Marco Minniti

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Marco Minniti
Marco Minniti Official.jpg

Ministro dell'interno
Durata mandato 12 dicembre 2016 –
1º giugno 2018
Presidente Paolo Gentiloni
Predecessore Angelino Alfano
Successore Matteo Salvini

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega alle informazioni per la sicurezza, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica
Durata mandato 17 maggio 2013 –
12 dicembre 2016
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi
Predecessore Gianni De Gennaro
Successore Luciano Pizzetti

Viceministro dell'interno
Durata mandato 17 maggio 2006 –
5 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Maurizio Balocchi (sott.)
Successore Alfredo Mantovano (sott.)

Sottosegretario di Stato del Ministero della difesa
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Romano Misserville
Successore Francesco Bosi

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Durata mandato 22 ottobre 1998 –
25 aprile 2000
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Elena Montecchi
Successore Elena Montecchi

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018

Durata mandato 30 maggio 2001 –
14 marzo 2013
Legislature XIV, XV, XVI, XVIII
Coalizione XIV:
- Democratici di Sinistra-L'Ulivo

XV:
- Partito Democratico-L'Ulivo

XVI - XVIII:
- Partito Democratico

Circoscrizione XIV - XV - XVI:
Calabria

XVIII:
Campania 2

Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 14 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione Calabria
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PCI (1980-1991)
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Università Università degli Studi di Messina
Professione funzionario di partito
Firma Firma di Marco Minniti

Domenico Luca Marco Minniti, detto Marco[1] (Reggio Calabria, 6 giugno 1956), è un politico italiano, ministro dell'interno nel governo Gentiloni dal 12 dicembre 2016 al 1º giugno 2018.

È stato dirigente dei Democratici di Sinistra, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (governo D'Alema I e II), sottosegretario al Ministero della difesa (governo Amato II) e vice ministro dell'Interno (governo Prodi II), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti nel governo Letta dal 17 maggio 2013 al 22 febbraio 2014 e nel governo Renzi dal 28 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlio di un generale dell'Aeronautica Militare (anche gli otto zii erano ufficiali). All'età di 17 anni, per i timori della madre Angela, rinunciò al sogno di diventare pilota e per protesta entrò nella Federazione Giovanile Comunista Italiana laureandosi poi in filosofia presso l'Università di Messina con una tesi su Cicerone. Sposato con la musicista Mariangela Sera, ha due figlie, Bianca e Serena.[2] È appassionato di pesca subacquea, tifa Reggina e Inter e segue la Viola Reggio Calabria di pallacanestro.[3] È ateo.[4]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Politicamente molto vicino a Massimo D'Alema, Minniti matura in Calabria la maggior parte della sua formazione politica nelle file della FGCI. Amico dell'ex sindaco antimafia di Rosarno, Giuseppe Lavorato, era lui il giovanissimo segretario del PCI della Piana di Gioia Tauro negli anni Ottanta, quando la ‘ndrangheta uccise Giuseppe Valarioti, primo omicidio politico in Calabria. Dal 1986 al 1988 fece parte della Commissione problemi del lavoro e dell'economia nella direzione del PCI, che lasciò per diventare segretario di federazione di Reggio Calabria.

Nel 1992 diventa segretario regionale del PDS calabrese, incarico che lascia nel 1994 quando viene nominato Responsabile del Dipartimento problemi del partito e membro della segreteria nazionale, di cui nel 1996 diviene coordinatore. Alle elezioni politiche italiane del 1996 fu candidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Reggio Calabria-Villa San Giovanni tra le file della lista L'Ulivo, ma non fu eletto. Sotto scorta dal 1997 per via delle minacce della 'Ndrangheta,[5] con la nascita dei Democratici di Sinistra, nel febbraio del 1998, assunse l'incarico di Segretario organizzativo.

Sottosegretario e deputato DS e PD[modifica | modifica wikitesto]

Marco Minniti insieme al Vice Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Rudy de Leon nel 2000.

