Vita (periodico)

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Vita
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità mensile
Genere stampa nazionale
Formato rivista
Fondatore Riccardo Bonacina
Fondazione ottobre 1994
Inserti e allegati Ecomondo, Etica & Finanza, Social Job, Consumers' Magazine
Editore Vita Società editoriale S.p.A.
Tiratura 45.000 (2015)
Direttore Riccardo Bonacina
ISSN 1123-6760 (WC · ACNP)
Sito web
 

Vita è un periodico in italiano interamente dedicato al terzo settore[1]. Fondato da Riccardo Bonacina, editore e direttore responsabile, «Vita» è edito dall'omonima società editoriale La redazione è guidata da Giuseppe Frangi, responsabile dei contenuti del periodico. Partecipa alla creazione dei contenuti un comitato editoriale in cui siedono oltre 60 organizzazioni non profit italiane, fra cui: Acli, Save the Children, Abio, Associazione Dynamo, Trenta ore per la vita, Avis, Consorzio Gino Mattarelli, Confartigianato, Centro sportivo Italiano, CSVnet, Aiutare i bambini, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Exodus, Lega del filo d'oro, Opera San Francesco, Telefono Azzurro e WWF Italia e altre 55 organizzazioni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1994 sulla scia dell'esperienza televisiva di Riccardo Bonacina che in quegli anni conduce il programma "Il coraggio di vivere" su Rai Due, il settimanale Vita diventa nel corso degli anni punto di riferimento per il Terzo settore, promuovendo in modo diretto, attraverso campagne stampa o petizioni, o indiretto leggi importanti per il settore: dal sostegno alla Legge 185 del 1990 sulla trasparenza del commercio di armi, all'approvazione del Decreto Legislativo n. 460 che sancisce l'esistenza delle Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) nel 1997, alla cosiddetta "Più Dai, Meno Versi", ovvero la Legge n. 80 del 2005 sulla deducibilità delle donazioni a favore di Onlus, alla Legge 155 nel 2003, altrimenti detta "del Buon Samaritano", passando per il sostegno alla misura del cinque per mille del 2005.

Nel 2012 il settimanale viene completamente rinnovato diventando un quotidiano online ed un mensile cartaceo. Alla direzione è tornato il fondatore Riccardo Bonacina.

Vita Società Editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Vita Società Editoriale S.p.A.
Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: VITA
Fondazione ottobre 1994 a Milano
Fondata da Riccardo Bonacina
Sede principale Milano
Persone chiave Riccardo Bonacina (Presidente)
Settore Editoria
Prodotti Vita
Sito web

Nell'aprile del 2007 Carlo Caracciolo (1925-2008), presidente onorario del Gruppo L'Espresso, ha acquistato una quota del 5% delle azioni del Gruppo VITA[2]. Nel 2009 il fatturato della società editoriale è stato di circa 2,6 milioni di euro[3]. Conta 17 dipendenti, 24 collaboratori, oltre a numerose collaborazioni giornalistiche.

In linea con quanto previsto dalla legge sull'editoria (n. 250/90), lo statuto di Vita Società Editoriale sancisce che la società non intende distribuire ai soci remunerazioni periodiche dell'investimento azionario sotto forma di dividendi di utili. Questa disposizione può essere modificata solo con il voto favorevole del 90% degli azionisti. In altri termini, gli utili di bilancio sono interamente reinvestiti per lo sviluppo e la crescita dell'azienda, così come di norma avviene nei soggetti non profit.

Vita Società Editoriale è a capo del Gruppo VITA, costituito anche da V&K S.r.l.. Altre realtà promosse, ma non facenti parte del gruppo, sono: VITA Comunicazione società cooperativa sociale e la cooperativa di giornalisti VITA Altra Idea.

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

La compagine azionaria della Vita Società editoriale è composta da:

  • K Group S.r.l., 25,02%;
  • Fiduciaria Sant'Andrea S.r.l., 13,65%;
  • Fondazione Vita, 8,16%.

Sul mercato è collocato il 53,17% del capitale sociale.

Quotazione in Borsa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 20 ottobre 2010 VITA S.p.A. è quotata sul FTSE AIM Italia, gestito da Borsa Italiana ed interamente dedicato alle PMI; è l'unica società quotata in Borsa che, per statuto, non distribuisce dividendi[4].

Nel 2011 entra nel Gruppo la società «Sisifo - ComunicAZIONE StratETICA», fondata da Giuseppe Lanzi che ne rimane amministratore delegato sino alla sua uscita nel luglio 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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