Giorgio Gori

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Giorgio Gori
Giorgio Gori - Trento 2020 01.jpg
Giorgio Gori nel 2020

Sindaco di Bergamo
In carica
Inizio mandato 10 giugno 2014
Predecessore Franco Tentorio

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in architettura
Università Politecnico di Milano
Professione Giornalista; Produttore televisivo

Giorgio Gori (Bergamo, 24 marzo 1960) è un giornalista, produttore televisivo e politico italiano, dal 10 giugno 2014 è sindaco di Bergamo a capo di una giunta di centro-sinistra.[1]

È stato fondatore della casa di produzione televisiva Magnolia e direttore di Canale 5 e Italia 1.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Gori studia al liceo classico "Paolo Sarpi" di Bergamo[2], dove partecipa al gruppo studentesco laico e riformista “Azione e Libertà”[3], che si opponeva al "Collettivo delle Sinistre"[4]. In quel periodo aderisce anche ai Collettivi degli Studenti Socialisti (CSS), vicini al Partito Socialista Italiano, confermando la propria identificazione coi valori della sinistra riformista, in anni in cui era forte la polemica con la parte comunista[5].

A 18 anni incomincia a collaborare al Giornale di Bergamo, poi con BergamoTV, poi con Radio Bergamo diretto allora da Vittorio Feltri[2], poi con L'Eco di Bergamo e infine Bergamo-oggi. Nel frattempo si laurea in Architettura al Politecnico di Milano.[2]

Il 25 novembre 2011 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Frigento (in provincia di Avellino): nel 1980, infatti, fece parte del gruppo di giovani volontari bergamaschi che giunse in Irpinia nei giorni immediatamente successivi al devastante terremoto.[6]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un primo matrimonio all'età di 25 anni, ha sposato in seconde nozze nel 1995 la giornalista e conduttrice televisiva Cristina Parodi da cui ha avuto tre figli: Benedetta (1996), Alessandro (1997) e Angelica (2001)[7]. Silvio Berlusconi si è dichiarato "l'artefice delle loro nozze"[8], tuttavia tale affermazione è stata smentita dallo stesso Gori in una lunga intervista concessa il giorno dopo le primarie 2014 per le elezioni amministrative a Bergamo[9].

Carriera televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi mesi del 1984 Giorgio Gori entra a Rete 4 allora del gruppo Arnoldo Mondadori Editore[3]. Gori diventa assistente di Carlo Freccero, capo palinsesto della rete, e nell'estate dello stesso anno la rete passa alla Fininvest, all'interno della struttura programmazione[3]. Nel 1988 diventa quindi direttore del palinesto delle tre reti Fininvest[10], assieme a Roberto Giovalli.

Nel 1989 Gori sostituisce Giovalli e diviene responsabile dei palinsesti delle tre reti del gruppo Mediaset di Silvio Berlusconi[11] e nel giugno 1991 diventa direttore di Canale 5, il principale canale televisivo della Mediaset. Nel giugno 1997 passa alla guida di Italia 1, dove resta fino a maggio del 1999, quando torna alla rete principale di Mediaset Canale 5, sempre in veste di direttore[3].

Nella primavera del 2001 Gori lascia Mediaset e fonda con Ilaria Dallatana e Francesca Canetta la casa di produzione televisiva Magnolia, specializzata in prodotti di intrattenimento e infotainment e che ha come scopo lo sviluppo di format originali per la televisione e per i media interattivi.

Nel 2007 la maggioranza di Magnolia viene acquisita da De Agostini e successivamente portata in dote alla controllata Zodiak Entertainment[3]. Gori assume anche la responsabilità dell'intrattenimento per l'Europa e il Sud America. Magnolia cura diverse produzioni per la Rai, Mediaset, LA7 e Sky mettendo a segno numerosi successi televisivi, tra cui spiccano L'isola dei famosi, Piazzapulita, MasterChef Italia e L'eredità.[3]

Nel novembre 2011 Gori si dimette da Presidente di Magnolia e Zodiak Media Group[12]. Nel settembre 2012 ha annunciato le dimissioni da qualsiasi incarico televisivo e la vendita di tutte le sue azioni possedute nella Zodiac, cedendo la sua quota di partecipazione, per entrare in politica.[13]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel PD e politiche del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Dal dicembre 2011 è iscritto al Partito Democratico, nella sezione di Bergamo[14].

Nell'aprile 2012 ha creato l'Associazione InNOVA BERGAMO[15], "un laboratorio di studio del sistema urbano di Bergamo, nella sua accezione più ampia – territoriale, ambientale, economica, culturale e sociale – finalizzato all'elaborazione di idee che ne affrontino i principali problemi e ne promuovano lo sviluppo negli anni a venire"[16]. Successivamente all'elezione a sindaco ha lasciato la presidenza dell'Associazione.

