1. Fußball-Club Kaiserslautern

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1. FC Kaiserslautern
Calcio
Die Roten Teufel (I Diavoli rossi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Rosso, bianco
Simboli Diavolo
Dati societari
Città Kaiserslautern
Nazione Bandiera della Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione DFB
Campionato 2. Bundesliga
Fondazione 1900
Presidente Bandiera della Germania Andreas Buck
Allenatore Bandiera della Grecia Dīmītrīs Grammozīs
Stadio Fritz-Walter-Stadion
(49.780 posti)
Sito web www.fck.de
Palmarès
Campionato tedescoCampionato tedescoCampionato tedescoCampionato tedesco Coppa di GermaniaCoppa di Germania Supercoppa di Germania
Titoli di Germania 4
Titoli nazionali 2 Bundesliga 2
Trofei nazionali 2 Coppe di Germania
1 Supercoppe di Germania
Si invita a seguire il modello di voce

L'1. Fußball-Club Kaiserslautern, noto anche come Kaiserslautern, nella forma abbreviata K'lautern e con gli acronimi 1. FCK e FCK, è una società calcistica tedesca con sede a Kaiserslautern, città della Renania-Palatinato. Milita nella Zweite Bundesliga, la seconda divisione del calcio tedesco, e gioca le partite casalinghe nel Fritz-Walter-Stadion.

Nato nel 1900 dalla fusione tra Germania 1896 e FG Kaiserslautern, ha vinto quattro titoli nazionali, due Coppe e una Supercoppa di Germania. È stata la prima e sinora unica squadra tedesca ad aggiudicarsi il titolo da neopromossa, nella stagione 1997-1998.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il Kaiserslautern viene fondato nel 1900 come FC 1900 dall'unione del Germania 1896 e del'FG Kaiserslautern; successivamente, nel 1909, si aggregano altri due club, il Palatia e il Bavaria. Di queste squadre, il Bavaria e il 1900 fanno parte della nuova Westkreis-Liga quando questo campionato viene istituito nel 1908, con l'ultimo dei due club che vince il primo proprio titolo di questa serie. In seguito, nel 1919 il 1900 raggiunge la Kreisliga Saar, e nel 1920 si trova nella Kreisliga Pfalz; il club gioca infine in Bezirksliga Rhein-Saar nel 1931, inoltre proprio in questo anno assume la denominazione attuale.

L'organizzazione del campionato cambia nella prima parte degli anni trenta, quando il regime nazista prende il potere in Germania; in questi anni il Kaiserslautern arriva a giocare per qualche stagione nella Gauliga Südwest/Mainhessen, uno dei sedici gironi regionali che costituiscono le eliminatorie del massimo torneo tedesco. Il club vince il titolo di campione del proprio girone, la Gauliga Südwest/Staffel Saarpfalz, nel 1939; viene però eliminato nella fase successiva dal Kickers Offenbach, che è campione dello Staffel Mainhessen. Il Kaiserslautern conquista il titolo della Gauliga Westmark nella stagione 1941–1942, venendo tuttavia sconfitto per 3-9 nella fase nazionale dai futuri campioni dello Schalke 04, la squadra che domina il calcio tedesco in questi anni.

Il dopoguerra e gli anni in Oberliga[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la conclusione della guerra il campionato viene riformato. Il Kaiserslautern gioca in questo periodo nell'Oberliga Südwest, che vince per la prima volta nella stagione 1946-1947; questo anche grazie ai gol di Fritz Walter e di suo fratello Ottmar, che da soli segnano più di ogni altra squadra, quarantasei gol. Nella stagione successiva i Diavoli Rossi raggiungono per la prima volta la finale nazionale, venendo tuttavia sconfitti dal Norimberga; nella competizione seguente raggiungono invece le semifinali.

Nel 1950 la dirigenza assume alla guida della squadra Richard Schneider, e il club conquista subito il primo titolo nazionale dopo aver battuto il Preußen Münster nella finale; due anni dopo, invece, arriva il secondo successo nazionale, questa volta dopo aver sconfitto lo Stoccarda. A testimonianza del buon periodo, il Kaiserslautern raggiunge la finale anche nelle due stagioni successive, pur venendo qui sconfitto prima dall'Hannover, poi dal Rot-Weiss Essen. A livello personale, invece, cinque giocatori sono campioni del mondo in Svizzera: Werner Kohlmeyer, Werner Liebrich, Horst Eckel, oltre ai fratelli Walter. Tutti questi giocatori sono in campo nella finale, nella partita che passa alla storia come il Miracolo di Berna.

