Giorgia Meloni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giorgia Meloni
Giorgia Meloni 2018.jpg

Presidente di Fratelli d'Italia
In carica
Inizio mandato 8 marzo 2014
Predecessore Ignazio La Russa

Deputata della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 28 aprile 2006
Legislature XV, XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XV:
- Alleanza Nazionale

XVI:
- Il Popolo della Libertà

XVII:
- Gruppo Misto (Da inizio legislatura al 3/04/2013)

- Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale (Dal 3/04/2013 a fine legislatura)

XVIII:
- Fratelli d'Italia

Coalizione XV:
Casa delle Libertà
XVI:
Coalizione di centro-destra del 2008
XVII:
Coalizione di centro-destra del 2013
XVIII:
Coalizione di centro-destra del 2018
Circoscrizione XV:
Lazio 1
XVI:
Lazio 2
XVII:
Lombardia 3
XVIII:
Lazio 2
Collegio XVIII:
Latina
Sito istituzionale

Ministro per la gioventù
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giovanna Melandri
Successore Andrea Riccardi (delega alle politiche giovanili)

Vicepresidente della Camera dei deputati
Durata mandato 4 maggio 2006 –
28 aprile 2008
Presidente Fausto Bertinotti

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2012)
In precedenza:
Movimento Sociale Italiano (1992-1995)
Alleanza Nazionale (1995-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2012)
Tendenza politica Conservatorismo nazionale
Destra sociale
Euroscetticismo
Titolo di studio Diploma di Liceo Linguistico
Professione Giornalista

Giorgia Meloni (Roma, 15 gennaio 1977) è una politica italiana.

È stata Ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi, la più giovane della storia repubblicana[1], e presidente della Giovane Italia, dopo essere stata presidente di Azione Giovani e Azione Studentesca. Non condividendo il supporto dato dal Popolo della Libertà al Governo Monti fonda il partito Fratelli d'Italia insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, di cui è presidente dall'8 marzo 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e militanza studentesca[modifica | modifica wikitesto]

Giorgia Meloni, di origini sarde da parte del padre Francesco (un commercialista che abbandonò la famiglia emigrando nelle Canarie quando la Meloni aveva dodici anni[2]) e siciliane da parte della madre Anna, è nata e cresciuta nel quartiere popolare della Garbatella, a Roma. Ha conseguito il diploma di liceo linguistico.[3] Dal 2006 è giornalista professionista[4].

Inizia il suo impegno politico nel 1992 a 15 anni aderendo al Fronte della Gioventù. Fonda il coordinamento studentesco Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione promossa dal ministro Rosa Russo Iervolino[5]. Nel 1996 diviene responsabile nazionale di Azione Studentesca, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale, rappresentando tale movimento in seno al Forum delle associazioni studentesche istituito dal ministero della Pubblica Istruzione. Contemporaneamente alla militanza politica, Giorgia Meloni, per mantenersi agli studi, lavora come bambinaia, cameriera e barista al Piper.[6][7]

Consigliere provinciale e deputata AN[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998, dopo aver vinto le primarie di Alleanza Nazionale per l'XI Municipio di Roma, viene eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002.

Nel 2000 diviene dirigente nazionale di Azione Giovani. Nel febbraio 2001 Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale, la nomina coordinatrice del comitato nazionale di reggenza di Azione Giovani. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione Giovani durante il congresso nazionale di Viterbo, a capo della lista “Figli d'Italia”, diventando la prima presidente donna di un'organizzazione giovanile di destra.

Nel 2006, a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura. Dal 2006 al 2008 è una dei vicepresidenti della Camera dei deputati.

Nel 2006 ha dichiarato di avere un «rapporto sereno con il fascismo»[8]; ha in seguito sostenuto che Mussolini «è un personaggio complesso, va storicizzato»[9]; sulle leggi ad personam ha sostenuto che «bisogna contestualizzarle. Sono delle leggi che Berlusconi ha fatto per se stesso. Ma sono leggi perfettamente giuste»[10].

Ministero della Gioventù (2008-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Giorgia Meloni nel 2006

Nel 2008, poco dopo l'insediamento della XVI Legislatura, diventa, a soli 31 anni, Ministro per la gioventù del Governo Berlusconi IV, mantenendo la presidenza di Azione Giovani.

