Partito Socialista Italiano (2007)

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Partito Socialista Italiano
Logo del PSI
Segretario Riccardo Nencini[1]
Presidente Carlo Vizzini
Coordinatore Gianfranco Schietroma
Portavoce Maria Pisani
Stato Italia Italia
Fondazione 14 agosto 1892 (auto-dichiarato)[nota 1]
5 ottobre 2007
Sede Roma, Piazza S. Lorenzo in Lucina, 26

Roma, Via Santa Caterina da Siena 57[2]

Ideologia Socialdemocrazia[3]
Socialismo liberale
Terza via
Europeismo
Collocazione Centro-sinistra[4]
Coalizione Sinistra e Libertà (2009)
Italia. Bene Comune (2013)[4]
Grande coalizione (2013-presente)
Partito europeo Partito del Socialismo Europeo[5]
Gruppo parlamentare europeo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Affiliazione internazionale Internazionale Socialista
Seggi Camera
3 / 630

(Nel Gruppo misto)

Seggi Senato
3 / 315

(Nel gruppo Autonomie-PSI-MAIE)

Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
11 / 917
[6]
Testata settimanale Avanti! della Domenica, fino al 6 ottobre 2013
quotidiano Avanti! (on line), dal 5 gennaio 2012
rivista mensile Mondoperaio
Organizzazione giovanile Federazione dei Giovani Socialisti
Iscritti 23.600 (2012)[7]
21.779 (2013)[8]
23.957 (2014)[8]
22.062 (2015)[9]
Colori rosso
Sito web www.partitosocialista.it/

Il Partito Socialista Italiano (PSI) è un partito politico italiano di ispirazione socialista riformista fondato nel 2007, che si proclama erede del Partito Socialista Italiano sciolto nel 1994[nota 2].

Esso è nato il 5 ottobre 2007 con il nome Partito Socialista, mentre il congresso fondativo si è svolto dal 4 al 6 luglio 2008. Dal 7 ottobre 2009 ha cambiato il nome in Partito Socialista Italiano.[10]

A livello internazionale aderisce all'Internazionale Socialista[11] ed a livello europeo al Partito del Socialismo Europeo.[12]

L'attuale segretario nazionale è il sen. Riccardo Nencini.[13]

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il processo costitutivo[modifica | modifica wikitesto]

Gli incontri di Pietrasanta e Bertinoro[modifica | modifica wikitesto]

Un primo "input" arriva il 30 ottobre 2006 da Pietrasanta, dove si svolge un'assemblea dei movimenti di area socialista, liberale e laica promossa dal Circolo Rosselli (Presidente: Alessandro Tosi) e da Domani Socialista, (Leader: Daniele Delbene, presidente Costituente Nazionale - PSE) con l'intento di promuovere la costruzione di un grande Partito del Socialismo Italiano.[14]

Il 3 e il 4 marzo 2007 nella rocca di Bertinoro, sollecitato da Lanfranco Turci e Rino Formica, si riunisce il mondo "laico, liberale e socialista" per uscire dalla situazione di stallo della Rosa nel Pugno e ricomporre la diaspora dei laici e dei socialisti.[15]

In quest'occasione Turci e Formica lanciano l'idea di una costituente laica, liberale e socialista. Enrico Boselli, Gianni De Michelis, Saverio Zavettieri, Bobo Craxi e Mauro Del Bue esprimono la condivisione del progetto e si impegnano ad indire i congressi dei loro rispettivi partiti per sottoporre loro l'idea della Costituente.[15]

Il quinto congresso dello SDI[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Boselli, segretario dello SDI e promotore della Costituente Socialista

Dal 13 al 15 aprile 2007 si svolge, a Fiuggi, il V Congresso dei Socialisti Democratici Italiani, convocato in forma straordinaria. Dal congresso parte un secco no all'invito di aderire al Partito Democratico che, secondo Boselli, rappresenta un «compromesso storico bonsai», un accordo tra i Democratici di Sinistra, di cultura post-comunista, e la Margherita, ritenuta «un partito cattolico diretto verso lidi confessionali».[16][17]

L'obiettivo, dunque, è quello di costruire una forza spiccatamente socialista, che si collochi in maniera inequivocabile nel Partito del Socialismo Europeo: quella «grande forza socialista che esiste nei principali paesi europei».[16][18]

Così, nonostante le pressanti richiese giunte da Romano Prodi[19] di aderire al progetto del Partito Democratico, Boselli dichiara aperta la "Costituente Socialista", fissando un appuntamento all'autunno 2007 per realizzarne la fase conclusiva.[17] In quell'occasione egli affermò:

« Ai molti compagni che in questi giorni, anche prima, mi chiedevano come si chiamerà il nuovo partito che raccoglierà tutti i socialisti: quelli che vengono dalle nostre antiche esperienze, ma anche i giovani che guardano a noi come un punto di riferimento, be', io rispondo che si chiamerà come si è sempre chiamato, almeno dal 1893, con il Congresso di Reggio Emilia: Partito Socialista Italiano »
(Enrico Boselli, V Congresso dei Socialisti Democratici Italiani, 13 aprile 2007[17])

All'assise sono presenti Fabio Mussi e Gavino Angius i quali, di lì a poco, lasceranno i Democratici di Sinistra per fondare il movimento Sinistra Democratica, potenzialmente interessati al progetto.[20]

Il 23 maggio 2007[21], Ottaviano Del Turco, già ministro ed europarlamentare dello SDI, presidente in carica della Regione Abruzzo, che si era espresso favorevolmente all'adesione dello SDI al Partito Democratico, prendendo atto delle conclusioni del congresso nazionale, formalizza l'abbandono del partito per aderire al comitato promotore del nascente PD.[22][23]

Il congresso del Nuovo PSI: la scissione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Nuovo PSI e Stefano Caldoro.
Stefano Caldoro, il leader della corrente del Nuovo PSI che si separerà dal percorso della «Costituente Socialista» e si costituirà poi come partito autonomo all'interno della Casa delle Libertà e, successivamente, nel PDL.

Il Congresso del Nuovo PSI è convocato dal Consiglio Nazionale per il 23 e 24 giugno 2007 (al termine di una riunione burrascosa e piena di scontri, ma chiusasi all'unanimità).[24][25]

Il 26 maggio Gianni De Michelis riconvoca il Consiglio Nazionale. Ciò accade a seguito di un ricorso di alcuni membri della direzione nazionale del partito, presentato il 16 maggio; alla base di quest'azione ci sarebbe il termine per la presentazione delle mozioni, che sarebbe stato fissato illegittimamente.[26]

De Michelis, accogliendo il ricorso, stabilisce dunque una nuova data per il Congresso: il 7 e 8 luglio.

L'area vicina a Stefano Caldoro ritiene illegittima quest'ultima presa di posizione e decide di proseguire nello svolgimento del congresso del 23-24 giugno all'Hotel Midas di Roma, data prefissata dal Consiglio Nazionale. In quell'occasione Stefano Caldoro viene eletto segretario nazionale del Nuovo PSI, sostenendo la vicinanza del partito alla Casa delle Libertà.[27]

È sostenitore di queste posizioni anche il deputato Lucio Barani, che in seguito verrà eletto parlamentare con il PDL.[28]

Due settimane più tardi, come deciso, si svolge il congresso della componente di De Michelis che approva la sua mozione con la quale aderisce alla «Costituente Liberal Socialista» abbandonando la Casa delle Libertà.[29]

Questo congresso elegge segretario nazionale Mauro Del Bue, deputato, mentre De Michelis viene proclamato presidente.[30]

È sostenitore di queste posizioni anche l'europarlamentare Alessandro Battilocchio.[31]

Il 7 e 8 luglio si svolge a Chianciano la cosiddetta «Bertinoro 2» che vede, come per il primo convegno, la partecipazione di tutti i rappresentati dei partiti e dei movimenti interessati al progetto, che ratifica la conclusione del primo passo verso la costruzione di una nuova forza «laica, liberale e socialista», così come si era deciso a Bertinoro.[32]

Il cammino della Costituente socialista[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 luglio (anniversario della presa della Bastiglia e della fondazione della Seconda Internazionale) del 2007, all'Auditorium del Massimo a Roma, si aprono i lavori della Costituente socialista con l'obiettivo di ricreare in Italia una forza unitaria "socialista" che coinvolga tutte le personalità laiche, socialiste e riformiste, oltre a ricomporre la diaspora causata dallo scioglimento del Partito Socialista Italiano nel 1994.[33][34]

La manifestazione vede la partecipazione di una numerosissima platea di vecchi e nuovi "compagni" ed è introdotta dall'intervento della presidentessa dell'Internazionale Socialista-Donne, Pia Locatelli.[35]

A conclusione della giornata c'è la firma simbolica da parte di tutti gli intervenuti di una "dichiarazione di intenti", illustrata dai rappresentanti delle federazioni giovanili dei partiti aderenti.[33]

Gavino Angius fu uno dei principali sostenitori della "Costituente Socialista".

