Giorgia Meloni

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Giorgia Meloni
Giorgia Meloni a Sanremo durante la campagna elettorale per le  elezioni europee del 2014

Giorgia Meloni a Sanremo durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 2014


Presidente di Fratelli d'Italia
In carica
Inizio mandato 8 marzo 2014
Predecessore Ignazio La Russa

Capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati
Durata mandato 19 marzo 2013 –
17 giugno 2014[1]
Predecessore nuovo partito
Successore Fabio Rampelli[1]

Ministro della Gioventù
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giovanna Melandri
Successore Andrea Riccardi (delega alle politiche giovanili)

Vicepresidente della
Camera dei deputati
Durata mandato 4 maggio 2006 –
28 aprile 2008
Presidente Fausto Bertinotti

Dati generali
Partito politico MSI (1992-1995)
AN (1995-2009)
PDL (2009-2012)
Fratelli d'Italia (2012-presente)
Tendenza politica Conservatorismo
on. Giorgia Meloni
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Data nascita 15 gennaio 1977
Titolo di studio Diploma di istituto professionale per il turismo
Professione Giornalista, Politico
Partito AN (fino al 2009)
PDL (dal 2009 al 2012)
Fratelli d'Italia (dal 2012)
Legislatura XV, XVI, XVII
Gruppo Alleanza Nazionale,
Il Popolo della Libertà,
Fratelli d'Italia
Circoscrizione Lazio 1 (XV)
Incarichi parlamentari

XV Legislatura

  • Vicepresidente della Camera dei deputati
  • Presidente della Commissione per il conferimento delle Borse di Studio della Fondazione "Carlo Finzi"
  • Presidente del Comitato per la Comunicazione e l'Informazione Esterna
  • Membro della VI Commissione (Finanze) (dal 2 agosto 2007)
  • Membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) (fino al 2 agosto 2007)

XVI Legislatura

Pagina istituzionale

Giorgia Meloni (Roma, 15 gennaio 1977) è una politica e giornalista italiana. È stata ministro della Gioventù nel quarto governo Berlusconi e presidente della Giovane Italia. Cofondatrice del partito Fratelli d'Italia insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, l'8 marzo 2014 è stata eletta presidente del partito.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini, studi e militanza giovanile (1977-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Di origini sarde da parte del padre Francesco (un commercialista che abbandonò la famiglia emigrando nelle Canarie quando la Meloni aveva dodici anni[2]) e siciliane da parte della madre Anna, Giorgia Meloni è nata e cresciuta nel popolare quartiere della Garbatella a Roma, quindi si è diplomata all'istituto professionale per il turismo[3][4] e dal 2006 Meloni è giornalista professionista[5].

Inizia il suo impegno politico nel 1992 a soli 15 anni aderendo al Fronte della Gioventù, sezione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), partito a quel tempo guidato da Gianfranco Fini. In questo periodo Meloni fonda il coordinamento studentesco Gli Antenati che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione ad opera del ministro DC Rosa Russo Iervolino[6] dei governi Amato I (1992-1993) e Ciampi I (1993-1994). Contemporaneamente alla militanza politica, Giorgia Meloni, per mantenersi gli studi, lavora al Piper[7] e diviene baby sitter di Olivia, figlia di Fiorello.[8] Nel 1995 il MSI, tramite la Svolta di Fiuggi ad opera di Gianfranco Fini, si scioglie per fondare Alleanza Nazionale (AN) e quindi Meloni aderisce al nuovo partito: nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentando quel movimento presso il Forum delle associazioni studentesche creato dal ministero della Pubblica Istruzione in quel periodo storico.

Attività politica negli enti locali con AN (1998-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998, dopo aver vinto le primarie di Alleanza Nazionale per il XI Municipio di Roma, è stata eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002. Meloni nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani, organizzazione giovanile di AN. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nomina coordinatrice del comitato nazionale di reggenza di Azione Giovani. Nel 2004 Meloni viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo, a capo della lista “Figli d'Italia”, diventando la prima presidente donna di un'organizzazione giovanile di destra.

Vicepresidente della Camera dei Deputati (2006-2008)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nella Circoscrizione Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è una dei quattro vicepresidenti della Camera dei deputati ed è la più giovane di tutta la storia della Repubblica Italiana da allora fino al marzo 2013, quando viene superata da Luigi Di Maio, un neo-deputato del Movimento 5 Stelle di soli 26 anni.

Ministro della Gioventù per il PdL (2008-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Giorgia Meloni nel 2006.

