Nichi Vendola

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Nichi Vendola
Nichi Vendola.jpg

Presidente della Regione Puglia
In carica
Inizio mandato 4 aprile 2005
Predecessore Raffaele Fitto

Presidente di Sinistra Ecologia Libertà
In carica
Inizio mandato 24 ottobre 2010
Predecessore nessuno

Dati generali
Partito politico PCI (1972-1991)
PRC (1991-2009)
MpS (2009-2010)
SEL (2010- )
Titolo di studio Laurea in lettere
on. Nichi Vendola
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Bari, Italia Italia
Data nascita 26 agosto 1958 (1958-08-26) (55 anni)
Titolo di studio Laurea in lettere
Professione giornalista
Partito SEL, prima PCI e in seguito PdRC
Legislatura XI, XII, XIII, XIV, XVII (fino al 16 aprile 2013).
Gruppo Rifondazione Comunista (XI), Rifondazione Comunista-Progressisti (XII), Misto(XIII), Rifondazione Comunista (XIV), SEL (XVII)
Coalizione L'Unione; Italia. Bene Comune
Circoscrizione Puglia (XII, XIII e XIV), Calabria XVII
Collegio Bari (XI), Bitonto (XII)
Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale

Nicola Vendola, detto Nichi[1][2] (Bari, 26 agosto 1958), è un politico italiano. Presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà[3], è presidente della Regione Puglia dall'aprile 2005.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Terzogenito di due fratelli e una sorella, Vendola cresce a Terlizzi col padre impiegato alle poste e la madre casalinga[4]. Il diminutivo Nichi gli venne dato dai genitori in omaggio all'ex leader sovietico Nikita Krusciov, di cui avevano simpatia in quanto promotore della cosiddetta destalinizzazione alla fine degli anni cinquanta[5]. Dopo la maturità scientifica, si laurea in lettere e filosofia all'Università di Bari con una tesi su Pier Paolo Pasolini[4][6].

Attivista LGBT e fervente cattolico, devoto della Madonna di Sovereto, patrona di Terlizzi[4][7], in gioventù è stato allievo di mons. Tonino Bello[6]. Si è dichiarato omosessuale nel 1978[8]. Negli anni ottanta è stato tra i promotori e fondatori dell'associazione Arcigay e della Lega italiana per la lotta contro l'AIDS (Lila)[4].

Gioventù (1972-1991)[modifica | modifica sorgente]

Impegnato in campo politico e sociale, nel 1972 si iscrive alla FGCI militando nella sezione del Partito Comunista Italiano di Terlizzi fino al 1984, quando si trasferisce a Roma[4]. Il padre Francesco era anch'egli comunista e nel 1970 era stato eletto sindaco di Terlizzi[9]. Al congresso di Napoli della FGCI che elegge Pietro Folena segretario generale nel 1985, Vendola alla fine del suo intervento congressuale come delegato di Reggio Emilia e dirigente Arcigay[10], raccoglie un applauso di due minuti[11]. Poche settimane dopo viene quindi chiamato a far parte dell'esecutivo nazionale come responsabile centri per l'ambiente[12]. In tale veste si schiera subito nel suo partito con i contrari all'uso di centrali nucleari[13].

Il 27 aprile 1987 L'Espresso pubblica un'intervista di Gad Lerner con Jurij Sotzov, caporedattore di Komsomol'skaja Pravda, la rivista dei giovani del PCUS. In essa Lerner fece notare al suo interlocutore che nella FGCI vi era il gay militante Vendola e che quindi gli poteva toccare di doverlo ricevere ufficialmente. La risposta di Sotzov, dopo un lungo silenzio imbarazzato, fu: «sinceramente proverei solo della repulsione». Vendola ebbe la solidarietà immediata del suo partito, e l'Unità definì il giorno dopo «oscurantista e grossolana» la battuta del giornalista sovietico[14]. Vendola per l'episodio proverà «fastidio e stupore», visto che due anni prima era già stato a Mosca in visita ufficiale senza alcun problema[15][16].

