Riccardo Nencini

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Riccardo Nencini
Riccardo Nencini 2.jpg

Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
In carica
Inizio mandato 28 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Vincenzo De Luca

Segretario nazionale del Partito Socialista Italiano
In carica
Inizio mandato 6 luglio 2008
Predecessore Enrico Boselli

Presidente del
Consiglio regionale della Toscana
Durata mandato 24 maggio 2000 –
23 aprile 2010
Presidente Claudio Martini
Predecessore Angelo Passaleva
Successore Alberto Monaci

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE
Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione Regione Marche
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XI
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano
Coalizione DC-PSI-PSDI-PLI
Circoscrizione Firenze-Pistoia
Sito istituzionale

Eurodeputato
Legislature IV
Gruppo
parlamentare
Partito del Socialismo Europeo

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Precedenti:
Partito Socialista Italiano (fino al 1994)
Socialisti Italiani (1994-'98)
Socialisti Democratici Italiani (1998-2007)
Professione Dirigente politico
Nencini2.JPG

Riccardo Nencini (Barberino di Mugello, 19 ottobre 1959) è un politico italiano, Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano dal 2008 ed Assessore al Bilancio ed ai Rapporti Istituzionali della Toscana dal 16 aprile 2010 al 2013. In precedenza, è stato deputato per la XI Legislatura, europarlamentare per la IV legislatura e Presidente del Consiglio Regionale della Toscana dal 2000 al 2010. Dal 19 marzo 2013 è senatore e vicecapogruppo vicario del gruppo Per le Autonomie - Partito Socialista Italiano facente parte della maggioranza di centrosinistra riunendo in sé SVP-UV-PATT-UpT-PSI. Dal 28 febbraio 2014 è viceministro dei Trasporti nel Governo Renzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo zio era il ciclista Gastone Nencini[1], celebre negli anni Cinquanta e vincitore, tra l'altro, di Giro d'Italia e Tour de France.

Ha compiuto studi storici[non chiaro] alla facoltà di Scienze Politiche 'Cesare Alfieri' di Firenze. Ha una laurea honoris causa in Lettere, conferitagli nel febbraio 2004 dall'Università di Leicester (UK).

Collabora con la Fondazione Spadolini – Nuova Antologia nel dipartimento di formazione dei docenti di storia.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera politica inizia come Consigliere comunale e capogruppo del Partito Socialista Italiano a Firenze dal 1990 al 1995 sotto il sindaco Giorgio Morales.

Deputato nella XI Legislatura, nel 1992 è stato il primo parlamentare italiano a rinunciare al doppio stipendio.[2]

Per le liste PSI-AD è stato eletto europarlamentare alle elezioni del 1994. È stato membro della Commissione per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'energia, della Delegazione per le relazioni con i paesi membri dell'ASEAN, il Sud-est asiatico e la Repubblica di Corea e della Commissione per le relazioni economiche esterne.

In seguito alla vittoria di Claudio Martini, candidato de L'Ulivo, alle elezioni regionali in Toscana del 2000, diventa Presidente del Consiglio Regionale, carica mantenuta fino al marzo del 2010. Dal marzo del 2010 al 2013 è assessore al Bilancio ed ai Rapporti Istituzionali della regione Toscana nella giunta di Enrico Rossi, ruolo per il quale nel 2012 riceve l'Oscar del Bilancio.

Nel frattempo diviene coordinatore della Conferenza nazionale dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province Autonome (2002-2003), Presidente della Conferenza delle Assemblee Legislative regionali Europee nell'anno 2003 - riconfermato per la Presidenza nel 2004 - e coordinatore della Carta delle Regioni d'Europa. Nel 2003 viene insignito dal Capo dello Stato della onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per la sua attività in tema di federalismo regionale.

Il 5 luglio 2008, durante il primo Congresso nazionale del Partito Socialista, è eletto Segretario Nazionale[3] subentrando così ad Enrico Boselli, candidato del partito per la Presidenza del Consiglio dei Ministri alle elezioni politiche del 2008.