Nell'agosto 2008 il ministro Meloni ha invitato gli atleti italiani a boicottare la cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici di Pechino in dissenso verso la politica cinese attuata nei confronti del Tibet. L'invito non è stato condiviso dal premier Silvio Berlusconi né dal ministro degli esteri Franco Frattini, designato a rappresentare l'Italia a Pechino. Anche la delegazione degli atleti azzurri a Pechino si è dissociata.[11] Meloni ha quindi affermato di non aver mai chiesto di non gareggiare, ma solo un gesto di solidarietà.[12]

Nel settembre dello stesso anno, circa una polemica sull'antifascismo sorta all'interno di Alleanza Nazionale, dichiara: «Basta con questa storia del fascismo e dell'antifascismo. Siamo nati a ridosso degli anni ottanta e novanta, siamo tutti protesi nel nuovo millennio»; «difenderemo i valori sui quali si fonda la Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo».[13] Nell'occasione, l'Unione dei Giovani Ebrei espresse soddisfazione per le sue parole.[13]

Il 1º agosto 2008 Meloni propone la nomina del suo vicepresidente in Azione Giovani, Paolo Di Caro, a direttore generale dell'Agenzia nazionale per i giovani. La nomina viene criticata da parte di esponenti del PD.[14]

Nel febbraio 2009 Giorgia Meloni ha sostenuto il decreto legge e il disegno di legge votato in Consiglio dei ministri per fermare all'ultimo momento l'attuazione del protocollo terapeutico concordato con la famiglia Englaro, e che ha innescato un conflitto tra Governo e Presidente della Repubblica, dichiarando «Siamo in condizioni eccezionali»[15].

Il Popolo della Libertà con Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2009 Meloni diviene presidente del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, denominato Giovane Italia.[16]

Nel novembre 2010 presenta, per conto del ministero, un pacchetto da 300 milioni di euro chiamato Diritto al Futuro, mirante a investire sui giovani e contenente nel complesso cinque iniziative, tra cui agevolazioni per i neo-imprenditori, bonus a favore dei precari, prestiti per gli studenti meritevoli.[17]

Il 15 giugno 2012 rassegna le dimissioni dalla presidenza del movimento politico giovanile del Popolo della Libertà, Giovane Italia nominando al suo posto Marco Perissa.

Nonostante lei stessa avesse votato a favore di tale riforma come deputata PdL, Giorgia Meloni si è in seguito dichiarata contraria alla riforma pensionistica Fornero, .[18][19][20]

Leader di Fratelli d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Giorgia Meloni a Sanremo durante la campagna elettorale per le elezioni europee del 2014

Nel novembre 2012 annuncia la propria candidatura alle primarie del Popolo della Libertà.

A seguito della rinuncia di Berlusconi a fare le primarie[21][22], il 20 dicembre 2012 lascia il PdL (confermando però l'alleanza di coalizione) e crea assieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa il nuovo movimento politico di centrodestra Fratelli d'Italia. Eletta alla camera dei deputati nel febbraio 2013, diventa capogruppo alla Camera.

Nel 2013, si è schierata contro le adozioni gay[23]. Nel marzo 2014 diviene presidente di Fratelli d'Italia e ad aprile viene candidata alle Elezioni europee del 2014 come capolista di Fratelli d'Italia in tutte le 5 Circoscrizioni ma il suo partito ottiene solo il 3,7% dei voti non superando la soglia di sbarramento del 4% e quindi anche lei, nonostante le 348 700 preferenze[24] avute, non diventa europarlamentare.

Il 17 giugno 2014 lascia l'incarico di capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati a favore di Fabio Rampelli[25].

Da presidente del partito decide l'alleanza con la Lega Nord di Matteo Salvini, e iniziando con lui diverse campagne politiche contro il governo Renzi, attestando FdI su posizioni euroscettiche.

In seguito alle dimissioni di Giorgio Napolitano, sempre insieme alla Lega Nord candida Vittorio Feltri alla carica di presidente della Repubblica Italiana, nell'elezione che sarà poi vinta da Sergio Mattarella.

Il 4 novembre 2015 fonda il movimento "Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni", mentre il successivo 8 novembre, insieme al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e al segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, partecipa ad una manifestazione a Bologna promossa dall'intera coalizione.

