Sport-Verein Werder von 1899

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Sport-Verein Werder von 1899
Calcio Football pictogram.svg
Logo werder brema.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Verde e Bianco separati da una striscia Arancione.png Bianco-verde
Dati societari
Città Bremen Wappen(Mittel).svg Brema
Nazione Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1899
Rifondazione 1919
Presidente Germania Klaus-Dieter Fischer
Allenatore Ucraina Viktor Skrypnyk
Stadio Weserstadion
(43.500 posti)
Sito web www.werder.de
Palmarès
Meisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacoppe.png UEFA - Intertoto.svg
Titoli di Germania 4
Trofei nazionali 6 Coppe di Germania
3 Supercoppe di Germania
1 Coppa di Lega tedesca
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Coppe Intertoto
Si invita a seguire il modello di voce

Lo Sport-Verein Werder von 1899[1] (Unione Sportiva Werder del 1899), meglio noto come Werder Brema, è una società calcistica tedesca con sede a Brema, nel nord-ovest del paese. Attualmente gioca nella Bundesliga.

Il club fu fondato nel 1899 come FV Werder da un gruppo di studenti sedicenni che avevano vinto un sostanzioso premio sportivo. Il nome deriva dalla parola del dialetto tedesco (per la verità poco usata) Werder ("isola del fiume"), con riferimento al campo in cui giocarono per la prima volta i ragazzi e che era situato lungo la riva del fiume.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dai primi anni alla Bundesliga[modifica | modifica wikitesto]

Il Weserstadion nel 1928

Il Werder viene fondato il 4 febbraio 1899 come Fußballverein Werder, e inizia a giocare in ambito locale. Nel 1920 il club cambia nome in Sport-Verein Werder Bremen, ed inizia ad interessarsi anche ad altri sport.

Negli anni trenta la squadra gioca nella Gauliga Niedersachsen, secondo la riforma voluta dalla Germania nazista. I bianco-verdi vincono questo campionato per quattro volte, nel 1934, nel 1936, nel 1937 e nel 1942. A queste vittorie regionali fanno seguito negli stessi anni altrettante partecipazioni alla fase nazionale; qui la squadra viene eliminata nei quarti di finale nell'edizione 1941-1942, e non riesce ad andare oltre il girone eliminatorio nelle altre occasioni.

Nel dopoguerra il calcio tedesco rimane sempre organizzato in due fasi: il Werder partecipa all'Oberliga Nord dove, dalla fine degli anni cinquanta si classifica regolarmente secondo, sempre dietro l'Amburgo; questi piazzamenti consentono alla squadra di partecipare al campionato nazionale, senza però riuscire ad andare oltre la prima fase. In questo periodo, però, i bianco-verdi conquistano la DFB-Pokal 1960-1961 dopo aver battuto il Kaiserslautern in finale. Grazie a questo successo la squadra partecipa alla Coppa delle Coppe 1961-1962: è eliminata nei quarti di finale dai futuri campioni dell'Atlético Madrid.

Dalla nascita della Bundesliga agli anni 80[modifica | modifica wikitesto]

Un cambiamento importante si verifica nella stagione 1963-1964, con la nascita della Bundesliga: viene cioè creato un unico girone che raccoglie tutte le migliori squadre del Paese, cosa che avviene già in tutti i principali campionati europei. Il Werder conclude la prima edizione del nuovo campionato al decimo posto, ma già l'anno successivo conquista il suo primo titolo. Nella stagione successiva c'è poi la partecipazione alla Coppa dei Campioni 1965-1966: qui i tedeschi passano facilmente il primo turno, che li vede opposti ai ciprioti dell'Apoel Nicosia; sono però eliminati negli ottavi dai futuri finalisti del Partizan Belgrado. In seguito la squadra ottiene un secondo posto nel campionato 1967-1968: questo è l'ultimo acuto prima dell'inizio di un periodo che trascorre senza grandi soddisfazioni.

Negli anni settanta, infatti, la squadra si classifica sempre nella metà inferiore della graduatoria, nonostante la presenza in rosa di Horst-Dieter Höttges, campione europeo nel 1972 e campione del mondo nel 1974 con la Nazionale tedesca. Nel 1980 la squadra si classifica al penultimo posto, e viene così retrocessa in Zweite Bundesliga.

