Riccardo Cocciante
| Riccardo Cocciante | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Pop Musica d'autore Chanson |
| Periodo di attività musicale | 1968 – in attività |
| Strumento | voce, pianoforte |
| Etichetta | RCA Talent, Delta, RCA Italiana, Virgin Dischi |
| Album pubblicati | 25 |
| Sito ufficiale | |
Riccardo Vincent Cocciante, noto nei Paesi francofoni e anglofoni come Richard Cocciante (Saigon, 20 febbraio 1946), è un cantautore e compositore italiano con cittadinanza francese.
Biografia
Gli inizi
Nasce a Saigon (Indocina francese) il 20 febbraio 1946 da padre italiano originario di Rocca di Mezzo (in Provincia dell'Aquila), costruttore edile, e da madre francese di origini nobiliari, istitutrice[1], secondo di quattro fratelli, un maschio, Loic Marie Marcel, e due femmine, Anita e Giovanna[2]. A Saigon studia alla scuola francese, il Lycée Jean-Jacques Rousseau; a ottobre 1957, a undici anni, emigra con la famiglia a Roma, dove frequenta il Lycée Chateaubriand. È in Italia che si forma artisticamente, anche se manterrà sempre, grazie alla madre, una sorta di "doppia identità" italo-francese.[3].
Dopo aver terminato gli studi alberghieri inizia a lavorare come segretario d'albergo all'Hotel Savoia, vicino a Via Veneto[4][5] finché in un circolo per studenti stranieri tramite suo fratello Loic incontra Ernest Van-Mohr Nguyen Duong, figlio dell'ex ministro vietnamita Nguyễn Dương Đôn[2], che gli propone di entrare come cantante e tastierista nel complesso che ha formato, The Nations, chiamato così perché i componenti sono di varie nazionalità; Cocciante accetta e l'amico gli presta i soldi per comprare una tastiera, che impara a suonare da autodidatta[4].
Il gruppo è formato, oltre che da lui alla voce solista e alle tastiere, dal fondatore Ernest Van-Mohr Nguyen Duong, vietnamita, al basso, Amerigo Paolo Cassella alla chitarra, Rodolfo Giusti de la Marle al sax e dall'armeno Nour Borek alla batteria[2][6] e si esibisce nei locali romani con un repertorio di brani in inglese prima rock-blues e poi rhythm & blues, passando da Otis Redding a Jimi Hendrix[7]. Dopo vari provini con alcune etichette e l'incisione di un 45 giri, Il sole è grigio/Se un giorno, come Rick Conte si presenta con il gruppo a un'audizione per esordienti su segnalazione del paroliere Roberto Gigli, amico di Ernest[2]: la casa discografica decide di fare un contratto a lui ma non al complesso, e Cocciante firma con la clausola di continuare a esibirsi dal vivo coi The Nations[4].
Con la RCA Talent pubblica nel 1968 con lo pseudonimo Riccardo Conte il 45 giri So di una donna/Due come noi, due brani scritti dal fratello Loic[8], che però passa inosservato; con il brano sul lato A, So di una donna partecipò all'edizione di quell'anno del Cantastampa il 10 novembre[9], che fu trasmessa in televisione sul secondo canale due giorni dopo e che fu la prima apparizione televisiva di Cocciante[10]. Il disco non riscuote successo, il contratto viene scisso dalla casa discografica[4] nel 1969 i Nations si sciolgono e Cocciante e Casella formano i GL6 (che sta per Gruppo di Lavoro 6 perché all'inizio i componenti sono sei)[5] con Marco Luberti, Alfonso Bettini (l'ideatore del gruppo[1]), Maurizio Monti, Kiko Fusco, Sandro Spasiano e la cugina di Cocciante Annie Robert (in seguito nella Schola Cantorum)[11]. Luberti collabora con la Delta[4], casa discografica di Mario Simone e Paolo Dossena, con cui incide, utilizzando il nome Richard Cocciante, nel 1971 il 45 giri Down memory lane/Rhythm e, nello stesso anno, la canzone Don't Put Me Down, contenuta nella colonna sonora del film Roma bene di Carlo Lizzani; queste incisioni non ottengono però riscontri presso il pubblico.

