UEFA Europa League

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UEFA Europa League
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione UEFA
Titolo UEFA Europa League Winner (vincitore della UEFA Europa League)
Cadenza Annuale
Apertura giugno (turni preliminari)
settembre (fase a gironi)
Chiusura maggio
Partecipanti 48 squadre[1]
Formula Eliminazione diretta + Fase a gironi + Eliminazione diretta
Sito Internet UEFA.com
Storia
Fondazione 1971
Detentore Siviglia
Record vittorie Siviglia (5)
Edizione in corso UEFA Europa League 2016-2017
UEFA Cup (adjusted).png
Trofeo o riconoscimento

La UEFA Europa League è una delle competizioni sportive organizzate dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA), la seconda per prestigio dopo la Champions League. Era nota fino al 2009 come Coppa UEFA, istituita nel 1971 dalla confederazione calcistica europea. Questo torneo, a sua volta, aveva preso il posto della Coppa delle Fiere, inizialmente disputata su invito e non per diritto acquisito da rappresentative di grandi città europee che ospitavano fiere commerciali. L'UEFA ha definito la Coppa delle Fiere come antenata della successiva Coppa UEFA/Europa League; tuttavia, non essendone stata l'organizzatrice, non è mai stata riconosciuta come manifestazione ufficiale dalla confederazione continentale. Per tale motivo la Coppa delle Fiere non viene inclusa neppure nelle statistiche riguardanti l'Europa League.

È riservata alle formazioni classificatesi, nei rispettivi campionati nazionali, immediatamente dopo quelle aventi diritto a partecipare alla Champions League. Dal 1999, in seguito all'abolizione della Coppa delle Coppe, ha inglobato anche le tradizionali partecipanti a questa competizione, ossia le vincitrici o finaliste delle varie coppe nazionali. Nel 2009, dopo trentotto edizioni, ne è stato modificato il format in seguito all'abolizione dell'Intertoto, dando vita all'Europa League che segue un modello più simile a quello della Champions League, allo scopo di rendere la competizione più spettacolare e maggiormente appetibile anche dal punto di vista dei diritti televisivi, nonché da parte degli sponsor.[2] Dal 2000, in luogo della scomparsa Coppa delle Coppe, la squadra vincitrice della competizione acquisisce inoltre il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFA contro la squadra detentrice della Champions League.

Il trofeo è stato vinto finora da ventisette società diverse, dodici delle quali hanno vinto il trofeo due o più volte. La squadra più titolata è il Siviglia, con cinque successi, formazione che ha disputato anche il maggior numero di finali (5), senza mai perdere. Il Siviglia inoltre è l'unica squadra che è stata capace di vincere la manifestazione per tre stagioni consecutive.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1970: origine ed evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Wiel Coerver, tecnico del Feyenoord, solleva il trofeo vinto nel 1973-1974.

La Coppa UEFA ebbe un'origine del tutto diversa dalle due competizioni europee maggiori, la Coppa dei Campioni e la Coppa delle Coppe. Creata sul calco della previgente Coppa delle Fiere (della quale ereditò il regolamento in vigore dal 1968-69), rispetto alle due coppe maggiori constava di un numero doppio di squadre partecipanti, di un turno in più, e di finale con andata e ritorno. Il numero di formazioni complessivamente spettante a una stessa nazione era stabilito preventivamente, da un minimo di una a un massimo di quattro, per principio e d'ufficio, assegnando quattro partecipanti all'Inghilterra, all'Italia e alla Germania Ovest. Poiché per parteciparvi non era necessario vincere una competizione nazionale, l'accesso alla coppa UEFA rappresentava un traguardo molto ambito soprattutto per quelle squadre che non erano in grado di competere per la vittoria del campionato o della coppa nazionale.

