Monica Frassoni

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Monica Frassoni
Monica Frassoni 2019.jpg

Co-Presidente Partito Verde Europeo
Durata mandato 21 ottobre 2009 –
5 novembre 2019
Cotitolare Reinhard Bütikofer

Europarlamentare
Durata mandato 20 luglio 1999 –
14 luglio 2009
Legislature V, VI
Gruppo
parlamentare
Verdi/ALE
Circoscrizione Belgio Vallonia (V)
Italia nord-ovest (VI)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Federazione dei Verdi
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Università Università degli Studi di Firenze

Monica Frassoni (Veracruz, 10 settembre 1963) è una politica italiana.

Parlamentare europeo dal 1999 al 2009, nel 2010 ha co-fondato la European Alliance to save Energy (di cui è l’attuale Presidente), una organizzazione composta da importanti imprese e organizzazioni della società civile orientata al mondo dell’impresa, che ha l’obiettivo di promuovere e sostenere il risparmio energetico e un nuovo modello energetico.[1] È anche membro del comitato direttivo della Coalition of Energy Savings.[2]

Dal 2013 presiede il consiglio di amministrazione del Centro europeo d’assistenza elettorale (ECES), una fondazione privata no-profit creata nel 2010 per realizzare progetti di assistenza elettorale in tutto il mondo.

Monica Frassoni è membro del consiglio di direttivo di "Friends of Europe", uno dei principali think tank che si impegna a promuovere una Europa più inclusiva, sostenibile e lungimirante. È anche membro del consiglio direttivo della Fondazione “Ceci n'est pas une crise”, creata nel 2013 in Belgio per rispondere alle sfide del populismo culturale e identitario.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Monica Frassoni è laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Firenze Cesare Alfieri. La sua carriera politica ha inizio nel 1983, quando diviene attiva nel Movimento Federalista Europeo. Nel 1987 si trasferisce a Bruxelles, dopo essere stata eletta Segretario Generale della sezione europea dei Giovani Federalisti Europei ("JEF Europe").[4]

È coinvolta nelle politiche giovanili anche nel periodo 1991-1993, quando viene nominata Presidente della European Co-Coordinating Bureau of Youth NGOs.

1999-2009: gli anni al Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, Monica Frassoni inizia a lavorare per il gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo, occupandosi di questioni costituzionali, stato di diritto, procedure e immunità. In questo ruolo, lavora a stretto contatto con Adelaide Aglietta, Alexander Langer e Paul Lannoye; è fortemente coinvolta nell’attuazione delle nuove competenze legislative del Parlamento europeo, a seguito della riforme istituzionali conclusesi nei trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza.

Nel 1999,riceve il primo mandato da Eurodeputata, venendo eletta con Ecolo, diventando la prima politica di nazionalità di un paese della UE ad essere eletta in Belgio e la prima cittadina italiana a essere eletta parlamentare europeo all'estero. Durante questa prima legislatura si occupa di affari costituzionali e diritti umani, seguendo da vicino i negoziati per l'allargamento della UE a Cipro e per la riforma della UE. Si è occupata anche di questioni ambientali specifiche, con una chiara dimensione europea in materia di diritto comunitario, quali la tutela del fiume Ebro in Spagna, le infrastrutture ad alta velocità come il tunnel Torino-Lione, i rifiuti a Napoli, le infrastrutture e le concessioni autostradali in Lombardia ecc.

Dal 2002 al 2009 è co-Presidente insieme a Daniel Cohn-Bendit del gruppo Verdi/ALE, che nel frattempo è cresciuto fino a diventare il quarto gruppo del Parlamento europeo per numero di deputati. Ancora oggi il gruppo è composto da partiti verdi, regionalisti e progressisti.[5]

Nel giugno 2004, Monica Frassoni viene rieletta per un secondo mandato con il partito dei Verdi italiani “Federazione dei Verdi”. In questo periodo, è membro della Commissione Giuridica e membro sostituto della Commissione per gli Affari costituzionali e di quella per l'Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare. Fa parte della delegazione per le relazioni con il Mercosur, della delegazione per le relazioni con l'Iran e di quella all'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Per tre anni è relatrice della relazione annuale del Parlamento europeo sull'attuazione del diritto comunitario, perciò segue da vicino la revisione delle procedure di infrazione effettuate dalla Commissione europea, il lavoro per rendere più trasparente l’influenza delle lobbies sul lavoro del PE e quello volto a valorizzare la mobilitazione dei cittadini.[6] Fa parte anche del team negoziale del Parlamento europeo nel gruppo di lavoro sulla riforma del Parlamento, guidato da Dagmar Roth-Behrendt, e in quello sull'Accordo Interistituzionale Legiferare Meglio.