Nel dicembre 2012 Gori si candida alle primarie "Parlamentarie" indette dal PD per la scelta dei candidati alle successive elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, nel collegio di Bergamo per il Senato della Repubblica, giungendo quarto[17], e sarà candidato alle elezioni politiche del 2013 nelle liste del PD, mancando però l'elezione.

Sindaco di Bergamo (1º mandato)[modifica | modifica wikitesto]

Gori alla cerimonia delle benemerenze civiche di Bergamo nel 2016

In vista delle elezioni amministrative del 2014 annuncia la sua candidatura a sindaco di Bergamo[18]. Gori il 23 febbraio 2014 vince le elezioni primarie della coalizione di centro-sinistra per scegliere il candidato primo cittadino con il 58,53% delle preferenze contro Nadia Ghisalberti (candidata appoggiata dalla lista civica "Patto Civico") e Luciano Ongaro (candidato appoggiato da SEL).[19]

Alle elezioni amministrative di Bergamo, Gori si presenta sostenuto da: Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, Moderati, Partito Socialista Italiano e le liste civiche "Giorgio Gori Sindaco" e "Patto Civico". Al primo turno del 25 maggio Gori ottiene il 45,50% dei voti (28.288 preferenze), accedendo al ballottaggio con il candidato del centro-destra, il sindaco uscente Franco Tentorio, fermo al 42,18% dei voti (26.219 preferenze)[20]. Al ballottaggio del 9 giugno 2014 Gori viene eletto sindaco di Bergamo, con il 53,5% dei consensi contro il 46,5% di Tentorio[1]. Inizia subito a lavorare[21] con il suo stile pragmatico (una cifra che lo accompagna lungo tutto il percorso amministrativo e che gli verrà riconosciuta anche in seguito e gli consentiranno di distinguersi dalla corrente renziana del suo partito[22]).

Nel febbraio 2015 l'amministrazione approva il protocollo di intesa con Cassa Depositi e Prestiti e l'Università di Bergamo per il recupero degli ex Ospedali Riuniti di Bergamo e dell'ex caserma Montelungo. Per questi due grandi complessi edilizi dismessi di Bergamo il protocollo prevede la creazione di due funzioni pubbliche prevalenti: la sede unica nazionale dell'Accademia della Guardia di Finanza e il nuovo polo universitario con residenze per gli studenti e il centro sportivo dell'Ateneo[23][24]. Il 20 aprile 2015 viene reso noto il risultato di un sondaggio del Sole24Ore: Gori è il terzo sindaco più amato d'Italia, con un balzo notevole di consenso rispetto al giorno dell'elezione[25].

Giorgio Gori interviene agli Stati Generali della scuola digitale.

Tante iniziative di Gori salgono alla ribalta nazionale, come la sua battaglia contro il gioco d'azzardo in città. La giunta Gori vara un regolamento innovativo nel panorama nazionale, che istituisce fasce orarie durante le quali non si può giocare e divieti mirati di pubblicità al gioco[26]. Il regolamento porta a risultati tangibili un anno dopo la sua adozione, con un calo del consumo di gioco a Bergamo, in controtendenza rispetto alla situazione italiana del momento[27]. Il documento è impugnato dalle lobby del gioco italiane, che portano in tribunale il Comune di Bergamo: la sentenza è favorevole al Comune di Bergamo per la maggior parte delle questioni impugnate[28][29].

Bergamo entra ufficialmente il 3 luglio 2016 anche nel Guinness dei primati grazie all'Abbraccio delle mura[30], iniziativa pensata da Gori e da VisitBergamo per appoggiare la candidatura Unesco delle Opere di Difesa Veneziane, di cui il capoluogo orobico è capofila: oltre 11.500 persone si ritrovarono, in quella data, sui bastioni delle Mura venete di Bergamo per la catena di abbracci più lunga del mondo.[31] Nel 2016 un sondaggio Index per la trasmissione di LA7 Piazzapulita indica in Gori il sindaco più amato d'Italia, con fiducia a livelli altissimi, 62,6%.[32][33]

Durante il suo mandato arriva anche il responso dell'UNESCO sulla candidatura delle Mura veneziane di Bergamo: a dieci anni dall'avvio della procedura, la commissione riunita a Cracovia include le "Opere di Difesa Veneziane tra il XVI e XVII secolo" tra i siti patrimonio mondiale dell'umanità.[34][35].

Assieme al sindaco di Milano Beppe Sala, Gori ha dichiarato di votare sì al referendum consultivo in Lombardia del 2017 indetto per il 22 ottobre su iniziativa del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni[36][37], pur con motivazioni differenti rispetto a quelle della Lega Nord proponente la consultazione.[38]

Corsa alla Presidenza della Regione Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Lombardia del 2018.

