Permesso di soggiorno

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Un permesso di soggiorno egiziano del 1962

In diritto amministrativo e in diritto internazionale, il permesso di soggiorno è un documento rilasciato da un'amministrazione di uno stato a un individuo straniero; con il connesso titolo si consente al cittadino di uno stato estero di trattenersi nel territorio nazionale per periodi di durata superiore a quelli normalmente previsti da un visa.

In Europa, i cittadini dei Paesi membri dell'Unione europea non sono soggetti all'obbligo di munirsi di un titolo per il soggiorno anche prolungato nel territorio di un altro stato membro, ai sensi e per effetto della Convenzione di Schengen.

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia il titolo è rilasciato dalle prefetture, che sino al 2006 emettevano il titolo di residente (titre de résident), valido per un periodo di 10 anni, e la carta di soggiorno temporaneo (carte de séjour temporaire), valida per un anno. In seguito la disciplina è stata ordinata con la previsione di 4 tipi di soggiorno temporaneo, ciascuno con il suo specifico permesso:

  • la carta di soggiorno temporaneo (carte de séjour temporaire), della durata di un anno, rinnovabile salvo eccezioni. A seconda delle qualità soggettive dello straniero ci sono permessi specifici e relativi diversi documenti, perciò c'è una carte diversa per ciascuna delle seguenti condizioni del forestiero:
    • "Visiteurs", visitatori
    • "Étudiants", studenti
    • "Stagiaires", stagisti
    • "Scientifiques", scientifici
    • "Profession artistique et culturelle", professioni artistiche e culturali
    • "Salariés et travailleurs temporaires", salariati e lavoratori a tempo
    • "Commerçants, industriels et artisans", commercianti, industriali e artigiani
    • "Non salariés", non salariati
    • "Travailleurs saisonniers", lavoratori stagionali
    • "Salariés détachés", salariati distaccati
    • "Vie privée et familiale", vita privata e familiare
  • la carta "compétences et talents" (competenze e talenti), valida per tre anni rinnovabili,
  • la carta di résident (residente), valida per 10 anni rinnovabili; il numero di stranieri che hanno ottenuto per la prima volta la carta decennale è stato di 39.697 nel 2003 e 24.133 nel 2006, con un decremento del 40%[1].
  • la carta di soggiorno "retraité" (pensionato), valida per 10 anni rinnovabili.

Le condizioni d'attribuzione dei diversi tipi di permesso sono previste negli artt. L-311-1 e ss. del CESEDA[2].

Allo straniero in attesa di permesso possono essere rilasciate una o più ricevute (récépissés) aventi una validità di tre mesi, con successiva riduzione della durata effettiva della carta; lo straniero che avesse ottenuto delle ricevute, riceverà comunque una carta di soggiorno che reca la data della sua domanda, e la carta scadrà al termine che avrebbe avuto se gli fosse stata consegnata il giorno stesso della sua domanda.

I documenti attestanti il titolo al soggiorno sono tutti denominati "carta" (carte) e non "permesso" (permis); nel diritto francese tale denominazione è sì utilizzata, ma è riservata a documenti attestanti titoli di natura dichiaratamente concessoria come il permis de conduire (patente di guida).

Trattamento degli Algerini[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri provenienti dall'Algeria sono sottoposti a un regime specifico[3], dipendente dagli accordi Francia-Algeria del 27 dicembre 1968[4][5]. Gli accordi, in quanto trattato internazionale, sono norme di rango più elevato rispetto al CESEDA e pertanto prevalgono su di esso; la giurisprudenza amministrativa ha inoltre parificato la carta alla certificazione di residenza[6].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il permesso è un'autorizzazione rilasciata dalla Polizia di Stato, che deve essere richiesta dai soggetti extracomunitari per poter soggiornare nel paese[7] per più di otto giorni, oppure di novanta giorni se in possesso di visto d'ingresso per motivi di turismo. Non è richiesto per i cittadini di altri stati facenti parte dell'Unione europea in quanto in possesso della cittadinanza europea.

Esso è disciplinato dal d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286 e dal relativo regolamento di attuazione di cui al D.P.R. n. 179 del 14 settembre 2011.[8]

Durata[modifica | modifica wikitesto]

Il permesso di soggiorno deve essere richiesto entro otto giorni lavorativi dall'ingresso in Italia dello straniero. La durata del permesso di soggiorno è differente a seconda delle motivazioni del soggiorno.

