Eugenia Maria Roccella

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Eugenia Maria Roccella
Eugenia Maria Roccella daticamera 2022.jpg

Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità
In carica
Inizio mandato22 ottobre 2022
Capo del governoGiorgia Meloni
PredecessoreElena Bonetti[1]

Sottosegretario di Stato al Ministero della salute
Durata mandato4 febbraio 2009 –
16 novembre 2011
CotitolareFrancesca Martini
Capo del governoSilvio Berlusconi
PredecessoreSé stessa (Lavoro, salute e politiche sociali)
SuccessoreAdelfio Elio Cardinale

Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali
Durata mandato12 maggio 2008 –
4 febbraio 2009
Capo del governoSilvio Berlusconi
PredecessoreAntonio Montagnino
Rosa Rinaldi
SuccessoreMaria Cecilia Guerra

Deputata della Repubblica Italiana
In carica
LegislaturaXVI, XVII, XIX
Gruppo
parlamentare
XVI: Popolo della Libertà
XVII:
- Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente (Fino al 18/11/2013)
- Area Popolare (NCD-UDC) (Dal 18/11/2013 al 23/11/2015)
- Gruppo misto - componente: USEI-IDEA (Dal 1°/12/2015 al 24/05/2017)
- Gruppo misto - componente: UDC-IDEA (Dal 24/05/2017 al 12/12/2017)
- Scelta Civica-ALA per la Costituente Liberale e Popolare-MAIE (Dal 12/12/2017 al 19/12/2017)
- Gruppo misto - componente: UDC-IDEA (Dal 19/12/2017)
CoalizioneXVI: PdL-LN
XVII: PdL-LN-FdI-CDN
CircoscrizioneXVI: Lazio 2
XVII: Lazio 1
XIX: Calabria
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoFratelli d'Italia (dal 2022)
In precedenza:
PR (1979)
FI (2008-2009)
PdL (2009-2013)
NCD (2013-2015)
IdeA (2015-2020)
C! (2020-2021)
CI (2021-2022)
Titolo di studioDottorato, Laurea in Lettere Moderne
UniversitàUniversità degli Studi di Roma "La Sapienza"
ProfessioneGiornalista

Eugenia Maria Roccella (Bologna, 15 novembre 1953) è una giornalista e politica italiana, ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità nel governo Meloni dal 22 ottobre 2022.

È stata sottosegretario al Ministero della salute nel Governo Berlusconi IV.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e ingresso in politica[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di uno dei fondatori del Partito Radicale, Franco Roccella, e della pittrice e femminista Wanda Raheli, trascorre l'infanzia in Sicilia, affidata ai nonni e a una zia, per poi raggiungere a Roma i genitori in età scolare.

Diventa femminista per «trasferire l'autorevolezza che la donna aveva nel privato anche nella sfera pubblica»[2][3]: entra a 18 anni nel Movimento di liberazione della donna, diventandone leader. Si fa portavoce in quegli anni di molte battaglie femministe, per l'aborto, contro la violenza sulle donne, per la modifica del diritto di famiglia, per le pari opportunità[4]. Nel 1975 pubblica il libro Aborto: facciamolo da noi, con prefazione di Adele Faccio.

Alle elezioni politiche del 1979 è candidata alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Roma-Viterbo-Latina-Frosinone per il Partito Radicale, ottenendo 292 preferenze e non risultando eletta.

Laureata in lettere moderne, è dottore di ricerca presso l'Università La Sapienza.

Dal 2000 è giornalista professionista, iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio.[5]

Abbandono dei radicali e passaggio all'area cattolica del PdL[modifica | modifica wikitesto]

Si allontanata per vent'anni dalla politica attiva per occuparsi della famiglia (due figli, una zia e i suoi genitori). Ha maturato quindi un cambiamento profondo, pur mantenendo molto della sua formazione culturale. Dal femminismo, ad esempio, e dall'idea della centralità del materno e del corpo per l'identità femminile, derivano l'interesse per la biopolitica e per le trasformazioni introdotte dalle biotecnologie in materia di procreazione.