Il 30 gennaio 2016 partecipa al Family Day, dichiarandosi contro il ddl Cirinnà e i diritti delle coppie omosessuali. Allo stesso Family Day la Meloni dichiara di essere incinta del compagno Andrea Giambruno. La bambina, Ginevra, nasce il 16 settembre.[26]

Il 15 marzo 2016, dopo un suo iniziale sostegno alla candidatura di Guido Bertolaso, si candida a sindaco di Roma, venendo sostenuta da una coalizione composta da Fratelli d'Italia, Noi con Salvini (emanazione leghista nel centro e sud Italia), Partito Liberale Italiano e due liste civiche: Con Giorgia Meloni Sindaco e Federazione Popolare per la Libertà (costituita da Mario Mauro e Giuseppe Cossiga). Al primo turno ottiene il 20,7% dei consensi (di cui il 12,27% proveniente da FdI), piazzandosi terza dietro a Virginia Raggi e Roberto Giachetti, non riuscendo ad accedere al ballottaggio.[27] Meloni accede comunque al consiglio comunale dove si iscrive al gruppo consiliare "Con Giorgia".

In occasione del Referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi, Meloni ha fondato i comitati NO, GRAZIE, partecipando anche a numerosi dibattiti televisivi tra cui uno contro lo stesso Presidente del Consiglio Renzi. Alla vittoria del no (con il 60% dei voti), Meloni ha chiesto le elezioni anticipate e ha negato la fiducia al successivo governo Gentiloni.

Il 2 e il 3 dicembre 2017 a Trieste, si tiene il congresso di Fratelli d'Italia, che vede la riconferma della Meloni a Presidente del partito, oltre che un rinnovo del logo del partito stesso, e l'adesione a FdI da parte di Daniela Santanchè.

In occasione delle elezioni politiche del 2018, è stata candidata premier per Fratelli d'Italia, all'interno della coalizione di centro-destra, portando il partito a triplicare i propri voti rispetto alle precedenti elezioni politiche, passando così dal 1,9% ad un complessivo 4,3%; divenendo così terzo partito della coalizione di centro destra, e quinto dal punto di vista nazionale. Alle successive consultazioni con il Presidente della Repubblica Mattarella, ha chiesto che l'incarico di formare un nuovo governo sia conferito a Matteo Salvini che in quanto leader del partito che all'interno del centro destra (in quanto prima forza politica del paese) ha ottenuto più voti, ha diritto a divenire il nuovo primo ministro, sebbene la coalizione non abbia la maggioranza assoluta all'interno del Parlamento.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Meloni con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi nel 2018

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 2018 Giorgia Meloni ha indetto una protesta verso il museo egizio di Torino, accusato di aver organizzato una campagna promozionale rivolta alle persone di lingua araba. Durante la contestazione, avvenuta sotto il museo, il direttore Christian Greco si è recato a parlare con la Meloni e le ha spiegato che l'iniziativa non aveva una connotazione anti-italiana, trattandosi soltanto di un modo per promuovere la cultura egizia tra le persone di lingua araba[28][29].

Giorgia Meloni sostiene l'esistenza di un piano per diffondere la teoria del gender, e attacca le politiche di sensibilizzazione scolastica sulle discriminazioni verso gay e lesbiche che a suo parere sarebbero un piano per la diffusione di tale ideologia che darebbe ai più giovani "un'interpretazione fuorviante della propria identità sessuale".[30][31]

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Si dichiara favorevole alla rimozione del Patto di bilancio europeo (Fiscal Compact) dalla costituzione italiana, ma contraria alla rimozione del pareggio di bilancio.[32] È altrettanto favorevole alla modifica della Legge Fornero per cancellarne gli "effetti degenerativi".[33]