Il 1º giugno 2017 ha dichiarato di volersi candidare per le elezioni regionali della Lombardia previste per l'anno seguente. Verrà appoggiato dal PD, +Europa di Emma Bonino, Italia Europa Insieme di Giulio Santagata, Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, Lombardia Progressista e le liste civiche "Gori Presidente" e "Obiettivo Lombardia per le Autonomie". Alla tornata elettorale del 4 marzo 2018 ottiene il 29% dei voti (il peggior risultato per un candidato di centro-sinistra dalle elezioni regionali del 2000 in Lombardia), perdendo la competizione contro il candidato del centro-destra, l'ex sindaco di Varese Attilio Fontana con il 49% dei voti[39][40], venendo comunque eletto in consiglio regionale della Lombardia in qualità di candidato alla presidenza secondo classificato. Il 10 aprile si dimette dalla carica di consigliere regionale della Lombardia, optando per la carica di sindaco di Bergamo (in quanto le due cariche sono incompatibili).

Sindaco di Bergamo (2º mandato)[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 ottobre dello stesso anno annuncia di volersi ricandidare per in secondo mandato.[41] Sostenuto da PD, +Europa, Italia in comune, Lista Gori e un’altra civica, il 26 maggio 2019 viene rieletto al primo turno con il 55%, diventando, dall'introduzione del sistema ad elezione diretta del sindaco nel 1995, il primo sindaco bergamasco ad essere eletto per due mandati.

A fine 2019 vara l'aumento[42] dell'Addizionale comunale all'Irpef, portandola al massimo[43] consentito per legge (0,8%).