Il 4 marzo 2009 rimane ferito ad un polmone perforato da una costola in seguito ad un incidente autostradale, avvenuto poco prima dell'uscita di Orte, sull'Autostrada del Sole. Sulla berlina erano presenti due carabinieri di scorta, anch'essi rimasti feriti.[4]

L'11 luglio 2010 è riconfermato segretario del Partito Socialista Italiano (che ha ripreso la denominazione dello storico partito) con un'ampissima maggioranza (solo 11 contrari su 649 delegati).[5]

Inizialmente intenzionato a correre alle primarie del centrosinistra del 2012, successivamente decide di appoggiare il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.[6]

Nelle elezioni politiche italiane del 2013 come segretario del PSI aderisce alla coalizione di centro-sinistra Italia. Bene Comune; è candidato all'interno delle liste del Partito Democratico, in seguito ad un accordo elettorale che prevede la presenza di una delegazione socialista all'interno delle sue liste; Nencini viene eletto al Senato nel collegio delle Marche.

Dal 19 marzo 2013 è vicecapogruppo vicario per il PSI del gruppo Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE facente parte della maggioranza di centrosinistra.

All'interno del Governo Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 febbraio 2014 viene nominato viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo Renzi.

Nencini è l'unico esponente del governo a pubblicare la propria agenda degli incontri con “soggetti portatori di interessi particolari” nel sito del suo dicastero[7], indicando anche l'oggetto degli incontri, i partecipanti e l'esito del colloquio.[8]

Il segretario del PSI ha presentato anche un disegno di legge in Senato per l'istituzione di un registro delle lobby e dei lobbisti e di norme per la trasparenza dei loro rapporti con pubblici amministratori, parlamentari e membri dell'esecutivo.[9]

Nencini si è pubblicamente espresso a favore di una modifica della legge elettorale Italicum promossa dal governo pur dichiarando di sostenere il SI al referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Impegno nel ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Anche grazie alla parentela con il celebre Gastone, Riccardo Nencini è appassionato di ciclismo e occupa la carica di presidente del comitato regionale toscano della Federazione Ciclistica Italiana[10]. Dal novembre 2010 è coordinatore del comitato istituzionale che affianca il comitato organizzatore dei Campionati del mondo di ciclismo su strada 2013, che si sono tenuti in Toscana[11].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Quando negli anni novanta gli ex-membri del PSI andarono ad Hammamet per chiedere a Craxi di mettersi alla guida di un nuovo movimento socialista, Nencini commentò: “La storia non si ripete mai, quando lo fa, si trasforma in farsa” affermando poi “La proposta fatta a Craxi sa di farsa”.[12]

Nencini si è sempre dichiarato contrario all'uso politico delle intercettazioni, ma non a quello giudiziario.

Nel 2009 Nencini viene coinvolto, senza conseguenze, nell'inchiesta sulla Protezione civile e la ricostruzione a seguito del terremoto dell'Aquila, in cui spuntano sue intercettazioni riguardanti gli appalti per la ricostruzione.

Nell'ambito dell'inchiesta per lo scandalo "Grandi opere" è emersa una intercettazione in cui l'ex-ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi parlando con il Direttore Generale del Ministero Ercole Incalza, ha affermato di aver nominato Nencini viceministro dopo una “sponsorizzazione” dello stesso Incalza. Nencini ha invitato Lupi a correggersi pubblicamente e l’ex-ministro lo ha fatto affermando: “Con Incalza scherzavo”.[12]