L'era Rehhagel[modifica | modifica wikitesto]

Otto Rehhagel nel 2010

Ad ogni modo il purgatorio tra i cadetti dura una sola stagione; questo anche grazie alla presenza dell'allenatore Otto Rehhagel, che nell'aprile del 1981 viene chiamato alla guida della squadra. Il tecnico guida il Werder all'immediata riconquista della Bundesliga, campionato in cui, dopo appena due anni si classifica secondo. In rosa c'è anche il capocannoniere del torneo, Rudi Völler, che a fine anno riuscirà ad entrare nella classifica del Pallone d'oro, e non sarà quella l'unica volta. I tedeschi partecipano nella stessa stagione anche alla Coppa UEFA, ed arrivano agli ottavi; sono qui eliminati dal Dundee United. Negli anni a seguire la squadra, con in organico giocatori come Frank Neubarth, Dieter Eilts, Uwe Reinders, Bruno Pezzey, Miroslav Votava e Manfred Burgsmüller ottiene altri due secondi posto in campionato, nelle stagioni 1984-1985 e 1985-1986. Tuttavia, in campo europeo i tedeschi non riescono mai ad avanzare oltre il primo turno della Coppa UEFA.

La stagione 1987-1988 è da ricordare: il Werder, a cui si aggiunge anche Karl-Heinz Riedle, può festeggiare la vittoria del secondo titolo tedesco, a ventitré anni di distanza dal primo. Anche in Coppa UEFA viene conseguito un buon risultato, il raggiungimento delle semifinali. Già nei sedicesimi la squadra è chiamata ad una rimonta contro lo Spartak Mosca: i sovietici vincono infatti la partita di andata per 4-1, ma il passaggio agli ottavi è garantito dalla vittoria per 6-2 nella gara di ritorno, alla fine dei tempi supplementari. In seguito i tedeschi hanno la meglio anche sul Verona nei quarti, ma vengono sconfitti dai connazionali del Bayer Leverkusen poi campioni nel turno successivo. La stagione 1988-1989 si apre invece con la conquista della Supercoppa di Germania, e in seguito il Werder partecipa alla Coppa dei Campioni. Qui è subito necessaria un'altra rimonta, contro i cugini della Dinamo Berlino: questi vincono infatti la partita di andata in Germania Est per 3-0, ma sono sconfitti 5-0 in quella di ritorno. Nel turno successivo i bianco-verdi eliminano anche il Celtic, ma la loro corsa si arresta nei quarti: fatale è l'incontro con i futuri campioni del Milan.

Coppa delle Coppe 1991-1992

Un'altra partecipazione da ricordare è quella alla Coppa UEFA 1989-1990, dove Riedle è capocannoniere. Il Werder sconfigge nel suo cammino anche i campioni in carica del Napoli capitanato da Diego Armando Maradona, ma viene eliminato in semifinale dalla Fiorentina. Nella stagione successiva, invece, la squadra raggiunge per il terzo anno consecutivo la finale della DFB-Pokal. Qui, a differenza delle due volte precedenti riesce a conquistare il trofeo, sconfiggendo il Colonia ai calci di rigore.

Il Werder partecipa così alla Coppa delle Coppe 1991-1992, e raggiunge la prima finale continentale. Il 6 maggio 1992 a Lisbona i tedeschi trovano di fronte il Monaco di Arsène Wenger, squadra che annovera tra le sue fila anche il futuro Pallone d'oro George Weah. L'incontro finisce 2-0 per il Werder, grazie alle reti segnate da Klaus Allofs e da Wynton Rufer; in questo modo viene conquistato il prestigioso trofeo. Nella stagione 1992-1993 la squadra, rinforzata dagli arrivi di Andreas Herzog e Marco Bode gioca la Supercoppa UEFA, ma è sconfitta dai campioni d'Europa del Barcelona; la stagione viene tuttavia conclusa trionfalmente con la conquista del terzo titolo tedesco. Nella successiva partecipazione alla Champions League Wynton Rufer diventa capocannoniere, ma i bianco-verdi non superano la fase a gruppi, dopo essersi classificati terzi alle spalle di Milan e Porto. Intanto ad inizio stagione era arrivata la seconda supercoppa tedesca, a cui fa seguito la terza nel 1994, quest'ultima disputata in seguito alla vittoria della DFB-Pokal 1993-1994. Il Werder conquista anche un secondo posto nella Fußball-Bundesliga 1994-1995, e Mario Basler si laurea capocannoniere; a questo punto però, nell'estate 1995, Rehhagel lascia la squadra.