Nell'agosto 2020, a poche settimane dal referendum costituzionale sul taglio del numero di parlamentari legato alla riforma avviata dal governo Conte I guidato dalla Lega assieme al Movimento 5 Stelle e concluso dal governo Conte II guidato dalla coalizione tra M5S e Partito Democratico[44] Gori annuncia il suo voto contrario[45], in dissidenza con la linea ufficiale del suo partito, schierato per il "Sì".[46][47]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Risultati elezioni amministrative 2014 - Bergamo - Ministero dell'Interno
  2. ^ a b c d Gori, è un riciclato di lusso il guru di Renzi, in Il Fatto Quotidiano, 02 novembre 2011.
  3. ^ a b c d e f Chi è Giorgio Gori (per chi ancora non lo sa), in Prima Bergamo, 10 giugno 2014.
  4. ^ Moltrasio: «Nuova linfa per Ubi Ma no a politica e improvvisazione», in Corriere della Sera Bergamo, 28 marzo 2013.
  5. ^ I socialisti con Gori per la presidenza della Lombardia, su pialocatelli.info, 18 novembre 2017.
  6. ^ Giulia Manzione, Giorgio Gori, cittadinanza onoraria a Frigento, su irpinianews.it, 24 novembre 2011.
  7. ^ Chi Sono — Giorgio Gori, in Giorgio Gori. URL consultato il 28 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2017).
  8. ^ Archivio Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 28 febbraio 2018.
  9. ^ Gori: «Sono della sinistra che sgobba - E di Berlusconi non condivido nulla», in Corriere della Sera. URL consultato il 28 febbraio 2018.
  10. ^ «Alternativa per raffinati», in La Stampa, 30 settembre 1988, p. 25.
  11. ^ Simonetta Robiony, Fininvest: è l'ora dei grandi divorzi, in La Stampa, 24 marzo 1989, p. 22.
  12. ^ Giorgio Gori lascia Magnolia, in Corriere della Sera, 02 novembre 2011.
  13. ^ Giorgio Gori, lo spin doctor di Renzi? Più che altro è un pinocchio, su www.liberoquotidiano.it. URL consultato il 12 marzo 2021.
  14. ^ Giorgio Gori si tessera al Pd di Bergamo Alta, su bergamonews.it. URL consultato il 13 luglio 2012 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2014).
  15. ^ InNOVA BERGAMO, è nata l'Associazione di Giorgio Gori, da L'Eco di Bergamo, 1º maggio 2012
  16. ^ Statuto dell'Associazione InNOVA BERGAMO, su innovabergamo.it. URL consultato il 17 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2013).
  17. ^ Giorgio Gori: pochi a votare alle primarie Pd, complice il silenzio di Renzi, in The Huffington Post, 30 dicembre 2012.
  18. ^ Primarie centrosinistra, strada spianata per Gori, probabile unico nome Pd, su bergamonews.it. URL consultato il 5 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2014).
  19. ^ Gori vince le primarie con il 58% dei voti, su bergamonews.it. URL consultato il 27 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  20. ^ comune di Bergamo (PDF), su comune.bergamo.it. URL consultato il 22 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2017).
  21. ^ Gori: «Al lavoro dopo la festa Ho già l’insonnia da sindaco», in Corriere della Sera. URL consultato il 19 luglio 2017.
  22. ^ Gori e Sala: due "prodotti" della parabola renziana al riparo dalle alterne fortune del leader, su bergamonews.it, 5 luglio 2017. URL consultato il 19 luglio 2017.
  23. ^ Montelungo e Riuniti, via libera Nella caserma università, case e negozi, su ecodibergamo.it, 12 febbraio 2015.
  24. ^ Montelungo agli studenti. Sindaco e rettore: “Un accordo storico”, su bergamonews.it (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  25. ^ Sindaci più amati d'Italia Gori è terzo: consenso in crescita al 63% - Bergamo News, su BergamoNews, 20 aprile 2015. URL consultato il 19 luglio 2017.
  26. ^ Bergamo contro il gioco d'azzardo, su Il Post, 27 maggio 2016. URL consultato il 19 luglio 2017.
  27. ^ Bergamo città virtuosa: grazie al regolamento no slot cala il consumo di azzardo, in Vita, 18 aprile 2017. URL consultato il 19 luglio 2017.
  28. ^ Regolamento anti-slot, il Tar sta con Bergamo: limitazioni ok con solo due eccezioni - Bergamo News, su BergamoNews, 8 marzo 2017. URL consultato il 19 luglio 2017.
  29. ^ Comune di Bergamo, Perché Lottomatica, Lotto Italia e Lotterie Nazionali hanno perso al TAR contro il Comune di…, su Medium, 8 marzo 2017. URL consultato il 19 luglio 2017.
  30. ^ Abbraccio delle mura, su Abbraccio delle mura. URL consultato il 19 luglio 2017.
  31. ^ Abbraccio alle Mura di Città Alta - Oltre 11.500 partecipanti - Il sindaco Gori: è record mondiale, in Corriere della Sera. URL consultato il 19 luglio 2017.
  32. ^ Sindaci, sondaggio Index sulla fiducia Gori al 62,6%: è primo in Italia - Video. URL consultato il 19 luglio 2017.
  33. ^ Il Giorno, Sindaci, sondaggio Index sulla fiducia: Giorgio Gori al primo posto in Italia - Il Giorno, in Il Giorno, 7 ottobre 2016. URL consultato il 19 luglio 2017.
  34. ^ Unesco, faggete e Opere di difesa veneziane sono patrimonio Umanità | Sky TG24. URL consultato il 19 luglio 2017.
  35. ^ Unesco: le mura venete di Bergamo diventano patrimonio dell’umanità, su LaStampa.it. URL consultato il 19 luglio 2017.
  36. ^ Genialata PD: "Al referendum sull'autonomia votiamo come la Lega" Il Manifesto 16 luglio 2017
  37. ^ Referendum Lombardia, i Sindaci PD cambiano verso: "Votiamo sì, non è solo della Lega". Finora il partito era contro
  38. ^ Autonomia:Gori-Sala, nostro è Sì diverso - Lombardia, in ANSA.it, 11 luglio 2017. URL consultato il 19 luglio 2017.
  39. ^ Lombardia, Gori candidato senza primarie
  40. ^ Elezioni 2018, in Lombardia stravince Fontana. Gori staccato
  41. ^ L’annuncio di Giorgio Gori: «Disponibile a ricandidarmi sindaco»
  42. ^ Aumento Irpef a Bergamo, i sindacati: “Non sia solo un aumento di imposte”, in BgNews, 21 novembre 2019.
  43. ^ Palafrizzoni, l’Irpef al massimo: «Come negli altri capoluoghi», in Corriere della Sera Bergamo, 21 novembre 2019.
  44. ^ Andrea Muratore, La democrazia non è un costo, Osservatorio Globalizzazione, 18 febbraio 2020
  45. ^ Annamaria Graziano, Referendum 2020: ecco come voteranno i big, The Italian Times, 11 settembre 2020
  46. ^ Zingaretti: «Sì al referendum. Il Pd starà al governo finché farà cose utili al Paese», su corriere.it. URL consultato il 7 settembre 2020.
  47. ^ Elenco dei soggetti politici ai sensi dell’articolo 2 della delibera n. 52/20/CONS, su agcom.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Sindaco di Bergamo Successore Bergamo-Stemma.svg
Franco Tentorio dal 9 giugno 2014 in carica
Predecessore Direttore di Canale 5 Successore
nessuno 10 giugno 1991 - 11 maggio 1997 Gianpaolo Sodano I
Maurizio Costanzo 3 novembre 1999 - 1º aprile 2001 Giovanni Modina II
Predecessore Direttore di Italia 1 Successore
Carlo Vetrugno 12 maggio 1997 - 2 maggio 1999 Roberto Giovalli
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