Pur mantenendo formalmente la formula a inviti della Coppa delle Fiere sino al 1979, anno di introduzione del coefficiente UEFA, ogni paese sceglieva di fatto di essere rappresentato dalle società che si fossero piazzate nei migliori posti dei campionati nazionali, fatta ovviamente eccezione per quelli aventi diritto, a qualsiasi titolo, a partecipare alla Coppa dei Campioni o alla Coppa delle Coppe (in particolare, oltre ai club campioni nazionali, quelli detentori delle coppe nazionali e le stesse eventuali detentrici dei trofei confederali). Tale aspetto decretava il posizionamento della Coppa UEFA come terza competizione europea per club in ordine di importanza: quando un club qualificatosi per una delle due competizioni maggiori si piazzava, nel proprio campionato nazionale, in posizione utile per partecipare alla Coppa UEFA, veniva effettuato uno scorrimento della classifica per riattribuire ad altra società della medesima nazione il diritto di partecipare alla competizione. Va sottolineato il fatto che all'Inghilterra, dove si disputavano due coppe nazionali (una organizzata dalla Federcalcio nazionale e l'altra dalla Lega di massima divisione), venne concesso il privilegio di iscrivere alla Coppa UEFA la vincitrice (ma, si badi bene, mai la finalista perdente) della seconda coppa nazionale, riducendo conseguentemente di una unità i posti assegnati mediante la classifica del campionato. Anche questa regola era inserita d'ufficio: ad altre nazioni in situazione analoga, come la Scozia, non fu mai concessa tale possibilità. Altra particolarità inglese fu il mantenimento fino al 1975 del puro regolamento della Coppa delle Fiere che prevedeva la partecipazione per città e non per squadre: per tale motivo, ad esempio, nel 1973 l'Arsenal non si qualificò in coppa nonostante il suo secondo posto in campionato e ciò perché Londra era già rappresentata dal Tottenham vincitore della Football League Cup.

La prima vincitrice fu il Tottenham nel 1972, nella finale tutta inglese con il Wolverhampton; l'unica italiana a vincere in questo periodo fu la Juventus nel 1977, in finale contro l'Athletic Bilbao, per la regola dei gol in trasferta.

Anni 1980 e 1990: affermazioni prestigiose, il dominio italiano[modifica | modifica wikitesto]

L'italiano Dino Zoff è stato il primo a vincere la Coppa UEFA sia da giocatore sia da allenatore, rispettivamente nel 1976-1977 e nel 1989-1990, in entrambi i casi con la Juventus.

Nel 1979 la UEFA introdusse il coefficiente per nazioni per assegnare i posti alle varie federazioni: subito applicato ai campionati, ebbe dunque effetto sulla coppa dal 1980. Gli anni 1980 videro l'affermarsi di grandi squadre, tra cui si segnalano i due successi consecutivi dei pluricampioni europei del Real Madrid nel 1985 e nel 1986 che rimarranno per lungo tempo gli unici in grado di vincere la competizione per due volte consecutive: soltanto i connazionali del Siviglia saranno in grado di farcela a loro volta più di venti anni dopo.

Dalla fine degli anni 1980 e per tutti gli anni 1990 si ha un dominio delle squadre italiane nella manifestazione che tra il 1989 e il 1999 viene vinta per ben 8 volte su 11 da squadre militanti nel campionato italiano (con un totale di 14 presenze in finale), e solo la finale del 1996 non vede presente nemmeno una squadra italiana. Fu il Napoli di Diego Armando Maradona ad aprire questo periodo d'oro, battendo in finale i tedeschi dello Stoccarda. Nel 1990 è addirittura tutta italiana la finale, la prima di una serie di quattro (1990, 1991, 1995, 1998), in cui la Juventus ha la meglio sulla Fiorentina.

Nel 1991 è invece l'Inter ad aggiudicarsi l'ultimo atto contro la Roma, in un'edizione che vede l'arrivo di ben quattro squadre italiane ai quarti: oltre alle due finaliste giungono infatti tra le prime otto anche Atalanta e Bologna. Nel 1992 è invece l'Ajax a vincere, dopo aver eliminato il Genoa in semifinale e il Torino in finale (2-2 a Torino, 0-0 ad Amsterdam). Successi ancora per Juventus e Inter rispettivamente nel 1993 e nel 1994, tre anni dopo i loro più recenti trionfi nella competizione: sono Borussia Dortmund e Austria Salisburgo a cedere il passo, in edizioni che vedono ancora ottimi risultati per le italiane, in particolare nel 1994 con la Juventus eliminata ai quarti dal Cagliari che verrà eliminato a sua volta dall'Inter in semifinale.

L'italiano Beppe Bergomi, con 96 partite giocate, è il recordman di presenze nella manifestazione.

