Maria Elena Boschi

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Maria Elena Boschi
Maria Elena Boschi daticamera 2018.jpg
Maria Elena Boschi nel 2018

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
con delega al programma di Governo, pari opportunità e autorità amministrative indipendenti
Durata mandato 12 dicembre 2016 –
1º giugno 2018
Presidente Paolo Gentiloni
Predecessore Claudio De Vincenti
Successore Giancarlo Giorgetti (Sottosegretario, Delega al programma di governo)
Vincenzo Spadafora (Delega alle pari opportunità)
Sito istituzionale

Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento
con delega al programma di Governo, pari opportunità e adozioni internazionali
Durata mandato 22 febbraio 2014 –
12 dicembre 2016
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Gaetano Quagliariello (Riforme Costituzionali)
Dario Franceschini (Rapporti con il Parlamento)
Giovanni Legnini (Attuazione del Programma di Governo)
Maria Cecilia Guerra (Pari Opportunità)
Successore Anna Finocchiaro (Rapporti con il Parlamento)
Riccardo Fraccaro (Delega alle riforme istituzionali)
Sito istituzionale

Deputata della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico (XVII, XVIII)
Italia Viva (XVIII)
Coalizione Italia. Bene Comune (XVII)
Centro-sinistra (XVIII)
Circoscrizione Toscana (XVII)
Trentino-Alto Adige (XVIII)
Collegio Bolzano (XVIII)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Italia Viva (dal 2019)
In precedenza:
PD (2008-2019)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Master in diritto societario
Università Università degli Studi di Firenze
Professione Avvocato

Maria Elena Boschi (Montevarchi, 24 gennaio 1981) è una politica italiana, capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati dal 24 settembre 2019, già ministro nel governo Renzi e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Gentiloni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Montevarchi, è cresciuta a Laterina, piccolo comune della provincia di Arezzo dove la sua famiglia risiede da generazioni; figlia di Pierluigi Boschi (1948), titolare dell'impresa agricola "Il Palagio"[1], dirigente provinciale della Coldiretti, membro del Consiglio della Camera di Commercio di Arezzo, dal 2004 al 2010 presidente della Confcooperative di Arezzo, e dal 2011 al 2015 consigliere di amministrazione di Banca Etruria, di cui dal 2014 è stato anche vicepresidente, e di Stefania Agresti (1957), dirigente scolastico e impegnata nella politica locale, tre consiliature nel consiglio comunale di Laterina, di cui l'ultima da vicesindaco, e candidata non eletta alle elezioni regionali in Toscana del 2010 per il Partito Democratico. Ha due fratelli: Emanuele Boschi, commercialista e revisore contabile presso lo Studio BL di Firenze, precedentemente program e cost manager in Banca Etruria, e Pierfrancesco Boschi, ingegnere civile.

Formazione, attività forense e accademica[modifica | modifica wikitesto]

Di educazione cattolica, ha sempre partecipato alla vita religiosa della sua parrocchia: chierichetta, catechista, volontaria. Nel 1997 ha partecipato alla Giornata mondiale della gioventù di Parigi e nel 2000 a quella organizzata a Roma per il Giubileo.[2] Ha conseguito la maturità classica al liceo Francesco Petrarca di Arezzo nel 2000 con 100/100.[3] Si è laureata con votazione 110/110 e lode in giurisprudenza all'Università degli Studi di Firenze; è stata poi cultore della materia presso la cattedra di diritto commerciale della facoltà di giurisprudenza della stessa università.[4] Ha inoltre conseguito un master in diritto societario[5].