In occasione delle elezioni dell’assemblea costituente in Bolivia nel mese di luglio 2016, Monica Frassoni è nominata capo della missione di Osservazione elettorale dell'Unione europea dall'ex Commissario per le relazioni esterne e la Politica europea di vicinato, Benita Ferrero-Waldner. Ha poi ricoperto la medesima carica in Venezuela per le elezioni presidenziali nel dicembre dello stesso anno.[7]

Nel 2007, viene candidata dal suo gruppo per la presidenza del Parlamento europeo contro Hans-Gert Pöttering, su un programma verde, a favore del cambiamento e anti-Grande Coalizione.[8] Riceve un numero di voti pari a circa tre volte il numero di membri del suo gruppo.

Dal 2003 Monica Frassoni diviene membro dell'esecutivo e in seguito vicepresidente della Rete parlamentare per Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.

Dal 2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, dopo la fine del suo secondo mandato al Parlamento europeo, è eletta co-Presidente del Partito Verde Europeo, rieletta poi nel 2012 e nel 2015. Il suo mandato si è concluso nel novembre 2019.

Nel 2013 è fortemente coinvolta nell'organizzazione delle prime primarie paneuropee per la nomina del candidato verde alla Presidenza della Commissione europea. Questa campagna è un progetto pilota innovativo che coinvolge partiti nazionali verdi, avente lo scopo di avvicinare ai cittadini la discussione su chi guida l'Unione europea e di “europeizzare” le elezioni per il Parlamento europeo del 2014.[9]

Nel 2010, è inclusa dalla rivista Foreign Policy nella lista dei Top 100 Pensatori Globali, insieme a Marina Silva, Cécile Duflot e Renate Kunast, per "aver portato le politiche verdi nella politica tradizionale".

Nel 2010, co-fonda la European Alliance to Save Energy, della quale viene nominata Presidente, una organizzazione multilaterale orientata al mondo dell’impresa che mira a promuovere una normativa a livello UE forte e ambiziosa in materia di energia, con l’obiettivo perciò di rafforzare le politiche per la decarbonizzazione della economia UE.

Nel 2011, entra a far parte del consiglio di amministrazione del Centro europeo d’assistenza elettorale, di cui diventa presidente nel 2013, andando a sostituire il defunto ex presidente e fondatore abate Apollinaire Malou Malou. ECES è una fondazione privata senza fini di lucro, con sede a Bruxelles, che ha l’obiettivo di promuovere uno sviluppo democratico sostenibile attraverso la fornitura di servizi di consulenza e sostegno operativo ai vari stakeholder durante tutto il ciclo elettorale. Dal 2012 ad oggi ECES sigla 71 contratti in 39 paesi, principalmente in Africa e soprattutto con la Commissione europea e gli Stati membri. In particolare, ECES gestisce due nuovi progetti innovativi della UE in Giordania e Nigeria, volti a favorire una profonda riforma e miglioramento della governance in quei paesi.[10] Nel 2013 è tra i fondatori del partito Green Italia, di cui è coordinatrice fino al 2015.

Nel 2016 è annoverata da EURACTIV tra i 25 maggiori “influencer” del dibattito intorno alla politica energetica della UE a Bruxelles.[11]

Nel 2018 e 2019 è nominata Ambasciatrice Speciale della EU Sustainable Energy Week.[12]

A ottobre 2018 è eletta consigliera comunale del municipio di Ixelles (Bruxelles) per la coalizione Ecolo-Groen[13], sotto il sindaco ecologista Christos Doulkeridis.[14]

