Alberto Zaccheroni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alberto Zaccheroni
Alberto Zaccheroni.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore
Carriera
Carriera da allenatore
1983-1985 Cesenatico Cesenatico
1985-1987 Riccione Riccione
1987-1988 Boca San Lazzaro Boca San Lazzaro
1988-1990 Baracca Lugo Baracca Lugo
1990-1993 Unione Venezia Venezia
1993 Bologna
1994-1995 Cosenza Cosenza
1995-1998 Udinese Udinese
1998-2001 Milan
2001-2002 Lazio
2003-2004 Inter
2006-2007 Torino Torino
2010 Juventus
2010-2014 Giappone Giappone
Palmarès
Coppa Asia.svg Coppa d'Asia
Oro Qatar 2011
Transparent.png Coppa dell'Asia orientale
Oro Corea del Sud 2013
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 29 luglio 2013

Alberto Zaccheroni (Meldola, 1º aprile 1953) è un allenatore di calcio italiano.

Conosciuto con il diminutivo di Zac[1], è stato il primo tecnico italiano ad aver conquistato un trofeo internazionale (Coppa d'Asia 2011) alla guida di una nazionale straniera[2].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Esordi da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Vive le prime esperienze da allenatore con le squadre di Cesenatico, Riccione, San Lazzaro, Baracca Lugo. Dopo le esperienze con Venezia (riportato in serie B dopo l'assenza di 24 anni), Bologna, è protagonista di una stagione con il Cosenza in Serie B, dove nonostante una penalizzazione di 9 punti salva la squadra rossoblù con largo anticipo arrivando a toccare alla fine di marzo le soglie della zona promozione. Quello alla guida del Cosenza, lo ricorderà come il campionato più bello della sua vita.[3]

Lo schema preferito da Alberto Zaccheroni, il 3-4-3.

Udinese[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 passa all'Udinese, che lo ingaggia facendolo approdare in Serie A. Con questa squadra Zaccheroni impone il modulo 3-4-3 (schierando spesso il tridente Poggi-Bierhoff-Amoroso) e si piazza prima al 5º posto, successivamente al 3º posto.

Milan[modifica | modifica wikitesto]

La qualificazione in Coppa UEFA ottenuta coi friulani (inedito terzo posto, con Oliver Bierhoff capocannoniere in Serie A) gli vale la panchina del Milan, guidato nel 1998-1999 (anno del centenario della società rossonera) alla vittoria dello scudetto, vinto in rimonta sulla Lazio con sette vittorie nelle ultime sette giornate. La stagione 1999-2000, cominciata subito male per il suo Milan con la sconfitta1-2 col Parma in Supercoppa Italiana, si chiude al terzo posto in campionato. L'esperienza sulla panchina milanista termina a marzo 2001, quando il presidente Berlusconi lo esonera dopo l'eliminazione in Champions League, scaturita dal pareggio casalingo col Deportivo La Coruña.

Zaccheroni non aveva mai avuto buoni rapporti con il presidente del Milan, il quale non ne apprezzava del tutto il modo di disporre la squadra in campo. In particolare Silvio Berlusconi non condivideva l'idea di schierare una difesa di soli tre uomini.[senza fonte] Berlusconi espresse il proprio dissenso pubblicamente, soprattutto durante la stagione 2000-2001, paragonando Zaccheroni a un tessitore che ha buona tela ma non la sa tessere[4].

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2001-2002 subentra dopo poche giornate di campionato con la squadra al terzultimo posto a Dino Zoff a guida della Lazio. Complici anche risultati non previsti della squadra biancoceleste (come la sconfitta 1-5 nel derby con la Roma), e nonostante l'accesso in Coppa UEFA centrato all'ultima giornata grazie alla vittoria sull'Inter il 5 maggio 2002, il presidente Sergio Cragnotti a fine stagione non conferma il tecnico romagnolo, sostituendolo con Roberto Mancini.

Inter[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 ottobre 2003 fu ingaggiato dall'Inter, subentrando all'esonerato Héctor Cúper. Alla seconda gara in nerazzurro, portò la squadra a vincere per la prima volta sul campo del Chievo.[5] Condusse l'Inter al quarto posto in campionato, qualificandosi per la Champions League, ma un mese più tardi rassegnò le proprie dimissioni.[6]

Torino[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 settembre 2006, a pochi giorni da inizio campionato, è ingaggiato da allenatore del Torino del presidente Urbano Cairo, nell'anno del centenario della squadra granata. Assume l'incarico con la squadra in crisi, riuscendo inizialmente a ottenere buoni risultati (tra i quali la vittoria con l'Empoli nel giorno della festa del centenario dei granata) e a porre rimedio alla situazione portandola all'8º posto prima della sosta natalizia. Alla ripresa, dopo una lunga serie di sconfitte consecutive a inizio 2007, il 26 febbraio è sostituito da Gianni De Biasi.

