Casina Valadier

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Casina Valadier
Casina Valadier (23950416939).jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma
IndirizzoPiazza Bucarest 00187
Coordinate41°54′36.65″N 12°28′46.99″E / 41.91018°N 12.47972°E41.91018; 12.47972Coordinate: 41°54′36.65″N 12°28′46.99″E / 41.91018°N 12.47972°E41.91018; 12.47972
Informazioni
CondizioniIn uso
Costruzione1816 - 1837
StileNeoclassico
UsoLocation per eventi - Ristorante
Piani4
Ascensori1
Realizzazione
ArchitettoGiuseppe Valadier

La Casina Valadier è il nome con cui è storicamente indicato il caffè del Pincio, un elegante edificio in stile neoclassico sito in piazza Bucarest, all'interno di Villa Borghese, a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cosiddetto "giardino d'inverno", abbattuto nel 2013[1]

Durante il Regno d’Italia napoleonico fu proprio Napoleone Bonaparte a commissionare, al celebre architetto ed urbanista romano Giuseppe Valadier, sia la realizzazione del primo parco pubblico di Roma, con la celebre terrazza panoramica del Pincio affacciata su Piazza del Popolo e sia la costruzione per i suoi Jardin du Grand César di un edificio che potesse avere una delle più belle viste di Roma; non risulta quindi difficile immaginare lo splendido contesto in cui sorse Casina Valadier, situata nel cuore di Villa Borghese, a sua volta cuore verde della capitale.

Dopo la caduta di Napoleone, quando Roma tornò sotto il controllo del Papa, i lavori furono nuovamente affidati al Valadier che, con alcune variazioni e cambiamenti, portò a termine il progetto realizzando una delle più importanti sistemazioni paesaggistiche d'ambito urbano di quel periodo.

Casina Valadier fu progettata e costruita da Giuseppe Valadier tra il 1816 e il 1837 rielaborando in stile neoclassico il Casino Della Rota, un fabbricato seicentesco appartenuto ai frati Agostiniani di Santa Maria del Popolo e costruito, a sua volta, sui resti di un'antica cisterna romana in quanto l'area era conosciuta anche come l'antico Collis Hortulorum, il punto più alto del Pincio, dove in passato le grandi famiglie romane possedevano i giardini più vasti e sfarzosi della città.

La Casina fu pensata per ospitare un luogo di ristoro sul modello dei bistrot francesi divenendo, nel periodo che spazia durante tutto il Risorgimento sino alla fine dell'Ottocento ed al primo dopoguerra, un locale tra i più frequentati a Roma da esponenti del mondo della cultura, dell'arte e della politica.

Il successo riscontrato come attività di ristorazione indusse i gestori a progettare nel 1920 l'ampliamento del lato occidentale, con la creazione di un grande terrazzo con funzioni di belvedere in sostituzione dell'originale scala d'accesso esterna progettata da Giuseppe Valadier.

Durante la Seconda guerra mondiale l'edificio fu utilizzato dai militari tedeschi prima e dall'esercito inglese poi che, considerando il magnifico panorama, ne fecero un circolo per i loro ufficiali. Nel secondo dopoguerra, Casina Valadier conobbe ancora un altro periodo di intensa frequentazione e celebrità fino a diventare una delle mete più ambite da celebrità, turisti e politici, entrando nella storia dei caffè-restaurant romani.

Dopo un periodo di chiusura iniziato all'inizio del 1990, grazie all'impegno del Comune di Roma, Casina Valadier ha subito agli inizi degli anni 2000 un profondo restauro riconquistando la sua antica e meravigliosa bellezza. Oltre alle essenziali opere di consolidamento, la ristrutturazione che ha interessato la Casina sotto il profilo sia architettonico sia artistico, ha restituito all'edificio il suo aspetto originale rimuovendo le numerose modifiche subite nel corso di due secoli. Sono stati così rimossi i contro-soffitti ed i pavimenti aggiunti nel corso degli anni recuperando i materiali dell'epoca come il travertino, i decori in marmo pavonazzetto ed il cotto delle fornaci laziali. Gli stessi giardini di Casina Valadier sono stati sottoposti ad un restauro architettonico ricreando l’aspetto originale sia del parco e sia dei viali con la pavimentazione dell'epoca.

Oggi Casina Valadier è ritornata ad essere un importante punto di riferimento sia per i Romani e sia per i turisti ed, oltre al suo storico caffè, ospita un elegante ristorante ed è anche luogo di grandi ed importanti eventi nazionali ed internazionali.

Lato SO della Casina Valadier

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Casina venne modellata in stile neoclassico con un corpo cubico, cui era addossata un'elegante esedra con colonne di ordine ionico.

All'interno si trovano stanze straordinariamente decorate in stile pompeiano i cui bellissimi affreschi sono stati recentemente restaurati e riportati al loro originale splendore.

Nel 1913 fu collocata al centro di una fontana a scogliera nel giardino sulla destra della Casina Valadier, L'Anfora di Amleto Cataldi scolpita nel 1912; una scultura in bronzo a grandezza naturale che raffigura una ragazza svestita che tiene in mano la conca ciociara da cui esce acqua.

Nel febbraio 2013 il gazebo a fianco risulta abusivo e ne viene annunciata la demolizione[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Hoffmann, Il Monte Pincio e la Casina Valadier, Roma, 1967.
  • A. Cremona, Il Pincio e l'origine delle Passeggiate Pubbliche a Roma, Milano, 2004.
  • A. Campitelli, A. Cremona (a cura di), La Casina Valadier, Milano, 2004.
  • Autori vari, Casina Valadier, in Guida ristoranti 2009, Milano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2008, pag.576.
  • Autori vari, La Casina Valadier, in Il Pincio, Roma, Editore de Luca, 2000, p. 22-25.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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