Turn- und Sportverein München von 1860

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Turn- und Sportverein München von 1860 e.V.
Calcio Football pictogram.svg
TSV 1860 München.svg
Die Löwen (I Leoni), Die Sechzger
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Celeste e Bianco.svg Celeste, bianco
Simboli Leone rampante
Inno Sechzger Marsch
Dati societari
Città Muenchen Kleines Stadtwappen.svg Monaco di Baviera
Nazione Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato 3. Liga
Fondazione 1860
Proprietario Germania Robert Reisinger
Presidente Germania Markus Fauser
Allenatore Germania Michael Köllner
Stadio Städtisches Stadion an der Grünwalder Straße
(12.500 posti)
Sito web www.tsv1860.de
Palmarès
Campionato tedesco Coppa di GermaniaCoppa di Germania
Titoli di Germania 1
Trofei nazionali 2 Coppe di Germania
Si invita a seguire il modello di voce

Il Turn- und Sportverein München von 1860 e.V., abbreviato in TSV 1860 München, noto in Italia come Monaco 1860, è una società polisportiva tedesca con sede nella città di Monaco di Baviera. Essendo stato fondato nel 1860 è una delle associazioni sportive più antiche della Germania, famosa soprattutto per la sezione calcistica, che attualmente milita nella terza divisione tedesca, la Dritte Liga.

La sezione calcistica, a differenza di quella dei concittadini del Bayern, è stata una delle squadre fondatrici della Bundesliga, nella stagione 1963-64, anche se ha militato per buona parte degli anni ottanta in terza divisione; nella sua storia ha comunque vinto un titolo tedesco e due Coppe di Germania. A livello internazionale, invece, il risultato di maggior prestigio è il raggiungimento della finale nella Coppa delle Coppe 1964-1965, persa con il West Ham.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini del club alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il Turn und Sport Verein nasce il 17 maggio 1860 con la sezione di ginnastica, alla quale nel 1908 si aggiunse, su iniziativa di Josef Waitzer la sezione di atletica leggera[1]; la sezione calcistica viene invece aggiunta il 6 marzo 1899, un anno prima della nascita del Bayern Monaco, oggi senza dubbio la squadra bavarese più conosciuta nel panorama mondiale.

Nel 1911 il Monaco 1860 si dota di uno stadio, il Grünwalder, e comincia a giocare nei campionati regionali tedeschi. Da qui, nella stagione 1930-1931 arriva alla finale nazionale: la partita viene persa per 3-2 contro l'Hertha Berlino, ma in questo periodo il club partecipa per due volte alla fase nazionale raggiungendo le semifinali, nelle stagioni 1926-1927 e 1932-1933. Questo è peraltro l'ultimo campionato prima della riorganizzazione del torneo voluta dal regime nazista; i Leoni giocano fino al termine della seconda guerra mondiale nella Gauliga Bayern, campionato che vincono due volte, nelle stagioni 1940-1941 e 1942-1943. Nel 1942 il Monaco 1860 conquista anche il suo primo trofeo nazionale, la Coppa di Germania, dopo aver battuto per 2-0 lo Schalke 04 nella finale.

Il dopoguerra e gli anni di gloria[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra la squadra partecipa all'Oberliga Süd, dove però trascorre anche alcuni anni al secondo livello. Vince tuttavia l'ultima edizione della manifestazione, nella stagione 1962-1963, e questo risultato, unito a quelli degli anni precedenti, fa sì che il club sia uno dei sedici ammessi alla prima edizione della Bundesliga; non sono invece ammessi i concittadini del Bayern Monaco, in quanto la federazione decide di non ammettere più di un club per città[2]. In questo anno la squadra, che è guidata da Max Merkel, conquista anche la seconda Coppa di Germania, dopo aver sconfitto per 2-0 l'Eintracht Frankfurt nella finale. I Leoni partecipano così alla Coppa delle Coppe 1964-1965, dove eliminano anche il Torino e arrivano alla finale. La partita, che si disputa a Londra contro il West Ham, viene però vinta dagli inglesi.

