Elena Bonetti

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Elena Bonetti
Elena Bonetti cropped.jpg

Ministro per le pari opportunità e la famiglia
In carica
Inizio mandato 13 febbraio 2021
Presidente Mario Draghi
Predecessore se stessa

Durata mandato 5 settembre 2019 –
14 gennaio 2021
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Vincenzo Spadafora (Delega alle pari opportunità)
Alessandra Locatelli (Famiglia)
Successore se stessa

Dati generali
Partito politico Italia Viva (dal 2019)
In precedenza:
PD (2017-2019)
Titolo di studio Dottorato in matematica
Università Università degli Studi di Milano
Professione Docente universitario

Elena Bonetti (Asola, 12 aprile 1974) è una politica e accademica italiana, dal 13 febbraio 2021 ministro per le pari opportunità e la famiglia del governo Draghi. Dal 5 settembre 2019 al 14 gennaio 2021 ha ricoperto la stessa carica nel governo Conte II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata ad Asola (MN), sposata con due figli, risiede a Mantova. Suo marito, Davide Boldrini, è responsabile del centro San Simone della Caritas[1], della Diocesi di Mantova[2].

I suoi genitori, Giulio Bonetti e Margherita Froldi, vivono a Ceresara[3]. La madre, insegnante di scuola media in pensione, è stata consigliere comunale di minoranza e segretaria comunale del PD[1].

Formazione professionale[modifica | modifica wikitesto]

Laureatasi in matematica all'Università degli Studi di Pavia nel 1997 quale alunna del Collegio Ghislieri[4], ha poi conseguito il dottorato nel 2002 all'Università degli Studi di Milano[5].

Dapprima ricercatrice all'Università di Pavia[5][6][7], dal 2016 è professore associato di analisi matematica presso l'Università degli Studi di Milano[8][9].

Nello scautismo[modifica | modifica wikitesto]

È stata per molto tempo attiva negli scout cattolici dell'AGESCI[10][11], di cui è stata Incaricata nazionale della branca R/S[12].

In questa veste, ha contribuito all'organizzazione della Route Nazionale 2014, a cui hanno partecipato oltre 30 000 ragazzi e che ha avuto come esito la scrittura da parte dei giovani scout della «Carta del coraggio»[12][13]. Tale documento fece notizia, poiché – tra le altre cose – chiedeva all'AGESCI di dimostrare «maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza» e di non considerare «esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo»; alla Chiesa «di accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall'amore» e «di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell’omosessualità, convivenza e divorzio»; allo Stato che «porti avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti di persone di qualunque orientamento sessuale» e «di agevolare sia dal punto di vista economico che burocratico le pratiche di adozione nazionale»[12][13].

Nello stesso anno, ha firmato un appello insieme a Don Gallo per chiedere allo Stato di riconoscere le unioni gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni «perché tutti abbiamo il diritto di amare e di essere amati»[1][10][11].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre vicina all'area cattolica[10], in particolare dello scautismo[11][14], il suo impegno attivo in politica inizia nel 2017 dopo le primarie per la scelta del nuovo segretario del Partito Democratico[11][15]. Poco dopo essersi iscritta al PD nel 2017[1], è stata chiamata da Matteo Renzi a far parte della segreteria nazionale del partito[16][17] come responsabile nazionale giovani e formazione[18]. A lei, peraltro, furono affidati i "20 Millennials"[10], i ragazzi nati tra i primi anni Ottanta e la fine degli anni Novanta che Renzi volle nella Direzione del partito[19].

Nel 2018 è candidata alla Camera dei deputati nel collegio plurinominale Lombardia 4 - 02, in terza posizione nelle liste del PD, non risultando eletta[20][21].

Entrata a far parte della direzione nazionale del PD, nell'estate 2019 ha organizzato la scuola di formazione politica per giovani "Meritare Italia" voluta da Matteo Renzi[11]. Ha coordinato anche i comitati di Azione Civile[1], voluti da Renzi per raccogliere i propri sostenitori al di fuori del PD[22], che poi confluirono definitivamente nel nuovo partito IV nel settembre dello stesso anno[23][24].

Ha partecipato più volte come oratrice e organizzatrice alla Leopolda[25][26]. In particolare, nell'ottobre 2019, durante la Leopolda, ha tenuto un discorso per presentare il proprio piano per le famiglie (Family Act) di cui ha auspicato una rapida approvazione da parte del Governo[26][27].