Gavino Angius, in una lettera in occasione della Costituente Socialista, scrive:

« Le forze che si riconoscono nei valori del socialismo europeo potranno presto ritrovarsi in un progetto comune, magari in una assemblea fondativa, per dare vita a una nuova sinistra di governo internata da nuovi protagonisti in grado di rappresentare al meglio le sfide future che ci attendono »
(Gavino Angius, lettera in occasione della Costituente Socialista, 14 luglio 2007[33])

Il 31 agosto viene pubblicato sulle testate l'Unità e Il Riformista un appello, "Per un partito del socialismo europeo in Italia", firmato da Enrico Boselli, nonché da Gavino Angius e Valdo Spini, i quali ultimi, formalmente, abbandonano Sinistra Democratica per aderire alla Costituente.[36]

Il 5 e 6 ottobre si svolge a Roma la conferenza programmatica dal titolo (ironicamente riferito alle vicende del Partito Democratico) "Le primarie delle idee".[37]

Al progetto, promosso dai Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli, aderiscono I Socialisti Italiani di Bobo Craxi, la componente del Nuovo PSI facente capo a Gianni De Michelis e Mauro Del Bue, l'associazione Democrazia e Socialismo di Gavino Angius e Valdo Spini, di cui facevano parte anche Franco Grillini, Fabio Baratella e Alberto Nigra, alcuni fuoriusciti da Sinistra Democratica, l'associazione Socialismo è Libertà di Rino Formica, l'Associazione Nazionale per la Rosa nel Pugno guidata da Lanfranco Turci, la Costituente Laica Liberal-Socialista, alcuni dissidenti di altri partiti, come la ex DL Cinzia Dato e l'ex DS Roberto Barbieri.

Alla conferenza partecipano anche personalità del mondo accademico, tra cui Luciano Pellicani, Pietro Ichino ed altri docenti universitari. Vi sono anche rappresentanti del mondo sindacale (su tutti il segretario della UIL Luigi Angeletti), il presidente del Partito del Socialismo Europeo, Poul Rasmussen e delegazioni di altri partiti socialisti come l'SPD e il PSOE.[38][39]

L'intento di tutti i partecipanti è quello di ricomporre la diaspora socialista[nota 3], conseguenza dello scioglimento del PSI storico, per dotare l'Italia di un partito della sinistra riformista che abbia nel socialismo europeo il proprio riferimento[40] e che faccia vivere i principi del socialismo democratico liberale, realizzando una politica di allargamento dei diritti civili e sociali.

In questa occasione vengono indicate tre personalità del passato come riferimento per i programmi del nuovo partito: Marco Biagi, Loris Fortuna e Giuseppe Di Vittorio.[39]

Il 24 luglio 2007 si riunisce per la prima volta il comitato promotore il quale, integrato dalle adesioni successive, è composto da: Gavino Angius, Roberto Barbieri, Enrico Boselli, Bobo Craxi, Cinzia Dato, Mauro Del Bue, Gianni De Michelis, Rino Formica, Franco Grillini, Ugo Intini, Pia Locatelli, Alberto Nigra, Gianfranco Schietroma, Valdo Spini, Lanfranco Turci, Roberto Villetti, Saverio Zavettieri.[41]

Il comitato promotore è affiancato da un comitato organizzatore, composto da: Rapisardo Antinucci, Alberto Nigra, Franco Benaglia, Antonio Demitry, Rosario De Maio, Antonio Perini e Massimo Perna. A quest'ultimo viene affidato il compito di coordinare il lavoro operativo per condurre la costituente al congresso fondativo.

Con l'adesione al progetto dei "fuoriusciti" da Sinistra Democratica è garantita la presenza socialista anche al Senato come componente del gruppo misto.

Alla Camera, dal 18 dicembre 2007, il gruppo della Rosa nel Pugno cambia nome in Socialisti e Radicali-RnP, per sottolineare il processo costituente e consentire l'ingresso dei deputati non eletti nella lista radical-socialista, fatto che è avvenuto il 25 gennaio per Mauro Del Bue, ex-Nuovo PSI, e il 1º febbraio per i fuoriusciti da Sinistra Democratica.[42]

Le elezioni politiche del 2008[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni politiche italiane del 2008.

Il processo costituente subisce una brusca frenata a causa dell'anticipato appuntamento elettorale. La caduta del governo Prodi, infatti, provoca uno sconvolgimento nel sistema italiano che porta tutte le forze politiche a rivedere le proprie alleanze. In quest'ottica il Partito Socialista conduce buona parte della fase pre-elettorale cercando un dialogo con il Partito Democratico, rivendicando, però, la propria autonomia rispetto allo stesso.[43]

In seguito Enrico Boselli conferma l'intenzione dei socialisti di correre con un proprio nome e con un proprio simbolo[44], e, a causa del rifiuto di apparentamento da parte del PD di Walter Veltroni (concesso invece alla sola lista di "Italia dei Valori" di Antonio Di Pietro[45]), da soli e al di fuori di ogni coalizione.[46]

George Papandreou, leader del Movimento Socialista Panellenico fino al 2012, intervenne in occasione delle elezioni politiche del 2008 per invitare gli elettori italiani a votare per il PSI, in qualità di presidente dell'Internazionale Socialista.

Il programma socialista[modifica | modifica wikitesto]

L'8 marzo, constatata l'impossibilità di allearsi col PD[47], viene resa ufficiale l'intenzione dei socialisti di correre da soli con un proprio candidato premier e con un proprio programma (dal titolo "Per un'Italia laica, civile e moderna") presentato lo stesso giorno in una manifestazione a Roma alla quale partecipa, con un video, George Papandreou, che annuncia l'appoggio al partito da parte dell'Internazionale Socialista, di cui è presidente.[48]

Proprio i riferimenti internazionali rappresentano uno dei punti maggiori della propaganda elettorale, con particolare attenzione alla situazione spagnola e alla forte affermazione di Zapatero.[46][48]

Nella proposta programmatica socialista è posto l'accento sulle tragedie delle cosiddette "morti bianche" (proponendo l'istituzione di un fondo speciale per le famiglie dei caduti sul lavoro), sulla necessità di un aumento della spesa pubblica e privata sulla ricerca, sulle liberalizzazioni da attuare (a partire dalle assicurazioni) e sulla difesa della scuola pubblica.[49]

Sulla laicità e i diritti civili, invece, è stato presentato agli elettori un "Patto laico" con cui il Partito Socialista si impegna a promuovere il divorzio breve, le unioni civili, la difesa della legge 194 sull'aborto, l'uso della "pillola del giorno dopo" e di anticoncezionali, una legge su procreazione assistita e testamento biologico.[50]

La questione ambientale, invece, è trattata dal "Manifesto eco-socialista" costituito di 10 punti su clima, energia, rifiuti e inquinamento. All'interno di tale documento è presentata la tutela dell'ambiente come «l'aspetto fondamentale per uno sviluppo sostenibile», e si propongono investimenti su fonti di energia alternative (fotovoltaico ed eolico) e su modelli di autoproduzione energetica.[51]

La campagna elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Socialista comincia fin dai primi giorni una propaganda di forte impatto attraverso il portale internet siamoincazzati.com e con una serie di manifesti aventi ad oggetto alcuni dei temi principali del programma socialista (difesa dei lavoratori, lotta al precariato, diritti civili, condizione delle donne e dei pensionati).

