Stefano Bonaccini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini 2019.jpg

Presidente della Regione Emilia-Romagna
In carica
Inizio mandato 22 dicembre 2014
Predecessore Vasco Errani

Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Durata mandato 17 dicembre 2015 –
9 aprile 2021
Predecessore Sergio Chiamparino
Successore Massimiliano Fedriga

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PCI (fino al 1991)[1]
PDS (1991-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Diploma di liceo scientifico
Professione Politico

Stefano Bonaccini (Campogalliano, 1º gennaio 1967) è un politico italiano, presidente della Regione Emilia-Romagna dal 22 dicembre 2014.

Nonostante Bonaccini abbia iniziato la sua carriera politica nel post-comunista Partito Democratico della Sinistra, ha in seguito assunto posizioni più centriste e social liberali, diventando uno dei principali rappresentanti dell'ala liberale del Partito Democratico.[2][3][4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato e cresciuto a Campogalliano[5], in provincia di Modena, figlio di un camionista e di un'operaia, entrambi iscritti al PCI[6]. È sposato con Sandra Notari, piccola imprenditrice modenese, conosciuta proprio in occasione d'un incontro tra il consiglio comunale di Modena, di cui Bonaccini all'epoca ricopriva appunto la carica di assessore, e gli imprenditori cittadini[7], e con la quale ha avuto due figlie: Maria Vittoria e Virginia.[8]

Appassionato di cinema e letteratura[9], fino all'età di 39 anni ha giocato in qualità d'attaccante presso molte squadre di calcio locali.[10] È un tifoso appassionato del Modena FC, della Juventus e della Modena Volley.[11]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi diplomato al liceo scientifico, s'accosta alla politica sul finire degli anni ottanta militando nei locali movimenti per la pace[12].

Nel 1990 viene nominato assessore, in seno al Partito Democratico della Sinistra (PDS), alle politiche giovanili, alla cultura, allo sport e al tempo libero presso il proprio comune di nascita[9]. Dal 1993 al 1995 ricopre la carica di segretario provinciale della Sinistra giovanile, l'organizzazione giovanile del PDS.[9]

Nel 1995 viene eletto segretario della sezione comunale modenese del PDS[9][13], mentre dal 1999 al 2006 ricopre il ruolo di assessore al comune di Modena con delega ai lavori pubblici, al patrimonio culturale e al centro storico della città[9][14]. Dal 2005 è coordinatore della scuola di formazione politica "PensarEuropeo".[9]

Nel 2007 aderisce al neonato Partito Democratico (PD), venendo eletto segretario provinciale della sezione modenese del PD[9], e alle elezioni amministrative del 2009 viene eletto consigliere comunale a Modena, incarico che mantiene fino al 10 maggio 2010[15]. Nello stesso anno, dopo il successo alle primarie del PD, diventa segretario regionale del Partito Democratico in Emilia-Romagna, quale espressione locale della "mozione Bersani", prevalendo sui contendenti Mariangela Bastico e Thomas Casadei, aderenti rispettivamente alla "mozione Franceschini" ed alla "mozione Marino"[16].

Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Si candida alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2010, nella mozione del presidente uscente Vasco Errani, venendo eletto nel collegio regionale consigliere regionale nell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Durante la legislatura divenne uno dei più stretti consiglieri del presidente della regione romagnola in carica Errani, che presiedeva la giunta regionale romagnola dal 1999, facendo sì che venisse considerato tra le scelte più ovvie d'avallare per la successione di quest'ultimo.