La squadra accusa però un momento di crisi verso la seconda metà degli anni cinquanta; il primo risultato di rilievo è il raggiungimento della finale della Coppa di Germania 1960-1961, che viene però persa contro il Werder Brema; questa è anche l'ultima stagione con Schneider in panchina. Nel 1963 arriva infine l'undicesimo e ultimo titolo nell'Oberliga Südwest.

Dall'ingresso in Bundesliga agli anni 80[modifica | modifica wikitesto]

Ad ogni modo, grazie a questo successo il Kaiserslautern è uno dei sedici club che nella stagione 1963-1964 danno vita alla prima edizione della Bundesliga. I primi anni nel nuovo campionato non sono tuttavia entusiasmanti per la squadra, che finisce spesso nella metà inferiore della classifica. Raggiunge però per due volte la finale della Coppa di Germania, nelle stagioni 1971-1972 e 1975-1976, anche se a conquistare il trofeo sono prima lo Schalke 04, poi l'Amburgo. In virtù di questi traguardi i tedeschi partecipano comunque alla Coppa UEFA nelle stagioni successive, raggiungendo i quarti nell'edizione 1972-1973.

Qualcosa cambia nel 1978, quando viene ingaggiato Karl-Heinz Feldkamp come allenatore: il Kaiserslautern raggiunge per due volte il terzo posto in Bundesliga, nel 1978-1979 e nel 1979-1980. Il club gioca inoltre la quarta finale della coppa nazionale nell'edizione 1980-1981, ma come nelle precedenti occasioni la partita viene vinta dagli avversari, in questo caso l'Eintracht Frankfurt. In campo internazionale, invece, i tedeschi arrivano nuovamente ai quarti della Coppa UEFA 1979-1980, mentre nella Coppa UEFA 1981-1982 raggiungono le semifinali; questo dopo aver avuto la meglio anche sul Real Madrid. In questo periodo la squadra, che può contare su Hans-Peter Briegel e Andreas Brehme, raggiunge nuovamente i quarti nella Coppa UEFA 1982-1983, dove ha eliminato anche il Napoli. Feldkamp ha però già lasciato il club, e da qui alla fine del decennio non arrivano risultati di rilievo.

I due titoli in Bundesliga: gli anni 90[modifica | modifica wikitesto]

L'allenatore ritorna alla guida del Kaiserslautern durante la stagione 1989-1990, alla fine della quale il club conquista per la prima volta la Coppa di Germania, dopo aver sconfitto in finale il Werder Brema. L'esperienza nella Coppa delle Coppe 1990-1991 termina al primo turno, dopo aver incontrato i campioni in carica della Sampdoria, ma a fine stagione il club può festeggiare il primo successo in Bundesliga, il terzo in totale; tra i protagonisti dell'impresa figura anche Stefan Kuntz, che in seguito diventerà presidente del club. La stagione successiva comincia con la vittoria nella Supercoppa nazionale, ma in Coppa dei Campioni la squadra si ferma agli ottavi e non riesce quindi ad accedere alla fase a gruppi della manifestazione, la prima con la nuova formula. Nella stagione 1993-1994 la squadra ottiene un secondo posto in campionato finendo un solo punto dietro il Bayern Monaco, tuttavia rimane in corsa fino all'ultima giornata e Kuntz diventa capocannoniere.

Un nuovo trofeo viene conquistato nella stagione 1995-1996, la seconda coppa nazionale, vinta dopo aver sconfitto in finale il Karlsruhe. Però in campionato, nonostante i buoni piazzamenti degli anni precedenti che avevano fruttato anche diverse partecipazioni alla Coppa UEFA, il Kaiserslautern retrocede per la prima volta in Zweite Bundesliga. Ingaggiato Otto Rehhagel il club viene subito eliminato dalla Coppa delle Coppe, ma ottiene immediatamente la promozione. La stagione 1997-1998 passa certamente alla storia: la squadra è la prima a vincere la Bundesliga da neopromossa; tra i giocatori in rosa figura anche il giovane Michael Ballack ad inizio carriera. I tedeschi partecipano così alla Champions League, dove superano la fase a gironi, venendo poi eliminati ai quarti dai connazionali e futuri finalisti del Bayern. In seguito il Kaiserslautern, con Brehme in panchina, arriva alle semifinali della Coppa UEFA 2000-2001, dove viene però eliminato dall'Alavés.