Il taglio "aggressivo" e deciso viene confermato nelle fasi successive della campagna elettorale nella quale sono sottolineati gli aspetti principali del programma. Su laicità e diritti civili, ad esempio, è proposta a Roma la candidatura a sindaco di Franco Grillini, appoggiata dall'Arcigay e contrapposta sul piano programmatico a quella «troppo confessionale» di Francesco Rutelli.[52]

Una delle costanti del periodo elettorale è la protesta contro i mezzi di informazione, rei di aver oscurato il Partito Socialista in favore del "duopolio" PD-PDL, culminata nel clamoroso abbandono da parte di Boselli della trasmissione Porta a porta e in una successiva protesta davanti alla sede della RAI.[53][54]

Un'altra scelta che suscita molto scalpore e reazioni contrastanti è la messa in onda di uno spot televisivo con ad oggetto la figura di Gesù, «definito il primo socialista della storia».[55]

Il 26 marzo Enrico Boselli comincia da Porta Pia il tour in giro per l'Italia con un tir su cui campeggia lo slogan «Corre il vento socialista».[56]

L'insuccesso elettorale e le dimissioni di Boselli[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2008, il Partito Socialista ottiene lo 0,98%[57] alla Camera e lo 0,87%[58] al Senato. Non è eletto alcun parlamentare presentatosi nelle liste del partito. Il PSI ha però appoggiato quattro candidati di centrosinistra nei collegi senatoriali del Trentino-Alto Adige, due di questi candidati sono stati eletti, uno del PD e uno della Südtiroler Volkspartei.

A seguito della débâcle elettorale Enrico Boselli presenta le sue dimissioni dalla guida del partito e viene annunciata la convocazione del congresso di fondazione per i giorni 4-5-6 luglio 2008.[nota 4][59][60]

Il primo congresso (2008)[modifica | modifica wikitesto]

Le tre mozioni da discutere[modifica | modifica wikitesto]

Riccardo Nencini, segretario nazionale eletto nel 2008

Il partito giunge al congresso con tre mozioni distinte:

  1. Progetto e Ricambio: elaborata dalla sinistra del partito e costituita principalmente dal gruppo Unità, identità ed autonomia socialista, mira a mantenere il Partito Socialista autonomo dalle altre forze politiche. Principali esponenti erano Angelo Sollazzo e Nerio Nesi.[61]
  2. Prima la politica: propone Pia Locatelli alla segreteria e mira a ricucire un dialogo con i Radicali Italiani (ripartendo dalla Rosa nel Pugno) e allargando il progetto alle altre forze di sinistra, partendo dalla piattaforma dell'assemblea dei mille tenutasi i primi di maggio a Chianciano e voluta da Marco Pannella e Mauro Del Bue, firmatario della mozione.[62] Principali esponenti erano anche Lanfranco Turci, Franco Grillini e Francesco Mosca.[63]
  3. Un nuovo inizio per il Partito socialista: appoggiata dalla gran parte degli amministratori locali, propone Riccardo Nencini alla segreteria e si prefigge l'apertura di una fase di confronto con tutte le forze riformiste a partire dal Partito Democratico, ma coinvolgendo anche l'UDC. Principali esponenti erano Gianni De Michelis, Gavino Angius e Valdo Spini.[64]

La votazione finale: Nencini segretario[modifica | modifica wikitesto]

I lavori si aprono il primo giorno con delle parentesi di storia e attualità attraverso dei video e delle relazioni sulla Primavera di Praga, sulla pena di morte e sulla situazione del Tibet, a cui segue la presentazione delle mozioni.

Il secondo giorno è quello del dibattito congressuale e degli interventi di delegati e rappresentanti degli altri partiti. Particolare attenzione è data all'intervento di Walter Veltroni, leader del PD, che, pur accolto dalla platea con fischi e contestazioni, ha invitato a ricostruire il rapporto tra PSI e PD, basandosi sulla presunta base comune del riformismo di centrosinistra.[65]

Il 5 luglio 2008, dopo che i firmatari della prima mozione assicurarono la confluenza dei voti dei propri delegati in favore della terza mozione ed a seguito del ritiro della candidatura di Pia Locatelli, il partito approva un documento politico unitario e vota all'unanimità l'elezione a segretario nazione di Riccardo Nencini.[66]

Il PS di Nencini[modifica | modifica wikitesto]

Su l'Unità del 29 settembre 2008 Gavino Angius annuncia il suo avvicinamento al Partito Democratico e la conseguente uscita dal Partito Socialista, ritenuto un «progetto fallito». Insieme a lui decide l'uscita dal PS l'intero gruppo di Democrazia e Socialismo, associazione composta prevalentemente dai sostenitori della terza mozione dell'ultimo congresso dei Democratici di Sinistra, fra cui Franco Grillini, Accursio Montalbano e Alberto Nigra.[67][68]

Nell'ottobre 2008 riprende l'azione di protesta contro l'oscuramento del partito sulle reti RAI: il 3 ottobre il segretario Nencini inizia uno sciopero della fame ed il 9 ottobre viene ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.[69][70][71]

Il 25 ottobre 2008 il Partito Socialista scende in piazza nella manifestazione promossa dal Partito Democratico segnando una distensione nei rapporti col PD dopo la rottura delle ultime elezioni politiche.[72]

Le elezioni europee del 2009: «Sinistra e Libertà»[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni europee del 2009 (Italia) e Sinistra Ecologia Libertà.
Il simbolo elettorale dell'alleanza «Sinistra e Libertà», presentato nel marzo del 2009.

Il PS torna a criticare i Democratici per l'approvazione da parte del PD, d'accordo col PdL, di una nuova legge elettorale per le europee con sbarramento al 4%. A seguito di ciò ed in vista delle elezioni europee del 2009 il Partito Socialista stringe un'alleanza con Sinistra Democratica, il Movimento per la Sinistra, i Verdi e Unire la Sinistra, per costituire una lista comune chiamata Sinistra e Libertà (SL), «laica e di sinistra», che nelle intenzioni del PS doveva essere aperta anche ai Radicali, e che viene presentata il 16 marzo.[73]

Nelle elezioni del 6 e il 7 giugno 2009, i 15 candidati del PSI in Sinistra e Libertà raccolgono complessivamente 127.435 preferenze: il più votato risulta essere Marco Di Lello con 42.480 preferenze.

La lista nel suo complesso, pur raggiungendo il 3,13% dei voti, non riesce ad eleggere alcun parlamentare europeo.

La scissione di Craxi e la fine dell'alleanza con «Sinistra e Libertà»[modifica | modifica wikitesto]

Bobo Craxi fu nettamente contrario all'alleanza politica «Sinistra e Libertà» e arrivò a costituire un partito autonomo che poi rientrò nel PSI l'anno successivo.

