Stefano Bonaccini

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Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini 2019 (cropped).jpg

Presidente della Regione Emilia-Romagna
In carica
Inizio mandato 22 dicembre 2014[1]
Predecessore Vasco Errani

Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
In carica
Inizio mandato 17 dicembre 2015
Predecessore Sergio Chiamparino

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio diploma di liceo scientifico
Professione politico

Stefano Bonaccini (Campogalliano, 1º gennaio 1967) è un politico italiano, presidente della Regione Emilia-Romagna dal 22 dicembre 2014. Nonostante abbia iniziato la sua carriera politica nel Partito Democratico di Sinistra post comunista, ha successivamente assunto posizioni più socialdemocratiche e social liberali, diventando uno dei principali rappresentanti dell'ala riformista del PD[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato e cresciuto a Campogalliano[3], in provincia di Modena, in una famiglia borghese. Suo padre era un camionista, mentre sua madre lavorava in fabbrica.[4] È sposato con Sandra Notari, piccola imprenditrice modenese. Si sono incontrati la prima volta durante un incontro tra il consiglio comunale di Modena, di cui Bonaccini ha ricoperto l'incarico di assessore, e gli imprenditori locali[5]. La coppia ha due figlie: Maria Vittoria e Virginia.[6] Fino a 39 anni ha giocato come attaccante in molte squadre di calcio locali.[7] È un convinto sostenitore della Juventus FC e della Modena Volley.[8]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, s'accosta alla politica sul finire degli anni ottanta tramite la militanza nei movimenti per la pace[9]. Nel 1990 è nominato, nelle file del Partito Democratico della Sinistra, assessore alle politiche giovanili, alla cultura, allo sport e al tempo libero nel proprio comune di nascita. Nel 1993 ricoprire la carica di segretario provinciale della Sinistra giovanile, l'organizzazione giovanile del PDS, per due anni, fino al 1995.

Nel 1995 viene eletto segretario del PDS della città di Modena[10], mentre dal 1999 al 2006 ricopre il ruolo d'assessore al comune di Modena con delega ai lavori pubblici, al patrimonio culturale e al centro storico della città[11]. Dal 2005 è coordinatore della scuola di formazione politica "PensarEuropeo".

Nel 2007 è eletto segretario provinciale della sezione modenese del neonato Partito Democratico e alle elezioni amministrative del 2009 viene eletto consigliere comunale a Modena[12]. Nello stesso anno, dopo il successo alle primarie, diventa segretario del Partito Democratico in Emilia-Romagna, quale espressione locale della "mozione Bersani", prevalendo sui contendenti Mariangela Bastico e Thomas Casadei, aderenti rispettivamente alla "mozione Franceschini" ed alla "mozione Marino"[13].

Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Alle Elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2010 viene eletto consigliere regionale all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Durante la legislatura è diventato uno dei più stretti consiglieri del governatore in carica Vasco Errani, che governava la regione dal 1999. In questi anni Bonaccini è stato ampiamente considerato come uno dei più probabili successori di Errani.

Dopo aver sostenuto Pier Luigi Bersani contro Matteo Renzi alle primarie della coalizione Italia. Bene Comune del 2012, diviene sostenitore però di quest'ultimo in occasione delle primarie del PD dell'anno seguente, che vedranno prevalere Renzi per un ampio margine. Dopo la vittoria, il 10 dicembre del 2013, è nominato responsabile nazionale Enti Locali nella segreteria nazionale del Partito Democratico.

Presidente della Regione Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

La corsa alla presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2014.

A seguito della convocazione anticipata delle elezioni regionali in Emilia-Romagna per il 23 novembre del 2014, dovuta alle dimissioni dello storico presidente Vasco Errani, indagato nel processo Terremerse (da cui ne uscirà assolto), Bonaccini decide di correre alle primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato a governatore della regione, contro il deputato ed ex presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna Matteo Richetti e l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani. Il 9 settembre, Richetti si ritira a sorpresa dalla competizione, a seguito della diffusione della notizia dell'indagine a suo carico per peculato sull'uso dell'autovettura di servizio all'epoca in cui era presidente del consiglio regionale.

