Ecomuseo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Un ecomuseo (o museo diffuso), molto diverso da un normale museo, è un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

Come è strutturato[modifica | modifica sorgente]

L'ecomuseo interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc... La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale.

L'ecomuseo si occupa anche della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento diretto della popolazione e delle istituzioni locali. Può essere un territorio dai confini incerti ed appartiene alla comunità che ci vive. Un ecomuseo non sottrae beni culturali ai luoghi dove sono stati creati, ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività.

Dal 2005 è nata una definizione condivisa da molti studiosi sul concetto di ecomuseo: un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio[1].

Ecomuseo della Montagna pistoiese. Magazzino di stoccaggio del ghiaccio restaurato della Madonnina (Le Piastre)

Origine dell'ecomuseo[modifica | modifica sorgente]

Il termine ecomuseo fu pensato da Hugues de Varine durante una riunione con Georges Henri Rivière, all'epoca rispettivamente direttore ed ex-direttore e consigliere permanente dell'International Council of Museums, e Serge Antoine, consigliere del Ministro dell'Ambiente. Fu usato per la prima volta nel 1971 in un intervento dell'allora Ministro dell'Ambiente francese, M. Robert Poujade, che l'utilizzò per qualificare il lavoro di un ministero in piena creazione.

Gli ecomusei inizialmente, realizzati ben prima che assumessero questa definizione, furono pensati come strumenti per tutelare le tracce delle società rurali in un momento in cui l'urbanizzazione, le nuove acquisizioni tecnologiche e i conseguenti cambiamenti sociali, rappresentavano un rischio reale di completo oblio di un patrimonio culturale millenario.

Gli ecomusei in Italia[modifica | modifica sorgente]

L'ecomuseo dei fortini borbonici ad Anacapri, aperto il 2003, è il primo ecomuseo italiano, e il primo ecomuseo ad aria aperta del mondo
L'ingresso dell'ex sito minerario di Costa Jesl, inserito nell'Ecomuseo delle Miniere di Gorno (BG)

Le esperienze ecomuseali in Italia sono numerose e spesso molto diversificate, anche per le divergenze interpretative da parte dei soggetti promotori. Vale la pena ricordare che, accanto ad iniziative isolate, esistono reti di ecomusei, in fase di espansione, realizzati sulla base di leggi regionali specifiche.

Il Piemonte è stata la prima regione a dotarsi di uno strumento normativo in materia (L.R. 31/95), seguita dalla Provincia autonoma di Trento (L.P. 13/2000), la Sardegna (L.R. 14/2006), il Friuli Venezia Giulia (L.R.10/2006), la Lombardia (L.R. 13/2007), l'Umbria (L.R. 34/2007), il Molise (L.R. 11/2008) e la Puglia (L.R. 15/2011). Altre proposte di legge sono in discussione

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ la definizione è di Maurizio Maggi; MAGGI M., Ecomusei: guida europea, Allemandi editore, Torino, 2002, p.9

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

ecologia e ambiente Portale Ecologia e ambiente: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di ecologia e ambiente