È invece il Parma di Nevio Scala a vincere nel 1995 in una finale ancora una volta tutta italiana con la Juventus; bene anche la Lazio che in questa edizione giunge ai quarti. La squadra emiliana non poté però difendere il titolo nella stagione successiva: in quanto finalista perdente di Coppa Italia contro la Juventus realizzatrice dell'accoppiata scudetto e Coppa Italia, venne infatti iscritta in Coppa delle Coppe. Il 1996 non è all'altezza delle stagioni precedenti per le italiane, con Roma e Milan che non vanno oltre ai quarti. Nel 1997 l'Inter sfiora la terza affermazione in pochi anni, perdendo in finale contro lo Schalke 04 ai rigori, nell'ultima edizione con finale su andata e ritorno. I nerazzurri vincono la coppa nella stagione successiva nella quarta finale tutta italiana in meno di dieci anni, questa volta contro la Lazio imponendosi per 3-0 nella gara unica al Parco dei Principi. Nel 1999 è invece il Parma, per la seconda volta dopo il trionfo di quattro anni prima, ad aggiudicarsi il trofeo battendo in finale l'Olympique Marsiglia che aveva eliminato il Bologna per la regola dei gol in trasferta, dopo due pareggi, partito dall'Intertoto, in semifinale; bene anche la Roma che giunge ai quarti. Questa è attualmente l'ultima vittoria italiana nella competizione, nonché l'ultima finale disputata da un club italiano.

Anni 2000: fusione con la Coppa delle Coppe[modifica | modifica wikitesto]

Con l'allargamento della Champions League fino a quattro squadre per le prime 3 nazioni del ranking, nel 1999 la Coppa delle Coppe viene abolita e si fonde con la Coppa UEFA che vede aumentare il numero delle squadre partecipanti. Nazioni come l'Inghilterra, la Spagna e l'Italia si trovano spesso a qualificare con successo quattro squadre alla Champions e a relegare quindi in Coppa UEFA le quinte e seste classificate e la vincitrice della coppa nazionale che però non di rado risulta già qualificata in Champions così come la finalista perdente, mandando quindi in UEFA la settima classificata. A partire dalla stagione 2004-05 viene anche introdotta una fase a gironi dopo il primo turno, per emulare le modalità della Champions League. A differenza del precedente, questo decennio non riserva gloria alle squadre italiane: gli scarsi risultati conseguiti causano la discesa di alcune posizioni nel ranking. Il massimo traguardo raggiunto sono le semifinali, cui partecipano le due milanesi nel 2002, la Lazio nel 2003, il Parma nel 2005 e la Fiorentina nel 2008.

Nel corso degli anni salgono alla ribalta internazionale, anche solo arrivando in finale, realtà emergenti: spicca su tutti l'esempio del Siviglia, che mette in fila due vittorie nel 2006 e 2007 (impresa riuscita in precedenza solo al Real Madrid), i cui soli altri trofei risalivano agli anni 1940 e, in misura minore, il Porto che, allenato da Mourinho, torna al successo europeo dopo sedici anni nel 2003 andando poi l'anno successivo a migliorarsi vincendo la Champions League e l'Intercontinentale. Solo due squadre (Liverpool e Feyenoord) avevano già raggiunto la finale UEFA e per sette squadre questo traguardo rappresentava la prima finale europea in assoluto; di queste, solamente Middlesbrough e Deportivo Alavés non sono riuscite a festeggiare la vittoria.

Si assiste anche a una rinascita delle squadre dell'est europeo, che avevano raggiunto i migliori risultati con i successi dello Slovan Bratislava nel 1969, del Magdeburgo nel 1974 (all'epoca squadra della Germania Est), della Dinamo Kiev nel 1975 e nel 1986, e della Dinamo Tbilisi nel 1981 in Coppa delle Coppe, e con la vittoria dello Steaua Bucureşti in Coppa dei Campioni nel 1986, grazie prevalentemente all'arrivo di grandi magnati che investono su una singola squadra (come le ultime due vincitrici del decennio, Zenit San Pietroburgo nel 2008 e Šakhtar nel 2009).

La riforma del 2009: dalla Coppa UEFA all'Europa League[modifica | modifica wikitesto]

Gli spagnoli del Siviglia, per cinque volte vincitori all'inizio del III millennio, sono i più titolati nell'albo d'oro della coppa.

