West Ham United Football Club

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West Ham United Football Club
Calcio Football pictogram.svg
West Ham United FC.png
The Hammers (I martelli)
The Irons
The Academy of Football (L'accademia del calcio)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Blue HEX-4698C8 Maroon HEX-61223C.svg Granata · azzurro
Inno I'm Forever Blowing Bubbles
Dati societari
Città Londra
Nazione Regno Unito Regno Unito
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Premier League
Fondazione 1895
Presidente Inghilterra David Sullivan
Allenatore Croazia Slaven Bilić
Stadio Olympic Stadium (Londra)
(60 000 posti)
Sito web www.whufc.com
Palmarès
FA Cup.pngFA Cup.pngFA Cup.png CommunityShield.png Coppacoppe.png UEFA - Intertoto.svg
Coppe d'Inghilterra 3
Charity/Community Shield 1
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Coppe Intertoto
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il West Ham United Football Club, più noto come West Ham, è un club calcistico inglese di Londra che milita in Premier League. Si trova nel distretto di Newham e fu fondato nel 1895 come Thames Iron Workers Football Club.

I giocatori e i sostenitori del club hanno il soprannome di Hammers (in italiano Martelli per via della presenza di una coppia di tali strumenti incrociati nel logo ufficiale); il club a sua volta è spesso chiamato L'Accademia del Football per via della grande tradizione del suo settore giovanile, ma i tifosi preferiscono riferirsi alla squadra con il soprannome di Irons', dal nome originale del club.

Mai vincitore del campionato inglese, fu un serio contendente a tale titolo una volta, nel 1985-86; ha trascorso gran parte della sua storia in massima serie (First Division e successivamente Premier League). Tra le vittorie più significative vanta le tre in FA Cup nel 1964, 1975 e 1980 e quella in Coppa delle Coppe nel 1964-65 (più una finale, persa, nel 1975-76). Il West Ham è, insieme a Real Saragozza, Bayer Leverkusen e Parma, una delle quattro squadre europee ad avere vinto una competizione ufficiale dell'UEFA senza mai essersi aggiudicato il titolo di campione nazionale.

I colori sociali del club sono il granata e l'azzurro.

Dal 1904 al 2016 la squadra ha disputato gli incontri interni al Boleyn Ground, noto anche come Upton Park per via della zona in cui sorge. Dalla stagione 2016-2017 disputa le partite casalinghe nello Stadio Olimpico, inaugurato nel 2012 per i Giochi londinesi.

Il club ha anche una sezione femminile, il West Ham United L.F.C. che compete anch'esso in prima divisione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione agli anni '50[modifica | modifica wikitesto]

I Thames Ironworks, precursori del West Ham

Il club fu fondato nel 1895 dal filantropo Arnold Hills, direttore del cantiere navale londinese Thames Ironworks, come dopolavoro per i suoi operai. La squadra fu iscritta alla London League, che vinse nel 1898. L'anno dopo fu iscritta alla Seconda Divisione del campionato semi-professionistico della Southern League, vinse nuovamente il campionato e giocò per la prima volta le partite casalinghe al Memorial Grounds, nel quartiere di Canning Town. A quel punto, affinché la squadra fosse competitiva in Prima Divisione, si rese necessario l'ingaggio di calciatori professionisti. Il Thames Iron Works F.C. fu quindi sciolto nel giugno del 1900 e un mese dopo (esattamente il 5 luglio) fu costituito il West Ham United. In quell'occasione fu deciso che i colori sociali fossero il bordeaux e l'azzurro (claret and blue).

Il West Ham giocò la sua prima partita ufficiale il 1º settembre 1900, sul campo di casa. Davanti a 2.000 spettatori, gli Hammers batterono il Gravesend 7-0 grazie ai quattro gol dello scozzese volante Billy Grassam (compreso il primo gol della storia del club, al 5° di gioco), alla doppietta di Jimmy Reid e al gol di Fergus Hunt.
Il 2 settembre 1904 gli Hammers disputarono la loro prima partita casalinga al The Castle, un campo allora appena costruito il cui ingresso è su Green Street, la via principale del quartiere di Upton Park, e dove il West Ham ha giocato ininterrottamente fino al 10 maggio 2016. Nella sua prima partita in questo stadio il West Ham batté 3-0 il Millwall con tripletta di Billy Bridgeman.

Nel 1919 la Football League riprese la disputa dei propri campionati dopo una pausa di quattro anni dovuta alla Prima guerra mondiale. La nuova organizzazione previde l'espansione della Prima e della Seconda divisione da 18 a 22 squadre. Al West Ham fu permesso di iscriversi al campionato di Seconda Divisione per la stagione 1919/20.
Il 30 agosto 1919, gli Hammers esordirono nella nuova lega accogliendo il Lincoln City davanti a 20.000 spettatori. Il risultato finale fu di 1-1, con il City che passò in vantaggio grazie ad un rigore trasformato da Chesser e il pareggio dell'esordiente Jim Moyes. A fine stagione gli Hammers si ritrovarono settimi in classifica. Con 21 reti, il capocannoniere della squadra fu Syd Puddefoot, l'idolo dei tifosi che fu però ceduto un anno dopo in una delle operazioni di mercato più costose dell'epoca, con gli scozzesi del Falkirk che lo pagarono 5.000 Sterline.

L'incredibile folla che assistette nel 1923 a Wembley alla finale contro il Bolton e che spesso straripò in campo

Il 28 aprile 1923 si calcola ci fossero almeno 200 000 spettatori a Wembley per assistere alla prima finale di FA Cup giocata in quello stadio. Fu una prima anche per il West Ham, mai giunto alla Finale di FA Cup in precedenza. Il trofeo lo alzò però il Bolton, che vinse per 2-0 una partita spesso interrotta dallo straripare della massa di spettatori sul terreno di gioco. Il West Ham concluse comunque la stagione 1922/23 vincendo il campionato di Seconda Divisione e guadagnandosi così per la prima volta la promozione nella massima serie.
Il 1º maggio 1923 il West Ham fu la prima squadra inglese ad andare a giocare una partita di calcio in Germania dopo la Prima guerra mondiale.

L'esperienza degli Hammers in First Division iniziò con un pareggio a reti inviolate sul campo del Sunderland, una settimana prima di battere l'Arsenal per 1-0 nell'esordio casalingo del campionato 1923/24.