Ha lavorato come avvocato civilista specializzata in diritto societario e dell'impresa, diritto delle società quotate e diritto bancario[6] presso lo studio legale di Umberto Tombari a Firenze[7][8]. È stata membro della commissione esaminatrice di diritto civile della Scuola di specializzazione per le professioni legali di Firenze[9]. È stata inoltre membro del consiglio d'amministrazione di Publiacqua, società partecipata incaricata della gestione idrica per tutta la provincia di Firenze, dal 2009 al 4 giugno 2013 (data in cui, a seguito della sua elezione a deputata, ha rassegnato le dimissioni).[10]

Nel 2019 ricomincia la carriera universitaria presso la cattedra Jean Monnet dell'Università Europea di Roma con un ciclo di seminari sul ruolo femminile nelle amministrazioni pubbliche, nell'attività d'impresa e nei processi d'innovazione.[11]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Maria Elena Boschi al Festival Economia del 2016

Esordisce in politica nel 2008, alle primarie del centro-sinistra per scegliere il candidato sindaco di Firenze alle elezioni amministrative del 2009, dove è portavoce dei comitati a sostegno della candidatura a sindaco di Michele Ventura[12], esponente dell'area dalemiana[13] del Partito Democratico, contro il giovane presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi.[14] È stata membro della direzione cittadina del Partito Democratico di Firenze[15].

Rapporto Renzi-Boschi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la vittoria di Renzi alle primarie e diventando il candidato sindaco, Boschi viene presentata a lui tramite Francesco Bonifazi, e da il che inizia un rapporto che nel corso degli anni diventerà sempre più solido. Infatti parteciperà a numerose edizioni della Leopolda (organizzate da Renzi), di cui sarà prima conduttrice[16] e in seguito organizzatrice[17], aderisce fin da subito alla corrente dei "rottamatori" guidata da Renzi.

Consigliera giuridica di Renzi, è stata, insieme con Simona Bonafè e Sara Biagiotti, una delle tre coordinatrici della campagna elettorale di Matteo Renzi per le primarie della coalizione di centrosinistra "Italia. Bene Comune" del 2012.[18][19] Alle elezioni politiche del 2013 viene candidata ed eletta alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Toscana[20][21][22]. Successivamente diventa membro e Segretaria della I Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei deputati.[23]

Il 9 dicembre 2013, in seguito alla vittoria di Renzi alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, entra a far parte della Segreteria Nazionale del Partito Democratico con il ruolo di Responsabile delle Riforme Istituzionali. Il 21 febbraio 2014, a seguito alla caduta del Governo Letta, è nominata ministro senza portafoglio per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento nel governo Renzi. Il giorno seguente presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Dal 22 febbraio 2014 è ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del programma del governo Renzi e il 10 maggio 2016 le vengono conferite le deleghe in materia di pari opportunità, precedentemente assunte da Giovanna Martelli, e quelle in materia di adozioni internazionali[24].

Riforma Renzi-Boschi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Come responsabile alle riforme, nei primi sei mesi di governo ha intavolato assieme al Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi una serie di incontri tra le varie forze politiche. Questi incontri hanno prodotto una proposta di modifica costituzionale contenente la riforma del senato esistente e la fine del bicameralismo perfetto. Dopo varie modifiche apportate al testo iniziale e superato l'esame della commissione Affari Costituzionali, la legge, i cui relatori sono la senatrice Anna Finocchiaro e il senatore leghista Roberto Calderoli, nel mese di luglio ha cominciato l'iter di votazioni in Senato. Il testo è stato approvato dal Senato il giorno 8 agosto 2014 ed è stato inviato alla Camera dei deputati.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Referendum costituzionale in Italia del 2016.