Cocciante decide quindi di passare a testi in italiano, cominciando una collaborazione con i due autori, e firma un nuovo contratto con l'RCA Italiana, per cui pubblica nel 1972 un concept album con influenze musicali di rock progressivo, Mu, raccontando la storia del continente perduto Mu, ancora a nome Richard.[12]
Alle registrazioni dell'album partecipano molti musicisti prestigiosi, tra cui il leader dei Brainticket, il flautista Joel Vandroogenbroeck, e il tastierista Paolo Rustichelli (del duo Rustichelli e Bordini)[13]. L'anno successivo, il 1973, esce il suo secondo LP Poesia pubblicato come "Richard Cocciante"[14] che, al contrario del precedente (costituito da due suite, una per lato) è composto da canzoni nello stile con cui Cocciante diventerà poi noto in seguito. La title track viene incisa nello stesso periodo da Patty Pravo[15], e col tempo diventerà una delle canzoni più note del cantautore.

I primi successi discografici (1974-1979)
Il primo vero successo pubblicato è la canzone Bella senz'anima e l'album da cui è tratta, Anima, è arrangiato da Ennio Morricone e Franco Pisano[16], e contiene altre canzoni molto note di Cocciante, tra cui Quando finisce un amore, Qui (presentata pochi mesi prima al Festival di Sanremo 1974 da Rossella[17]), Il mio modo di vivere (di cui il gruppo della Schola Cantorum inciderà una cover nel suo album Coromagia vol. 2 del 1976) e L'odore del pane, già conosciuta in quanto l'anno precedente era stata incisa da Don Backy, che l'aveva inserita nel suo album Io più te[18]. Quando finisce un amore entrerà nella classifica degli Stati Uniti e sarà prima nel 1999 in Olanda tradotta e cantata da Marco Borsato Waarom nou jij (Quando finisce un amore).
Il 1975 è l'anno de L'alba e della collaborazione con il solo Marco Luberti, sia come produttore sia come coautore[19]. L'album riporta Cocciante in classifica grazie alla canzone omonima, pubblicata su 45 giri, e altre come Era già tutto previsto (che verrà poi incisa nel 2013 da Andrea Bocelli nell'album Passione) o Canto popolare (incisa anche da Ornella Vanoni[20]). Nello stesso anno fonda con Luberti, Cassella e Bettini la Jeans Edizioni Musicali[11].
Nel 1976 incide e pubblica l'album Concerto per Margherita con il brano di successo Margherita che sarà primo anche in Spagna, Francia, e in molti paesi del Sudamerica. Nel 1999 in Olanda il brano sarà tradotto in olandese e cantato da Marco Borsato riscuotendo un notevole successo di vendite. Nel 1978 esce l'album Riccardo Cocciante con il brano di successo A mano a mano, cantata anche da Rino Gaetano, inserita nel Q Disc Q Concert con lo stesso Rino coadiuvati dal gruppo prog New Perigeo[21]. Esso verrà poi inciso nel 2013 anche da Andrea Bocelli. Nel 1979 esce l'album ...E io canto con il brano Io canto (che nel 2006 Laura Pausini ha riportato in classifica con l'omonimo album di cover). Qui finisce la collaborazione con il suo produttore e coautore storico, Marco Luberti.
Gli anni ottanta e novanta
Inizia così dagli anni ottanta un nuovo percorso artistico con Mogol, il quale scriverà per lui i testi di molti suoi album, premiati da ottimi risultati di vendita e caratterizzati da alcune collaborazioni internazionali. Nel 1980 pubblica Cervo a primavera, nel 1982 è la volta di Cocciante, prodotto da Shel Shapiro e contenente diversi successi come Celeste nostalgia, Un nuovo amico e In bicicletta; nel 1983 esce Sincerità, registrato negli Stati Uniti d'America con i musicisti dei Toto, nel 1985 tocca a Il mare dei papaveri, che contiene il duetto con Mina Questione di feeling, per poi proseguire nel 1987 con La grande avventura, album quest’ultimo, arrangiato da Geoff Westley, con alcuni brani scritti da Lucio Dalla ed Enrico Ruggeri. Dopo 4 anni di silenzio partecipa e vince il Festival di Sanremo 1991 con Se stiamo insieme[22] chiudendo la sua collaborazione con Mogol e pubblicando un altro album omonimo Cocciante contenente un altro duetto femminile, stavolta con Paola Turci (E mi arriva il mare).