Il West Ham riuscì a disputare ben 9 campionati consecutivi in First Division, prima di retrocedere al termine della stagione 1931/32. Nel 1933 il West Ham riuscì comunque ad arrivare fino alle semifinali della FA Cup, dove fu sconfitto per 1-0 dall'Everton.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale la Football League fu nuovamente sospesa, dal 1939 al 1946, periodo nel quale il West Ham giocò in vari campionati regionali e vinse la Football League War Cup battendo in finale il Blackburn con il punteggio di 1-0.

La stagione 1956/57 è quella in cui si può far risalire l'inizio della grande tradizione del vivaio del West Ham. La squadra giovanile arrivò infatti fino alla finale della FA Youth Cup, perdendo però in una gara di andata e ritorno con il Manchester United con il punteggio complessivo di 8-2.

Nella stagione successiva 1957/58 il West Ham riconquistò un posto in First Division vincendo il campionato e realizzando ben 101 gol in 42 partite.
Nel corso della stagione 1958/59, la prima disputata in massima serie dal lontano 1932, esordì in Prima Squadra l'8 settembre 1958 Bobby Moore, il più forte giocatore che abbia mai vestito la maglia del West Ham nella sua storia.

Nella stagione successiva, la squadra giovanile raggiunse nuovamente la finale della FA Youth Cup, uscendone sconfitta dai Bristol Rovers con il punteggio complessivo di 2-1.

Ron Greenwood e John Lyall: giorni di gloria[modifica | modifica wikitesto]

Geoff Hurst, Martin Peters, Bobby Moore, Ray Wilson commemorati da una statua davanti allo stadio

Ron Greenwood divenne l'allenatore del West Ham nel corso dell'estate 1961, dopo le dimissioni del suo predecessore Ted Fenton. Nel marzo dell'anno successivo, Greenwood acquistò dal Crystal Palace l'attaccante John Byrne al prezzo di 65.000 Sterline, che allora rappresentò la cifra più alta mai pagata in Inghilterra per il trasferimento di un calciatore. Fu un segnale di come il West Ham stesse tentando di salire un altro gradino nella gerarchia del calcio inglese.

Nella stagione 1963/64, con una squadra che poteva contare su molti prodotti del vivaio che nell'estate precedente aveva finalmente vinto la FA Youth Cup, il West Ham arrivò per la seconda volta nella sua storia alla finale di FA Cup. In una partita al cardiopalmo giocata contro il Preston North End, gli Hammers andarono sotto dopo soli 10 minuti di gioco ma pareggiarono una manciata di minuti dopo. Il Preston North End segnò ancora alla fine del primo tempo ma Geoff Hurst pareggiò all'inizio della ripresa. In un concitato finale, Ronnye Boyce segnò il gol vincente a 5 minuti dalla fine. Bobby Moore salì i famosi gradini dello stadio di Wembley per alzare al cielo la prima FA Cup vinta dal West Ham.

La scena si ripeterà esattamente un anno dopo, quando il West Ham raggiunse la finale della Coppa delle Coppe, disputata proprio nello stadio londinese. Gli avversari sono i tedeschi del Monaco 1860 e in campo è la fame di vittoria più che la tattica a farla da padrona. La doppietta di Alan Sealey negli ultimi venti minuti di gioco regala la vittoria agli Hammers.

Nell'estate del 1966, Bobby Moore salì quei gradini per il terzo anno consecutivo. Lo scenario, questa volta, è il Campionato del Mondo vinto dall'Inghilterra 4-2 nella contestatissima finale contro la Germania Ovest. Ai tifosi del West Ham piace sempre ricordare che furono gli Hammers a sconfiggere i tedeschi: tripletta di Geoff Hurst, gol di Martin Peters e Bobby Moore: tutti giocatori degli Irons.

Negli anni successivi, la squadra navigò quasi sempre a metà classifica. I giocatori arrivarono e partirono, e anche il famoso trio del Mondiale 66 venne ceduto ad altre squadre. Alla fine della stagione 1973/74, Greenwood lasciò il posto di allenatore al suo assistente John Lyall per passare dietro la scrivania da General Manager (e più tardi guidare la nazionale, dal 1977 al 1982).
Pur rimanendo sostanzialmente anonimo in campionato, il nuovo West Ham di Lyall raggiunse la finale di FA Cup. In una partita ricca di emozioni per i tifosi, gli Hammers affrontarono il Fulham guidato in campo da Bobby Moore. Doppietta di Alan Taylor e vittoria per il West Ham.

Nella stagione successiva, gli Hammers fanno nuovamente strada in Europa fino alla finale della Coppa delle Coppe: a Bruxelles, però, prevale l'Anderlecht per 4-2.

Dopo le ultime scintille europee, il cammino del West Ham prese una china negativa e la squadra finì per retrocedere al termine della stagione 1977/78. Rimase in Seconda Divisione per tre stagioni, nel corso delle quali divenne la prima squadra non della massima serie a vincere la FA Cup. Accadde il 10 maggio 1980, quando gli Hammers affrontarono l'Arsenal detentore del trofeo. Il gol di testa di Trevor Brooking che ha deciso la partita è stato raccontato con grande enfasi ed efficacia dal tifoso dei Gunners Nick Hornby nel suo libro Febbre a 90’.

Tornato in Prima Divisione, il West Ham fu protagonista di alcune stagioni difficili, a causa delle ristrettezze economiche in cui il club si trovava. Nel 1984/85, la squadra si salvò per soli due punti.

L'anno successivo, invece, dopo un cattivo inizio di stagione, la squadra guidata dagli attaccanti Tony Cottee e Frank McAvennie e dal centrocampista Alan Devonshire lottò per il titolo fino alla penultima giornata. Alla fine, gli Hammers furono terzi in classifica, dietro il Liverpool campione e l'Everton.
La squadra non seppe più ripetersi a quei livelli, per colpa anche di una lunga serie di infortunati eccellenti e per la mancanza di acquisti adeguati, e al termine della stagione 1988/89 il West Ham retrocesse nuovamente in Seconda Divisione. John Lyall venne esonerato.