Dopo mesi di disagio, l'11 settembre 2009 Bobo Craxi e altri annunciano per il successivo 10 ottobre una «convention nazionale dei socialisti autonomisti», cioè di quei socialisti contrari alla confluenza in Sinistra e Libertà. Dalla convention nascono i Socialisti Uniti-PSI.[74]

Il 14 novembre 2009 il segretario Nencini annuncia che la coalizione con i partiti di Sinistra e Libertà è conclusa.[75][76]

Ritorno al «Partito Socialista Italiano» e ricomposizione della scissione di Craxi[modifica | modifica wikitesto]

Nello stesso anno il partito decise di assumere nuovamente, su proposta di Nencini, il nome di Partito Socialista Italiano.[77]

A febbraio 2010 pare ricomposta la divisione con la componente di Bobo Craxi: il partito annuncia infatti che l'ex sottosegretario agli Esteri resta nel PSI avendo rinnovato la tessera.[78]

Le elezioni regionali del 2010[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni regionali del 2010 il PSI appoggia ovunque i candidati del centro-sinistra, presentandosi con il proprio simbolo in Lombardia, nel Lazio ed in Basilicata e giungendo nelle altre regioni ad accordi elettorali con altri partiti. In particolare: in Puglia, Veneto, Campania e Calabria si presenta con Sinistra Ecologia Libertà (in Puglia nella lista di SEL e nelle altre Regioni lista comune SEL-PSI); in Toscana ed in Emilia-Romagna esprime propri candidati all'interno del Partito Democratico; in Piemonte promuove una lista comune con i Socialisti Uniti; nelle Marche e in Umbria si federa con alcuni movimenti minori.

Alla fine il partito elegge 14 consiglieri regionali, raccogliendo il più elevato numero di eletti tra i partiti cosiddetti «minori» e classificandosi terzo nel centro-sinistra dopo il PD e l'IdV.[79]

La metà dei suoi consiglieri regionali, però, vengono eletti nelle liste di SEL, ed aderiscono ai suoi gruppi consiliari.

Il secondo congresso (2010)[modifica | modifica wikitesto]

La città di Perugia, che ha ospitato il secondo congresso nazionale dei socialisti.

Il secondo congresso nazionale del PSI si tiene a Perugia dal 9 all'11 luglio 2010.[80][81]

Tra gli invitati figurano: Pier Luigi Bersani (segretario nazionale del PD), Pier Ferdinando Casini (leader dell'UDC), Francesco Rutelli (Alleanza per l'Italia), Angelo Bonelli (Federazione dei Verdi), Mario Staderini (segretario nazionale dei Radicali Italiani), Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista), Maurizio Sacconi (Ministro del Lavoro), Guglielmo Epifani (CGIL) e Carmelo Barbagallo (UIL).[80]

Il 10 luglio Nencini è riconfermato segretario a larga maggioranza, con 11 voti contrari e 4 astenuti su 649.[13][81]

Il 28 gennaio 2011, in occasione del congresso regionale del PSI della Puglia, Onofrio Introna (consigliere regionale del PSI e presidente del consiglio regionale pugliese) dichiara che non intende rinnovare la tessera del partito per il 2011.[82]

Nell'aprile 2011 il consiglio nazionale del PSI, riunito a Reggio Emilia, decide di inserire il tricolore nel simbolo del partito, in onore del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.[83]

Il 28 luglio 2011, dopo una lunga militanza in Forza Italia, aderisce al movimento l'ex ministro della Famiglia del Governo Berlusconi I ed ex sottosegretario alla Salute nei governi Berlusconi II e III Antonio Guidi.[84]

Nel 2011 il senatore Carlo Vizzini, già segretario del Partito Socialista Democratico Italiano e Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, lascia Il Popolo della Libertà ed aderisce al PSI, che torna così ad avere una rappresentanza parlamentare dopo tre anni.[nota 5][85]

Alle elezioni regionali in Molise del 2011 il partito elegge un consigliere regionale, all'interno della coalizione di centrosinistra.

L'alleanza Italia. Bene Comune con Bersani e Vendola per le elezioni politiche del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italia. Bene Comune, Elezioni politiche italiane del 2013 e Pier Luigi Bersani.
Italia. Bene Comune, il logo dell'alleanza politica tra Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Centro Democratico e Partito Socialista Italiano per le elezioni politiche del 2013.

Il partito riacquista visibilità nell'ottobre 2012, quando il Segretario Nencini firma, insieme a Pier Luigi Bersani ed a Nichi Vendola, la Carta d'Intenti in vista delle elezioni politiche del 2013, dando vita alla coalizione di centrosinistra detta Italia. Bene Comune.[86][87]

In occasione delle elezioni primarie di coalizione il PSI sostiene la candidatura di Pier Luigi Bersani, sia al primo che al secondo turno; Bersani risulta vittorioso e diventa quindi il candidato presidente del consiglio della coalizione.[88]

Alle elezioni politiche del 2013 per il centro-sinistra si presentano tre liste, quella del Partito Democratico, di Sinistra Ecologia Libertà e del Centro Democratico, che sostengono Pier Luigi Bersani come futuro premier.

Il PSI presenta propri candidati nelle liste del PD sia alla Camera sia al Senato, tranne che in Lazio, Campania e Calabria, dove le liste sono comuni solo per la Camera.[89]

Il partito ottiene l'elezione di quattro deputati (Raffaele Di Gioia, Marco Di Lello, Pia Locatelli e Oreste Pastorelli) e due senatori (Riccardo Nencini nelle Marche e Fausto Guilherme Longo nella circoscrizione America meridionale), tutti candidati nelle liste del PD.

La fiducia al governo Letta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta ed Enrico Letta.
Enrico Letta (PD), capo dell'omonimo governo sostenuto anche dal PSI.

Alla fine di aprile il partito accorda la fiducia al Governo Letta, a seguito del fallimento di Bersani di formare un governo.[90]

In seguito il segretario Nencini precisa, in un'intervista all'Avanti!, che:

« Ora metteremo in pratica ciò che abbiamo dichiarato nel dibattito in Parlamento. Sosterremo il governo negli indirizzi generali della sua politica così come riferiti al programma. In secondo luogo esamineremo punto per punto i singoli provvedimenti. Nessuna fiducia al buio. Terzo, esigo che la convenzione costituente venga costruita tenendo conto di tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Tutti i partiti presenti devono contribuire a scrivere le nuove regole »
(Riccardo Nencini, intervista all'Avanti!, 3 maggio 2013[91])

In seguito alle dimissioni di Ignazio Marino del 22 maggio 2013, entra in Senato il socialista Enrico Buemi, che passa a far parte del Gruppo Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI diventando così il terzo senatore socialista.[92]

Nell'estate del 2013 il segretario Nencini invita i cittadini a firmare per i referendum proposti dal partito radicale, dichiarando: «La questione giustizia prescinde dal caso Berlusconi: riguarda un italiano su sei, perché ci sono 10 milioni di cause aperte, alcune risalenti anche al precedente millennio».[93][94][95]

Martin Schulz, membro del Partito Socialdemocratico di Germania e presidente del Parlamento europeo, è il candidato del Partito Socialista Europeo (di cui il PSI fa parte) alla presidenza della Commissione europea per le elezioni europee del 2014.

Il 12 settembre 2013 il partito organizza la sua festa nazionale a Grosseto, intitolata «Europei di lingua italiana», alla quale sono invitati (tra gli altri) Guglielmo Epifani, Nichi Vendola, Benedetto Della Vedova, Francesco Ferrara, Mario Staderini, Vannino Chiti, Goffredo Bettini, Claudio Martelli e Luigi Angeletti.[96]

Nell'ottobre 2013 il partito organizza una campagna per la candidatura alla presidenza della Commissione europea di Martin Schulz (PSE), all'epoca presidente del Parlamento europeo ed esponente di spicco del Partito Socialista Europeo, di cui il PSI fa parte.[97][98]

Alla fine del mese Marco Di Lello, capogruppo alla Camera dei deputati del PSI, ha espresso la volontà del partito di partecipare alle elezioni europee del 2014 con una lista unica (insieme a PD e SEL):[99]

« L’obiettivo è chiaro: arrivare alle elezioni europee con una sinistra unita che si riconosce nel Partito Socialista Europeo: stiamo lavorando in questo senso. »

Le elezioni regionali del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni regionali del Lazio del 24 e 25 febbraio 2013, che vedono vincitore Nicola Zingaretti e la coalizione di centro-sinistra, il PSI, ottenendo l'1,98%, elegge all'interno della coalizione vincente un consigliere regionale nella circoscrizione di Roma, Oscar Tortosa[100], poi sostituito da Daniele Fichera.

