Signor Bonaventura

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Signor Bonaventura
Signor Bonaventura.jpg
Il signor Bonaventura
Lingua orig.Italiano
AutoreSergio Tofano
1ª app.1917
1ª app. inCorriere dei Piccoli, n° 43 del 28 ottobre 1917
SessoMaschio

Il Signor Bonaventura è un personaggio immaginario dei fumetti ideato nel 1917 da Sergio Tofano e pubblicato dal Corriere dei Piccoli fino al 1978.[1][2] Il personaggio è entrato col suo proverbiale milione nella cultura italiana del Novecento. Oltre alle riedizioni delle tavole storiche, da parte di editori come Adelphi, sono state realizzate trasposizioni televisive, teatrali e cinematografiche del personaggio.

Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio è un uomo alto sempre vestito con una giacca e un cappello rossi, larghi pantaloni bianchi e accompagnato da un cane bassotto; vive complicate avventure che lo portano invariabilmente a ricevere una ricompensa di un milione di lire.[1][2]

I testi dei fumetti erano tutti composti da distici di ottonari a rima baciata, e iniziavano con le parole:

«Qui comincia la sciagura
del Signor Bonaventura...»

che divennero ben presto un tormentone noto a intere generazioni di bambini. Talvolta Tofano usò delle variazioni, come Qui comincia l'avventura..., Ricomincia la sventura..., Il signor Bonaventura, ricco ormai da far paura.... Le storie seguivano uno schema altamente regolare: la sventura del protagonista si trasformava in un beneficio altrui e culminava inevitabilmente nella fortunata vincita di "un milione" (di lire: cifra astronomica per l'epoca, divenuto "un miliardo" negli anni cinquanta). La ricompensa era quasi sempre raffigurata in forma di un enorme biglietto di banca manoscritto. Poche le storie che finiscono male per Bonaventura, come quando il cane, azzuffandosi con una gatta, riduce a brandelli i pantaloni del bel Cecè, e il nostro eroe si sente in dovere di risarcire il bellimbusto.

Tofano affiancò a Bonaventura il fedele bassotto giallo, che è presente in quasi tutte le storielle. Un altro personaggio ricorrente, ma decisamente molto più secondario, è il "bellissimo Cecè", la cui vanità lo trascina in problematiche situazioni immancabilmente risolte dal casuale intervento di Bonaventura. Il mondo di Bonaventura era popolato altresì da generosissimi re, baroni, contesse, ma non mancavano i cattivi, come il torvo ed invidioso Barbariccia, col volto sempre coperto da una maschera verdognola, e il disonesto barone Partecipazio.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio esordì il 28 ottobre 1917 sul n. 43 del Corriere dei Piccoli con una serie di tavole composte da otto vignette, ciascuna corredata da un testo in versi. Il successo fu immediato e venne pubblicato ininterrottamente ogni settimana fino al 1943, diventando uno dei fumetti di maggior successo del periodo. Dopo la guerra le pubblicazioni vennero riprese, per poi essere ridotte progressivamente nel corso degli anni cinquanta e sessanta. Negli anni settanta il personaggio venne ripreso dal disegnatore Carlo Peroni.[3][1]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema

Teatro

Tofano si dedicò anche alle rappresentazioni teatrali del personaggio, interpretandolo personalmente in sei commedie musicali da lui stesso scritte, messe in scena e dirette dal 1927 al 1953[1]:

  • Qui comincia la sventura del signor Bonaventura (1927), Edizioni Madella
  • Una losca congiura (1928)
  • La regina in berlina (1929)
  • L'isola dei pappagalli (1938)
  • Bonaventura veterinario per forza (1948)
  • Bonaventura precettore a corte (1953)

Televisione

Dopo un primo tentativo intorno alla metà degli anni ottanta di realizzare una serie TV a cartoni animati tradizionali, Gilberto Tofano, erede di Sto, assieme a Marco Bigliazzi ha realizzato tra il 2000 e il 2002 per RAI due cortometraggi in computer grafica 3D dal titolo Bonaventura e il canotto e Bonaventura e il baule. Quest'ultimo ha vinto il premio al personaggio al Festival di Dervio del 2002.[4]

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio venne utilizzato varie volte come testimonial in varie campagne come quelle per il prestito per la ricostruzione del 1945, per la Lotteria Radiotelefortuna del 1949, fino a dispense sui temi della finanza negli anni duemila.[1]

Nel n. 73 di Rat-Man appare il personaggio di Brick Tempesta, un supereroe le cui storie ricalcano nello svolgimento quelle del personaggio, concludendosi con il classico nobiluomo che elargisce la somma di un milione come compenso; quando però Brick Tempesta va a pagarsi la cena al ristorante l'oste chiama la polizia proprio perché in realtà l'eroe gli sta porgendo il ben noto foglio con su scritto "un milione", dal dubbio valore economico. Il Signor Bonaventura compare anche come personaggio nel brano "Abate cruento" di Elio e le Storie Tese, presente nell'album Cicciput. Anche in questa occasione sfodera "l'assegno da un milione" e "l'assegno da un miliardo".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f FFF - IL SIGNOR BONAVENTURA, su www.lfb.it. URL consultato il 23 ottobre 2018.
  2. ^ a b Guida Fumetto Italiano, Guida Fumetto Italiano, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 23 ottobre 2018.
  3. ^ perogatt: un antipasto napoletano Archiviato il 29 aprile 2014 in Internet Archive., a cura di Luca Boschi su ilsole24ore.com
  4. ^ Bonaventura e Cocco Bill in Cineteca di Mario Serenellini su repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tofano, Sergio, Novantanove storie del signor Bonaventura, Milano, Garzanti, 1964
  • Menza, Maddalena, Bonaventura alla conquista del cinema, Firenze, Firenze Libri, 1996
  • Menza, Maddalena, Bonaventura: racconto e immagine, Roma, Edizioni SEAM, 2004
  • Menza Maddalena, Sergio Tofano e il signor Bonaventura, Roma Edizioni Kappa, 2015
  • Hamelin (a cura di), Bonaventura - i casi e le fortune di un eroe gentile, Orecchio Acerbo, Bologna, 2007
  • Tofano, Sergio, Bonaventura: La Banda del Corrierino, collana 100 anni di fumetto italiano, Milano, RCS quotidiani Spa, 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]