Alle elezioni politiche del 1987 Vendola è candidato deputato alla Camera nelle liste del PCI del Lazio[17]. È uno dei quattro omosessuali dichiarati appoggiati dall'Arcigay e dalla rivista Babilonia[18]. Ottiene 10.764 preferenze e non viene eletto[19].

L'anno dopo lascia la sua carica nella FGCI[20], diventando giornalista per il settimanale comunista Rinascita.

Contrario alla svolta della Bolognina promossa da Achille Occhetto nel novembre 1989, al penultimo congresso del PCI del marzo 1990 Vendola è tra i 105 dirigenti eletti nel comitato centrale per la mozione Ingrao[21].

Nel PRC accanto a Garavini (1991-1995)[modifica | modifica sorgente]

Sciolto il PCI, Vendola aderisce al Movimento per la Rifondazione Comunista[22] e qui lavora nella prima redazione di Liberazione[23], il settimanale del futuro Partito della Rifondazione Comunista nel quale Vendola sarà dirigente nazionale fino al 2009, quando guiderà la scissione del Movimento per la Sinistra.

Nel 1992 è eletto alla Camera dei Deputati essendo il candidato del PRC più votato a Bari e Foggia[24]. Da allora è rimasto alla Camera fino al 2005, quando si dimette per fare il Presidente della Regione Puglia.

Nel 1993 dentro Rifondazione è vicino alle posizioni del segretario Sergio Garavini, antagonista di Armando Cossutta[25].

Nel 1994 entra nella Commissione parlamentare Antimafia ed è eletto segretario[26].

Nel marzo 1995 è tra i garaviniani che, in dissenso con quanto deciso dal partito, votano in Parlamento in favore della manovra economica del governo Dini insieme a PDS, Lega Nord e PPI[27]. Giorni dopo sarà proprio Vendola a nome dei dissidenti a difendere quella scelta in Comitato Politico Nazionale sostenendo che «l'affossamento della manovra economica avrebbe aperto una voragine incolmabile nella storia democratica di questo Paese»[28]. Tuttavia due mesi dopo non parteciperà alla scissione del Movimento dei Comunisti Unitari, promossa dagli altri dissidenti. In tale occasione disse che «ogni atto di separazione è un grave errore»[29] e che «tra PDS e PRC non credo possa nascere un'altra forza politica radicata e strutturata»[30].

Nel PRC accanto a Bertinotti (1996-2005)[modifica | modifica sorgente]

Padova Pride 2002; da sinistra: Imma Battaglia, Marco Cappato e Nichi Vendola

Dal dicembre 1996 fino allo scioglimento è vicepresidente della Commissione Antimafia[31]. Il suo impegno antimafia lo porterà più volte a essere oggetto di intimidazioni e a ricorrere alla scorta[32]. Denunciò nel 1998 il cosiddetto verminaio Messina, che portò alle dimissioni del sottosegretario all'Interno Angelo Giorgianni.

Negli anni del governo Prodi I, Vendola sarà tra i primi[33] sostenitori del segretario del PRC Fausto Bertinotti contro il presidente Armando Cossutta[34], divenendone il suo braccio destro[35][36]. Di contro in quei mesi Cossutta definirà Vendola un «rivoluzionario da salotto»[37]. Vendola sarà dunque uno dei deputati di Rifondazione Comunista che ritirerà la fiducia al governo Prodi I[senza fonte]. Negli anni successivi Vendola sarà sempre nell'area bertinottiana del suo partito sostenendone tutte le principali scelte identitarie[38].

Alle elezioni europee del 2004 Vendola è candidato nel Mezzogiorno dove risulta essere il primo dei non eletti con 38.746 preferenze, in pratica il comunista più votato dopo Bertinotti[39]. Questi infatti è stato eletto in tutte le circoscrizioni. La scelta del segretario del PRC del luogo in cui farsi eleggere è dunque decisiva. La segreteria del PRC opterà per eleggere Bertinotti in Italia centrale, ma questo suscita l'ira di Nunzio D'Erme, leader dei disobbedienti romani, il quale così non potrebbe essere eletto europarlamentare. Ne nasce una querelle[40]. Bertinotti non comunicherà la sua scelta in tempo, per cui il Tribunale agirà d'ufficio per sorteggio: il segretario del PRC è eletto proprio in Italia meridionale[41] e Vendola è costretto a ritirare le sue già annunciate dimissioni dalla Camera[42].