Nelle elezioni regionali in Lombardia ottiene lo 0,30% e in quelle in Molise ottiene l'1,87%, senza conseguire tuttavia alcun seggio.

Il PSI partecipa alle elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 27 ottobre 2013:

In quell'occasione il PSI non ottiene alcun seggio.

Nello stesso anno il PSI partecipa alle elezioni regionali in Basilicata del 17 e il 18 novembre 2013, sostenendo con una propria lista il candidato a Presidente Marcello Pittella, all'interno della coalizione di centrosinistra (insieme a PD, IdV, Centro Democratico).[105]

In quell'occasione il PSI ottiene un seggio (nella persona di Francesco Pietrantuono), così come alle precedenti elezioni.[106]

La decadenza da senatore di Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

In occasione del voto al Senato sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, come previsto della legge Severino, il partito, attraverso il portavoce del gruppo Per le Autonomie - Partito Socialista Italiano Karl Zeller (di cui il PSI fa parte), dichiara il proprio voto a favore della decadenza.[107][108][109]

Il terzo congresso (2013)[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo congresso del partito si svolge a Venezia in tre giornate (29 novembre, 30 novembre e 1º dicembre). Esso avrebbe dovuto eleggere il nuovo segretario, scegliendo fra tre mozioni distinte:

  • La società della fiducia: la mozione proponeva la rielezione di Nencini a segretario del partito. Il documento sosteneva l'azione del governo Letta.[110]
  • Per una nuova forza Socialista nella sinistra italiana: la mozione, elaborata dalla sinistra del partito, era critica verso l'alleanza con il PD e verso il governo delle larghe intese. Sosteneva Franco Bartolomei alla segreteria.[111]
  • Mozione per il cambiamento e la rigenerazione del PSI: la mozione proponeva Angelo Sollazzo alla segreteria del PSI. Era incentrata sulla necessità del dialogo con PD e con SEL.[112]

Al termine delle votazioni Riccardo Nencini risulta eletto nuovamente alla segreteria a larghissima maggioranza.[113]

Il congresso da inoltre spazio a numerosi interventi, tra cui: Gaetano Quagliariello (NCD), Gianfranco Schietroma (PSI), Lello Di Gioia (PSI), Carlo Vizzini (PSI), Adela Gambaro (ex M5S), Carmela Parziale (Unione delle Camere Penali), Pier Virginio Gastoli (Consiglio Italiano del Movimento Europeo), Luana Zanella (Verdi), Mauro Del Bue (PSI), Luigi Angeletti (UIL), Nichi Vendola (SEL) e Susanna Camusso (CGIL).[114]

Anche il presidente del Consiglio Enrico Letta interviene al congresso, di ritorno da un viaggio da Vilnius.[113][115]

Il rapporto con il PD di Matteo Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Il governo Renzi, sostenuto dai socialisti, di cui Nencini (non presente nella foto) fa parte in qualità di viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.[116]

Il 26 febbraio 2014, a seguito delle dimissioni di Enrico Letta dalla carica di presidente del Consiglio, il PSI accorda la fiducia al nuovo governo, presieduto da Matteo Renzi.[117][118] Il segretario Nencini afferma, nel suo discorso al Senato:[119]

« Oggi daremo la fiducia a un governo europeista [che] nasce con l'ambizione di giungere al 2018. Dovrà affrontare anni difficili: fragilità sociale, vacuità della sovranità, debolezza economica. »

Il 28 febbraio Renzi annuncia la nomina di Nencini a vice-ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti[120], assegnando ai socialisti una rappresentanza nell'esecutivo.[116][121] A seguito di ciò Bobo Craxi ricorderà a Nencini che esiste «incompatibilità tra le [due] cariche» e gli chiederà di affrontare la questione.[122]

Il 19 marzo la direzione nazionale del PSI, a larga maggioranza, concede a Nencini una deroga per poter svolgere contemporaneamente le due funzioni.[123]

In occasione del dibattito sulla riforma della legge elettorale, fortemente voluta da Matteo Renzi, gli esponenti socialisti criticano alcuni aspetti di tale riforma, quali le percentuali troppo elevate delle soglie di sbarramento e la mancanza delle cosiddette «quote rosa».[124][125][126] Nonostante ciò il PSI vota a favore della riforma elettorale alla Camera dei deputati.[127][128]

Le elezioni regionali in Sardegna del 2014[modifica | modifica wikitesto]

I socialisti, in occasione delle elezioni regionali in Sardegna del 2 marzo 2014, si schierano a sostegno del candidato a Presidente del Partito Democratico Francesco Pigliaru, con una propria lista che ottiene l'1,39% dei voti, con l'elezione a consigliere regionale di Raimondo Perra.[129]

L'accordo con il PD per le elezioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 aprile 2014 il vicesegretario del PD, Lorenzo Guerini, annuncia che:[130]

« Alle prossime elezioni europee vi saranno candidati del Partito socialista nelle liste del Pd. È l'inizio di una collaborazione che potrebbe anche portare alla confluenza del Ps dentro il Pd. »

Il segretario Nencini conferma l'accordo con il democratici, sottolineando il suo apprezzamento per il nuovo simbolo elettorale del PD, che ha un chiaro riferimento al PSE[131] e ribadendo l'importanza di sostenere Martin Schulz alla presidenza della Commissione europea.[132]

I candidati socialisti nelle liste del PD sono stati 4: Rita Cinti Luciani nella circoscrizione Italia nord-orientale, Mario Serpillo in quella dell'Italia meridionale, Marina Lombardi nella circoscrizione Italia nord-occidentale, Claudio Bucci nella circoscrizione dell'Italia centrale.[133][134]

La lista del Partito Democratico ottiene il 40,8% dei voti, eleggendo 31 eurodeputati, ma tra loro non vi è nessun esponente del PSI.

Le elezioni regionali del 2015[modifica | modifica wikitesto]

I socialisti, in occasione delle elezioni regionali del 2015, si schierano, in tutte le regioni che vanno al voto, a sostegno dei candidati a Presidente del Partito Democratico, con proprie liste o liste civiche.[135]

In occasione delle elezioni regionali in Campania, il PSI partecipa alle primarie di coalizione del centrosinistra, candidando Marco Di Lello alla carica di presidente della regione.[136] L'esponente socialista ottiene circa il 5,5%, mentre le primarie vengono vinte da Vincenzo de Luca del (PD).[136][137]

Il 31 maggio la lista socialista, alleata del PD, raccoglie il 2,2% e un seggio al consiglio regionale, nella persona di Vincenzo Maraio.[138][139]

In occasione delle elezioni regionali nelle Marche, il PSI contribuisce alla nascita di Uniti per le Marche, formazione alleata del PD e dell'UDC, che comprende anche la Federazione dei Verdi, l'Italia dei Valori, Scelta Civica per l'Italia e un coordinamento di Liste Civiche.[140] La lista sostiene la candidatura a presidente di Luca Ceriscioli (PD).[140]

La lista ottiene il 5% dei voti e due seggi in consiglio regionale, entrambi di esponenti socialisti, Boris Rapa e Moreno Pieroni (quest'ultimo entra in Giunta come assessore).[141]

Alle elezioni regionali in Veneto, i socialisti sostengono la candidatura di Alessandra Moretti (PD) con una lista elettorale chiamata Veneto Civico, insieme a Italia dei Valori e Scelta Civica per l'Italia.[142][143]

La lista raccoglie l'1,45% dei voti e un seggio in consiglio regionale, ottenuto da un indipendente (Pietro Dalla Libera).[144]

