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Giorgia Meloni

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Giorgia Meloni
Giorgia Meloni 2018.jpg

Presidente di Fratelli d'Italia
In carica
Inizio mandato 8 marzo 2014
Predecessore Ignazio La Russa

Presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei
In carica
Inizio mandato 29 settembre 2020
Predecessore Jan Zahradil

Ministro per la gioventù
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giovanna Melandri
Successore Andrea Riccardi (delega alle politiche giovanili)

Vicepresidente della Camera dei deputati
Durata mandato 4 maggio 2006 –
28 aprile 2008
Presidente Fausto Bertinotti
Gruppo
parlamentare
XV:
- Alleanza Nazionale

XVI:
- Il Popolo della Libertà

XVII - XVIII:
- Fratelli d'Italia


Deputata della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 28 aprile 2006
Legislature XV, XVI, XVII, XVIII
Circoscrizione XV:
Lazio 1

XVI - XVIII:
Lazio 2

XVII:
Lombardia 3

Collegio XVIII:
7 (Latina)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia
(dal 2012)
In precedenza:
Movimento Sociale Italiano
(1992-1995)
Alleanza Nazionale (1995-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2012)
Titolo di studio Diploma di Liceo Linguistico
Professione Politico

Giorgia Meloni (Roma, 15 gennaio 1977) è una politica italiana. È stata Ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi, la più giovane della storia repubblicana[1], e presidente della Giovane Italia, dopo essere stata presidente di Azione Giovani e Azione Studentesca. Non condividendo il supporto dato dal Popolo della Libertà al Governo Monti, fonda insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa il partito Fratelli d'Italia, di cui è presidente dall'8 marzo 2014.

Dal 29 settembre 2020 è presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei[2].

Biografia

Studi e militanza studentesca

Ha origini cagliaritane da parte del padre Francesco (un commercialista che abbandonò la famiglia emigrando nelle Canarie quando la Meloni aveva dodici anni[3]) e messinesi da parte della madre Anna; nasce a Roma Nord, ma a 3 anni si trasferisce al quartiere popolare della Garbatella, a Roma, dove vive l'infanzia e l'adolescenza. Consegue il diploma di liceo linguistico con votazione 60/60.[4] Dal 2006 è giornalista professionista[5].

Inizia il suo impegno politico nel 1992 a 15 anni aderendo al Fronte della Gioventù. Fonda il coordinamento Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione promossa dal ministro Rosa Russo Iervolino[6][7]. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentando tale movimento in seno al Forum delle associazioni studentesche istituito dal Ministero della pubblica istruzione.

Consigliere provinciale e deputata AN

Nel 1998, dopo aver vinto le primarie di Alleanza Nazionale per l'XI Municipio di Roma, viene eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002.

Nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nomina coordinatrice del comitato nazionale di reggenza di Azione Giovani. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo, a capo della lista “Figli d'Italia”, diventando la prima presidente donna di un'organizzazione giovanile di destra. Dal 2004 al 2006 ha lavorato al quotidiano Secolo d'Italia.[8]

Nel 2006, a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è una dei vicepresidenti della Camera dei deputati.

Giorgia Meloni definita come femme Fascista dall'universita statunitense Johns Hopkins University,[9] nel 2006 ha dichiarato di avere un «rapporto sereno con il fascismo»[10]; ha in seguito sostenuto che Mussolini «è un personaggio complesso, va storicizzato»[11]; sulle leggi ad personam ha sostenuto che «bisogna contestualizzarle. Sono delle leggi che Berlusconi ha fatto per se stesso. Ma sono leggi perfettamente giuste»[12].

Ministero della Gioventù (2008-2011)

Giorgia Meloni nel 2006

Nel 2008, poco dopo l'insediamento della XVI Legislatura, diventa, a soli 31 anni, Ministro per la gioventù del Governo Berlusconi IV, mantenendo la presidenza di Azione Giovani.