Tre mesi dopo il PRC decide di proporre Vendola candidato unico del centrosinistra alla presidenza della regione Puglia[43].

Presidente della Regione Puglia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni regionali italiane del 2005 (Puglia).

Nel 2005 viene scelto a sorpresa, tramite le elezioni primarie del 16 gennaio, come candidato della coalizione L'Unione alla presidenza della Regione Puglia, sconfiggendo l'economista Francesco Boccia con 40.358 voti (50,9%) contro le 38.676 (49,1%) preferenze ottenute dal suo avversario[44].

Vince le elezioni regionali del 3 e 4 aprile ottenendo il 49,84% dei consensi contro il 49,24% di Raffaele Fitto, candidato del centrodestra e presidente uscente[45]. Vendola vince sostenuto da tutto il centrosinistra[45], ma l'Italia dei Valori e il PdCI, pur restando in maggioranza, non entrano a far parte della giunta regionale[46].

Nel febbraio del 2009 la Procura di Bari mette sotto accusa l'assessore socialista alle Politiche della Salute Alberto Tedesco (PD)[47], che si dimette subito dall'incarico[48]. Per altre irregolarità emerse sulla gestione della Sanità pubblica, risulta indagato anche il Vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo (PD), che d'intesa con Vendola, lascia l'incarico di Vice Presidente della Regione[49], si autosospende da consigliere regionale e annuncia di voler rinunciare a ogni incarico politico e pubblico[50]. Anche Vendola risulta indagato per avere esercitato pressioni relative alle nomine di alcuni dirigenti della Sanità Pugliese, ma il G.I.P. archivia la sua posizione non ritenendo vi siano profili "penalmente rilevanti"[51].

Fra le iniziative promosse dalla regione Puglia durante i governi Vendola vi sono l'Apulia Film Commission, che ha visto la realizzazione dei cineporti di Bari e Lecce[52], e la Puglia Sounds[53]. I due enti hanno il compito di promuovere l'industria cinematografica e quella musicale nella regione dando un'opportunità di lavoro ai giovani artisti pugliesi e non[53][54].

Negli ultimi cinque anni la regione Puglia è diventata la prima regione italiana per produzione di energie rinnovabili (eolica e solare)[55], è stata anche la prima regione in Italia a dotarsi di un piano energetico ambientale e di un sistema di regole che ha favorito lo sviluppo delle fonti alternative[56]. Durante il mandato di Vendola, la Sanità della Regione Puglia ha però visto crescere a dismisura i propri costi[57].

A settembre 2012 l'ISTAT rende noti i dati occupazionali e da questi si vede una Puglia che ha l'incremento più alto, tra le regioni italiane, di occupati nel secondo trimestre dell'anno rispetto ai tre mesi precedenti. Questo dato si è avuto a seguito delle misure anticicliche adottate dal governo pugliese a guida Vendola.[cioè?][58]

Nel frattempo è aumentato notevolmente il debito della sanità pugliese, arrivato a circa 1,5 miliardi di euro. Nel novembre 2011 Vendola ha cercato con una delibera di favorire il pagamento delle transazioni dalle Asl ai suoi fornitori, mettendo a disposizione 600 milioni delle casse della Regione, purché il tutto avvenisse entro sei mesi, trascorsi i quali però solo 200 sono stati impiegati, mentre ora gli altri 400, anziché ridurre il debito, andranno anzi ad aumentare gli interessi passivi[59].