Il Monaco 1860 conclude il campionato 1964-1965 al quarto posto, inoltre Rudolf Brunnenmeier è il capocannoniere del torneo. La stagione successiva è forse migliore: alla fine la squadra conquista il titolo, ottenuto matematicamente dopo il pareggio casalingo contro l'Amburgo nell'ultima giornata. I Monacensi, che hanno in porta Petar Radenković, partecipano così alla Coppa dei Campioni, ma senza più Merkel in panchina: eliminati facilmente i ciprioti dell'Omonia sono sconfitti negli ottavi dal Real Madrid, che viene comunque battuto in Germania Ovest. A fine stagione conquistano poi il secondo posto in Bundesliga, alle spalle dell'Eintracht Braunschweig.

1970-1994: declino e anni bui[modifica | modifica wikitesto]

Dopo questo periodo di successi, però, i Leoni cominciano a scivolare nella parte bassa della classifica, fino a retrocedere in Regionalliga Süd al termine del campionato 1969-1970. Nel 1972 viene aperto l'Olympiastadion nel quale la squadra si trasferisce, e intanto finisce sempre nelle prime posizioni in Regionalliga; questi piazzamenti la qualificano per il nuovo campionato, la Zweite Bundesliga. La promozione in Bundesliga arriva invece al termine del campionato 1976-1977, dopo aver vinto lo spareggio contro l'Arminia Bielefeld, tuttavia la squadra viene subito retrocessa. Nel giro di pochi anni i Leoni trascorrono altre due stagioni al primo livello, fino a ritrovarsi nuovamente in seconda divisione nella stagione 1981-1982. Il club, anche grazie ai gol del capocannoniere Rudi Völler, conclude questo campionato al quarto posto; tuttavia gli viene negata la licenza, e deve quindi ripartire dai campionati regionali.

I Leoni si iscrivono così all'Oberliga Bayern, inoltre ritornano a giocare al Grünwalder. Rimangono in terza serie fino all'inizio degli anni novanta; nella prima parte di questo decennio passano continuamente dalla seconda alla terza divisione, ma nel 1994 riescono finalmente a risalire in Bundesliga.

1994-2004: il ritorno in Bundesliga[modifica | modifica wikitesto]

Questa volta il Monaco 1860 rimane nella massima divisione per dieci anni. In questo periodo la dirigenza ingaggia giocatori famosi come Abedi Pelé, Thomas Häßler e Davor Šuker, e il club si prende anche la soddisfazione di terminare al quarto posto la Bundesliga 1999-2000. Grazie a questo risultato i tedeschi possono giocare nella UEFA Champions League 2000-2001, anche se, subito sconfitti dal Leeds, non riescono ad accedere alla fase a gironi. Sempre in questi anni si contano anche due partecipazioni alla Coppa UEFA, nelle edizioni 1997-1998 e 2000-2001; anche in questi casi sono però presto eliminati, prima dal Rapid Vienna, poi dal Parma.

Intanto, nel 2002 viene iniziata la costruzione di un nuovo e modernissimo stadio, l'Allianz Arena, che viene portata avanti insieme ai concittadini del Bayern ma al termine del campionato 2003-2004 arriva la retrocessione in Zweite Bundesliga.

2004-2017: gli anni in Zweite e la caduta in quarta serie[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2004-2005 la squadra ritorna a giocare nel Grünwalder Stadion, e rimane in corsa per la promozione fino all'ultima giornata[3]; finisce tuttavia quarta, mentre il terzo posto e la conseguente promozione viene conquistato dall'Eintracht Frankfurt.

Presto però il club manifesta problemi di natura economica, che vengono superati grazie all'aiuto del Bayern Monaco: nel 2006 i Rossi acquistano infatti l'intero pacchetto azionario dell'Allianz Arena, versando così nelle casse del club undici milioni di euro[4]. In questo periodo i Leoni faticano a inserirsi nella lotta per la promozione, e anzi, nella stagione 2008-2009 sfiorano la retrocessione; nella stagione precedente però avevano raggiunto i quarti nella Coppa di Germania, dove erano stati eliminati nei tempi supplementari proprio dai concittadini che poi avrebbero conquistato il trofeo.

