Fayez al-Sarraj

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Fāyez al-Sarrāj
Libyan Prime Minister Fayez al-Sarraj.jpg

Presidente del Consiglio Presidenziale della Libia
In carica
Inizio mandato 30 marzo 2016
Predecessore Aguila Saleh Issa (presidente della Camera dei rappresentanti a Tobruk)
Nuri Busahmein (presidente del Nuovo Congresso Nazionale Generale a Tripoli, non internazionalmente riconosciuto)

Primo ministro della Libia
In carica
Inizio mandato 5 aprile 2016
Predecessore Abdullah al-Thani (a Tobruk)
Khalifa Ghwell (a Tripoli, non internazionalmente riconosciuto)

Dati generali
Partito politico Indipendente

Fāyez Muṣṭafā al-Sarrāj (in arabo: فائز مصطفى السراج أو فايز السراج‎; Tripoli, 20 febbraio 1960[1]) è un politico libico, Presidente del Consiglio Presidenziale e Primo ministro del Governo di Accordo Nazionale della Libia formati in seguito all'accordo di pace del 17 dicembre 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Al-Sarrāj nasce a Tripoli nel 1960, da un'importante famiglia locale. Suo padre, Muṣṭafā, ebbe incarichi politici sotto il re Idris.[2]

Durante il governo di Muammar Gheddafi, al-Sarrāj ricopre incarichi ministeriali di secondaria importanza. In seguito al rovesciamento di Gheddafi nel 2011, diviene membro di una commissione per il dialogo nazionale. Nel 2014, allo scoppio della seconda guerra civile, viene eletto membro della Camera dei rappresentanti (insediatasi poi a Tobruk) come candidato indipendente in rappresentanza di un collegio di Tripoli.[2]

Nomina a primo ministro e insediamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Seconda guerra civile in Libia.
Al-Sarraj, Kerry e Gentiloni

L'8 ottobre 2015, l'inviato speciale dell'ONU Bernardino León, incaricato di favorire la formazione di un governo di unità nazionale per superare la divisione della Libia tra due governi rivali insediati a Tripoli e Tobruk, annuncia che al-Sarrāj sarà nominato primo ministro del nuovo governo di unità nazionale, che dovrà ricevere il voto favorevole dei due parlamenti rivali (la Camera dei rappresentanti a Tobruk e il Nuovo Congresso Nazionale Generale a Tripoli).[3] Il 17 dicembre 2015, l'accordo di pace (detto LPA, Libyan Political Agreement) per la formazione del governo di unità nazionale negoziato sotto l'egida dell'ONU viene firmato a Skhirat (Marocco) da numerosi membri dei due parlamenti libici, senza però un voto favorevole da parte dei parlamenti stessi, a causa dell'opposizione dei due presidenti Aguila Saleh Issa e Nuri Busahmein.[4] Fāyez al-Sarrāj viene quindi posto a capo di un Consiglio presidenziale (PC) di nove membri, facente funzione di Capo di Stato, e viene incaricato di formare entro 30 giorni un nuovo governo, riconosciuto dalla comunità internazionale, che ottenga la fiducia della Camera dei rappresentanti di Tobruk e si insedi nuovamente a Tripoli. Il 23 dicembre, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU riconosce all'unanimità il futuro governo di unità nazionale come solo governo legittimo della Libia e invita gli Stati membri a rispondere a eventuali richieste di assistenza del nuovo governo per stabilizzare la Libia.[5][6]

Il 19 gennaio 2016, a Tunisi, al-Sarrāj annuncia la formazione di un governo di 32 membri, detto Governo di Accordo Nazionale (GNA).[7] Il 25 gennaio, la Camera dei rappresentanti nega la fiducia al governo, dando mandato a al-Sarrāj di formarne uno nuovo con un numero inferiore di membri.[8] Il 14 febbraio, da Skhirat, al-Sarrāj propone una nuova lista di 18 ministri.[9]

Il 12 marzo, il Consiglio Presidenziale, ancora basato a Tunisi, chiede alla comunità internazionale di interrompere i rapporti con il governo di Tobruk e di riconoscere il governo di Serraj come il solo legittimo, sulla base del sostegno espresso da un centinaio di deputati della Camera dei rappresentanti, nonostante la mancanza di un voto formale di fiducia da parte del parlamento.[10] Il 14 marzo, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU invita gli Stati Membri a cessare il sostegno e i contatti ufficiali con i due governi libici paralleli al governo di accordo nazionale.[11] Il 30 marzo, i membri del governo di unità nazionale arrivano finalmente dalla Tunisia a Tripoli in nave, insediandosi in una base navale vicino al porto, nonostante l'opposizione del primo ministro del governo islamista di Tripoli, Khalifa Ghwell.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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