Il VII Congresso del PRC[modifica | modifica sorgente]

« Siamo comunisti non per replicare, nei secoli dei secoli, una storia codificata, una liturgia monotona, una forma statica che contiene una verità rivelata: ma per liberarci dai fantasmi e dai feticci di un mondo che strumentalizza la vita, mercifica il lavoro, distrugge la socialità. »
(Nichi Vendola, intervento introduttivo del seminario di Rifondazione per la Sinistra, Chianciano, 24 gennaio 2009)

Dopo l'esperienza dell'Arcobaleno, al VII congresso del PRC Vendola è il primo firmatario della mozione congressuale "Manifesto per la Rifondazione", che riflettendo sulla portata della sconfitta storica subita alle elezioni dell'aprile 2008, propone una costituente per creare un nuovo partito che rappresenti l'intera sinistra con Sinistra Democratica, Unire la Sinistra e la Federazione dei Verdi. Nonostante la mozione riporti la maggioranza relativa dei consensi (47,3%), le restanti 4 mozioni si alleano per contrapporsi e fermare il progetto di superamento di Rifondazione proposto dalla mozione capeggiata da Vendola[60]. Rimane inizialmente nel PRC, all'interno del quale si costituisce l'area Rifondazione per la Sinistra[61].

Il progetto di Sinistra Ecologia Libertà[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinistra Ecologia Libertà.
Nichi Vendola a un congresso di Sel

Vendola si contrappone alla politica portata avanti dal nuovo segretario del PRC Paolo Ferrero (già Ministro della Solidarietà Sociale nel secondo Governo Prodi), che si concentra sulla volontà di riunire tutti i partiti comunisti contrapponendosi al Partito Democratico. Già nel 2005, pur continuando a definirsi "comunista", aveva espresso posizioni di distacco dalla sua formazione, dichiarando: «Io voglio mettere in discussione e bruciare la mia tradizione culturale, quella di chi non si dichiara ex, ma comunista»[62].

Il 21 gennaio 2009, Vendola lascia il partito e dichiara di volersi impegnare in un percorso, mirante alla costituzione di un nuovo soggetto politico che riunisca le diverse anime della Sinistra italiana. Il primo passo è rappresentato dalla costituzione di un gruppo politico per le Elezioni Europee: "Sinistra e Libertà".

Alle elezioni europee del 2009 Vendola è candidato in tutte le circoscrizioni italiane con la lista di Sinistra e Libertà, ottenendo complessivamente circa 220 000 preferenze (117.753 nella circoscrizione Meridionale[63], 43.092 nella circoscrizione Centrale[64], 25.152 nella circoscrizione Nord-Occidentale[65], 17.015 nella circoscrizione Nord-Orientale[66] e 16.266 nella circoscrizione Isole[67]).

Il progetto di "Sinistra e Libertà" che ipotizza l'unione tra reduci dei DS (cosiddetto ex correntone), reduci del PRC (vendoliani), Verdi e Socialisti, non riesce a decollare, con Verdi e Socialisti che si tirano indietro e nel 2009 il partito cambia nome in "Sinistra Ecologia Libertà". A Roma, il 19 e 20 dicembre 2009, si tiene l'assemblea costituente durante la quale viene presentato il nuovo simbolo ed eletto il nuovo coordinamento nazionale; Vendola è eletto come portavoce[68]. Al primo congresso di Sinistra Ecologia e Libertà, tenutosi nell'ottobre 2010 al Teatro Saschall di Firenze, Vendola è eletto Presidente, all'unanimità, dai 1.500 delegati del partito[3].

Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 il partito da lui fondato fa il suo ingresso per la prima volta nel Parlamento italiano con l'elezione di 37 deputati e 7 senatori.

Elezioni regionali del 2010[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni regionali italiane del 2010 (Puglia).

In vista delle nuove elezioni regionali del 2010, l'area dalemiana del PD chiede a Vendola di rinunciare alla ricandidatura[69]. Tuttavia il Presidente uscente decide di ricandidarsi e i partiti della coalizione svolgono elezioni primarie. Vendola riesce a imporsi per la seconda volta su Francesco Boccia e questa volta la vittoria è decisamente più netta rispetto al 2005 (67,24% contro 32,76%)[70][71][72]. Vendola è quindi confermato come candidato del centrosinistra alla carica di Presidente della Regione Puglia.

La vittoria di Vendola alle primarie rilancia la sua leadership e lo proietta in una campagna elettorale che vede nascere in tutta la regione "Le fabbriche di Nichi". Giovani volontari di tutta la Puglia attivano un processo di rete e partecipazione: idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere nascono e si diffondono per tutta la regione, attraverso il web e le azioni sul territorio[73].