Anche a Bonaccini la Procura della Repubblica contesta il reato di peculato nell'inchiesta "spese pazze", facendo così venire meno i presupposti per le primarie e consentendo una convergenza su un unico candidato forte. Bonaccini tuttavia, ribadendo la correttezza del suo operato, chiede e ottiene di poter chiarire, in tempi ravvicinati, la sua posizione in Procura, la quale, dopo averlo ascoltato, chiede l'archiviazione del procedimento. Immediatamente dopo annuncia l'intenzione di voler continuare a correre per le primarie. Il 27 settembre vince dunque le primarie del centrosinistra contro Roberto Balzani, ottenendo il 60,9% dei voti (contro il 39,1% del rivale), pur con un'affluenza di soli 58 000 votanti (meno dei soli iscritti al PD di tutta la regione)[14].

Alla tornata elettorale del successivo 23 novembre, che è stata la votazione regionale emiliana con la più bassa affluenza di sempre (essendosi recati alle urne solo il 37% degli aventi diritto), Bonaccini ottiene il 49% dei voti, sconfiggendo i candidati del centro-destra Alan Fabbri e del Movimento 5 Stelle Giulia Gibertoni, venendo così eletto presidente dell'Emilia-Romagna[15].

Primo mandato[modifica | modifica wikitesto]

Bonaccini nel 2016

Dal 2014, il suo governo regionale ha tagliato le liste di attesa per i pazienti e gli esami in sanità e ha aperto molte "case di cura" per la medicina di prossimità. Inoltre l'Emilia-Romagna è stata la prima regione in Italia ad abolire il cosiddetto superticket e ha avviato una drastica riduzione delle tariffe per i nidi.[16]

Il 20 luglio 2015 Bonaccini ha firmato il cosiddetto "Patto per il lavoro", un accordo tra governo regionale, sindacati e imprenditori, per rilanciare l'occupazione nella regione. Il Patto ha stanziato, in quasi cinque anni, più di 22 miliardi di euro.[17]

Il 17 dicembre 2015 Bonaccini diventa presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, organismo di coordinamento politico e confronto fra i presidenti delle giunte regionali e delle province autonome, in sostituzione del presidente piemontese Sergio Chiamparino, dimessosi poche settimane prima[18]. In questo ruolo ha collaborato con tutti i governi nazionali che si sono succeduti da Renzi in poi. Nel 2017 diventa il primo esponente politico italiano ad essere nominato presidente del CEMR, il Consiglio delle città e delle regioni d’Europa, organismo che rappresenta oltre centomila autorità locali e regionali europee.[19]

Nel 2017 e nel 2018 il governo Bonaccini ha attuato una politica volta ad aumentare l'autonomia politica e fiscale dell'Emilia-Romagna[20]. Bonaccini ha dichiarato: "Abbiamo attivato il percorso verso una maggiore autonomia regionale per affrontare al meglio le sfide del cambiamento. Vogliamo un'autonomia che rispetti la Costituzione, l'unità nazionale e la solidarietà tra i territori, che sono principi per noi assolutamente inviolabili, ma capaci di migliorare le relazioni tra amministrazione centrale e autonomie locali. Serve soprattutto un'autonomia per rafforzare la pianificazione degli investimenti, snellire e semplificare le procedure, per rendere i nostri servizi per i cittadini e le imprese ancora più efficienti ed efficaci".[21]

Durante il suo primo mandato, l'Emilia-Romagna visse un periodo di prosperità economica. La disoccupazione è scesa dal 9% nel 2014 al 4,8% nel 2019, mentre il tasso di occupazione è salito al 71%, il più alto del paese[22]. La regione è stata anche la prima in Italia per crescita del PIL dal 2014 al 2019[23] e la prima regione per esportazione "pro capite".[24]

Secondo mandato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020.
Bonaccini durante un comizio elettorale a Bologna