Dagli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Intanto però la società comincia ad avere dei problemi economici, a cui pone parzialmente rimedio vendendo il Fritz-Walter-Stadion[1]. In questi anni il Kaiserslautern torna in finale nella DFB-Pokal 2002-2003 dove è sconfitto, ma intanto in campionato Eric Gerets riesce ad ottenere un'insperata salvezza; nella Bundesliga 2003-2004 il club viene penalizzato di tre punti per i debiti contratti, fino a retrocedere nuovamente al termine del campionato 2005-2006.

La squadra torna così in seconda divisione dove trascorre quattro anni; vince sotto la guida di Marco Kurz il campionato 2009-2010 e torna in Bundesliga. I Diavoli Rossi concludono il primo anno in crescendo e ottengono un settimo posto finale, però retrocedono al termine della stagione successiva; tornati in seconda divisione hanno subito la possibilità di tornare in Bundesliga, ma perdono lo spareggio contro l'Hoffenheim. Ottengono poi un buon risultato nella Coppa di Germania 2013-2014, quando arrivano alle semifinali; sono qui eliminati dai futuri campioni del Bayern Monaco. Il 22 aprile 2018, dopo una stagione trascorsa in zona retrocessione e la sconfitta interna contro la Dinamo Dresda, retrocede per la prima volta nella sua storia in Dritte Liga, il terzo livello del campionato tedesco.

Dopo 4 anni in terza divisione, il 24 maggio 2022 ottiene la promozione in Zweite Bundesliga dopo aver vinto lo spareggio contro la Dinamo Dresda (pareggio 0-0 all'andata in casa, vittoria 0-2 al ritorno in trasferta).

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del 1. Fußball-Club Kaiserslautern
  • 1900 - 2 giugno. Germania 1896 e FG Kaiserslautern si fondono nell'FC 1900 Kaiserslautern.
  • 1909 - FC 1900 Kaiserslautern, FC Palatia e FC Bavaria si fondono nell'FV 1900 Kaiserslautern.

  • 1939-1940 - 2° in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1945-46 - 2° nel gruppo Nord Saar-Palatinato-Assia dell'Oberliga Sud-Ovest
  • 1946-47 - 1° in Oberliga Sud-Ovest
  • 1947-48 - Finalista di Oberliga
  • 1948-49 - 3° in Oberliga
  • 1949-50 - Eliminato ai quarti di finale di Oberliga

  • 1950-51 - Campione di Germania (1º titolo)
  • 1951-52 - 3° in Oberliga Ovest
  • 1952-53 - Campione di Germania (2º titolo)
  • 1953-54 - Finalista di Oberliga
  • 1954-55 - Finalista di Oberliga
  • 1955-56 - 3° nel gruppo 1 di Oberliga
  • 1956-57 - 3° nel gruppo 2 di Oberliga
  • 1957-58 - 2° in Oberliga Sud-Ovest.
Sconfitto nello spareggio di qualificazione all'Oberliga
  • 1958-59 - 3° in Oberliga Sud-Ovest
  • 1959-60 - 5° in Oberliga Sud-Ovest

  • 1960-61 - 4° in Oberliga Sud-Ovest.
Finalista in Coppa di Germania.
  • 1961-62 - 4° in Oberliga Sud-Ovest
  • 1962-63 - 4° nel gruppo 1 di Oberliga
  • 1963-64 - 12° in Bundesliga
  • 1964-65 - 13° in Bundesliga
  • 1965-66 - 15° in Bundesliga.
Semifinalista in Coppa di Germania.
Semifinalista in Coppa di Germania.

Finalista in Coppa di Germania.
Eliminato nei quarti di Coppa UEFA.
Finalista in Coppa di Germania.
Eliminato al secondo turno di Coppa UEFA.
Eliminato nei quarti di Coppa UEFA.

Finalista in Coppa di Germania.
Eliminato al secondo turno di Coppa UEFA.
Semifinalista di Coppa UEFA.
Eliminato nei quarti di Coppa UEFA.
Eliminato al primo turno di Coppa UEFA.
Vince la Coppa di Germania (1º titolo)

  • 1990-91 - Campione di Germania (3º titolo).
Finalista in Supercoppa di Germania.
Eliminato al primo turno di Coppa delle Coppe.
Vince la Supercoppa di Germania (1º titolo)
Eliminato al secondo turno di Coppa dei Campioni.
Eliminato al terzo turno di Coppa UEFA.
Semifinalista in Coppa di Germania.
Eliminato al secondo turno di Coppa UEFA.
Retrocesso in 2. Bundesliga
Eliminato al secondo turno di Coppa UEFA.
Vince la Coppa di Germania (2º titolo)
Promosso in Bundesliga
Finalista in Supercoppa di Germania.
Eliminato al primo turno di Coppa delle Coppe.
  • 1997-98 - Campione di Germania (4º titolo).
Semifinalista in Coppa di Lega tedesca.
Eliminato nei quarti di finale di Champions League.
Semifinalista in Coppa di Lega tedesca.
Eliminato al terzo turno di Coppa UEFA.