Il suo impegno politico attuale è diretto alla realizzazione di una "Unione federale", che deve essere sostenuta da un ri-orientamento radicale delle politiche comunitarie e delle priorità di investimento verso un vero e proprio "Green New Deal"; dall'eliminazione dei poteri di veto per ogni Stato membro della UE; da un ruolo più incisivo per il Parlamento europeo, che dovrebbe essere eletto parzialmente tramite una lista elettorale transnazionale; da un budget UE più sostanzioso. Una UE profondamente riformata può raggiungere le giuste dimensioni e capacità per affrontare le sfide globali di oggi, in particolare per quanto riguarda la lotta contro il cambiamento climatico, la disuguaglianza, l'intolleranza, le migrazioni e il progressivo indebolimento della democrazia e delle libertà nell'Unione europea.[15] Il suo lavoro nel campo dell’energia e dell’assistenza elettorale è strettamente legato a questa idea di promuovere e rafforzare la democrazia europea e la consapevolezza dei suoi cittadini che il ruolo di un’Europa unita e forte nel mondo non possa che essere quello di mettere in atto strumenti e politiche per battere i cambiamenti climatici e rispondere con un nuovo modello economico e sociale sostenibile alle sfide poste alla libertà di tutti.

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Monica Frassoni è conosciuta per l'impegno nelle politiche giovanili e di parità di genere all’interno dell’Unione Europea e nel resto del mondo.

A livello internazionale è anche conosciuta per il suo impegno nelle tematiche di risparmio energetico, di politiche migratorie eque all’interno dell’Unione europea, di diritti umani e d’assistenza ai processi democratici.

Dal 2011 ha partecipato a diverse campagne come “Renovate Europe”, una campagna per la promozione delle rinnovazioni ad alta efficienza energetica con un approccio integrato e olistico. Ha anche partecipato, nel 2012, con il partito europeo dei Verdi, al “Big Green Bus”.

Fa parte del Gruppo Spinelli[16], un’iniziativa lanciata nel 2010 che promuove la spinta federalista all’interno delle decisioni e politiche dell’Unione Europea. Il gruppo mira a diventare una rete di attori, cittadini, politici, accademici con una forte convinzione europeista. Attualmente fanno parte del Gruppo Spinelli più di 110 Europarlamentari e 44 membri attivi divisi tra esperti dell’Unione Europea, delle ONG, dei think tank, ecc.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Monica Frassoni partecipa regolarmente a eventi pubblici e a seminari accademici in qualità di relatrice. I temi su cui si concentra di più sono: energia sostenibile e risparmio energetico, trasformazione ecologica dell'economia e società globale per combattere l'esclusione e i cambiamenti climatici, democrazia e partecipazione della società civile, in particolare delle donne e dei giovani, al processo decisionale a tutti i livelli.

Nel 2018 ha tenuto un ciclo di seminari sulle istituzioni europee e sul diritto ambientale presso l'Università di Deusto, Bilbao, Spagna.

Nel 2019 ha tenuto un corso speciale su "Lobby e gruppi di interesse nella UE" presso la Scuola Superiore Sant'Anna, Pisa.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 ha contribuito al libro Europa 2.0 Prospettive ed evoluzioni del sogno europeo, a cura di Nicola Vallinoto e Simone Vannuccini, con un capitolo sulle condizioni per un rilancio del processo costituzionale europeo.[17]

Nel 2012 ha contribuito al libro Un'altra donna è possibile. Voci fuori dal coro nell'Italia del bunga bunga, a cura di Paola Castiglia.

Nel 2014 ha contribuito al libro Un'altra Europa. Sostenibile, democratica, paritaria, solidale, a cura di Silvia Zamboni, con un capitolo sulle sfide del cambiamento climatico e delle politiche energetiche.[18]

Nel 2016 ha contribuito al libro Accountability, Transparency and Democracy in the Functioning of Bretton Woods Institutions, a cura di Elena Sciso, con il capitolo Two concrete experiences.[19]

Nel 2017 ha contribuito al libro Mecanismos de participación ciudadana, una experiencia global a cura di Lic. Gema Morales Martinez e Gerardo Romeo Altamirano, con un capitolo sulle esperienze di democrazia diretta in Italia e nella UE.[20]

Nel 2018 ha contribuito al libro Europee: dieci donne che fanno l'Europa, Textus Edizioni, per cui dirige la collana "Le vie da percorrere".[21]