L'era di Billy Bonds[modifica | modifica wikitesto]

Il West Ham in campo contro il Wolverhampton nel 1993 durante il minuto di silenzio per la morte di Bobby Moore

Il posto di Lyall fu preso da Lou Macari prima della stagione 1989-1990. Lou Macari si dimise però il 20 febbraio 1990, in modo da potersi difendere meglio dalle accuse di irregolarità finanziarie di cui si sarebbe macchiato nel suo club precedente, lo Swindon Town. Il posto di allenatore del West Ham fu preso dall'allenatore della squadra giovanile Billy Bonds, la cui prima stagione alla guida della squadra (1990-1991) passò attraverso 19 partite consecutive senza sconfitte e terminò con un secondo posto in Seconda Divisione e la promozione in Prima.

Ma per tutta la stagione 1991-1992, il West Ham faticò a tenere il passo delle avversarie e a fine campionato occupò l'ultima posizione, venendo così retrocesso e mancando quindi la partecipazione alla prima edizione della neo-costituita Premier League.

Durante l'estate del 1992 Terence Brown divenne presidente del West Ham, e la squadra riguadagnò un posto nella massima serie al primo tentativo, arrivando seconda nella nuova Prima Divisione del 1992-1993. Nella stagione successiva, il West Ham ottenne un la salvezza ma il 10 agosto 1994 Billy Bonds si dimise. Il suo posto fu preso da Harry Redknapp, nominato vice-allenatore solo un anno prima.

Harry Redknapp: un periodo di consolidamento[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime mosse di Harry Redknapp come manager del West Ham fu di nominare suo cognato Frank Lampard Sr come assistente allenatore e quindi riprendere la punta Tony Cotee dall'Everton. Acquistò anche il centrocampista Don Hutchison dal Liverpool e il difensore Julian Dicks, e riprese l'attaccante Iain Dowie dal Southampton. Il West Ham riuscì a salvarsi nuovamente nel 1994-95 e giocò un ruolo importante nella drammatica ultima giornata di quella stagione, bloccando sull'1-1 il Manchester United all'Upton Park e negando così ai diavoli rossi il terzo titolo consecutivo.

L'anno successivo il West Ham si piazzò al decimo posto, ma la stagione 1996-97 fu minata dagli acquisti sbagliati del centravanti rumeno Florin Răducioiu e del centrocampista portoghese Paulo Futre. Răducioiu fu rispedito all'Espanyol dopo soli sei mesi, con 2 gol segnati in 11 partite, mentre Futre ebbe il tempo di giocare solo una gara ufficiale come titolare prima di iniziare una lunga serie di problemi al ginocchio ed annunciare il suo ritiro. Redknapp seppe comunque ottenere il massimo dai giocatori rimasti, e grazie anche all'acquisizione del ventunenne attaccante dell'Arsenal John Hartson e alla sua ottima partnership con Paul Kitson la squadra ottenne una confortevole salvezza.

Nel 1997-98, il West Ham chiuse la stagione all'ottavo posto grazie soprattutto alle ottime prestazioni all'Upton Park: 13 vittorie, 4 pareggi e 2 sole sconfitte con 40 gol segnati. Le cose migliorarono ancora nella stagione successiva, con gli Hammers che terminarono il campionato al quinto posto – il secondo miglior risultato di tutti i tempi – nonostante seri problemi di spogliatoio che coinvolsero Hartson e il trequartista israeliano Eyal Berkovic, ma grazie anche alla verve del neo-acquisto Paolo Di Canio. Il criterio di assegnazione dei posti in Coppa UEFA obbligò il West Ham a partecipare all'Intertoto, nella cui doppia finale batté il Metz. Il cammino europeo degli Hammers si fermò però al secondo turno di Coppa UEFA, dove la squadra non riuscì a superare la Steaua Bucarest.

Negli anni successivi le prestazioni della squadra andarono progressivamente calando, anche a seguito della cessione al Leeds del difensore centrale Rio Ferdinand per quello che all'epoca fu l'acquisto più costoso del calcio inglese: 18 milioni di Sterline. Nella stagione 2000-01 il West Ham finì al quindicesimo posto, la peggior prestazione nella storia della Premiership, ma prima dell'ultima di campionato Redknapp lasciò il posto di allenatore probabilmente dopo una lite con il Presidente riguardante i fondi disponibili per l'acquisizione di nuovi giocatori.
Pur non essendo eccezionale nell'impostazione tattica della squadra, Redknapp ebbe un ruolo importantissimo nel tenere a galla il West Ham in un periodo in cui il piccolo stadio non poteva offrire alla società la possibilità di competere con i grandi club. La grande capacità di Redknapp di operare sul mercato calcistico alla ricerca di talenti sottovalutati fu uno dei motivi principali del suo successo, ma fu anche la ragione che spinse Brown a chiudere i cordoni della borsa, dopo i pessimi acquisti delle due stagioni precedenti. Per l'ultima di campionato, la sconfitta 2-1 sul campo del Middlesbrough FC, la squadra venne guidata dall'allenatore della Squadra Riserve, Glenn Roeder.

Le stagioni di Glenn Roeder[modifica | modifica wikitesto]

Vennero fatti diversi nomi importanti per il posto di allenatore del West Ham, nel corso dell'estate 2001. L'ex giocatore degli Hammers Alan Curbishley, che aveva saputo ricostruire il Charlton dentro e fuori del campo da quando ne era diventato il manager nel 1991, fu indicato da molti come il candidato numero uno ma si disse non interessato. Steve McClaren, che era stato assistente di Alex Ferguson nei tre titoli consecutivi vinti dal Manchester United (compreso il 1999 con la tripletta Campionato–Coppa–Champions League), preferì diventare allenatore del Middlesbrough FC. La dirigenza decise alla fine di affidare il posto allo stesso Glenn Roeder, attirandosi così le critiche dei tanti che ritenevano Roeder l'uomo sbagliato, compreso Paolo Di Canio.

Nella stagione 2001/02, il West Ham ebbe una partenza lenta e i tifosi cominciarono subito a chiedere a gran voce l'esonero di Roeder. La squadra, però, rispose positivamente e a fine campionato si ritrovò con un insperato settimo posto.