L'era Schaaf[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Schaaf nel 2009

La sostituzione di Rehhagel è travagliata: nelle successive quattro stagioni si avvicendano altrettanti tecnici, tra cui Felix Magath, ma il club non ottiene risultati significativi. Nel maggio del 1999 la dirigenza assume Thomas Schaaf, proprio in sostituzione di Magath. Schaaf, ex bandiera della squadra, guida i bianco-verdi alla salvezza in campionato, e poche settimane dopo alla vittoria della DFB-Pokal 1998-1999. La stagione successiva vede un Werder migliore in attacco, inoltre fa registrare il miglior risultato nelle competizioni europee degli ultimi anni, i quarti di finale in Coppa UEFA. In questa edizione la squadra è protagonista di un'impresa nei sedicesimi, quando ribalta con un 4-0 il 3-0 subito nella partita di andata contro il Lione. Nel turno successivo viene eliminato anche il Parma, ma il cammino termina dopo l'incontro con l'Arsenal. Tuttavia la squadra è a corto di energie a fine stagione, e viene nettamente battuta nella finale della DFB-Pokal 1999-2000 dal Bayern Monaco. Nelle tre stagioni seguenti il Werder riesce a migliorare gradualmente il proprio rendimento, riuscendo a terminare il campionato nella prima metà della graduatoria.

Schaaf ottiene un traguardo importante nella stagione 2003-2004, quando conquista il double: vince cioè sia il campionato che la coppa. Tra i protagonisti della stagione c'è sicuramente l'attaccante brasiliano Aílton, capocannoniere della Bundesliga con 28 gol. Nella stagione successiva la squadra partecipa alla Champions League, dove si classifica seconda nel girone alle spalle dell'Inter; viene tuttavia sconfitta con un pesante 10-2 dal Lione negli ottavi. Anche nella Champions League 2005-2006 i bianco-verdi arrivano agli ottavi: terminano il girone a pari punti con l'Udinese, ma si qualificano per la miglior differenza reti. Vengono poi eliminati dalla Juventus nuovamente negli ottavi, ma a fine stagione conquistano il secondo posto in campionato.

Un nuovo trofeo viene conquistato nell'agosto 2006, la Coppa di Lega tedesca, vinta dopo aver sconfitto a Lipsia il Bayern Monaco per 2-0. In campionato la squadra si laurea campione d'inverno, anche se poi a fine stagione arriverà "solo" un terzo posto; va meglio nella stagione 2007-2008, dove viene conquistato invece il secondo posto. In campo internazionale, invece, i tedeschi partecipano sempre alla Champions League, ma dopo la fase a gironi si ritrovano in Coppa UEFA; questo accade in tre stagioni consecutive. Nella seconda manifestazione continentale vengono però ottenuti dei buoni risultati: la semifinale nell'edizione 2006-2007, dove la squadra è sconfitta dall'Espanyol, mentre nell'edizione 2008-2009 i tedeschi, dopo aver avuto la meglio su Milan e Udinese giungono in finale. Questa si disputa il 20 maggio 2009 ad Istanbul, e vede opposti ai tedeschi lo Shakhtar Donetsk; gli ucraini vincono però l'incontro 2-1 ai tempi supplementari, e conquistano quindi il trofeo. A questo buon risultato internazionale fa da contraltare il decimo posto in campionato, peggior risultato dell'ultimo decennio; come consolazione arriva però la DFB-Pokal 2008-2009, vinta dopo aver sconfitto il Bayer Leverkusen in finale.

Nella stagione 2009-2010 la squadra di Schaaf riparte senza Diego, ceduto nella sessione di calciomercato estivo alla Juventus, ma forte degli acquisti di Marko Marin e di Claudio Pizarro, quest'ultimo già ottenuto in prestito nella precedente stagione ma ora prelevato a titolo definitivo dal Chelsea, e del ritorno di Tim Borowski. In campionato si inizia tuttavia con la sconfitta 2-3 contro l'Eintracht Frankfurt, ma alla fine arriva un buon terzo posto. Sempre in ambito nazionale la squadra raggiunge per il secondo anno consecutivo la finale della DFB-Pokal, ma viene sconfitta nettamente dal Bayern Monaco. In Europa League, invece, il Werder si deve arrendere negli ottavi al Valencia solo grazie alla regola dei gol fuori casa; tuttavia Pizarro è il miglior marcatore.