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 gennaio 2010 torna ad allenare e prende il posto dell'esonerato Ciro Ferrara alla guida della Juventus con l'obiettivo dichiarato di conquistare la qualificazione in Champions League agganciando il terzo posto[7]. Debutta sulla panchina bianconera il 31 gennaio 2010 nella partita Juventus-Lazio 1-1. La prima vittoria è contro il Genoa 3-2 il 14 febbraio, pochi giorni dopo arriva la prima vittoria in Europa League, contro l'Ajax ad Amsterdam 1-2, competizione dalla quale la Juve uscirà nel turno successivo col Fulham, vincendo 3-1 in casa, perdendo 4-1 a Londra. Con l'organico impegnato su due fronti e ridotto all'osso per i tanti infortuni, manca la qualificazione in massima competizione europea. Chiude il campionato al settimo posto con 55 punti qualificandosi in Europa League. A fine campionato gli scade il contratto, che non gli viene rinnovato.

Nazionale giapponese[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 agosto 2010 entra nel ristretto club degli allenatori italiani che si sono seduti sulla panchina di nazionali straniere, assumendo l'incarico di C.T. della Nazionale giapponese dichiarando di ritenere questo ruolo l'unica sfida di suo interesse e sperando di lasciare un'importante eredità[8][9]. Le prime quattro amichevoli con Zaccheroni CT vedono un Giappone ottimo che batte 1-0 il Paraguay, 2-1 il Guatemala, 1-0 la forte Argentina, pareggia 0-0 con la Corea del Sud. Il trionfo più importante di Zaccheroni nel sol levante è la vittoria della Coppa d'Asia 2011, disputatasi in Qatar, vincendo il girone imponendosi addirittura 5-0 contro l'Arabia Saudita. Ai quarti di finale elimina 3-2 i padroni di casa del Qatar, in semifinale supera ai rigori la Corea del Sud.

In finale batte l'Australia 1-0 dopo i tempi supplementari, col gol vittoria che giunge al 110' del secondo tempo supplementare per opera di Tadanari Lee[10]. Nelle successive qualificazioni ai campionati del mondo, dopo il pari con l'Uzbekistan, Zaccheroni ha ottenuto il tredicesimo risultato utile consecutivo con la nazionale giapponese, superando i precedenti record di Zico e Troussier[11].

In seguito a questi successi, il 18 ottobre 2011 Zaccheroni è ufficialmente ricevuto dall'imperatore nipponico Akihito (che concede tale onore molto raramente) il quale dimostra stima e riconoscimento all'allenatore italiano per aver riportato la Coppa d'Asia in Giappone[12]. A novembre 2011 perde la propria imbattibilità dopo 19 partite, venendo sconfitto dalla Corea del Nord[13]. A giugno 2013 porta il Giappone a essere la prima squadra qualificata al Mondiale che si svolgerà in Brasile nel 2014. Il 28 giugno 2013 battendo i padroni di casa, vince in Corea del Sud la Coppa dell'Asia orientale, la prima nella storia del Giappone.

Il 25 giugno 2014, dopo il Mondiale in Brasile, in cui la nazionale nipponica è stata eliminata al termine della fase a gironi, annuncia di non voler rinnovare il contratto.[14][15].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine della stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della stella d'Italia
— 2 maggio 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ goal.com, Alberto Zaccheroni http://www.goal.com/it/people/italy/89/alberto-zaccheroni Alberto Zaccheroni.
  2. ^ repubblica.it, Zac l'ultimo imperatore "Stregato dal Sol Levante" http://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2011/02/06/news/zaccheroni_giappone-12134960/ Zac l'ultimo imperatore "Stregato dal Sol Levante".
  3. ^ Zaccheroni e il deja vù chiamato Cosenza Cosenzachannel.it
  4. ^ POLEMICA AL MILAN Zaccheroni, la stoffa e il sarto Berlusconi: «La merce è buona, ma dipende da chi la lavora...», Il Tirreno.
  5. ^ Vieri e Recoba tornano al gol l'Inter comincia la rincorsa, la Repubblica, 2 novembre 2003. URL consultato il 6 gennaio 2015.
  6. ^ Inter, Zaccheroni si è dimesso "Non c'era più fiducia in me" in la Repubblica, 15 giugno 2004, p. 44. URL consultato il 4 maggio 2013.
  7. ^ Zaccheroni nuovo allenatore della Juventus, juventus.it, 29 gennaio 2010.
  8. ^ Zaccheroni appointed as new Japan coach, jfa.or.jp.
  9. ^ Calcio: Zaccheroni nuovo ct Giappone, primo tecnico italiano, ansa.it.
  10. ^ Matteo Politanò, Zaccheroni da sogno, il suo Giappone vince la Coppa d’Asia, 29 gennaio 2011. URL consultato il 29 gennaio 2011.
  11. ^ Giappone: Zaccheroni meglio di Zico, libero.it.
  12. ^ Zaccheroni ricevuto dall'imperatore del Giappone, ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 21 ottobre 2011.
  13. ^ Giappone, Zaccheroni ko contro la Corea del Nord in Corriere dello Sport - Stadio, 15 novembre 2011. URL consultato l'8 dicembre 2011.
  14. ^ (EN) Gus Fielding, Zaccheroni left with regrets in The Japan Times, 25 giugno 2014. URL consultato il 26 giugno 2014.
  15. ^ Mondiali, Giappone: Zaccheroni si è dimesso dopo 4 anni in La Gazzetta dello Sport, 25 giugno 2014. URL consultato il 26 giugno 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]