Si ricandida a presidente nel 2019, alla scadenza del proprio mandato, sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra[25] formata, oltre che dal suo partito il PD, da: Liberi e Uguali, Europa Verde, +Europa e la lista civica "Bonaccini Presidente", che comprende, tra gli altri, membri di Italia Viva di Matteo Renzi, di Azione di Carlo Calenda e Italia in Comune di Federico Pizzarotti[26][27]. Nonostante l'Emilia-Romagna sia sempre stata considerata una delle "regioni rosse" - roccaforte dei partiti di sinistra dalla fine della seconda guerra mondiale - a causa dell'ondata delle destra sovraniste nel paese, le elezioni regionali del 2020 sono state considerate come il primo competitivo nella storia della regione.[28]

Durante la campagna elettorale, dove il suo principale avversario era Lucia Borgonzoni, senatrice ed ex sottosegretario ai beni e le attività culturali leghista nel governo Conte I[29], appoggiata da: Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Cambiamo! di Giovanni Toti assieme a Il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi[30], Bonaccini ha rivendicato i risultati raggiunti dalla sua amministrazione (tra cui il "Patto per il lavoro" del 2015)[31], e ha proposto quattro punti prioritari riassunti nello slogan "Un passo avanti": creare asili gratuiti per tutti i bambini nella regione, per abbattere le liste di attesa per interventi sanitari e tempi di accesso al pronto soccorso, per effettuare interventi di manutenzione preventiva e messa in sicurezza del territorio regionale, e per ridurre il fenomeno dei NEET.[32]

La campagna elettorale è stata caratterizzata da una massiccia presenza del leader leghista Matteo Salvini, che puntava a vincere in Emilia-Romagna per far cadere il governo Conte II. Tuttavia, la sua campagna ha portato alla nascita del movimento delle sardine, un movimento di base politico[33], che ha organizzato una serie di manifestazioni pacifiche per protestare contro l'ondata sovranista nel paese e, più specificamente, contro la politica retorica di Salvini.[34]

Alle regionali del 26 gennaio del 2020 viene riconfermato per un secondo mandato, ottenendo il 51,4% dei voti contro il 43,6% della sua principale avversaria del centro-destra Borgonzoni[35].

Nell'agosto dello stesso anno, a distanza di poche settimane dal referendum costituzionale sul taglio del numero di parlamentari legato alla riforma avviata dal governo Conte I - costituito dalla Lega assieme al Movimento 5 Stelle - e concluso dal governo Conte II - guidato dalla coalizione tra M5S e Partito Democratico - [36], Bonaccini annuncia il suo voto favorevole, affermando che «È da 30 anni che il centrosinistra propone di ridurre il numero dei parlamentari»[37].

Pandemia di COVID-19[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 marzo 2020, quando il suo assessore regionale alla salute, Raffaele Donini, è stato dichiarato positivo al COVID-19[38], Bonaccini ha nominato Sergio Venturi come commissario straordinario per l'emergenza[39]. Venturi è stato assessore regionale alla salute dell'Emilia-Romagna dal 2014 al 2020.[40]

Il 9 marzo 2020, il governo sotto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha imposto una quarantena nazionale, limitando i movimenti della popolazione tranne che per necessità, lavoro e condizioni di salute in tutto il paese. Il 16 marzo Bonaccini impone una quarantena rafforzata al comune di Medicina, per l'alto numero dei contagi; alle persone non era permesso entrare o uscire dalla città per nessun motivo[41]. Il 21 marzo ha chiuso i supermercati durante i fine settimana[42]. Il 18 maggio, il blocco è ufficialmente terminato.[43]

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 novembre 2013, al termine del procedimento con rito abbreviato dinanzi al GUP, è assolto dall'accusa di abuso d'ufficio, reato ipotizzato dalla Procura di Modena a carico di Bonaccini (all'epoca dei fatti assessore) e di altri politici e dirigenti comunali modenesi coinvolti nella cosiddetta inchiesta "Chioscopoli"[44], sulla gestione di un chiosco nel parco cittadino "Ferrari"[45].