Nel 2008, poco dopo l'insediamento della XVI Legislatura diventa, a soli 31 anni, ministro della Gioventù del Governo Berlusconi IV, mantenendo la presidenza di Azione Giovani. Nel settembre 2008, a proposito di una polemica sull'antifascismo sorta all'interno di Alleanza Nazionale, dichiara: «Basta con questa storia del fascismo e dell'antifascismo. Siamo nati a ridosso degli anni ottanta e novanta, siamo tutti protesi nel nuovo millennio»; «[noi quindi] difenderemo i valori sui quali si fonda la Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo».[9] Viste le sue parole, in questa occasione, Unione dei Giovani Ebrei espresse soddisfazione e approvazione verso il suo discorso.[9] Il 1 agosto 2008 Meloni propone la nomina del suo vicepresidente in Azione Giovani, Paolo Di Caro, a direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani; questa nomina viene criticata da parte di esponenti del Partito Democratico, principale partito di centrosinistra (a quel tempo) all'opposizione.[10] Il 31 agosto 2008, intervistata sul problema del consumo di droga tra i giovani, Meloni ha affermato che esiste in proposito una vera e propria emergenza e che «è vitale far capire ai ragazzi che chi si impasticca dalla mattina alla sera non è un vincente, ma un mezzo fallito. Il vero ribelle è chi non si droga».[11] Nel 2009 Meloni diviene presidente del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, denominato Giovane Italia.[12] Nel novembre 2010 Meloni, in qualità di Ministro, presenta, per conto del suo ministero, un "pacchetto legislativo" da 300 milioni di euro chiamato Diritto al Futuro, mirante a investire sui giovani e contenente nel complesso cinque iniziative, tra cui agevolazioni per i neo-imprenditori, bonus a favore dei precari, prestiti per gli studenti meritevoli.[13]

Le critiche al Governo Monti (2011-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2011, edito da Sperling & Kupfer, esce il suo libro Noi crediamo[14] incentrato sulla condizione dei giovani italiani durante l'attuale crisi. Il 15 giugno 2012 rassegna le dimissioni dalla presidenza del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, Giovane Italia nominando al suo posto, in concertazione con Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano, Marco Perissa, giovane consigliere del PdL nel municipio romano che comprende nel suo territorio il quartiere Garbatella. Nel novembre 2012 annuncia la propria candidatura alle primarie del PdL presentando un programma elettorale opposto a quello del Governo Monti: nei sondaggi pubblicati da Ballarò Meloni risulta la seconda classificata dietro al Segretario Nazionale del PDL Angelino Alfano (favorevole al Governo Monti), ma in un ipotetico ballottaggio Meloni-Alfano, secondo le analisi di Ballarò, ci sarebbe stato un incerto testa a testa; molti politologi in seguito sostennero che il Presidente del PDL Silvio Berlusconi cancellò le primarie (oltre che per i vuoti di cassa denunciati dall'allora tesoriere Rocco Crimi) per evitare la sconfitta del suo "pupillo" (di quel tempo) Alfano a favore di Meloni che a quel tempo era assai più popolare tra gli iscritti e soprattutto era invisa alla maggior parte dei dirigenti del PDL (molti dei quali provenienti dal MSI-AN) che sostenevano la candidatura di Alfano.

Leader di Fratelli d'Italia (2012-in corso)[modifica | modifica wikitesto]

Giorgia Meloni e Guido Crosetto in comizio di Fratelli d'Italia in vista delle Elezioni europee del 2014.

A seguito della rinuncia del PdL a fare le primarie[15][16], il 20 dicembre 2012 lascia il PdL (confermando però l'alleanza di coalizione) e crea assieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa il nuovo movimento politico di centrodestra Fratelli d'Italia. Eletta alla camera dei deputati nel febbraio 2013, diventa capogruppo alla camera. Nel 2013, si è schierata contro le adozioni gay affermando che "i bambini hanno diritto ad avere una madre e un padre".[17] Il 9 marzo 2014 diviene presidente di Fratelli d'Italia e ad aprile viene candidata alle elezioni europee del maggio 2014 come capolista di Fratelli d'Italia in tutte le Circoscrizioni d'Italia ma il suo partito ottiene solo il 3,7% dei voti non superando la soglia di sbarramento del 4% e quindi anche lei, nonostante le 348.700 preferenze avute (candidatura più votata d'Italia)[18] non diventa europarlamentare e quindi il 17 giugno 2014 lascia l'incarico di Capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati a favore di Fabio Rampelli[1] perché Meloni preferisce tenere l'incarico politico (la presidenza del partito) lasciando quello istituzionale (la guida del gruppo parlamentare). Nei mesi successivi Meloni attua una politica di progressivo avvicinamento di Fratelli d'Italia verso la Lega Nord di Matteo Salvini per la ricostruzione del polo di centrodestra e di destra lontano dal Partito Popolare Europeo preferendo quindi posizioni anti-euro.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Giorgia Meloni in alcune occasioni è stata al centro di alcune controversie e ha ispirato l'imitazione parodistica impersonata da Paola Minaccioni.