  • se il permesso viene rilasciato per motivi di lavoro subordinato, la durata è quella del relativo contratto di lavoro (che dal 2002, per effetto della legge Bossi-Fini, assume la denominazione di contratto di soggiorno), con un massimo di due anni, rinnovabile sino a che lo straniero conserva quello o un altro lavoro (con un massimo di sei mesi di stato di disoccupazione);
  • se il permesso viene rilasciato per motivi di lavoro stagionale, la durata varia dai venti giorni ai nove mesi (a seconda del tipo di lavoro svolto);
  • se viene rilasciato per lo svolgimento di un lavoro autonomo ha durata di due anni;
  • se viene rilasciato per ricongiungimento familiare ha la durata di due anni se il familiare a cui ci si ricongiunge ha un permesso biennale, altrimenti la minore durata del permesso del familiare fonte di sostentamento;
  • se viene rilasciato per finalità di studio o formazione può avere durata fino ad un anno.

Il permesso di soggiorno può avere anche una durata illimitata (nel caso di permesso per elezione di domicilio in Italia, ottenibile dimostrando di avere una fonte di reddito costante e sufficiente per poter vivere confortevolmente in Italia, ad esempio una pensione o rilevanti proprietà immobiliari)

Rinnovo[modifica | modifica wikitesto]

Il permesso di soggiorno in scadenza deve essere rinnovato, con apposita richiesta, almeno 60 giorni prima della stessa. La validità del permesso di soggiorno è la stessa del visto d'ingresso, ma può essere rinnovato. In ogni caso attualmente (dopo l'entrata in vigore della legge Bossi-Fini- 2002) il permesso ha la durata massima di due anni ed è legata alla sussistenza di un contratto di lavoro subordinato (tanto che si definisce anche contratto di soggiorno) o per lavoro autonomo; permessi di un anno o di durata inferiore possono essere rilasciati per studio, tirocinio formativo, malattia, gravidanza, disoccupazione, ecc.

Motivi ostativi al rilascio[modifica | modifica wikitesto]

Se il soggetto richiedente ha dei precedenti penali, per determinati delitti stabiliti dalla legge e ritenuti particolarmente gravi o connessi alla richiesta del permesso stesso (quali ad esempio omicidi, traffico di droga o di esseri umani), esso può non essere rilasciato. Così pure se perde il lavoro o ultima gli studi per cui il permesso era stato rilasciato (salva la possibilità di rilascio di un permesso breve per disoccupazione e ricerca lavoro).

Esenzione[modifica | modifica wikitesto]

Qualora lo straniero sia in Italia per motivi di turismo, visite o affari, per soggiorni inferiori ai tre mesi è esentato dal richiedere tale documento.[7]

Negli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Green Card.

Negli Stati Uniti d'America il titolo per il soggiorno prolungato dello straniero nel territorio dell'Unione è attestato dalla "carta verde" (Green Card).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Alexis Spire, Accueillir ou Reconduire. Enquête sur les guichets de l'immigration (Ed. Raisons d'agir, 2008) (Accogliere o riaccompagnare. Inchiesta sui botteghini dell'immigrazione), in «Bonnes feuilles», Le Monde, 2 ottobre 2008
  2. ^ Acronimo di Code de l'entrée et du séjour des étrangers et du droit d'asile, Codice dell'ingresso e del soggiorno degli stranieri e del diritto di asilo, anche detto brevemente code des étrangers, codice degli stranieri.
  3. ^ Ministero dell'Interno della Repubblica francese, L'accord franco-algérien
  4. ^ Recepiti nella legislazione francese con il decreto n. 69-243 del 18 marzo 1969, pubblicato nel Journal officiel del 22 marzo 1969.
  5. ^ Testo consolidato dell'accordo franco-algerino (Gisti), a seguito delle modifiche ed integrazioni apportate con atti del 22 dicembre 1985, del 28 settembre 1994 e dell'11 luglio 2014. Un quarto emendamento era stato oggetto di negoziato, ma nel 2012 vi si rinunziò; si vedano in proposito Fayçal Megherbi, « Un nouvel avenant à l'accord franco-algérien se dessine », e Le Point/AFP, Immigration : Paris renonce à amender l'accord de 1968 avec l'Algérie.
  6. ^ CAA (Corte Amministrativa d'Appello) di Lione, pronuncia n. 07LY01505 del 28 aprile 2008
  7. ^ a b Rilascio del permesso di soggiorno Archiviato il 30 ottobre 2009 in Internet Archive.
  8. ^ pubblicato in Gazzetta Ufficiale 11 novembre 2011 n. 263

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]