Nell'agosto 2008 il ministro Meloni ha invitato gli atleti italiani a boicottare la cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici di Pechino in dissenso verso la politica cinese attuata nei confronti del Tibet. L'invito non è stato condiviso dal premier Silvio Berlusconi né dal ministro degli esteri Franco Frattini, designato a rappresentare l'Italia a Pechino. Anche la delegazione degli atleti azzurri a Pechino si è dissociata.[13] Meloni ha quindi affermato di non aver mai chiesto di non gareggiare, ma solo un gesto di solidarietà.[14]

Nel settembre dello stesso anno, circa una polemica sull'antifascismo sorta all'interno di Alleanza Nazionale, dichiara: «Basta con questa storia del fascismo e dell'antifascismo. Siamo nati a ridosso degli anni ottanta e novanta, siamo tutti protesi nel nuovo millennio»; «difenderemo i valori sui quali si fonda la Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo».[15] Nell'occasione, l'Unione dei Giovani Ebrei espresse soddisfazione per le sue parole.[15]

Il 1º agosto 2008 Meloni propone la nomina del suo vicepresidente in Azione Giovani, Paolo Di Caro, a direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani. La nomina viene criticata da parte di esponenti del PD.[16]

Nel febbraio 2009 Giorgia Meloni ha sostenuto il decreto legge e il disegno di legge votato in Consiglio dei ministri per fermare all'ultimo momento l'attuazione del protocollo terapeutico concordato con la famiglia Englaro, e che ha innescato un conflitto tra Governo e Presidente della Repubblica, dichiarando «Siamo in condizioni eccezionali»[17].

Il Popolo della Libertà con Berlusconi

Nell'agosto 2009 Meloni diviene presidente del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, denominato Giovane Italia.[18]

Nel novembre 2010 presenta, per conto del ministero, un pacchetto da 300 milioni di euro chiamato Diritto al Futuro, mirante a investire sui giovani e contenente nel complesso cinque iniziative, tra cui agevolazioni per i neo-imprenditori, bonus a favore dei precari, prestiti per gli studenti meritevoli.[19]

Il 15 giugno 2012 rassegna le dimissioni dalla presidenza del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, Giovane Italia nominando al suo posto Marco Perissa.

Nonostante lei stessa avesse votato a favore di tale riforma come deputata PdL, Giorgia Meloni si è in seguito dichiarata contraria alla riforma pensionistica Fornero.[20][21][22]

Leader di Fratelli d'Italia

Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa alla conferenza stampa della nascita di Fratelli d'Italia nel 2012

Nel novembre 2012 annuncia la propria candidatura alle primarie del Popolo della Libertà.

A seguito della rinuncia di Berlusconi a fare le primarie[23][24], il 20 dicembre 2012 lascia il PdL (confermando però l'alleanza di coalizione) e crea assieme a Guido Crosetto, Ignazio La Russa ed altri provenienti da AN, PdL e MSI, il nuovo movimento politico di destra Fratelli d'Italia. Eletta alla camera dei deputati nel febbraio 2013, diventa capogruppo alla Camera.

Nel 2013, si è schierata contro le adozioni gay[25]. Nel marzo 2014 diviene presidente di Fratelli d'Italia e ad aprile viene candidata alle Elezioni europee del 2014 come capolista di Fratelli d'Italia in tutte le 5 Circoscrizioni ma il suo partito ottiene solo il 3,7% dei voti non superando la soglia di sbarramento del 4% e quindi anche lei, nonostante le 348 700 preferenze[26] avute, non diventa europarlamentare.

Giorgia Meloni a Sanremo durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 2014

Il 17 giugno 2014 lascia l'incarico di capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati a favore di Fabio Rampelli[27].

Da presidente del partito decide l'alleanza con la Lega Nord di Matteo Salvini, e iniziando con lui diverse campagne politiche contro il governo Renzi, attestando FdI su posizioni euroscettiche.