Il 1993 è l'anno dell'album Eventi e mutamenti e nel 1994 pubblica il CD Un uomo felice in cui propone svariati duetti con interpreti femminili, fra le quali Mietta in due brani (Sulla Tua Pelle ed E Pensare Che Pensavo Mi Pensassi Almeno Un Po') e ancora Mina, che con Riccardo canta Amore, brano già pubblicato vent'anni prima dall'autore della canzone Maurizio Monti.[23]
Opera popolare, musical e teatro
Nel settembre 1998 fa il suo debutto in Francia al Palazzo dei Congressi di Parigi, la rielaborazione dell'opera popolare Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, riscritta dal poeta Luc Plamondon, su musiche di Riccardo Cocciante[24]. Il successo è notevole: in Italia lo spettacolo esordisce nel marzo 2002 con la riscrittura dei testi curata da Pasquale Panella.[25] Al Lincoln Center, New York dal 13 al 24 luglio 2022.[26][27]
Sempre nel 2002, in ottobre, è lo stesso Cocciante a mettere in scena il musical del romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, Le Petit Prince[28] (Il piccolo principe), che vedrà luce ancora a Parigi, ottenendo successo, pur rimanendo stavolta entro i confini francesi.
Nel 2005 Cocciante intervalla l'attività teatrale, tornando sul mercato discografico con Songs, album cantato in quattro diverse lingue.
Nel 2006 Cocciante riprende la sua collaborazione con Pasquale Panella, il quale riscrive i testi in italiano di un'altra opera musicata dallo stesso Cocciante, Giulietta e Romeo[29] di William Shakespeare, che debutta all'Arena di Verona nel giugno 2007.
Altre collaborazioni
Nel 1984 compone, con Santandrea, La Fenice, che partecipa al Festival di Sanremo 1984 nella sezione Nuove proposte. Ha duettato, con Massimo Bizzarri (Trastevere '90 nel 1993) e con Mónica Naranjo (Sobre Tu Piel nel 1995).
Nel 1995 ha cantato tre canzoni per la colonna sonora del film Toy Story, da lui tradotte in italiano: Hai Un Amico In Me (You've Got a Friend in Me); Che Strane Cose (Strange Things) e Io Non Volerò Più (I Will Go Sailing No More). Ha collaborato anche al terzo e al quarto film della saga, cantando sempre Hai Un Amico In Me in entrambi, e Non Permetto nel quarto.
Nello stesso anno ha annunciato la riduzione dell'attività di musicista sia discografica sia dal vivo.
Nel 2013 è uno dei coach di The Voice of Italy su Rai 2 con Noemi, Piero Pelù e Raffaella Carrà. La sua cantante, Elhaida Dani, vince la prima edizione del programma[30][31]: per lei scrive, assieme a Roxanne Seeman, il singolo When Love Calls Your Name.[32] Inoltre interpreta Esmeralda nella nuova versione del musical Notre-Dame. Il 7 ottobre seguente a sorpresa appare allo show di Gianni Morandi Gianni Morandi - Live in Arena intonando l'assolo della celebre Margherita fra l'entusiasmo e gli applausi del pubblico.
Vita privata
Si è sposato nel 1983 con Catherine Boutet, un'ex funzionaria di una casa discografica parigina, che lo segue nella sua carriera e dalla quale, nel settembre 1990, ha avuto il figlio David.[33] Oltre che in Italia, Cocciante ha vissuto a lungo negli Stati Uniti e in Francia; più recentemente a Dublino, in Irlanda.