Il 4 maggio 2015 ha approva alla Camera la riforma della legge elettorale denominata "Italicum". Il 13 ottobre il Senato approva in prima deliberazione la cosiddetta riforma costituzionale Renzi-Boschi, che è tornato quindi alla Camera, che l'ha approvato l'11 gennaio 2016[25] e in via definitiva tre mesi dopo. In vista del referendum costituzionale per l'approvazione ultima della riforma, viene nominata da Renzi organizzatore dei "Comitati del Sì", a favore della riforma[26]. La riforma viene respinta col 59,12% di voti al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 dicembre 2016 diventa Sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con funzioni di segretario del Consiglio dei Ministri nel governo Gentiloni, diventando la prima donna ad aver mai ricoperto l'incarico[27]. La sua nomina genera numerose polemiche, a causa delle sue precedenti dichiarazioni riguardo all'abbandono delle cariche politiche in caso di vittoria del "No" al referendum costituzionale[28]. Le sono inoltre delegate le competenze in materia di attuazione e aggiornamento del programma di Governo, pari opportunità e Autorità amministrative indipendenti. Rieletta deputata alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 nelle file del PD al collegio maggioritario di Bolzano, resta in carica come sottosegretaria per il disbrigo degli affari correnti fino al 1º giugno 2018.

L’uscita dal PD e l’adesione a Italia Viva[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 settembre 2019 Boschi lascia il PD e aderisce ad Italia Viva, partito centrista fondato da Renzi, di cui diventa capogruppo alla Camera dei deputati.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il caso di Banca Etruria[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 dicembre 2015 la Camera respinge (con 129 sì e 373 no) una mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle a seguito del cosiddetto decreto "salva banche" emanato nel novembre 2015. Tra le quattro banche messe in liquidazione attraverso il decreto figura infatti Banca Etruria, di cui il padre di Boschi era vicepresidente al momento del commissariamento nel febbraio del 2015,[29] mentre il fratello fino al marzo 2015 è stato responsabile "cost management".[30]

L'Authority dell'antitrust, sollecitata a pronunciarsi sulla vicenda, ha rilevato che «non sussiste alcuna circostanza in base alla quale il ministro abbia partecipato all'adozione di alcun atto con danno dell'interesse pubblico»[31].

Il 20 agosto 2020 l'accusa di bancarotta semplice per il padre di Boschi in merito alla buonuscita di 700.000 euro pagata all'ex direttore generale della banca è archiviata e la condotta giudicata "penalmente irrilevante[32]" dal giudice. In passato era già stata archiviata l'accusa più pesante, quella di bancarotta fraudolenta, mentre il padre di Boschi e altri membri del cda erano stati multati per 144.000 euro dalla Banca d'Italia per inesatte e omesse segnalazioni all'autorità di vigilanza, decisione confermata dalla Corte di Cassazione.[33] Resta ancora in piedi un altro filone delle indagini, quello sulle "consulenze d'oro", il presunto pagamento per studiare la fusione della banca con altri istituti di credito.[34]

Il caso del petrolio in Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 marzo 2016 viene resa nota l'inchiesta della Procura di Potenza sullo smaltimento dei rifiuti nel centro oli di Viggiano, legato alle estrazioni petrolifere in Val d'Agri, Basilicata. Nell'inchiesta è coinvolto Gianluca Gemelli, compagno di Federica Guidi, ministro dello sviluppo economico (dimessosi dopo l'esplosione dello scandalo)[35]. Dagli atti dell'inchiesta emerge un'intercettazione telefonica in cui il nome della ministra Boschi viene citato da Federica Guidi[35]. Quest'ultima rassicura il compagno sul fatto che Boschi sarebbe d'accordo con la proposizione di un emendamento sollecitato dallo stesso Gemelli[35].

