Massimiliano Allegri

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Massimiliano Allegri
Allegri with Milan players (cropped) - 2.jpg
Allegri nel 2012
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Juventus
Ritirato 2003 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1984-1985 Cuoiopelli 7 (0)
1985-1988 Livorno 29 (0)
1988-1989 Pisa 2 (0)
1989-1990 Pro Livorno 32 (8)
1990-1991 Pavia 29 (5)
1991-1993 Pescara 64 (16)
1993-1995 Cagliari 46 (4)
1995-1997 Perugia 41 (10)
1997 Padova 21 (0)
1997-1998 Napoli 7 (0)
1998-2000 Pescara 46 (4)
2000-2001 Pistoiese 18 (1)
2001-2003 Aglianese 32 (8)
Carriera da allenatore
2003-2004 Aglianese
2004-2005 SPAL
2005-2006 Grosseto
2006-2007 Udinese Coll. tecnico
2007 Lecco
2007-2008 Sassuolo
2008-2010 Cagliari
2010-2014 Milan
2014- Juventus
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 17 luglio 2014

Massimiliano Allegri (Livorno, 11 agosto 1967) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico della Juventus.

Durante la sua carriera da calciatore, ha giocato in Serie A con le maglie di Pisa, Pescara, Cagliari, Perugia e Napoli. Nel 2002 vince il campionato di Serie D con l'Aglianese, squadra nella quale conclude la sua carriera agonostica e inizia quella da allenatore.

Dopo aver guidato diverse squadre, nella stagione 2007-2008 vince il proprio girone di Serie C1 e ottiene la promozione diretta in Serie B sulla panchina del Sassuolo; nella medesima annata, vince anche la Supercoppa di Lega di C1. Dal 2008 al 2010 allena il Cagliari in Serie A, portandolo alla salvezza in due campionati: è insignito della Panchina d'oro quale miglior allenatore della stagione 2008-2009. Passa al Milan dalla stagione 2010-2011, vincendo subito lo scudetto e una Supercoppa italiana (2011). Nella stagione 2014-2015 firma con la Juventus: nonostante le critiche iniziali, in due stagioni vince due scudetti consecutivi (2015 e 2016), una Coppa Italia (2015) e una Supercoppa italiana (2015), oltre a raggiungere la finale di UEFA Champions League 2014-2015.

A livello individuale, è stato eletto Panchina d'oro di Prima Divisione (2008), due volte Panchina d'oro (2009 e 2015), due volte miglior allenatore AIC (2011 e 2015) e insignito del Premio Nazionale Enzo Bearzot (2015).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Livornese, è cresciuto nel quartiere Coteto[1] all'interno di una famiglia operaia, composta dal padre Augusto, scaricatore al porto cittadino, dalla madre Carla, infermiera,[2] e dalla sorella Michela, di due anni più giovane.[1] Nel 1992, ventiquattrenne, divenne oggetto delle attenzioni della cronaca scandalistica per aver lasciato l'allora fidanzata a due giorni dalle nozze:[3] «decisi da solo, dopo essermi tormentato per mesi. Avevo davanti un muro alto tre metri. In quei casi hai due possibilità: provi a saltarlo e rischi di spaccarti le gambe o torni indietro. Io feci dietrofront e sparii per un po'».[1] Si è in seguito sposato nel 1994 con Gloria, matrimonio conclusosi quattro anni più tardi e dal quale nel 1995 è nata una figlia, Valentina; un altro figlio, Giorgio, del 2011, è invece il frutto nella relazione con Claudia, in essere dal 2004, da cui si è dapprima separato[2] e in seguito riconciliato.[1]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

« Guardi che lui da giocatore ha fatto meno, molto meno di quanto meritasse. »
(Giovanni Galeone, 2011[4])

Ai suoi esordi, Allegri venne definito da Italo Allodi, storico dirigente del calcio italiano, come un promettente giocatore «dotato di tanto talento e di un carattere un po' scanzonato» che, nel corso degli anni, ne ha in parte precluso la carriera ad alti livelli, relegandolo al calcio di provincia:[5] «avessi avuto la testa che ho ora forse sarei arrivato in Nazionale!»,[6] ammetterà lo stesso Allegri a vent'anni di distanza, «sono stato un giocatore mediocre e senza rimpianti».[1]

Centrocampista dalle spiccate caratteristiche offensive,[7] emerse inizialmente come mezzala pura,[8] abile a inserirsi negli spazi;[4] in seguito cominciarono a essergli delegati anche compiti di fantasista,[7] venendo spesso impiegato come trequartista grazie a un bagaglio tecnico fatto soprattutto di corsa e abilità nel tiro,[8] arretrando infine negli ultimi anni di carriera il proprio raggio d'azione a mediano.[1] Eccelleva inoltre nel "leggere" la partita in corso d'opera, sia nel rapportarsi con gli avversari sia nell'aiutare compagni di squadra in difficoltà in una determinata zona del campo.[4]

Allegri calciatore, in azione palla al piede; per via del suo fisico asciutto venne soprannominato Acciuga, appellativo poi mantenuto anche in panchina.

Giocatore di grande qualità, per il suo maestro Giovanni Galeone «era già un allenatore sul rettangolo di gioco [...] leader in campo e nello spogliatoio, capitano e uomo ovunque»[8] che pagò suo malgrado un certo ostracismo tattico dell'epoca, dove «il più bravo era sempre chi menava di più».[4] Per le sue origini livornesi nonché, soprattutto, per il suo fisico esile e dinoccolato, utile a "sgusciare" tra le difese avversarie, si guadagnò sin da giovane il soprannome di Acciuga inventato da Rossano Giampaglia, suo tecnico a Livorno; un nomignolo poi rimastogli addosso anche da allenatore.[9]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

« Non sono un maniaco degli schemi, ma un estroso: non posso stare ventiquattr'ore di fila a cercare una soluzione, devo aspettare che arrivi l'ispirazione e il più delle volte capita quando non ci penso: capita che di notte cambi la formazione che avevo deciso, per esempio. La realtà è che si vive di sensazioni. »
(Massimiliano Allegri, 2014[10])