Nel marzo 2010 Vendola è riconfermato presidente della Puglia alle elezioni regionali che lo vedono vincitore con un ampio margine su Rocco Palese[74].

A sostegno della politica di Nichi Vendola si sono costituite in tutto il Mondo, circa 604 unità de La Fabbrica di Nichi. Tali "fabbriche" sono degli spazi virtuali e reali in cui i volontari vendoliani eleborano idee e programmi con l'obiettivo di attivare un processo di partecipazione. Nichi Vendola, in un'intervista concessa nel 2010 a la Repubblica, le definì "un cantiere per un'Italia migliore"[75].

Nel marzo 2013 provvede alla nomina di una nuova giunta regionale dopo che alcuni assessori sono risultati eletti in Parlamento. La composizione del nuovo governo pugliese non è gradita in parte al Pd pugliese il quale ha chiesto di riazzerare il tutto. A seguito di tale richiesta Vendola ha affermato che rimane sulle sue scelte e che se i democratici pugliesi non sono d'accordo lui è pronto a dimettersi.

La candidatura alle elezioni primarie del centrosinistra[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni primarie del centrosinistra italiano del 2012.

Nel luglio 2010 Vendola esprime la volontà di presentare la sua candidatura alle elezioni primarie che si terranno nell'ambito del centrosinistra, per individuare il leader della coalizione che si presenterà alle successive elezioni politiche[76][77].

Il 1º agosto 2012 il leader di Sel, dopo un incontro con il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ufficializza la sua candidatura alle primarie del centrosinistra per la premiership del centrosinistra.[78].Tra gli sfidanti di Vendola: il Segretario del PD Pier Luigi Bersani (Pd), il Sindaco di Firenze Matteo Renzi (Pd), il consigliere della Regione Veneto Laura Puppato (Pd) e l'Assessore al Bilancio del Comune di Milano Bruno Tabacci (Api). Oltre al proprio partito la sua candidatura è stata sostenuta anche dal Pdci di Oliviero Diliberto[79]. Tra i suoi sostenitori spicca anche un ecclesiastico: Don Andrea Gallo[80].

Nel I turno delle Elezioni primarie di Italia. Bene Comune del 2012 che si sono svolte il 25 novembre 2012 Vendola si posiziona terzo tra i 5 candidati con 485.689 voti complessivi pari al 15.6% non riuscendo ad accedere al ballottaggio che si disputerà tra Bersani e Renzi. I risultati migliori li ha ottenuti nella sua Regione Puglia[81], nel mezzogiorno d'Italia e a Roma e Napoli[82].

Il 30 novembre 2012 Vendola annuncia il suo appoggio a Pier Luigi Bersani per il 2 turno delle primarie.[83].

Lo slogan della sua campagna elettorale è stato Oppure Vendola. Al centro del suo programma ha posto i temi sociali come lavoro, diritti civili, scuola e università pubbliche (nel programma si prevede anche l'abolizione del numero chiuso per l'iscrizione alle facoltà universitarie per le quali è previsto ciò[84]) e una forte rottura rispetto alle politiche rigoriste del governo Monti.

Il presidente pugliese ha accusato per il suo insuccesso alle primarie i mezzi di comunicazione e i grandi gruppi editoriali perché a suo dire hanno presentato le primarie come una resa dei conti interna al Partito democratico per oscurare intenzionalmente la sua candidatura[85].

Elezioni politiche del 2013[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 2013 Vendola è capolista del suo partito in tutte le regioni d'Italia per la Camera[86], risultando eletto per la 5ª volta. Il 6 marzo 2013 annuncia però che resta alla guida della Regione Puglia, rinunciando così al seggio alla Camera.[87] Il 10 aprile 2013 formalizza le sue dimissioni da deputato.[88]

