Lucia Borgonzoni

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Lucia Borgonzoni
Borgonzoni Lucia.jpg

Sottosegretario di Stato al Ministero per i beni e le attività culturali
Durata mandato 13 giugno 2018 –
5 settembre 2019
Cotitolare Gianluca Vacca
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Dorina Bianchi
Ilaria Borletti Buitoni
Antimo Cesaro
Successore Lorenza Bonaccorsi
Anna Laura Orrico

Senatrice della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Lega - Salvini Premier
Circoscrizione Emilia-Romagna
Incarichi parlamentari
  • Membro della VII Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali); dal 5 novembre 2018
  • Membro della XII Commissione permanente (Igiene e sanità); dal 21 giugno al 5 novembre 2018
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Titolo di studio Laurea in arti figurative
Università Accademia di Belle Arti di Bologna
Professione Funzionaria di partito; Designer

Lucia Borgonzoni (Bologna, 18 settembre 1976) è una politica italiana, senatrice nella XVIII legislatura per la Lega Nord.

Dal 2018 al 2019 ha ricoperto l'incarico di Sottosegretario di Stato al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nel governo Conte I.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia dell'architetto Giambattista Borgonzoni (a sua volta figlio del pittore Aldo Borgonzoni)[1] e di Nadia Marchionneschi, frequenta l'istituto tecnico aeronautico[2] e in seguito si diploma in Arti figurative all'Accademia delle Belle Arti di Bologna con una tesi in Fenomenologia degli stili[3].

Ha esposto sue opere d'arte in diverse mostre in Italia e ha lavorato come designer di interni[4], oltre che come barista presso il centro sociale LINK di Bologna.[5]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Si avvicina alla Lega Nord durante gli studi superiori, tesserandosi nel 1992 all'età di 16 anni e guidando poi il movimento dei Giovani Padani[6]. Alle elezioni provinciali del 2009 viene eletta consigliere all'interno della coalizione di centro-destra, per poi dimettersi[7] a seguito della sua elezione a consigliere comunale di Bologna alle consultazioni del 2011[8].

Nel novembre 2014, in occasione di un sopralluogo al campo nomadi di via Erbosa a Bologna durante la campagna elettorale di Alan Fabbri per le elezioni regionali del 2014, fu schiaffeggiata da una donna sinti[9], in seguito condannata in primo grado nel 2019 a 20 giorni di reclusione.[10]

Candidatura a sindaco di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni comunali del 2016 si candida alla carica di sindaco di Bologna per la coalizione di centro-destra con un programma elettorale incentrato sulla sicurezza e sulla "priorità ai bolognesi"[11], ottenendo il 22,3% e andando così al ballottaggio, sconfitta poi con il 45,4% dei voti contro il sindaco uscente Virginio Merola (PD).[12]

Elezione a senatrice e nomina a sottosegretario di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2018 viene eletta al Senato della Repubblica, nel collegio plurinominale Emilia-Romagna 01 sostenuta dalla coalizione di centro-destra.

Ha fatto parte del Governo Conte I come sottosegretario di stato al Ministero per i beni e le attività culturali.[13]

Candidatura a Presidente della Regione Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

A ottobre 2019 si è candidata alla presidenza della giunta regionale dell'Emilia-Romagna, sostenuta da una coalizione di centro-destra composta da Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Popolo della Famiglia, alcuni partiti minori e liste civiche associatesi per le elezioni del 26 gennaio 2020: Borgonzoni ottiene il 43,63% dei consensi contro il 51,42% delle preferenze per il presidente uscente Stefano Bonaccini (coalizione di centro-sinistra), che viene pertanto riconfermato. Smentendo un proposito enunciato in campagna elettorale, a marzo 2020 ha formalizzato la rinuncia al seggio in consiglio regionale, preferendo rimanere in carica come senatrice[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bologna, il papà della leghista al ballottaggio: "E' brava ma io non voto Salvini", Corriere della Sera, 8 giugno 2016.
  2. ^ Tommaso Rodano, Il leghismo freudiano di Lucia, pecora nera nella famiglia "rossa", in Il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2019.
  3. ^ Lucia Borgonzoni, su Comune di Bologna. URL consultato l'11 maggio 2018.
  4. ^ Tutto quello che c’è da sapere su Lucia Borgonzoni, candidata leghista a Bologna, Leformiche.net, giugno 2016.
  5. ^ Angelo Amante, Lucia prima della passione leghista frequentava i centri sociali, in Huffington Post Italia, 20 marzo 2018.
  6. ^ Paolo Stefanini, Avanti Po: la Lega Nord alla riscossa nelle regioni rosse, Il Saggiatore, 2010, p. 194.
  7. ^ Marchetti subentra a Borgonzoni, cittametropolitana.bo.it, 9 settembre 2011.
  8. ^ La leghista pittrice pasionaria, dai centri sociali alle liti con i rom, Corriere della Sera, 8 giugno 2016.
  9. ^ Filmato audio Bologna, leghista aggredita da ragazzina nel campo sinti, su Repubblica.it, 3 novembre 2014.
  10. ^ Schiaffo alla Borgonzoni, 'sconto' alla sinti che la colpì, in Il Resto del Carlino, 1º luglio 2019.
  11. ^ Il welfare a Bologna secondo Virginio Merola e Lucia Borgonzoni, in Internazionale, 15 giugno 2016.
  12. ^ Comunali 05/06/2016 - Bologna, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero degli Interni. URL consultato il 23 marzo 2018.
  13. ^ Lucia Borgonzoni, su beniculturali.it.
  14. ^ Paola Benedetta Manca, Lega, Lucia Borgonzoni resta in Senato e rinuncia al seggio in Emilia-Romagna. In campagna elettorale disse: “In Regione anche se perdo”, in Il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2020. URL consultato il 28 marzo 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]