Servizi segreti italiani

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L'ingresso di Forte Braschi, storica sede dei servizi segreti italiani

I servizi segreti italiani sono i servizi segreti della Repubblica Italiana, deputati ad attività di intelligence, che operano al fine di garantire la sicurezza interna ed esterna e l'incolumità della Repubblica Italiana.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dei servizi segreti italiani.

Il primo vero servizio segreto del Regno d'Italia fu il Servizio informazioni militare (SIM), di formazione militare, che utilizzava anche membri dell'Arma dei Carabinieri nelle proprie file. Nel secondo dopoguerra i servizi continuarono ad essere ricompresi nel novero delle forze armate italiane, e fu istituito, prima, il Servizio informazioni forze armate (SIFAR) e, dal 1966, il Servizio informazioni difesa (SID).

Nel 1977 venne introdotta, con la legge 24 ottobre 1977 n. 801, una distinzione per competenza (civile e militare), con la creazione di un servizio dipendente dal ministero dell'Interno, Servizio informazioni sicurezza democratica (SISDE), che assorbì le strutture del vecchio Ufficio affari riservati, e uno dipendente dalla Difesa, Servizio informazioni e sicurezza militare (SISMI). La ripartizione tra servizi civili e militari è stata superata con la riforma dell'intelligence italiana del 2007 che ha suddiviso l'ambito dell'operatività dei servizi segreti per competenza territoriale, all'interno (Aisi) e all'esterno (Aise), passando così da un regime tipo materiale, ad uno di competenza territoriale e separando definitivamente l'organizzazione dalla struttura delle forze armate.

Organizzazione e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica al vertice vi è il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, che può designare un'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica in relazione a particolari attività. Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) della Presidenza del consiglio, ha compiti di coordinamento e di vigilanza sull'attività delle agenzie e sulla corretta applicazione delle disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR) e dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR).

Le attività dal punto di vista operativo sono svolte da due agenzie governative, entrambe direttamente dipendenti dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (istituito nel 2007 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri), adottando un sistema di competenza territoriale già da tempo utilizzato da diversi Stati in Europa e nel mondo. Le agenzie in questione sono:

Esse si occupano - rispettivamente - della sicurezza della Repubblica Italiana da minacce interne ed esterne al suo territorio, operando nell'ambito del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

Per quanto riguarda le forze armate italiane, esse oggi dispongono di strutture appositamente dedicate:

Infine il "II reparto" della Guardia di Finanza si occupa di analisi d'intelligence, in particolare economico-finanziaria.

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Reclutamento del personale dell'intelligence italiana.

La riforma del 2007 ha introdotto inoltre anche l'apertura a civili, che possono ora entrare a farne parte, ma solo limitatamente all'AISI, mentre all'AISE l'accesso è riservato al solo personale militare. La selezione del personale è oggi regolata all'art. 21 della legge 3 agosto 2007 n. 124, ed avviene tramite concorso pubblico, tranne in particolari ipotesi previste dalla stessa legge.

Lo status giuridico, il trattamento economico e le progressioni del personale sono regolate dal DPCM n. 1 del 23 marzo 2011.

Gli scandali ed i presunti legami con il crimine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fascicoli SIFAR e Presunti rapporti tra servizi segreti italiani e criminalità.

Gli apparati di intelligence italiani hanno dato più volte adito a gravi scandali ed a sospetti di infedeltà verso gli interessi nazionali o verso le stesse Istituzioni repubblicane[1], tanto che spesso le cronache giornalistiche hanno scritto di "servizi deviati",[senza fonte] come ad esempio per ciò che riguardi i presunti rapporti tra servizi segreti italiani e criminalità, nonché di un ruolo riconosciuto di alcuni estremisti di destra arruolati nei servizi nella strategia della tensione in Italia, come per la strage di Piazza Fontana, ed in altre controverse vicende come quella dei fascicoli SIFAR.

Tuttavia, è autorevole opinione di esperti dello specifico contesto storico che tale supposta deviazione dissimulasse la fedeltà ai vertici politico-istituzionali e alle esigenze di un ordine sovranazionale, legato alla logica dei blocchi contrapposti di superpotenze e - più in generale - all'adesione dell'Italia a protocolli internazionali non conoscibili dall'opinione pubblica.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Appena salito al Quirinale, il nuovo Capo dello Stato Giuseppe Saragat "fece bonificare il Palazzo dalle numerose microspie che erano state posizionate durante il mandato Segni", secondo Tito Lucrezio Rizzo, Parla il Capo dello Stato, Gangemi, 2012, p. 110; secondo Costantino Belluscio, suo segretario particolare, Saragat lo diffidò dall’avere qualsivoglia rapporto con i Servizi segreti (Belluscio, Con Saragat al Quirinale, Marsilio, Venezia, 2004).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Il segreto di Stato e i Servizi di sicurezza in uno Stato di diritto liberale e democratico - Atti del Convegno di studio - Catania, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]