Marco Minniti

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Marco Minniti
Marco Minniti July 2017.jpg

Ministro dell'interno
In carica
Inizio mandato 12 dicembre 2016
Presidente Paolo Gentiloni
Predecessore Angelino Alfano
Sito istituzionale

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega alle Informazioni per la Sicurezza, Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica
Durata mandato 17 maggio 2013 –
12 dicembre 2016
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi
Predecessore Gianni De Gennaro

Viceministro dell'interno
Durata mandato 17 maggio 2006 –
5 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Maurizio Balocchi (sott.)
Successore Alfredo Mantovano (sott.)

Sottosegretario di Stato del Ministero della difesa
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Romano Misserville
Successore Francesco Bosi

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Durata mandato 22 ottobre 1998 –
25 aprile 2000
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Elena Montecchi
Successore Elena Montecchi

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione Regione Calabria
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XIV

- XV

- XVI

Gruppo
parlamentare
DS-L'Ulivo (XIV)
PD-L'Ulivo (XV)
Partito Democratico (XVI)
Circoscrizione Calabria
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (Dal 2007)
In precedenza:
Partito Comunista Italiano (1980-1991)
Partito Democratico della Sinistra (1991-1998)
Democratici di Sinistra (1998-2007)
Titolo di studio laurea in filosofia
Professione funzionario di partito
Firma Firma di Marco Minniti

Domenico Luca Marco Minniti, detto Marco (Reggio Calabria, 6 giugno 1956), è un politico italiano, Ministro dell'interno nel Governo Gentiloni dal 12 dicembre 2016.

È stato dirigente dei Democratici di Sinistra, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (Governo D'Alema I e II), sottosegretario al Ministero della Difesa (Governo Amato II) e Vice Ministro dell'Interno (Governo Prodi II), Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai servizi segreti nel Governo Letta dal 17 maggio 2013 al 22 febbraio 2014 e nel Governo Renzi dal 28 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un generale dell'Aeronautica Militare, è laureato in filosofia presso l'Università di Messina con una tesi su Cicerone. Sposato con la musicista Mariangela Sera, ha due figlie, Bianca e Serena.[1] È appassionato di calcio e tifoso della squadra di pallacanestro Viola Reggio Calabria.[2]

Incarichi nei partiti[modifica | modifica wikitesto]

Politicamente molto vicino a Massimo D'Alema, Minniti matura in Calabria la maggior parte della sua formazione politica. Amico dell'ex sindaco antimafia di Rosarno, Giuseppe Lavorato, era lui il giovanissimo segretario del PCI della Piana di Gioia Tauro negli anni Ottanta quando la ‘ndrangheta uccise Giuseppe Valarioti, primo omicidio politico in Calabria. Dal 1986 al 1988 fece parte della Commissione problemi del lavoro e dell'economia nella direzione del PCI, che lasciò per diventare segretario di federazione di Reggio Calabria.

Nel 1992 diventa segretario regionale del PDS calabrese, incarico che lascia nel 1994 quando viene nominato Responsabile del Dipartimento problemi del partito e membro della segreteria nazionale, di cui nel 1996 diviene coordinatore. Con la nascita dei Democratici di Sinistra, nel febbraio del 1998, assunse l'incarico di Segretario organizzativo.

Con le elezioni primarie del 14 ottobre 2007 fu eletto segretario regionale del Partito Democratico in Calabria, carica che ha ricoperto fino al 2009.

Dal 24 febbraio 2009 il segretario del PD Dario Franceschini (già vicesegretario di Veltroni nominato leader del partito dopo le dimissioni di questo dalla segreteria nazionale) lo nominò presidente nazionale del forum sicurezza del partito.

Il 1º dicembre 2009 diede vita a Roma alla fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategic Analysis), un centro di analisi ed elaborazione culturale che intende trattare in modo innovativo i temi della sicurezza, della difesa e dell'intelligence[3]. Minniti ne era il presidente mentre il senatore Francesco Cossiga era il presidente onorario.

Il 4 agosto 2012 venne nominato, dal segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani responsabile del partito per la verifica dell'attuazione del programma del Governo Monti[4].