Dopo aver sostenuto apertamente la mozione di Pier Luigi Bersani contro quella di Matteo Renzi alle primarie della coalizione Italia. Bene Comune del 2012, diventa sostenitore però di quest'ultimo in occasione delle primarie del PD dell'anno seguente[17], dove coordinerà la sua campagna delle primarie che lo vedranno prevalere per un ampio margine del 67,55% di consensi[18]. Dopo la vittoria, il 10 dicembre del 2013, viene nominato responsabile nazionale degli Enti Locali nella segreteria nazionale del Partito Democratico.[18]

Presidente della Regione Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

La corsa alla presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2014.
Bonaccini nel 2016

A seguito della convocazione anticipata delle elezioni regionali in Emilia-Romagna per il 23 novembre del 2014, dovuta alle dimissioni dello storico presidente Vasco Errani, indagato nel processo Terremerse (da cui uscirà assolto), Bonaccini decide di correre alle primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato a governatore della regione, contro il deputato ed ex presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna Matteo Richetti e l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani. Il 9 settembre, Richetti si ritira a sorpresa dalla competizione, a seguito della diffusione della notizia dell'indagine a suo carico per peculato sull'uso dell'autovettura di servizio all'epoca in cui era presidente del consiglio regionale. Anche a Bonaccini la Procura della Repubblica contesta il reato di peculato nell'inchiesta "spese pazze", facendo così venire meno i presupposti per le primarie e consentendo una convergenza su un unico candidato forte. Bonaccini tuttavia, ribadendo la correttezza del suo operato, chiede e ottiene di poter chiarire, in tempi ravvicinati, la sua posizione in Procura, la quale, dopo averlo ascoltato, chiede l'archiviazione del procedimento. Immediatamente dopo annuncia l'intenzione di voler continuare a correre per le primarie. Il 27 settembre vince dunque le primarie del centrosinistra contro Roberto Balzani, ottenendo il 60,9% dei voti (contro il 39,1% del rivale), pur con un'affluenza di soli 58 000 votanti (meno dei soli iscritti al PD di tutta la regione)[19].

Alla tornata elettorale del successivo 23 novembre, che è stata la votazione regionale emiliana con la più bassa affluenza di sempre (essendosi recati alle urne solo il 37% degli aventi diritto), Bonaccini ottiene il 49% dei voti, sconfiggendo i candidati del centro-destra Alan Fabbri e del Movimento 5 Stelle Giulia Gibertoni, venendo così eletto presidente dell'Emilia-Romagna.[20]

Primo mandato[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2014, il suo governo regionale ha tagliato le liste di attesa per i pazienti e gli esami in sanità e ha aperto molte "case di cura" per la medicina di prossimità. Inoltre l'Emilia-Romagna è stata la prima regione in Italia ad abolire il cosiddetto superticket e ha avviato una drastica riduzione delle tariffe per i nidi.[21]

Il 20 luglio 2015 Bonaccini ha firmato il cosiddetto "Patto per il lavoro", un accordo tra governo regionale, sindacati e imprenditori, per rilanciare l'occupazione nella regione. Il Patto ha stanziato, in quasi cinque anni, più di 22 miliardi di euro.[22]

Il 17 dicembre 2015 Bonaccini diventa presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, organismo di coordinamento politico e confronto fra i presidenti delle giunte regionali e delle province autonome, in sostituzione del presidente piemontese Sergio Chiamparino, dimessosi poche settimane prima[23]. In questo ruolo ha collaborato con tutti i governi nazionali che si sono succeduti da Renzi in poi. Nel 2017 diventa il primo esponente politico italiano ad essere nominato presidente del CEMR, il Consiglio delle città e delle regioni d’Europa, organismo che rappresenta oltre centomila autorità locali e regionali europee.[24]

Nel 2017 e nel 2018 il governo Bonaccini ha attuato una politica volta ad aumentare l'autonomia politica e fiscale dell'Emilia-Romagna[25]. Bonaccini ha dichiarato: "Abbiamo attivato il percorso verso una maggiore autonomia regionale per affrontare al meglio le sfide del cambiamento. Vogliamo un'autonomia che rispetti la Costituzione, l'unità nazionale e la solidarietà tra i territori, che sono principi per noi assolutamente inviolabili, ma capaci di migliorare le relazioni tra amministrazione centrale e autonomie locali. Serve soprattutto un'autonomia per rafforzare la pianificazione degli investimenti, snellire e semplificare le procedure, per rendere i nostri servizi per i cittadini e le imprese ancora più efficienti ed efficaci".[26]

Secondo mandato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020.
Bonaccini durante un comizio elettorale a Bologna nel fine 2019