Con il passaggio in panchina, da allenatore ha mutuato alcune delle caratteristiche già espresse in precedenza da calciatore. Tra di esse, la capacità di saper "leggere" al meglio lo svolgimento delle gare, intervenendo in corso d'opera sull'assetto della squadra, nonché la volontà di spingere i suoi centrocampisti – proprio come accadeva allo stesso Allegri in campo – all'inserimento in area per cercare la conclusione a rete; un concetto, questo ultimo, ereditato dal suo mentore Galeone.[4]

Solitamente Allegri preferisce disporre in campo i suoi giocatori con moduli abbastanza offensivi quali il 4-3-3,[11] il 4-3-1-2 o il 4-3-2-1.[12] Questi prevedono alcuni elementi comuni, vedi una difesa schierata con quattro uomini in linea e un robusto centrocampo a sorreggere il gioco.[11] Per quanto concerne il reparto avanzato, si prestano invece a una maggiore variabilità con il possibile ricorso a un canonico tridente, a un trequartista dietro la coppia d'attacco[13] – soluzione in cui Allegri, peraltro, è più volte ricorso a giocatori agli antipodi rispetto al classico regista, vedi i "muscolari" Boateng o Vidal[14] –, o a due mezzepunte (altrimenti detto "doppio trequartista") in appoggio all'unico terminale offensivo.[12]

Ciò nonostante in carriera ha fin qui mostrato molta duttilità, cercando sempre di adattare al meglio le proprie convinzioni tattiche in funzione degli elementi a disposizione in rosa o delle trattative di mercato, senza disdegnare all'occorrenza soluzioni diverse da quelle inizialmente concepite. Un approccio che ha incontrato le rimostranze di parte degli addetti ai lavori, venendo da questi inteso come troppo accondiscendente verso la politica della tal società, facendogli guadagnare in maniera spregiativa l'appellativo di "aziendalista";[15][16][17][18] un giudizio che tuttavia lo stesso Allegri ha accolto e, anzi, rivalutato in ottica positiva: «quando mi danno dell'aziendalista, lo prendo per un complimento perché devo portare risultati alla mia società. Ma non vuol dire che la formazione la fa il presidente».[19]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Allegri al Pescara, club a cui legò, nei primi anni 1990, i migliori trascorsi della sua carriera agonistica.

Dopo aver dato i primi calci al pallone nella natìa Livorno, nelle formazioni giovanili dei salesiani e dei portuali,[1] iniziò la carriera professionistica con il Cuoiopelli di Santa Croce sull'Arno, nell'allora Interregionale, nella stagione 1984-1985. Dopo tre annate con la squadra della sua città, il Livorno, passò ai rivali del Pisa con cui esordì in Serie A l'11 giugno 1989, nella gara contro il Milan.[20] Durante la stagione collezionò due sole presenze sicché alla fine della stessa fece ritorno a Livorno, in Serie C2. L'anno seguente si accasò invece in C1, al Pavia.

Notato da Pierpaolo Marino, dirigente del Pescara, nel 1991 si trasferì agli abruzzesi,[5] agli ordini del tecnico Giovanni Galeone con cui il giocatore instaurerà un profondo rapporto professionale e ancor più umano:[4][8] «ho avuto la fortuna di avere un maestro come lui, che magari non ha ottenuto grandi risultati ma che mi ha insegnato il piacere del calcio», ricorderà anni più tardi lo stesso Allegri,[10] mentre Galeone rammenterà come nell'occasione «la squadra era già fatta, ma la dirigenza ingaggiò questo ragazzo che sinceramente non conoscevo. Dopo tre giorni mi era tutto chiaro, era un gran calciatore sul prato verde e un ragazzo serio e rispettoso, arrivò in punta di piedi e dopo poco era già il leader dello spogliatoio».[8] Con il club pescarese – a cui maggiormente legherà la carriera da calciatore – conquistò subito la promozione in quella Serie A dove, nel 1992-1993, disputerà sempre coi colori biancazzurri la sua migliore stagione realizzando 12 reti in 31 partite, e segnando il suo primo gol nella massima categoria al 1' di Pescara-Milan (4-5) del 13 settembre 1992.[21]

Allegri al Cagliari nel 1994

Seguirono poi altre due stagioni in Serie A con il Cagliari, interrotte nell'ottobre del 1995 dal passaggio al Perugia, in Serie B, ancora agli ordini di Galeone. Con i grifoni raggiunse una nuova promozione in massima serie, dove poi disputò 15 gare condite da 3 reti prima di essere ceduto, nel gennaio del 1997, ai cadetti del Padova. Con l'annata 1997-1998 tornò in A, in un Napoli tuttavia in crisi, con cui giocherà le sue ultime gare nella massima categoria italiana.

Successivamente militò per tre stagioni nella serie cadetta, fra Pescara e Pistoiese. Qui, nel marzo del 2001 venne inizialmente squalificato per un anno dalla Commissione Disciplinare in seguito a una condanna per un illecito sportivo relativo alla partita di Coppa Italia con l'Atalanta del 20 agosto 2000, con l'accusa di aver pilotato, insieme ad altri sette giocatori di entrambe le formazioni, il risultato in seguito a forti somme scommesse dagli stessi attraverso amici e parenti;[22][23] tuttavia, nel maggio del 2001, la Commissione di Appello Federale accoglierà il ricorso dei legali dei due club, prosciogliendo tutti i calciatori coinvolti nel presunto illecito e annullando quindi anche la squalifica di Allegri:[24] «ma la ferita ancora mi offende».[1] Dopo le ultime stagioni con l'Aglianese, tra Serie D e C2, concluse la carriera agonistica nel 2003 con all'attivo 374 partite e 56 reti. In Serie A, in particolare, mise a referto 101 incontri segnando 19 reti.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Comincia la carriera di allenatore sulla panchina dell'Aglianese, nella stagione 2003-2004, in Serie C2. Successivamente passa a guidare dapprima la SPAL e poi il Grosseto, in C1; con i maremmani l'esperienza si consuma, in due tronconi,[25] a cavallo di un biennio, dal 2005 al 2007, concludendosi a seguito del secondo e definitivo esonero avvenuto dopo la nona giornata del campionato 2006-2007, per far posto ad Antonello Cuccureddu.[26]