In seguito alle dimissioni di Giorgio Napolitano, sempre insieme alla Lega Nord candida Vittorio Feltri alla carica di presidente della Repubblica Italiana, nell'elezione che sarà poi vinta da Sergio Mattarella.

Il 4 novembre 2015 fonda il movimento "Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni", mentre il successivo 8 novembre, insieme al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e al segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, partecipa ad una manifestazione a Bologna promossa dall'intera coalizione.

Il 30 gennaio 2016 partecipa al Family Day, dichiarandosi contro il ddl Cirinnà e i diritti delle coppie omosessuali. Allo stesso Family Day la Meloni dichiara di essere incinta del compagno Andrea Giambruno.[28]

Il 15 marzo 2016, dopo un suo iniziale sostegno alla candidatura di Guido Bertolaso, si candida a sindaco di Roma, venendo sostenuta da una coalizione composta da Fratelli d'Italia, Noi con Salvini (emanazione leghista nel centro e sud Italia), Partito Liberale Italiano e due liste civiche: Con Giorgia Meloni Sindaco e Federazione Popolare per la Libertà (costituita da Mario Mauro e Giuseppe Cossiga). Al primo turno ottiene il 20,7% dei consensi (di cui il 12,27% proveniente da FdI), piazzandosi terza dietro a Virginia Raggi e Roberto Giachetti, non riuscendo ad accedere al ballottaggio.[29] Meloni accede comunque al consiglio comunale dove si iscrive al gruppo consiliare "Con Giorgia".

In occasione del Referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi, Meloni ha fondato i comitati NO, GRAZIE, partecipando anche a numerosi dibattiti televisivi tra cui uno contro lo stesso Presidente del Consiglio Renzi. Alla vittoria del no (con il 60% dei voti), Meloni ha chiesto le elezioni anticipate e ha negato la fiducia al successivo governo Gentiloni.

Il 2 e il 3 dicembre 2017 a Trieste, si tiene il congresso di Fratelli d'Italia, che vede la riconferma della Meloni a Presidente del partito, oltre che un rinnovo del logo del partito stesso, e l'adesione a FdI da parte di Daniela Santanchè.

In occasione delle elezioni politiche del 2018, rieletta deputata con il centro-destra nel collegio uninominale di Latina, è stata candidata premier per Fratelli d'Italia, all'interno della coalizione di centro-destra, portando il partito a triplicare i propri voti rispetto alle precedenti elezioni politiche, passando così dal 1,9% ad un complessivo 4,3%; divenendo così terzo partito della coalizione di centro destra, e quinto dal punto di vista nazionale. Alle successive consultazioni con il Presidente della Repubblica Mattarella, ha chiesto che l'incarico di formare un nuovo governo sia conferito a Matteo Salvini che in quanto leader del partito che all'interno del centro destra (in quanto prima forza politica del paese) ha ottenuto più voti, ha diritto a divenire il nuovo primo ministro, sebbene la coalizione non abbia la maggioranza assoluta all'interno del Parlamento. Durante la XVIII legislatura è prima firmataria del disegno di legge sulla Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi[30] (meglio noti come "seggiolini salva-bebè" o "anti abbandono"), approvato in via definitiva dal Senato il 25 settembre.[31] L'obbligo dei dispositivi salvabebè per il trasporto dei bambini fino a quattro anni d'età è entrato in vigore il 1º luglio 2019.

Sul fronte della politica estera, la Meloni ha rafforzato la visione filo-statunitense del suo partito, aprendo una linea di comunicazione tra Fratelli d'Italia e il Partito Repubblicano del presidente Donald Trump[32]. Il 5 febbraio è l'unica italiana a partecipare al principale evento dei conservatori statunitensi, il “National Prayer Breakfast” di Washington[33]. L'avvicinamento agli Usa non ha impedito alla Meloni di assumere posizioni caute in occasione di importanti crisi della politica internazionale, come l'uccisione in un raid statunitense del generale iraniano Qasem Soleimani, avvenuta in Iraq presso Baghdad il 3 gennaio 2020, dopo la quale la segretaria di Fratelli d'Italia ha invitato alla cautela e alla de-escalation, mentre l'alleato Matteo Salvini ha dichiarato di approvare pienamente l'azione di Washington[34].