Nel 2007 fu nominato responsabile per la sicurezza nella Segreteria nazionale di Walter Veltroni.

Fu nominato Ministro dell'Interno nel Governo ombra del Partito Democratico, ruolo che ricoprì dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.[5]

Candidature politiche[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 1996 fu candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Reggio Calabria-Villa San Giovanni tra le file della lista L'Ulivo ma non fu eletto.

Venne eletto per la prima volta deputato alle elezioni politiche italiane del 2001 nella circoscrizione Calabria, tra le file dei DS.

Alle elezioni politiche del 2006 fu rieletto in Calabria alla Camera dei deputati come capolista dell'Ulivo.

Da segretario regionale del partito, alle elezioni politiche del 2008 venne riconfermato come deputato alla Camera per la terza volta consecutiva, stavolta guidando la lista del Partito Democratico calabrese.

Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stato candidato ed eletto al Senato della Repubblica Italiana come capolista del PD nella regione Calabria[6].

Incarichi di governo[modifica | modifica wikitesto]

Marco Minniti insieme al Vice Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Rudy de Leon nel 2000.

Nel corso della XIII legislatura, nei governi D'Alema I e D'Alema II ebbe il mandato di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio; successivamente fu nominato Sottosegretario di Stato alla difesa nel secondo governo Amato.

In seguito alla vittoria della coalizione dell'Unione, nel 2006 fu nominato viceministro dell'Interno nel Governo Prodi II.

Il 17 maggio 2013 venne nominato sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri nel Governo Letta con delega ai Servizi segreti[7], incarico che gli fu confermato nel Governo Renzi il 28 febbraio 2014.[8]

Ministro dell'Interno[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 dicembre 2016 è stato designato dal nuovo presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, ministro dell'Interno[9][10].

Il principale problema affrontato da Minniti nella sua veste di Ministro dell'Interno riguarda la crisi dei migranti perdurante ed il contrasto delle attività illegali dei trafficanti di uomini. Il ministro ha cercato di porvi rimedio adottando diverse misure.

Uno dei primi provvedimenti adottati è stato la riapertura e l'aumento del numero dei Centri di identificazione ed espulsione dei migranti (CIE) e il raddoppio delle espulsioni, provvedimenti appoggiati anche dal capo della polizia Franco Gabrielli[11]. Al fine di sostenere questa politica, il 9 gennaio 2017 Minniti si è recato in Libia, dove ha avviato le trattative con il presidente Fayez al-Sarraj e il governo locale per un nuovo accordo sui rimpatri. In questa occasione è stata riaperta l'ambasciata italiana a Tripoli, che precedentemente era stata chiusa[12].

Il 31 marzo a Roma è stato firmato un accordo con un rappresentante del governo di Tripoli e circa 60 capi delle tribù per contenere i flussi migratori a sud (confine con Algeria, Niger e Ciad), mentre a nord sarà operativa la guardia costiera contro gli scafisti grazie a 10 motovedette ristrutturate[13].