Nel novembre del 2006, pochi giorni dopo la fine del rapporto coi grossetani, viene chiamato dall'Udinese per affiancare il suo mentore Giovanni Galeone in veste di collaboratore tecnico,[27][28] ruolo ricoperto fino al gennaio seguente quando Galeone viene esonerato dalla società friulana.[29] Avendo già lavorato per un'altra squadra nel corso della suddetta stagione, l'Udinese non ha potuto tesserare ufficialmente Allegri,[28] che nel dicembre del 2007 è per questo colpito da una squalifica trimestrale[30][31] per avere di fatto svolto in tale periodo attività tecnica per i bianconeri, affiancando o sostituendo Galeone durante gli allenamenti della squadra.[32] Nel giugno precedente era stato nel frattempo scelto come allenatore dal Lecco, squadra neopromossa in Serie C1, incarico lasciato dopo poche settimane a causa di divergenze con la società lombarda.[33]

Sassuolo e Cagliari[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate nel 2007, chiusa l'effimera parentesi lecchese, è quindi chiamato ad allenare i pari categoria del Sassuolo. Allegri porta i neroverdi alla prima promozione in Serie B della loro storia,[34] conquistata grazie al primo posto nel girone A della Serie C1 2007-2008, nonché alla vittoria della Supercoppa di Serie C1 contro la Salernitana ottenuta ai rigori, dopo la sconfitta per 1-0 a Sassuolo e il successo con il medesimo punteggio a Salerno.[35][36] A coronamento della positiva stagione sassolese, nel novembre del 2008 è insignito della Panchina d'oro di Prima Divisione quale miglior tecnico della terza serie italiana.[37]

Il 29 maggio 2008 firmato un contratto annuale con il Cagliari,[38] ottenendo il suo primo ingaggio da allenatore di Serie A. Nell'avvio di stagione, la compagine rossoblù subisce cinque sconfitte che la relegano all'ultima posizione in classifica; tuttavia, Allegri mantiene la fiducia del presidente Massimo Cellino e comincia una rimonta che, con una sequenza di importanti risultati contro più blasonate rivali,[39] permette ai sardi di risalire fino al settimo posto in classifica.[40] Successivamente la squadra, pur affrontando un periodo di risultati altalenanti, già all'ottava giornata del girone di ritorno raggiunge la matematica salvezza.[41]

A fonte di tale exploit, Allegri rimane alla guida del Cagliari anche per la stagione 2009-2010 che, il 1º febbraio 2010, lo vede insignito della Panchina d'oro quale miglior allenatore della precedente annata di Serie A.[42] Tuttavia il 13 aprile seguente, dopo una lunga striscia negativa, viene esonerato dalla società[43] nonostante avesse portato la squadra rossoblù a una salvezza ormai certa;[44] il 17 giugno il club sardo comunica poi la rescissione del contratto che ancora lo legava al tecnico.[45]

Milan[modifica | modifica wikitesto]

Allegri (a destra) alla guida del Milan nell'estate del 2012, a colloquio con Robinho e Mario Yepes prima dell'amichevole col Real Madrid allo Yankee Stadium di New York.

Il 27 giugno 2010 il Milan annuncia l'ingaggio come suo nuovo tecnico di Allegri,[46] il quale debutta ufficialmente alla guida di una cosiddetta big il 29 agosto seguente, nella prima giornata di campionato disputata a San Siro contro il Lecce, vincendo la partita con il punteggio di 4-0.[47] Il 7 maggio 2011, alla stagione d'esordio coi rossoneri, conquista lo scudetto con due giornate di anticipo grazie allo 0-0 esterno contro la Roma:[48] Allegri, oltre a riportare il Milan alla vittoria del campionato dopo sette anni,[49] diventa anche, da quando si assegnano i 3 punti a vittoria, il secondo allenatore più giovane a vincere il tricolore dopo Roberto Mancini[50] (sarà poi superato, nel 2012, anche da Antonio Conte).

All'inizio della sua seconda stagione con il Diavolo, il 6 agosto 2011 vince la Supercoppa italiana,[51] la sesta nella storia dei rossoneri,[52] battendo a Pechino i concittadini dell'Inter per 2-1.[53] Nell'ottobre dello stesso anno è inoltre tra i candidati al FIFA World Coach of the Year,[54][55] pur se verrà poi escluso dalla lista delle dieci nomination finali,[56] mentre nel successivo mese di dicembre viene inserito in decima posizione nella classifica degli allenatori dell'anno 2011 stilata dai lettori della rivista specializzata inglese World Soccer.[57] All'inizio del 2012, il 23 gennaio gli viene conferito il premio di Migliore allenatore AIC dell'anno appena conclusosi;[58] nel mese di marzo si aggiudicherà anche il Trofeo "Maestrelli" quale miglior tecnico della passata stagione.[59][60] Nell'annata 2011-2012 Allegri raggiunge il suo miglior piazzamento in Champions League con il Milan, portando i meneghini fino ai quarti di finale prima di venir eliminati dal Barcellona,[61] mentre in campionato non riesce a difendere il titolo, perso al rush finale dopo un lungo duello con la Juventus di Conte.[62]

