Guglielmo Epifani

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Guglielmo Epifani
Ettore Guglielmo Epifani daticamera 2018.jpg

Presidente della X Commissione (Attività Produttive) della Camera dei deputati
Durata mandato 7 maggio 2013 –
22 marzo 2018
Presidente Laura Boldrini
Predecessore Manuela Dal Lago

Segretario del Partito Democratico
Durata mandato 11 maggio 2013 –
15 dicembre 2013
Presidente Rosy Bindi
Predecessore Pier Luigi Bersani
Successore Matteo Renzi

Segretario Generale della CGIL
Durata mandato 12 settembre 2002 –
3 novembre 2010
Predecessore Sergio Cofferati
Successore Susanna Camusso

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
* Partito Democratico (XVII)
* Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista (XVII)
* Misto - Liberi e Uguali (XVIII)
Circoscrizione XVII:
Campania 1

XVIII:
Sicilia 2

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista (dal 2017)
In precedenza:
PSI (fino al 1994)
Ind (1994-1998)
DS (1998-2007)
PD (2007-2017)
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Università Università degli Studi di Roma La Sapienza
Professione Sindacalista

Ettore Guglielmo Epifani (Roma, 24 marzo 1950) è un sindacalista e politico italiano.

Segretario Generale della CGIL dal 2002 al 2010, dall'11 maggio 2013 al 15 dicembre 2013 è stato il segretario del Partito Democratico.

Tuttavia nel 2017 ha abbandonato quello stesso partito di cui era stato segretario a causa dei disaccordi interni per la linea attuata dal suo successore, Matteo Renzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma da genitori di origine campana[1], nel 1953 la famiglia si trasferì a Milano per poi tornare nella capitale, nel quartiere Talenti, dove Epifani terminò il liceo presso il liceo Orazio conseguendo la maturità classica nel 1969. Nel 1973 si laureò all'Università La Sapienza di Roma in filosofia con una tesi su Anna Kuliscioff.

Carriera sindacale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea si iscrisse alla CGIL, dove per alcuni anni lavorò come sindacalista. Nel 1974 diresse la Casa editrice della Confederazione, l'Esi, aumentando in maniera considerevole il suo prestigio all'interno della confederazione: nel giro di due anni approdò prima all'Ufficio sindacale, dove coordinò le politiche contrattuali delle categorie, e poi all'Ufficio Industria della Confederazione.

Epifani segretario della CGIL.

Socialista, nel 1979 incomincia la sua carriera di dirigente sindacale con l'incarico di segretario generale aggiunto della categoria dei lavoratori poligrafici e cartai. Nel 1990 entra nella segreteria confederale e nel 1993 sarà nominato segretario generale aggiunto da Bruno Trentin. È stato iscritto prima al Partito Socialista Italiano e, dopo la fine del PSI, al partito dei Democratici di Sinistra.

Vice di Sergio Cofferati dal 1994 al 2002, a seguito della conclusione del mandato di Cofferati, diviene segretario generale della CGIL, primo socialista a guidarla dai tempi della sua ricostituzione nel 1944. Il 16 ottobre 2010 Guglielmo Epifani pronuncia il suo ultimo discorso da segretario CGIL in Piazza San Giovanni, a Roma, in occasione della manifestazione della FIOM. Il 3 novembre 2010 gli succede alla guida Susanna Camusso, prima donna segretaria della CGIL.