Negli anni novanta ha lasciato i Radicali, colpevoli a suo dire di portare avanti «battaglie che stanno conducendo verso la distruzione dell'individuo», di «ricadute anti-individuali del loro individualismo» e di sponsorizzare «un'idea di libertà senza limiti» che non fa altro che ottenere «un'illibertà assoluta».[6] Secondo quanto da lei raccontato nel libro Una famiglia radicale, uno dei motivi che la spinsero a lasciare il Partito Radicale fu il comportamento intransigente di Marco Pannella, che le ingiunse di pagare il contributo annuale al partito o di dimettersi da esso, nonostante in quell'anno il padre Franco fosse appena morto e la madre Wanda fosse ancora in uno stato di disabilità a causa di un ictus che l'aveva colpita nel 1981.[7]

Nel 1997 ha scritto La leadership di Berlusconi, (in Forza Italia, radiografia di un evento, a cura di Domenico Mennitti, Ideazione editrice) e nel 2001 Dopo il femminismo (Ideazione editrice).

È diventata editorialista del quotidiano Avvenire e ha collaborato con Il Foglio, con Il Giornale e con la rivista bimestrale di cultura politica Ideazione. Su queste testate si è principalmente occupata di problematiche relative alla bioetica.

Insieme con Lucetta Scaraffia, ha curato il Dizionario biografico Italiane. Dall'Unità d'Italia alla prima guerra mondiale, pubblicato in tre volumi, nel 2004, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, nel quale si presentano 247 ritratti di donne italiane che hanno fatto la storia del Paese, incluse Rachele Mussolini e Claretta Petacci, seguendo il criterio già adottato da Miriam Mafai nel suo Le donne del Novecento. Sempre con Lucetta Scaraffia ha scritto Contro il cristianesimo. L'ONU e l'Unione europea come nuova ideologia (Edizioni Piemme, 2005).

Con Assuntina Morresi ha scritto La favola dell'aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru486 (ed. FrancoAngeli, 2006).

Nel 2007 è portavoce insieme con Savino Pezzotta del Family Day, la manifestazione di sostegno alla famiglia formata da un uomo e una donna organizzata per il 12 maggio dall'associazionismo cattolico.

Deputata PdL e Sottosegretario al Welfare (2008) e alla Salute (2009)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2008 viene eletta alla Camera nelle liste del Popolo della Libertà (quota Forza Italia) per la circoscrizione Lazio 2. Nel maggio dello stesso anno diventa sottosegretario al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. In seguito alla ricostituzione del Ministero della salute quale autonomo dicastero, il 5 febbraio 2010 è divenuta sottosegretario alla salute.[8].

Nel 2013 ha fondato «Di mamma ce n'è una sola», il primo comitato italiano contro la maternità surrogata.[9]

Deputata NCD, abbandono del partito e la mancata rielezione del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2013 è stata rieletta alla Camera nella circoscrizione Lazio 1 nelle liste del Popolo della Libertà.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà[10], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[11][12].

Il 23 novembre 2015 assieme a Vincenzo Piso, dopo numerose critiche rivolte al suo partito e al segretario Angelino Alfano, lascia il Nuovo Centrodestra, nonché il gruppo Area Popolare, passando quindi al Gruppo misto e divenendo una delle fondatrici del Movimento Identità e Azione, guidato da Gaetano Quagliariello.

Il 1º dicembre 2015, poi, aderisce alla componente del Gruppo misto "USEI-IDEA".

Alle elezioni politiche del 2018 è ricandidata alla Camera nel collegio uninominale Emilia-Romagna - 07 (Bologna - Casalecchio di Reno) per la coalizione di centro-destra, dove ottiene il 27,60% ed è superata da Gianluca Benamati del centrosinistra (35,27%), e da capolista di Noi con l'Italia - UDC nei collegi plurinominali Lazio 1 - 01, Emilia-Romagna - 01 ed Emilia-Romagna - 02, ma non viene rieletta, in quanto la lista non supera la soglia di sbarramento del 3%[13].

Le rielezione in parlamento e la nomina a ministro[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2022 viene ricandidata alla Camera nel collegio uninominale Puglia - 01 (Foggia) per il centrodestra, ottenendo il 34,83% e venendo battuta da Marco Pellegrini del Movimento 5 Stelle (41,33%), e in terza posizione nelle liste di Fratelli d’Italia nei collegi plurinominali Calabria - 01 e Sicilia 1 - 02, venendo eletta nel primo.

Dal 22 ottobre seguente viene nominata Ministro della famiglia, natalità e pari opportunità del Governo Meloni.