Le riforme delle competizioni europee volute dal presidente dell'UEFA, Michel Platini, hanno inciso sulla seconda manifestazione continentale per club in maniera più profonda che non sulla UEFA Champions League, a cominciare dalla denominazione che, dopo trentotto anni, diviene UEFA Europa League. Le gare vengono inoltre programmate il giovedì con cadenza fissa: fa eccezione la finale, disputata di mercoledì.

La lista di accesso è stata quasi completamente uniformata e prevede un numero fisso, indipendente dal ranking, di tre squadre per ogni nazione di cui una la vincitrice della coppa nazionale, se non ammessa in Champions. Solo sei nazioni sfuggono alla suddetta regola: da un lato la settima, l'ottava e la nona del ranking che godono di una quarta società ammessa, e dall'altro i microstati di Repubblica di San Marino e Andorra con due società, e il Liechtenstein che, non avendo un proprio campionato, qualifica unicamente la detentrice della coppa nazionale. Tre società premiate per il loro fair play guadagnano anch'esse un pass per la manifestazione a prescindere dal limite di squadre, per cui un paese può anche arrivare a più squadre qualificate.

Mentre inizialmente nessuna squadra, eccetto l'eventuale detentrice non qualificatasi per la Champions League, era esentata dai preliminari, dalla stagione 2012-2013 le squadre vincenti della coppa nazionale delle prime sei nazioni del ranking UEFA vanno direttamente alla fase a gironi. I preliminari si strutturano su quattro turni. Il turno di accesso, differenziato anche fra squadre della stessa nazione, dipende dalla posizione nel ranking della federazione. All'ultimo turno preliminare hanno accesso anche le perdenti del penultimo turno di qualificazione alla Champions, mentre le dieci società che falliscono all'ultimo gradino l'ingresso nella massima competizione continentale entrano direttamente nella fase a gironi di Europa League.

Il colombiano Radamel Falcao detiene il primato di reti (17) in una singola edizione del torneo, stabilito nel 2010-2011.

Questo percorso individua le 48 squadre (31 coi preliminari, 10 eliminate dalla Champions League e le 7 ammesse direttamente) che danno vita alla fase a gironi, mutuata nella sua struttura da quella di Champions. Alle ventiquattro qualificate (prime due di ogni girone) si aggiungono poi le terze dei gruppi di Champions League, e a questo punto la competizione continua a eliminazione diretta, fino alla finale in gara unica con sede predefinita. I diritti televisivi sono venduti direttamente dall'UEFA con scadenze triennali, eccezion fatta per i turni preliminari che sono gestiti dalle singole società ospitanti.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Il regolamento della UEFA Europa League ha subito, nel corso degli anni, varie trasformazioni. Attualmente, come recita il regolamento ufficiale dell'UEFA,[3] essa è riservata alle squadre piazzatesi alle spalle dei qualificati alla Champions League e alle vincitrici delle rispettive Coppe nazionali, della Coppa di Lega inglese e della Coppa di Lega francese.[4] Inoltre sono qualificate all'Europa League le squadre che non superano il terzo e il quarto turno preliminare di qualificazione della Champions e le terze classificate della fase a gironi, eliminate quindi della stessa competizione.

Il turno di accesso, differenziato anche fra squadre della stessa nazione, dipende dal coefficiente UEFA – una classifica che tiene conto dei risultati maturati nelle precedenti cinque stagioni dalle squadre di una nazione in tutte le competizioni europee – della propria federazione. All'ultimo turno preliminare avranno accesso anche le perdenti del penultimo turno di qualificazione alla Champions League, mentre le società che falliranno all'ultimo gradino l'ingresso nella massima competizione continentale entrano direttamente nella fase a gironi della Europa League.

Vista d'insieme della cerimonia d'apertura della finale del 2012

Al termine dei quattro turni preliminari, da svolgersi con gare di andata e ritorno e a eliminazione diretta, sono individuate 22 delle 48 squadre che danno vita alla fase eliminatoria, strutturata su dodici gironi da quattro squadre ciascuno e con gare di andata e ritorno, su un calendario e regolamento identici a quelli dei gironi di Champions. Le prime due classificate di ciascun girone accedono alla fase finale a eliminazione diretta. Alle ventiquattro qualificate si aggiungono le terze classificate degli otto gironi delle eliminatorie della Champions League, per un totale di 32 club in lizza. La competizione prevede la disputa di sedicesimi di finale, ottavi di finale, quarti di finale e semifinali ad andata e ritorno, mentre la finale è in gara unica.