Nella stagione seguente, causa il sopravvenuto depauperamento del tasso tecnico dei rossoneri per esigenze di bilancio[63] – «il Milan non aveva più Nesta, Gattuso, Ibra e Thiago Silva»[1] –, la squadra rimane presto esclusa dalla lotta per lo scudetto. Ciò nonostante, pur a fronte di un avvio al di sotto delle aspettative, nel girone di ritorno Allegri riesce a far risalire la china ai meneghini, portandoli a chiudere il torneo alla terza piazza della graduatoria, raggiunta all'ultima giornata.[64] Completamente negativa è invece l'annata 2013-2014 che vede i rossoneri, ancor più indebolitisi sul mercato, lontani da ogni qualsivoglia obiettivo.[65] Il 6 gennaio 2014, grazie alla vittoria casalinga ottenuta contro l'Atalanta, Allegri raggiunge le 100 vittorie da allenatore in Serie A;[66] è l'unica gioia stagionale per il tecnico che appena una settimana dopo, a seguito della sconfitta per 3-4 sul campo di una sua ex squadra, il neopromosso Sassuolo, viene esonerato dalla società milanista.[67]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 luglio 2014 viene ufficializzato l'ingaggio di Allegri quale nuovo allenatore della Juventus, al posto del dimissionario Conte.[68] Esordisce sulla panchina bianconera il 30 agosto successivo, in occasione della vittoria 1-0 alla prima giornata di campionato in casa del Chievo,[69] mentre, sul finire dell'anno solare, il 22 dicembre a Doha perde ai rigori la Supercoppa italiana contro il Napoli.[70] Inizialmente accolto a Torino dagli addetti ai lavori,[71][72] dagli avversari[16][73] e ancor più da frange della tifoseria[74][75] fra non troppo velate remore circa il suo impatto sull'ambiente bianconero reduce da tre scudetti consecutivi, Allegri finirà invece per essere protagonista di una positiva stagione d'esordio sulla panchina juventina.[76][77][78]

Allegri (a destra) sulla panchina della Juventus nell'estate del 2014, durante l'amichevole di Singapore contro una locale selezione.

Il 2 maggio 2015, a conclusione di un campionato percorso sempre in vetta alla classifica, battendo in trasferta la Sampdoria per 1-0 la Juventus conquista lo scudetto,[79] il quarto consecutivo per i piemontesi mai prima d'ora vittoriosi con quattro giornate d'anticipo nell'èra dei 3 punti a vittoria,[80] nonché il secondo personale per il tecnico: con quest'affermazione Allegri entra nel ristretto novero di allenatori – prima di lui i soli Bernardini, Capello, Cargnelli, Liedholm, Trapattoni e Weisz – capaci di raggiungere il titolo italiano alla guida di almeno due club; diventa invece il primo in assoluto, nella storia della Serie A, a vincere il tricolore alla prima stagione con due diverse squadre.[81] Il 20 dello stesso mese arriva anche il double nazionale grazie alla Coppa Italia, vinta a Roma contro la Lazio in una finale risolta ai supplementari: per la squadra bianconera è, dopo vent'anni, la decima affermazione nel torneo – che fa dei torinesi i primi in Italia a toccare tale traguardo –, mentre per Allegri si tratta del primo successo in carriera nella coppa nazionale;[82] nell'occasione il tecnico livornese eguaglia inoltre il tandem Cesarini-Parola e Lippi, gli unici capaci in passato di conseguire tale accoppiata sulla panchina juventina. Sempre in maggio Allegri, già insignito a livello personale del Premio "Bearzot" quale miglior allenatore italiano della stagione,[83] a dodici anni dall'ultima volta porta la Vecchia Signora in finale di Champions League, ma in questo caso l'ipotesi di uno storico treble non si concretizza per i bianconeri, battuti 1-3 a Berlino dal Barcellona.[84][85]

L'8 agosto seguente comincia la seconda stagione a Torino vincendo la sua seconda Supercoppa italiana, la prima sulla panchina juventina, battendo 2-0 a Shanghai la Lazio:[86] con questo successo Allegri eguaglia Capello e Benítez come i soli tecnici riusciti a conquistare tale trofeo alla guida di due diversi club.[87] Il 20 ottobre 2015 viene inserito nella lista dei dieci candidati al FIFA World Coach of the Year,[88] cui seguono il 14 dicembre il secondo premio della carriera quale Migliore allenatore AIC,[89] e il 7 marzo 2016 la sua seconda Panchina d'oro.[90] Frattanto nella Serie A 2015-2016, con il successo interno del 14 febbraio sul Napoli inanella una striscia di quindici vittorie consecutive in campionato, stabilendo il nuovo record societario bianconero;[91] il mese seguente porta la Juventus in finale di Coppa Italia per la seconda volta consecutiva,[92] evento che non accadeva in casa bianconera da cinquantasei anni.[93] Nel frattempo, a livello personale, l'11 marzo 2016 raggiunge la sua 500ª panchina in carriera in occasione dell'1-0 casalingo di campionato contro il Sassuolo,[senza fonte] mentre il successivo 9 aprile ottiene la vittoria n. 150 in Serie A grazie al 2-1 esterno di San Siro sul Milan.[94]