Giorgia Meloni alle consultazioni al Quirinale il 22 agosto 2019

Si candida come capolista in tutte le circoscrizioni italiane per le elezioni europee del 2019 e grazie a un buon risultato del suo partito (6,5% dei consensi) risulta eletta come eurodeputata ma rinuncia al seggio al Parlamento Europeo (dove subentrano i primi dei non eletti), mantenendo quello a Montecitorio. Il 18 luglio 2018 fonda a Bruxelles l'Alliance pour l’Europe des Nations ("Alleanza per l'Europa delle nazioni"), un partito con annesso fondazione del quale entrano a far parte i cinque deputati neoeletti con FdI. Il segretario è l'allora senatore Carlo Fidanza, mentre il ruolo di tesoriere è occupato da Francesco Lollobrigida, mentre la fondazione è presieduta da Marco Scurria.[35]

Durante l'emergenza legata all'esplosione della pandemia di COVID-19 del 2020 in Italia, Giorgia Meloni ha più volte definito il governo Conte II "inadeguato a gestire l'emergenza" e attaccandolo duramente a più riprese fino a definire "criminale" l'atteggiamento tenuto nel corso dell'emergenza sanitaria, che la deputata romana ha ritenuto eccessivamente ondivago nella scelta tra chiusura delle attività produttive e garanzie del mantenimento delle misure di distanziamento sociale.[36][37]

Il 7 marzo 2020 Giorgia Meloni firma insieme ai leader di Lega Nord e Forza Italia la sfiducia nei confronti del ministro della giustizia Alfonso Bonafede. [38]

Posizioni politiche

Si dichiara favorevole alla rimozione del Patto di bilancio europeo (Fiscal Compact) dalla costituzione italiana, ma contraria alla rimozione del pareggio di bilancio.[39] È altrettanto favorevole alla modifica della Legge Fornero per cancellarne gli "effetti degenerativi".

Si dichiara contraria al reato di tortura dell'ordinamento giuridico italiano,[40][41] ritenendo che quest’ultimo ostacoli il lavoro delle forze dell'ordine.[42][43][44]

Sostiene l’esistenza della “teoria del gender”, è contraria alla diffusione nelle scuole degli studi di genere e attacca le misure di sensibilizzazione scolastica nei confronti della comunità LGBT (che hanno la funzione di prevenire le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e identità di genere), perché a suo parere non combatterebbero le discriminazioni sessuali ma darebbero ai più giovani "un'interpretazione fuorviante della propria identità sessuale".[45][46]

Estremamente contraria al matrimonio omosessuale,[47][48] alle unioni civili gay,[49] all'adozione per le coppie gay[50][51] e anche alle misure di contrasto/prevenzione dell’omo-transfobia (ritenendo che “gli omosessuali non sono discriminati”).[52][53][54]

Tra le sue proposte di legge principali vi sono: l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, norme per limitare la diffusione del gioco d'azzardo, l'impignorabilità della prima casa, l’abolizione dei senatori a vita e tetto alle tasse in Costituzione.[55]

Fermamente contraria al divorzio breve,[56][57] alla legalizzazione della cannabis light,[58][59] all’eutanasia,[60][61] allo ius soli,[62][63] allo ius culturae[64][65] e alla maternità surrogata, proponendo per quest’ultimo caso una legge per rendere questa pratica un “reato universale” che punirebbe così la sua applicazione, da parte di un cittadino italiano, anche all'estero.[66][67]

Estremamente contraria all'immigrazione, all'abrogazione del reato di immigrazione clandestina[68][69][70][71][72] e ad una società multiculturale, sostenendo che sia in atto un complotto per “destrutturare la nostra società e privarci della nostra identità”.[73] Si ritiene, infatti, a favore di un blocco navale da parte dell'Italia nel Mediterraneo.[74][75]