La prima finale in partita unica fu disputata a Parigi nel 1998 e vide l'Inter prevalere sulla Lazio per 3-0. Prima di questa novità, la finale e tutte le partite a eliminazione diretta prevedevano in caso di pareggio la regola dei gol fuori casa, ed eventualmente tempi supplementari e tiri di rigore. Queste regole tuttora valgono per quei turni che prevedono l'eliminazione diretta.

La classica formula prevedeva invece 64 squadre che si affrontavano in turni di andata e ritorno, trentaduesimi, sedicesimi, ottavi, quarti, semifinali e finali: partecipavano alla Coppa UEFA le squadre immediatamente classificatesi alle spalle della squadra campione nazionale eccetto la vincitrice della coppa domestica, e il numero di squadre per federazione era determinato, dall'edizione 1980-1981, dal coefficiente UEFA, mentre in precedenza era ancora vigente il regolamento ereditato dalla Coppa delle Fiere, il quale prevedeva l'assegnazione d'ufficio dei posti alle federazioni, dando per principio quattro posti alla Germania Ovest, all'Inghilterra e all'Italia.[5] Dopo il 1980, invece, federazioni come la Germania, l'Inghilterra, la Spagna e l'Italia, in ragione dei risultati delle proprie squadre nelle competizioni europee, hanno storicamente avuto sempre almeno due, se non spesso tre o quattro squadre, in tale competizione.

Come parte del cerimoniale che precede tutte le sfide di Europa League, è presente il logo della manifestazione al centro del campo.

Fino al 2009 valeva per la UEFA il principio della Champions: dopo cinque trofei vinti o dopo tre di fila viene lasciata alla squadra vincitrice l'originale della coppa. Dal 2010, questo principio non vale più. Nessuna squadra ha ottenuto questo record fino al cambio di denominazione: il Siviglia ha raggiunto questo risultato nel 2016, arrivando a cinque vittorie complessive, le ultime tre consecutive.[6] Dal 2014 l'UEFA ha approvato alcune modifiche nel regolamento della competizione.[7] La principale novità, in vigore dall'edizione 2014-2015, riguarda l'accesso in Champions League per la vincitrice dell'Europa League:[8][9] a essa verrà riservato un posto nel turno preliminare, con tuttavia il privilegio di poter accedere direttamente ai gironi qualora i detentori della Champions, come spesso accade, si siano già qualificati a tale fase tramite il piazzamento nel proprio campionato nazionale.[10]

Dall'edizione 2015-2016, poi, tutte le federazioni sono dotate di una fornitura fissa di tre posti nella competizione. Viene quindi eliminato il privilegio di approntare quattro club a favore delle federazioni numero 7, 8 e 9 del coefficiente UEFA.[11] Infine, viene ampliato ai vincitori delle dodici più prestigiose coppe nazionali il diritto di entrare in gioco direttamente nella fase a gironi, privilegio che viene inoltre garantito anche alle migliori piazzate nei campionati delle quattro principali federazioni.[12] Dall'edizione 2016-2017, inoltre, non vengono più assegnati i tre posti aggiuntivi al primo turno preliminare, precedentemente previsti per le prime tre nazioni classificate annualmente in base al fair play ranking; alle federazioni vincitrici di tale classifica vengono ora consegnati dei corrispondenti premi in denaro.

Trofeo[modifica | modifica wikitesto]

Il trofeo, che pesa 15 kg, è in argento, senza manici, e poggia su una base di marmo giallo. È stato disegnato da Silvio Gazzaniga e realizzato dai laboratori Bertoni di Milano per la finale del 1972 per un costo di 23 000 euro. Dalla base di marmo si diparte un gruppo di giocatori che sembrano lottare per raggiungere il pallone e la dicitura COUPE UEFA. Di fatto essi sostengono la coppa ottagonale che riporta l'emblema dell'UEFA. Ogni squadra che vince la competizione per tre volte consecutive o cinque alterne ha, inoltre, il diritto di esporre sulle maglie di gioco un multiple-winner badge: tale diritto è stato acquisito dal Siviglia nella stagione 2015-16.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Albo d'oro della UEFA Europa League.