Gli insulti omofobi ricevuti[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della sua carriera politica ha ricevuto insulti relativi alla propria omosessualità. Nel 2012 viene insultato da un assessore di Ferrara del Partito Democratico, Luigi Marattin[89]. Il 21 gennaio 2013 l'addetto stampa del gruppo consigliare del PdL alla Regione Sardegna, Paolo Trudu[90] ha risposto all'affermazione del governatore pugliese, il quale aveva detto che nel partito di Berlusconi sente «profumo di camorra», con la frase: «Vendola vecchia isterica. Da sinistra odore di becero frociame»[91][92]. Nell'ottobre 2013 Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord presso il Comune di Milano, ha pubblicato su Facebook un'immagine di Vendola con la scritta «Gay e pedofilo». Il giorno successivo Morelli si è scusato. [93]


Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

  • L'11 aprile 2012 Vendola rende noto di essere indagato per concorso in abuso d'ufficio in merito alla nomina di un primario all'ospedale San Paolo di Bari[94]. Tale accusa gli è rivolta dall'ex dirigente dell'Asl di Bari, Lea Cosentino, la quale fu sollevata dal suo incarico dal governatore pugliese[95]. Il 25 ottobre 2012 i pubblici ministeri chiedono per Vendola il rinvio a giudizio e una condanna a 20 mesi di reclusione[96]. Il 31 ottobre 2012 Vendola, che aveva scelto il rito abbreviato per farsi giudicare in udienza preliminare, viene assolto dal Tribunale di Bari con formula piena[97], insieme all'altra imputata Lea Cosentino, perché il fatto non sussiste[98]. Il 21 febbraio 2013 il settimanale Panorama asserisce che il giudice Susanna De Felice che assolse Vendola era un'amica della sorella; a carico del giudice viene aperta un'indagine interna alla magistratura.[99]. Pochi giorni dopo il procuratore capo di Lecce chiede l'archiviazione per il giudice, stabilendo che più che di conoscenza o amicizia si sarebbe dovuto parlare di una frequentazione occasionale tra il giudice e la sorella del governatore, ovvero non di un rapporto che avrebbe mai potuto compromettere la serenità di giudizio della De Felice[100].
  • Il 12 aprile 2012 Vendola riceve un nuovo avviso di garanzia, riguardante i reati di abuso d'ufficio, peculato e falso, per una transazione da 45 milioni di euro tra la Regione Puglia e l'ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva delle Fonti[101][102]. Secondo il delegato dell'ospedale, la transazione non è mai stata eseguita[103]. Il 3 ottobre 2013 il procuratore aggiunto della Procura di Bari, Lino Giorgio Bruno, ha chiesto l'archiviazione per il governatore pugliese, Nichi Vendola, l’ex senatore del Pd, Alberto Tedesco, l’ex assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, e il vescovo monsignor Mario Paciello[104]. Il 4 dicembre 2013 il gip del tribunale di Bari ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura della Repubblica, concludendo così il procedimento.[105]
  • Il 30 ottobre 2013 riceve un altro avviso di garanzia dalla Procura di Taranto per il reato di concussione nell'ambito dell'indagine sull'Ilva. Secondo gli inquirenti avrebbe fatto pressioni sul direttore dell'Arpa per chiudere un occhio sui rilevamenti dei veleni di Taranto.[106]
  • Il 6 marzo 2014 i giudici di Taranto ravvisano l'esistenza di elementi per sostenere l'accusa in giudizio nei suoi confronti: è imputato di concussione aggravata nell'ambito dell'inchiesta sul disastro ambientale causato dall'Ilva.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Il suo compagno è il grafico e creative consultant canadese Ed Testa.[112][113]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luca Telese, Nikita Kruscev da Bari, il Fatto Quotidiano, 25 gennaio 2010. URL consultato il 27 novembre 2012.