Il Werder, dopo aver perso Hugo Almeida e Mesut Özil nella sessione di calciomercato, affronta la Sampdoria nel playoff della Champions League 2010-2011. I blucerchiati vengono battuti 3-1 nell'incontro casalingo, ma nel ritorno a Genova si portano sul 3-0 in proprio favore. A tempo ormai scaduto i tedeschi riescono però a segnare il 3-1, che li porta ai tempi supplementari, e poi agguantano la qualificazione grazie ad un gol di Pizarro. Sono poi inseriti in un gruppo comprendente anche Tottenham, Inter e Twente, ma si classificano quarti e vengono eliminati; in campionato arriva un quattordicesimo posto finale. Nella stagione successiva, invece, la squadra si trova spesso a competere per la qualificazione all'Europa League, ma nel girone di ritorno accusa un calo e finisce in nona posizione. La stagione 2012-2013 inizia senza Pizarro, e viene terminata con un quattordicesimo posto in campionato; a questo punto Schaaf lascia la panchina del club.

All'inizio della stagione 2013-2014 viene quindi assunto Robin Dutt come nuovo allenatore, che porta la squadra, a fronte di vari importanti addii nella rosa, al dodicesimo posto della classifica.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Sport-Verein Werder von 1899
  • 1899: fondazione del club
  • 1902-03 ·
  • 1903-04 ·
  • 1904-05 ·
  • 1905-06 ·
  • 1906-07 ·
  • 1907-08 ·
  • 1908-09 ·
  • 1909-10 ·

  • 1910-11 ·
  • 1911-12 ·
  • 1912-13 ·
  • 1913-14 ·
  • 1915-16
  • 1916-17
  • 1917-18
  • 1918-19
  • 1919-20 ·

  • 1920-21 ·
  • 1921-22 ·
  • 1922-23 ·
  • 1923-24 ·
  • 1924-25 ·
  • 1925-26 ·
  • 1926-27 ·
  • 1927-28 ·
  • 1928-29 ·
  • 1929-30 ·

3º nel gruppo B.
  • 1934-35 · 2º in Gauliga Niedersachsen.
  • 1935-36 Vince la Gauliga Niedersachsen.
2º nel gruppo B.
  • 1936-37 Vince la Gauliga Niedersachsen.
2º nel gruppo B.
  • 1937-38 · 3º in Gauliga Niedersachsen.
  • 1938-39 · 4º in Gauliga Niedersachsen.
  • 1939-40 · 2º in Gauliga Niedersachsen-Nord.

  • 1940-41 · 2º in Gauliga Niedersachsen-Nord.
  • 1941-42 Vince la Gauliga Niedersachsen-Nord.
eliminato nei quarti di finale.
  • 1942-43 · 2º in Gauliga Weser-Ems.
  • 1943-44 · 4º in Gauliga Weser-Ems Gruppe Bremen.
  • 1944-45
  • 1945-46
  • 1946-47
  • 1947-48 · 5º in Oberliga Nord.
eliminato nei quarti di finale.
  • 1948-49 · 8º in Oberliga Nord.
  • 1949-50 · 4º in Oberliga Nord.

  • 1950-51 · 6º in Oberliga Nord.
  • 1951-52 · 7º in Oberliga Nord.
  • 1952-53 · 3º in Oberliga Nord.
  • 1953-54 · 5º in Oberliga Nord.
  • 1954-55 · 4º in Oberliga Nord.
  • 1955-56 · 6º in Oberliga Nord.
  • 1956-57 · 5º in Oberliga Nord.
  • 1957-58 · 7º in Oberliga Nord.
  • 1958-59 · 2º in Oberliga Nord.
4º nel gruppo 1.
2º nel gruppo 2.

2º nel gruppo 2.
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (1º titolo).
Eliminato nella partita di qualificazione per il campionato nazionale.
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.
Eliminato nella partita di qualificazione per il campionato nazionale.
  • 1963-64 · 10º in Bundesliga.
  • 1964-65 Meisterschale.png Campione della Germania Ovest (1º titolo).
  • 1965-66 · 4º in Bundesliga.
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.


Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
  • 1987-88 Meisterschale.png Campione della Germania Ovest (2º titolo).
Semifinalista nella Coppa UEFA.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (1º titolo).
Eliminato negli quarti della Coppa dei Campioni.
Finalista nella DFB-Pokal.
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Finalista nella DFB-Pokal.

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (2º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe.
  • 1992-93 Meisterschale.png Campione di Germania (3º titolo).
Sconfitto nella Supercoppa UEFA
Eliminato negli ottavi della Coppa delle Coppe.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (2º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (3º titolo).
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (3º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa delle Coppe.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Coppa Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (4º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Finalista nella DFB-Pokal.

Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
  • 2003-04 Meisterschale.png Campione di Germania (4º titolo).
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (5º titolo).
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Champions League.
DFB-Ligapokal.svg Vince la DFL-Ligapokal
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Finalista nella Coppa UEFA.
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (6º titolo).
Eliminato negli ottavi dell'Europa League.
Finalista nella DFB-Pokal.

Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori della maglia del Werder Brema nella stagione 2015-2016 sono il verde acqua, il principale, e il bianco, che compare sulle spalle e sulle maniche; in alto a sinistra compare lo stemma del club. Sempre nello stesso verde sono i calzoncini e i calzettoni[2].

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Werder Brema è composto da un rombo verde bordato di bianco con all'interno una W bianca.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno del club si intitola Lebenslang Grün-Weiß.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Weserstadion.
L'interno del Weserstadion

Il Werder Brema gioca le partite casalinghe nel Weserstadion, che può contenere fino a 42.500 spettatori.

L'impianto, costruito nel 1924, sorge vicino al fiume Weser da cui prende il nome. Ospita al suo interno un ristorante e, dal 2004 anche il Wuseum, un museo che raccoglie molti cimeli della squadra[3]. Nel 2008 è stato invece oggetto di numerosi lavori di ammodernamento; fra questi figurano il rifacimento della copertura e la posa di pannelli solari oltre alla ricostruzione delle curve, che fanno assumere al Weserstadion l'attuale forma rettangolare[4].

Società[modifica | modifica wikitesto]

[modifica | modifica wikitesto]

La società ha avuto i segunti sponsor[5]:

Logo werder brema.png
Cronologia degli sponsor tecnici
Logo werder brema.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1971-1974 Land Bremen
  • 1976-1978 Norda
  • 1978-1981 Pentax
  • 1981-1984 Olympia
  • 1984-1986 Trigema
  • 1986-1992 Portas
  • 1992-1997 dbv-Winterthur
  • 1997-2000 o.tel.o
  • 2000-2001 QSC
  • 2002-2004 Reno
  • 2004-2006 KiK
  • 2006-2007 bwin
  • 2007-2012 Citybank / Targobank
  • 2012- Wiesenhof

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

È attiva la Werder Bremen Stiftung, che ha come compiti tra gli altri la promozione dello sport, la prevenzione della violenza e l'istruzione[6].

Altre sezioni della società[modifica | modifica wikitesto]

Il Werder Brema è una società polisportiva. Oltre al calcio, di cui è presente anche la sezione femminile[7], esistono altri dipartimenti; questi sono pallamano[8], atletica leggera[9], scacchi[10], ping pong[11] e ginnastica[12].

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dello S.V. Werder von 1899

Dal 1963, anno di nascita della Bundesliga, gli allenatori del club sono stati[13]:

Nome Periodo Piazzamenti importanti
Germania Willi Multhaup 1º luglio 1963 – 30 giugno 1965 Campione nella Fußball-Bundesliga 1964-1965.
Germania Günther Brocker 1º luglio 1965 – 4 settembre 1967
Germania Fritz Langner 9 settembre 1967 – 30 giugno 1969 Secondo nella Fußball-Bundesliga 1967-1968.
Germania Fritz Rebell 1º luglio 1969 – 16 marzo 1970
Germania Hans Tilkowski 17 marzo 1970 – 30 giugno 1970
Germania Robert Gebhardt 1º luglio 1970 – 26 settembre 1971
Germania Willi Multhaup 27 settembre 1971 – 24 ottobre 1971
Germania Sepp Piontek 25 ottobre 1971 – 30 giugno 1975
Germania Fritz Langner 8 maggio 1972 – 30 giugno 1972
Germania Herbert Burdenski 1º luglio 1975 – 28 febbraio 1976
Germania Otto Rehhagel 29 febbraio 1976 – 30 giugno 1976
Germania Hans Tilkowski 1º luglio 1976 – 22 dicembre 1977
Germania Fred Schulz 2 gennaio 1978 – 30 giugno 1978
Germania Wolfgang Weber 1º luglio 1978 – 29 gennaio 1980
Germania Fritz Langner 20 febbraio 1980 – 30 giugno 1980
Germania Kuno Klötzer 1º luglio 1980 – 1º aprile 1981
Germania Otto Rehhagel 1º aprile 1981 – 30 giugno 1995 Campione nella Fußball-Bundesliga 1987-1988;
Vince la Coppa delle Coppe 1991-1992;
Vince la DFB-Pokal 1990-1991 e la DFB-Pokal 1993-1994;
Semifinalista nella Coppa UEFA 1987-1988 e nella Coppa UEFA 1989-1990;
Secondo nella Fußball-Bundesliga 1982-1983, nella Fußball-Bundesliga 1984-1985,
nella Fußball-Bundesliga 1985-1986 e nella Fußball-Bundesliga 1994-1995;
Finalista nella DFB-Pokal 1988-1989 e nella DFB-Pokal 1989-1990.
Paesi Bassi Aad de Mos 1º luglio 1995 – 9 gennaio 1996
Germania Hans-Jürgen Dörner 14 gennaio 1996 – 20 agosto 1997
Germania Wolfgang Sidka 1º settembre 1997 – 22 ottobre 1998 Coppa Intertoto 1998.
Germania Felix Magath 22 ottobre 1998 – 8 maggio 1999
Germania Thomas Schaaf 10 maggio 1999 – 15 maggio 2013 Campione nella Fußball-Bundesliga 2003-2004;
Vince la DFB-Pokal 1998-1999, la DFB-Pokal 2003-2004 e la DFB-Pokal 2008-2009;
Finalista nella Coppa UEFA 2008-2009;
Semifinalista nella Coppa UEFA 2006-2007;
Secondo nella Fußball-Bundesliga 2005-2006, secondo nella Fußball-Bundesliga 2007-2008;
Finalista nella DFB-Pokal 1999-2000.
Germania Robin Dutt 1º giugno 2013 – 25 ottobre 2014
Ucraina Viktor Skrypnyk 25 ottobre 2014 – presente

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dello S.V. Werder von 1899

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti giocatori hanno ottenuto risultati di prestigio con le loro nazionali nel periodo di militanza nella società:

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1933-1934 alla stagione 2015-2016 compresa, la squadra ha partecipato a:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Gauliga Niedersachsen 11 1933-1934 1943-1944 79
Oberliga Nord 16 1945-1946 1962-1963
Bundesliga 52 1963-1964 2015-2016
2. Fußball-Bundesliga 1 1980-1981 1

Partecipazione alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Nelle competizioni europee il Werder Brema ha ottenuto contro gli ucraini del Metalurh Donec'k la miglior vittoria in assoluto, un 8-0 nel ritorno del primo turno della Coppa UEFA 2002-2003, mentre la peggior sconfitta è il 7-2 esterno rimediato contro i francesi del Lione nel ritorno degli ottavi della UEFA Champions League 2004-2005[14].

Alla stagione 2015-2016 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[14]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 9 1964-1965 2010-2011
Coppa delle Coppe 4 1961-1962 1994-1995
Supercoppa UEFA 1 1992
Coppa UEFA/UEFA Europa League 16 1982-1983 2009-2010
Coppa Intertoto 5 1996 2003

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda le competizioni internazionali, Torsten Frings è il giocatore con più presenze totali, 87, mentre Claudio Pizarro è il miglior marcatore, avendo realizzato fino a questo momento 29 reti con la maglia del club[14].

Vengono riportati di seguito i calciatori per numero di presenze e gol con la maglia del Werder Brema:

Logo werder brema.png
Record di presenze

I primi dieci giocatori per numero di presenze[15]:

Logo werder brema.png
Record di gol

I primi dieci giocatori per numero di gol[16]:

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi nella Ostkurve

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La principale rivalità è nei confronti dell'Amburgo[17], il cosiddetto Nordderby: le due squadre si incontravano regolarmente anche prima della nascita della Bundesliga, nell'Oberliga Nord. Invece un incontro tra Werder e Amburgo al di fuori dai confini nazionali si è svolto nella semifinale della Coppa UEFA 2008-2009, e ha visto prevalere proprio i bianco-verdi.