Alle prese anche in questa stagione, come già gli era accaduto a Milano, con una rosa profondamente rivoluzionata,[95][96] stavolta, pur a fronte di un avvio decisamente al di sotto delle aspettative e che non gli risparmia critiche,[97] Allegri riesce a trovare la quadra[98][99] di una rinnovata Juventus che, al termine di una rimonta-record,[100][101] conquista il suo quinto scudetto consecutivo – arrivato di fatto con il successo 2-1 nella trasferta di Firenze del 24 aprile,[102] e festeggiato matematicamente il giorno dopo grazie alla sconfitta della rivale Napoli sul campo di Roma[103] –, bissando dopo ottantuno anni il suo Quinquennio d'oro degli anni 1930 e divenendo inoltre la prima squadra, nella storia del calcio italiano, a mettere assieme due diverse serie vincenti di cinque campionati consecutivi.[104] Oltre a ciò, sul piano personale il tecnico, al suo terzo scudetto in panchina, entra nel novero dei colleghi più titolati nel campionato italiano dietro a Trapattoni (7), Capello e Lippi (5), Carcano e Felsner (4), e affiancando Conte, Garbutt, Herrera, Mancini e Weisz (3); diventa inoltre il settimo, nella storia del club bianconero, a vincere due scudetti nei primi due anni a Torino dopo Carcano, Parola, Vycpálek, Trapattoni e Conte.[105]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1984-1985 Italia Cuoiopelli Int. 7 0 CI-Dil  ?  ? - - - 7+ 0+
1985-1986 Italia Livorno C1 4 0 CI-C  ?  ? - - - 4+ 0+
1986-1987 C1 2 0 CI-C  ?  ? - - - 2+ 0+
1987-1988 C1 23 0 CI+CI-C  ?  ? - - - 23+ 0+
1988-1989 Italia Pisa A 2 0 CI  ? 0 - - - 2+ 0
1989-1990 Italia Pro Livorno C2 32 8 CI-C  ?  ? - - - 32+ 8+
Totale Livorno/Pro Livorno 61 8  ?  ? - - 61+ 8+
1990-1991 Italia Pavia C1 29 5 CI-C  ?  ? - - - 29+ 5+
1991-1992 Italia Pescara B 33 4 CI 1 1 - - - 34 5
1992-1993 A 31 12 CI  ? 0 - - - 31+ 12
1993-1994 Italia Cagliari A 20 3 CI  ? 0 CU 4 1 24+ 4
1994-1995 A 24 1 CI 1+ 0 - - - 25+ 1
lug.-nov. 1995 A 2 0 CI 0 0 - - - 2 0
Totale Cagliari 46 4 1+ 0 4 1 51+ 5
nov. 1995-1996 Italia Perugia B 26 7 - - - - - - 26 7
1996-gen. 1997 A 15 3 CI 2 0 - - - 17 3
Totale Perugia 41 10 2 0 - - 43 10
gen.-giu. 1997 Italia Padova B 15 0 - - - - - - 15 0
lug.-dic. 1997 B 6 0 CI 0 0 - - - 6 0
Totale Padova 21 0 0 0 - - 21 0
dic. 1997-1998 Italia Napoli A 7 0 - - - - - - 7 0
1998-1999 Italia Pescara B 19 0 CI 2 1 - - - 21 1
1999-2000 B 27 4 CI 0 0 - - - 27 4
Totale Pescara 110 20 3+ 2 - - 113+ 22
2000-2001 Italia Pistoiese B 18 1 CI 2+ 1 - - - 20+ 2
nov. 2001-2002 Italia Aglianese D 4 0 CI-D  ?  ? - - - 4+ 0+
2002-2003 C2 28 8 CI-C  ?  ? - - - 28+ 8+
Totale Aglianese 32 8  ?  ? - - 32+ 8+
Totale carriera 374 56 8+ 3+ 4 1 386+ 60+

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 24 aprile 2016. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale Vittorie % Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
2003-2004 Italia Aglianese C2 34 9 12 13 CI-C 4 1 1 2 - - - - - - - - - - 38 10 13 15 26,32 13º girone B
2004-2005 Italia SPAL C1 34 10 13 11 CI-C 6 3 2 1 - - - - - - - - - - 40 13 15 12 32,50 9º girone B
2005-2006 Italia Grosseto C1 16 5 8 3 CI+CI-C 4 1 1 2 - - - - - - - - - - 20 6 9 5 30,00 Esonerato, subentrato, 4º girone B
2006-2007 C1 9 1 6 2 CI 1 0 0 1 - - - - - - - - - - 10 1 6 3 10,00 Esonerato
Totale Grosseto 25 6 14 5 5 1 1 3 - - - - - - - - 30 7 15 8 23,33
2007-2008 Italia Sassuolo C1 34 19 6 9 CI-C 6 3 0 3 - - - - - SdL-C1 2 1 0 1 42 23 6 13 54,76 1º girone A
2008-2009 Italia Cagliari A 38 15 8 15 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - 40 16 8 16 40,00
2009-2010 A 33 11 7 15 CI 1 0 0 1 - - - - - - - - - - 34 11 7 16 32,35 Esonerato
Totale Cagliari 71 26 15 30 3 1 0 2 - - - - - - - - 74 27 15 32 36,48
2010-2011 Italia Milan A 38 24 10 4 CI 4 2 1 1 UCL 8 2 3 3 - - - - 50 28 14 8 56,00
2011-2012 A 38 24 8 6 CI 4 2 1 1 UCL 10 3 4 3 SI 1 1 0 0 53 30 13 10 56,60
2012-2013 A 38 21 9 8 CI 2 1 0 1 UCL 8 3 2 3 - - - - - 48 25 11 12 52,08
2013-2014 A 19 5 7 7 CI 0 0 0 0 UCL 8 3 4 1 - - - - - 27 8 11 8 29,63 Esonerato
Totale Milan 133 74 34 25 10 5 2 3 34 11 13 10 1 1 0 0 178 91 49 38 51,12
2014-2015 Italia Juventus A 38 26 9 3 CI 5 4 0 1 UCL 13 7 3 3 SI 1 0 1 0 57 37 13 7 64,91
2015-2016 A 35 27 4 4 CI 4 3 0 1 UCL 8 3 3 2 SI 1 1 0 0 48 34 7 7 70,21
Totale Juventus 73 53 13 7 9 7 0 2 21 10 6 5 2 1 1 0 105 71 20 14 67,31
Totale carriera 403 196 107 100 43 21 6 16 55 21 19 15 5 3 1 1 506 241 133 132 47,52