Nel corso della XIII legislatura, nei governi D'Alema I e D'Alema II ebbe il mandato di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio; successivamente fu nominato Sottosegretario di Stato alla difesa nel secondo governo Amato. Venne eletto per la prima volta deputato alle elezioni politiche italiane del 2001 nella circoscrizione Calabria, tra le file dei DS.

Alle elezioni politiche del 2006 fu rieletto in Calabria alla Camera dei deputati come capolista dell'Ulivo. In seguito alla vittoria della coalizione dell'Unione, nel 2006 fu nominato viceministro dell'Interno nel Governo Prodi II. Da segretario regionale del partito, alle elezioni politiche del 2008 venne riconfermato come deputato alla Camera per la terza volta consecutiva, stavolta guidando la lista del Partito Democratico calabrese.

Nel 2007 fu nominato responsabile per la sicurezza nella Segreteria nazionale di Walter Veltroni. Con le elezioni primarie del 14 ottobre 2007 fu eletto segretario regionale del Partito Democratico in Calabria, carica che ha ricoperto fino al 2009. Fu nominato ministro-ombra dell'interno nel Governo ombra del Partito Democratico, ruolo che ricoprì dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.[6] Il 24 febbraio 2009 il segretario del PD Dario Franceschini lo nominò presidente nazionale del forum sicurezza del partito.

Dal 1º dicembre 2009 è fondatore e presidente della fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategic Analysis),[7] di cui il senatore Francesco Cossiga era presidente onorario. Il 4 agosto 2012 venne nominato, dal segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani responsabile del partito per la verifica dell'attuazione del programma del Governo Monti[8]. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stato candidato ed eletto al Senato della Repubblica Italiana come capolista del PD nella regione Calabria[9]. Il 17 maggio 2013 venne nominato sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri nel Governo Letta con delega ai Servizi segreti[10], incarico che gli fu confermato nel Governo Renzi il 28 febbraio 2014.[11]

Ministro dell'interno[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 dicembre 2016 è stato designato dal nuovo presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, ministro dell'Interno[12][13].

Il principale problema affrontato da Minniti nella sua veste di Ministro dell'Interno riguarda la crisi dei migranti perdurante e il contrasto delle attività illegali dei trafficanti di uomini. Il ministro ha cercato di porvi rimedio adottando diverse misure.

Uno dei primi provvedimenti adottati è stato la riapertura e l'aumento del numero dei Centri di identificazione ed espulsione dei migranti (CIE) e il raddoppio delle espulsioni, provvedimenti appoggiati anche dal capo della polizia Franco Gabrielli[14]. Al fine di sostenere questa politica, il 9 gennaio 2017 Minniti si è recato in Libia, dove ha avviato le trattative con il presidente Fayez al-Sarraj e il governo locale per un nuovo accordo sui rimpatri. In questa occasione è stata riaperta l'ambasciata italiana a Tripoli, che precedentemente era stata chiusa[15].

Il 31 marzo a Roma è stato firmato un accordo con un rappresentante del governo di Tripoli e circa 60 capi delle tribù per contenere i flussi migratori a sud (confine con Algeria, Niger e Ciad), mentre a nord sarà operativa la guardia costiera contro gli scafisti grazie a 10 motovedette ristrutturate[16].

Il 31 luglio viene introdotto dal Viminale, dietro impulso di Minniti, il Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare, che regola l'attività delle Organizzazioni non governative impegnate nel mediterraneo. La mancata sottoscrizione del codice comporta l'adozione di misure da parte delle autorità italiane nei confronti delle relative navi.[17][18]

Alla fine di agosto dello stesso anno il ministro ha un incontro con 14 "sindaci" di città della Libia meridionale al fine di raggiungere un'intesa per il contrasto delle attività dei trafficanti di migranti.[19]

In vista delle elezioni politiche italiane del 2018 si candida all'uninominale nel collegio di Pesaro-Urbino; è anche schierato nei collegi proporzionali in Campania (Salerno) e Veneto (Venezia).[20]