Altri problemi finanziari sono tuttavia alle porte; questa volta vengono risolti dall'investitore giordano Hasan Abdullah Ismaik, che nella stagione 2010-2011 acquista il 49% delle azioni del club, il massimo consentito dalla legge, per diciotto milioni di euro[5].

Nella stagione successiva la squadra conclude il campionato al sesto posto, e lo stesso risultato viene raggiunto anche nella stagione 2012-2013. Intanto, in gennaio era stato offerto a Sven-Göran Eriksson un ruolo nello staff del club; lo svedese aveva tuttavia deciso di non accettare l'incarico[6]. Nella stagione 2013-2014 il Monaco disputa un campionato abbastanza tranquillo piazzandosi al settimo posto.

Nella stagione 2014-2015, però, la squadra resta quasi da subito invischiata nella lotta per non retrocedere. Alla fine della regular season, il 1860 si piazza terzultimo e perciò è costretto a disputare i play out contro la terza classificata della Dritte Liga, ovvero, l'Holstein Kiel. A Kiel finisce 0-0. A Monaco la partita si rivela drammatica: al novantesimo minuto il punteggio è di 1-1, il che consentirebbe al Kiel di venire promosso in Zweite Liga e condannerebbe il 1860 a una dolorosa retrocessione; ma nei due minuti di recupero concessi, il difensore Kai Bülow segna il gol del 2-1 che salva definitivamente i Leoni dalla retrocessione.

Anche la stagione successiva vede il Sechzig lottare per non retrocedere. Nelle ultime giornate, a Benno Moelmann, subentra come allenatore ad interim Daniel Bierofka, tecnico della squadra riserve. Il Sechzig cambia totalmente volto vincendo partite decisive, come la difficile trasferta di St.Pauli, e salvandosi con una giornata di anticipo.

La retrocessione in terza divisione giunge al termine della tribolata annata 2016-2017, dopo la sconfitta nel doppio spareggio contro il Jahn Regensburg (1-1 a Ratisbona e 0-2 a Monaco). Per il Monaco 1860 si tratta della prima retrocessione in terza serie dopo 24 anni[7]. Dopo soli tre giorni, a causa della mancata iscrizione al campionato di terza divisione, dovuto a turbolenti conflitti interni alla società, il Monaco 1860 è costretto a ripartire dalla Regionalliga Bayern, la quarta divisione. Come allenatore viene chiamato nuovamente Daniel Bierofka.

2017-oggi: la risalita[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2017-2018 il Monaco 1860 vince il girone bavarese della quarta serie, qualificandosi così per uno dei tre spareggi finali, contro il Saarbrücken. Grazie ad un successo in trasferta (2-3) e a un pareggio (2-2) in casa guadagna la promozione in terza divisione, dove l'anno dopo chiude dodicesimo.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Turn- und Sportverein München von 1860
  • 1899: Fondazione della sezione calcistica del club
  • 1902-03 ·
  • 1903-04 ·
  • 1904-05 ·
  • 1905-06 ·
  • 1906-07 ·
  • 1907-08 ·
  • 1908-09 ·
  • 1909-10 ·

  • 1910-11 ·
  • 1911-12 ·
  • 1912-13 ·
  • 1913-14 ·
  • 1915-16
  • 1916-17
  • 1917-18
  • 1918-19
  • 1919-20 ·

  • 1920-21 ·
  • 1921-22 ·
  • 1922-23 ·
  • 1923-24 ·
  • 1924-25 ·
  • 1925-26 ·
  • 1926-27 · Semifinalista nel campionato nazionale.
  • 1927-28 ·
  • 1928-29 ·
  • 1929-30 ·

  • 1930-31 · Finalista nel campionato nazionale.
  • 1931-32 ·
  • 1932-33 · Semifinalista nel campionato nazionale.
  • 1933-34 · 2º in Gauliga Bayern
  • 1934-35 · 5º in Gauliga Bayern
  • 1935-36 · 7º in Gauliga Bayern
  • 1936-37 · 7º in Gauliga Bayern
  • 1937-38 · 2º in Gauliga Bayern
  • 1938-39 · 2º in Gauliga Bayern
  • 1939-40 · 7º in Gauliga Bayern