Nel marzo 2015 secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta denominata “Sistema”, Nencini, rimasto non indagato, si sarebbe adoperato per piazzare alcuni suoi uomini, quasi tutti socialisti. I carabinieri del Ros hanno sottolineato la necessità di “approfondire i rapporti tra il senatore e il manager Giulio Burchi”. Proprio attraverso Burchi, nel maggio 2014, Nencini pare essere riuscito a sistemare uno dei suoi. Secondo gli inquirenti Burchi, dopo aver incontrato Fabrizio Magnani, capo della segreteria del viceministro, fa emergere che quest’ultimo gli ha richiesto di trovare una sistemazione, possibilmente come revisore dei conti, a Enzo Collio, ex esponente del Partito socialista italiano, che riceve un incarico alla Mobilità Serenissima Srl. Magnani, a operazione avvenuta, avrebbe ringraziato Burchi anche a nome del viceministro. In una intervista al giornale Il Fatto Quotidiano Magnani ha tenuto a precisare che conosce Burchi da diversi anni e affermando: “Ho sottoposto a Burchi due curricula di personalità qualificate, uno dei quali viene utilizzato. I rapporti con Burchi li ho sempre gestiti personalmente”.[12] Il viceministro attraverso il suo portavoce ha sottolineato come il suo nome sia stato fatto da altri e che, al momento, non ci sono intercettazioni che lo coinvolgono direttamente.

La questione delle spese al Parlamento Europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 1999 Riccardo Nencini ha sollecitato al Parlamento Europeo un chiarimento di natura amministrativa sulle modalità di registrazione degli assistenti della segreteria presso gli uffici parlamentari, in riferimento al periodo di svolgimento della sua attività di parlamentare.[13][14] In merito Nencini ha vinto due cause: la prima presso il Tribunale di Firenze, con sentenza n.965/2002. La seconda, presso la Corte d'Appello di Firenze, con sentenza n.473/2003.[15][16]

Il 4 giugno 2013 il Tribunale della Corte di giustizia della Unione Europea lo condanna a restituire al Parlamento europeo la somma di 455.903,04 Euro di spese di viaggio e di assistenza di segreteria indebitamente accreditate durante il mandato 1994-1999. La condanna era nata in seguito ad un'indagine dell'OLAF, l'Ufficio antifrode dell'Unione europea, in cui emergevano spese di segreteria ed assistenza fatturate a beneficiari non dichiarati e spese di viaggio non in regola con le norme del Parlamento europeo. I giudici del Lussemburgo hanno confermato la validità di quella decisione, imponendo a Nencini anche il pagamento delle spese processuali di una delle due cause di annullamento dell'addebito.[16][17]

Nel dettaglio si trattava di emolumenti incassati dagli assistenti, tutti regolarmente contrattualizzati tanto che, con propria nota in data 21 novembre 2007, il Segretario Generale del Parlamento Europeo Harald Romer scriveva: “in merito alla sua buona fede, le posso garantire che quest'ultima non è mai stata messa in dubbio”.[15][16] I fondi citati venivano gestiti da un terzo erogatore regolarmente registrato presso il Parlamento Europeo, il quale, intervistato da OLAF il 10 ottobre 2003, dichiarava: “tutti gli importi ricevuti dal P.E. per indennità di segreteria sono stati da me interamente versati per questa precisa funzione tramite assegni bancari e/o bonifici. Dei versamenti effettuati sono stati consegnati riscontri precisi a Olaf. Quanto a ciò, Olaf non ha mai sollevato alcuna contestazione”.[15][16]

La seconda contestazione riguardava i rimborsi di viaggio per gli spostamenti tra Roma e Bruxelles, in base ad un'interpretazione che aveva già dato adito a contestazioni analoghe per altri europarlamentari, sulla differenza tra residenza formale e domicilio lavorativo.[17][18] Nencini diede regolare ed immediata notizia al P.E. del cambiamento del proprio domicilio quando venne chiamato a Roma per assumere incarichi al vertice del suo partito.[15][16]

