Elly Schlein

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Elena Ethel Schlein
Elly Schlein-Manifestazione contro il JA del 25.10.2014 a Roma.jpg

Eurodeputata
Legislature VIII
Gruppo
parlamentare
Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Circoscrizione Italia nord-orientale

Dati generali
Partito politico PD-PSE (2014 - 2015)

Possibile (2015 - attuale)

Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione segretaria di produzione cinematografica

Elena Ethel Schlein, detta Elly (Lugano, 4 maggio 1985), è una politica italiana, europarlamentare eletta nelle liste del PD, passata a Possibile dal maggio 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Nipote[1][2] del magistrato senese Agostino Viviani, dopo aver conseguito la maturità al Liceo cantonale di Lugano, si trasferisce a Bologna dove nel marzo 2011 si laurea in Giurisprudenza, discutendo una tesi di Diritto costituzionale, relatore professor Andrea Morrone.

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 contribuisce a fondare a Bologna l'associazione studentesca universitaria Progrè che si occupa di approfondire e sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi legati alle politiche migratorie e alla realtà carceraria, pubblicando una propria rivista e organizzando, dal 2012 e con cadenza annuale, ProMiGrè, un "festival" con incontri e tavole rotonde con la partecipazione di politici ed esperti[3].

Nell'aprile 2013, dopo l'affossamento della candidatura al Quirinale di Romano Prodi a causa di un centinaio di franchi tiratori tra le file del PD, i cosiddetti 101, decide con altri di dare vita alla campagna di mobilitazione "#OccupyPD", poi sfociata nell'occupazione di numerose sedi del partito per dare voce al malumore di parte della base giovanile circa la scelta dei vertici nazionali di far nascere il Governo Letta con una maggioranza basata sulle cosiddette "larghe intese"[4]. Nel dicembre dello stesso anno aderisce alla mozione che, in vista delle elezioni primarie, sostiene la candidatura di Pippo Civati a segretario nazionale del PD. È quindi eletta come esponente della corrente "civatiana" alla Direzione nazionale del partito[5].

Candidatura ed elezione al Parlamento Europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2014 si candida per un seggio all'Europarlamento nella circoscrizione nord-orientale, dando vita ad una campagna elettorale, ribattezzata "Slow Foot", all'insegna della sostenibilità e lanciando l'hashtag, che presto diventa virale, "#siscriveschlein"[6]. Alle elezioni europee del 25 maggio 2014 risulta eletta parlamentare europeo con 53.681 voti di preferenza[7]. È vicepresidente della delegazione alla commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Albania (D-AL) e membro della Commissione per lo sviluppo (DEVE).

Durante maggio 2015 annuncia, tramite un post su Facebook, l'abbandono del Partito Democratico, essendo in dissenso con la nuova linea politica del partito impressa dal Segretario Matteo Renzi ed aderisce a Possibile, il partito fondato da Giuseppe Civati.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. La Spinta, rivista supplemento a Liberetà, gennaio 2017, pag. 4, articolo di Paola Quarenghi: Una forza della natura in parlamento, p. 4, al link: https://www.cgilbo.it/wp-content/uploads/2016/01/la_spinta_dicembre_2017_ok_web.pdf, url consultato l'ultima volta il 19 giugno 2018.
  2. ^ Cfr. il sito di Giuseppe Civati, L'isola di Elly, https://www.ciwati.it/2014/05/17/lisola-di-elly/, url consultato l'ultima volta il 19 giugno 2018.
  3. ^ Sito web dell'associazione universitaria Progrè Archiviato il 29 maggio 2014 in Internet Archive.
  4. ^ #OccupyPD, sedi di partito occupate da giovani del Pd, su corriere.it. URL consultato il 28 maggio 2014.
  5. ^ I componenti della Direzione nazionale del PD, su partitodemocratico.it. URL consultato il 28 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2014).
  6. ^ Slow Foot, la Schlein in bicicletta sotto la pioggia per i beni comuni, su gazzettadireggio.gelocal.it. URL consultato il 28 maggio 2014.
  7. ^ Preferenze, in Emilia fuori Caronna, dentro la Schlein, su bologna.repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2014.
  8. ^ Elly Schlein: Volevo riportare Prodi nel PD ma ora non sopporto più le troppe scelte di destra su repubblica.it

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]