Generazione Y

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Le etichette usate in sociologia per indicare le diverse generazioni (in inglese)

Con i termini Generazione Y o Millennial si indica la generazione dei nati tra il 1981 e il 1996.[1][2] La Generazione Y ha seguito la Generazione X ed è seguita dalla Generazione Z. Poiché i nati all'inizio degli anni ottanta sarebbero diventati maggiorenni a cavallo del III millennio, si è iniziato a parlare di "generazione del millennio".[3][4]

I membri della Generazione Y vengono detti Millennial, anche se nel linguaggio giornalistico italiano il termine è stato spesso usato erroneamente,[5] stravolgendone il significato originale,[6][7] per indicare i nati dal 2000 in poi.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Generazione Y apparve per la prima volta nell'agosto del 1993 in un editoriale sulla rivista Ad Age, che descriveva i tredicenni del momento, definendoli come separati dalla Generazione X. Alcuni hanno definito la generazione Y come la generazione di MTV, anche se MTV Generation è anche un termine usato per riferirsi a persone fortemente influenzate dall'avvento di MTV e persino un termine utilizzato per comprendere tutti i giovani della fine del ventesimo secolo, a seconda del contesto.

Millennials[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori William Strauss e Neil Howe sono stati influenti nel definire le generazioni americane nel loro libro Generations: The History of America's Future, 1584 to 2069 (1991). Howe e Strauss sostengono di usare il termine "millennials" al posto di generazione Y, in quanto quest'ultimo è stato coniato direttamente dai membri stessi della generazione, non volendo essere associati con la generazione X. Quasi un decennio più tardi hanno dato seguito al loro grande studio sulla storia della demografia americana, con un nuovo libro in particolare su quella generazione intitolato: Millennials Rising: The Next Great Generation (2000). Nei loro libri Howe e Strauss utilizzano il 1982 come anno di inizio della nuova generazione e il 1997 come fine. Essi ritengono che con il raggiungimento della maggiore età nell'anno 2000, i giovani delle scuole superiori e i laureati siano nettamente in contrasto con quelli nati prima e dopo di loro a causa dell'attenzione ricevuta da parte dei media e di come sono stati influenzati politicamente.

Il Pew Research Center ha riclassificato il limite che divide i millennial dai post-millennial, anche con l’intento di fare chiarezza sui termini, spesso usati in modo sconclusionato da media, ricercatori e aziende. I millennial sono i nati tra il 1981 e il 1996, ovvero coloro che hanno compiuto il loro primo e ultimo anno da teenager (età 13-19) durante il corso degli anni 2000. Chi è nato dopo fa parte di un'altra generazione il cui nome è Generazione Z.[8]

Nativi digitali[modifica | modifica wikitesto]

Questa generazione è caratterizzata da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali; in molte parti del mondo, l'infanzia della generazione Y è stata segnata da un approccio educativo tecnologico e neoliberale, derivato dalle profonde trasformazioni degli anni sessanta.

L'aumento delle tecnologie di comunicazione istantanea resa possibile attraverso l'uso di internet, come e-mail, SMS e IM e i nuovi media utilizzati attraverso siti web come YouTube e siti di social networking come Facebook, MySpace e Twitter possono spiegare come la fama dei millennials sia orientata allo scambio e al commercio grazie ad una più facile comunicazione attraverso la tecnologia.

Next Great Generation ?[modifica | modifica wikitesto]

Gli scrittori William Strauss e Neil Howe affermano che la generazione ha una forte somiglianza con la "Greatest Generation" (i nati dal 1901 fino al 1924) in quanto come loro hanno un forte senso del dovere e restano molto legati alla loro patria d'origine[9]. Molti sociologi hanno criticato questa affermazione in quanto affermano che questa etichetta rappresenta la tendenza all'ottimismo verso il futuro, all'ambizione, alla tolleranza, all'intraprendenza, alla competitività, alla testardaggine ma anche al narcisismo. Altri scrittori statunitensi affermano che le tendenze della generazione del millennio sono diverse rispetto a quelle delle generazioni precedenti e questo grazie alle nuove tecnologie digitali.

Diversi studi si soffermano non solo sulle differenze tra i millennials e le generazioni precedenti ma anche sulle differenze tra millennials provenienti da diversi continenti. I tratti distintivi tra millennials europei e millennials nordamericani risultano diversi. Se infatti i primi fanno della loro capacità di adeguarsi senza sforzo e differenti sottoculture, cambiando di fatto il proprio atteggiamento a seconda del contesto in cui sono immersi, i secondi invece si adeguano ed inseriscono in una nuova e unica cultura trasversale. Tratti comuni sono comunque l'attenzione alla propria qualità della vita, intesa come tempo a disposizione, la scarsa possibilità di essere motivati con stimoli economici e l'elevata integrazione in gruppi sociali chiusi.[10].