Semifinalista in Coppa UEFA.
Finalista in Coppa di Germania.
Eliminato al terzo turno di Coppa Intertoto.
Eliminato al primo turno di Coppa UEFA.
Retrocesso in 2. Bundesliga
Promosso in Bundesliga

Retrocesso in 2. Bundesliga
Sconfitto nello spareggio promozione-retrocessione
Semifinalista in Coppa di Germania.
Retrocesso in 3. Liga

Promosso in 2. Bundesliga

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori della maglia del Kaiserslautern sono il rosso, che è il colore principale, e il bianco. Infine, i pantaloncini e i calzettoni sono rossi.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Kaiserslautern è composto da un cerchio rosso con all'interno i caratteri "1 FCK".

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Fritz-Walter-Stadion.
Veduta di una parte del Fritz-Walter-Stadion.

Dal 1920 il club disputa le proprie gare interne nel Fritz-Walter-Stadion, che sorge a Kaiserslautern e che può ospitare 49 780 spettatori. L'impianto è intitolato allo storico giocatore che trascorse tutta la carriera con la maglia del club e che nel 1954 si laureò campione del mondo in Svizzera.

Nella sua storia lo stadio è stato ristrutturato più volte e ha ospitato anche cinque incontri del campionato del mondo 2006, tra cui l'ottavo di finale tra Italia e Australia.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'1. F.C. Kaiserslautern.

Tra tutti gli allenatori che si sono seduti sulla panchina del club si ricordano Karl-Heinz Feldkamp, che ha vinto il titolo 1990-1991, e Otto Rehhagel, che ha invece vinto quello del 1997-1998 da neopromosso. Da ricordare anche Richard Schneider, che oltre a rimanere in carica per 11 anni, vinse anche il campionato nazionale 1950-1951 e quello successivo.

Tutti gli allenatori a partire dal 1963, anno di nascita della Bundesliga[2]:

Allenatori

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'1. F.C. Kaiserslautern.
Bandiera della Germania Stefan Kuntz (1993-1994)

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1950-1951, 1952-1953, 1990-1991, 1997-1998
1989-1990, 1995-1996
1991
1996-1997, 2009-2010

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1975, 1988, 1989

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1941-1942
1946-1947, 1947-1948, 1948-1949, 1949-1950, 1950-1951, 1952-1953, 1953-1954, 1954-1955, 1955-1956, 1956-1957, 1962-1963
  • Westkreis-Liga I: 1
1909
  • South West Cup: 3
1979, 1997, 2008

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1991-1992
2002-2003

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua storia il Kaiserslautern ha avuto una lunga tradizione di successi: ha vinto per una volta la Gauliga Südwest/Mainhessen e per undici l'Oberliga Südwest, oltre a due titoli nazionali nel dopoguerra. In seguito è stata una delle squadre che nel 1963 ha preso parte alla prima edizione della Bundesliga. Anche qui ha ottenuto due successi, in particolare il titolo del 1997-1998 viene ricordato come l'unico conquistato da una neopromossa.

Dalla stagione 1963-1964 alla 2023-2024 compresa il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai campionati nazionali[3]:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Bundesliga 44 1963-1964 2011-2012 44
2. Bundesliga 13 1996-1997 2023-2024 11
3. Liga 4 2018-2019 2021-2022 4

Tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nei tornei internazionali il club ha raggiunto come massimo traguardo la semifinale in due occasioni: nella Coppa UEFA 1981-1982 e nell'edizione 2000-2001 della stessa manifestazione. Venne eliminato rispettivamente dai futuri campioni dell'IFK Göteborg ai tempi supplementari e dall'Alavés, che ebbe complessivamente la meglio per 9-2.

Alla stagione 2020-2021 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 2 1991-1992 1998-1999
Coppa delle Coppe 2 1990-1991 1996-1997
Coppa UEFA/UEFA Europa League 13 1972-1973 2003-2004
Coppa Intertoto 1 2002

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Coreografia della Curva Ovest mentre celebra la promozione del club prima della partita vinta 2-0 contro il Bayern Monaco.