Tra le sue proposte di legge principali vi sono: l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, norme per limitare la diffusione del gioco d'azzardo, l'impignorabilità della prima casa e la perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all'estero da cittadini italiani.[34]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Noi crediamo. Viaggio nella meglio gioventù d'Italia, Sperling & Kupfer, 2011, pp. 164, ISBN 978-88-2004-932-4.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi è Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro del governo M5S-Lega
  2. ^ Giorgia Meloni, "Cinquantamila giorni", Corriere della Sera
  3. ^ Camera.it - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Scheda deputato - MELONI Giorgia, su www.camera.it. URL consultato il 28 febbraio 2018.
  4. ^ Ordine dei giornalisti del Lazio Archiviato il 3 marzo 2011 in Internet Archive.
  5. ^ MELONI ALLE POL. GIOVANILI, LA MASCOTTE CHE METTE IN RIGA I GIOVANI AN, Ansa.it, 8 maggio 2008
  6. ^ Meloni, da barman a tata.. a ministro: “Ho fatto tutti i lavori e ne sono fiera” | Blitz quotidiano
  7. ^ http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_17/meloni-fiorello-politica-guerzoni_7ddfc190-607a-11e2-bd7d-debf946ea0b6.shtml
  8. ^ Claudio Sabelli Fioretti, Intervista a Giorgia Meloni, Corriere Magazine, 7 dicembre 2006.
  9. ^ Dichiarazione a Chiambretti Night, febbraio 2009
  10. ^ Intervista di Claudio Sabelli Fioretti per Repubblica Archiviato il 25 maggio 2012 in Internet Archive., 7 dicembre 2006
  11. ^ Dalla Turisini ai pugili: "I Giochi non si disertano", Gazzetta.it, 5 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009.
  12. ^ Giorgia Meloni a Tatanka: "Ho chiesto un gesto, non di non gareggiare", L'Occidentale, 6 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009.
  13. ^ a b Fascismo, interviene la Meloni «Basta polemiche e ingenuità», Archivio storico del Corriere, 18 settembre 2008. (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2009).
  14. ^ Meloni, all'Agenzia Giovani nomina Di Caro, Archivio storico del Corriere, 2 agosto 2008. URL consultato il 23 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2010).
  15. ^ Luca Telese, La Meloni: "Caro Fini, ecco perché non ti seguo", Il Giornale, domenica 8 febbraio 2009
  16. ^ Nasce la Giovane Italia. Meloni: niente quote, Archivio storico del Corriere, 6 agosto 2009. URL consultato il 7 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2015).
  17. ^ Giovani: Meloni presenta "Diritto al Futuro", pacchetto da 300 mln[collegamento interrotto], Asca, 24 novembre 2010. URL consultato il 28 novembre 2010.
  18. ^ (IT) Come hanno votato sulle pensioni quelli che oggi piangono per le pensioni? - neXt QuotidianoneXt Quotidiano, in neXt Quotidiano, 11 maggio 2015. URL consultato il 05 marzo 2017.
  19. ^ (IT) Gli smemorati di partito che vogliono i rimborsi (ma votarono la legge), in Corriere della Sera. URL consultato il 05 marzo 2017.
  20. ^ Avvocati gratis per i ricorsi sulle pensioni. URL consultato il 05 marzo 2017.
  21. ^ Alessandro Sala, Pdl, primarie in fumo. La rabbia dei giovani, in Corriere della Sera. URL consultato il 12 maggio 2014.
  22. ^ Crosetto e Meloni dal Pdl a 'Fratelli d'Italia': trattativa con La Russa su nome e simbolo, in La Repubblica, 20 dicembre 2012. URL consultato il 12 maggio 2014.
  23. ^ Giorgia Meloni: “Adozioni coppie gay? Bambini hanno diritto a madre e padre”
  24. ^ politica - elezioni2014 Corriere della Sera
  25. ^ È Fabio Rampelli il nuovo capogruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale - Sito ufficiale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Archiviato il 14 luglio 2014 in Internet Archive.
  26. ^ Giorgia Meloni mamma. È nata la figlia Ginevra: FdI saluta la nuova "sorellina d'Italia" (oggi, 16 settembre 2016)
  27. ^ Elezioni amministrative 2016, risultati: Roma, Raggi (35%) al ballottaggio con Giachetti; Bologna-Torino, Pd non sfonda
  28. ^ Musei, perché è così difficile essere Christian Greco in Italia, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 12 febbraio 2018.
  29. ^ Torino, il direttore dell'Egizio "bacchetta" Meloni per gli sconti agli arabi: "Il museo è di tutti", in Repubblica.it, 09 febbraio 2018. URL consultato il 12 febbraio 2018.
  30. ^ La discriminazione non si combatte con la diffusione della teoria gender nelle scuole - Giorgia Meloni, in Giorgia Meloni, 24 giugno 2015. URL consultato il 28 febbraio 2018.
  31. ^ Scuola, Meloni a Giannini: Teoria del gender non è lotta alla discriminazione, in Fratelli d'Italia, 24 giugno 2015. URL consultato il 28 febbraio 2018.
  32. ^ Parla il leader di Fratelli D'Italia, Giorgia Meloni: 'Se andrò al Governo cambierò la Costituzione' (min 3:00). URL consultato il 26 luglio 2017.
  33. ^ http://agenziastampaitalia.it/politica/politica-nazionale/37086-pensioni-giorgia-meloni-necessaria-revisione-della-legge-fornero-per-garantire-l-uguaglianza
  34. ^ https://parlamento18.openpolis.it/atti-presentati-in-parlamento/giorgia-meloni/556/stato_last_date/desc/stato_last_date/desc/filter_act_type/1/filter_act_firma/P

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN169047228 · ISNI (EN0000 0001 1808 5012 · LCCN (ENno2011040943