Elena Bonetti durante il giuramento da ministro nel 2019

Ministro per le pari opportunità e la famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 settembre 2019 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la nomina Ministro per le pari opportunità e la famiglia nel nuovo esecutivo nato dall'alleanza M5S, PD e LeU[11][18].

L’uscita dal PD e l’adesione a Italia Viva[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della scissione del PD da parte del gruppo dei parlamentari renziani, Bonetti ha aderito il 17 settembre 2019 a Italia Viva, il partito fondato da Matteo Renzi[28][29].

Le posizioni prese durante pandemia di COVID-19[modifica | modifica wikitesto]

Durante la pandemia di COVID-19, Bonetti ha criticato la decisione del Governo Conte di impedire, per ragioni di salute pubblica, la partecipazione ai riti religiosi nella "fase 1", affermando di aver trovato «non corretto e incomprensibile impedire l’esercizio di un diritto fondamentale come quello di partecipare a un rito religioso, qualsiasi sia la religione»[30]. Ha peraltro dovuto chiarire che nella definizione generica di «congiunti» – ai quali era possibile fare visita e con cui era possibile spostarsi nella "fase 2"[31] – rientrano anche fidanzati e coppie di fatto[30].

Per quanto riguarda le politiche a favore delle famiglie, ha proposto di estendere l'assegno per i figli – che va dagli 80 euro ai 170 euro a seconda dell'ISEE – anche alle famiglie con minori di 14 anni (che era destinato inizialmente solo ai nati nel 2020)[32], almeno fino al dicembre 2020[33]. Ha anche auspicato l'introduzione di «congedi parentali estesi, voucher baby sitter ma anche creazione di una rete che coinvolga terzo settore, volontariato, Comuni per aiutare concretamente le famiglie»[33].

Durante il giugno 2020, ha stimolato l'azione del Governo Conte per la riapertura dei centri estivi, che poi avverrà il 15 giugno[34]. Bonetti ha chiesto che venisse riconosciuta importanza al «diritto al gioco e alla relazione, fondamentali per lo sviluppo integrale della persona», soprattutto con riferimento alla fascia 0-3 anni[35].

Il Family Act[modifica | modifica wikitesto]

L'11 giugno 2020 il Consiglio dei Ministri approva il piano per le famiglie proposto da Bonetti, chiamato Family Act[36] – consistente in una proposta di legge per la tutela della famiglia in contrapposizione al ddl Pillon proposto dalla Lega[27][37] – che prevede tra le tante misure un assegno unico universale per ogni figlio fino ai 21 anni[38].

Le critiche al Governo Conte II sul Recovery plan[modifica | modifica wikitesto]

Tra il dicembre 2020 e il gennaio 2021, la posizione della Bonetti e della ministra Bellanova (entrambe di IV) si fanno sempre più critiche nei confronti del Governo Conte II[39][40], arrivando a paventare il concretizzarsi di una crisi di governo[41][42]. Il 22 dicembre 2020 ha sostenuto le proposte del "piano C.I.A.O." (acronimo di "Cultura, infrastrutture, ambiente, opportunità") presentato da Matteo Renzi, in polemica con il progetto del Governo sull'utilizzo delle somme relative al piano europeo Next Generation EU[43][44]. Si tratta del punto di frizione più evidente con la compagine di governo[45].

In un'intervista ad Avvenire del 3 gennaio 2021, Bonetti ha ribadito le proprie perplessità sul Governo Conte II[46], e il giorno seguente, su Repubblica, ha ricordato che le sue dimissioni sono possibili in qualunque momento, invocando «chiarezza, confronto e condivisione» nelle scelte del Governo sulle risorse del Recovery plan[47].

Le dimissioni dal governo[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 gennaio 2021 rassegna le dimissioni dal Governo Conte II, assieme ai colleghi Bellanova e Scalfarotto, tutti membri di Italia Viva[48]. Il giorno precedente, Bonetti aveva preannunciato che sarebbe tornata a dedicarsi all'attività accademica[49]. In merito alle dimissioni, ha dichiarato che[50]:

«La maggioranza c'è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile.»

Ministro nel governo Draghi[modifica | modifica wikitesto]

Bonetti giura come ministro nel governo Draghi il 13 febbraio 2021

Il 12 febbraio 2021 il presidente incaricato Mario Draghi le conferisce l'incarico di Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia nel nuovo governo, giurerà il giorno seguente, 13 febbraio 2021[51][52].