In occasione della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nel caso Lautsi v. Italia sull'esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane, nel novembre 2009 ha detto: «La decisione della Corte Europea è il prodotto di una furia distruttrice verso ogni simbolo della nostra comune identità»[19]; il centrosinistra ha criticato questa sua frase.

Alla fine del 2009, il libro satirico a fumetti di Alessio Spataro, La ministronza,[20][21] ispirato a Giorgia Meloni, ha ricevuto numerose critiche di volgarità da parte di quasi tutto il mondo politico, sia di destra (a quel tempo maggioranza di governo), sia di sinistra (opposizione).[22][23]

Nel 2010 Meloni (a quel tempo Ministro della Gioventù) si è schierata contro l'aborto, affermando che «purtroppo il diritto di abortire è garantito di più rispetto a quello di mettere al mondo un bambino. Siamo purtroppo figli di una cultura che, per difendere l’aborto, non ha parlato di prevenzione e non ha considerato l’interruzione come extrema-ratio».[24]

Il 1º settembre 2014, nell'ambito della discussione politica riguardo all'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, la nota ex-parlamentare transgender Vladimir Luxuria (vicina alla sinistra radicale, quindi un'area politica ben lontana da quella di Meloni), tramite il proprio account Twitter personale, lancia un duro attacco personale nei confronti di Meloni scrivendo "spero che nessun bambino venga abbandonato da un padre a 12 anni come è successo alla vostra Giorgia Meloni", facendo quindi rifermento ad un episodio dell'infanzia della Meloni.[25] Gran parte del mondo politico ha condannato la frase di Luxuria esprimendo solidarietà verso Giorgia Meloni.[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c E' Fabio Rampelli il nuovo capogruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale - Sito ufficiale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale
  2. ^ Giorgia Meloni, "Cinquantamila giorni", Corriere della Sera
  3. ^ Governo Italiano - Biografia del ministro Giorgia Meloni
  4. ^ IPSSAR Vespucci
  5. ^ Ordine dei giornalisti del Lazio
  6. ^ MELONI ALLE POL. GIOVANILI, LA MASCOTTE CHE METTE IN RIGA I GIOVANI AN, Ansa.it, 8 maggio 2008
  7. ^ Meloni, da barman a tata.. a ministro: “Ho fatto tutti i lavori e ne sono fiera” | Blitz quotidiano
  8. ^ http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_17/meloni-fiorello-politica-guerzoni_7ddfc190-607a-11e2-bd7d-debf946ea0b6.shtml
  9. ^ a b Fascismo, interviene la Meloni «Basta polemiche e ingenuità», Archivio storico del Corriere, 18 settembre 2008.
  10. ^ Meloni, all'Agenzia Giovani nomina Di Caro, Archivio storico del Corriere, 2 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009.
  11. ^ La Meloni: "Il vero ribelle è chi non si droga", Il Giornale, 31 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009.
  12. ^ Nasce la Giovane Italia. Meloni: niente quote, Archivio storico del Corriere, 6 agosto 2009. URL consultato il 7 novembre 2009.
  13. ^ Giovani: Meloni presenta "Diritto al Futuro", pacchetto da 300 mln, Asca, 24 novembre 2010. URL consultato il 28 novembre 2010.
  14. ^ "Noi crediamo": il primo libro di Giorgia Meloni, itali@magazine, 18 dicembre 2011. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  15. ^ Alessandro Sala, Pdl, primarie in fumo. La rabbia dei giovani in Corriere della Sera. URL consultato il 12 maggio 2014.
  16. ^ Crosetto e Meloni dal Pdl a 'Fratelli d'Italia': trattativa con La Russa su nome e simbolo in La Repubblica, 20 dicembre 2012. URL consultato il 12 maggio 2014.
  17. ^ Giorgia Meloni: “Adozioni coppie gay? Bambini hanno diritto a madre e padre”
  18. ^ politica - elezioni2014 Corriere della Sera
  19. ^ Crocefisso/ Meloni, simbolo dell’identità europea
  20. ^ Alessio Spataro, La ministronza, Grrrzetic, 2009, ISBN 978-88-96250-05-1
  21. ^ ministronza
  22. ^ [1], Corriere della Sera, 11 novembre 2009
  23. ^ [2]
  24. ^ [3]
  25. ^ a b Vladimir Luxuria, spero che nessun bambino venga abbandonato da un padre a 12 anni come è successo alla vostra Giorgia Meloni.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Giovanna Melandri 2008 - 2011
(Governo Berlusconi IV)
Andrea Riccardi
Predecessore Capogruppo alla Camera dei Deputati di Fratelli d'Italia Successore Logo della Camera dei deputati.svg
nuovo partito 19 marzo 2013 - 17 giugno 2014 Fabio Rampelli
Predecessore Presidente di Fratelli d'Italia Successore Logo2014Fratellid'Italia.png
Ignazio La Russa 8 marzo 2014 - in corso in carica
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