Alla scadenza del primo mandato, nel 2019, Bonaccini si ricandida a presidente della regione Emilia-Romagna, sostenuto nuovamente dalla coalizione di centro-sinistra[27], formata, oltre che dal suo partito, il PD, da Liberi e Uguali, Europa Verde, +Europa e la lista civica "Bonaccini Presidente"[28][29]. Durante la campagna elettorale, dove il suo principale avversario era la candidata del centro-destra Lucia Borgonzoni, senatrice ed ex sottosegretario ai beni e le attività culturali leghista nel governo Conte I[30], Bonaccini ha rivendicato i risultati raggiunti dalla sua amministrazione (tra cui il "Patto per il lavoro" del 2015)[26], e ha proposto quattro punti prioritari riassunti nello slogan "Un passo avanti": creare asili gratuiti per tutti i bambini nella regione, abbattere le liste di attesa per interventi sanitari e tempi di accesso al pronto soccorso, effettuare interventi di manutenzione preventiva e messa in sicurezza del territorio regionale e ridurre il fenomeno dei NEET.[31]

Nonostante l'Emilia-Romagna sia storicamente considerata una regione "rossa", cioè una roccaforte dei partiti di sinistra, l'ondata delle destre sovraniste nel paese ha reso l'esito delle elezioni regionali del 2020 tutt'altro che scontato.[32] La campagna elettorale è stata caratterizzata da una massiccia presenza del leader leghista Matteo Salvini, che puntava a far vincere la Borgonzoni in Emilia-Romagna per far cadere il governo Conte II. L'operato di Salvini ha portato alla nascita del movimento delle sardine, un movimento di attivismo politico di centro-sinistra[33] che ha organizzato una serie di manifestazioni pacifiche per protestare contro l'ondata sovranista e, più specificamente, contro la retorica politica di Salvini.[34]

Alle regionali del 26 gennaio del 2020 Bonaccini viene riconfermato per un secondo mandato, ottenendo il 51,4% dei voti contro il 43,6% della sua principale avversaria Borgonzoni[35]. Nell'agosto dello stesso anno, Bonaccini ha annunciato il suo voto favorevole al referendum costituzionale sul taglio del numero di parlamentari, affermando che «è da 30 anni che il centrosinistra propone di ridurre il numero dei parlamentari»[36].

Pandemia di COVID-19[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 marzo 2020, quando l'assessore regionale alla salute, Raffaele Donini, è risultato positivo al COVID-19[37], Bonaccini ha nominato Sergio Venturi, ex assessore regionale alla salute, come commissario straordinario per l'emergenza[38]. Fra il 16 marzo e il 3 aprile 2020, durante il periodo di vigenza delle misure di confinamento nazionali per far fronte alla pandemia di COVID-19, l'amministrazione regionale ha disposto una quarantena rafforzata nel comune di Medicina, a causa dell'alto numero dei contagi[39][40]. Il 5 aprile 2021 Bonaccini ha ricevuto un pacco di scherno a casa con un messaggio in polemica alla pandemia.[41]

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 novembre 2013, al termine del procedimento con rito abbreviato dinanzi al GUP, è assolto dall'accusa di abuso d'ufficio, reato ipotizzato dalla Procura di Modena a carico di Bonaccini (all'epoca dei fatti assessore) e di altri politici e dirigenti comunali modenesi coinvolti nella cosiddetta inchiesta "Chioscopoli"[42], sulla gestione di un chiosco nel parco cittadino "Ferrari".[43]