I tifosi del Werder hanno invece rapporti di amicizia con alcuni gruppi ultras dell'Udinese[18], dell'Hapoel Katamon Gerusalemme e dei connazionali del Rot-Weiss Essen[19].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2015-2016[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 28 gennaio 2016

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Raphael Wolf
2 Argentina D Santiago García
3 Senegal D Papy Djilobodji
4 Spagna D Alejandro Gálvez
5 Mali C Sambou Yatabaré
6 Ungheria C László Kleinheisler
7 Danimarca D Jannik Vestergaard
8 Germania D Clemens Fritz
9 Stati Uniti A Aron Jóhannsson
11 Germania C Levin Öztunalı
14 Perù A Claudio Pizarro
15 Croazia D Mateo Pavlović
16 Austria C Zlatko Junuzović
17 Germania C Özkan Yildirim
18 Germania P Gerhard Tremmel
19 Germania D Luca-Milan Zander
20 Svizzera D Ulisses Garcia
N. Ruolo Giocatore
21 Nigeria A Anthony Ujah
22 Germania A Fin Bartels
23 Rep. Ceca D Theodor Gebre Selassie
25 Germania D Oliver Hüsing
26 Germania C Julian Von Haacke
27 Austria C Florian Grillitsch
28 Germania A Melvyn Lorenzen
29 Germania D Leon Guwara
30 Germania P Michael Zetterer
35 Germania C Maximilian Eggestein
37 Germania D Janek Sternberg
38 Germania D Marnon-Thomas Busch
39 Germania C Lukas Fröde
42 Germania P Felix Wiedwald
43 Germania P Eric Oelschlägel
44 Germania C Philipp Bargfrede

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore: Ucraina Viktor Skrypnyk
Vice-Allenatore: Croazia Damir Burić
Preparatore Atletico: Germania Reinhard Schnittker
Allenatore portieri: Germania Marco Langner
Medico sociale: Germania Götz Dimanski
Massaggiatore: Germania Holger Berger
Fisioterapisti: Germania Sven Plagge
Germania Jürgen Tölle
Magazzinieri: Germania Uwe Behrens
Germania Fritz Munder

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Präsidium um Klaus-Dieter Fischer bis 2015 bestätigt, werder.de, 7 novembre 2011.
  2. ^ Ufficializzata la nuova maglia Nike 15-16 del Werder Brema. Torna il verde acqua, in overpress.it. URL consultato l'8 marzo 2016.
  3. ^ (EN) WUSEUM - THE WERDER BREMEN MUSEUM, in weserstadion.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  4. ^ (DE) Weserstadion, in stadiumguide.com. URL consultato l'8 marzo 2016.
  5. ^ (DE) Trikots Werder Bremen, in galerie-des-sports.de. URL consultato il 7 marzo 2016.
  6. ^ (DE) SV Werder Bremen Stiftung, in fussball-stiftet-zukunft.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  7. ^ (DE) Frauen, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  8. ^ (DE) Handball, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  9. ^ (DE) Leichtathletik, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  10. ^ (DE) Schach, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  11. ^ (DE) Tischtennis, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  12. ^ (DE) Turnspiele und gymnastik, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  13. ^ (DE) Vereinsrekorde, in www.werder.de. URL consultato il 4 aprile 2014.
  14. ^ a b c (EN) SV Werder Bremen pubblicazione=www.uefa.com, uefa.com. URL consultato il 6 febbraio 2016.
  15. ^ Werder Bremen, in calciozz.it. URL consultato il 7 marzo 2016.
  16. ^ Werder Bremen, in calciozz.it. URL consultato il 7 marzo 2016.
  17. ^ (EN) Werder Bremen, in abseits-soccer.com. URL consultato l'8 marzo 2016.
  18. ^ Pierluigi Todisco, Brema, abbraccio tra tifosi, in gazzetta.it, 9 aprile 2008.
  19. ^ (DE) Fanfreundschaften & Kontakte, in stadionfans.de. URL consultato l'8 marzo 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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