Finanziamento illecito continuato[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre 2020 viene iscritta nel registro degli indagati presso la Procura di Firenze con l’accusa di finanziamento illecito attraverso la Fondazione Open insieme a Matteo Renzi, Luca Lotti, l’avvocato Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai, tutti membri del cosiddetto “Giglio Magico“ renziano. A loro viene contestato il finanziamento illecito continuato “perché in concorso tra loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso (…) Bianchi, Carrai, Lotti e Boschi in quanto membri del consiglio direttivo della Fondazione Open riferibile a Renzi Matteo (e da lui diretta), articolazione politico-organizzativa del Partito democratico (corrente renziana), ricevevano in violazione della normativa citata i seguenti contributi di denaro che i finanziatori consegnavano alla Fondazione Open: circa 670.000 euro nel 2012, 700.000 nel 2013, 1,1 milioni nel 2014, 450.000 nel 2015, 2,1 milioni nel 2016, 1 milione nel 2017 e 1,1 milioni nel 2018”.[36]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inizio del 2020 Boschi ha una relazione con l'attore Giulio Berruti.[37][38]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Prefazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La politica, la banca, gli agricoltori: chi è Pier Luigi Boschi, papà di Maria Elena, su liberoquotidiano.it, Libero, 18 febbraio 2015. URL consultato il 6 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2016).
  2. ^ Maria Elena Boschi, il fascino delle riforme, su Famiglia Cristiana. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato il 10 aprile 2016).
  3. ^ La maturità delle ministre: il "dramma" della Boschi, l'incubo della Madia, su liberoquotidiano.it. URL consultato il 18 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2015).
  4. ^ Biografia Ministro Boschi, su governo.it (archiviato il 2 giugno 2014).
  5. ^ Maria Elena Boschi, su deputatipd.it, Gruppo PD Camera dei deputati. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2014).
  6. ^ Boschi | PD - Gruppo della Camera, su www.deputatipd.it. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato il 9 aprile 2016).
  7. ^ Boschi, la giaguara di Renzi tra Dc, banche e coop, su www.linkiesta.it. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato l'8 aprile 2016).
  8. ^ Redazione, Maria Elena Boschi vista dall'avvocato Tombari, su Formiche.net, 7 novembre 2015. URL consultato il 13 settembre 2020.
  9. ^ Biografia Maria Elena Boschi, su www.riforme.gov.it. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2016).
  10. ^ Dichiarazione per la pubblicità della situazione patrimoniale (PDF), su camera.it. URL consultato il 19 febbraio 2014 (archiviato il 15 marzo 2014).
  11. ^ Maria Elena Boschi, lezione all'Università europea: «Con più donne nei cda le aziende migliorano», su ilmessaggero.it.
  12. ^ Non sono l'amazzone della Leopolda, basta battute sessiste, La Repubblica, 20 novembre 2013. URL consultato il 16 luglio 2014 (archiviato il 27 luglio 2014).
  13. ^ Maria Elena Boschi, la scalata della giaguara di Renzi da dalemiana a fedelissima del sindaco, l'Huffington Post, 20 dicembre 2013. URL consultato il 16 luglio 2014 (archiviato il 27 luglio 2014).
  14. ^ MARIA ELENA BOSCHI / Il Ministro per le Riforme Costituzionali: ecco le ultime novità (2Next, puntata 23 novembre 2015), su Il Sussidiario.net. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato il 18 aprile 2016).
  15. ^ Maria Elena Boschi | Partito Democratico, su Partito Democratico. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato il 24 aprile 2016).
  16. ^ Lisa Baracchi, Leopolda, cento tavoli per il futuro. E Renzi fa il deejay collegato alla Rete, Corriere Fiorentino, 25 ottobre 2013. URL consultato il 4 febbraio 2015 (archiviato il 5 febbraio 2015).
