Odontotecnica

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L’odontotecnica è la professione con la quale si raggiungono le conoscenze per procedere alla costruzione di protesi dentarie fisse e mobili e altri apparecchi ortodontici su misura. È definita come l'insieme delle tecniche che permettono di preparare apparecchi dentari, specialmente protesi.

L’odontotecnico è quindi colui che sui modelli ottenuti delle impronte fornite dagli odontoiatri costruisce protesi dentarie di qualsiasi tipo impiegando i materiali utilizzati in odontotecnica. Le impronte fornite all'odontotecnico devono essere accompagnate da una prescrizione che riporta il tipo di protesi da eseguire, il materiale da impiegare e tutte le informazioni di progettazione necessarie alla realizzazione del manufatto.

L'odontotecnico può essere consultato presso lo studio medico ogni qualvolta l'odontoiatra lo ritenga opportuno. Questo può avvenire in maniera da ottimizzare il dispositivo medico su misura o per eventuali richieste ai fini della costruzione di una protesi più rispondente alle caratteristiche estetiche e strutturali del paziente. In Europa, la direttiva comunitaria 93/42 impone all'odontotecnico di allegare alle protesi da lui prodotte una dichiarazione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza indicati dalla direttiva stessa.

Storia dell'odontotecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'uomo fin dai tempi più remoti si è dedicato alla cura dei denti e alla sostituzione di essi. Alcune fra le civiltà più antiche, quali l'egizia, l'etrusca, la fenicia e la greca, ci hanno lasciato diversi reperti archeologici riguardanti l'antica arte delle protesi.

Una delle protesi più antiche da noi conosciuta risale a circa 2600 anni a.C. ed è costituita da due denti naturali legati ai denti vicini con un cerchio d'oro.

Tutte le protesi antiche ritrovate sono composte da anelli e cerchietti d'oro, paragonabili come principio, al sistema che oggi si chiama a ponte; già allora era noto il metodo di fusione detto a cera persa. Scoperte archeologiche abbastanza recenti, hanno dimostrato che alcune antiche civiltà realizzavano intarsi di ematite, sostituivano i denti e usavano il trapianto. Si usava sostituire i denti mancanti con denti scolpiti in legno duro, in osso, in avorio, pietra preziosa, legati ai denti vicini con fili di rame.

Dopo un lungo periodo di decadenza dell'odontotecnica, contribuì a dare una notevole ripresa una particolare citazione di un trattato francese "Chirurgien dentiste" del XVIII secolo, ad opera di Pietro Fouchard. In tale trattato si parlava, del fissaggio dei perni nelle radici per il sostegno di denti artificiali e di ancoraggio di protesi mobili ad elementi sani mediante specifici ganci. Nella stessa epoca, vennero realizzate per la prima volta corone in oro smaltato e i modelli in gesso ricavati da un'impronta in bocca.

Attorno al 1900 si iniziò ad eseguire ponti e corone in porcellana cotta su matrice di platino o oro. Sempre attorno ai primi anni del ‘900 comparve il primo grande trattato dell’odontotecnica, una vera opera completa che forniva tutte le basi dell'odontotecnica studiate sino a quel tempo.

Ma una tappa importantissima nell'odontotecnica fu l'introduzione dell'acciaio inossidabile e delle leghe stelliti. Un'altra tappa importante da ricordare è l'introduzione in Italia delle resine sintetiche per la confezione di protesi.

Una realtà consolidata dell'odontotecnica è il metal free, basato sull'utilizzo dell'ossido di zirconio e dell'ossido di alluminio e del Disilicato di litio.

L'ultima frontiera per i restauri è la fibra di carbonio ad uso odontotecnico realtà per l'industria e futuro possibile per l'odontotecnica.

Normativa italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, la collocazione giuridica dell'odontotecnico non è tra le professioni sanitarie.[1]

Per esercitare la professione in forma autonoma o in società si sostiene un Esame di stato per ottenere l'abilitazione all'esercizio della professione odontotecnica in base all'ordinanza Ministeriale 11 luglio 2000, n.180 la quale dall'anno 1999 disciplina con nuove modalità l'Esame di abilitazione all'esercizio dell'arte sanitaria ausiliaria di odontotecnico. L'odontotecnico deve obbligatoriamente esser iscritto al ministero della salute come fabbricante di dispositivi medici.

Negli ultimi anni è stata proposta dalle associazioni di categoria odontotecniche una modifica al profilo professionale, che prevederebbe l'istituzione di un corso di laurea triennale in Scienze odontotecniche. Il nuovo profilo per la professione di odontotecnico è stato al vaglio del Ministero della Salute e di altre Istituzioni.

Gli odontotecnici sono autorizzati a costruire protesi dentarie su modelli tratti dalle impronte loro fornite dagli abilitati a norma di legge all'esercizio della odontoiatria e protesi dentaria, con le indicazioni del tipo di protesi da eseguire. Sono autorizzati a collaborare, nello studio dentistico, con il medico abilitato, per quel che concerne la realizzazione e l'ottimizzazione dei dispositivi protesici. L'odontotenico, però, non è autorizzato a compiere operazioni, più o meno invasive, nel cavo orale dei pazienti. Resta comunque inteso che solo l'odontotecnico è abilitato a costruire dispositivi medici su misura che poi possono essere installati nella bocca dagli odontoiatri. Solamente l'odontotecnico e in grado di fornire la documentazione necessaria(dichiarazione di conformità) da allegare al prodotto finito.

Sono inoltre previste determinate attrezzature tecniche da laboratorio definite nel Decreto Ministeriale Determinazione delle attrezzature tecniche e strumentali degli esercenti le arti ausiliarie sanitarie (del 3 maggio 1994 in Gazzetta Ufficiale n.108 dell'11 maggio 1994)[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sanità: De Biasi, no a odontotecnici come professione sanitaria, su focus.it. URL consultato il 4 dicembre 2018.
  2. ^ Decreto 3 maggio 1994 (GU n. 108 dell'11/05/1994) Determinazione delle attrezzature tecniche e strumentali degli esercenti le arti ausiliarie sanitarie.[collegamento interrotto], Corte Suprema di Cassazione. URL consultato il 4 dicembre 2009.

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