Sergio Tofano

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Sergio Tofano

Sergio Tofano, noto anche con lo pseudonimo di Sto (Roma, 20 agosto 1886Roma, 28 ottobre 1973), è stato un attore, regista, fumettista illustratore, drammaturgo, sceneggiatore, scrittore e docente italiano.

Considerato ottimo attore del teatro e del cinema italiano, nella sua lunga carriera fece seguire all'attività di attore e regista quella di scrittore;[1] artista poliedrico, come fumettista è il creatore del personaggio del Signor Bonaventura, esordito nel 1917 sul Corriere dei Piccoli e destinato a notevole successo, oggetto di trasposizioni teatrali e cinematografiche.[2][3][4][1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Mentre frequenta la facoltà di giurisprudenza studia anche recitazione all'Accademia di Santa Cecilia e, dopo la laurea, si dedica al teatro entrando nel 1909 nella compagnia di Ermete Novelli[3][2][4][1], nel 1912 in quella del Teatro a sezioni Quattro Fontane e dal 1912 al 1923 in quella di Virgilio Talli[2][1] e, dal 1924 al 1926, in quella di Dario Niccodemi,[1] divenendo infine capocomico,[5] nel 1928[senza fonte]. Si sposa nel 1923 con Rosetta Cavallari, anch'essa attrice;[2] ebbero un figlio, Gilberto Tofano, futuro regista teatrale e televisivo.

Fu alla guida di compagnie teatrali con attori come Luigi Almirante, Evi Maltagliati, Luigi Cimara, Vittorio De Sica, Giuditta Rissone, Olga Vittoria Gentili; interprete elegante, bravissimo nel comporre figure caricaturali e macchiette tendenti al grottesco, ma anche caratteri profondamente umani, creò personaggi di notevole forza e significato. Interpretò lavori di autori come Molnár a Shaw, da Romains a Pirandello, da Machiavelli a Molière, da Anton Čechov a Henrik Ibsen, a Kaiser, a Bertolt Brecht.

Dagli anni trenta agli anni settanta lavorò anche per il cinema[2][3] dando prova di notevoli capacità,[1] recitando in oltre cinquanta lungometraggi cinematografici[2][3] esordendo nel 1931 nel film La segretaria privata[1] per poi lavorare nefgli anni anche con importanti registi del cinema italiano come Mario Mattoli, Luigi Comencini, Pasquale Festa Campanile, Nanni Loy, Bernardo Bertolucci e Mario Monicelli.

Fu anche regista cinematografico, dirigendo Cenerentola e il Signor Bonaventura (1942) e Gian Burrasca (1943).[1]

Dagli esordi della televisione di stato italiana recitò in sceneggiati televisivi degli anni cinquanta e sessanta come come Orgoglio e pregiudizio (1957), L'idiota (1959), Mastro don Gesualdo (1964), Il conte di Montecristo (1966), I promessi sposi (1967), Le mie prigioni (1968, dal romanzo omonimo di Silvio Pellico), e I fratelli Karamazov (1969) oltre che alla serie televisiva de Le inchieste del commissario Maigret, una prima volta nel 1965, nell'episodio L'affare Picpus, nella prima stagione, e nella terza stagione, nel 1968, nell'episodio Il cadavere scomparso.

Sergio Tofano con lo scrittore Luigi Silori nel 1959
Sergio Tofano insegnante all'Accademia di Roma nel 1956

Disegnatore e scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che come attore, sua attività principale, lavorò anche come illustratore e fumettista, firmandosi Sto.[3][2][4] Esordì nel 1906 sulla rivista Pupazzetto, diretta da Yambo il quale lo presenterà a suo padre, il capocomico Ermete Novelli che poi lo assumerà come attore nella sua compagnia;[2] nel 1908 realizzò copertine per la testata Il giornalino della Domenica e, dal 1914 al 1923, collaborò ad altre riviste come La lettura e Il Numero e, per il Corriere dei Piccoli creò nel 1917 il personaggio del Signor Bonaventura, protagonista di una delle più famose serie a fumetti del periodo la cui fama divenne tale da portare alla pubblicazione di diversi volumi illustrati e, dal 1927 al 1953, a sei commedie teatrali dove il personaggio venne interpretato da Tofano stesso e, negli anni cinquanta, il personaggio divenne testimonial pubblicitario per il programma televisivo Carosello oltre che di concorsi a premi.[2][3][4][1] Sempre sul Corriere dei Piccoli pubblicò nel 1921 una versione della Vispa Teresa e, nel 1925, la serie a fumetti Taddeo e Veneranda.[2] Lavorò anche nel campo pubblicitario e in quello della moda partecipando anche a mostre del settore e collaborando con diverse riviste come Vanity Fair e La Donna.[3]

