Trevor Howard

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Trevor Howard nel 1973.

Trevor Wallace Howard (Cliftonville, 29 settembre 1913Bushey, 7 gennaio 1988) è stato un attore britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Crebbe nella contea del Kent, per poi trasferirsi a Londra per frequentare l'Accademia reale di arte drammatica (R.A.D.A.)[1], debuttando nei teatri londinesi alla metà degli anni trenta[1] nella pièce Revolt in the Reformatory[2]. Proseguì una fortunata carriera teatrale fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale[2]. Volontario nella Royal Air Force, partecipò al conflitto arruolato nella British Army ma rimase ferito sul campo nel 1943[3] e l'anno successivo venne riformato[2].

Solo dopo il congedo dall'esercito Howard debuttò nel cinema mettendo a frutto la sua esperienza bellica[3], prima con un ruolo non accreditato nel film La via della gloria (1944)[2] e con un ruolo di pilota della RAF in The Way to the Stars (1945)[3], e ottenne subito un grande successo di pubblico e critica nel melodramma romantico Breve incontro (1945), conquistando le platee con il ruolo del timido medico innamorato di Celia Johnson, in un'interpretazione di delicata sensibilità e naturalezza[1][2], spesso identificata come l'ideale personificazione dell'inglese titubante e complessato[3].

Howard fu efficace interprete della confusione sociale del dopoguerra nei panni di un veterano che diventa rapinatore di banca nel film Io sono un criminale (1947), di un traditore ne L'avventuriero della Malesia (1952) e di un ufficiale coloniale in 'L'incubo dei Mau Mau (1953)[3]. Attore raffinato e meticoloso sia nei ruoli da protagonista che in parti minori[1], nella sua lunga carriera Howard venne nominato una volta al Premio Oscar, nel 1961 per il ruolo del rude e alcolizzato Walter Morel in Figli e amanti (1961), e si aggiudicò un BAFTA quale migliore attore protagonista nel 1958 per La chiave (1958). Fu un laconico ufficiale britannico in Il terzo uomo (1949) di Carol Reed, interpretò il dispotico capitano Bligh in Gli ammutinati del Bounty (1962), Lord Cardigan in I seicento di Balaklava (1968) di Tony Richardson, il musicista Richard Wagner in Ludwig (1972) di Luchino Visconti e il dottor Rank in Casa di bambola (1973) di Joseph Losey[1].

Il suo percorso artistico lo portò dagli iniziali personaggi romantici ad altri eroici e successivamente a ruoli eccentrici, mentre il suo volto diventava negli anni più segnato e tormentato[2]. Nell'ultima parte della sua carriera interpretò drammi come La figlia di Ryan (1970), commedie come Io, Beau Geste e la legione straniera (1977) di Marty Feldman, film d'avventura come L'oca selvaggia colpisce ancora (1980), kolossal come Gandhi (1982). La sua ultima interpretazione per il grande schermo fu quella di un anziano generale in L'irlandese (1988), film che gli venne espressamente dedicato[1].

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 557
  2. ^ a b c d e f Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, pag. 247
  3. ^ a b c d e "501 star del cinema", a cura di Steven Jay Shneider, Atlante Edizioni, Bologna, 2008, pag. 234

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