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Echo boomer[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA, la generazione Y presenta forti aumenti di natalità simili all'aumento delle nascite degli anni cinquanta, la cosiddetta generazione dei baby boomer; il nome echo boomer riguarda le dimensioni della generazione e la sua relazione con la generazione baby boomer; tuttavia l'impatto relativo del baby boom echo fu generalmente meno significativo rispetto al baby boom originario. L'autore Elwood Carlson ha parlato di "New Boomers", tra il 1983 e il 2001 a causa della ripresa delle nascite dopo il 1983, per finire con le "sfide politiche e sociali" dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 e le "persistenti difficoltà economiche" del tempo.

Boomerang generation[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA, questa generazione è anche a volte indicata come "generazione boomerang" o "Peter Pan", a causa della sua propensione a ritardare alcuni dei riti di passaggio all'età adulta più a lungo rispetto alle generazioni precedenti, nonché a causa di una sua tendenza a vivere con i genitori per un periodo più lungo, principalmente a causa della crisi economica e lavorativa che non ha permesso loro di inserirsi nel mondo adulto con facilità.

Si tratta di un fenomeno completamente nuovo per la mentalità americana e anglosassone in generale.

In Europa mediterranea e soprattutto in Italia, questo fenomeno ha preceduto la Generazione Y e ha riguardato la Generazione X, colpita da "sindrome del ritardo": i membri della Generazione X che restavano a casa dei genitori sono stati chiamati "bamboccioni" dalla seconda metà degli anni 2000. Invece in Asia e in particolare in Giappone il fenomeno è stato descritto con il termine "single parassita".

Mondo del lavoro[modifica | modifica wikitesto]

La nuova "Generazione perduta"?[modifica | modifica wikitesto]

La generazione Y è la prima ad affrontare la "Grande recessione" ovvero la crisi economica a cavallo tra il 2007 e il 2013. Mentre Strauss & Howe nel 2009 avevano paragonato i Millennial alla Greatest Generation, con l'avvento della recessione si è invece cominciato a paragonare i Millennial alla generazione precedente, cioè la Generazione perduta, vale a dire quella che aveva combattuto nella Prima guerra mondiale[11].

Diversi governi hanno istituito programmi importanti per l'occupazione giovanile, per paura di disordini sociali come nel 2008 in Grecia, avvenuti in seguito ai drammatici aumenti dei tassi di disoccupazione giovanile. In Europa i livelli di disoccupazione giovanile sono molto alti (40% in Spagna, 37% in Italia, il 35% nei paesi baltici, il 30% in Gran Bretagna e oltre il 20% in altri paesi).

Anche in Italia, il tasso di disoccupazione giovanile ha fatto parlare di una nuova "generazione perduta" per riferirsi a quelli che negli anni 2010 avevano fra i 30 e i 40 anni[12][13][14][15]. Questa denominazione ha dato luogo a un "manifesto" apartitico[16][17], ma il movimento di opinione che ne è scaturito è stato di breve durata e si è praticamente dissolto con l'avvento del Movimento Cinque Stelle.

Trophy generation[modifica | modifica wikitesto]

Gli appartenenti alla generazione del millennio vengono a volte chiamati Trophy Generation o Trophy Kids un termine che riflette la loro competitività in tutti gli aspetti della vita, dove "non si perde", e ognuno ottiene quel che vuole "grazie alla partecipazione".

Negli anni 2010, forse per riflesso rispetto all'ottimismo di Strauss e Howe, iniziano a circolare diversi articoli molto critici sulla presenza al lavoro dei "millennials", al punto che alcuni opinionisti americani li etichettano direttamente come "la generazione peggiore nella storia degli Stati Uniti d'America"[18][11][19].

In effetti secondo alcuni psicologi, nella Generazione Y americana sarebbe in atto un'epidemia di narcisismo[20][21]. Alcuni datori di lavoro sono preoccupati che i Millennials abbiano troppe aspettative di lavoro e coltivino il desiderio di plasmare il proprio lavoro in meglio per adattarlo alla loro vita, piuttosto che adattare la loro vita al lavoro. Per comprendere meglio questa mentalità, molte grandi aziende stanno studiando questo conflitto e stanno cercando di elaborare nuovi programmi per aiutare i lavoratori più anziani a capire i Millennials, mentre allo stesso tempo, cercano di rendere più confortevole il lavoro ai Millennials. Ad esempio Goldman Sachs conduce programmi di formazione utilizzando degli attori per impersonare i Millennials che affermano di cercare più feedback, responsabilità e il coinvolgimento nel processo decisionale. Dopo lo spettacolo, i dipendenti discutono e dibattono sulle differenze generazionali che hanno visto in gioco.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La generazione del millennio è stata plasmata da eventi, leader, sviluppi e tendenze di questi tempi e tempi passati.