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Sin dal suo impegno in politica, ha sostenuto incondizionatamente[53] – prima nel PD e poi in IV – le posizioni politiche di Matteo Renzi[10][28][39][40][54].

La sua nomina a capo dei dipartimenti per le pari opportunità e la famiglia nel governo Conte II può essere vista come una scelta di discontinuità rispetto al precedente governo Conte I, e in particolare rispetto alla linea più conservatrice dei predecessori Fontana e Locatelli[11][55]. Nello specifico, ha sostenuto in più occasioni la necessità di riconoscere i diritti civili alle coppie omosessuali[10]. Peraltro, Bonetti ha ribadito più volte che il lavoro delle donne andrebbe riconosciuto come un «valore collettivo per tutto il Paese, così come la genitorialità»[56].

Appoggia le politiche giovanili e in particolare sostiene l’istituzione di un salario minimo garantito, di misure fiscali per famiglie con figli[57][58], di una pensione di garanzia per i giovani, di incentivi per il diritto allo studio[59] e per ridurre l’emigrazione dei giovani, del servizio civile obbligatorio per un mese[60][61]. Ha promosso la creazione di Time to Care, un accordo tra il Dipartimento per le politiche della famiglia e il Dipartimento per le Politiche giovanili e lo Sport per consentire ai giovani (18-35 anni) di essere «contrattualizzati e formati da Enti di Terzo Settore per supportare i bisogni delle famiglie con persone anziane e di anziani che vivono da soli»[62].