In occasione delle elezioni regionali in Toscana, il PSI presenta la lista "Il Popolo Toscano", alleata del PD, a sostegno della ricandidatura di Enrico Rossi.[145][146]

La lista ottiene l'1,72% dei voti e non ottiene l'elezione di alcun consigliere regionale.[147]

Nelle Elezioni regionali in Umbria del 2015 il PSI promuove la lista “Socialisti Riformisti Territori per l'Umbria”, in appoggio della ricandidatura della Presidente uscente Catiuscia Marini, del Partito Democratico. Risulta eletto consigliere l'assessore regionale uscente Silvano Rometti.[148]

Inoltre, l'ex sindaco socialista del Comune di Avigliano Umbro, Giuseppe Chianella, è nominato assessore esterno nella Giunta Marini.[149]

Di Gioia e Di Lello lasciano il PSI[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 giugno 2015 Lello di Gioia annuncia la sua decisione di lasciare il PSI. Secondo quanto riporta il Corriere del Mezzogiorno, il deputato socialista risulta coinvolto in un'inchiesta condotta dalla Procura di Trani sul fallimento di un istituto sanitario ecclesiastico privato.[150]

Tale decisione viene presa «per non coinvolgere il partito».[150][151]

Il deputato Marco di Lello, che ha lasciato il PSI per aderire al Partito Democratico, auspicando l'ingresso del suo ex-partito nel PD.[152]

Successivamente, in un'intervista al Corriere della Sera nell'estate del 2015, il deputato socialista Marco di Lello annuncia la sua intenzione di aderire al PD e di proporre la stessa soluzione a tutto il partito socialista.[152][153]

Questa decisione causa numerose polemiche tra esponenti dello PSI contrari alla proposta, tra cui Pia Locatelli, Enrico Buemi e Fausto Guilherme Longo.[154][155] Anche il segretario Nencini si schiera contro questa possibilità, affermando che:[154]

« I parlamentari socialisti tutti – da Buemi a Longo al Senato, da Pia Locatelli a Pastorelli alla Camera – e così i segretari regionali e i consiglieri regionali, con i quali ho parlato, restano al loro posto. Con convinzione. Rivolgo un appello a tutti i socialisti. C’è bisogno di unità per dare dignità alla nostra storia e per tenerla in vita. C’è bisogno di tutta la forza che abbiamo. »

Nencini infine dichiara che:[153]

« È una decisione solitaria, il popolo socialista è qui presente così numeroso. Certo noi perdiamo un caro compagno e per me un carissimo amico. Marco però ha fatto una scelta solitaria che non commento. Cosa fatta capo ha »

Nuove adesioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 ottobre 2015 Nencini annuncia che, all'interno dell'Assemblea regionale siciliana, tre suoi componenti hanno aderito al PSI, portando la presenza socialista a cinque deputati regionali.[156] Gli altri due esponenti socialisti sono il vice presidente vicario dell'ARS Antonio Venturino e il deputato questore Nino Oddo.

I neo-deputati socialisti, Giovanni Di Giacinto, Marco Forzese e Antonio Malafarina, appartenevano tutti al partito Il Megafono, il cui leader e oggi unico esponente è l'attuale governatore Rosario Crocetta.[157][158]

Successivamente, nel dicembre 2015 il deputato regionale Marco Forzese ha aderito all'UDC.[159]

A livello nazionale, l'11 settembre 2014 aderisce al gruppo parlamentare Per le Autonomie - PSI - MAIE e al PSI il senatore Lorenzo Battista, espulso dal Movimento 5 Stelle.

Nel novembre 2014 Claudio Fava (ex SEL) aderisce alla componente socialista del gruppo misto della Camera.[160] In seguito, alla fine del 2015, Fava aderirà a Sinistra Italiana, abbandonando il PSI.[161]

Il 2 dicembre 2015 Carmelo Lo Monte, deputato eletto con il Centro Democratico e poi passato al gruppo misto, aderisce al PSI, nonché alla componente socialista del gruppo misto.[162]

Il quarto congresso (2016)[modifica | modifica wikitesto]

La città di Salerno, che ha ospitato il quarto Congresso nazionale del Partito Socialista Italiano.

Esso si svolge a Salerno dal 15 al 17 aprile 2016 e vede la nuova conferma di Nencini alla segreteria del partito[163][164].

Il referendum sulle trivellazioni del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Piattaforma di produzione di gas naturale «Annamaria B» nel mare Adriatico al largo di Ravenna

In occasione del referendum abrogativo del 2016 in materia di trivellazioni per l'estrazione di idrocarburi nelle acque territoriali italiane entro le 12 miglia nautiche dalla costa, il PSI non risulta né tra i soggetti favorevoli alle trivellazioni né in quelli contrari.[165]

Nonostante ciò il PSI della Sicilia (con altre federazioni locali del PSI[166][167]) si schiera a favore del "Sì" e quindi contro la prosecuzione delle attività estrattive senza limiti di tempo, fino al completo esaurimento dei giacimenti.[168]

Valori[modifica | modifica wikitesto]

Nel "Manifesto dei valori" del PSI è scritto:

  • Il Partito socialista, in Italia come nel resto d'Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali; si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni di genere e di orientamento sessuale, di etnia, di nazionalità e di religione e vuole dare voce a tutti coloro a cui vengono negati diritti ed interessi fondamentali.
  • Il Partito Socialista si propone di realizzare, con forme nuove e adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità, di solidarietà e di progresso.
  • Il Partito Socialista crede nella libertà e nelle libertà, intese come possibilità di scegliere sulla base della propria responsabilità
  • Il Partito Socialista crede nel valore dell'uguaglianza che si realizza attraverso l'allargamento delle libertà; opera concretamente affinché sia garantito a tutti il massimo delle opportunità; promuove le condizioni perché ciascun individuo possa decidere il proprio destino. L'uguaglianza e la libertà delle persone sono indivisibili
  • Il Partito Socialista difende il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse; crede nella libertà di pensiero e nel valore della diversità delle opinioni e delle fedi
  • Il Socialismo considera il lavoro come l'espressione più alta della persona e persegue politiche della piena occupazione, secondo principi di flessibilità e sicurezza, promuovendo l'istruzione e la formazione durante l'arco di tutta la vita
  • Le politiche per la giustizia sociale comprendono la lotta contro il crimine e contro le cause che lo producono, per rimuovere le condizioni che incentivano i comportamenti violenti e comunque illegali.

Il "pantheon" comprende le figure di Filippo Turati, Carlo Rosselli, Sandro Pertini, Bruno Buozzi, Salvatore Carnevale, Pietro Nenni, Riccardo Lombardi, Francesco De Martino, Antonio Giolitti, Loris Fortuna, Bettino Craxi e Marco Biagi.

Strutture del Partito[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi principali sono innanzitutto la Segreteria nazionale (il cui compito è coadiuvare con funzioni esecutive il Segretario) e il Consiglio Nazionale.

Il Consiglio Nazionale è composto da 325 membri, di cui un terzo eletti dal Congresso Nazionale e i restanti eletti dai Congressi regionali, in proporzione alle quote riconosciute agli stessi.

Fra le sue funzioni rientrano quelle di indirizzare la linea politica scaturita dal Congresso ed eleggere in prima seduta il Presidente, il Tesoriere e la Direzione Nazionale.

La Direzione Nazionale è composta dal Segretario, da 50 membri eletti dal Consiglio Nazionale, dal Presidente, dal Tesoriere, dal Responsabile della Commissione Nazionale di Garanzia, dal Rappresentante della Federazione giovanile, dai Segretari regionali, nonché dagli eletti a vario titolo nelle istituzioni.

