Epistemologia genetica

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L'epistemologia genetica è una disciplina psicologica fondata dallo psicologo svizzero Jean Piaget alla metà del XX secolo, interessata allo studio delle origini (la genesi) della conoscenza. Il termine epistemologia viene qui inteso con un'accezione abbastanza diversa da quella usuale [1] .

Il Centre International d'Epistémologie Génétique ("Centro internazionale di epistemologia genetica") fu fondato a Ginevra nel 1955 da Piaget, e da lui diretto fino alla sua morte nel 1980.

Questa prospettiva psicologica intende collegare la validità della conoscenza al modello della sua costruzione. In altre parole, essa mostra che i metodi usati per ottenere e creare la conoscenza influenzano la validità della conoscenza risultante. Per esempio, la nostra esperienza diretta della forza di gravità ha maggiore validità della nostra esperienza indiretta con i buchi neri.

L'epistemologia genetica spiega anche il processo tramite il quale un essere umano sviluppa le sue abilità cognitive nel corso della sua vita, a partire dalla nascita ed attraversando stadi sequenziali di sviluppo, con particolare attenzione ai primi anni dello sviluppo cognitivo.

Piaget dimostrò innanzi tutto l'esistenza di una differenza qualitativa tra le modalità di pensiero del bambino e quelle dell'adulto; individuò poi delle differenze strutturali nel modo con il quale, nelle sue diverse età, l'individuo si accosta alla realtà esterna ed affronta i problemi di adattamento a tale realtà.

Sviluppò così una distinzione delle fasi dello sviluppo cognitivo, individuando 4 periodi fondamentali dello stesso.

  1. Fase senso-motoria (dalla nascita ai 2 anni circa)
  2. Fase pre-operatoria (dai 2 ai 7 anni)
  3. Fase delle operazioni concrete (dai 7 agli 11 anni)
  4. Fase delle operazioni formali (dai 12 anni in poi).

L'influenza sul costruttivismo[modifica | modifica sorgente]

Pur avendo i due approcci origini indipendenti, l'epistemologia genetica ha avuto lunga influenza sul costruttivismo. A tale proposito scrive Ernst von Glasersfeld:

"Nella tradizione occidentale, ciò che si chiama conoscenza è sempre considerata come una rappresentazione più o meno vera di un mondo ontologico; cioè un’approssimazione, e comunque l’immagine di un mondo indipendente dal soggetto conoscente. Piaget rompe con questa tradizione perché propone un cambiamento radicale del concetto di conoscenza. Per lui, invece di essere l’organo della rappresentazione, la conoscenza diviene uno strumento dell’adattamento."

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A questo proposito dice Ernst von Glasersfeld: Naturalmente, fondare un’epistemologia sul modo in cui si possano generare le conoscenze, è un peccato grave per i filosofi di professione. In inglese si chiama genetic fallacy [errore genetico n.d.t.]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean Piaget, L'epistemologia genetica, Laterza, 2000, ISBN 8842041424
  • Ernst von Glasersfeld, L’interpretazione Costruttivista dell’Epistemologia Genetica.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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