Maria Elena Boschi

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Maria Elena Boschi
Maria Elena Boschi 2014.JPG

Ministro per le Riforme Costituzionali
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Gaetano Quagliariello

Ministro per i Rapporti con il Parlamento
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2014
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Dario Franceschini

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Alma mater Università degli Studi di Firenze
Professione Avvocato
on. Maria Elena Boschi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Maria Elena Boschi
Luogo nascita Montevarchi
Data nascita 24 gennaio 1981 (35 anni)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato
Partito Partito Democratico
Legislatura XVII
Circoscrizione Toscana
Pagina istituzionale

Maria Elena Boschi (Montevarchi, 24 gennaio 1981) è una politica e avvocato italiana, deputata per il Partito Democratico e Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento nel Governo Renzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Montevarchi, figlia di Pierluigi Boschi e di Stefania Agresti, è cresciuta a Laterina, piccolo comune della provincia di Arezzo.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ha conseguito la maturità classica al liceo Francesco Petrarca di Arezzo nel 2000 con 100/100.[1]

Si è laureata all'Università di Firenze in giurisprudenza, ed è stata poi cultore della materia presso la cattedra di diritto commerciale della facoltà di giurisprudenza della stessa università.[2] Ha, inoltre, conseguito un master in diritto societario.[3]

Ha fatto parte del CdA di Publiacqua, dal 2009 al 4 giugno 2013 (data in cui, a seguito della sua nomina a deputato, ha rassegnato le dimissioni).[4]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008, agli esordi del suo impegno politico, è vicina a Michele Ventura[5], candidato alle primarie a Sindaco di Firenze per l'area dalemiana[6] del PD.

Successivamente, divenuta membro della direzione del Partito Democratico di Firenze,[3] è stata, insieme a Simona Bonafé e Sara Biagiotti, una delle tre coordinatrici della campagna di Matteo Renzi per le primarie del centrosinistra del 2012.[7][8]

Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stata eletta alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Toscana, senza passare dalle primarie per i parlamentari del dicembre 2012[Articolo non riporta riferimenti alle primarie][9][10][11].

Il 9 dicembre 2013, in seguito alla vittoria di Renzi alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, entra a far parte della segreteria nazionale del PD con il ruolo di responsabile alle riforme.

Nell'ottobre 2013 è stata conduttrice della Leopolda,[12] e l'anno successivo ne è stata organizzatrice.[13]

Incarichi governativi[modifica | modifica wikitesto]

Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Dal 22 febbraio 2014 è Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del programma del Governo Renzi. Per il primo incarico è la prima donna nella storia della Repubblica, per il secondo è la seconda.

Come responsabile alle riforme, nei primi sei mesi di governo ha intavolato assieme al presidente Matteo Renzi una serie di incontri tra le varie forze politiche. Questi incontri hanno prodotto una proposta di modifica costituzionale contenente l'abolizione del senato esistente e la fine del bicameralismo perfetto. Dopo varie modifiche apportate al testo iniziale e superato l'esame della commissione Affari Costituzionali, la legge, i cui relatori sono la senatrice Finocchiaro e il senatore leghista Calderoli, nel mese di luglio ha cominciato l'iter di votazioni in Senato. Il testo è stato approvato dal Senato il giorno 8 agosto 2014 ed è stato inviato alla Camera dei Deputati.

Il 4 maggio 2015 la Camera ha approvato la riforma della legge elettorale denominata "Italicum".

Il 13 ottobre 2015 il Senato ha approvato in prima deliberazione il cosiddetto ddl Boschi sulle riforme costituzionali, che è tornato quindi alla Camera, che l'ha approvato l'11 gennaio 2016.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 dicembre 2015 la Camera respinge (con 129 sì e 373 no) una mozione di sfiducia presentata dal Movimento Cinque Stelle a seguito del decreto "salva banche" emanato nel novembre 2015. Tra le banche oggetto del provvedimento figura infatti Banca Etruria, di cui il padre della Boschi era vicepresidente al momento del commissariamento nel febbraio del 2015,[14] mentre il fratello fino al marzo 2015 è stato responsabile "cost management".[15] Anche l'Authority dell'Antistrust, sollecitata a pronunciarsi sulla vicenda, ha rilevato che «non sussiste alcuna circostanza in base alla quale il ministro abbia partecipato all'adozione di alcun atto con danno dell'interesse pubblico»[16]

Tre giorni prima il Senato aveva respinto la calendarizzazione di un'analoga mozione di sfiducia.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È stata legata sentimentalmente a Francesco Bonifazi[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La maturità delle ministre: il "dramma" della Boschi, l'incubo della Madia
  2. ^ Biografia Ministro Boschi, governo.it.
  3. ^ a b Maria Elena Boschi, Gruppo PD Camera dei deputati. URL consultato il 23 marzo 2014.
  4. ^ Dichiarazione per la pubblicità della situazione patrimoniale (PDF), camera.it. URL consultato il 19 febbraio 2014.
  5. ^ Non sono l'amazzone della Leopolda, basta battute sessiste, La Repubblica, 20 novembre 2013. URL consultato il 16 luglio 2014.
  6. ^ Maria Elena Boschi, la scalata della giaguara di Renzi da dalemiana a fedelissima del sindaco, l'Huffington Post, 20 dicembre 2013. URL consultato il 16 luglio 2014.
  7. ^ David Allegranti, Pd, il cerchio magico di Matteo Renzi, tutti i fedelissimi dell'uomo che vuole rifondare il Partito Democratico, L'Huffington Post, 22 aprile 2013. URL consultato il 23 marzo 2014.
  8. ^ Renzi sceglie un'aretina nella squadra che curerà il tour per le primarie Pd, La Nazione, 20 settembre 2012. URL consultato il 23 marzo 2014.
  9. ^ Anche Renzi paracaduta i suoi, La Repubblica, 5 gennaio 2013.
  10. ^ Maria Elena Boschi, Giornale di Sicilia. URL consultato il 4 marzo 2015 (archiviato il 4 marzo 2015).
  11. ^ Sandro Bennucci, Regione Toscana: Maria Elena Boschi sfiderà Rossi nelle primarie d’autunno per la presidenza, Firenze Post, 8 giugno 2014. URL consultato il 4 marzo 2015 (archiviato il 2 dicembre 2014).
  12. ^ Lisa Baracchi, Leopolda, cento tavoli per il futuro. E Renzi fa il deejay collegato alla Rete, Corriere Fiorentino, 25 ottobre 2013. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  13. ^ Claudio Bozza, Leopolda 5, sfida con la piazza Cgil (e un garage delle idee), Corriere Fiorentino, 22 ottobre 2014. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  14. ^ Andrea Scanzi, Salva banche: la Boschi, il papà e il caso Banca Etruria, in il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2015. URL consultato il 21 novembre 2015.
  15. ^ Il fratello del ministro Boschi lascia Banca Etruria, in Corriere di Arezzo, 31 marzo 2015. URL consultato il 10 dicembre 2015.
  16. ^ Redazione on line, Banca Etruria, l'Antitrust: per Boschi nessun conflitto di interesse, Corriere.it, 23 dicembre 2015. URL consultato il 23 dicembre 2015.
  17. ^ Claudio Paudice, Maria Elena Boschi: "Una tosta". Il libro che ritrae il volto gentile del renzismo: dalla timida secchiona a front-woman in tacco 12, huffingtonpost.it, 7 novembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Gaetano Quagliariello 22 febbraio 2014 in carica
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