Nel 2023 pubblica con Rubbettino Editore Una famiglia radicale, libro autobiografico in cui racconta la storia della sua famiglia, della sua iniziale militanza nel Partito Radicale, la sua uscita da esso e il suo avvicinamento al mondo cattolico.[7]

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Diritti LGBT e omofobia[modifica | modifica wikitesto]

Sulla famiglia ha detto che “siamo tutti nati nel grembo di una donna, generati da un atto d'amore tra un uomo e una donna. Siamo tutti figli: laici e cattolici, credenti e non credenti, islamici ed ebrei, omosessuali ed eterosessuali. È su questo che si fonda l'unicità della famiglia: sulla capacità di tessere un filo di continuità tra le generazioni, padri, madri, nonni, nipoti, antenati, di collegare passato e futuro dell'uomo, di dargli speranza nel domani”.

Si è opposta al progetto di legge sui DICO in quanto essi avrebbero sancito una famiglia «non più legata a un nucleo forte di spontaneità e corporeità connesso alla maternità naturale ma che possa essere qualsiasi cosa vogliamo». Intervenendo al Family Day ha detto: “Noi siamo qui, da laici, a difendere il matrimonio civile, quello della Costituzione, che si può sciogliere attraverso il divorzio. Ma agli impegni presi con il matrimonio non ci si può sottrarre con facilità: le responsabilità restano, coniugi e figli hanno diritti incancellabili, anche quando il matrimonio si rompe”.

Secondo Roccella, il matrimonio è il «momento cruciale che dà valore alla differenza sessuale, l'incontro di due diversi che producono la continuità delle generazioni»[2].

Riguardo ai casi di omofobia dell'autunno 2009 e il conseguente richiamo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul tema, ha dissentito dichiarando: "Non credo ci sia a livello statistico un'emergenza che riguardi la violenza sugli omosessuali. È importante non cadere in specificazioni eccessive; è bene ricordare che la differenza sessuale donne-uomini non è una ma è la differenza che struttura il gruppo umano. Alcuni casi richiamano l'attenzione dei media, ma sono le donne a vivere una violenza specifica"[14]

Riguardo alle unioni omosessuali nel 2007 ha detto: “Mi sembra chiedano il riconoscimento pubblico delle loro unioni non tanto per ottenere alcuni diritti individuali, che si potrebbero assicurare con altri strumenti, piuttosto come forma di legittimazione sociale. Ma se vogliamo eliminare ogni discriminazione, se vogliamo costruire una società dell'accoglienza, dobbiamo alimentare una cultura che sappia rispettare ogni persona per quello che è. Una cultura che tuteli la dignità dell'uomo in qualunque condizione, anche se non è inserito in una categoria riconoscibile, anche se non ha nessuna forza politica a difenderlo”.

Aborto, fine vita e fecondazione assistita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 ha definito la pillola abortiva RU 486 "un enorme inganno, è terrorizzante per le donne."[15]

In relazione al caso di Eluana Englaro, a seguito della sentenza definitiva di via libera della Cassazione, in un articolo sul Giornale, ha parlato di "arbitrio dei giudici", spiegando che "La sentenza Englaro ha semplicemente portato alla luce il lungo movimento sotterraneo che avrebbe voluto condurre all'eutanasia senza nemmeno passare dal Parlamento, senza interpellare i cittadini in alcun modo". Ha inoltre ribadito che "è importante prendere una posizione forte, anche perché non esiste una posizione neutrale", e che il governo avrebbe valutato, oltre ad un decreto ad hoc, possibilità di compiere ispezioni nella clinica di Udine[16].

Circa la pronuncia di incostituzionalità di alcune parti della Legge 40 sulla procreazione assistita, ha dichiarato che "la 40 non è una legge cattolica" e che "la legge 40 resta quella che è, e i centri devono continuare ad applicarla nella sua lettera e con prudenza"[17]. Sulla legge 40, ha dichiarato, "ha resistito a tutti gli attacchi ed è stata confermata nel suo impianto dalla Corte costituzionale. La legge è basata su un equilibrio fra tutti i soggetti coinvolti".