Segretario nazionale

Presidente del Consiglio nazionale

Correnti[modifica | modifica wikitesto]

  • «La Società della Fiducia». Il gruppo vicino al segretario Riccardo Nencini e che ne ripropone la candidatura a segretario.[110]
  • «Per una nuova forza Socialista nella sinistra italiana». Il gruppo della sinistra del partito, che sostiene il membro della segreteria nazionale Franco Bartolomei.[111]
  • «Mozione per il cambiamento e la rigenerazione del PSI». Il gruppo di Angelo Sollazzo e Roberto Biscardini, fortemente legata al craxismo e avversa ai modelli culturali della sinistra radicale.[112]

Organi d'informazione[modifica | modifica wikitesto]

Organi ufficiali del partito sono la rivista mensile Mondoperaio, fondata da Pietro Nenni e consultabile sul proprio sito ed anche sui siti web del PSI, e lo storico settimanale (recentemente rifondato) Avanti! della domenica.

Dal 5 gennaio 2012 è in rete Avanti! Online, quotidiano socialista diretto da Mauro Del Bue e redatto da Carlo Correr.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

logo PSI 2007 Voti % Seggi
Politiche 2008 Camera 387.355 0,98 0
Senato 311.813 0,86 0
Europee 2009 in Sinistra e Libertà 0
Politiche 2013 Camera nel Partito Democratico 4
Senato[nota 6] 57.688 0,18 2[nota 7]
Europee 2014 nel Partito Democratico 0

Rappresentanza in Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati

Gruppo Misto - Partito Socialista Italiano (PSI) - Liberali per l'Italia (PLI)[169]

XVII legislatura
3 (5) deputati (Pia Locatelli, Oreste Pastorelli, Marco Di Lello[170], Carmelo Lo Monte[171], Lello Di Gioia[172])

Senato della Repubblica

Gruppo Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI

XVII legislatura
4 senatori (Riccardo Nencini, Lorenzo Battista[173], Enrico Buemi[174], Fausto Guilherme Longo)

Congressi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note

  1. ^ Il PSI fondato nel 2007 si è dichiarato la continuazione di quello fondato nel 1892.
  2. ^ Il Partito Socialista Italiano nato nel 2007 non deve essere confuso con il Nuovo PSI, una formazione politica di centro-destra affiliata a Forza Italia
  3. ^ La «diaspora socialista» è un termine creato per indicare il fenomeno di dispersione dei membri del Partito Socialista Italiano, dopo il suo scioglimento nel 1994, in altre formazioni politiche, come i Socialisti Italiani e il Partito Socialista Riformista. Attualmente la diaspora non può considerarsi conclusa, dal momento che attualmente numerosi ex-socialisti sostengono formazioni di centro-destra (come il Nuovo PSI o Forza Italia), mentre altri hanno invece aderito ad al PD) e a sinistra (come SEL). Come si legge su un sito di storia politica:
    « Nel novembre del 1994 il Partito più antico d'Italia si scioglieva dando vita a due nuove formazioni: i Socialisti Italiani e il Partito Socialista Riformista. Oggi gli eredi del socialismo italiano sono ancora divisi. »
    (Storia del XXI secolo)
  4. ^ L'assenza dalle aule parlamentari dura poco più di tre anni: nel novembre del 2011 il senatore Carlo Vizzini, ex ministro e già segretario nazionale del Psdi, eletto nel Pdl, aderisce al Partito Socialista Italiano, rivendicando di essere stato uno dei tre fondatori italiani (insieme a Craxi e Occhetto) del Partito del Socialismo Europeo, riportando così i socialisti in Parlamento.
  5. ^ Dal 2009 al 2011, invece, eccetto per alcuni consiglieri regionali, il PSI era rimasto escluso dalla rappresentanza sia italiana sia europea. Era la prima volta dal 1946 che non vi era – a parte Stefano Caldoro del Nuovo PSI ma successivamente confluito nel PDL – nessun "socialista" in Parlamento.
  6. ^ Lista presente solo nel Lazio, in Campania e in Calabria.
  7. ^ A questi 2 senatori, eletti nelle liste del PD, se ne aggiunge un terzo, Enrico Buemi, subentrato dopo le dimissioni di Ignazio Marino.