In occasione della conferenza God, Honor, Country: President Ronald Reagan, Pope John Paul II, and the Freedom of Nations organizzata a Roma il 3 febbraio 2020 da un'ampia rete di organizzazioni conservatrici, la Meloni ha indicato due suoi fondamentali riferimenti culturali nelle figure di Ronald Reagan e Papa Giovanni Paolo II, a cui l'evento era intitolato, elogiando la spinta a fondere "la democrazia nazionale dentro il principio della sovranità popolare" propria dell'ideologia del presidente americano e la valorizzazione del legame tra cristianesimo e radici dell'Europa propria dell'azione del pontefice polacco.[76]

Critiche e controversie

Nell'agosto del 2014, il partito di Giorgia Meloni ha utilizzato una fotografia di Oliviero Toscani senza avvisare l'autore che, venuto a conoscenza dell'accaduto, sporge denuncia. Originariamente scattata in favore delle diverse tipologie di famiglie, decontestualizzata divenne parte di un manifesto anti-adozioni gay.[77] Inoltre, lo stesso fotografo ha definito il manifesto come omofobo.

Meloni con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi nel 2018

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 2018 Giorgia Meloni ha indetto una protesta verso il museo egizio di Torino, accusato di aver organizzato una campagna promozionale rivolta alle persone di religione islamica e discriminatoria nei confronti dei cristiani[78]. Durante la contestazione, avvenuta sotto il museo, il direttore Christian Greco si è recato a parlare con la Meloni e le ha spiegato che l'iniziativa non aveva una connotazione anti-italiana, trattandosi soltanto di un modo per promuovere la cultura egizia tra le persone di lingua araba[79][80].

Vita privata

Giorgia Meloni è legata all'autore televisivo Andrea Giambruno, col quale ha avuto la figlia Ginevra nel 2016.[81]

Opere

  • Noi crediamo. Viaggio nella meglio gioventù d'Italia, Sperling & Kupfer, 2011, ISBN 978-88-200-4932-4.