Il 13 novembre 2014, la Corte di Giustizia della Unione Europea ha infine accolto l'appello di Riccardo Nencini annullando la sentenza del Tribunale dell'UE. Il principio affermato dalla Corte è incentrato sul rispetto del giusto procedimento, del diritto della difesa e della certezza del diritto. Princìpi che il Parlamento Europeo aveva violato come motivato nella sentenza.[19]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Corrotti e corruttori nel tempo antico (1996), Loggia de' Lanzi Editore
  • Il trionfo del trasformismo (1996), Loggia de' Lanzi Editore
  • Il giallo e il rosa (1998), Giunti Editore
  • La battaglia. Guelfi e Ghibellini a Campaldino nel sabato di San Barnaba (2006), Edizioni Polistampa
  • Omaggio alla Toscana (2006)
  • Oriana Fallaci - Morirò in piedi (2007), Edizioni Polistampa
  • L' imperfetto assoluto (2009), Mauro Pagliai
  • Decameron 2013 (2013), ha collaborato al fianco di Sandro Veronesi, Marco Vichi, Emiliano Gucci ed altri scrittori, Felici Editore
  • Cento volte Bartali - 1914-2014 (2014), con altri autori, Giunti

Riconoscimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 Premio d'onore per "L'imperfetto assoluto" nel Premio Letterario organizzato da Lilly Brogi presidente dell'Associazione Pergola Arte di Firenze.

"L'imperfetto assoluto" finalista Premio Acqui Storia 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intitolato al grande Gastone Nencini l'anello ciclopedonale del Bilancino Gonews.it
  2. ^ Il Segretario, in partitosocialista.it. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  3. ^ Riccardo Nencini eletto Segretario nazionale del Partito Socialista, in blogspot.com. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  4. ^ Nencini, ferito in autostrada Operato al polmone perforato, in corrierefiorentino.it. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  5. ^ E chi è Nencini?, in ilpost.it. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  6. ^ Il Psi sostiene Bersani, in libero.it. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  7. ^ L'Agenda pubblica degli incontri del Vice Ministro Sen. Riccardo Nencini con i soggetti portatori di interessi particolari
  8. ^ Il viceministro Nencini mette online i suoi incontri: “Autoregolamentarsi in attesa della legge”
  9. ^ Testo del progetto di legge n.643 ad iniziativa del Sen. Riccardo Nencini nel sito del Senato della Repubblica
  10. ^ Comitato regionale toscano - Direttivo
  11. ^ TGR Radio Toscana - Riccardo Nencini (pres. comitato regionale federazione ciclistica italiana) coordinatore comitato per i mondiali di ciclismo 2013 in Toscana
  12. ^ a b c Riccardo Nencini, tutti i dolori dell’altro fiorentino "sponsorizzato da Incalza", su Il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2015. URL consultato il 06 settembre 2016.
  13. ^ Nencini perde causa contro Parlamento, deve restituire 456 mila euro, Ansa, 4 giugno 2013.
  14. ^ Nencini al Parlamento Europeo: ho la coscienza a posto Avanti Online, 6 giugno 2013.
  15. ^ a b c d Pe: Nencini: sul mio conto ricostruzioni fantasiose. Soltanto chiarimenti di natura amministrativa, Partito Socialista Italiano, 4 giugno 2013.
  16. ^ a b c d e Nencini al Parlamento EU: ho la coscienza apposto Avanti Online, 6 giugno 2013.
  17. '^ a b Nencini perde causa contro Parlamento, deve restituire 456 mila euro, Ansa, 4 giugno 2013.
  18. ^ Nencini al Parlamento EU: ho la coscienza apposto 'Avanti Online, 6 giugno 2013.
  19. ^ Bruxelles. Annullata sentenza contro Riccardo Nencini Avanti Online, 13 novembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vice ministro dei Trasporti Successore
Vincenzo De Luca 28 febbraio 2014 - in carica
Predecessore Presidente del Consiglio regionale della Toscana Successore Toscana-Stemma.png
Angelo Passaleva 24 maggio 2000 - 23 aprile 2010 Alberto Monaci
Predecessore Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano Successore Logo Partito Socialista Italiano 2007.jpg
Enrico Boselli (leader) dal 5 luglio 2008
Predecessore Assessore al Bilancio ed ai Rapporti Istituzionali della Toscana Successore Toscana-Stemma.png
dal 16 aprile 2010 al 2013 Vittorio Bugli
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