Anche nel 2002-03 il West Ham partì male, e questa volta Roeder fu incapace di aggiustare le cose. In realtà, se nella seconda giornata gli Hammers fossero stati in grado di capitalizzare il vantaggio di due gol contro l'Arsenal invece di farsi raggiungere da Wiltord e da un gol di Thierry Henry, la stagione avrebbe probabilmente preso tutta un'altra piega. Invece, dopo il 4-0 rimediato sul campo del Newcastle e quel 2-2, il West Ham infilò tre sconfitte consecutive e non riuscì a vincere una partita all'Upton Park fino alla fine di gennaio (2-1 sul Blackburn). Da lì le cose migliorarono leggermente, ma verso la fine campionato – con Sunderland e West Bromich già virtualmente in Prima Divisione – la lotta per non retrocedere era tra il West Ham e il Bolton. Lo scontro diretto vide vincitori i Wanderers, e anche se nelle ultime quattro partite gli Hammers riuscirono a raccogliere 10 dei 12 punti disponibili, i 42 punti complessivi non bastarono a salvarsi. Da quando esiste la Premiership, nessuna squadra che fosse ultima in classifica a Natale (come il West Ham 2002/03) era mai riuscita a salvarsi; ma d'altra parte il West Ham fu la prima squadra a cui non bastarono 40 o più punti per salvarsi.

La retrocessione costrinse la società a cedere alcuni dei pezzi pregiati della squadra per evitare di finire in amministrazione controllata. Il trequartista Joe Cole e il terzino destro Glen Johnson finirono al Chelsea, gli attaccanti Jermaine Defoe e Frédéric Kanouté al Tottenham. Paolo Di Canio e Les Ferdinand furono lasciati liberi.

Pur partendo grandi favoriti, la stagione 2003-04 del West Ham cominciò in maniera mediocre: una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Glenn Roeder fu esonerato e al suo posto fu messo sotto contratto Alan Pardew. Pardew era però l'allenatore del Reading, il cui presidente rifiutò le sue dimissioni e portò la questione in arbitrato davanti alla Federazione. La Football Association impose a Pardew di rimanere “a coltivare il giardino” per due mesi, nei quali la squadra fu guidata da Trevor Brooking. Pardew fece il suo esordio sulla panchina degli Hammers il 22 ottobre 2003, con un pareggio casalingo contro il Nottingham Forest.

L'era di Alan Pardew[modifica | modifica wikitesto]

La prima stagione[modifica | modifica wikitesto]

L'obiettivo di Alan Pardew come manager del West Ham fu quello di riportare la squadra in Premiership nel giro di due stagioni. Nel corso della sua prima stagione in carica, Pardew operò molto sul mercato per cercare di adattare la rosa della squadra alle sue idee tattiche. Alla fine, gli Hammers chiusero il campionato di Prima Divisione al quarto posto, qualificandosi per i play-off. Dopo aver perso 1-0 la trasferta d'andata della semifinale contro l'Ipswich, il West Ham ribaltò il risultato all'Upton Park vincendo 2-0. La finale del 29 maggio 2004 oppose gli Hammers al Crystal Palace, guidato in panchina dall'ex Iain Dowie. Un errore del portiere dopo un'ora di gioco condanna gli Hammers: il Palace vince 1-0 e guadagna la promozione.

La promozione in Premier League[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante gli altisonanti acquisti di Teddy Sheringham e Sergei Rebrov, la stampa e buona parte dei tifosi fecero capire di non avere alcuna fiducia nel lavoro di Alan Pardew. Durante la stagione 2004-05 le presenze allo stadio calarono e i risultati ne risentirono: alla fine di un'annata anonima, la squadra chiuse il campionato al sesto posto, raggiungendo i play-off soprattutto grazie alle buone prestazioni messe in mostra negli ultimi due mesi di campionato. Dodici punti divisero gli Hammers dall'Ipswich, arrivato terzo e nuovamente avversario in semifinale. Nell'andata all'Upton Park finì 2-2 ma il West Ham vinse con decisione il ritorno a campi invertiti, 2-0. Questa volta l'avversario della finale sarebbe stato il Preston. Si giocò al Millennium Stadium di Cardiff il 30 maggio 2005 e il West Ham vinse 1-0 grazie ad un gol di Bobby Zamora, centravanti poco prolifico durante la stagione ma autore di quattro gol nelle tre partite di play-off. Grazie anche ai 21 gol del trentanovenne Teddy Sheringham, dopo due anni di assenza gli Hammers tornarono in Premier League.

La finale di FA Cup e la qualificazione in UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Il cammino nella Premier 2005-2006 iniziò con il West Ham favorito per la retrocessione insieme con le altre due neopromosse – Sunderland e Wigan – e Alan Pardew indicato da tutti come il primo allenatore ad essere esonerato. La società, in realtà, si mosse con attenzione sul mercato, rinforzando la squadra senza fare acquisti azzardati (tranne quello natalizio del centravanti Dean Ashton per 7 milioni di Sterline, record del club) e soprattutto senza la necessità di vendere i nomi importanti, visto che il bilancio stava tornando a quadrare. Il risultato fu un campionato coronato dalla qualificazione alla Finale di FA Cup, che - nonostante la sconfitta ai rigori ad opera del Liverpool - rappresenta anche l'automatica qualificazione per la Coppa UEFA della stagione successiva.

L'esonero[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante gli acquisti degli argentini Carlos Tévez e Javier Mascherano, l'inizio della stagione 2006-2007 è caratterizzato dall'eliminazione nel turno preliminare di Coppa UEFA a opera della squadra italiana del Palermo e dall'eliminazione al primo turno della Carling Cup per mano del Chesterfield, con la squadra che non riesce a risollevarsi dalle ultime tre posizioni della classifica della Premier League.

Alan Curbishley

Il 26 novembre 2006 il club è stato acquistato da un consorzio islandese capeggiato dall'imprenditore Eggert Magnusson, che dopo appena due settimane decide di esonerare Pardew, il giorno dopo la sconfitta 4-0 contro il Bolton. Il posto di allenatore viene dato all'ex giocatore del West Ham ed ex manager del Charlton Alan Curbishley.

La gestione Curbishley[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un inizio estremamente faticoso, Curbishley riuscì a motivare i giocatori nel modo giusto e nel mese di marzo 2007 la squadra si mise sulla strada giusta. Trascinato da Carlos Tévez, il West Ham raccolse 7 vittorie nelle ultime 9 partite di campionato e raggiunse un'incredibile salvezza vincendo all'ultima giornata per 1-0 sul campo del Manchester United Campione d'Inghilterra.