Il 9 settembre 2014, su richiesta formulata ex art. 335 c.p.p.[44], risulta indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta sulle cosiddette "spese pazze" dei gruppi consiliari emiliano-romagnoli. In relazione agli addebiti contestati (in totale circa 4 000 euro di spese per rimborsi chilometrici e buoni pasto) fornisce dichiarazioni spontanee dinanzi ai magistrati inquirenti. Il 24 settembre la Procura della Repubblica di Bologna chiede l'archiviazione del procedimento[45]. Al momento delle elezioni tuttavia il Giudice per le Indagini Preliminari non si era ancora espresso sulla richiesta di archiviazione[46]. Il 4 febbraio 2015 il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura di archiviare definitivamente la posizione di Bonaccini.[47]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marianna Rizzini, Quel gran pezzo del Bonaccini, 2 Dicembre 2019. URL consultato il 30 Marzo 2021.
  2. ^ Giorgio Tonini, Unire i riformisti italiani: il nuovo inizio di Bonaccini, su LibertàEguale, 2 febbraio 2020. URL consultato il 12 agosto 2021.
  3. ^ Sondaggio presidenti di Regione più apprezzati: Stefano Bonaccini sul podio, su BolognaToday. URL consultato il 12 agosto 2021.
  4. ^ Regionali, Bonaccini: "Ripercussioni del voto sulla segreteria Pd? Si vedrà". E intanto fa campagna in Toscana, sempre più come leader nazionale, su la Repubblica, 5 settembre 2020. URL consultato il 12 agosto 2021.
  5. ^ Bonaccini Stefano, su assemblea.emr.it. URL consultato il 19 ottobre 2020.
  6. ^ Andrea Radic, A tavola con... Stefano Bonaccini, su Repubblica.it, 13 dicembre 2018. URL consultato il 18 gennaio 2021.
  7. ^ Roberto Grimaldi, La Lady con la passione per la moda: intervista alla moglie di Bonaccini, su il Resto del Carlino, 1412147020776. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  8. ^ Chi sono, su Stefano Bonaccini. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  9. ^ a b c d e f g Stefano Bonaccini - Partito Democratico, su partitodemocratico.it.
  10. ^ Elezioni Emilia Romagna, Bonaccini: «Entro un mese la giunta. E da Romavoglio l’autonomia», su Corriere di Bologna, 28 gennaio 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  11. ^ L'attesa del governatore. Volley e Juventus con famiglia e amici Lo sport è l’antistress per Bonaccini , su Gazzetta di Modena, 27 gennaio 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  12. ^ Bonaccini Stefano Archiviato il 18 gennaio 2017 in Internet Archive., Gruppo assembleare PD.
  13. ^ Daniele Sforza, Stefano Bonaccini: moglie, programma e biografia. Chi è il Presidente, su Termometro Politico, 16 dicembre 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  14. ^ Chi è Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, su timgate.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  15. ^ Fascicolo di documentazione biografico-patrimoniale del consigliere Bonaccini (anno 2013). Fonte: Sito dell'Assemblea Regionale dell'Emilia Romagna, su assemblea.emr.it. URL consultato il 21 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  16. ^ Pd, le urne premiano Bonaccini. Vince con il 50,8% dei voti. Fonte: La Repubblica, edizione di Bologna, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 21 novembre 2014 (archiviato il 2 dicembre 2014).
  17. ^ Da fedelissimi di Bersani a renziani convinti: il "salto" dei dirigenti Pd emiliani, su Il Fatto Quotidiano, 30 agosto 2013. URL consultato il 17 agosto 2021.
  18. ^ a b Chi c'è nel nuovo Pd: con Renzi la carica dei 40enni, su la Repubblica, 9 dicembre 2013. URL consultato il 12 agosto 2021.
  19. ^ "Emilia-Romagna, primarie flop. Trionfa Bonaccini col 60,9%", su IlrestodelCarlino.it, 28 settembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2014 (archiviato il 29 novembre 2014).
  20. ^ Emilia Romagna, Bonaccini presidente. Ma vota solo un emiliano su tre Fonte:La Repubblica, edizione di Bologna, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 24 novembre 2014 (archiviato il 26 gennaio 2015).