Riguardo alla commercializzazione anche in Italia della pillola abortiva RU 486, ha dichiarato che si vuole "introdurre l'aborto a domicilio"[18]

In una lettera pubblicata sul Corriere della Sera del 16 gennaio 2010[19], è intervenuta nel dibattito sulla diagnosi preimpianto, riaperto da una sentenza della magistratura di Salerno, dichiarando che "Il desiderio di maternità non può trasformarsi in un diritto e in particolare un diritto al figlio sano" e che “la diagnosi preimpianto non è una terapia, ma una pura forma di selezione genetica, spesso su semplice base probabilistica”.

Si è espressa più volte perché nell'ambito della fecondazione eterologa si abbandonasse la dicitura di “ovodonazione”: “Tranne che in rarissimi casi si tratta di compravendita, anzi di sfruttamento di giovani donne bisognose che mettono a repentaglio la propria salute sottoponendosi alle pesanti stimolazioni ormonali necessarie alla cosiddetta donazione”, ha dichiarato in una lettera al Corriere della Sera del 25 maggio 2010.

Altre posizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta pubblicata dal settimanale Tempi per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.[20]

Ha dichiarato di apprezzare la visione della Chiesa, che «ha sempre valorizzato e accolto il femminile, attribuendo significato e importanza all'etica della cura»[2].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugenia Roccella, Aborto: facciamolo da noi, Napoleone Editore, 1975.
  • Eugenia Roccella, Acqua, sapone, e..., Idea libri, 1992.
  • Eugenia Roccella, La letteratura rosa, Editori Riuniti, 1998.
  • Eugenia Roccella, Dopo il femminismo, Ideazione editrice, 2001.
  • Eugenia Roccella, Lucetta Scaraffia, Contro il cristianesimo. L'ONU e l'Unione Europea come nuova ideologia, Edizioni Piemme, 2005.
  • Eugenia Roccella, Assuntina Morresi, La favola dell'aborto facile. Miti e realtà della pillola RU 486, FrancoAngeli, 2006.
  • Eugenia Roccella, Fine della maternità. Il caso degli embrioni scambiati e la fecondazione eterologa, Edizioni Cantagalli, 2015.
  • Eugenia Roccella, Una famiglia radicale, Rubbettino, 2023.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pari opportunità e famiglia.
  2. ^ a b c :: Radicali.it ::[collegamento interrotto]
  3. ^ Ministri Governo Meloni, su Il Giornale d'Italia. URL consultato il 26 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2022).
  4. ^ Eugenia Roccella Articoli recenti - ilGiornale.it
  5. ^ Albo Nazionale dei Giornalisti - consultato il 26 agosto 2022
  6. ^ La metamorfosi «maschile» delle femministe, intervista di Andrea Galli ad Eugenia Roccella, in «È vita», inserto di «Avvenire», 23 aprile 2005.
  7. ^ a b Gianni Santamaria, Memoir. Eugenia Rocella, ritratto di famiglia in un interno radicale, su Avvenire, 20 gennaio 2023.
  8. ^ Roccella, ministero Salute parte il 13 dicembre, ANSA, 8 dicembre 2009
  9. ^ Maternità in conto terzi costa fino a 35 mila euro Roccella (Pdl) presenta il Comitato ‘Di mamma ce n’è una sola’, su prolifenews.it. URL consultato il 13 novembre 2013.
  10. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  11. ^ Camera dei Deputati: Composizione del gruppo Nuovo Centrodestra
  12. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra
  13. ^ CAMERA – COLLEGI UNINOMINALI*
  14. ^ SordiOnline.it[collegamento interrotto], 10 settembre 2009
  15. ^ Il Personaggio: Eugenia Roccella, RomaSette, 10 aprile 2006
  16. ^ [1][collegamento interrotto], APCOM, 5 febbraio 2009
  17. ^ «La legge 40 è salda. Basta propaganda», Avvenire, 3 aprile 2009
  18. ^ Eugenia Roccella: "Con la Ru486 si vuole introdurre l'aborto a domicilio"[collegamento interrotto], Zenit, 31 maggio 2009
  19. ^ Roccella: non c'è il diritto ad avere un figlio sano
  20. ^ Lettera di parlamentari Pdl ai cattolici sul caso Ruby: «Sospendete il giudizio su Berlusconi, rispettiamo la presunzione di innocenza. Questo moralismo non è la "imitatio Christi" della Chiesa», su Tempi, 24 gennaio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Antonio Gaglione 15 dicembre 2009 - 16 novembre 2011 Adelfio Elio Cardinale
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