Il 31 luglio viene introdotto dal Viminale, dietro impulso di Minniti, il Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare, che regola l'attività delle Organizzazioni non governative impegnate nel mediterraneo. Aderiscono ad esso Save the Children, Moas e Proactiva Open Arms ed altre. Il codice prevede: l'impegno per le Ong di ricevere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria su richiesta delle autorità nazionali competenti; che le Ong non entrino in acque libiche, salvo in situazioni di grave e imminente pericolo, e che non ostacolino l'attività della Guardia costiera libica; l'obbligo di dichiarare, conformemente alla legislazione dello Stato di bandiera, alle autorità competenti dello Stato in cui l'Ong è registrata tutte le fonti di finanziamento per la loro attività e a comunicare, su richiesta, tali informazioni alle autorità italiane nel rispetto dei principi di trasparenza; le Ong dovranno rispettare l'obbligo di non spegnere o ritardare la regolare trasmissione dei segnali Ais (Automatic identification system) e Lrit (Long range identification and tracking); il divieto di effettuare comunicazioni o inviare segnalazioni luminose per agevolare la partenza e l'imbarco di natanti che trasportano migranti, fatte salve le comunicazioni necessarie nel corso di operazioni di salvataggio; l'impegno per le Ong ad osservare l'obbligo previsto dalle norme internazionali di tenere costantemente aggiornato il competente MRCC (Maritime Rescue Coordination Centre, trad. Centro di coordinamento per il soccorso marittimo) e cooperare con esso eseguendo le sue istruzioni ed informandolo preventivamente di eventuali iniziative intraprese autonomamente perché necessarie ed urgenti oltre all'obbligo di non trasferire le persone soccorse su altre navi eccetto dietro richiesta del competente Centro di coordinamento per il soccorso marittimo e sotto il suo coordinamento anche sulla base delle informazioni fornite dal comandante della nave; l'obbligo di presentare documenti che attestino l'idoneità tecnica, relativa alla nave, al suo equipaggiamento e all'addestramento dell'equipaggi, per le attività di soccorso; le navi dovranno informare il proprio Stato di bandiera quando un soccorso avviene al di fuori di una zona di ricerca ufficialmente istituita; i responsabili delle Ong saranno tenuti ad assicurare una cooperazione leale con l'autorità di pubblica sicurezza del previsto luogo di sbarco dei migranti; e l'impegno delle Ong di recuperare, una volta soccorsi i migranti e nei limiti del possibile, le imbarcazioni improvvisate ed i motori fuoribordo usati dai trafficanti di uomini. Il Codice prevede che la mancata sottoscrizione comporta l'adozione di misure da parte delle autorità italiane nei confronti delle relative navi, nel rispetto della legislazione internazionale e nazionale, nell'interesse pubblico di salvare vite umane.[14][15]

Alla fine di agosto del dello stesso anno il Ministro ha un incontro con 14 sindaci di città della Libia meridionale al fine di raggiungere un'intesa per il contrasto delle attività dei trafficanti di migranti.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ politicanti.it, 13 dicembre 2016, http://www.politicanti.it/marco-minniti-biografia-curriculum-sposato-figli-ministro-interno-1076 . URL consultato l'8 settembre 2017.
  2. ^ GOVERNO: MARCO MINNITI, CON D'ALEMA QUATTRO ANNI CHIAVE, in adnkronos.com, 22 ottobre 1998. URL consultato l'8 settembre 2017.
  3. ^ Fondazione Icsa
  4. ^ Pd, nomina di rilievo per il deputato calabrese Minniti - Corriere della Calabria
  5. ^ Governo ombra, tutti i nomi, Corriere della sera, 9 maggio 2008.
  6. ^ Pd, la direzione nazionale dà il via libera alle liste Confermate le indicazioni preliminari, il Psi è fuori - IlQuotidianodellaCalabria
  7. ^ A Marco Minniti la delega di Letta ai servizi segreti Il senatore del Pd nominato sottosegretario - IlQuotidianodellaCalabria
  8. ^ Notizie di esteri del Corriere della Sera
  9. ^ Sergio Mattarella, DPR 12 dicembre 2016 - Nomina dei Ministri (PDF), Governo della Repubblica Italiana, 12 dicembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  10. ^ Governo: la squadra di Gentiloni, novita' e conferme | News | La Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  11. ^ Migranti irregolari, riaprono i Cie: "Raddoppieremo le espulsioni", in Repubblica.it, 30 dicembre 2016. URL consultato il 04 gennaio 2017.
  12. ^ Immigrati, Minniti in Libia: primo passo per nuova cooperazione, in rainews.it. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  13. ^ Accordo firmato a Roma tra tribù del sud della Libia per controllo frontiere, in rainews.it. URL consultato il 02 aprile 2017.
  14. ^ (IT) Migranti, ecco il Codice di condotta per le Ong: LA SCHEDA | Sky TG24. URL consultato il 07 settembre 2017.
  15. ^ I 13 punti del Codice di condotta per le ong, in Vita, 1° agosto 2017. URL consultato il 07 settembre 2017.
  16. ^ Minniti incontra i sindaci della Libia: "Insieme contro i trafficanti di uomini", su L’Huffington Post, 26 agosto 2017. URL consultato il 07 settembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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