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Aglianese: 2001-2002 (girone D)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Dario Cresto-Dina, Allegri: "Mordo, ma con educazione", su repubblica.it, 28 giugno 2015.
  2. ^ a b L. Farnese, Massimiliano Allegri: «Bischero, sì. Traditore, no», su vanityfair.it, 13 marzo 2012.
  3. ^ Marco Gasperetti, Fuga di calciatore davanti all'altare in "zona Cesarini", in Corriere della Sera, 30 giugno 1992, p. 17. (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2012).
  4. ^ a b c d e f Matteo Pinci, Galeone racconta Allegri, "Allenava già in campo", su repubblica.it, 9 maggio 2011.
  5. ^ a b Pierpaolo Marino, Massimiliano Allegri: un allenatore da copertina, su tuttomercatoweb.com, 8 marzo 2011.
    «Guardando la lista dei calciatori del Pavia, notai il nome del già 24enne Allegri, che il grande maestro Allodi, due anni prima, aveva voluto che io visionassi quando giocava nella Pro Livorno, di cui Italo era divenuto consulente, perché lo riteneva un giocatore dotato di tanto talento e di un carattere un po' scanzonato».
  6. ^ Juventus, Allegri: «Giro di campo quando vincerò lo scudetto», su corrieredellosport.it, 1º aprile 2015.
  7. ^ a b Massimiliano Allegri, su uefa.com.
  8. ^ a b c d e Romeo Agresti, Galeone a tutto Allegri: "Sogno di vederlo in finale di Champions con la Juventus", su goal.com, 4 maggio 2015.
  9. ^ Giulia Zonca, Cocciuto, orgoglioso, mondano. Il potere del marchio Allegri, su lastampa.it, 8 maggio 2011.
    «Da calciatore lo chiamavano Acciuga e il soprannome ancora dice tanto di lui. Arriva da Rossano Giampaglia, il tecnico che lo ha svezzato a Livorno e gli ha regalato un nomignolo che non è invecchiato. Allegri è rimasto smilzo e il fisico dinoccolato oggi è un marchio».
  10. ^ a b Juventus, Allegri spiega la sua filosofia e punge Garcia: "Chi urla non mi trasmette niente", su goal.com, 17 dicembre 2014.
  11. ^ a b Massimiliano Allegri, Caratteristiche dei tre centrocampisti in un centrocampo a tre (PDF), in Settore Tecnico F.I.C.G., 7 luglio 2005.
  12. ^ a b Guido Vaciago, Ora è la Juve di Allegri. Tanti pregi e due dubbi, su tuttosport.com, 23 novembre 2014.
  13. ^ G. B. Olivero, Juve, tra nuovi moduli e preparazione intensa. Si vede la mano di Allegri, su gazzetta.it, 16 agosto 2014.
  14. ^ Romeo Agresti, Un trequartista per la nuova Juventus: oggi Vidal, domani Shaqiri o Berardi?, su goal.com, 6 novembre 2014.
    «In passato Allegri s'è dovuto consegnare alla creatività per [venire] a capo [della mancanza di un classico trequartista in rosa, n.d.r.], al Milan ha compiuto un capolavoro con Kevin-Prince Boateng, spostato da mezzala a ficcante elemento offensivo, picco massimo di prestazioni nella stagione 2011-2012. Il tecnico livornese perfino nei momenti più bui sulla sponda rossonera del Naviglio non ha mai rinunciato a studiare soluzioni innovative, giuste e sbagliate».
  15. ^ Stefano Olivari, L'aziendalista Allegri, su blog.guerinsportivo.it, 14 gennaio 2014.
  16. ^ a b Lanfranco Pace, Aziendalista, senza gioco e poco simpatico. Adesso Allegri è tutto vostro, cari bianconeri. E io, milanista, godo, su ilfoglio.it, 17 luglio 2014.
    «E son contento! Siamo tutti contenti, rossoneri di cuore e di maglia. È la nemesi. Di mezzo c'è la cessione di Pirlo e "er go-non-gol de Muntari" che tolse uno scudetto a noi e lo dette a voi, juventini, una bestialità e tanto sano risentimento. Ma siamo uomini di mondo e ora soprattutto vogliamo vedere come andrà a finire. Da ieri è vostro. [...] Ci sarà da ridere. [...] Sta poco simpatico [...] perché aziendalista a prescindere, come un giornalista della Rai. In quanto bandiera per i periodi grigi, in cui non si possono fare sul mercato nemmeno acquisti oculati».
  17. ^ Davide Pisoni, L'aziendalista Allegri s'aggrappa ai «senatori», su ilgiornale.it, 30 luglio 2014.
    «...ripete Allegri che poi racconta la sua verità: "Dobbiamo essere consapevoli che conta sempre la maglia, noi siamo solo tasselli all'interno della società". La verità del perfetto aziendalista».
  18. ^ Stefano Olivari, Mancini e Allegri, diversamente aziendalisti, su blog.guerinsportivo.it, 14 dicembre 2015.
  19. ^ Allegri: «Io aziendalista? Alla Juve coinvolgo tutti», su tuttosport.com, 20 novembre 2014.
  20. ^ Alessandra Bocci, Allegri «A Berlusconi dico: il Milan mai subirà il gioco degli altri», in La Gazzetta dello Sport, 22 luglio 2010.
  21. ^ Giancarlo Padovan, Si scatena il centravanti con un tris e rimedia al doppio autogol di Baresi, in Corriere della Sera, 14 settembre 1992, p. 20. (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2012).
  22. ^ Giancarlo Padovan, Scommesse: 5 squalificati per un anno, in Corriere della Sera, 24 marzo 2001, p. 44.
  23. ^ Calcio-scommesse: 8 deferiti, su raisport.rai.it, 31 ottobre 2000.
  24. ^ Stefano Petrucci, Scommesse, tutti assolti, in Corriere della Sera, 11 maggio 2001, p. 46.
  25. ^ Grosseto cambia, in panchina torna Allegri, su repubblica.it, 17 aprile 2006.