Shawn Fanning fondò il sito "peer to peer" Napster, mentre era al college. La RIAA vinse la causa e arrestò il servizio di Napster nel 2001, ma l'industria musicale ha cominciato a soffrire e le vendite hanno iniziato a calare a partire dagli inizi del 2000. Come risultato di queste innovazioni nella tecnologia i giovani di questa generazione hanno avuto accesso a più musica su richiesta di qualsiasi altra generazione precedente, e hanno costretto l'industria discografica ad adattarsi ai nuovi modelli di business.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura popolare degli anni 1990 e 2000 della generazione comprende Piccoli brividi (infanzia), Harry Potter, per citarne alcune delle maggiori. I manga e gli altri romanzi grafici sono emersi come una forma popolare di letteratura sia per i membri della generazione X che per quelli di questa generazione.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Milo e Tonio, i due folletti del Fantabosco della Melevisione

In Italia la generazione Y è cresciuta guardando la "Melevisione", programma per bambini trasmesso su Rai3 dal 1999 al 2010.

Un episodio rimasto nella memoria collettiva riguarda la 107ª puntata della 3ª stagione, dal titolo Tanti auguri a te che va in onda in replica l'11 settembre 2001, quando alle 15:33 viene interrotta bruscamente da Peppi Franzelin che annuncia un'edizione straordinaria del TG3 riguardo agli attentati alle Torri Gemelle[22]. Questo fatto è stato citato dai Pinguini Tattici Nucleari in Scrivile scemo.

«Scrivile, scemo, un finale migliore
Per quella puntata della Melevisione
Interrotta da torri che andarono in fiamme
E bimbi che facevano domande»

Movimento LGBT[modifica | modifica wikitesto]

Se il femminismo ha contrassegnato la storia dei baby boomer, la generazione X e ancor più la generazione Y si caratterizzano invece per l'importanza del movimento LGBT per i diritti civili delle persone non eterosessuali.

Gli anni 2000 e ancor più gli anni 2010 sono quelli dove le unioni civili e il matrimonio omosessuale vengono legalizzati in diversi stati del mondo.

Neo-nazionalismo[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la generazione X ha coltivato l'etnonazionalismo , la generazione Y si caratterizza per il neo-nazionalismo[23]. Come ideologia politica, si rifà al nazionalismo ed è sorto a metà del 2010 in Europa e Nord America e in altre regioni. È associato a diverse posizioni, come il populismo di destra, anti-globalizzazione,[24] nativismo, protezionismo, opposizione all'immigrazione, islamofobia,[25] sinofobia ed euroscetticismo. Secondo uno studioso, "la resistenza nazionalista al liberalismo globale si è rivelata la forza più influente nella politica occidentale" nel 2016. Esempi di forte espressione del neo-nazionalismo degne di nota includono il voto per l'abbandono nel Brexit nel 2016 e l'elezione lo stesso anno di Donald Trump come 45º presidente degli Stati Uniti d'America.

Micheal Hirish descrive nel giornale Politico, il nuovo nazionalismo come "un aspro rifiuto populista dello status quo che le élite globali hanno imposto al sistema internazionale dalla fine della Guerra fredda e che gli elettori a basso reddito hanno deciso - comprensibilmente - che risulta ad essere ingiusto". Michael Brendan Dougherty ha scritto in The Week che il nuovo nazionalismo è una "vasta rivolta nativista" contro la politica del dopoguerra a lungo "caratterizzata da un'ortodossia di libero scambio, alimentando l'economia dei servizi, accordi commerciali neoliberali e politiche di immigrazione liberalizzate".[26]

Antipolitica e "democrazia diretta"[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, il Movimento 5 Stelle ha cercato di mettere in opera la cosiddetta democrazia diretta facendo votare i suoi elettori via Internet riguardo alle decisioni da prendere in Parlamento. Questo fenomeno è stato giudicato estremamente interessante e sicuramente anticipatore di future tendenze politiche in Europa e nel mondo. Secondo molti politologi infatti, per qualche motivo l'Italia è un "laboratorio politico" e anticipa sempre di 10 o 20 anni le tendenze politiche del mondo occidentale[27][28][29].

"Ok boomer"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: OK boomer.

Nella generazione Y si è notato il rifiuto della controcultura che iniziò nel 1960 e continuò nei decenni successivi agli anni 1990. Ciò è ulteriormente documentato nel libro di Strauss e Howe Millennials Rising: The Next Great Generation che descrive la generazione del millennio, come "Civic Minded", rifiutando gli atteggiamenti del baby boom e della generazione X.

