contestazione ed insubordinazione, spesso votando contro le indicazioni del vertice Laburista, anche durante i governi di Tony Blair e Gordon Brown. Corbyn è stato anche il presidente nazionale della Stop the War Coalition dal 2011 al 2015.

Corbyn ha annunciato la sua candidatura alla leadership laburista in seguito alla sconfitta del Labour nelle elezioni generali del 2015 e alle dimissioni di Ed Miliband. Nonostante sia entrato nella corsa alla leadership come netto sfavorito e avendo ottenuto solo 35 nomination (menzioni) dai colleghi deputati laburisti per essere inserito nella lista dei candidati, Corbyn è rapidamente diventato il candidato principale ed è stato eletto leader nel settembre 2015, con un consenso al primo turno di 59,5%.

Dopo che il Regno Unito ha votato per abbandonare l'Unione Europea nel mese di giugno 2016, i parlamentari laburisti hanno approvato una mozione di sfiducia nei confronti di Corbyn (che, nonostante un trascorso giovanile da euroscettico, s'era apertamente schierato contro la Brexit), con 172 voti a favore della rimozione e 40 contrari. In precedenza si erano dimessi circa i due terzi del governo ombra di Corbyn (cioè il gruppo al vertice del partito di opposizione che supervisiona il governo vero e proprio seguendolo come un ombra). Nelle elezioni per la leadership del settembre 2016, Corbyn ha mantenuto la guida del partito con una quota di voti (maggiore di quella ottenuta nella precedente elezione) di 61,8%.[3] Nelle elezioni generali del 2017, i laburisti (sotto Corbyn) hanno nuovamente ottenuto il secondo posto in Parlamento, ma hanno aumentato la loro quota del voto popolare al 40%, ottenendo un guadagno netto di 30 seggi. Era la prima volta che i laburisti avevano guadagnato un seggio dal 1997 e l'aumento del 9,6% nella quota dei voti del partito era il più grande in una singola elezione generale dal 1945.

Corbyn è un deputato presso la Camera dei comuni dal 1983.[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini, formazione e lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Chippenham, nella contea del Wiltshire, nel sud dell'Inghilterra. I suoi genitori, David, un ingegnere elettrico, e Naomi, una professoressa di matematica, erano pacifisti e si incontrarono durante la guerra civile spagnola.[5] È il fratello di Piers Corbyn, astrofisico, meteorologo e uomo d'affari scettico sui cambiamenti climatici.

Ha studiato alla Grammar School di Adams nello Shropshire. Dopo aver terminato il liceo, a 18 anni, ha lavorato per due anni in un'organizzazione di aiuto allo sviluppo in Giamaica, poi è tornato in Gran Bretagna e ha lavorato per organizzazioni sindacali. Ha iniziato il suo attivismo politico partecipando alle dimostrazioni degli anni '60 contro la guerra del Vietnam durante il periodo in cui studiava alla London Metropolitan University, che ha lasciato dopo una discussione con i suoi tutor sul curriculum.[6]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È stato sposato tre volte e ha avuto tre figli con la sua seconda moglie.[7]

Nel 1974 sposò Jane Chapman, un consigliere per il lavoro di Haringey;[8] divorziarono nel 1979.[9]

Nel 1987 sposò l'esiliata Cilena Claudia Bracchitta, nipote di Ricardo Bracchitta, da cui ebbe tre figli[10]; divorziò da lei nel 1999.[11]

Nel 2013 sposa la sua attuale compagna di origini messicane Laura Álvarez[12].

È vegetariano dall'età di 20 anni.[7][13]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Politico membro del Partito Laburista, è membro della Camera dei Comuni del Regno Unito dal 1983 per la circoscrizione elettorale londinese di Islington North.[14] Ha vinto le primarie del 2015 per la leadership del suo partito ottenendo il 59,5% del consenso al primo turno di votazioni, battendo così gli altri candidati Andy Burnham, Yvette Cooper e Liz Kendall.

Come da tradizione poco dopo è entrato a far parte del Privy Council.[15]

Il 28 giugno 2016, in seguito alla vittoria del Leave al Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea, Corbyn è stato oggetto di una mozione di sfiducia non vincolante approvata da 172 parlamentari del suo Partito, pari all'81% del totale. Il leader dei laburisti si è comunque rifiutato di dimettersi, sostenendo che tale atto tradirebbe l'ampio mandato ricevuto dalla base.[16] A seguito di un altro round di primarie in cui ha dovuto affrontare il parlamentare gallese Owen Smith (che godeva del supporto di gran parte dei parlamentari laburisti), il 24 settembre 2016 Corbyn è stato rieletto leader con il 62% dei voti.[17]

Idee politiche ed economiche[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre definitosi un socialista democratico[18][19], il suo personale programma politico contrasta con le politiche di austerità propugnate dall'Unione europea, che ha più volte attaccato nei suoi discorsi, definendole insostenibili, sia dal punto di vista politico, sia da quello economico, per tutto il Regno Unito. È, inoltre, uno strenuo sostenitore della nazionalizzazione dei servizi pubblici di base, quali il servizio postale, il sistema ferroviario e l'energia elettrica. Durante una puntata del talk-show targato BBC The Andrew Marr Show, ad una domanda riguardante Karl Marx, Corbyn rispose: «Britain can learn from Karl Marx», ovvero "La Gran Bretagna può imparare da Karl Marx", a conferma dell'ammirazione di Corbyn nei confronti dell'ideologia marxista.[20]

Jeremy Corbyn durante un comizio (agosto 2016)