  26. ^ Il Grosseto esonera Allegri e ingaggia Cuccureddu, in Il Piccolo, 31 ottobre 2006.
  27. ^ Francesco Graffagnini, Udinese: nominato un collaboratore per Galeone, su tuttomercatoweb.com, 6 novembre 2006.
  28. ^ a b Allegri all'Udinese per aiutare Galeone, su ilsole24ore.com.
  29. ^ Quando Max Allegri era l'ottimizzatore dell'Udinese..., su tuttocagliari.net, 30 maggio 2009.
  30. ^ Comunicato Ufficiale Nº 65 (PDF), in Settore Tecnico F.I.G.C., 20 dicembre 2007, p. 3.
  31. ^ Tre mesi di squalifica per Massimilano Allegri, su sassuolocalcio.it, 19 dicembre 2007. (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2013).
  32. ^ Comunicato Ufficiale N. 23/CDN (PDF), in Federazione Italiana Giuoco Calcio, 10 gennaio 2008, pp. 3-6.
  33. ^ Marcello Villani, Acque agitate per il Calcio Lecco, Allegri esonerato (PDF), in La Provincia, 16 luglio 2007, p. 1.
  34. ^ Sassuolo e Salernitana in serie B, promozione storica per gli emiliani, su repubblica.it, 27 aprile 2008.
  35. ^ Il Sassuolo vince la Supercoppa. Battuta ai rigori la Salernitana, su ilrestodelcarlino.it, 15 maggio 2008.
  36. ^ Tommaso Veneri, Supercoppa di C1 al Sassuolo, su tuttomercatoweb.com, 16 maggio 2008.
  37. ^ Alberto Polverosi, Roberto Mancini vince la Panchina d'Oro, su corrieredellosport.it, 17 novembre 2008.
  38. ^ Cagliari, il nuovo allenatore è Massimo Allegri, su quotidiano.net, 29 maggio 2008.
  39. ^ Paolo Condò, Allegri: "Il mio Cagliari non ha più paura", su gazzetta.it, 27 gennaio 2009.
  40. ^ La Juve perde con il Cagliari. Amauri si allontana dalla Selecao, su ilsole24ore.com, 1º febbraio 2009.
  41. ^ Denny Deriu, Cagliari, Allegri ci crede, su tuttocagliari.net, 13 marzo 2009.
  42. ^ Panchina d'oro ad Allegri, su repubblica.it, 1º febbraio 2010.
  43. ^ Esonerato Allegri, su cagliaricalcio.net, 13 aprile 2010.
  44. ^ Cagliari Calcio, esonerato Allegri, su ansa.it, 14 aprile 2010.
  45. ^ Il Cagliari libera Allegri, su cagliaricalcio.net, 17 giugno 2010.
  46. ^ Il mister è Allegri!, su acmilan.com, 27 giugno 2010.
  47. ^ Gaetano De Stefano, Valanga Milan sul Lecce. Ibra osserva il Pato-show, su gazzetta.it, 29 agosto 2010. URL consultato il 30-08-2010.
  48. ^ Gaetano De Stefano, Milan campione d'Italia. A Roma basta lo 0-0, su gazzetta.it, 7 maggio 2011.
  49. ^ 18º scudetto per il Milan, su legaseriea.it, 7 maggio 2011.
  50. ^ Nell'era dei 3 punti il più giovane «scudettato» è Mancini: Allegri 2º, in La Gazzetta dello Sport, 7 maggio 2011.
  51. ^ Come Sacchi e Capello, su acmilan.com, 10 agosto 2011.
  52. ^ Eccola! È la sesta!, su acmilan.com, 6 agosto 2011.
  53. ^ Gaetano De Stefano, Ibra-Boateng: Inter a terra. Festa Milan in Supercoppa, su gazzetta.it, 6 agosto 2011.
  54. ^ Massimiliano Allegri candidato al Pallone d'Oro per gli allenatori!, su acmilan.com, 25 ottobre 2011.
  55. ^ Allegri in lizza per il Pallone d'Oro per allenatori, su lastampa.it, 25 ottobre 2011.
  56. ^ Fabio Licari, Inter sì, Milan no: stranezze d'oro, in La Gazzetta dello Sport, 1º novembre 2011.
  57. ^ (EN) Jamie Rainbow, Lionel Messi voted World Soccer’s Player of the Year, su worldsoccer.com, 15 dicembre 2011.
  58. ^ Gli Oscar: Milan al top, su acmilan.com, 24 gennaio 2012.
  59. ^ Premi: ancora Allegri, su acmilan.com, 13 marzo 2012.
  60. ^ Premio Maestrelli a mister Allegri, su iltirreno.gelocal.it, 11 marzo 2012.
  61. ^ Paolo Menicucci, Tris Barcellona, Milan fuori, su uefa.com, 3 aprile 2012.
  62. ^ Juve-Milan, un duello senza fine, su sportmediaset.mediaset.it, 6 maggio 2012.
  63. ^ Stefano Scacchi, "La Juve un gradino sopra, Ibra e Thiago cessioni giuste", su repubblica.it, 18 agosto 2012.
  64. ^ Gaetano De Stefano, Siena-Milan 1-2, rossoneri in Champions all'ultimo respiro, su gazzetta.it, 19 maggio 2013.
  65. ^ Tutto il Milan di Allegri: dallo scudetto al flop, su sport.sky.it, 13 gennaio 2014.
  66. ^ Kakà e Cristante caricano il Milan, su quotidiano.net, 6 gennaio 2014.
  67. ^ La decisione del Milan, su acmilan.com, 13 gennaio 2014.
  68. ^ Marotta: «Allegri, il profilo ideale», su juventus.com, 16 luglio 2014.
  69. ^ Federico Sala, Chievo-Juventus 0-1: gol e pali, buona la prima di Allegri in bianconero, su repubblica.it, 30 agosto 2014.
  70. ^ Supercoppa argentina: Tevez- Higuain 2-2, ma ai rigori gioisce solo il Pipita, su gazzetta.it, 22 dicembre 2014.
  71. ^ Stefano Agresti, Juve, ecco perché Allegri non è la scelta migliore, su corrieredellosport.it, 17 luglio 2014.
    «Il popolo della Juve è schierato, compatto, contro Allegri. È un'opposizione di pancia, com'è normale e giusto che sia quando il giudizio arriva dai tifosi, ma anche di testa. Pure noi abbiamo più di una perplessità sulla scelta del nuovo allenatore bianconero. [...] Così come, quando la Juve puntò su Conte, definimmo subito azzeccatissima la scelta (lo avevamo apprezzato in tutte le sue precedenti esperienze), oggi ci permettiamo di avanzare più di un dubbio su Allegri. Giudicare dopo è comodo e meno rischioso, noi riteniamo doveroso parlare prima. Il campo dirà».
  72. ^ Roberto Beccantini, Infinita Juventus, su beckisback.it, 2 maggio 2015.