Nel 2019 ha contribuito al rapporto annuale di Legambiente Un Green New Deal per l'Europa: Le idee e le sfide per rilanciare il progetto europeo, a cura di Edoardo Zanchini e Mauro Albrizio, con il capitolo Cambiare la UE per accelerare la transizione verde.[22]

Monica Frassoni è attiva in progetti, eventi e pubblicazioni su possibili riforme dell'Unione europea, concentrandosi sulla qualità della democrazia e diritti e sulla trasformazione verde dell'economia. Contribuisce con editoriali alla discussione sugli affari europei, sulle politiche energetiche e industriali, sulla migrazione e sulla politica italiana. Pubblica spesso articoli sull’Huffington Post[23], il Fatto Quotidiano[24], Euractiv[25] e sul Green European Journal.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 Monica Frassoni è stata citata nella Top 100 Global Thinkers list pubblicata dalla rivista americana “Foreign Policy”.

Nel 2016, secondo Euractiv, è stata una tra le 40 figure più influenti a riguardo delle politiche energetiche dell’Unione europea.[26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Home, su EU-ASE. URL consultato il 12 aprile 2019.
  2. ^ The Coalition for Energy Savings, su energycoalition.eu. URL consultato il 12 aprile 2019.
  3. ^ (FR) Notre société n’est pas en crise, elle évolue., su Ceci n'est pas une crise. URL consultato il 12 aprile 2019.
  4. ^ JEF Europe: History, su www.jef.eu. URL consultato il 12 aprile 2019.
  5. ^ (EN) Home, su Greens/EFA. URL consultato il 12 aprile 2019.
  6. ^ Più fermezza per garantire il rispetto del diritto UE, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 12 aprile 2019.
  7. ^ (FI) EU election observation mission to Bolivia in 2006, su EEAS - European Commission. URL consultato il 12 aprile 2019.
  8. ^ Debates - Tuesday, 16 January 2007 - Announcement of the candidates for election to the office of President, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 12 aprile 2019.
  9. ^ (EN) The Green Primary - You decide Europe, su OneEurope. URL consultato il 12 aprile 2019.
  10. ^ democracy-support.eu, http://democracy-support.eu/jordan/;%20http://www.eces.eu/posts/eces-in-nigeria. URL consultato il 12 aprile 2019.
  11. ^ Who is most influential on EU Energy Efficiency policy? (PDF), su blogactiv.eu.
  12. ^ (EN) EU Sustainable Energy Week, su EU Sustainable Energy Week. URL consultato il 4 luglio 2019.
  13. ^ (FR) Communales 2018 : Ecolo-Groen mène largement les débats à Ixelles et revendique le poste de bourgmestre, su BX1, 14 ottobre 2018. URL consultato il 5 novembre 2019.
  14. ^ Composition | Ixelles, su www.ixelles.be. URL consultato il 5 novembre 2019.
  15. ^ (EN) Jean-Claude Juncker’s white paper on the future of Europe: five scenarios not to make a choice, su European Greens. URL consultato il 12 aprile 2019.
  16. ^ Spinelligroup.eu | Spinelli Group, su www.spinelligroup.eu. URL consultato il 3 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2017).
  17. ^ ombre corte, su www.ombrecorte.it. URL consultato il 12 aprile 2019.
  18. ^ Un’altra Europa. URL consultato il 12 aprile 2019.
  19. ^ (EN) Accountability, Transparency and Democracy in the Functioning of Bretton Woods Institutions, Springer International Publishing, 2017, ISBN 9783319578545. URL consultato il 12 aprile 2019.
  20. ^ Experiencia Global, su www.ieeq.mx. URL consultato il 12 aprile 2019.
  21. ^ Textus Edizioni - EUROPEE. Dieci donne che fanno l'Europa, su www.textusedizioni.it. URL consultato il 12 aprile 2019.
  22. ^ Un Green New Deal per l'Europa. URL consultato il 29 aprile 2019.
  23. ^ Monica Frassoni, su www.huffingtonpost.it. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  24. ^ Monica Frassoni, Il Fatto Quotidiano, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 12 aprile 2019.
  25. ^ Person: Monica Frassoni, su EurActiv.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.
  26. ^ (EN) EurActiv.com – EU news and policy debates across languages, su EurActiv.com. URL consultato il 6 febbraio 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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