Quello del 2007-2008 è stato un campionato di transizione per gli Hammers, che, decimi classificati prima della sosta natalizia, sono rimasti in quella posizione fino a tre giornate dalla fine del torneo, per poi chiudere il campionato tornando al decimo posto. Il cammino in Premier League, di medio livello, è stato caratterizzato da alcune vittorie di prestigio contro Manchester United e Liverpool e da una goleada esterna contro il Derby County. A ciò si è aggiunta una serie di buone partite in League Cup, dove la squadra è stata eliminata ai quarti di finale dall'Everton. In questa stagione Magnusson ha lasciato il comando del club a Gudmundsson, secondo uomo più ricco di Islanda.

La gestione Zola[modifica | modifica wikitesto]

Zola mentre dirige il West Ham dalla panchina

A poche giornate dall'inizio della stagione 2008-2009 Curbishley si è dimesso. Il direttore sportivo Gianluca Nani, entrato in carica nel giugno 2008, ingaggia al suo posto il connazionale Gianfranco Zola, alla sua prima esperienza da allenatore in un club. Il tecnico italiano ha condotto il club ad una brillante seconda parte di stagione culminata nel nono posto finale, nonostante a Natale la squadra sopravanzasse la zona retrocessione di un solo punto. Nel frattempo, la società è passata di nuovo di mano, prima alla CB Holding, poi a due imprenditori inglesi.

Nel 2009-2010 il club ha lottato costantemente per la salvezza, riuscendo poi ad assicurarsi la permanenza in Premier League con due giornate di anticipo, grazie alla vittoria interna per 3-2 contro il Wigan Athletic. I 35 punti guadagnati in 38 partite, 7 in meno dell'annata precedente, non sono bastati ad evitare l'esonero di Zola, silurato due giorni dopo la fine del torneo.

La gestione Grant[modifica | modifica wikitesto]

Al suo posto, il 3 giugno 2010, viene messo sotto contratto per quattro anni l'ex allenatore di Chelsea e Portsmouth Avram Grant. Il 15 maggio 2011 il West Ham, dopo la retrocessione in Championship, esonera l'allenatore e il suo posto viene preso da Kevin Keen che guiderà la squadra nell'ultima sfida casalinga contro il Sunderland.[1]

La gestione Allardyce[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2011-2012 è nominato allenatore Sam Allardyce. La squadra londinese viene eliminata subito in entrambe le coppe nazionali da squadre di categoria inferiore. In particolare nella FA Cup esce al terzo turno perdendo per una rete a zero contro lo Sheffield Wednesday, nella Coppa di Lega viene eliminata al primo turno dall'Aldershot Town militante in quarta serie (perdendo per due reti ad una). Il campionato va decisamente meglio, con gli Hammers che chiudono la stagione regolare con 86 punti conquistati, guadagnando l'accesso ai play-off, attraverso i quali, dopo aver eliminato Cardiff City (e Blackpool, riconquistano la Premier League dopo solo un anno di assenza.

Nell'estate del 2012 il West Ham ingaggia James Colllins e George McCartney a titolo definitivo e Matt Jarvis e Andy Carroll in prestito. L'avvio di campionato è positivo e il 1° dicembre 2012 gli Hammers battono il Chelsea campione d'Inghilterra in carica per 3-1, issandosi momentaneamente all'ottavo posto in classifica. La stagione del ritorno in Premier League si chiude con un buon 10º posto, con un bilancio finale di 9 vittorie in casa e 3 in trasferta, dove il West Ham segna solo 11 gol (meno di tutti in Premier League 2012-2013). Il 22 marzo 2013 il club conclude un accordo per l'affitto dello Stadio Olimpico di Londra, a partire dalla stagione agonistica 2016-2017, in cambio di 15 milioni di sterline[2].

Nel 2013-2014 il West Ham si piazza 13° in Premier League e raggiunge la semifinale di Coppa di Lega, dove è eliminato dal Manchester City poi vincitore del trofeo. Il 18 aprile 2014 muore Dylan Tombides, calciatore delle giovanili che l'anno prima aveva esordito in League Cup con la prima squadra, deceduto a causa di un tumore ai testicoli che lo aveva colpito nel 2011[3].

Nel 2014-2015 gli Hammers guadagnano il 12° posto in campionato. Il 24 maggio 2015, a pochi minuti dalla fine dell'ultima partita di campionato, il club annuncia che il contratto di Allardyce non sarà rinnovato. Grazie al successo nella classifica stagionale UEFA del Fair Play il West Ham si qualifica per il primo turno preliminare di Europa League.

La gestione Bilić[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015-2016 il West Ham del nuovo allenatore Slaven Bilić, ingaggiato il 9 giugno 2015, ottiene importanti risultati come la prima vittoria ad Anfield Road contro il Liverpool dopo 52 anni (3-0) alla quarta giornata di campionato, il maggior numero di punti nella sua storia in Premier League (62), il maggior numero di gol segnati (65), il minor numero di sconfitte (8) e il minor numero di sconfitte fuori casa in Premier League (5). Il 7° posto finale, abbinato alla vittoria della FA Cup da parte del Manchester United (già qualificato in Europa League grazie al piazzamento in campionato), consente agli Hammers di qualificarsi per l'Europa League[4]. In Europa League il West Ham, dopo aver eliminato Lusitans e Birkirkara rispettivamente nel primo e nel secondo turno preliminare, esce di scena nel terzo turno, eliminato dall'Astra Giurgiu.

In Europa League 2016-2017, dopo aver eliminato il Domžale nel terzo turno preliminare, gli Hammers sono eliminati per la seconda stagione consecutiva dall'Astra Giurgiu nel play-off. Nell'agosto 2016 André Ayew diviene l'acquisto più costoso nella storia del club (20,5 milioni di sterline dallo Swansea). Nello stesso mese il club ingaggia Simone Zaza, prelevato dalla Juventus in prestito oneroso per 5 milioni di sterline con obbligo di riscatto a 20 ulteriori milioni di sterline in caso di raggiungimento di un numero prefissato di presenze in campo[5].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del West Ham United Football Club
  • 1895 - Fondato come Thames Ironworks Football Club.
  • 1895-1896 - Vincitore West Ham Charity Cup.
  • 1896-1897 - Finalista London League.
  • 1897-1898 - Vincitore London League.
  • 1898-1899 - Vincitore Southern Football League.
  • 1899-1900 - 14° in Southern League Division One.