2º nel gruppo 4
  • 1941-42 · 3º in Gauliga Bayern
Coppagermania.svg Vince la Tschammerpokal (1º titolo).
  • 1942-43 · 1º in Gauliga Bayern Sud
Eliminato dei quarti di finale della fase nazionale.
  • 1943-44 · 3º in Gauliga Bayern Sud
  • 1944-45
  • 1945-46 · 9º in Oberliga Süd.
  • 1946-47 · 3º in Oberliga Süd.
  • 1947-48 · 2º in Oberliga Süd.
Eliminato nei quarti di finale della fase nazionale.
  • 1948-49 · 4º in Oberliga Süd.
  • 1949-50 · 9º in Oberliga Süd.

  • 1950-51 · 6º in Oberliga Süd.
  • 1951-52 · 13º in Oberliga Süd.
  • 1952-53 · 15º in Oberliga Süd.
1downarrow red.svg Retrocesso in 2. Oberliga Süd.
  • 1953-54 ·
  • 1954-55 ·
1uparrow green.svg Promosso in Oberliga Süd
  • 1955-56 · 16º in Oberliga Süd.
1downarrow red.svg Retrocesso in 2. Oberliga Süd.
  • 1956-57 ·
1uparrow green.svg Promosso in Oberliga Süd
  • 1957-58 · 6º in Oberliga Süd.
  • 1958-59 · 6º in Oberliga Süd.
  • 1959-60 · 5º in Oberliga Süd.

  • 1960-61 · 6º in Oberliga Süd.
  • 1961-62 · 7º in Oberliga Süd.
  • 1962-63 · 1º in Oberliga Süd.
2º nel Gruppo 2
Coppagermania.svg Vince la DFB-Pokal (2º titolo).
Finalista nella Coppa delle Coppe.
  • 1965-66 · Meisterschale.png Campione della Germania Ovest (1º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa delle Fiere.
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.
Eliminato nel secondo turno della Coppa delle Fiere.
Eliminato nei trentaduesimi della Coppa delle Fiere.
1downarrow red.svg Retrocesso in Regionalliga Süd.
Eliminato nei trentaduesimi della Coppa delle Fiere.

  • 1970-71 · 4º in Regionalliga Süd.
  • 1971-72 · 3º in Regionalliga Süd.
  • 1972-73 · 3º in Regionalliga Süd.
  • 1973-74 · 3º in Regionalliga Süd.
  • 1974-75 · 5º in 2. Bundesliga.
  • 1975-76 · 4º in 2. Bundesliga.
  • 1976-77 · 2º in 2. Bundesliga Süd.
Vince il play-off contro l'Arminia Bielefeld.
1uparrow green.svg Promosso in Bundesliga
1downarrow red.svg Retrocesso in 2. Bundesliga
  • 1978-79 · 1º in 2. Bundesliga Süd.
1uparrow green.svg Promosso in Bundesliga

1downarrow red.svg Retrocesso in 2. Bundesliga
  • 1981-82 · 4º in 2. Bundesliga. Non ottiene la licenza.
1downarrow red.svg Retrocesso in Oberliga Bayern.
  • 1982-83 · 3º in Oberliga Bayern.
  • 1983-84 · 1º in Oberliga Bayern.
  • 1984-85 · 11º in Oberliga Bayern.
  • 1985-86 · 2º in Oberliga Bayern.
  • 1986-87 · 3º in Oberliga Bayern.
  • 1987-88 · 3º in Oberliga Bayern.
  • 1988-89 · 5º in Oberliga Bayern.
  • 1989-90 · 2º in Oberliga Bayern.

  • 1990-91 · 1º in Oberliga Bayern.
1uparrow green.svg Promosso in 2. Bundesliga
1downarrow red.svg Retrocesso in Oberliga Bayern
  • 1992-93 · 1º in Oberliga Bayern.
1uparrow green.svg Promosso in 2. Bundesliga
1uparrow green.svg Promosso in Bundesliga
Eliminato nella fase a gruppi della Coppa Intertoto.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.

Eliminato nel terzo turno preliminare della Champions League.
Eliminato ai sedicesimi di finale della Coppa UEFA.
Semifinalista nella Coppa Intertoto.
Eliminato nel secondo turno della Coppa Intertoto.
1downarrow red.svg Retrocesso in 2. Bundesliga

1downarrow red.svgRetrocesso in 3. Liga dopo lo spareggio contro il Jahn Ratisbona.