  21. ^ Emilia Romagna. Bonaccini: “Eliminato superticket con lotta agli sprechi, siamo gli unici in Italia ad averlo fatto” - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  22. ^ Patto per il lavoro. Oltre 22 miliardi investiti per far ripartire l’Emilia-Romagna, su Formazione e lavoro. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  23. ^ Bonaccini eletto presidente della conferenza delle Regioni, su la Repubblica, 17 dicembre 2015. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  24. ^ CCRE : CEMR presidency, su www.ccre.org. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  25. ^ Autonomia, la via dell'Emilia Romagna che ha bruciato Lombardia e Veneto. Senza spendere milioni per il referendum, su Il Fatto Quotidiano, 24 ottobre 2017. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  26. ^ a b Cosa ho fatto, su Stefano Bonaccini. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  27. ^ Bonaccini disponibile a un secondo mandato, su settesere.it. URL consultato il 6 ottobre 2019 (archiviato il 21 settembre 2019).
  28. ^ Bonaccini si candida per secondo mandato, su 24Emilia, 28 giugno 2018. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  29. ^ I passi di Bonaccini, su www.ilfoglio.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  30. ^ FEDERICO DEL PRETE, Elezioni Emilia Romagna 2020, Borgonzoni candidata unica del centrodestra, su il Resto del Carlino, 1570475558381. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  31. ^ Emilia-Romagna, su Stefano Bonaccini. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  32. ^ PAOLO GIACOMIN, L'Emilia contendibile. Ma i grillini saranno l'ago della bilancia, su QuotidianoNet, 1572770434570. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  33. ^ Le parole della neopolitica - Sardine | Treccani, il portale del sapere, su www.treccani.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  34. ^ (EN) Jason Horowitz, Italy’s New ‘Sardines’ Movement Packs Piazzas to Protest Far-Right Leader (Published 2019), in The New York Times, 14 dicembre 2019. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  35. ^ Elezioni Regione Emilia Romagna 2020: risultati, candidati, percentuali, su www.corriere.it. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  36. ^ Taglio parlamentari, il governatore Pd Bonaccini annuncia il suo sì: "È da 30 anni che il centrosinistra propone di ridurli". Orfini: "Partito si schieri per il No", su Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2020. URL consultato il 29 agosto 2020.
  37. ^ Coronavirus, i contagi sono 3089: 107 morti, 295 in terapia intensiva, 276 guariti. Confermato stop lezioni in scuole e università. Conte firma il decreto: "All'Ue chiederemo tutta la flessibilità necessaria", su Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  38. ^ Coronavirus Venturi, commissario per l’emergenza: «La socialità deve prendersi una pausa», su Gazzetta di Modena, 6 marzo 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  39. ^ Coronavirus, Medicina è zona rossa, vietato entrare e uscire, su la Repubblica, 16 marzo 2020. URL consultato il 16 dicembre 2020.
  40. ^ Medicina ex zona rossa: al cimitero il ricordo dei deceduti per covid, su BolognaToday, 19 luglio 2020. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  41. ^ Un pacco con scritto "frode Covid", su Il Fatto Quotidiano, 5 aprile 2021. URL consultato il 5 aprile 2021.
  42. ^ Stefano Santachiara, Abuso d’ufficio e turbativa d’asta, chiesto il rinvio a giudizio per Stefano Bonaccini, ilfattoquotidiano.it, 14 maggio 2013. URL consultato il 4 giugno 2019 (archiviato il 4 giugno 2019).
  43. ^ "Chioscopoli, assolti Bonaccini e Marino". Fonte: Gazzetta di Modena, su gazzettadimodena.gelocal.it. URL consultato il 21 novembre 2014 (archiviato il 29 novembre 2014).
  44. ^ Emilia-Romagna, Richetti e Bonaccini indagati per le spese in Regione con altri sei, in Il Messaggero (archiviato il 29 novembre 2014).
  45. ^ Rimborsi, chiesta l'archiviazione per Bonaccini (archiviato il 29 novembre 2014).
  46. ^ Bonaccini: attendo sereno scelta gip su archiviazione, in Contattonews.it, 24 novembre 2014. URL consultato il 26 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  47. ^ "Spese pazze" in Regione, archiviazione per Bonaccini, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 18 agosto 2015 (archiviato il 4 marzo 2016).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Regione Emilia-Romagna Successore Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg
Vasco Errani dal 22 dicembre 2014 in carica
Predecessore Segretario regionale del PD Emilia-Romagna Successore Partito Democratico Italy.svg
Salvatore Caronna 25 ottobre 2009 - 23 maggio 2015 Paolo Calvano