  • 1900 - Riformato come West Ham United Football Club.
  • 1900-1901 - 6° in Southern League Division One.
  • 1901-1902 - 4° in Southern League Division One.
  • 1902-1903 - 10° in Southern League Division One.
  • 1903-1904 - 12° in Southern League Division One.
  • 1904-1905 - 10° in Southern League Division One.
  • 1905-1906 - 11° in Southern League Division One.
  • 1906-1907 - 15° in Southern League Division One.
  • 1907-1908 - 10° in Southern League Division One.
  • 1908-1909 - 18° in Southern League Division One.
  • 1909-1910 - 9° in Southern League Division One.

  • 1910-1911 - 5° in Southern League Division One.
  • 1911-1912 - 13° in Southern League Division One.
  • 1912-1913 - 3° in Southern League Division One.
  • 1913-1914 - 6° in Southern League Division One.
  • 1914-1915 - 4° in Southern League Division One.
  • 1915-1916 - 4° in London Combination.
  • 1916-1917 - Vincitore London Combination.
  • 1917-1918 - 2° in London Combination.
  • 1918-1919 - 3° in London Combination.
  • 1919-1920 - 7° in Second Division.

  • 1920-1921 - 5° in Second Division.
  • 1921-1922 - 4° in Second Division.
  • 1922-1923 - 2° in Second Division. Green Arrow Up.svg Promosso in First Division.
Finalista di FA Cup.
  • 1923-1924 - 13° in First Division.
  • 1924-1925 - 13° in First Division.
  • 1925-1926 - 18° in First Division.
  • 1926-1927 - 6° in First Division.
  • 1927-1928 - 17° in First Division.
  • 1928-1929 - 17° in First Division.
  • 1929-1930 - 7° in First Division.

  • 1930-1931 - 18° in First Division.
  • 1931-1932 - 22° in First Division. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second Division.
  • 1932-1933 - 20° in Second Division.
  • 1933-1934 - 7° in Second Division.
  • 1934-1935 - 3° in Second Division.
  • 1935-1936 - 4° in Second Division.
  • 1936-1937 - 6° in Second Division.
  • 1937-1938 - 9° in Second Division.
  • 1938-1939 - 11° in Second Division.
  • 1939-1940 - Vincitore Football League War Cup (1º titolo).

  • 1940-1945 -
  • 1945-1946 - 7ª in Division South.
  • 1946-1947 - 12° in Second Division.
  • 1947-1948 - 6° in Second Division.
  • 1948-1949 - 7° in Second Division.
  • 1949-1950 - 19° in Second Division.

  • 1950-1951 - 13° in Second Division.
  • 1951-1952 - 12° in Second Division.
  • 1952-1953 - 14° in Second Division.
  • 1953-1954 - 13° in Second Division.
  • 1954-1955 - 8° in Second Division.
  • 1955-1956 - 16° in Second Division.
  • 1956-1957 - 8° in Second Division.
  • 1957-1958 - Vincitore Second Division (1º titolo). Green Arrow Up.svg Promosso in First Division.
  • 1958-1959 - 6° in First Division.
  • 1959-1960 - 14° in First Division.

  • 1960-1961 - 16° in First Division.
  • 1961-1962 - 8° in First Division.
  • 1962-1963 - 12° in First Division.
  • 1963-1964 - 14° in First Division.
FA Cup.png Vincitore della FA Cup (1º titolo).
  • 1964-1965 - 9° in First Division.
CommunityShield.png Vincitore del Charity Shield (1º titolo) (titolo condiviso).
Coppacoppe.png Vincitore Coppa delle Coppe (1º titolo).
  • 1965-1966 - 14° in First Division.
Finalista in Football League Cup.
  • 1966-1967 - 16° in First Division.
  • 1967-1968 - 12° in First Division.
  • 1968-1969 - 8° in First Division.
  • 1969-1970 - 17° in First Division.

  • 1970-1971 - 20° in First Division.
  • 1971-1972 - 14° in First Division.
  • 1972-1973 - 6° in First Division.
  • 1973-1974 - 18° in First Division.
  • 1974-1975 - 13° in First Division.
FA Cup.png Vincitore della FA Cup (2º titolo).
  • 1975-1976 - 18° in First Division.
Finalista in Coppa delle Coppe.
  • 1976-1977 - 17° in First Division.
  • 1977-1978 - 20° in First Division. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second Division.
  • 1978-1979 - 5° in Second Division.
  • 1979-1980 - 7° in Second Division.
FA Cup.png Vincitore della FA Cup (3º titolo).

Finalista in Football League Cup.
  • 1981-1982 - 9° in First Division.
  • 1982-1983 - 8° in First Division.
  • 1983-1984 - 9° in First Division.
  • 1984-1985 - 16° in First Division.
  • 1985-1986 - 3° in First Division.
  • 1986-1987 - 15° in First Division.
  • 1987-1988 - 16° in First Division.
  • 1988-1989 - 19° in First Division. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second Division.
  • 1989-1990 - 7° in Second Division.

  • 1990-1991 - 2° in Second Division. Green Arrow Up.svg Promosso in First Division.
  • 1991-1992 - 22° in First Division. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Second Division.
  • 1992-1993 - 2° in Second Division. Green Arrow Up.svg Promosso in FA Premier League.
  • 1993-1994 - 13° in FA Premier League.
  • 1994-1995 - 14° in FA Premier League.
  • 1995-1996 - 10° in FA Premier League.
  • 1996-1997 - 14° in FA Premier League.
  • 1997-1998 - 8° in FA Premier League.
  • 1998-1999 - 5° in FA Premier League.
  • 1999-2000 - 9° in FA Premier League.
UEFA - Intertoto.svg Vincitore Coppa Intertoto (1º titolo).

  • 2000-2001 - 15° in FA Premier League.
  • 2001-2002 - 7° in FA Premier League.
  • 2002-2003 - 18° in FA Premier League. Red Arrow Down.svg Retrocesso in First Division.
  • 2003-2004 - 4° in First Division.
  • 2004-2005 - 6° in Football League Championship. Green Arrow Up.svg Promosso in FA Premier League dopo aver vinto i play-off.
  • 2005-2006 - 9° in FA Premier League.
Finalista di FA Cup.
  • 2006-2007 - 15° in FA Premier League.
Primo turno di Coppa UEFA.
  • 2007-2008 - 10° in Premier League.
  • 2008-2009 - 9° in Premier League.
  • 2009-2010 - 17° in Premier League.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Articoli di merchandise con i colori e simboli della società

Lo stemma originale rappresentava due martelli incrociati, quei martelli che si usano nelle fabbriche dove si fondono le navi. Intorno al 1900, allo stemma fu aggiunto un castello che rappresentava la “Green Street House”, nota anche come “Boleyn Castle” per via del fatto che Anna Bolena ci abitò brevemente. Nello stemma, il “Boleyn Castle” è rappresentato sullo sfondo dei due martelli con la classica immagine delle torri merlettate.

