Lorenzo Guerini

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Lorenzo Guerini
Lorenzo Guerini daticamera 2018.jpg

Presidente del COPASIR
In carica
Inizio mandato 18 luglio 2018
Predecessore Giacomo Stucchi

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Coalizione Italia. Bene Comune (XVII)
centro-sinistra (XVIII)
Circoscrizione Lombardia 3 (XVII)
Lombardia 4 (XVIII)
Sito istituzionale

Sindaco di Lodi
Durata mandato 7 aprile 2005 –
31 dicembre 2012
Predecessore Aurelio Ferrari
Successore Simone Uggetti

Presidente della Provincia di Lodi
Durata mandato 8 maggio 1995 –
28 giugno 2004
Predecessore carica inesistente
Successore Lino Osvaldo Felissari

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio laurea in scienze politiche
Università Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
Professione consulente assicurativo

Lorenzo Guerini (Lodi, 21 novembre 1966) è un politico italiano, deputato del Partito Democratico.

Esponente di estrazione democristiana, è stato presidente della Provincia di Lodi dal 1995 al 2004 e sindaco di Lodi dal 2005 al 2012, in entrambi i casi alla guida di ampie coalizioni di centro-sinistra[1][2][3]. Eletto deputato nella XVII e XVIII legislatura, ha ricoperto gli incarichi di portavoce, vicesegretario e coordinatore del PD[1][4][5].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Guerini intraprese la carriera politica agli inizi degli anni novanta nelle file della Democrazia Cristiana: eletto per due volte consigliere comunale a Lodi, svolse anche le funzioni di assessore ai servizi sociali[1]. Nel 1994 fu prescelto quale coordinatore locale del costituendo Partito Popolare Italiano[1].

Nel maggio del 1995 fu eletto – dopo il turno di ballottaggio – primo presidente della Provincia di Lodi in rappresentanza di una coalizione di centro-sinistra, diventando all'età di 28 anni il più giovane presidente di provincia in Italia[1]. Nel giugno del 1999 fu confermato dagli elettori per un secondo mandato, nel corso del quale – a seguito dello scioglimento del Partito Popolare Italiano – aderì alla Margherita, di cui è stato dirigente nazionale[1].

Nell'aprile del 2005 fu eletto sindaco di Lodi per il centro-sinistra, ottenendo al primo turno il 54,1% dei voti validi[2]; è stato inoltre presidente della sezione lombarda dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani fra il 2005 e il 2010[1]. Insieme alla maggioranza degli esponenti della Margherita, nel 2007 entrò a far parte del Partito Democratico[1]. Nel marzo del 2010 fu nuovamente eletto alla guida dell'amministrazione comunale dopo il primo turno di votazione, con il 53,7% dei suffragi[3]; durante la sua esperienza da sindaco godette di un consenso popolare ampio e diffuso[1]. Guerini rassegnò le dimissioni dall'incarico il 31 dicembre 2012, a metà del secondo mandato, al fine di presentare la propria candidatura alle imminenti elezioni politiche del febbraio 2013, nel rispetto delle condizioni di eleggibilità[6].

Dopo aver vinto le apposite primarie organizzate dal Partito Democratico su base provinciale[7], fu inserito nella lista dei candidati per la circoscrizione Lombardia 3 della Camera dei deputati, risultando infine eletto all'assemblea di Palazzo Montecitorio[8]. Il 9 dicembre 2013 fu nominato membro della segreteria nazionale del partito, con il ruolo di portavoce[1][9]; nel febbraio del 2014 affiancò il presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi e il ministro uscente Graziano Delrio nello svolgimento delle consultazioni istituzionali per la formazione del nuovo governo[10][11]. Il 14 giugno 2014 l'assemblea nazionale del PD approvò la sua designazione a vicesegretario in coppia con Debora Serracchiani[4]; entrambi cessarono dal mandato il 7 maggio 2017, sostituiti dal ministro Maurizio Martina[12]. L'ex sindaco di Lodi mantenne tuttavia un incarico in seno alla dirigenza del partito, diventando coordinatore della segreteria nazionale[5][13]. Alle elezioni politiche del 2018 fu rieletto deputato.

Il 18 luglio 2018 viene eletto presidente del COPASIR.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 2007[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Gabriella Colarusso, Lorenzo Guerini, il braccio destro di Matteo Renzi, in Lettera 43, 28 gennaio 2014. URL consultato il 10 ottobre 2017 (archiviato il 16 febbraio 2014).
  2. ^ a b Andrea Biglia, Guerini (Unione) subito eletto: "Combatterò lo smog", in Corriere della Sera, 6 aprile 2005, p. 52.
  3. ^ a b Caterina Belloni, La roccaforte rossa respinge l'assalto del Carroccio, in Corriere della Sera, 31 marzo 2010, p. 8.
  4. ^ a b Il racconto dell'assemblea del Pd. Renzi: «Nessun senatore ci ricatti sulle riforme», in Europa, 14 giugno 2014. URL consultato il 14 giugno 2014 (archiviato il 14 giugno 2014).
  5. ^ a b Lorenzo Guerini, Partito Democratico. URL consultato il 13 ottobre 2017 (archiviato il 27 giugno 2017).
  6. ^ Matteo Brunello, Il sindaco dà le dimissioni dal Broletto, in Il Cittadino, 2 gennaio 2013, p. 7.
  7. ^ Laura De Benedetti, Lodi, l'exploit di Guerini. Il sindaco piace a tutti, in Il Giorno, 31 dicembre 2012 (archiviato l'11 ottobre 2017).
  8. ^ Scheda del deputato Guerini Lorenzo, Camera dei deputati. URL consultato l'11 ottobre 2017 (archiviato il 10 dicembre 2013).
  9. ^ Matteo Brunello, Lorenzo Guerini portavoce di Renzi, in Il Cittadino, 10 dicembre 2013, p. 11.
  10. ^ Governo Renzi, Delrio: «Pronti entro fine settimana». Alfano: «Ok alla stessa maggioranza che ha sostenuto Letta», in Il Sole 24 ORE, 18 febbraio 2014. URL consultato il 20 febbraio 2014 (archiviato il 20 febbraio 2014).
  11. ^ Alberto Belloni, Faccia a faccia con i big per il lodigiano Guerini, in Il Cittadino, 20 febbraio 2014, p. 3.
  12. ^ Mariolina Sesto, Maurizio Martina, la lunga ascesa del ministro «invisibile», in Il Sole 24 ORE, 8 maggio 2017. URL consultato il 9 maggio 2017 (archiviato il 9 maggio 2017).
  13. ^ Pd, la nuova segreteria Renzi: dall'ex amico ritrovato Richetti alla sindaca di Lampedusa Nicolini e alla lettiana Rizzo, in Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2017. URL consultato il 13 ottobre 2017 (archiviato il 2 agosto 2017).
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, su quirinale.it. URL consultato il 25 ottobre 2017 (archiviato il 25 ottobre 2017).

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