Note

  1. ^ Chi è Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro del governo M5S-Lega, su tpi.it. URL consultato il 1º giugno 2018 (archiviato il 6 luglio 2018).
  2. ^ Paola di Caro, Giorgia Meloni al vertice dei conservatori Ecr: un’italiana alla guida di un grande partito dell’Ue, in Corriere della Sera, 29 settembre 2020. URL consultato il 29 settembre 2020 (archiviato il 29 settembre 2020).
  3. ^ Giorgia Meloni Archiviato il 1º dicembre 2017 in Internet Archive., "Cinquantamila giorni", Corriere della Sera
  4. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Scheda deputato - MELONI Giorgia, su www.camera.it. URL consultato il 28 febbraio 2018 (archiviato il 7 febbraio 2018).
  5. ^ Ordine dei giornalisti del Lazio Archiviato il 3 marzo 2011 in Internet Archive.
  6. ^ MELONI ALLE POL. GIOVANILI, LA MASCOTTE CHE METTE IN RIGA I GIOVANI AN, Ansa.it, 8 maggio 2008
  7. ^ Adriana Moltedo, Giorgia Meloni, la prima parola e l'ultima, su NoiDonne, 16 marzo 2016. URL consultato l'11 maggio 2020 (archiviato l'11 maggio 2020).
  8. ^ www.destradipopolo.it
  9. ^ (EN) Barbie Latza Nadeau, Femme Fascista: How Giorgia Meloni became the star of Italy's far right, in World Policy Journal, vol. 35, n. 2, 17 agosto 2018, pp. 14–21. URL consultato l'8 maggio 2020.
  10. ^ Claudio Sabelli Fioretti, Intervista a Giorgia Meloni Archiviato il 17 agosto 2016 in Internet Archive., Corriere Magazine, 7 dicembre 2006.
  11. ^ Dichiarazione a Chiambretti Night, febbraio 2009
  12. ^ Intervista di Claudio Sabelli Fioretti per Repubblica Archiviato il 25 maggio 2012 in Internet Archive., 7 dicembre 2006
  13. ^ Dalla Turisini ai pugili: "I Giochi non si disertano", Gazzetta.it, 5 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009 (archiviato il 9 settembre 2008).
  14. ^ Giorgia Meloni a Tatanka: "Ho chiesto un gesto, non di non gareggiare", L'Occidentale, 6 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  15. ^ a b Fascismo, interviene la Meloni «Basta polemiche e ingenuità», Archivio storico del Corriere, 18 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2009).
  16. ^ Meloni, all'Agenzia Giovani nomina Di Caro, Archivio storico del Corriere, 2 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2010).
  17. ^ Luca Telese, La Meloni: "Caro Fini, ecco perché non ti seguo" Archiviato il 29 luglio 2010 in Internet Archive., Il Giornale, domenica 8 febbraio 2009
  18. ^ Nasce la Giovane Italia. Meloni: niente quote, Archivio storico del Corriere, 6 agosto 2009. URL consultato il 7 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2015).
  19. ^ Giovani: Meloni presenta "Diritto al Futuro", pacchetto da 300 mln, Asca, 24 novembre 2010. URL consultato il 28 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2010).
  20. ^ (IT) Come hanno votato sulle pensioni quelli che oggi piangono per le pensioni? - neXt QuotidianoneXt Quotidiano, in neXt Quotidiano, 11 maggio 2015. URL consultato il 5 marzo 2017 (archiviato il 5 marzo 2017).
  21. ^ (IT) Gli smemorati di partito che vogliono i rimborsi (ma votarono la legge), in Corriere della Sera. URL consultato il 5 marzo 2017 (archiviato il 5 marzo 2017).
  22. ^ Avvocati gratis per i ricorsi sulle pensioni. URL consultato il 5 marzo 2017 (archiviato il 5 marzo 2017).
  23. ^ Alessandro Sala, Pdl, primarie in fumo. La rabbia dei giovani, in Corriere della Sera. URL consultato il 12 maggio 2014 (archiviato il 12 maggio 2014).
  24. ^ Crosetto e Meloni dal Pdl a 'Fratelli d'Italia': trattativa con La Russa su nome e simbolo, in La Repubblica, 20 dicembre 2012. URL consultato il 12 maggio 2014 (archiviato il 22 marzo 2014).
  25. ^ Giorgia Meloni: “Adozioni coppie gay? Bambini hanno diritto a madre e padre”, su blitzquotidiano.it. URL consultato il 21 dicembre 2013 (archiviato il 24 dicembre 2013).
  26. ^ politica - elezioni2014 Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 6 giugno 2014 (archiviato il 7 giugno 2014).
  27. ^ È Fabio Rampelli il nuovo capogruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale - Sito ufficiale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Archiviato il 14 luglio 2014 in Internet Archive.