Il 14 novembre 2007 è stato condannato in via definitiva a tre anni di carcere con la condizionale dalla corte di cassazione francese per frode fiscale; la sentenza si riferisce all'evasione dell'imposta sul reddito del 2000.[34][35]
Discografia
Premi
- 1991 - Primo classificato al 41º Festival della canzone italiana di Sanremo con la canzone Se stiamo insieme
- 1999 - Premio Victoire de la Musique, per il miglior spettacolo musicale dell'anno e per la migliore canzone, Belle[36]
- 2006 - Premio alla carriera Città di Sanremo[37]
- 2007 - Premio SIAE alla Creatività[38]
- 2008 - Premio PMI, per essersi distinto nella diffusione della musica italiana nel mondo[39]
- 2009 - Premio 12 Apostoli-Montblanc Riconoscimento all'Arte[40]
- 2013 - Premio "Caruso", per aver contribuito a diffondere la cultura e la musica italiana nel mondo e per i meriti conseguiti con Notre Dame de Paris[41]
- 2013 - Premio Simpatia "Oscar Capitolino" alla carriera[42]
- 2014 - Premio "Beato Angelico"[43]
- 2015 - Premio "Alberto Sordi"[44]
- 2015 - Premio Faraglioni alla carriera[45]
- 2016 - Italian Musical Awards, per la migliore musica originale (Notre Dame de Paris)[46]
- 2018 - Premio Croce di Celestino[47]
- 2022 - Premio Riccio d'Argento di Fatti di Musica, 36º Festival del Miglior Live d’Autore diretto da Ruggero Pegna, nella sezione "Miti della Musica Internazionale"[48]
- 2024 - Filming Italy Venice Award, nell'ambito dell'81ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - La Biennale di Venezia[49]
- 2025 - Premio per Alti Meriti Artistici, Università degli Studi di Macerata e Università degli Studi di Camerino[50]
Onorificenze
Note
- 1 2 Riccardo Cocciante: «Mio padre lavorava alle poste, mamma di origini nobiliari. Poi il crollo economico e la truffa», su ilmessaggero.it. URL consultato il 2 maggio 2026.
- 1 2 3 4 La nostra adolescenza in Saigon, su ernestvanmohr.wordpress.com. URL consultato il 4 aprile 2026.
- ↑ (EN) Routledge, International Who's Who in Popular Music 2009, Routledge, 2009-03, ISBN 978-1-85743-514-6. URL consultato il 16 febbraio 2020.
- 1 2 3 4 5 Riccardo Cocciante: “Da segretario di hotel alla musica grazie a un vietnamita. Costretto a lottare per il mio fisico”, su brevenews.com. URL consultato il 4 aprile 2026.
- 1 2 Biografia di Riccardo Cocciante, su cinquantamila.it. URL consultato il 4 aprile 2026.
- ↑ Ernest Van-Mohr, su reverbnation.com. URL consultato il 4 aprile 2026.
- ↑ Riccardo Cocciante e la sua anima rock, su rockol.it. URL consultato il 4 aprile 2026.
- ↑ SIAE - Archivio Opere, su servizionline.siae.it. URL consultato il 4 aprile 2026.
- ↑ Radiocorriere TV, anno 45, n. 46, ERI, 1968, p. 105.
- ↑ Radiocorriere TV, anno 45, n. 46, ERI, 1968, p. 104.
- 1 2 La storia, su jeansedizioni.it. URL consultato il 4 aprile 2026.
- ↑ Riccardo Cocciante, su italianprog.com. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Mu, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ Poesia, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ Pazza idea, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ Anima, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ Qui/Solo un uomo in più, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ Io più te, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ L'alba, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ La voglia di sognare, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ Q Concert, su Discografia Nazionale della Musica Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 19 giugno 2026.
- ↑ Massimo Emanuelli, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa settimanale, GRECO & GRECO Editori, 2004, ISBN 978-88-7980-346-5. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ (EN) Un Uomo Felice - Riccardo Cocciante | Songs, Reviews, Credits | AllMusic. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ Arriva Notre Dame de Paris in diretta dall'Arena di Verona - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ Notre Dame de Paris. Spettacolo in forma di opera, su teatroecritica.net. URL consultato il 14 aprile 2020.
- ↑ (EN) Elisabeth Vincentelli, A Global Hit, ‘Notre Dame de Paris’ Finally Lands in New York, in The New York Times, 12 luglio 2022. URL consultato il 21 luglio 2022.
- ↑ Raven Brunner, Reviews: What Did Critics Think of the NYC Premiere of Notre Dame de Paris?, in Playbill.
- ↑ (EN) Elsa Keslassy, Elsa Keslassy, ‘Little Prince’ returns to TV, su Variety, 23 ottobre 2009. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ "Romeo e Giulietta", il musical:un vero amore dev'essere cantato, su Spettacoli - La Repubblica, 1º ottobre 2013. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ The Voice, Elhaida Dani vincitrice dello show della bontà, su Spettacoli - La Repubblica, 30 maggio 2013. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ Rai Due - The Voice of Italy - Rivivi le emozioni della seconda Blind Audition, su rai.it. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ (EN) When Love Calls Your Name - Zendee | Song Info | AllMusic. URL consultato il 3 luglio 2020.
