Lelio Lagorio

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Lelio Lagorio
Lelio Lagorio.jpg

Sindaco di Firenze
Durata mandato 15 febbraio 1965 –
19 novembre 1965
Predecessore Giorgio La Pira
Successore commissariamento

Presidente della Regione Toscana
Durata mandato 28 luglio 1970 –
26 settembre 1978
Predecessore carica istituita
Successore Mario Leone

Ministro della difesa
Durata mandato 4 aprile 1980 –
4 agosto 1983
Presidente Francesco Cossiga
Arnaldo Forlani
Giovanni Spadolini
Amintore Fanfani
Predecessore Adolfo Sarti
Successore Giovanni Spadolini

Ministro del turismo e dello spettacolo
Durata mandato 4 agosto 1983 –
1º agosto 1986
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Nicola Signorello
Successore Nicola Capria

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VIII, IX e X
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano
Coalizione Pentapartito
Circoscrizione XII - Toscana
Collegio Firenze
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato, pubblicista

Lelio Lagorio (Trieste, 9 novembre 1925Firenze, 6 gennaio 2017 eta[1]) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro della Repubblica, fu esponente del PSI e venne eletto in nove competizioni elettorali. È stato sindaco di Firenze per pochi mesi nel 1965 succedendo a Giorgio La Pira. È stato il primo Presidente della regione Toscana, dal 1970 al 1978, ed il primo esponente del Partito Socialista divenuto Ministro della difesa in Italia (complessivamente dal 4 aprile 1980 - al 4 agosto 1983). Sulla sua attività di Ministro vedi, fra l'altro, la collezione della rivista delle Forze Armate "Quadrante" (1980-1983). Ideò e promosse le prime missioni militari italiane all'estero dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale (in Mar Rosso e in Libano).

Accrebbe i bilanci militari e modernizzò l'organizzazione dell'apparato militare italiano. Fu decisivo il suo contributo nelle azioni di soccorso e ricostruzione in occasione del terremoto dell'Irpinia (1980 e ss). Era ministro della difesa quando venne varata a Monfalcone la prima portaerei della Marina italiana (Nave"Garibaldi"1983). Ripristinò dopo molti anni la parata militare a Roma per la festa della Repubblica (1983). Durante la sua presenza nel dicastero delle forze armate italiane gestì con fermezza il difficile problema dello schieramento degli euromissili in Sicilia come risposta al riarmo atomico missilistico dell'URSS. È stato anche Presidente del Consiglio dei ministri europei della NATO.

Fu ministro in carica in occasione della strage di Ustica. La sua testimonianza davanti alla Corte di Assise di Roma (6 dicembre 2001) sul "Caso Ustica" è pubblicata in www.leliolagorio.it (Documenti). Successivamente è stato Ministro del turismo e dello spettacolo (1983-1986) e a lui si deve la tanto attesa riforma del CONI e la istituzione per legge del Fondo Nazionale per lo Spettacolo che assicurò per molti anni l'attività delle istituzioni della musica, del cinema e del teatro. Lasciato a sua richiesta il Dicastero (1986) fu eletto Presidente del gruppo parlamentare socialista alla Camera dei deputati ed al Parlamento Europeo (1986-1994) e fu il primo socialista italiano eletto vicepresidente dell'Unione dei partiti socialisti della Comunità Europea (1990-1992).

Alla metà degli Anni Ottanta (1986-1988) alla Camera dei Deputati fece parte del ristretto Comitato Parlamentare per i Servizi Segreti e per il Segreto di Stato. A lui si deve una relazione sull'episodio di Sigonella. Il Presidente Sandro Pertini, motu proprio, fino dal 1978 gli ha conferito le insegne di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica. Autore di varie pubblicazioni su politica e storia locale, ha anche diretto la rivista Città & Regione. Ultimamente ha pubblicato "L'Esplosione: storia della disgregazione del PSI" e le sue memorie come Ministro della Difesa ("L'Ora di Austerlitz").

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia
— Dal 4 aprile 1980 al 4 agosto 1983
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1978[2]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1980

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morto l'ex sindaco Lelio Lagorio. È stato il primo presidente della Toscana.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Sindaco di Firenze Successore FlorenceCoA.svg
Giorgio La Pira 1965 - 1965 commissariamento
Predecessore Ministro della difesa Successore Emblem of Italy.svg
Adolfo Sarti 1980 - 1983 Giovanni Spadolini
Predecessore Ministro del turismo e dello spettacolo della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Nicola Signorello 4 agosto 1983 - 1º agosto 1986 Nicola Capria
Controllo di autorità VIAF: (EN110419578 · LCCN: (ENn79034845 · ISNI: (EN0000 0001 1580 2792 · BNF: (FRcb12020271x (data)