Vittorie per squadra[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Vittorie Finali perse
Spagna Siviglia 5 0
Italia Juventus 3 1
Italia Inter 3 1
Inghilterra Liverpool 3 1
Germania Borussia M'gladbach 2 2
Inghilterra Tottenham 2 1
Spagna Real Madrid 2 0
Svezia IFK Göteborg 2 0
Italia Parma 2 0
Squadra Vittorie Finali perse
Paesi Bassi Feyenoord 2 0
Portogallo Porto 2 0
Spagna Atlético Madrid 2 0
Belgio Anderlecht 1 1
Paesi Bassi PSV 1 0
Germania E. Francoforte 1 0
Inghilterra Ipswich Town 1 0
Germania Bayer Leverkusen 1 0
Italia Napoli 1 0
Squadra Vittorie Finali perse
Paesi Bassi Ajax 1 0
Germania Bayern Monaco 1 0
Germania Schalke 04 1 0
Turchia Galatasaray 1 0
Spagna Valencia 1 0
Russia CSKA Mosca 1 0
Russia Zenit S. Pietroburgo 1 0
Ucraina Šachtar 1 0
Inghilterra Chelsea 1 0

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fase a gironi; le partecipanti totali sono 193.
  2. ^ La Coppa UEFA diventa UEFA Europa League, uefa.com, 26 settembre 2008. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  3. ^ Formula 2013/14, uefa.com, 30 agosto 2013. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  4. ^ Dal 2016 è stata abolita la possibilità per tre squadre europee distintesi nel fair play ranking di essere ammesse al primo turno preliminare. [1]
  5. ^ In realtà la Coppa UEFA 1971-1972 vedeva, conformemente alla Coppa delle Fiere 1970-1971, quattro partecipanti anche per la Spagna. Al momento del passaggio alla nuova coppa nel 1971, tuttavia, la UEFA si trovò nella necessità di ridurre l'egemonia delle quattro principali federazioni onde far spazio alle rappresentanti dell'Unione Sovietica, l'unica rilevante nazione che non aveva aderito al comitato della Coppa delle Fiere. La sacrificata fu la Spagna che scese a tre posti sia perché, delle quattro federazioni, era quella che di gran lunga aveva ottenuto i risultati sportivi più scarsi nel precedente quinquennio, sia soprattutto per motivi politici data l'aperta ostilità delle federazioni del blocco comunista contro il paese iberico, all'epoca ancora retto da un governo fascista.
  6. ^ La Coppa UEFA è organizzata come competizione ufficiale per club dall'UEFA dalla stagione 1971-1972. La competizione che l'ha preceduta, la Coppa delle Fiere (dal 1958 al 1971), organizzata da un apposito comitato fino al 1971, anno in cui si giocò la gara per la assegnazione definitiva del trofeo tra il Barcellona e il Leeds United, non fu gestita dalla UEFA, cfr. (EN) UEFA Cup: All-time finals, uefa.com, 30 giugno 2005. URL consultato il 27 febbraio 2014..
  7. ^ Bonus per i vincitori della UEFA Europa League, uefa.com, 24 maggio 2013. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  8. ^ Si specifica che la regola, come ogni norma UEFA, è stata immediatamente applicativa, e quindi usufruibile a partire dalla vincitrice dell'UEFA Europa League 2014-2015.
  9. ^ Conseguenza implicita è stata ovviamente la cancellazione del posto di diritto nei gironi di Europa League a favore dei detentori in carica.
  10. ^ Nel precedente sistema, nel caso in cui si verificasse tale evenienza, il posto nei gironi passava ai campionati della federazione numero 13 del coefficiente UEFA: tale possibilità non verrà comunque esclusa anche in futuro, e si avvererà se entrambi i vincitori delle due coppe europee, come accaduto nel 2013, si qualifichino ai gironi già attraverso i loro campionati.
  11. ^ In pratica, tutte le federazioni dal posto 7 al posto 12 hanno lo stesso trattamento nelle coppe.
  12. ^ Si introduce quindi un piccolo decalage di preliminari all'interno del gruppo delle federazioni di seconda fascia, quelle abilitate a iscrivere sei club complessivi nelle coppe. La federazione 5 infatti, rispetto alla 4, non ha questo nuovo accesso diretto in UEL per la propria quarta classificata, mentre permane per la federazione 6, rispetto alla 5, l'obbligo di un doppio preliminare in Champions League per la propria terza classificata.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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