Fonti

  1. ^ Riccardo Nencini, Partito Socialista Italiano. URL consultato il 28 gennaio 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  2. ^ I socialisti tornano alle origini nella nuova sede. Il padrone di casa è la famiglia Garibaldi, in Corriere della Sera, 1º settembre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013 (archiviato il 27 ottobre 2013).
  3. ^ (EN) Wolfram Nordsieck, ITALY, in Parties & Elections in Europe. URL consultato il 15 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2012).
  4. ^ a b Centrosinistra, Bersani chiarisce:«L'alleanza è composta da PD, Sel, Psi e Centro Democratico», in Partito Socialista Italiano, 24 gennaio 2013. URL consultato il 28 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2013).
  5. ^ (EN) Partiti membri, Partito del Socialismo Europeo. URL consultato il 30 aprile 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  6. ^ I socialisti nei consigli regionali, in Partito Socialista Italiano. URL consultato il 15 ottobre 2015 (archiviato il 23 settembre 2013).
  7. ^ Erika Dellacasa, Nencini apre alla casa riformista e gela Cicchitto: «Socialisti voi?», in Corriere della Sera, 29 aprile 2012. URL consultato il 1º novembre 2013 (archiviato il 1º novembre 2013).
    «[...] il Partito socialista italiano deve fare i conti con i suoi 23 mila iscritti (esattamente quanti ne ebbe il primo partito di Turati, 23 mila e 600: è un segno?) [...]».
  8. ^ a b Emanuele, Segreteria Psi: Il partito al lavoro per la formazione di un Polo riformista antagonista alla «Coalizione sociale» di Landini, in Partito Socialista Italiano, 1 aprile 2015. URL consultato il 15 ottobre 2015 (archiviato il 15 ottobre 2015).
    «[...] Gli iscritti al Psi per l'anno 2014 sono 23957 con un aumento di circa il 10% rispetto al 2013. [...]».
  9. ^ Psi. Approvato il tesseramento 2015, in Partito Socialista Italiano, 20 gennaio 2016. URL consultato il 15 maggio 2016 (archiviato il 15 maggio 2016).
  10. ^ Direzione Nazionale: Il partito torna a chiamarsi "Partito Socialista Italiano", in Partito Socialista Italiano, 7 ottobre 2009. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2013).
  11. ^ (EN) MEMBER PARTIES of the SOCIALIST INTERNATIONAL, in Internazionale Socialista. URL consultato il 3 novembre 2013 (archiviato il 3 novembre 2013).
  12. ^ (EN) Partito Socialista Italiano, in Partito del Socialismo Europeo. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  13. ^ a b E chi è Nencini?, in il Post, 15 ottobre 2012. URL consultato il 28 ottobre 2013 (archiviato il 28 ottobre 2013).
  14. ^ Da Pietrasanta un'onda d'urto per aprire un dibattito vero sul futuro della sinistra Italiana, in DomaniSocialista (Pietrasanta), 30 ottobre 2006. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  15. ^ a b Maria Antonietta Calabrò, Da Formica a De Michelis, via alla «rifondazione psi» anti Fassino, in Corriere della Sera, 4 marzo 2007. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  16. ^ a b Andrea Garibaldi, Boselli sfida Ds e Dl: «Saremo pure nani ma restiamo autonomi», in Corriere della Sera, 14 aprile 2007. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  17. ^ a b c Andrea Garibaldi, Boselli: «Subito l'unità socialista, rifaremo il Psi», in Corriere della Sera, 14 aprile 2007. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  18. ^ Andrea Garibaldi, Boselli: via al cantiere contro il Partito democratico, in Corriere della Sera, 13 aprile 2007. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  19. ^ Lorenzo Fuccaro, Prodi e la "chiamata" ai riformisti: «No a compromessi storici bonsai», in Corriere della Sera, 15 aprile 2007. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
  20. ^ «Abbiamo il dovere di provarci». Mussi lancia la Sinistra Democratica., in la Repubblica, 5 maggio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
    «[...] il leader di Sinistra democratica ha voluto sottolineare come d'ora in poi i progetti di Sd e del Partito democratico non siano incompatibili.».
  21. ^ Pd, è nato il comitato dei 45. Prodi: «Nessuna egemonia Ds o Dl», in la Repubblica, 23 maggio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  22. ^ Ivano di Matto, Perché il Pd può essere la casa dei socialisti italiani, in [[Partito Democratico (Italia)|]] (Foggia), 9 settembre 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  23. ^ Marzio Fatucchi, 400 socialisti scelgono il Pd, in la Repubblica (Firenze), 29 giugno 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  24. ^ Lorenzo Fuccaro, Lite sulle alleanze. Pugni (e polizia) all' assemblea del Nuovo Psi, in Corriere della Sera, 1 aprile 2007, p. 15. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
    «La bagarre culminata in urla, fischi, schiaffi, spintoni, pugni, microfoni che volano scoppia quando prende la parola il segretario De Michelis.».
  25. ^ Nuovo Psi, urla, spintoni e pugni: la polizia al consiglio nazionale, in la Repubblica, 31 marzo 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  26. ^ Giovanni Alvaro, Roberto Formaggia, Guido Marone, Ricorso avverso convocazione CN del 26/05/2007, in Partitosocialista.org, 17 maggio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2013).
  27. ^ Caldoro segretario del Nuovo Psi, in Corriere della Sera, 25 giugno 2007, p. 5. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  28. ^ Craxi e De Michelis: «Torniamo al Psi e al Garofano rosso», in Corriere della Sera, 16 giugno 2008. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
    «[...] Ma uno stop è subito arrivato da Lucio Barani, parlamentare del Pdl ed esponente del Nuovo Psi di Stefano Caldoro.».
  29. ^ De Michelis: «Costituente socialista». Caldoro: «Tu vuoi andare a sinistra», in Corriere della Sera, 8 luglio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  30. ^ Nuovo Psi, De Michelis presidente, in TGcom24, 8 luglio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  31. ^ Nuovo Psi, Battilocchio: «Costituente sia passo verso il futuro», in Adnkronos, 6 luglio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  32. ^ Lanfranco Turci et al, La Costituente Laica Liberalsocialista si riunisce dopo Bertinoro a Chianciano il 7-8 luglio. Una lettera delle Associazioni promotrici, in Liberalsocialisti, 26 maggio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
    «In questo senso, come movimento, non possiamo nasconderci, ed anzi intendiamo far nostre le istanze di cambiamento di una società che invoca per un verso la modernizzazione, la laicità e la giustizia sociale, ma che per l'altro si sente sempre più distante e irritata dalla politica.».
  33. ^ a b c Varata la Costituente socialista, Boselli: «Il nuovo partito lo chiamerei Psi», in la Repubblica, 14 luglio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  34. ^ Lorenzo Fuccaro, Costituente socialista: Boselli raccoglie il fronte degli anti Pd, in Corriere della Sera, 15 luglio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  35. ^ Nicola Terracciano, Una cronaca dell'Assemblea della «Costituente Socialista» del 14 luglio, in Liberalsocialisti.org, 14 luglio 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  36. ^ Enrico Boselli, Gavino Angius e Valdo Spini, Appello per un partito del socialismo europeo in Italia, in Partito Socialista Italiano, 31 agosto 2007. URL consultato il 30 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  37. ^ Daniele Delbene, Un sogno che si trasforma in realtà, in DomaniSocialista, 5 ottobre 2007. URL consultato il 23 settembre 2013 (archiviato il 23 settembre 2013).
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    «[...] Nuovo incontro del Partito socialista con il Pd. Ad annunciarlo, parlando con la platea dei simpatizzanti a Napoli, è il vice presidente del Senato Gavino Angius: "Lunedì - dice - in mattinata, alle 9.30, ci incontreremo con Veltroni". "Noi - specifica Enrico Boselli parlando con i giornalisti - ci presentiamo alle Camera e al Senato con il nostro simbolo. Mi auguro che il Pd ci sottoponga una discussione attorno a un programma chiaro e riformista, e che accordi nascano da questa base e non da preclusioni preventive. Vedremo lunedì che accade".».
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    «Raggiunto l'accordo tra Partito democratico e Italia dei valori (Idv) per le prossime elezioni politiche. Lo ha confermato Antonio Di Pietro al termine dell'incontro con il segretario del Pd, Walter Veltroni [...] L'Idv sottoscriverà il programma del Pd e appoggerà Veltroni candidato premier, dopo le elezioni verrà costituito un unico gruppo parlamentare. [...] Molto critico con la decisione del Pd è il leader del Partito Socialista, Enrico Boselli: «Allearsi con Di Pietro ed escludere i socialisti è una decisione che non avrebbe bisogno di commenti» afferma. «È evidente che se l'obiettivo è quello di cancellare i socialisti, Veltroni ha trovato in Di Pietro un ottimo compagno di strada».».
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    «È un fatto che l'incontro di stamani tra il candidato premier socialista Enrico Boselli e Veltroni si è concluso con un nulla di fatto. E un nulla di fatto, dopo una settimana in cui invece quell'accordo sembrava cosa fatta, ha il valore di uno stop brusco. Così Boselli e Angius stamani hanno lasciato il loft di piazza Sant'Anastasia dicendo: "Nessuno ci può chiedere di sciogliere il partito socialista, non abbiamo alcuna intenzione di annetterci". L'offerta del Pd è una sola: lasciare simbolo e premier e confluire in una sola lista.».
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    «Pd-Idv: via libera all'apparentamento Fumata bianca dal loft. L'incontro tra Veltroni e Antonio Di Pietro si è concluso con la decisione di apparentare i due simboli in una minicoalizione. Nelle liste ci saranno quindi due simboli però poi un gruppo unico alla Camera. Sarà una coalizione "in senso tecnico" con il Partito democratico, dice Di Pietro al termine dell' incontro con Veltroni. L'Idv farà poi parte dello stesso gruppo parlamentare del Pd. In futuro è possibile un unico partito Dopo che l'Idv avrà preso parte alle prossime elezioni politiche con il proprio simbolo, in coalizione con il Pd, e dopo che darà vita, sempre insieme al Pd, a un unico gruppo parlamentare "comincerà un percorso - dice Di Pietro - che porterà in futuro alla possibilità di una nostra confluenza in un unico partito".Abbiamo chiesto a socialisti e radicali la disponibilità a stare nelle nostre liste, come ha fatto Di Pietro. Questa la proposta che Veltroni rinnova alle due formazioni. Dev'essere chiaro che non vogliamo aggiungere altri simboli - spiega Veltroni - perché vogliamo creare un grande soggetto politico. Fassino: "Dopo le elezioni tutti nel gruppo unico" "Se altre forze vogliono venire con noi, le liste sono aperte - afferma l'ex segretario Ds Piero Fassino - Gli alleati possono venire con noi in campagna elettorale mantenendo il loro simbolo. Purché sia chiaro che dopo le elezioni devono entrare nel gruppo parlamentare del Pd".».
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    «Il leader del Ps ha infine difeso la scelta di utilizzare l'immagine di Gesù Cristo per uno spot elettorale, "nulla di blasfemo", anche perché "già in passato i socialisti si richiamavano alla sua figura" e perché "è stato lui il primo socialista della storia".».
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  170. ^ uscito dal PSI per aderire al PD, dal 7 giugno 2016 aderente al Gruppo Misto - MOVIMENTO PPA-MODERATI
  171. ^ eletto nella lista del Centro Democratico
  172. ^ uscito dal PSI, dal 7 giugno 2016 aderente al Gruppo Misto - MOVIMENTO PPA-MODERATI
  173. ^ dall'11 settembre 2014, espulso dal Movimento 5 Stelle
  174. ^ primo dei non eletti nelle liste PD, subentrato al dimissionario Ignazio Marino il 2 luglio 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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