Il 9 settembre 2014, su richiesta formulata ex art. 335 c.p.p.[46], risulta indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle cosiddette "spese pazze" dei gruppi consiliari emiliano-romagnoli. In relazione agli addebiti contestati (in totale circa 4 000 euro di spese per rimborsi chilometrici e buoni pasto) fornisce dichiarazioni spontanee dinanzi ai magistrati inquirenti. Il 24 settembre la Procura della Repubblica di Bologna chiede l'archiviazione del procedimento[47]. Al momento delle elezioni tuttavia il Giudice per le Indagini Preliminari non si era ancora espresso sulla richiesta di archiviazione[48]. Il 4 febbraio 2015 il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura di archiviare definitivamente la posizione di Bonaccini[49].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo mandato dal 28 febbraio 2020.
  2. ^ Giorgio Tonini, Unire i riformisti italiani: il nuovo inizio di Bonaccini, su LibertàEguale, 2 febbraio 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  3. ^ Bonaccini Stefano, su assemblea.emr.it. URL consultato il 19 ottobre 2020.
  4. ^ Ritratto prima della tempesta | Stefano Bonaccini, un attaccante che gioca in difesa (e che se vince vince da solo), su Linkiesta.it, 25 gennaio 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  5. ^ Roberto Grimaldi, La Lady con la passione per la moda: intervista alla moglie di Bonaccini, su il Resto del Carlino, 1412147020776. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  6. ^ Chi sono, su Stefano Bonaccini. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  7. ^ Elezioni Emilia Romagna, Bonaccini: «Entro un mese la giunta. E da Romavoglio l’autonomia», su Corriere di Bologna, 28 gennaio 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  8. ^ L'attesa del governatore. Volley e Juventus con famiglia e amici Lo sport è l’antistress per Bonaccini , su Gazzetta di Modena, 27 gennaio 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  9. ^ Bonaccini Stefano Archiviato il 18 gennaio 2017 in Internet Archive., Gruppo assembleare PD.
  10. ^ Daniele Sforza, Stefano Bonaccini: moglie, programma e biografia. Chi è il Presidente, su Termometro Politico, 16 dicembre 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  11. ^ Chi è Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, su timgate.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  12. ^ Fascicolo di documentazione biografico-patrimoniale del consigliere Bonaccini (anno 2013). Fonte: Sito dell'Assemblea Regionale dell'Emilia Romagna, su assemblea.emr.it. URL consultato il 21 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  13. ^ Pd, le urne premiano Bonaccini. Vince con il 50,8% dei voti. Fonte: La Repubblica, edizione di Bologna, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 21 novembre 2014 (archiviato il 2 dicembre 2014).
  14. ^ "Emilia-Romagna, primarie flop. Trionfa Bonaccini col 60,9%", su IlrestodelCarlino.it, 28 settembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014 (archiviato il 29 novembre 2014).
  15. ^ Emilia Romagna, Bonaccini presidente. Ma vota solo un emiliano su tre Fonte:La Repubblica, edizione di Bologna, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 24 novembre 2014 (archiviato il 26 gennaio 2015).
  16. ^ Emilia Romagna. Bonaccini: “Eliminato superticket con lotta agli sprechi, siamo gli unici in Italia ad averlo fatto” - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  17. ^ Patto per il lavoro. Oltre 22 miliardi investiti per far ripartire l’Emilia-Romagna, su Formazione e lavoro. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  18. ^ Bonaccini eletto presidente della conferenza delle Regioni, su la Repubblica, 17 dicembre 2015. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  19. ^ CCRE : CEMR presidency, su www.ccre.org. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  20. ^ Autonomia, la via dell'Emilia Romagna che ha bruciato Lombardia e Veneto. Senza spendere milioni per il referendum, su Il Fatto Quotidiano, 24 ottobre 2017. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  21. ^ Cosa ho fatto, su Stefano Bonaccini. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  22. ^ Numeri record per l'Emilia-Romagna: disoccupazione scesa al 4,8% e tasso di occupazione al 71,3%, il più alto nel Paese, su Regione Emilia-Romagna. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  23. ^ L'Emilia-Romagna è la regione che cresce di più nel 2019 - Emilia-Romagna, su Agenzia ANSA, 17 dicembre 2019. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  24. ^ Emilia Romagna prima in Italia per export pro capite, su Reggionline - Quotidianionline - Telereggio - Trc - TRM, 28 agosto 2017. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  25. ^ Bonaccini disponibile a un secondo mandato, su settesere.it. URL consultato il 6 ottobre 2019 (archiviato il 21 settembre 2019).