Il Kaiserslautern può contare su una delle tifoserie più passionali e calde dell'intera Germania. La frangia più calda dei Roten Teufel ("diavoli rossi") occupa la Westkurve (curva ovest) del Fritz Walter Stadion. Lo stadio ad ogni partita dei diavoli rossi è al completo e ciò lo rende uno degli stadi più temibili ed ostici della Germania. GL 98 e PFALZ INFERNO sono i due gruppi trainanti della curva ovest.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

I gemellaggi più sentiti sono quelli con il Werder Brema e il Monaco 1860, dovuto alla comune rivalità con il Bayern Monaco. Sempre in contesto nazionale si registra un'amicizia con il Preußen Münster, mentre in Italia esistono forti legami con il Palermo e soprattutto con il Verona. Questa risale al 1985, quando il difensore Hans-Peter Briegel, neoacquisto della società scaligera proprio dal Kaiserslautern, vinse lo scudetto.

Le rivalità più accese sono quelle con Waldhof Mannheim (con cui disputa il derby del sud-ovest), Eintracht Francoforte (soprattutto durante gli anni '80) e Magonza, dovuta a motivi geografici (derby della Renania-Palatinato).

La sentitissima rivalità verso il Bayern Monaco ha origine dopo il referendum successivo alla seconda guerra mondiale, che decretò l'indipendenza di Kaiserslautern e del Palatinato dalla Baviera. Aumentò in seguito a una sfida del 1973 vinta 7-4 dal Kaiserslautern, che nel secondo tempo rimontò il vantaggio (4-1) del Bayern.[4][5] Non bisogna inoltre tralasciare i campionati 1990-1991 e 1997-1998, entrambe vinte dai Diavoli Rossi davanti al Bayern; Otto Rehhagel, esonerato dai bavaresi nel 1996 in favore di Giovanni Trapattoni, compì la storica impresa di vincere la Bundesliga con il Kaiserslautern neopromosso che vedeva nella rosa l'ex-interista Ciriaco Sforza.

Altre rivalità si registrano con Coblenza, Colonia, Saarbrücken, Amburgo, Arminia Bielefeld, Karlsruhe e Hannover 96.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2023-2024[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornata al 12 gennaio 2024.

N. Ruolo Calciatore
2 Bandiera della Germania D Boris Tomiak
3 Bandiera del Mali D Almamy Touré
4 Bandiera della Nigeria C Aremu Afeez
5 Bandiera della Germania D Kevin Kraus
6 Bandiera della Polonia D Tymoteusz Puchacz
7 Bandiera della Germania A Marlon Ritter
8 Bandiera della Germania D Jean Zimmer
9 Bandiera della Germania A Ragnar Ache
10 Bandiera della Germania C Philipp Klement
11 Bandiera della Germania C Kenny Prince Redondo
13 Bandiera della Germania A Terrence Boyd
16 Bandiera della Germania C Julian Niehues
17 Bandiera della Germania C René Klingenburg
18 Bandiera della Germania P Julian Krahl
19 Bandiera della Germania A Daniel Hanslik
20 Bandiera della Germania C Tobias Raschl
N. Ruolo Calciatore
21 Bandiera della Germania C Hendrick Zuck
22 Bandiera della Germania C Lars Bünning
23 Bandiera della Germania D Philipp Hercher
25 Bandiera della Germania C Aaron Opoku
26 Bandiera della Rep. Ceca C Filip Kaloč
27 Bandiera della Germania A Lex-Tyger Lobinger
29 Bandiera della Germania C Richmond Tachie
30 Bandiera della Bosnia ed Erzegovina P Avdo Spahić
31 Bandiera della Germania C Ben Zolinski
32 Bandiera della Germania D Robin Bormuth
33 Bandiera della Germania P Jonas Weyand
35 Bandiera della Germania C Angelos Stavridis
39 Bandiera della Germania C Aaron Basenach
Bandiera della Germania C Ba-Muaka Simakala
Bandiera della Germania D Frank Ronstadt
Bandiera della Nigeria A Dickson Abiama

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Germania, stadio in vendita, in imprese-economia.it. URL consultato il 16 gennaio 2015.
  2. ^ 1. FC Kaiserslautern » Storia Allenatore, in calcio.com. URL consultato il 14 agosto 2020.
  3. ^ (EN) 1.FC Kaiserslautern, in abseits-soccer.com. URL consultato il 14 agosto 2020.
  4. ^ Bundesliga 1973/1974» 12. Spieltag Kaiserslautern versus bayern, su weltfussball.de, 15 maggio 2009.
  5. ^ The "Roten Teufel" (red devils) – tradition and wonder, su sportfive.com, 15 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2009).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN131826978 · LCCN (ENnr2007002687 · GND (DE2069254-7 · WorldCat Identities (ENlccn-nr2007002687
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