Boris Johnson

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Boris Johnson
Boris Johnson nel 2015

Boris Johnson nel 2015


Sindaco di Londra
Durata mandato 4 maggio 2008 –
9 maggio 2016
Predecessore Ken Livingstone
Successore Sadiq Khan

Dati generali
Partito politico Conservatore

Alexander Boris de Pfeffel Johnson (New York, 19 giugno 1964) è un politico e giornalista britannico con cittadinanza statunitense, esponente del Partito Conservatore e sindaco di Londra per due mandati dal 4 maggio 2008 al 9 maggio 2016.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Boris Johnson è nato a New York, negli Stati Uniti, il 19 giugno 1964 da una benestante famiglia britannica di religione anglicana e di origini inglesi, turche ottomane, russe, ebraiche, francesi e tedesche. Johnson ha anche la cittadinanza statunitense, ottenuta per nascita. Nel 2006, non ritenendo corretto mantenere un doppio passaporto per un politico,[1] aveva annunciato la sua intenzione di rinunciarvi; tuttavia, in un'intervista concessa a David Letterman nel 2012 affermò di avere ancora la doppia cittadinanza e aggiunse con ironia: «Tecnicamente, potrei diventare presidente degli Stati Uniti».[2] È amico e sostenitore del presidente statunitense Barack Obama (del Partito democractico), posizione insolita per un tory.[3] Durante gli anni che ha vissuto a Bruxelles ha studiato alla scuola europea,[4] poi a Eton e a Oxford. È anche un giornalista e autore, ed è stato direttore dello Spectator. È stato eletto al Parlamento britannico per la circoscrizione di Henley nel 2001 ed è stato ministro ombra della Cultura nel 2004, nel governo di Michael Howard, e dal 2005 dell'Istruzione, nel governo di David Cameron, fino alla candidatura alle elezioni amministrative di Londra del maggio del 2008. La sua vittoria elettorale, a spese del laburista Ken Livingstone, è stata annunciata il 2 maggio 2008: al ballottaggio Johnson ha ottenuto 1.168.738 voti (il 53,18%) mentre Livingstone 1.028.966 (46,82%), guadagnandosi anche la maggioranza per governare tranquillamente in consiglio comunale.

Tra le iniziative adottate da Johnson in qualità di sindaco di Londra c'è la reintroduzione del latino nelle scuole pubbliche inglesi della Greater London. Lo studio del latino, secondo Boris Johnson, «è un inizio eccellente per comprendere la struttura della lingua», pertanto, sostiene il sindaco, bisogna evitare che la sua conoscenza «sia limitata soltanto a chi ha avuto il privilegio di un'educazione privata».[5]

Centrale per Johnson la "politica verde" del traffico, promossa da un lato, attraverso l'installazione di numerose stazioni di ricarica per le auto elettriche e, dall'altro, con la realizzazione delle cosiddette cycle superhighways, vere e proprie autostrade cittadine per le biciclette.[6] Per le Olimpiadi del 2012 ha creato una flotta di taxi a idrogeno, grazie al sostegno dell'UK Government Technology Strategy Board.[7]


Il 4 maggio 2012 è stato rieletto al ballottaggio per un secondo mandato Sindaco di Londra con 1.054.811 voti, pari al 51,53%, battendo l'ex primo cittadino londinese il laburista Ken Livingstone, che ne ha ottenuti 992.273 pari al 48,47%.[8] Tuttavia il partito di Johnson, il Partito conservatore, perse la maggioranza nella Autorità della Grande Londra, il consiglio comunale di Londra, governato allora dal centrosinistra (12 consiglieri labour e 2 verdi), mentre il centrodestra era all'opposizione (con 9 consiglieri conservatori e 2 liberaldemocratici).

Nelle elezioni generali britanniche il 7 maggio 2015, Boris Johnson è stato rieletto al Parlamento britannico, per la circoscrizione di Uxbridge.

Nel 2016 annuncia il suo appoggio alla campagna referendaria per far uscire il Regno Unito dall'Unione Europea: una mossa vista immediatamente come il trampolino di lancio ideale per sostituire David Cameron alla carica di primo ministro. La vittoria del 23 giugno del fronte Brexit costringe Cameron ad annunciare le proprie dimissioni (previste per ottobre), ponendo Johnson in pole position nella campagna per la nuova leadership Tory e, quindi, del Governo nazionale.

Boris Johnson, appassionato della storia e della cultura di Roma, è autore di un importante saggio intitolato Il sogno di Roma – La lezione dell'antichità per capire l'Europa di oggi, edito in Italia da Garzanti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Furious Boris Renounces His US Citizenship
  2. ^ Video: I could be President of the United States, Boris Johnson tells David Letterman - Telegraph
  3. ^ Boris Johnson e Barack Obama
  4. ^ Biography on Bio: Boris Johnson
  5. ^ Gb: sindaco di Londra rilancia il latino nelle scuole pubbliche | Blitz quotidiano
  6. ^ http://ilikebike.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1252
  7. ^ A Londra per le Olimpiadi arrivano i taxi a idrogeno
  8. ^ Inghilterra, il Labour vince ma Johnson resta sindaco di Londra - Repubblica.it

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Seventy Two Virgins, 2005. (romanzo)
  • Il sogno di Roma (The Dream of Rome), trad. E. Zoni, Collana Saggi, Milano, Garzanti, 2010, ISBN 978-88-116-0095-4.
  • (EN) The Churchill Factor: How One Man Made History, New York, Riverhead Books, 2014, ISBN 978-15-9463302-7.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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