Si dichiara favorevole alla proposta di legge a prima firma Zan recante «Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità»[63].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Nicola Corradini, Un ministro mantovano nel governo giallo-rosso: Elena Bonetti alle Pari opportunità e alla Famiglia, in Gazzetta di Mantova, 4 settembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  2. ^ C.A.S.A. San Simone (PDF), in Diocesi di Mantova, 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  3. ^ Sabrina Pinardi, Bonetti giura, è ministro della Repubblica. E Ceresara si commuove: «Lo ha meritato», in Gazzetta di Mantova, 6 settembre 2019 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  4. ^ Anna Ghezzi, Elena Bonetti, una prof dal Ghislieri al governo: «A Pavia ho imparato a lavorare con gli altri», in La Provincia Pavese, 12 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  5. ^ a b Biografia, su Sito ufficiale. URL consultato il 4 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2019).
  6. ^ Elena Bonetti, in Università di Pavia, 26 maggio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 18 dicembre 2020).
  7. ^ Bonetti Elena, in Università di Pavia, 3 gennaio 2021. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 29 dicembre 2020).
  8. ^ Bonetti Elena, in Università degli Studi di Milano, 3 gennaio 2021. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  9. ^ Pari opportunità e famiglia / Elena Bonetti, in Il Sole 24 ORE, 4 settembre 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  10. ^ a b c d e f Carlotta Sisti, Chi è Elena Bonetti, la ministra «capo scout e per i diritti lgbt» a capo di Pari Opportunità e Famiglia, in Elle, 6 settembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  11. ^ a b c d e f g Alberto Laggia, Chi è Elena Bonetti, il nuovo Ministro della Famiglia, in Famiglia Cristiana, 5 settembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  12. ^ a b c Carta del Coraggio - Diritti al futuro! (PDF), in AGESCI, 9 agosto 2014. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  13. ^ a b Alessandro Parodi, Elena Bonetti, la nuova ministra per la Famiglia. Esordio da record, già sotto l’attacco di Pillon, in Open, 5 settembre 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  14. ^ Stefano Galeotti, Governo Conte 2, la scout cattolica che chiedeva di riconoscere le unioni gay: chi è Elena Bonetti, nuova ministra della Famiglia, in Il Fatto Quotidiano, 6 settembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  15. ^ Elena Bonetti ministra delle Pari opportunità e della Famiglia. Matematica, nel 2014 firmò un appello per riconoscere le unioni gay, in la Repubblica, 4 settembre 2019 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  16. ^ Pd, Nicolini nella nuova segreteria, in Corriere della Sera, 31 maggio 2017. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  17. ^ Fabio Massa, Segreteria, Renzi sceglie Elena. Sorpresa: il Modello Milano non c'è, in Affaritaliani.it, 31 maggio 2017. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  18. ^ a b Isabella Policarpio, Pari opportunità e Famiglia: chi è Elena Bonetti, nuovo Ministro del Governo Conte bis, in Money.it, 5 settembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  19. ^ Luisa Berti, Chi sono i 20 'millennials' che Renzi ha voluto in Direzione, in AGI, 9 maggio 2017. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  20. ^ Candidati ufficiali del Pd a Cremona: Boschi e Pizzetti, in La Provincia di Cremona, 28 gennaio 2018. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  21. ^ Camera 04/03/2018 - Area ITALIA - Circoscrizione LOMBARDIA 4 - Collegio Plurinominale LOMBARDIA 4 - 02 - Partito Democratico, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 4 settembre 2019 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  22. ^ Donato De Sena, Cos’è Azione Civile, il nuovo probabile partito di Renzi, in TPI, 12 agosto 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  23. ^ I Comitati azione civile presentano Italia Viva, in Radio Radicale, 12 ottobre 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 14 ottobre 2020).
  24. ^ Effetto Renzi, i tre comitati di Italia Viva minano i vertici del Pd valdostano, in La Stampa, 1º ottobre 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  25. ^ Leopolda 9, al via la kermesse. E Renzi conduce il ‘salotto', in La Nazione, 18 ottobre 2018. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  26. ^ a b Felice Florio, Leopolda 10, Bonetti presenta il family act. La ministra: «Un progetto con il segno “più”», in Open, 19 ottobre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  27. ^ a b Asili gratis e Ius Culturae: il Family Act della nuova ministra per la famiglia, in Open, 21 settembre 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  28. ^ a b Bellanova e Bonetti, le due ministre che vanno con Renzi spiegano la loro scelta: «Ma non chiamatela scissione», in Open, 17 settembre 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  29. ^ Anna Ditta, Italia Viva, Luciano Nobili a TPI: «Abbiamo ricevuto richieste di adesione da tre gruppi oltre al Pd», in TPI, 18 settembre 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  30. ^ a b Gabriella Cerami, «Congiunti sono anche fidanzati e coppie di fatto». Intervista a Elena Bonetti, in L'Huffington Post, 27 aprile 2020. URL consultato il 10 gennaio 2021 (archiviato il 10 gennaio 2021).
  31. ^ Tra i «congiunti» che si possono incontrare anche i fidanzati (non gli amici), in Avvenire, 2 maggio 2020. URL consultato il 10 gennaio 2021 (archiviato il 10 gennaio 2021).
  32. ^ Coronavirus, Bonetti: «Estendere bonus famiglie per tutti i figli minori di 14 anni», in la Repubblica, 2 aprile 2020. URL consultato il 10 gennaio 2021 (archiviato il 10 gennaio 2021).
  33. ^ a b Concetta Desando, Coronavirus e famiglie, il ministro Elena Bonetti: «Un assegno per ogni figlio fino a dicembre», in IO Donna, 29 aprile 2020. URL consultato il 10 gennaio 2021 (archiviato il 10 gennaio 2021).