Negli anni 2010, iniziano a circolare diversi articoli molto critici sulla presenza al lavoro dei "millennials", al punto che alcuni opinionisti americani li etichettano direttamente come "la generazione peggiore nella storia degli Stati Uniti d'America"[18][11][19].

Il conflitto intergenerazionale è stato riassunto nell'espressione OK boomer usata a livello internazionale. Si tratta in sintesi della risposta che i membri della Generazione Y (e Z) hanno iniziato a impiegare a Baby boomer oppure membri della Generazione X ogni qualvolta questi esprimano opinioni condiscendenti nei loro confronti, in particolare su questioni come il cambiamento climatico, il cambiamento tecnologico e l'integrazione di gruppi minoritari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Generation Y, su en.oxforddictionaries.com, Oxford University Press. URL consultato il 18 febbraio 2018 (archiviato il 9 novembre 2017).
  2. ^ (EN) Who are the Millennials?, su cpcc.edu, Central Piedmont Community College. URL consultato il 19 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2012).
  3. ^ Alessandro Rosina, "Introduzione. Un ritratto dell'adulto italiano da giovane", CNOS SCUOLA, Newsletter 4, 2018, p. 7-18
  4. ^ Radio DJ compie 18 anni nel 2000
  5. ^ Millennial - Consulenza Linguistica - Accademia della Crusca, su accademiadellacrusca.it. URL consultato il 10 settembre 2021.
  6. ^ Chi è un “millennial”?, su ilpost.it. URL consultato il 26 marzo 2019 (archiviato il 26 marzo 2019).
  7. ^ Copia archiviata, su usatoday30.usatoday.com. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato il 24 marzo 2019).
  8. ^ (EN) 1615 L. St NW, Suite 800Washington, DC 20036USA202-419-4300 | Main202-857-8562 | Fax202-419-4372 | Media Inquiries, Defining generations: Where Millennials end and Generation Z begins, su Pew Research Center. URL consultato il 21 agosto 2019 (archiviato il 22 agosto 2019).
  9. ^ (EN) Neil Howe, William Strauss, Millennial Rising, the next Great Generation
  10. ^ (EN) (PDF) The European Millennials Versus the US Millennials: Similarities and Differences, su ResearchGate. URL consultato il 28 maggio 2020.
  11. ^ a b c (EN) Bernie QUIGLEY, 2014, Millennials, the new lost generation, The Hill
  12. ^ Manifesto per la generazione perduta
  13. ^ Matteo Pascoletti, Monti e la generazione perduta, Valigia Blu, 30 luglio 2012
  14. ^ Chi vuole salvare la “generazione perduta”?, Blog A mente fredda, L'inkiesta, luglio 2012
  15. ^ Blog Beppe Grillo, La generazione perduta, 22 maggio 2014
  16. ^ Il manifesto della “Generazione perduta”, Linkiesta, 4 agosto 2012
  17. ^ Il Manifesto della Generazione perduta, A nord est di che, 28 agosto 2012
  18. ^ a b (EN) Luis Ramos, 2015, Millennials Are The Worst Generation, Vocal
  19. ^ a b (EN) 17 Bill Murphy JR., Bad Habits That Can Make Millennials Look Really Unprofessional, INC.com, Oct 2015
  20. ^ (EN) Jody Allard, What happens when narcissists become parents, Washington Post, 2017
  21. ^ (EN) Tim Urban, Why Generation Y Yuppies Are Unhappy, Wait But Why, 9 september 2013
  22. ^ "Ricordo l'11 settembre 2001, ero insieme al cast della Melevisione. Ho avuto paura", su L'HuffPost, 11 settembre 2021. URL consultato il 2 novembre 2021.
  23. ^ (EN) Bret Stephens, Trump's Neo-Nationalists, in The Wall Street Journal, 21 novembre 2016.
  24. ^ (EN) Bruce Stokes, Analysis: Europe's far-right anger is moving mainstream, in Chicago Tribune, 19 dicembre 2016. URL consultato il 7 marzo 2018.
  25. ^ (EN) Sindre Bangstad, The New Nationalism and its Relationship to Islam, in Diversity and Contestations over Nationalism in Europe and Canada, London, Palgrave Macmillan UK, 2018, pp. 285–311, DOI:10.1057/978-1-137-58987-3_11, ISBN 978-1-137-58986-6.
  26. ^ (EN) Michael Brendan Dougherty, A new nationalism is rising. Don't let Donald Trump destroy it., in The Week, 26 luglio 2016.
  27. ^ (FR) L'Italie est un laboratoire politique, Libération, 25 febbraio 2013
  28. ^ (FR) Stefano Palombarini, L'Italie, un laboratoire politique européen, Le Monde Diplomatique, aprile 2021
  29. ^ (FR) L’Italie laboratoire de notre modernité politique, Tumultes, 53, 85-95

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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