A seguito di un articolo scritto su Libero dopo aver ricevuto una lettera da Gianni Rinaldini, segretario della FIOM, nell'ottobre 2013 la trasmissione televisiva Le Iene intervista Epifani in merito all'aumento del proprio stipendio come segretario della CGIL del 18% avvenuto nel 2004.[2] In merito a questo episodio, gli venne chiesto chi fosse stato a decidere di aumentare lo stipendio del segretario da 4.399 euro a 5.183,69 euro lordi, ricevendo come risposta che era stata la segreteria, cosa che non coincide con il regolamento dell'epoca del sindacato, che prevedeva che fosse il direttivo nazionale a decidere della retribuzione del segretario.[3][4][5][6]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2013 è candidato alla Camera dei deputati, nella circoscrizione Campania 1, come capolista del Partito Democratico, venendo eletto deputato della XVII Legislatura.[7]

Il 7 maggio 2013 viene eletto presidente della X Commissione permanente (Attività produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati.[8]

Segretario reggente del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

L'11 maggio 2013 è stato nominato, in seguito alle dimissioni di Pier Luigi Bersani, Segretario reggente del Partito Democratico, ricevendo dall'assemblea del partito 458 voti, pari all'85,8% dei voti validi, su 534.[9]

Il 15 dicembre seguente viene sostituito dal Matteo Renzi, eletto Segretario alle primarie dell'8 dicembre precedente.

L'addio al PD[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 febbraio 2017 prende parte alla scissione dell'ala sinistra del Partito Democratico, aderendo ad Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista.[10]

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 è candidato nella lista Liberi e Uguali e viene rieletto alla Camera dei Deputati entrando a far parte della XVIII legislatura.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo Epifani è stato oggetto di molte critiche da parte del mondo sindacale e della stampa. L'ex Segretario CGIL, in totale contrasto con le battaglie condotte da sindacalista in difesa dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ha votato a favore per la riforma del lavoro passata alla cronaca come Jobs Act durante il governo di Matteo Renzi[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sacco festeggia per la nomina di Guglielmo Epifani segretario del PD, su infoagropoli.it. URL consultato il 13 luglio 2013.
  2. ^ Filmato audio Filippo Roma, ROMA: Lo stipendio di Epifani, in Le Iene, Mediaset.
  3. ^ Le Iene e lo stipendio di Guglielmo Epifani: intervista integrale (video), in Blitzquotidiano.it, 16 ottobre 2013.
  4. ^ Epifani colleziona stipendi: ecco la sinistra dei poveri, in Libero, 9 agosto 2013.
  5. ^ Stipendio aumentato del 18% a Epifani, “non so nulla, è stata la segretaria della Cgil”, Imola Oggi, 17 ottobre 2013.
  6. ^ Libero: “Guglielmo Epifani colleziona stipendi. E tutto a spese nostre… “, Blitzquotidiano.it, 9 agosto 2013.
  7. ^ (IT) Redazione online, Campania, ecco tutti gli eletti alla Camera Entrano Cesaro, Cimmino e Fico, in Corriere del Mezzogiorno. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  8. ^ Presidente X commissione, dal sito della Camera dei Deputati, su camera.it. URL consultato il 12 maggio 2013.
  9. ^ Epifani eletto, è il nuovo segretario Pd, Corriere della Sera, 11 maggio 2013. URL consultato l'11 maggio 2013.
  10. ^ Nasce Articolo 1- Movimento democratici progressisti. Speranza: "Lavoro e giovani prima di tutto", in Repubblica.it, 25 febbraio 2017. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  11. ^ Da Epifani a Damiano, gli ex sindacalisti hanno detto sì al Jobs Act, su espresso.repubblica.it, 26 novembre 2014. URL consultato il 2 agosto 2016.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il sindacato nella resistenza, Roma, Editrice sindacale italiana, 1975.
  • Il valore sociale del lavoro. L'identità dei democratici di sinistra, con Sergio Cofferati (a cura di), Roma, Ediesse, 2001.
  • Non rassegnarsi al declino. Politiche industriali per competitività e sviluppo, con Carla Cantone e i segretari di strutture confederali e di categoria della Cgil, Roma, Ediesse, 2005.
  • Cent'anni dopo. Il sindacato dopo il sindacato, con Vittorio Foa, Torino, Einaudi, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2764572 · ISNI (EN0000 0001 0863 6343 · SBN IT\ICCU\IEIV\056657 · BNF (FRcb15100903j (data)