Nel collegio arriva terzo con 27,70%, dietro a Andrea Cecconi del Movimento 5 Stelle, eletto con il 34,98%, e Anna Maria Renzoni della coalizione di centro-destra (31,53%). Viene invece eletto in Campania.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2017 Minniti nomina ai vertici della Direzione Investigativa Antimafia Gilberto Caldarozzi, già condannato in via definitiva a 3 anni e 8 mesi di reclusione per falso "per aver partecipato alla creazione di false prove finalizzate ad accusare ingiustamente chi venne pestato senza pietà da agenti rimasti impuniti"[21] e perché "si è prestato a comportamenti illegali di copertura poliziesca propri dei peggiori regimi antidemocratici"[22], come scritto nella sentenza della Cassazione n.6138.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sorpresa Minniti al Viminale: il "nuovo" che non ti aspetti, ilGiornale.it, 04 ottobre 2017.
  2. ^ politicanti.it, 13 dicembre 2016, http://www.politicanti.it/marco-minniti-biografia-curriculum-sposato-figli-ministro-interno-1076. URL consultato l'8 settembre 2017.
  3. ^ GOVERNO: MARCO MINNITI, CON D'ALEMA QUATTRO ANNI CHIAVE, in adnkronos.com, 22 ottobre 1998. URL consultato l'8 settembre 2017.
  4. ^ Marianna Aprile, Fermare gli sbarchi? Lui c'è riuscito, in Oggi, 7 settembre 2017, p. 62.
  5. ^ Marianna Aprile, Fermare gli sbarchi? Lui c'è riuscito, in Oggi, 7 settembre 2017, p. 62.
  6. ^ Governo ombra, tutti i nomi, Corriere della sera, 9 maggio 2008.
  7. ^ Fondazione Icsa
  8. ^ Pd, nomina di rilievo per il deputato calabrese Minniti - Corriere della Calabria
  9. ^ Pd, la direzione nazionale dà il via libera alle liste Confermate le indicazioni preliminari, il Psi è fuori - IlQuotidianodellaCalabria Archiviato il 10 gennaio 2013 in Internet Archive.
  10. ^ A Marco Minniti la delega di Letta ai servizi segreti Il senatore del Pd nominato sottosegretario - IlQuotidianodellaCalabria Archiviato il 4 marzo 2014 in Internet Archive.
  11. ^ Notizie di esteri del Corriere della Sera
  12. ^ Sergio Mattarella, DPR 12 dicembre 2016 - Nomina dei Ministri (PDF), Governo della Repubblica Italiana, 12 dicembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  13. ^ Governo: la squadra di Gentiloni, novita' e conferme | News | La Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  14. ^ Migranti irregolari, riaprono i Cie: "Raddoppieremo le espulsioni", in Repubblica.it, 30 dicembre 2016. URL consultato il 04 gennaio 2017.
  15. ^ Immigrati, Minniti in Libia: primo passo per nuova cooperazione, in rainews.it. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  16. ^ Accordo firmato a Roma tra tribù del sud della Libia per controllo frontiere, in rainews.it. URL consultato il 02 aprile 2017.
  17. ^ (IT) Migranti, ecco il Codice di condotta per le Ong: LA SCHEDA | Sky TG24. URL consultato il 07 settembre 2017.
  18. ^ I 13 punti del Codice di condotta per le ong, in Vita, 1° agosto 2017. URL consultato il 07 settembre 2017.
  19. ^ Minniti incontra i sindaci della Libia: "Insieme contro i trafficanti di uomini", su L’Huffington Post, 26 agosto 2017. URL consultato il 07 settembre 2017.
  20. ^ Nei collegi sfide senza big
  21. ^ Ai vertici dell'antimafia un condannato per la "macelleria messicana" alla scuola Diaz, in Repubblica.it, 23 dicembre 2017. URL consultato il 25 dicembre 2017.
  22. ^ (IT) Scuola Diaz, "polizia da regime antidemocratico". Caldarozzi ai domiciliari - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2014. URL consultato il 25 dicembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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