Poi retrocesso in Regionalliga Bayern per mancata iscrizione in 3. Liga
  • 2017-18 · 1° in Regionalliga Bayern
1uparrow green.svg Promosso in 3. Liga dopo gli spareggi.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori dell'associazione sportiva sono il verde-oro, mentre quelli della divisione calcio il bianco-celeste. I Leoni di Monaco di Baviera indossano alternativamente negli anni o un completo con maglia celeste con calzoncini e calzettoni bianchi, oppure una maglia a strisce verticali celesti e bianche, con pantaloncini celesti o bianchi e calzettoni bianchi, ma negli ultimi anni sono stati presentati completi con alcune variazioni.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Monaco 1860 è un Leone con sotto la scritta "1860" in riferimento all'anno di fondazione del club.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grünwalder Stadion.
Veduta panoramica della Grünwalder Stadion.
L'Allianz Arena coi colori del Monaco 1860.

Il club gioca le partite casalinghe nel Grünwalder Stadion, che può ospitare 12.500 spettatori e che si trova a Untergiesing-Harlaching, nella periferia meridionale della città. Costruito dal club nel 1911, ha comunque ospitato a lungo anche i concittadini del Bayern Monaco. Nel 1948 viene ricostruito totalmente a seguito dei danneggiamenti subiti nella seconda guerra mondiale, e in seguito è utilizzato con continuità fino al 1972. In questa data la squadra si trasferisce infatti nel nuovo Olympiastadion, che è stato da poco edificato dall'amministrazione cittadina per ospitare i Giochi della XX Olimpiade che si svolgono a Monaco di Baviera. Dotato di una buona capienza, ospita anche le finali dei Mondiali del 1974 e degli Europei del 1988, oltre ad altre partite di queste manifestazioni, oltre a tre finali di Coppa dei Campioni - Champions League e ai campionati europei di atletica leggera 2002. Nuovi trasferimenti al Grünwalder si registrano però durante le cadute del club in terza serie.

Le cose cambiano nel 2002, quando il Bayern e il Monaco 1860, militanti entrambi in Bundesliga, iniziano ad edificare un nuovo stadio: si tratta della modernissima Allianz Arena, che sorge invece nella parte nord della città. L'impianto è agibile dalla stagione 2005-2006, e vanta una capacità di 69 900 persone; è una costruzione ultra tecnologica, capace di illuminarsi all'esterno con i colori della squadra di casa, e che, data la sua forma viene soprannominata Schlauchboot, cioè gommone. Nella sua storia è stato anche sede di sei gare del campionato del mondo 2006, inclusa una semifinale, e della finale della UEFA Champions League 2011-2012.

Intanto però il Monaco 1860 è stato retrocesso in 2. Bundesliga, e nel 2006, a seguito di gravi difficoltà economiche, è costretto a vendere le proprie quote dello stadio: le compra il Bayern per 11 milioni di euro[8]. I due club si sono tuttavia accordati affinché entrambi potessero continuare a giocarci. Nel 2017 avviene quello che al momento è il ritorno definitivo al Grünwalder; ciò in seguito alla retrocessione, questa volta in una delle quarte divisioni tedesche, la Regionalliga Bayern.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1965-1966
1942, 1963-1964
1978-1979

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1962-1963
1940-1941
  • 2. Oberliga Süd: 2
1954-1955, 1956-1957
2017-2018 (Regionalliga Bayern)

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1967

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 1930-1931, 1966-1967
Semifinalista: 1926-1927, 1932-1933
Semifinalista: 1966-1967
Secondo posto: 1976-1977 (girone Sud)
Terzo posto: 1993-1994
Secondo posto: 1947-1948
Secondo posto: 1933-1934, 1937-1938, 1938-1939
Finalista: 1964-1965
Semifinalista: 2001
Finalista: 1967
Finalista: 1932

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del T.S.V. 1860 München

Tutti gli allenatori a partire dal 1963, anno di nascita della Bundesliga[9]:

Allenatori

Calciatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del T.S.V. 1860 München

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Germania Ovest Rudolf Brunnenmeier (1964-1965)
Germania Martin Max (1999-2000), (2001-2002)
Germania Ovest Rudolf Brunnenmeier (1963-1964)


Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua storia il club ha partecipato a lungo nelle massime divisioni nazionali che si sono succedute, ad esempio la Gauliga Bayern e l'Oberliga Süd. Proprio la vittoria nell'edizione finale di quest'ultima competizione fece sì che nel 1963 il Monaco 1860 fu una delle 16 partecipanti alla prima edizione della neonata Bundesliga, campionato che poi vinse nel 1965-1966.

Dalla stagione 1963-1964 alla 2020-2021 compresa il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai campionati nazionali[10]:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Bundesliga 20 1963-1964 2003-2004 20
2. Bundesliga 20 1974-1975 2016-2017 24
Regionalliga Süd 4 1970-1971 1973-1974
3. Liga 3 2018-2019 2020-2021 13
Oberliga Bayern 10 1982-1983 1992-1993
Regionalliga Bayern 1 2017-2018 1

Tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nei tornei internazionali il club ha raggiunto come massimo traguardo la finale della Coppa delle Coppe 1964-1965, nella quale venne sconfitto dal West Ham Utd. Nell'unica partecipazione alla UEFA Champions League, avvenuta nell'edizione 2000-2001 i tedeschi vennero eliminati dal Leeds Utd nel terzo turno preliminare, mancando così l'accesso al tabellone principale.

Alla stagione 2020-2021 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 2 1966-1967 2000-2001
Coppa delle Coppe 1 1964-1965
Coppa UEFA/UEFA Europa League 2 1997-1998 2000-2001
Coppa Intertoto 3 1996 2002
Coppa delle Fiere 4 1965-1966 1969-1970

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Rosa e numerazione sono aggiornate al 17 gennaio 2020.

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Marco Hiller
2 Germania D Eric Weeger
3 Germania D Niklas Lang
4 Germania D Felix Weber
5 Germania C Quirin Moll
6 Italia D Marco Raimondo-Metzger
7 Germania A Stefan Lex
8 Germania C Simon Seferings
9 Germania A Sascha Mölders
10 Germania C Timo Gebhart
11 Germania C Fabian Greilinger
13 Germania D Dennis Erdmann
14 Germania C Dennis Dressel
16 Germania C Benjamin Kindsvater
17 Germania D Daniel Wein
N. Ruolo Giocatore
18 Germania A Nico Karger
19 Germania C Noel Niemann
20 Turchia C Efkan Bekiroğlu
21 Germania A Prince Osei Owusu
22 Germania D Aaron Berzel
23 Germania D Tim Rieder
24 Germania A Markus Ziereis
25 Germania C Marius Willsch
26 Tunisia D Semi Belkahia
28 Germania D Herbert Paul
33 Russia C Leon Klassen
34 Germania C Kristian Böhnlein
36 Germania D Phillipp Steinhart
39 Germania P Hendrik Bonmann
40 Germania P Tom Kretzschmar

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito web ufficiale della società.

Staff dell'area tecnica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Josef Waitzer, Sports Reference LLC. URL consultato il 2 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2011).
  2. ^ Il Bayern dalle fondamenta, in wordpress.com. URL consultato il 13 novembre 2014.
  3. ^ (DE) 2. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  4. ^ Il Bayern salva i cugini del Monaco 1860, in iltempo.it. URL consultato il 2 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2015).
  5. ^ (EN) Mideast money saves Germany's TSV 1860 Munchen, in arabianbusiness.com. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  6. ^ Calcio: Eriksson declina l'offerta del Monaco 1860, in adnkronos.com. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  7. ^ (FR) Munich 1860 relégué en D3 allemande, L'Équipe.
  8. ^ L’Allianz Arena: uno stadio per due squadre, poi per una sola, su tifosobilanciato.it. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  9. ^ TSV 1860 München » Storia Allenatore, in calcio.com. URL consultato il 19 agosto 2020.
  10. ^ (EN) Recent History, in abseits-soccer.com. URL consultato il 18 agosto 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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