Scrisse e illustrò libri di favole come Storie di cantastorie e I cavoli a merenda (1920).[1] Sulla sua esperienza in teatro, e sul teatro italiano in generale, scrisse il saggio "Il teatro all'antica italiano", ancora oggi ritenuto da molti docenti di teatro una delle letture fondamentali per aspiranti attori, registi e commediografi.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Gli venne affidato nel 1953 l'incarico di insegnare all'Accademia nazionale d'arte drammatica fondata da Silvio D'Amico alternando questa attività con quella di attore nelle prime fiction televisive. Durante la pensione, dal 1960, continua l'attività presso l'accademia apparendo ancora in ruoli televisivi.[3][2] Lo stesso anno la moglie che soffiriva di crisi depressiva, si suicidò. Negli anni sessanta lavorò anche per il cinema, con registi come Nanni Loy, Mario Monicelli, Pasquale Festa Campanile.[2]

Morì nel 1973[2] e venne seppellito nella tomba di famiglia del Cimitero Maggiore di Milano, dov'è anche la moglie.[senza fonte]

Prosa radiofonica Rai[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva Rai[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Mariella Lotti, Sergio Tofano e Renzo Ricci in una locandina del film Turbamento di Guido Brignone (1942)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • I cavoli a merenda, 1920. - Adelphi, Milano, 1990, ISBN 9788845907807.
  • Storie di cantastorie, 1920. - Adelphi, Milano, 1991, ISBN 9788845908675.
  • La principessa dalle lenticchie e altri racconti (senza lenticchie), 1920. - Adelphi, Milano, 2002, ISBN 9788845907807.
  • Il teatro all'antica italiana e altri scritti di teatro, Milano, Rizzoli, 1965. - a cura di Alessandro Tinterri, Bulzoni, Roma, 1985; Collana Piccola Biblioteca, Adelphi, Milano, 2017, ISBN 978-88-459-3210-6.
  • Qui comincia la sventura del Signor Bonaventura, a cura di Alessandro Tinterri, Collana Piccola Biblioteca, Milano, Adelphi, 1995, ISBN 88-459-1133-0.
  • Il romanzo delle mie delusioni. Racconto piuttosto lungo, Collana Gli struzzi, Milano, Einaudi, 1977-1997, ISBN 88-06-46466-3.
  • Il teatro di Bonaventura, a cura di Alessandro Tinterri, Milano, Adelphi, 1986, ISBN 978-88-459-0223-9.
  • Il teatro all'antica italiana, Milano, Adelphi, 2017, ISBN 978-88-459-3210-6.
  • Il romanzo delle mie delusioni. Racconto piuttosto lungo, Roma, La Nuova Frontiera Junior, 2018, ISBN 978-88-98519-51-4.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Tòfano, Sergio nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 14 novembre 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m FFF - Sergio Tofano (STO), su www.lfb.it. URL consultato il 14 novembre 2019.
  3. ^ a b c d e f g h Sergio Tofano - Sto Italia, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 14 novembre 2019.
  4. ^ a b c d (EN) Sto, su lambiek.net. URL consultato il 14 novembre 2019.
  5. ^ Tòfano, Sergio nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 14 novembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Almirante, Da Pasquale a Giorgio Almirante. Storia di una famiglia d'arte, Venezia, Marsilio, 2016, ISBN 978-88-317-2421-0
  • Gilberto Tofano, Alessandro D'Amico (a cura di), Una storia lunga un milione : disegni, fotografie, spettacoli di Sergio Tofano, Roma, Bulzoni, 1980 ISBN non esistente
  • Maddalena Menza, Bonaventura alla conquista del cinema, Firenze, Aetheneum, 1996, ISBN 88-7256-078-0
  • Maddalena Menza, Bonaventura: racconto e immagine : Sergio Tofano (Sto) scrittore e illustratore per ragazzi, Roma, Seam, 2004, ISBN 88-8179-495-0
  • Maddalena Menza, Sergio Tofano e il Signor Bonaventura, Roma, Kappa, ISBN 978-88-6514-214-1
  • Pamela Michelis, Sergio Tofano e il surrealismo all'italiana, Sette Città, Viterbo, 2012, ISBN 978-88-7853-136-9

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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