  28. ^ Giorgia Meloni mamma. È nata la figlia Ginevra: FdI saluta la nuova "sorellina d'Italia" (oggi, 16 settembre 2016), su ilsussidiario.net. URL consultato il 22 settembre 2016 (archiviato il 21 settembre 2016).
  29. ^ Elezioni amministrative 2016, risultati: Roma, Raggi (35%) al ballottaggio con Giachetti; Bologna-Torino, Pd non sfonda, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 6 giugno 2016 (archiviato il 7 giugno 2016).
  30. ^ Legge 1 ottobre 2018, n. 117, in materia di "Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi"
  31. ^ Obbligo seggiolini salvabebè, il Senato approva il disegno di legge, in Repubblica.it, 25 settembre 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018 (archiviato il 30 ottobre 2018).
  32. ^ Andrea Muratore, Geopolitica, finanza, classe dirigente: l'agenda strategica dell'Italia, Osservatorio Globalizzazione, 27 maggio 2020
  33. ^ Matteo Luca Andriola, Fratelli d'Italia: le ragioni di un'ascesa, Osservatorio Globalizzazione, 2 luglio 2020
  34. ^ Nicola Barone, Salvini: grazie Trump per averlo eliminato. Meloni: no a tifo da stadio, Il Sole 24 Ore, 3 gennaio 2020
  35. ^ Federico Marconi e Giovani Tizian, I soldi di Giorgia Meloni: ecco tutte le lobby che finanziano Fratelli d'Italia, L'Espresso, 6 dicembre 2019.
  36. ^ Coronavirus, Meloni su La7: “Giuseppe Conte è un criminale, ha responsabilità gravissime”. Myrta Merlino la riprende. E lei rettifica, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 28 aprile 2020 (archiviato il 5 aprile 2020).
  37. ^ Scontro Meloni-Conte: "Atteggiamento criminale", "Uno schiaffo a tutti", su iltempo.it. URL consultato il 28 aprile 2020 (archiviato l'8 aprile 2020).
  38. ^ Maria Teresa Meli, Il centrodestra sfiducia Bonafede. E Renzi tiene alta la tensione, su Corriere della Sera, 5 luglio 2020. URL consultato l'11 maggio 2020.
  39. ^ Parla il leader di Fratelli D'Italia, Giorgia Meloni: 'Se andrò al Governo cambierò la Costituzione' (min 3:00). URL consultato il 26 luglio 2017 (archiviato il 28 luglio 2017).
  40. ^ Giorgia Meloni (FdI): "Il reato di tortura impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro", in TPI, 12 luglio 2018. URL consultato il 13 luglio 2018 (archiviato il 13 luglio 2018).
  41. ^ Rolling Stone Italia, Meloni shock: «Il reato di tortura impedisce alla Polizia di lavorare». La risposta di Ilaria Cucchi, in Rolling Stone Italia. URL consultato il 13 luglio 2018 (archiviato il 13 luglio 2018).
  42. ^ Meloni: «Reato di tortura impedisce agli agenti di lavorare». Bufera social, poi corregge il tweet, su ilgazzettino.it, 12 luglio 2018. URL consultato il 30 luglio 2020.
  43. ^ "Aboliamo il reato di tortura". Assalto della sinistra sulla Meloni, su ilgiornale.it. URL consultato il 30 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2017).
  44. ^ Meloni sul reato di tortura: “Con la nostra proposta nessun rischio di nuovi casi Cucchi”, su fanpage.it, 13 luglio 2018. URL consultato il 30 luglio 2020.
  45. ^ La discriminazione non si combatte con la diffusione della teoria gender nelle scuole - Giorgia Meloni, su giorgiameloni.it, 24 giugno 2015. URL consultato il 30 luglio 2020 (archiviato il 24 maggio 2019).
  46. ^ Scuola, Meloni a Giannini: Teoria del gender non è lotta alla discriminazione, in Fratelli d'Italia, 24 giugno 2015. URL consultato il 28 febbraio 2018 (archiviato il 1º marzo 2018).
  47. ^ https://www.fratelli-italia.it/2015/05/26/unioni-civili-meloni-no-a-matrimonio-tra-persone-stesso-sesso-e-adozioni-gay/
  48. ^ Le Sfide per l'Italia - Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, su Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale. URL consultato il 9 giugno 2016 (archiviato il 4 giugno 2016).
  49. ^ Giorgia Meloni a #corrierelive:, su Corriere della Sera, 12 maggio 2016. URL consultato il 17 maggio 2020.
  50. ^ Giorgia Meloni, Meloni e le adozioni per i gay: «È solo un loro capriccio», Il secolo XIX (archiviato il 16 ottobre 2014).
    «La pretesa di consentire l’adozione di bambini ai gay è solo un capriccio non accettabile perché è contrario al diritto naturale di avere un padre e una madre».
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