- ↑ Giorgio Dell’Arti, Riccardo Cocciante, in Catalogo dei viventi 2015, 6 dicembre 2013. URL consultato il 21 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2014).
- ↑ Richard Cocciante condamné pour fraude fiscale - Libération, su liberation.fr.
- ↑ √ La Cassazione francese conferma la sentenza: condannato Riccardo Cocciante - Rockol, su rockol.it.
- ↑ Rockol com s.r.l, √ Cocciante, 'Victoire' a Parigi, su Rockol. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Premio alla carriera Città di Sanremo: tutti i vincitori, su Notizie Musica, 2 febbraio 2019. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Musica: a Cocciante premio Siae alla creativita', su Ticinonline, 31 maggio 2007. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Consegnata a Riccardo Cocciante l'edizione 2008 del Premio Pmi, su Riviera24, 27 febbraio 2008. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ La 34ª edizione del premio 12 Apostoli-Montblanc va a Massimo Gramellini il regista Ermanno Olmi si aggiudica il riconoscimento all'Arte., su Carnet Verona, 26 ottobre 2011. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Anna Mancini, Una notte per Caruso, con Paola Saluzzi su Rai1, su Marida Caterini - TV Intrattenimento Informazione Talk Show, 1º luglio 2013. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Riccardo Cocciante vince il “Premio Simpatia”, su Radio Italia. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ All’organista Jolando Scarpa esperto europeo del barocco la medaglia del Beato Angelico, su Il Piccolo, 30 gennaio 2020. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Il Premio Alberto Sordi 2015 a Enrico Brignano, Riccardo Cocciante, Carlo Conti, Rosario Fiorello e Gabriella Pession - CinemaItaliano.info, su cinemaitaliano.info. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Placido a Capri, un premio alla carriera, su ilmattino.it. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Central Palc Staff, ITALIAN MUSICAL AWARDS 2016: I VINCITORI, su CENTRAL PALC. URL consultato il 2 febbraio 2020.
- ↑ Cocciante, premiato con la Croce di Celestino | STUDIO 5 FM, su studio5fm.com. URL consultato il 2 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2020).
- ↑ redazione, Sold Out, cori e standing ovation per un immenso Riccardo Cocciante, su WeSud, 3 agosto 2022. URL consultato il 13 agosto 2025.
- ↑ Riccardo Cocciante riceve il Filming Italy Venice Award a Venezia, su Radio Italia. URL consultato il 13 agosto 2025.
- ↑ Ludovica Castagnari, Musicultura 2025: Riccardo Cocciante ospite sul palco dello Sferisterio il 20 giugno, su Musicultura, 30 maggio 2025. URL consultato il 13 agosto 2025.
- ↑ Onorificenze - Dettaglio decorato (72352), su quirinale.it, Presidenza della Repubblica Italiana. URL consultato il 12 aprile 2026.
Bibliografia
- Pierguido Asinari, Riccardo Cocciante. 1971-2007. Dalla forma canzone al melodramma, Roma, Editori Riuniti, 2007.
- Ernesto Assante, Riccardo Cocciante, in Gino Castaldo (a cura di), Il dizionario della canzone italiana, vol. 1, Roma, Curcio, 1990, p. 408-409, ISBN 88-9750-877-4.
- AA. VV., a cura di Enrico Deregibus, Cocciante Riccardo in Dizionario completo della canzone italiana, Giunti editore, 2006.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su coccianteclub.it.
- Riccardo Cocciante - Topic (canale), su YouTube.
- Cocciante, Riccardo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Riccardo Cocciante, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
- (EN) Riccardo Cocciante, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Riccardo Cocciante, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Riccardo Cocciante, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Riccardo Cocciante, su SecondHandSongs.
- (EN) Riccardo Cocciante, su SoundCloud.
- (EN) Riccardo Cocciante, su Genius.com.
- Registrazioni audiovisive di Riccardo Cocciante, su Rai Teche, Rai.
- Riccardo Cocciante, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Riccardo Cocciante, su IMDb, IMDb.com.
- (DE, EN) Riccardo Cocciante, su filmportal.de.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 90611971 · ISNI (EN) 0000 0000 7827 7123 · SBN RAVV027435 · LCCN (EN) n94050663 · GND (DE) 133979660 · BNE (ES) XX861912 (data) · BNF (FR) cb138926030 (data) · J9U (EN, HE) 987007402191705171 |
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