  26. ^ Bonaccini si candida per secondo mandato, su 24Emilia, 28 giugno 2018. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  27. ^ I passi di Bonaccini, su www.ilfoglio.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  28. ^ PAOLO GIACOMIN, L'Emilia contendibile. Ma i grillini saranno l'ago della bilancia, su QuotidianoNet, 1572770434570. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  29. ^ FEDERICO DEL PRETE, Elezioni Emilia Romagna 2020, Borgonzoni candidata unica del centrodestra, su il Resto del Carlino, 1570475558381. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  30. ^ Regionali, Borgonzoni: la leghista verso l'appoggio del centrodestra, su BolognaToday. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  31. ^ Cosa ho fatto, su Stefano Bonaccini. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  32. ^ Emilia-Romagna, su Stefano Bonaccini. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  33. ^ Le parole della neopolitica - Sardine | Treccani, il portale del sapere, su www.treccani.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  34. ^ (EN) Jason Horowitz, Italy’s New ‘Sardines’ Movement Packs Piazzas to Protest Far-Right Leader (Published 2019), in The New York Times, 14 dicembre 2019. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  35. ^ Elezioni Regione Emilia Romagna 2020: risultati, candidati, percentuali, su www.corriere.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  36. ^ Andrea Muratore, La democrazia non è un costo, Osservatorio Globalizzazione, 18 febbraio 2020
  37. ^ Taglio parlamentari, il governatore Pd Bonaccini annuncia il suo sì: "È da 30 anni che il centrosinistra propone di ridurli". Orfini: "Partito si schieri per il No", su Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2020. URL consultato il 29 agosto 2020.
  38. ^ Coronavirus, i contagi sono 3089: 107 morti, 295 in terapia intensiva, 276 guariti. Confermato stop lezioni in scuole e università. Conte firma il decreto: "All'Ue chiederemo tutta la flessibilità necessaria", su Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  39. ^ Coronavirus Venturi, commissario per l’emergenza: «La socialità deve prendersi una pausa», su Gazzetta di Modena, 6 marzo 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  40. ^ Coronavirus, l'assessore alla Salute, Sergio Venturi: "Dall'Emilia-Romagna il massimo impegno per contrastare il virus", su Salute. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  41. ^ Coronavirus, Medicina è zona rossa, vietato entrare e uscire, su la Repubblica, 16 marzo 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  42. ^ Coronavirus, in Emilia-Romagna supermercati chiusi di domenica - Emilia-Romagna, su Agenzia ANSA, 21 marzo 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  43. ^ (IT) La Fase 2: ecco come l'Italia ripartirà il 18 maggio, su rainews. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  44. ^ Stefano Santachiara, Abuso d’ufficio e turbativa d’asta, chiesto il rinvio a giudizio per Stefano Bonaccini, ilfattoquotidiano.it, 14 maggio 2013. URL consultato il 4 giugno 2019 (archiviato il 4 giugno 2019).
  45. ^ "Chioscopoli, assolti Bonaccini e Marino". Fonte: Gazzetta di Modena, su gazzettadimodena.gelocal.it. URL consultato il 21 novembre 2014 (archiviato il 29 novembre 2014).
  46. ^ Emilia-Romagna, Richetti e Bonaccini indagati per le spese in Regione con altri sei, in Il Messaggero (archiviato il 29 novembre 2014).
  47. ^ Rimborsi, chiesta l'archiviazione per Bonaccini (archiviato il 29 novembre 2014).
  48. ^ Bonaccini: attendo sereno scelta gip su archiviazione, in Contattonews.it, 24 novembre 2014. URL consultato il 26 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  49. ^ "Spese pazze" in Regione, archiviazione per Bonaccini, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 18 agosto 2015 (archiviato il 4 marzo 2016).

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