Next Generation EU

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Il Next Generation EU[1][2][3] (noto anche con l'acronimo di NGEU) è un fondo approvato nel luglio 2020 dal Consiglio europeo al fine di sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia di COVID-19. Il fondo NGEU copre gli anni 2021-2023 e sarà vincolato al bilancio 2021-2027 dell'UE. I pacchetti di aiuti economici raggiungeranno la dimensione di 1824,3 miliardi di euro[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Premessa e contesto[modifica | modifica wikitesto]

In un vertice dei leader dell'UE il 26 marzo 2020[5], la Germania e quattro paesi europei definiti frugali (Danimarca, Paesi Bassi, Austria e Svezia), hanno rifiutato un'iniziativa europea congiunta per arginare la crisi sanitaria ed economica[6]. Inoltre, Germania e Francia hanno limitato le esportazioni di forniture mediche, provocando carenze ovunque nell'UE[7].

Quando il virus ha iniziato a prendere piede in Europa, bloccando milioni di persone a causa dei vari lockdown nazionali e della sospensione del trattato di Schengen e paralizzando le economie in tutta Europa, la situazione è diventata insostenibile e nel maggio 2020 il presidente francese Emmanuel Macron e la tedesca Angela Merkel hanno concordato sull'attuazione e lo stanziamento di un fondo di aiuto economico, proponendo 500 miliardi di euro di aiuti da promulgare attraverso l'emissione di un debito europeo comune[8].

Accordo NGEU[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo NGEU, istituito alla fine del vertice europeo del luglio 2020, mira ad arginare i danni causati dalla pandemia di COVID-19, rilanciando l'economia attraverso investimenti nell'economia verde e nel digitale.

I fondi saranno erogati attraverso 390 miliardi di euro di sovvenzioni e 360 miliardi di euro in prestiti a lunga durata e dovranno essere rimborsati entro il 2058.

L'NGEU è limitato nel tempo: il 70% delle sovvenzioni fornite dall'RRF sarà impegnato nel 2021 e 2022. Il restante 30% sarà impegnato nel 2023. Le modalità di assegnazione per gli anni 2021-2022 saranno in base al tasso di disoccupazione e per l'anno 2023 in base alla perdita cumulativa del PIL reale osservata nel periodo 2020-2022.

Il 30% dei fondi è destinato al cosiddetto Green New Deal, in conformità con l'accordo di Parigi sul clima[9].

Tra le clausole per ricevere i soldi del fondo, viene menzionato l'importanza dello stato di diritto del paese contraente, ma la normativa rimane vaga sull'argomento. I governi di Polonia e Ungheria, accusati di ripetuta violazione dell'articolo 7 del trattato sull'Unione europea, hanno inizialmente posto resistenza alla clausola e hanno imposto il veto[10] [11]. In seguito la commissione e i due stati dell'est Europa hanno trovato una soluzione di compromesso[12].

Per ricevere sostegno dall'RRF, gli Stati membri - valutati tecnicamente dalla Commissione - devono preparare dei piani e dei progetti nazionali, che comprendano obiettivi e costi stimati. Alla fine il Consiglio europeo approverà le proposte attraverso una maggioranza qualificata[13][14].

Ogni stato membro che intende utilizzare questi investimenti deve destinare il 37% della spesa all'economia Verde e il 21% agli investimenti digitali[15].

Il termine per la presentazione dei piani per accedere al fondo è il 30 aprile 2021.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il 2021 dell’UE, su treccani.it. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  2. ^ Infografica - Next Generation EU – Pacchetto per la ripresa dalla COVID-19, su consilium.europa.eu. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  3. ^ Recovery Fund e Next Generation Eu, il piano per l’Europa spiegato punto per punto, su corriere.it. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  4. ^ Special European Council, 17-21 July 2020, su consilium.europa.eu. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  5. ^ Video conference of the members of the European Council, 26 March 2020, su consilium.europa.eu. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  6. ^ EU leaders clash over economic response to coronavirus crisis, su theguardian.com. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  7. ^ EU limits on medical gear exports put poor countries and Europeans at risk, su piie.com. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  8. ^ The coronavirus recovery plan that von der Leyen built, su politico.eu. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  9. ^ Press corner - European Commission, su ec.europa.eu. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  10. ^ What EU leaders really decided on rule of law, su politico.eu. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  11. ^ Europe Bails Out Its Populists, su project-syndicate.org. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  12. ^ Next Generation Eu, la Ue trova l'accordo che supera il veto di Polonia e Ungheria, su rep.repubblica.it. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  13. ^ COVID-19: Council agrees its position on the Recovery and Resilience Facility, su consilium.europa.eu. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  14. ^ A recovery plan for Europea, su consilium.europa.eu.
  15. ^ SEE NO EVIL November 2020-How a lack of transparency could dash EU hopes for a green pandemic recovery (PDF), su bankwatch.org. URL consultato il 13 gennaio 2021.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]