  2. ^ Le Monde: «Vendola? Un ufo politico», Corriere della Sera, 27 gennaio 2010. URL consultato il 27 novembre 2012.
  3. ^ a b Stefano Miliani, Vendola è il presidente di Sel «Siamo una sinistra per vincere» in l'Unità, 24 ottobre 2010. URL consultato il 28 ottobre 2010.
  4. ^ a b c d e Nichi Vendola, il «rosso-chiesa»
  5. ^ Leandro Demori, L'Italia potrebbe avere il primo premier gay della sua storia in italiadallestero.info, 3 agosto 2010. URL consultato il 28/11/2012.
  6. ^ a b Biografia in Sito ufficiale Nichi vendola. URL consultato il 24 ottobre 2010.
  7. ^ NIKI VENDOLA 'SONO CREDENTE E NON PROVO SENSI DI COLPA'
  8. ^ Vi racconto i miei 22 anni di outing
  9. ^ Terlizzi, esplode la rabbia della gente: "meglio il re"
  10. ^ La Fgci: vogliamo più autonomia non siamo contenti del partito
  11. ^ Inizia il suo viaggio da Napoli la nuova Fgci
  12. ^ ELETTI I NUOVI DIRIGENTI FGCI
  13. ^ SUL NUCLEARE COMPROMESSO NEL PCI MA IL SI' ALLE CENTRALI È CONFERMATO
  14. ^ Un gay nella FGCI? In URSS non piace
  15. ^ Che cosa vuol dire essere omosessuale in URSS
  16. ^ Tra la FGCI e Mosca non mettere un gay
  17. ^ «Io, un gay, candidato alla Camera»
  18. ^ Il programma dei quattro candidati gay
  19. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI | Camera del 14/06/1987 | Circoscrizione ROMA-VITERBO-LATINA-FROSINONE | PCI
  20. ^ Mauro Alberto Mori, La lezione di nonno Natta in la Repubblica, 10 dicembre 1988, p. 11. URL consultato il 1º dicembre 2012.
  21. ^ TRENTA I GIUBILATI OTTANTA I PROMOSSI
  22. ^ UN BAGNO DI FOLLA PER IL NEONATO PC
  23. ^ UNA DOPPIA ANIMA PER IL NUOVO PC
  24. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI | Camera del 05/04/1992 | Circoscrizione BARI-FOGGIA | PRC
  25. ^ PER RIFONDAZIONE È GIA' CONGRESSO
  26. ^ ARLACCHI E RAMPONI VICEPRESIDENTI ANTIMAFIA
  27. ^ RIFONDAZIONE SALVA LA MANOVRA
  28. ^ RIFONDAZIONE, È SCISSIONE?
  29. ^ CARPI LASCIA RIFONDAZIONE PER IL GRUPPO PROGRESSISTA
  30. ^ COMUNISTI IN ROTTA OGGI LA RESA DEI CONTI
  31. ^ Del Turco all'Antimafia, Arlacchi non lo vota
  32. ^ La biografia
  33. ^ La minaccia di Bertinotti: addio a Prodi in autunno
  34. ^ Cossutta si dimette, Bertinotti minaccia
  35. ^ Niki Vendola dà la carica e scocca frecce avvelenate contro Cossutta e la Salvato
  36. ^ Vendola: Contiamoci, chi perde va in minoranza
  37. ^ Cossutta: Fausto, un utopista
  38. ^ L'antagonismo non sia simmetrico alla violenza che vogliamo combattere
  39. ^ ARCHIVIO STORICO DELLE ELEZIONI | Europee del 12/06/2004 | Circoscrizione ITALIA MERIDIONALE | PRC
  40. ^ Prc, Bertinotti offre il seggio a Nichi Vendola
  41. ^ europarlamento
  42. ^ Solo un disguido tecnico ma che sa tanto di beffa
  43. ^ «Vendola un leader legato alla Puglia»
  44. ^ Puglia, primarie con sorpresa Nichi Vendola batte Boccia in la Repubblica, 17 gennaio 2005. URL consultato il 23 ottobre 2010.
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  51. ^ Sanità, Vendola esce dall’inchiesta – Tedesco si autosospende dal Pd, La Repubblica. URL consultato il 24 agosto 2011.
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  56. ^ Vincenzo Del Giudice, La Spagna muove alla conquista del fotovoltaico in Puglia in Il Sole 24 ORE, 22 novembre 2009. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  57. ^ Massimiliano Scagliarini, Sanità: la Regione Puglia ha sfondato il tetto, La Gazzetta del Mezzogiorno. URL consultato il 24 agosto 2011.
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  114. ^ Vanity Fair - Antonio Ricci: stasera guardo D'Alema o il pesce siluro?
  115. ^ Corriere del Mezzogiorno Quando Vendola cantava a Sanremo All'Ariston con «La Riserva Indiana»
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