Un'altra teoria afferma che il castello sia stato inserito nello stemma come ringraziamento per l'aiuto portato al club dai giocatori dell'Old Castle Swift. In ogni caso, la presenza del “Boleyn Castle” nello stemma ha portato la società a battezzare il proprio stadio con il nome di Boleyn Ground.

Dalla stagione 2016/2017, anche per via dell'abbandono del vecchio Boleyn Ground come stadio di casa, si è tornati a uno stemma contenente solo i due martelli incrociati e la scritta "West Ham United - London".

Il West Ham nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il documentario di Ian Stuttard Hooligan, prodotto nel 2005 per la televisione britannica, offre uno sguardo attento all'interno della Inter City Firm, la frangia di tifosi violenti del West Ham che terrorizzò i campi di calcio inglesi negli anni settanta e ottanta.

Nel 1988 Alan Clark diresse il film televisivo The Firm, interpretato da Gary Oldman e ispirato proprio al documentario di Stuttard. Nel film il gruppo di tifosi si chiama Inter City Crew e il West Ham non viene mai citato, anche perché la storia racconta del tentativo di costituire una banda di hooligan che segua la nazionale inglese agli Europei di Germania del 1988, ma nella camera da letto del protagonista sono chiaramente visibili poster e cimeli degli Hammers.

Il film Hooligans, diretto nel 2005 da Lexi Alexander e interpretato da Elijah Wood, racconta la storia di un gruppo di tifosi violenti del West Ham. La pellicola è ambientata nel 2005 ma la Green Street Elite del film è chiaramente ispirata alla Inter City Firm.

Bobby Moore, capitano del West Ham e della nazionale inglese che vinse il mondiale del 1966, fu nel 1981 tra i protagonisti di Fuga per la vittoria di John Huston, a fianco di altri grandi calciatori come Pelé e Osvaldo Ardiles.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nella saga di Harry Potter, Dean Thomas, uno studente di Hogwarts, tifa per il West Ham. Nel 2004 Cass Pennant, scrittore ed ex leader della ICF ha scritto il libro "Congratulazioni Hai Appena Incontrato La ICF (West Ham)", un libro che narrà la storia della firm che tra gli anni 70-80 divenne famosa per i suoi atti di violenza.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il bassista e fondatore del gruppo Heavy metal inglese Iron Maiden, Steve Harris, è tifoso del West Ham United: sul suo strumento c'è infatti lo stemma del club e i polsini che indossa e la tracolla del basso hanno rigorosamente i colori degli Hammers. Inoltre da adolescente giocò nelle giovanili del West Ham United nel ruolo di terzino, ma abbandonò in seguito il calcio a causa della maggiore passione per la musica. Inoltre, nella copertina dell'album Somewhere in Time appare all'interno di un tabellone la scritta "LATEST RESULTS.......WEST HAM 7........ARSENAL 3", proprio in riferimento al tifo calcistico di Steve Harris.[6]

Gruppi punk come Cock Sparrer e Cockney Rejects sono hooligans del West Ham. I Cockney Rejects hanno anche rifatto in chiave punk l'inno del West Ham I'm Forever Blowing Bubbles.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Da sue recenti affermazioni si è appreso che il presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, è tifoso degli Hammers[7]. Anche il Principe Henry del Galles è un sostenitore del club.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua storia, il West Ham ha avuto solamente quattordici allenatori, una cosa unica nel mondo del calcio di primo piano. Non solo: il primo allenatore della squadra, Syd King, è rimasto in carica per trent'anni, e fino al 1989 il club ha avuto appena cinque manager.

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Celebri[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro The Official West Ham United Dream Team del 2003 si riporta il risultato del sondaggio in cui fu chiesto a 500 tifosi di elencare l'undici ideale del club. Il voto fu ristretto ai giocatori dell'epoca moderna.

1 Inghilterra P Phil Parkes
2 Scozia D Ray Stewart
3 Inghilterra D Julian Dicks
4 Inghilterra C Billy Bonds
5 Inghilterra D Alvin Martin
6 Inghilterra D Bobby Moore
7 Inghilterra C Martin Peters
8 Inghilterra C Trevor Brooking
9 Inghilterra A Geoff Hurst
10 Italia A Paolo Di Canio
11 Inghilterra C Alan Devonshire

Hammer of the Year[modifica | modifica wikitesto]

Anno Vincitore
1958 Inghilterra Andy Malcolm
1959 Inghilterra Ken Brown
1960 Inghilterra Malcolm Musgrove
1961 Inghilterra Bobby Moore
1962 Scozia Lawrie Leslie
1963 Inghilterra Bobby Moore
1964 Inghilterra Johnny Byrne
1965 Inghilterra Martin Peters
1966 Inghilterra Geoff Hurst
1967 Inghilterra Geoff Hurst
1968 Inghilterra Bobby Moore
1969 Inghilterra Geoff Hurst
1970 Inghilterra Bobby Moore
Anno Vincitore
1971 Inghilterra Billy Bonds
1972 Inghilterra Trevor Brooking
1973 Inghilterra Bryan 'Pop' Robson
1974 Inghilterra Billy Bonds
1975 Inghilterra Billy Bonds
1976 Inghilterra Trevor Brooking
1977 Inghilterra Trevor Brooking
1978 Inghilterra Trevor Brooking
1979 Inghilterra Alan Devonshire
1980 Inghilterra Alvin Martin
1981 Inghilterra Phil Parkes
1982 Inghilterra Alvin Martin
1983 Inghilterra Alvin Martin
Anno Vincitore
1984 Inghilterra Trevor Brooking
1985 Inghilterra Paul Allen
1986 Inghilterra Tony Cottee
1987 Inghilterra Billy Bonds
1988 Inghilterra Stewart Robson
1989 Inghilterra Paul Ince
1990 Inghilterra Julian Dicks
1991 Rep. Ceca Luděk Mikloško
1992 Inghilterra Julian Dicks
1993 Inghilterra Steve Potts
1994 Inghilterra Trevor Morley
1995 Inghilterra Steve Potts
1996 Inghilterra Julian Dicks
Anno Vincitore
1997 Inghilterra Julian Dicks
1998 Inghilterra Rio Ferdinand
1999 Trinidad e Tobago Shaka Hislop
2000 Italia Paolo Di Canio
2001 Inghilterra Stuart Pearce
2002 Francia Sebastian Schemmel
2003 Inghilterra Joe Cole
2004 Inghilterra Matthew Etherington
2005 Inghilterra Teddy Sheringham
2006 Galles Daniel Gabbidon
2007 Argentina Carlos Tévez
2008 Inghilterra Robert Green
2009 Inghilterra Scott Parker
Anno Vincitore
2010 Inghilterra Scott Parker
2011 Inghilterra Scott Parker
2012 Inghilterra Mark Noble
2013 Nuova Zelanda Winston Reid
2014 Inghilterra Mark Noble
2015 Inghilterra Aaron Cresswell
2016 Francia Dimitri Payet

