Psicologo

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Lo psicologo è un professionista che svolge attività di prevenzione, diagnosi, intervento, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico, rivolte al singolo individuo, alla coppia, al gruppo e altri organismi sociali o comunità[1][2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della psicologia.

Caratteristiche della figura professionale[modifica | modifica wikitesto]

In molti paesi del mondo per poter esercitare la professione di psicologo è necessario essere in possesso di un idoneo titolo di studio, aver svolto dei tirocini professionali nonché appartenere ad un ordine professionale / essere iscritto ad un albo/board di natura pubblicistica: tuttavia, la regolamentazione relativa all'abilitazione professionale è diversa da nazione a nazione.

Diversi ordinamenti prevedono inoltre la possibilità che la professione possa essere esercitata sia in forma individuale che associata. All'interno dell'Unione europea valgono le regole della Direttiva 2005/36/CE che disciplina la libera circolazione dei professionisti[3].

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, la professione di Psicologo è una professione sanitaria, ordinata dallo Stato con specifiche previsioni legislative[4]. Per la Legge Italiana istitutiva della professione (L. 18/02/89, n. 56 "Ordinamento della professione di psicologo")[5], la professione di psicologo comprende "l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito".

Per diventare psicologo è necessario essere laureati (laurea V.O. in psicologia o laurea magistrale di classe LM-51) e superare un Esame di Stato (suddiviso in 4 prove) dopo aver completato un tirocinio di 12 mesi. Occorre poi obbligatoriamente iscriversi all'Albo professionale se si intende svolgere la relativa attività.

Nell'Albo professionale dell'Ordine degli psicologi sono istituite la sezione A e la sezione B:

  1. agli iscritti nella sezione A spetta il titolo professionale di "Psicologo";
  2. agli iscritti nella sezione B spetta il titolo professionale di "Psicologo iunior", a cui è possibile accedere dopo il conseguimento della laurea Triennale di ambito psicologico (classe L-24), lo svolgimento di tirocinio semestrale e specifico Esame di Stato. Gli iscritti della Sezione B hanno alcune limitazioni in merito alle attività professionali da loro svolgibili autonomamente, delineate dalla L.170/2003.

Lo psicologo si occupa di una serie di interventi in diversi ambiti professionali (sperimentali, educativi, psicosociali, organizzativi, neuropsicologici, di psicologia applicata, etc.); si occupa anche di consulenza (counselling) psicologica, psicopatologia e psicologia clinica, intervenendo nelle situazioni, personali e relazionali, che generano sofferenza e disagio.

La qualifica di psicologo non abilita però all'esercizio della Psicoterapia; il ruolo professionale di Psicoterapeuta è aperto a psicologi e medici, che abbiano conseguito requisiti formativi supplementari (specializzazione post-lauream quadriennale, in una scuola pubblica o privata riconosciuta dal MIUR, e conseguente "annotazione" sull'Albo).

Allo stato attuale (dicembre 2017) in Italia sono presenti oltre 105.000 psicologi, nella quasi totalità iscritti alla Sezione A dell'Albo[6].

Sovrapposizioni da parte di altre professioni[modifica | modifica wikitesto]

Le possibili sovrapposizioni riguardano soprattutto il counselor, le cui competenze ed eventuale riconoscimento pubblicistico dipendono dalla legislazione delle varie nazioni.

In Italia il counselor è figura di natura privatistica, non corrispondente a percorsi universitari, non ordinistica e priva di univoca formazione (non è necessaria laurea); il parere del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, anche sulla base di Sentenze di Cassazione, è che il "counseling" esercitato da non psicologi rischi di sovrapporsi indebitamente agli atti professionali tipici e riservati agli Psicologi[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN: (ENsh85108453 · GND: (DE4047701-0 · BNF: (FRcb11932673t (data)
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