    «Sembrano tutti dovuti, gli scudetti della Juventus. Come se il censo degli Agnelli bastasse, da solo, a produrli, a giustificarli. Invece no. Ognuno ha la sua storia, il suo fascino. Questo è il trentunesimo, il quarto consecutivo [...], il primo di Massimiliano Allegri, sul Conte del quale ero molto scettico».
  73. ^ Giacomo Valtolina, No, cara Juve: c’è poco da stare Alégher, su corriere.it, 17 luglio 2014.
    «...la notizia di Allegri sulla panchina della squadra più scudettata d'Italia è un boccone troppo ghiotto per non avventarcisi sopra come un gatto siamese sul topolino di campagna. Innanzitutto va detto che i milanisti non sono felici. Di più. Se Allegri farà valere il suo curriculum, pronti via, alla decima giornata la Juventus si troverà nella parte destra della classifica [...] Insomma, contenti loro... Così noi tifosastri rossoneri non possiamo che cavalcare l'euforia».
  74. ^ Carlo Valentino, Juve, Conte via, arriva Allegri: da #agghiacciande a #noAllegri, su ilfattoquotidiano.it, 16 luglio 2014.
  75. ^ Alberto Mauro, Allegri alla Juventus, contestazione a Vinovo: ultrà a colloquio coi dirigenti, su gazzetta.it, 16 luglio 2014.
  76. ^ Andrea Tundo, Juventus campione d’Italia: cronaca di un successo non annunciato. Allegri da reietto a idolo dei tifosi, su ilfattoquotidiano.it, 2 maggio 2015.
  77. ^ Giovanni Capuano, La rivincita di Allegri: dagli insulti all'amore dei tifosi della Juve, su panorama.it, 2 maggio 2015.
  78. ^ Alessandro Franchetti, La scalata di Allegri, l'ex indesiderato, su sportmediaset.mediaset.it, 14 maggio 2015.
  79. ^ Stefano Cantalupi, Sampdoria-Juventus 0-1: Vidal, è festa scudetto. La Signora cala il poker, su gazzetta.it, 2 maggio 2015.
  80. ^ Storica Juventus: Scudetto mai così in anticipo, Allegri nel gotha allenatori, su goal.com, 4 maggio 2015.
  81. ^ Scudetto subito con Milan e Juventus? Allegri viaggia verso il record, come lui nessuno mai, su goal.com, 4 marzo 2015.
  82. ^ Jacopo Gerna, Juve infinita, vince la 10ª Coppa Italia: Matri piega la Lazio ai supplementari, su gazzetta.it, 20 maggio 2015.
  83. ^ Consegnato ad Allegri il Premio Bearzot: “Un anno straordinario per il calcio italiano”, su figc.it, 25 maggio 2015.
  84. ^ Paolo Menicucci, Tris Barcellona, la Juve deve inchinarsi, su uefa.com, 6 giugno 2015.
  85. ^ Stefano Cantalupi, Juve, la Champions è del Barcellona: Allegri perde 3-1, Morata non basta, su gazzetta.it, 6 giugno 2015.
  86. ^ Stefano Cieri, Juventus-Lazio 2-0: Mandzukic-Dybala, Allegri fa festa con i nuovi, su gazzetta.it, 8 agosto 2015.
  87. ^ Marcello Di Dio, Juve diversa, stessa Juve. E fa sua la Supercoppa, su ilgiornale.it, 9 agosto 2015.
  88. ^ (EN) Men's Football shortlists for FIFA Ballon d'Or 2015 revealed, su fifa.com, 20 ottobre 2015.
  89. ^ La Signora fa incetta di premi al Gran Galà del Calcio, su juventus.com, 14 dicembre 2015.
  90. ^ Massimiliano Allegri vince la “Panchina d’Oro”, su juventus.com, 7 marzo 2016.
  91. ^ Fabio Russo, La Juve e il record: se batte l’Inter la eguaglia, su gazzanet.gazzetta.it, 14 febbraio 2016.
  92. ^ Jacopo Manfredi, Coppa Italia, Inter a un soffio dall'impresa: Juventus in finale solo ai rigori, su repubblica.it, 3 marzo 2016.
  93. ^ Alessandro Dinoia, Juventus: tra Coppa Italia e Serie A un record tira l’altro nel segno della famiglia Agnelli, su eurosport.com, 2 marzo 2016.
  94. ^ Complimenti al mister @officialAllegri per la vittoria numero 150 in @SerieA_TIM!, su twitter.com, Juventus Football Club, 9 aprile 2016.
  95. ^ Enrico Turcato, Vidal e la rivoluzione rischiosa, ma necessaria, della Juventus, su eurosport.com, 16 luglio 2015.
  96. ^ Lorenzo Vendemiale, Juventus, la rivoluzione dopo l’exploit. Per non ripetere l’Inter post triplete, su ilfattoquotidiano.it, 16 luglio 2015.
  97. ^ Simone Eterno, Dentro la crisi della Juventus: quando la storia di Allegri si ripete, su eurosport.com, 29 ottobre 2015.
  98. ^ Alberto Mauro, Juve, Allegri e la rivoluzione indolore. Un trionfo firmato Max, su gazzetta.it, 25 aprile 2016.
  99. ^ Andrea Ghislandi, Juve campione d'Italia, il capolavoro di Allegri, su sportmediaset.mediaset.it, 25 aprile 2016.
  100. ^ Timothy Ormezzano, Dall'imbattibilità alla rimonta: una stagione da record, su repubblica.it, 25 aprile 2016.
  101. ^ Alberto Mauro, Juventus, uno scudetto thrilling: dalla crisi iniziale al record di vittorie, su gazzetta.it, 25 aprile 2016.
  102. ^ Fabiana Della Valle, Fiorentina-Juventus 1-2: decide Morata, scudetto già domani?, su gazzetta.it, 24 aprile 2016.
  103. ^ Timothy Ormezzano, Juventus campione d'Italia: a Vinovo esplode la festa. Allegri: "Sono ancora più orgoglioso", su repubblica.it, 25 aprile 2016.
  104. ^ Andrea Tundo, Juventus campione d’Italia per la quinta volta consecutiva. Solo due precedenti: sempre la Signora e il Grande Torino, su ilfattoquotidiano.it, 25 aprile 2016.
  105. ^ I numeri di uno Scudetto da leggenda, su juventus.com, 25 aprile 2016.

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