La "Corbynomics"[modifica | modifica wikitesto]

Nel programma economico di Corbyn è prevista l'attuazione del cosiddetto "alleggerimento quantitativo per il popolo". Operativamente si tratterebbe di un procedimento simile a quello attualmente utilizzato nell'ambito dell'alleggerimento quantitativo, con la differenza che il denaro così creato dalla Bank of England non sarebbe girato al sistema bancario commerciale (come avviene con gli odierni piani di alleggerimento quantitativo) bensì sarebbe direttamente rivolto sia a finanziare investimenti in infrastrutture pubbliche sia a cittadini e lavoratori. Tale politica economica è stata ribattezzata dai media inglesi con il termine di "corbynomics".[21][22][23][24] Questo programma economico è sostenuto da economisti di sinistra della scuola keynesiana, tra cui Steve Keen e David Blanchflower, i quali hanno fatto pubblicare sul Guardian un appello nel quale si afferma che l'«accusa, ampiamente diffusa nei confronti di Jeremy Corbyn e dei suoi simpatizzanti, consiste nell'essersi fatti promotori di una politica economica di estrema sinistra. Ciò non trova però fondamento nelle dichiarazioni e nelle politiche sostenute dal candidato. La sua opposizione rispetto alle politiche di austerità è coerente con quanto il pensiero economico prevalente afferma, e lo è persino con quanto sostenuto dal Fondo Monetario Internazionale».[25][26] L'obiettivo della "corbynomics" è di finanziare progetti pubblici che diano lavoro e che portino il Paese alla piena occupazione.[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) "Government and Opposition roles" 24 settembre 2015. UK Parliament. Estratto il 22 settembre 2015
  2. ^ (EN) How a Socialist Prime Minister Might Govern Britain, in The Atlantic, 18 agosto 2015. URL consultato il 21 aprile 2016 (archiviato il 19 aprile 2016).
  3. ^ (EN) Labour leadership: Jeremy Corbyn defeats Owen Smith, BBC News, 24 settembre 2016. URL consultato il 24 settembre 2016 (archiviato il 24 settembre 2016).
  4. ^ (EN) Jeremy Corbyn MP, su UK Parliament. URL consultato il 21 luglio 2015 (archiviato il 16 luglio 2015).
  5. ^ (EN) Jeremy Corbyn: ‘I don’t do personal’, The Guardian. URL consultato il 16 agosto 2015.
  6. ^ (EN) Jeremy Corbyn: full story of the lefty candidate the Tories would love to see elected as Labour Leader, Telegraph, 22 luglio 2015. URL consultato il 16 agosto 2015.
  7. ^ a b La svolta alimentare di Corbyn: "Sono (quasi) vegano", in Repubblica.it, 5 settembre 2017. URL consultato il 5 settembre 2017.
  8. ^ (EN) Brian Wheeler, The Jeremy Corbyn Story: Profile of Labour leader, in BBC News, 24 settembre 2016. URL consultato il 5 settembre 2017.
  9. ^ (EN) Jeremy Corbyn's ex-wife: 'I donated to Yvette Cooper's campaign', in Telegraph.co.uk. URL consultato il 5 settembre 2017.
  10. ^ (ES) Ceremonia de entierro de Salvador Allende. Palabras del Dr Oscar Soto Guzmán., in Chile SCDA, 27 settembre 2011. URL consultato il 5 settembre 2017.
  11. ^ (EN) How a point of principle tore our lives apart, in The Guardian, 15 maggio 1999. URL consultato il 5 settembre 2017.
  12. ^ (EN) Jeremy Corbyn's wife Laura Alvarez expected to keep the lowest of profiles, in The Independent, 13 settembre 2015. URL consultato il 5 settembre 2017.
  13. ^ (EN) Vincent Moss, Jeremy Corbyn says 'party backs me, I have jacket from sons, I'm ready to be PM', in mirror, 12 settembre 2015. URL consultato il 5 settembre 2017.
  14. ^ (EN) Jeremy Corbyn MP
  15. ^ (EN) Jeremy Corbyn Made A Member Of Privy Council, Sky News, 11 novembre 2015. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  16. ^ Corbyn sfiduciato dai deputati Labour, su L'Huffington Post. URL consultato il 28 giugno 2016.
  17. ^ Enrico Franceschini, Gran Bretagna, Corbyn rieletto leader dei laburisti: "Ora dobbiamo unire il partito", La Repubblica, 24 settembre 2016. URL consultato il 2 ottobre 2016.
  18. ^ Calamur, Krishnadev (18 August 2015). "How a Socialist Prime Minister Might Govern Britain". The Atlantic. Archived from the original on 19 April 2016.
  19. ^ (EN) Krishnadev Calamur, How Jeremy Corbyn Would Govern Britain, su theatlantic.com, 18 agosto 2015. URL consultato il 17 settembre 2017.
  20. ^ (EN) Jeremy Corbyn: Britain can learn from Karl Marx
  21. ^ (EN) Free Lunch: The importance of Corbynomics
  22. ^ (EN) What is Jeremy Corbyn's programme for government?
  23. ^ (EN) What is ‘Corbynomics’ – And What Might it Mean for Britain?
  24. ^ (EN) Corbynomics - what on earth is Jeremy Corbyn's economic policy?
  25. ^ (EN) Jeremy Corbyn's opposition to austerity is actually mainstream economics
  26. ^ JEREMY CORBYN: 41 ECONOMISTI SCRIVONO AL GUARDIAN
  27. ^ Corbyn e Alice nel Paese delle Meraviglie

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