  34. ^ Centri estivi, al via il 15 giugno, in la Repubblica, 19 maggio 2020. URL consultato il 10 gennaio 2021 (archiviato il 10 gennaio 2021).
  35. ^ Elena Bonetti: «Via libera del Cts per le attività estive per la fascia 0-3 anni», in L'Huffington Post, 3 giugno 2020. URL consultato il 10 gennaio 2021 (archiviato il 10 gennaio 2021).
  36. ^ Che cos’è il family act: dagli sconti per gli asili all’assegno unico per i figli, in Il Sole 24 ORE, 12 giugno 2020. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  37. ^ La ministra Bonetti affossa il ddl Pillon. Archiviato con un tweet: «Resterà nel cassetto». Cosa prevedeva, in Open, 19 giugno 2019. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  38. ^ Alessia Arcolaci, Assegno unico, la ministra Bonetti: «Impegno verso le famiglie», in Vanity Fair, 20 ottobre 2020. URL consultato il 2 gennaio 2021 (archiviato il 2 gennaio 2021).
  39. ^ a b Daniela Preziosi, Bellanova e Bonetti, il governo è appeso alle ministre di Renzi, in Domani, 3 gennaio 2021. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  40. ^ a b Pasquale Napolitano, Renzi, tam-tam continuo: «Il 7 ritiro le ministre», in Il Giornale, 3 gennaio 2021. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  41. ^ Italia Viva insiste: «Dimissioni di Bellanova e Bonetti già pronte», in Il Tempo, 20 dicembre 2020. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  42. ^ La ministra Bonetti: «Io e Teresa Bellanova restiamo pronte al passo indietro», in Linkiesta, 21 dicembre 2020. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  43. ^ Claudio Bozza, Renzi, affondo su Conte: «Il Recovery plan è un collage raffazzonato: senza accordo Italia viva lascerà il governo», in Corriere della Sera, 28 dicembre 2020. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  44. ^ CIAO 2030, le proposte di Iv per il Recovery Plan. Renzi: «Non è un gioco, è il futuro dei nostri figli», in Italia Viva, 28 dicembre 2020. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  45. ^ Alberto Gentili, Crisi lampo e Conte ter, la strategia di Pd e M5S. Renzi pronto a trattare, in Il Gazzettino, 3 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2021).
  46. ^ Eugenio Fatigante, Bonetti: «Conte resta premier se dà risposte. Serve condivisione che manca», in Avvenire, 3 gennaio 2021. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  47. ^ Governo, Renzi: «Basta chiacchiere, si diano soldi alla sanità con il Mes», in la Repubblica, 4 gennaio 2021. URL consultato il 4 gennaio 2021 (archiviato il 4 gennaio 2021).
  48. ^ La lettera di dimissioni delle ministre Bonetti-Bellanova e Scalfarotto a Conte: «Ignorati i segnali di preoccupazione, ce ne andiamo», in Il Fatto Quotidiano, 13 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021 (archiviato il 13 gennaio 2021).
  49. ^ Giovanna Vitale, Crisi di governo, scatoloni e ultime riunioni. Così Bellanova e Bonetti preparano l’addio a Conte, in la Repubblica, 13 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021 (archiviato il 13 gennaio 2021).
  50. ^ Bonetti, noi fuori ma per ricostruire progetto Paese, in ANSA, 14 gennaio 2021. URL consultato il 14 gennaio 2021 (archiviato il 14 gennaio 2021).
  51. ^ Massimo Calvi, La ministra Bonetti: ripartiamo dalla fiducia, in Avvenire, 14 febbraio 2021. URL consultato il 14 febbraio 2021 (archiviato il 14 febbraio 2021).
  52. ^ Sandro Mortari, La ministra mantovana Bonetti: «Sono al fianco dei mantovani per le sfide future», in Gazzetta di Mantova, 13 febbraio 2021. URL consultato il no (archiviato il 14 febbraio 2021).
  53. ^ Bonetti: «Ho risposto sì a Renzi, la sua strada è la mia», in Adnkronos, 17 settembre 2019. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  54. ^ Bellanova, Bonetti e Boschi alla corte di Matteo Renzi., in formiche.net, 4 giugno 2020. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  55. ^ Elena Bonetti, chi è il nuovo ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, in Il Messaggero, 4 settembre 2019. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 6 gennaio 2021).
  56. ^ Cristina Lacava, Inchiesta Maternità/7. Elena Bonetti: «Investiamo sulla speranza», in IO Donna, 26 dicembre 2020. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 3 gennaio 2021).
  57. ^ Arriva l'assegno universale per tutte le famiglie con figli, Bonetti: al via da gennaio 2021, in Gazzetta del Sud, 15 giugno 2020. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 6 gennaio 2021).
  58. ^ M. Ias., Assegno unico per i figli, il primo passo in Cdm. Di cosa si tratta, in Avvenire, 11 giugno 2020. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 6 gennaio 2021).
  59. ^ Sara De Carli, Elena Bonetti: «L'educazione non è un fatto privato», in Vita, 21 dicembre 2019. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 6 gennaio 2021).
  60. ^ Bonetti Elena - Giovani, su www.bonettielena.it. URL consultato il 5 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2019).
  61. ^ Con @vinspadafora abbiamo lanciato un nuovo progetto #TimeToCare, 5 milioni di euro per giovani volontari a servizio degli anziani, in Twitter, 26 maggio 2020. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 6 gennaio 2021).
  62. ^ Un "mini servizio civile" per l'inclusione sociale degli anziani, in Vita, 4 maggio 2020. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 6 gennaio 2021).
  63. ^ Francesco Lepore, I progetti per le famiglie e le pari opportunità della ministra Bonetti, in Linkiesta, 10 gennaio 2020. URL consultato il 6 gennaio 2021 (archiviato il 6 gennaio 2021).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per le pari opportunità e la famiglia Successore
Vincenzo Spadafora (Pari opportunità)
Alessandra Locatelli (Famiglia)
5 settembre 2019 - 14 gennaio 2021 vacante I
vacante dal 13 febbraio 2021 in carica II