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1963-64, 1974-75, 1979-80
1964
1957-58, 1980-81

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1964-65
1999

Altri trofei[modifica | modifica wikitesto]

  • Western Football League: 1
1907
  • London Combination: 1
1917
1940
  • Southern Floodit Cup: 1
1956
  • Essex Professional Cup: 3
1951, 1955, 1959

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record del West Ham United Football Club.

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Come ogni altra squadra di calcio, anche il West Ham ha delle rivalità particolarmente accese. In particolare, sono molto sentite le gare con altre due squadre londinesi come il Chelsea o il Tottenham, o con una squadra odiata da molti come il Manchester United. La rivalità per eccellenza degli Hammers è comunque con il Millwall F.C.

I tifosi di West Ham e Millwall F.C. si sono reciprocamente odiati per decenni, e quest'odio è spesso culminato con delle vere e proprie guerriglie tra le bande hooligan più accese. Quella che era cominciata come una fiera rivalità tra una squadra di costruttori di navi ed una di operai portuali si è trasformata in aperta ostilità durante lo Sciopero Generale del maggio 1926. In quell'occasione, tutti gli operai dei Royal Docks, sulla sponda nord del Tamigi – ossia la zona del West Ham – fecero sciopero, mentre i portuali dei Millwall Docks e del porto del Surrey continuarono a lavorare. Quel conflitto tra operai in sciopero e crumiri si trasferì sui campi da calcio, infiammando la rivalità tra le due squadre.

Tra gli anni settanta e gli anni ottanta una delle componenti più violente della sua tifoseria, denominata Inter City Firm, si rese protagonista di durissimi scontri con gang legate a squadre rivali.

Ormai da 5 anni i tifosi del West Ham hanno un gemellaggio ufficiale con i tifosi della Società Sportiva Lazio, gemellaggio nato quando alcuni tifosi del West Ham hanno incontrato in una vacanza dei tifosi della Lazio, è un gemellaggio molto sentito, soprattutto perché uno dei giocatori storici e amato dal tifosi del West Ham, Paolo Di Canio,è stato calciatore e tutt'ora tifoso della Lazio.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Mark Noble, capitano del West Ham

Dati aggiornati al 30 agosto 2016[8][9]

N. Ruolo Giocatore
1 Irlanda P Darren Randolph
2 Nuova Zelanda D Winston Reid
3 Inghilterra D Aaron Cresswell
4 Norvegia C Håvard Nordtveit
7 Algeria C Sofiane Feghouli
8 Senegal C Cheikhou Kouyaté
9 Inghilterra A Andy Carroll
10 Argentina C Manuel Lanzini
11 Ecuador A Enner Valencia
13 Spagna P Adrián
14 Spagna C Pedro Obiang
15 Senegal A Diafra Sakho
16 Inghilterra C Mark Noble (capitano)
17 Turchia C Gökhan Töre
19 Galles D James Collins
N. Ruolo Giocatore
20 Ghana A André Ayew
21 Italia D Angelo Ogbonna
22 Inghilterra D Sam Byram
23 Uruguay C Diego Poyet
24 Inghilterra A Ashley Fletcher
25 Canada D Doneil Henry
26 Francia D Arthur Masuaku
27 Francia C Dimitri Payet
28 Argentina A Jonathan Calleri
30 Inghilterra C Michail Antonio
33 Scozia D Stephen Hendrie
34 Svizzera P Raphael Spiegel
35 Inghilterra D Reece Oxford
42 Norvegia C Martin Samuelsen
Italia A Simone Zaza

Soprannomi[modifica | modifica wikitesto]

Hammers e Irons[modifica | modifica wikitesto]

Il soprannome di “Hammers” deriva dal nome del club (West Hammer) oltre che dai martelli incrociati rappresentati nello stemma della squadra. I mezzi di informazione si riferiscono ai giocatori definendoli “Hammers” anche se ai tifosi sembra piacere di più l'altro soprannome, “Irons”. Quest'ultimo nickname deriva dal primo nome della squadra, Thames Ironworks FC.

Accademia del Football[modifica | modifica wikitesto]

Il nomignolo fieramente mostrato allo stadio dal club

Il West Ham è noto anche come L'Accademia del Football, grazie alla grande reputazione che il suo settore giovanile ha saputo costruirsi negli anni e allo stile di gioco fluido che la squadra ha sempre praticato. Il soprannome fu dato al club dalla stampa degli anni sessanta.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ UFFICIALE: il West Ham ha esonerato Grant
  2. ^ Londra, lo stadio olimpico da 600 milioni al West Ham per quattro soldi, Il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2013.
  3. ^ West Ham United player Dylan Tombides dies aged 20 after battle with testicular cancer telegraph.co.uk
  4. ^ West Ham qualify for Europa League after Man Utd FA Cup win, skysports.com, 21 maggio 2016
  5. ^ Simone Zaza signs for West Ham on loan from Juventus, skysports.com, 28 agosto 2016
  6. ^ Popoff, Martin (2006). Run for Cover: The Art of Derek Riggs (1 ed.). Aardvark Publishing. p. 87. ISBN 1-4276-0538-6.
  7. ^ Obama tifa West Ham. Zola: "Venga a vederci", in Gazzetta dello Sport, 8 novembre 2008. URL consultato il 1º giugno 2009.
  8. ^ http://www.whufc.com/Teams/First-Team/Squad
  9. ^ http://www.transfermarkt.it/west-ham-united/kader/verein/379/saison_id/2016

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Cass Pennant

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN140800618 · GND: (DE5006902-0