Associazionismo

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L'associazionismo è una corrente psicologica derivata dall'empirismo del XVII e XVIII secolo, la quale ipotizza che ogni evento psichico complesso derivi da elementi psichici più semplici, i quali sono "associati" fra di loro.

Aspetti teorici[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'Elementarismo: ogni aspetto psichico complesso, quale la lettura, la comprensione, la coscienza, la memoria, l'intelligenza, è da ricondursi ad "elementi di base", i quali sono per loro natura non più semplificabili. In altre parole, viene utilizzata un'analogia funzionale con il concetto di atomo: un'unità strutturale non ulteriormente scomponibile.

L'associazionismo ha aspetti di analogia teorica con l'interpretazione neurofisiologica di Ivan Pavlov e con la riflessologia.

Esponenti principali[modifica | modifica wikitesto]

Le ricerche di Hermann Ebbinghaus sulla memoria presuppongono un assetto teorico associazionista. Il numero di ripetizioni atte alla memorizzazione di parole senza senso (senza una semantica ascrivibile al contesto sociale e culturale della persona sottoposta all'esperimento) e ad una loro conseguente reminiscenza, presuppone un'associazione fra loro.

Il connessionismo di Edward Lee Thorndike presuppone un'associazione stimolo-risposta. Per Thorndike ogni forma di apprendimento avviene su associazioni fra stimoli ambientali e risposte comportamentali.

Leggi associative[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Thorndike esistono leggi associative ben definite; esse sono:

  • Legge di Frequenza: più si presenta lo stimolo, maggiore sarà l'apprendimento
  • Legge di Contiguità: minore è l'intervallo di tempo fra stimolo e risposta, maggiore sarà l'apprendimento
  • Legge dell'Effetto: se lo stimolo produce una risposta che produce un nuovo comportamento simile al precedente, l'apprendimento sarà maggiore.

L'Effetto alone[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Effetto alone.

Effetto alone è un termine coniato da Thorndike per designare un atteggiamento psicologico consistente nella tendenza automatica, durante la valutazione di una persona, ad associare ad una qualità positiva - ad esempio, la bellezza fisica - altri aspetti positivi privi di reali correlazioni con quella qualità - come la simpatia, l'intelligenza, la competenza o l'affidabilità. Lo si può considerare un importante e diffusissimo esempio di bias operato su basi euristiche.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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