  17. ^ Claudio Bozza, Leopolda 5, sfida con la piazza Cgil (e un garage delle idee), Corriere Fiorentino, 22 ottobre 2014. URL consultato il 4 febbraio 2015 (archiviato il 5 febbraio 2015).
  18. ^ David Allegranti, Pd, il cerchio magico di Matteo Renzi, tutti i fedelissimi dell'uomo che vuole rifondare il Partito Democratico, L'Huffington Post, 22 aprile 2013. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato il 15 febbraio 2017).
  19. ^ Renzi sceglie un'aretina nella squadra che curerà il tour per le primarie Pd, La Nazione, 20 settembre 2012. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2018).
  20. ^ Anche Renzi paracaduta i suoi, La Repubblica, 5 gennaio 2013. URL consultato il 16 luglio 2014 (archiviato il 27 luglio 2014).
  21. ^ Maria Elena Boschi, su gds.it, Giornale di Sicilia. URL consultato il 4 marzo 2015 (archiviato il 4 marzo 2015).
  22. ^ Sandro Bennucci, Regione Toscana: Maria Elena Boschi sfiderà Rossi nelle primarie d’autunno per la presidenza, su firenzepost.it, Firenze Post, 8 giugno 2014. URL consultato il 4 marzo 2015 (archiviato il 2 dicembre 2014).
  23. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Scheda deputato - BOSCHI Maria Elena, su www.camera.it. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2014).
  24. ^ Repubblica, 10/5/2016, Consiglio dei ministri, alla Boschi anche le pari opportunità, su repubblica.it. URL consultato il 16 maggio 2016 (archiviato l'11 maggio 2016).
  25. ^ Scheda / La nuova Costituzione e il nuovo Senato: tutte le novità del ddl Boschi, su Repubblica.it. URL consultato il 12 aprile 2016 (archiviato il 12 aprile 2016).
  26. ^ Con il referendum sulla Costituzione nasce il partito di Maria Elena Boschi, su l'Espresso, 31 marzo 2016. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  27. ^ Interventi di Maria Elena Boschi, su Radio Radicale. URL consultato il 27 dicembre 2020.
  28. ^ Tutti quelli che: "Quando Boschi disse: Se vince il No al referendum lascio la politica. E Twitter si scatena", su repubblica.it (archiviato il 14 dicembre 2016).
  29. ^ Andrea Scanzi, Salva banche: la Boschi, il papà e il caso Banca Etruria, in il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2015. URL consultato il 21 novembre 2015 (archiviato il 12 dicembre 2015).
  30. ^ Il fratello del ministro Boschi lascia Banca Etruria, in Corriere di Arezzo, 31 marzo 2015. URL consultato il 10 dicembre 2015 (archiviato il 10 dicembre 2015).
  31. ^ Redazione on line, Banca Etruria, l'Antitrust: per Boschi nessun conflitto di interesse, Corriere.it, 23 dicembre 2015. URL consultato il 23 dicembre 2015 (archiviato il 24 dicembre 2015).
  32. ^ Arezzo, Banca Etruria archiviazione per papà Boschi, su la Repubblica, 20 agosto 2020. URL consultato il 20 agosto 2020.
  33. ^ Nuova archiviazione per Pierluigi Boschi nell'ambito dei procedimenti sul crack di Banca Etruria, su ilfattoquotidiano.it, 20 agosto 2020. URL consultato il 24 agosto 2020.
  34. ^ Marco Gasperetti, Etruria, terza archiviazione per il padre di Boschi, Corriere della Sera, 21 agosto 2020, pag. 15
  35. ^ a b c Leo Amato, Giuliano Foschini, Marco Mensurati, La ministra Guidi si è dimessa per l'intercettazione con il compagno: "Domani passa l'emendamento", in La Repubblica; Economia e finanza, 31 marzo 2016. URL consultato il 14 dicembre 2017 (archiviato il 13 dicembre 2017).
  36. ^ Renzi, Boschi, Lotti indagati: finanziamento illecito. "Somme per l'attività della corrente politica attraverso la fondazione Open", su Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2020. URL consultato il 7 novembre 2020.
  37. ^ Chiara Dalla Tomasina, Giulio Berruti e Maria Elena Boschi innamorati: "Simo una coppia bellissima", su iodonna.it, 7 luglio 2020. URL consultato il 9 settembre 2020.
  38. ^ Maria Elena Boschi e Giulio Berruti non si nascondono più, su ilfattoquotidiano.it, 5 agosto 2020. URL consultato il 9 settembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati Successore
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